DENOMINAZIONE
ENSPRYNG 120 MG SOLUZIONE INIETTABILE IN SIRINGA PRERIEMPITA. Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalita’ di segnalazione delle reazioni avverse.
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Immunosoppressori, inibitori delle interleuchine.
PRINCIPI ATTIVI
Ciascuna siringa preriempita contiene 120 mg di satralizumab in 1 mL.Satralizumab e’ prodotto utilizzando cellule ovariche di criceto cinese, mediante tecnologia del DNA ricombinante. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Istidina, acido aspartico, arginina, polossamero 188, acqua per preparazioni iniettabili.
INDICAZIONI
Enspryng e’ indicato in monoterapia o in associazione a terapia immunosoppressiva (TIS), per il trattamento dei disturbi dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD), in pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di eta’ con sieropositivita’ per le IgG anti-acquaporina-4 (AQP4-IgG) (vedere paragrafo 5.1).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
POSOLOGIA
Il trattamento deve iniziare sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento della neuromielite ottica (NMO) o della NMOSD. Posologia: Enspryng puo’ essere utilizzato in monoterapia o in terapia di associazione a corticosteroidi orali (CO), azatioprina (AZA) o micofenolato mofetile (MMF) (vedere paragrafo 5.1). La posologia in pazienti adolescenti di eta’ >= 12 anni con peso corporeo >= 40 kg e in pazienti adulti e’ la stessa. Dosi di carico: la dose di carico raccomandata e’ di 120 mg, con iniezione sottocutanea (s.c.), ogni due settimane per le prime tre somministrazioni (prima dose alla settimana 0, seconda dose la seconda settimana e terza dose la quarta settimana). Dosi di mantenimento: la dose di mantenimento raccomandata e’ di 120 mg, con iniezione s.c., ogni 4 settimane. Durata del trattamento: Enspryng e’ concepito per il trattamento a lungo termine. Dosi ritardate o saltate: se si salta un’iniezione, per ragioni diverse da aumenti dei livelli degli enzimi epatici, questa dovra’ essere somministrata come descrittodi seguito. Posologia raccomandata per dosi ritardate o saltate. Dosedi carico saltata o ritardata di meno di 8 settimane durante il periodo di mantenimento. La dose raccomandata deve essere somministrata il prima possibile, senza attendere fino alla dose programmata successiva.periodo di carico: se la seconda dose di carico viene ritardata o saltata, questa dose dev’essere somministrata il prima possibile e la terza e ultima dose di carico 2 settimane dopo. Se la terza dose di carico viene ritardata o saltata, questa dose dev’essere somministrata il prima possibile e la prima dose di mantenimento 4 settimane dopo. Periodo di mantenimento: dopo aver somministrato la dose ritardata o saltata, il regime posologico ogni 4 settimane deve essere ripristinato. Da 8 settimane a meno di 12 settimane: la dose raccomandata deve essere somministrata a 0*, seconda settimana e successivamente ogni 4 settimane. 12 settimane o piu’: la dose raccomandata deve essere somministrataa 0*, seconda, quarta e successivamente ogni 4 settimane. * Per “0 settimane” si intende il momento della prima somministrazione dopo la dose saltata. Modifiche del dosaggio in presenza di anomalie degli enzimi epatici: se l’aumento dell’alanina aminotransferasi (ALT) o dell’aspartato transaminasi (AST) e’ >5x il limite superiore di normalita’ (ULN) e si associa a un aumento di qualsiasi grado della bilirubina, il trattamento con Enspryng deve essere interrotto e la ripresa non e’ consigliata. Se l’aumento di ALT o AST e’ > 5x il limite superiore di normalita’ (ULN) e non si associa a un aumento di bilirubina, il trattamento deve essere interrotto. Il trattamento potra’ essere ripreso alla dose di 120 mg, con iniezione s.c., ogni quattro settimane, quando i valori di ALT e AST saranno tornati nel normale intervallo e previa valutazione del rapporto beneficio-rischio del trattamento nel singolo paziente. Se si decide di riprendere il trattamento, i parametri epaticidovranno essere strettamente monitorati e se si osserva un qualsiasi successivo aumento dei livelli di ALT/AST e/o di bilirubina, il trattamento deve essere interrotto e la ripresa non e’ consigliata (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Posologia raccomandata per la ripresa del trattamento dopo un aumento dei livelli delle transaminasi epatiche. Meno di 12 settimane: il trattamento deve essere ripreso alla dose raccomandata, somministrata ogni 4 settimane. 12 settimane o piu’: il trattamentodeve essere ripreso alla dose raccomandata, somministrata a 0*, seconda, quarta e successivamente ogni 4 settimane. * Per “settimana 0” si intende il momento della prima somministrazione dopo la ripresa del trattamento. Modifiche del dosaggio in presenza di neutropenia: se la conta dei neutrofili e’ inferiore a 1,0 x 10^9 /L e la ripetizione dell’analisi conferma il risultato, il trattamento deve essere interrotto fino a quando la conta dei neutrofili non torna a un livello > 1,0 x 10^9 /L. Modifiche del dosaggio in presenza di una conta delle piastrinebassa: se la conta delle piastrine e’ inferiore a 75 x 10^9 /L e la ripetizione dell’analisi conferma il risultato, il trattamento deve essere interrotto fino a quando la conta delle piastrine non torna a un livello >= 75 x 10^9 /L. Popolazioni speciali. Popolazione pediatrica: la posologia in pazienti adolescenti di eta’ >= 12 anni con peso corporeo >= 40 kg e in pazienti adulti e’ la stessa (vedere paragrafi 5.1 e5.2). La sicurezza e l’efficacia di satralizumab nei bambini con pesocorporeo <40 kg non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Anziani: nei pazienti di eta’ >= 65 anni, non e’ richiesta alcuna correzione della posologia (vedere paragrafo 5.2). Compromissione renale: nei pazienti con compromissione renale, la sicurezza e l’efficacia di satralizumab non sono state formalmente studiate. Nei pazienti con lieve compromissione della funzionalita’ renale, non e’ richiesta alcuna correzione della posologia (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica: nei pazienti con compromissione epatica, la sicurezza el’efficacia di satralizumab non sono state studiate. Non ci sono datidisponibili (vedere paragrafo 5.2). Durante il trattamento con satralizumab sono stati osservati aumenti dei livelli degli enzimi epatici (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Per indicazioni sulla correzione della posologia, si veda il precedente paragrafo “Modifiche del dosaggio in presenza di anomalie degli enzimi epatici”. Modo di somministrazione: satralizumab 120 mg si somministra con iniezione s.c. utilizzando una siringa preriempita monodose. E’ necessario somministrare l’intero contenuto della siringa preriempita (1 mL). Le sedi di iniezione raccomandate sono l’addome e la coscia. Le sedi di iniezione devono essere alternate e le iniezioni non devono mai essere somministrate su nei, cicatrici o aree in cui la cute si presenta dolente, livida, arrossata, indurita o non integra. Le istruzioni complete per la somministrazione di satralizumab sono riportate alla fine del foglio illustrativo. Somministrazione da parte del paziente e/o di chi lo assiste La prima iniezione deve essere praticata sotto la supervisione di un operatore sanitario qualificato. Dopo aver ricevuto istruzioni adeguate su come preparare e praticare l’iniezione, un paziente/ o chi lo assiste adulto potra’ somministrare tutte le altre dosi a casa, se il medico stabilira’ che la procedura e’ appropriata e che il paziente/o chi lo assiste e’ ingrado di praticare l’iniezione. Pazienti/o chi lo assiste devono chiamare immediatamente il medico se il paziente manifesta sintomi di gravi reazioni allergiche e verificare con l’operatore sanitario l’opportunita’ di proseguire o meno il trattamento.
CONSERVAZIONE
Conservare in frigorifero (2 gradi C – 8 gradi C). Non congelare. Nonutilizzare la siringa se e’ stata congelata. Tenere sempre la siringaasciutta. Tenere la siringa preriempita nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidita’. Se chiuso e mantenuto nell’imballaggio esterno, satralizumab puo’ essere lasciato fuoridal frigorifero a una temperatura inferiore a 30 gradi C per un singolo periodo massimo di 8 giorni. Dopo la conservazione a temperatura ambiente, il prodotto non deve essere riposto in frigorifero e deve essere utilizzato o gettato via.
AVVERTENZE
Tracciabilita’: al fine di migliorare la tracciabilita’ dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministratodevono essere chiaramente registrati. Infezioni: la somministrazione di satralizumab dovra’ essere ritardata nei pazienti che sviluppano un’infezione attiva, fino a quando quest’ultima non sara’ sotto controllo (vedere paragrafo 4.2). Si raccomanda di monitorare i pazienti trattati con satralizumab, al fine di rilevare e diagnosticare tempestivamente eventuali infezioni. Se il paziente sviluppa un’infezione grave o opportunistica, e’ necessario ritardare il trattamento e istituire unaterapia adeguata con ulteriore monitoraggio. In caso di segni e sintomi di infezioni, i pazienti devono essere istruiti sulla necessita’ dirichiedere assistenza medica tempestiva, allo scopo di facilitare la diagnosi tempestiva delle infezioni. Ai pazienti deve essere fornita una scheda di allerta per il paziente. Vaccinazioni: vaccini vivi e vivi-attenuati non devono essere somministrati in concomitanza con satralizumab, poiche’ la sicurezza clinica non e’ stata stabilita. L’intervallo tra la somministrazione di vaccini vivi e l’inizio del trattamentocon satralizumab deve essere conforme alle linee guida sulle vaccinazioni in vigore relative agli agenti immunomodulatori o immunosoppressori. In pazienti trattati con satralizumab, non sono disponibili dati sugli effetti della vaccinazione. Prima di iniziare il trattamento con satralizumab, si raccomanda che tutti i pazienti effettuino le dovute vaccinazioni e i richiami previsti dalle attuali linee guida per l’immunizzazione. Enzimi epatici: in associazione al trattamento con satralizumab sono stati osservati aumenti lievi e moderati dei livelli delletransaminasi epatiche, che nella maggior parte dei casi sono stati inferiori a 5x ULN (vedere paragrafo 4.8). I livelli di ALT e AST devonoessere monitorati ogni quattro settimane per i primi tre mesi di trattamento, quindi ogni tre mesi per un anno e successivamente secondo indicazione clinica. Il trattamento con satralizumab deve essere interrotto nei pazienti con ALT o AST > 5x ULN (vedere paragrafo 4.2). Conta dei neutrofili: dopo il trattamento con satralizumab si sono verificate riduzioni della conta dei neutrofili (vedere paragrafo 4.8). La conta dei neutrofili deve essere monitorata per 4-8 settimane dopo l’inizio del trattamento e, successivamente secondo indicazione clinica. Per i casi in cui e’ raccomandata l’interruzione del trattamento, vedere paragrafo 4.2.
INTERAZIONI
Non sono stati effettuati studi d’interazione. Le analisi di farmacocinetica (PK) di popolazione non hanno evidenziato alcun effetto di azatioprina (AZA), corticosteroidi orali (CO) o micofenolato mofetile (MMF) sulla clearance di satralizumab. Studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che l’espressione di specifici enzimi epatici CYP450 (CYP1A2,CYP2C9, CYP2C19 e CYP3A4) e’ soppressa da citochine come IL-6. Pertanto, occorre cautela quando si inizia o si interrompe il trattamento con satralizumab nei pazienti in terapia concomitante con substrati di CYP450 3A4, 1A2, 2C9 o 2C19, in particolare quelli che presentano un indice terapeutico ristretto (come warfarin, carbamazepina, fenitoina e teofillina) e, se necessario, si devono modificare le dosi. In considerazione della prolungata emivita terminale di satralizumab, il suo effetto potrebbe persistere per diverse settimane dopo l’interruzione deltrattamento.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse osservate conmaggiore frequenza sono state: cefalea (19,2%), artralgia (13,5%), conta dei leucociti diminuita (13,5%), iperlipidemia (13,5%) e reazioni correlate all’iniezione (12,5%). Elenco delle reazioni avverse: di seguito sono riepilogate le reazioni avverse osservate negli studi clinici con l’uso di satralizumab in monoterapia o in associazione a TIS. Le reazioni avverse osservate negli studi clinici sono elencate sulla base della classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. Le reazioni avverse sono presentate utilizzando il numero di eventi avversi per 100 pazienti-anno e sulla base delle cifre relative alla frequenza.Per ogni reazione avversa, la categoria di frequenza corrispondente si basa sulle cifre relative alla frequenza e alla seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000). Reazioni avverse. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: ipofibrinogenemia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: iperlipidemia. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: emicrania. Patologie cardiache. Comune: bradicardia. Patologie vascolari. Comune: ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: rinite allergica. Patologie gastrointestinali. Comune: gastrite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, prurito.Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: artralgia; comune: rigidita’ muscoloscheletrica. Patologiegenerali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni correlate all’iniezione; comune: edema periferico. Esami diagnostici. Molto comune: conta dei leucociti diminuita; comune: conta dei neutrofili diminuita, conta delle piastrine diminuita, transaminasi aumentate, bilirubina ematica aumentata, peso aumentato. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Reazioni correlate all’iniezione (IRR): in pazienti trattati con satralizumab, le IRR segnalate sono state prevalentemente da lievi a moderate e, nella maggior parte dei casi, si sono manifestate entro 24 ore dall’iniezione. I sintomi sistemici piu’ comunemente riferiti sono stati diarrea e cefalea. Le reazioni locali in sede di iniezione piu’ comunemente riferite sono state rossore, eritema, prurito, eruzione cutanea e dolore. Peso corporeo: nel periodo di trattamento in doppio cieco sono stati osservati aumenti del peso corporeo >= 15% rispetto al basale nel 3,8% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazione a TIS), in confronto al 2,7% dei pazienti che hanno ricevuto placebo (o placebo piu’ TIS). Esami di laboratorio anomali. Neutrofili: nel periodo di trattamento in doppio cieco e’ stata osservata una riduzione dei neutrofili nel 31,7% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazione a TIS), rispetto al 21,6% dei pazienti che hanno ricevuto placebo (o placebo piu’ TIS). Nella maggior parte dei casi tali riduzioni dei neutrofili sono state transitorie o intermittenti. Il 9,6% dei pazienti trattati con satralizumab aveva un livello di neutrofili inferiore a 1×10^9 /L, rispetto al 5,4% di quelli trattati con placebo (o placebo piu’ TIS). Piastrine: nel periodo di trattamento in doppio cieco sono state osservate riduzioni della conta delle piastrine (inferiori a 150 x 10^9 /l) nel 24,0% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazione a TIS), rispetto al 9,5% dei pazientiche hanno ricevuto placebo o placebo piu’ TIS. Le riduzioni della conta delle piastrine non sono state associate a eventi emorragici. Nellamaggior parte dei casi la riduzione delle piastrine e’ stata transitoria e non e’ mai scesa sotto il valore di 75 x 10^9 /l. Enzimi epatici: nel periodo di trattamento in doppio cieco sono stati osservati aumenti dei valori di ALT o AST, rispettivamente, nel 27,9% e nel 18,3% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazionea TIS), rispetto al 12,2% e al 13,5% dei pazienti che hanno ricevuto placebo o placebo piu’ TIS. Nella maggior parte dei casi tali aumenti sono stati inferiori a 3 x ULN, sono stati transitori e si sono risolti senza interrompere l’assunzione di satralizumab. Aumenti dei valori di ALT o AST >3 x ULN hanno riguardato, rispettivamente, il 2,9% e l’1,9% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazione a TIS). Tali aumenti non sono stati associati a incrementi della bilirubina totale. Aumenti di ALT superiori a 5 x ULN sono stati osservati 4 settimane dopo l’inizio della terapia in un paziente (1%) trattato con satralizumab in associazione a TIS e si sono normalizzati dopo interruzione di satralizumab; in tale paziente, non e’ stata reintrodotta la terapia con satralizumab (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Parametri lipidici: durante il periodo di trattamento in doppio cieco, nel 10,6% dei pazienti trattati con satralizumab (in monoterapia o in associazione a TIS) si sono evidenziati aumenti del colesterolo totale superiori a 7,75 mmol/L, rispetto all’1,4% dei pazienti trattati con placebo (o placebo piu’ TIS); nel 20,2% dei pazienti trattati con satralizumab si sono evidenziati aumenti dei trigliceridi superiori a 3,42 mmol/L, rispetto al 10,8% dei pazienti trattati con placebo. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di satralizumab sono state studiate in 9 bambini di eta’ >=12 anni. Si prevede che nei bambini sopra i 12 anni, frequenza, tipo e severita’ delle reazioni avverse siano gli stessi osservati negli adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni- reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i dati relativi all’uso di satralizumab in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sulle scimmie non indicano effetti dannosi di tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Durante la gravidanza, a scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso di satralizumab. Allattamento: non e’ noto se satralizumab sia escreto nel latte materno. E’ noto che le IgG umane sono escrete nel latte materno durante i primi giorni dopo la nascita e che tale escrezione si riduce in breve tempo a basse concentrazioni; di conseguenza, in questo breve periodo non puo’ essere esclusa la sussistenza di un rischio per il neonato allattato al seno. Trascorso questo periodo, l’uso di Enspryng durante l’allattamento puo’ essere valutato solo se clinicamente necessario. Fertilita’: non sono disponibili dati clinici circa gli effetti di satralizumab sulla fertilita’ umana. Gli studi sugli animali non hannomostrato evidenze di compromissione della fertilita’ maschile o femminile (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza
24 MESI
Confezionamento
SIRINGA

