EPACLOB 1FL OS SOSP 5MG/5ML150

SKU: 45041023 Category:

DENOMINAZIONE

EPACLOB SOSPENSIONE ORALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Derivati benzodiazepinici.

PRINCIPI ATTIVI

Epaclob 1 mg/ml: 1 ml di sospensione orale contiene 1 mg di Clobazam.Epaclob 2 mg/ml: 1 ml di sospensione orale contiene 2 mg di Clobazam.Eccipiente(i) con effetti noti: Ogni ml di sospensione orale contiene250 mg di sorbitolo, 2,06 mg di sodio metil idrossibenzoato e 0,224 mg di sodio propil idrossibenzoato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Sorbitolo (E420), gomma Xanthan (E415), acesulfame potassico (E950), aroma di lampone, sodio propil idrossibenzoato (E217), sodio metil idrossibenzoato (E219), disodio idrogeno fosfato diidrato (per l’aggiustamento del pH), sodio diidrogeno fosfato diidrato (per l’aggiustamento del pH), acqua purificata.

INDICAZIONI

Clobazam puo’ essere usato come terapia aggiuntiva nell’epilessia negli adulti e nei bambini con piu’ di 2 anni di eta’, se il trattamento standard con uno o piu’ anticonvulsivi non ha funzionato. Epaclob sospensione orale deve essere usato nei bambini da 1 mese a 2 anni di eta’soltanto in situazioni eccezionali, quando vi sia una chiara indicazione di epilessia.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Epaclob sospensione orale non deve essere usato: nei pazienti con ipersensibilita’ alle benzodiazepine o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Nei pazienti con miastenia grave (rischio di peggioramento della debolezza muscolare). Nei pazienti con grave insufficienza respiratoria (rischio di peggioramento). Nei pazienti con sindrome da apnea notturna (rischio di peggioramento). Nei pazienti congrave insufficienza epatica (rischio di sviluppo di encefalopatia). Nelle donne che allattano con latte materno. Intossicazione acuta con alcol e sostanze attive per il SNC. Popolazione pediatrica: le benzodiazepine non devono essere somministrate ai bambini senza una valutazione attenta della necessita’ del loro uso. Epaclob sospensione orale deve essere usato nei bambini da 1 mese a 2 anni solo in situazioni eccezionali, quando vi sia una chiara indicazione di epilessia.

POSOLOGIA

Posologia: la sospensione orale e’ idonea per qualsiasi paziente affetto da epilessia per il quale il medico ritenga che la sospensione orale sia preferibile a clobazam compresse. Se sono richieste dosi basse,il medicinale con concentrazione 1 mg/ml e’ la formulazione piu’ adatta. Se sono richieste dosi alte, il medicinale con concentrazione 2 mg/ml e’ la formulazione piu’ adatta. In tutti i casi, il trattamento deve essere iniziato alla dose efficace piu’ bassa con graduali incrementi di dose sotto stretta osservazione. Trattamento dell’epilessia in associazione con uno o piu’ altri anticonvulsivi Adulti Nell’epilessia e’ raccomandata una dose iniziale di 5-15 mg/die, aumentando gradualmente se necessario fino ad un massimo di 60 mg al giorno. Popolazione pediatrica: nei bambini puo’ verificarsi un aumento della risposta ed un aumento della predisposizione alle reazioni avverse, pertanto questipazienti richiedono dosi iniziali basse e incrementi graduali sotto stretta osservazione. Popolazione pediatrica con eta’ tra 2 e 16 anni. Iniziale: 5 mg/die ( eta’ 6 anni e superiore ) o 0,1 mg/kg/die per i pazienti piu’ giovani. La dose puo’ essere aumentata lentamente con incrementi di 0,1-0,2 mg/kg/die ad intervalli di 7 giorni, fino a quando venga raggiunto l’effetto clinico richiesto o si verifichino effetti indesiderati. Dose di mantenimento: generalmente 0,3-1mg/kg/die. La dose giornaliera puo’ essere assunta in dosi divise o come dose singola alla sera. Popolazione pediatrica con eta’ tra 1 mese e 2 anni: Epaclobsospensione orale deve essere usato nei bambini da 1 mese a 2 anni, solo in situazioni eccezionali quando vi sia una chiara indicazione di epilessia. Usare 0,1 mg/kg/die e incrementare molto lentamente (non piu’ spesso di ogni 5 giorni) per raggiungere l’effetto clinico richiesto, in dosi divise due volte al giorno. Anziani: nei pazienti anziani, possono verificarsi un aumento della risposta e della predisposizione alle reazioni avverse, quindi questi pazienti richiedono dosi inizialibasse con aumenti graduali sotto stretta osservazione. Insufficienza renale ed epatica: il trattamento richiede dosi iniziali basse e graduali incrementi di dose sotto stretta osservazione (fare riferimento alparagrafo 4.3 Controindicazioni e paragrafo 4.4 Passaggio da una formulazione all’altra). Durata: la condizione del paziente deve essere rivalutata durante le prime 4 settimane di trattamento. Successivamente,la rivalutazione regolare ogni 4 settimane determinera’ la necessita’di continuare il trattamento. Se si verifica tolleranza farmacologica, puo’ essere utile sospendere il trattamento, quindi riprenderlo ad una dose piu’ bassa. Se la dose e’ divisa nella giornata, prendere la dose piu’ alta la sera. Dosi fino a 30 mg di Clobazam possono anche essere somministrate come dose singola la sera. Alla fine del trattamento, si raccomanda di ridurre gradualmente la dose per evitare il fenomeno dell’astinenza o l’effetto rebound. Modo di somministrazione con o senza cibo: solo per uso orale. Una volta stabilita la dose efficace durante la titolazione, i pazienti devono continuare ad assumere tale dose e deve essere usata cautela nel nel passare a differenti formulazioni di Clobazam (vedere paragrafo 4.4- Passaggio da una formulazione all’altra). Questo medicinale puo’ sedimentare durante la conservazione.Il flacone deve essere agitato prima dell’uso.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C.

AVVERTENZE

Passaggio da una formulazione ad un’altra: durante l’assunzione di Epaclob sospensione, clobazam raggiunge livelli plasmatici piu’ alti rispetto alla stessa dose assunta sotto forma di compressa. Cio’ puo’ comportare un aumento del rischio di depressione respiratoria e sedazioneche puo’ essere piu’ evidente quando si passa dalle compresse alla sospensione orale. Pertanto, deve essere usata cautela quandosi passa a differenti formulazioni di medicinali a base di clobazam, in quanto ledosi non sono equivalenti. Con clobazam, come con altri medicinali antiepilettici, alcuni pazienti possono manifestare un aumento della frequenza delle crisi epilettiche o l’insorgenza di nuovi tipi di crisi. Questi fenomeni possono essere la conseguenza di un sovradosaggio, di una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di anti-epilettici usati contemporaneamente, della progressione della malattia o di un effetto paradosso. Alcol Si raccomanda ai pazienti di evitare l’assunzionedi alcol durante la terapia con clobazam (per l’aumentato rischio di sedazione e di altri effetti indesiderati) (vedere paragrafo 4.5). Amnesia Le benzodiazepine possono indurre amnesia anterograda quando vengono utilizzate nel normale intervallo di dosaggio, ma soprattutto ad alte dosi. In caso di perdita o lutto, le benzodiazepine possono inibire l’elaborazione della perdita. Debolezza muscolare: Clobazam puo’ causare debolezza muscolare. E’ necessaria particolare cautela quando clobazam e’ usato in pazienti con debolezza muscolare pre- esistente, miastenia grave, atassia spinale o cerebellare o apnea notturna. Puo’ essere necessaria una riduzione della dose. Clobazam e’ controindicato nei pazienti con miastenia grave o sindrome da apnea notturna. Dipendenza: l’uso di benzodiazepine – compreso clobazam – puo’ portare allo sviluppo di dipendenza fisica e psicologica da questi farmaci. Il rischiodi dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso e’ maggiore in pazienti con una storia di abuso di alcol o droga. Pertanto la durata del trattamento deve essere la piu’ breve possibile (vedere paragrafo 4.2). Vari fattori sembrano aumentare il rischio di dipendenza: durata del trattamento, dose, storia di altre dipendenze da farmaci, compreso alcol: con la sospensione dell’uso delle benzodiazepine, soprattutto se improvviso, si puo’ verificare la sindrome da interruzione o sindrome da astinenza: sindrome da interruzione associata al trattamento originale con clobazam che porta al ripresentarsi dei sintomi in modo acuto (ad es. agitazione, convulsioni). Questo puo’ essereaccompagnato da altre reazioni che comprendono cambiamenti di umore, ansia o disturbi del sonno ed irrequietezza. Una volta sviluppata la dipendenza fisica, la brusca interruzione del trattamento sara’ accompagnata da sintomi di astinenza (o da fenomeni di rebound). I fenomeni di rebound sono caratterizzati da una ricorrenza in forma aumentata deisintomi che hanno originariamente portato al trattamento con clobazam. Questo puo’ essere accompagnato da altre reazioni compresa cefalea, disturbi del sonno, aumento dell’attivita’ onirica, ansia estrema, tensione, irrequietezza, confusione ed eccitabilita’, derealizzazione, depersonalizzazione, allucinazioni e psicosi sintomatiche (ad es. delirio da sospensione), intorpidimento e formicolio delle estremita’, dolore muscolare, tremore, sudorazione, nausea, iperacusia, sensibilita’ alla luce, al rumore e al contatto fisico, nonche’ crisi epilettiche. Una sindrome da sospensione puo’ anche verificarsi quando si passa bruscamente da una benzodiazepina a lunga durata d’azione (ad es. clobazam)ad una a breve durata d’azione. Depressione respiratoria: la funzionerespiratoria deve essere monitorata nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica o acuta grave e puo’ essere necessaria una riduzione della dose di clobazam. Clobazam e’ controindicato in pazienti con insufficienza respiratoria grave (fare riferimento al paragrafo 4.3 Controindicazioni). Dann o renale e compromissione epatica: nei pazienti con compromissione della funzione renale o epatica, la sensibilita’ a clobazam e la predisposizione agli eventi avversi sono aumentate, e puo’ essere necessaria una riduzione della dose. Nel trattamento a lungotermine la funzione renale ed epatica devono essere controllate regolarmente (fare riferimento al paragrafo 4.3 Controindicazioni). Anziani: le benzodiazepine devono essere usate con cautela negli anziani perche’ il rischio di sedazione e/o rilassamento muscolare puo’ promuovereil rischio di cadute, spesso con conseguenze gravi in questa popolazione. Si raccomanda una riduzione della dose. Reazioni cutanee gravi: sono stare segnalate reazioni cutanee gravi, compresa sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN), con clobazam sia nei bambini che negli adulti nel periodo post-marketing. I pazienti devono essere attentamente monitorati per segni o sintomi di SJS/TEN, soprattutto durante le prime 8 settimane dall’inizio del trattamento oquando si reintroduce la terapia. Clobazam deve essere interrotto al primo segno di eruzione cutanea, a meno che questa sia chiaramente noncorrelata al farmaco. Se i segni o sintomi suggeriscono SJS/TEN, l’uso di questo farmaco non deve essere ripreso e deve essere presa in considerazione una terapia alternativa. Depressione e disturbi della personalita’ Effetti disinibenti si possono manifestare in vari modi. In pazienti depressi puo’ essere precipitato il siucidio e puo’ aggravarsiil comportamento aggressivo verso se stessi o altri Pertanto, deve essere usata estrema cautela nel prescrivere le benzodiazepine in pazienti con disturbi della personalita’. Ideazione e comportamento sucidario Ideazione e comportamento suicidario sono stati riportati in pazienti trattati con agenti antiepilettici in diverse indicazioni. Una meta-analisi di studi randomizzati e controllati verso placebo, condotti con farmaci antiepilettici, ha mostrato anche un lieve incremento del rischio di ideazione e comportamento suicidario. Il meccanismo di questorischio non e’ noto e i dati disponibili non escludono la possibilita’ di un aumentato rischio per clobazam. Di conseguenza, i pazienti devono essere monitorati per quanto riguarda la comparsa di segni di ideazione e comportamento suicidario e deve essere preso in considerazioneun trattamento appropriato. Ai pazienti (e coloro che se ne prendono cura) deve essere consigliato di consultare un medico nel caso in cui emergano segni di ideazione o comportamento suicidario. Reazioni psichiatriche e paradosse: quando si usano benzodiazepine e’ noto che possano verificarsi reazioni quali irrequietezza, agitazione, irritabilita’, aggressivita’, delirio, collera, incubi, allucinazioni, psicosi, comportamento inappropriato (vedere paragrafo 4.8).

INTERAZIONI

Farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale: l’effetto depressivo centrale puo’ essere aumentato nei casi di uso concomitante con antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, analgesici narcotici, farmaci anticonvulsivi, anestetici e antistaminici sedativi, soprattutto quando clobazam e’ somministrato ad altedosi. E’ necessaria particolare cautela anche con l’utilizzo di clobazam in caso di intossicazione con tali farmaci o con litio. Alcol Il consumo contemporaneo di alcol puo’ aumentare la biodisponibilita’ del clobazam del 50% con conseguente aumento degli effetti del clobazam (ad es. sedazione). Cio’ influenza la capacita’ di guidare o di usare macchinari. Anticonvulsivi: l’aggiunta di clobazam a trattamenti anticonvulsivi gia’ in corso (ad es. fenitoina, acido valproico) puo’ provocare un cambiamento nei livelli plasmatici di questi farmaci. Il dosaggio di clobazam, se usato come adiuvante nell’epilessia, deve essere determinato dal monitoraggio dell’EEG, e devono essere controllati i livelli plasmatici degli altri medicinali. La fenitoina e la carbamazepinapossono provocare un aumento della conversione metabolica di clobazamal metabolita attivo N-desmetil clobazam. Lo stiripentolo aumenta i livelli plasmatici di clobazam e del suo metabolita attivo N-desmetilclobazam, attraverso l’inibizione di CYP3A e CYP2C19. Si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici, prima di iniziare il trattamento con stiripentolo e poi successivamente quando e’ stata raggiunta una nuova concentrazione allo steady-state, cioe’ dopo circa 2 settimane. Analgesici narcotici: nel caso in cui clobazam sia usato in concomitanzacon degli analgesici narcotici puo’ verificarsi un aumento dell’euforia che puo’ portare ad un aumento della dipendenza psicologica. Rilassanti muscolari. Puo’ essere potenziato l’effetto di miorilassanti, analgesici e del protossido d’azoto. Inibitori dell’enzima citocromo P -450: il trattamento concomitante con farmaci che inibiscono il sistema dell’enzima citocromo P-450 (monoossigenasi) (ad es. cimetidina e l’antibiotico eritromicina) puo’ aumentare e prolungare l’effetto di clobazam. Inibitori del CYP2C219: gli inibitori forti e quelli moderati delCYP2C19 possono portare ad un aumento dell’esposizione al Ndesmetilclobazam (N-CLB), il metabolita attivo del clobazam. Puo’ essere necessario un adattamento della dose di clobazam quando viene somministrato insieme ad inibitori forti (per es. fluconazolo, fluvoxamina, ticlopidina) o moderati (per es. omeprazolo) del CYP2C19 (fare riferimento al paragrafo 5.2). Substrati CYP2D6: Clobazam e’ un debole inibitore del CYP2D6. Puo’ essere necessario un adattamento della dose dei farmaci metabolizzati dal CYP2D6 (per es. destrometorfano, pimozide, paroxetina,nebivololo).

EFFETTI INDESIDERATI

Le frequenze degli eventi avversi sono classificate come segue: Moltocomune (>= 1/10), Comune (>= 1/100, < 1/10), Non comune (>= 1/1.000, < 1/100), Raro (>= 1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: aumento dipeso. Disturbi psichiatrici. Non nota: possono verificarsi reazioni paradosse come irrequietezza, irritabilit?, difficolt? a dormire, ansia, delirio, incubi, allucinazioni o tendenze suicide, soprattutto neglianziani e nei bambini. In caso di tali reazioni, il trattamento con clobazam deve essere interrotto; durante l’uso di benzodiazepine pu? essere smascherata una depressione pre-esistente; si pu? sviluppare tolleranza e/o dipendenza fisica e/o psichica, soprattutto durante l’uso prolungato; l’interruzione della terapia pu? portare a fenomeni di astinenza o di rebound (vedere paragrafo 4.4 avvertenze e precauzioni). ? stato segnalato abuso di benzodiazepine. Pu? verificarsi amnesia anterograda, soprattutto a livelli di dose pi? alti. Gli effetti dell’amnesia possono essere associati a comportamento inappropriato; perdita di libido^5. Patologie del sistema nervoso. Non comune: confusione, atassia, capogiro, sedazione, che porta ad affaticamento e sonnolenza^1,2, rallentamento della capacit? di reazione, cefalea; raro: agitazione^3;molto raro: compromissione della coscienza, a volte associata a disturbi respiratori, in particolare negli anziani^4; non nota: disturbi delle articolazioni, instabilit? dell’andatura e altre funzioni motorie^5; tremore fine delle dita^2. Patologie dell’occhio. Non nota: disturbi visivi (ad es. Visione doppia, nistagmo)^5. Patologie vascolari. Comune: ipotensione ortostatica. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: depressione respiratoria, soprattutto se somministrato a dosi elevate. Pertanto, soprattutto in pazienti con funzione respiratoria compromessa pre-esistente (cio? pazienti con asma bronchiale) o con danno cerebrale, si pu? verificare o peggiorare l’insufficienza respiratoria. Patologie gastrointestinali. Non nota: bocca secca, stipsi, perdita di appetito, nausea^2. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non nota: sindrome di steven-johnson, necrolisi epidermica tossica, reazioni di fotosensibilizzazione della cute, casi isolati di reazioni cutanee come eritema o orticaria. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: debolezza muscolare^3; non nota: spasmi muscolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non nota: tendenza a cadere soprattutto nella popolazione anziana, ipotermia. ^1. Soprattutto all’inizio del trattamento e quando vengono usate dosi piu’ alte. ^2. Queste possono verificarsi piu’ facilmente all’inizio del trattamento e spesso scompaiono con la continuazione del trattamento o la riduzione delladose. ^3. Quando usato come adiuvante nel trattamento dell’epilessia.^4. Dopo uso prolungato, talvolta persiste per qualche tempo. ^5. In particolare ad alte dosi o nel trattamento a lungo termine. Queste reazioni sono reversibili. Come per altre benzodiazepine, durante l’uso prolungato, deve essere valutato il beneficio terapeutico rispetto al rischio di assuefazione e dipendenza. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-re azioneavversa.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: ci sono dati limitati sull’uso di clobazam nel primo trimestre di gravidanza. Sono stati segnalati casi singoli di malformazioni fetali che potrebbero essere tuttavia stati influenzati dall’epilessia materna o dall’uso concomitante di altri farmaci antiepilettici. Come misura precauzionale, clobazam non deve essere usato nel primo trimestre di gravidanza, ne’ nelle donne fertili che non usano contraccettivi, a meno che la condizione clinica della donna richieda il trattamento con clobazam. Se il prodotto e’ prescritto ad una donna potenzialmente fertile, deve essere avvertita di contattare il medico riguardo all’interruzione del medicinale se desidera intraprendere una gravidanza o sospetta che possa essere in corso una gravidanza. Se per motivi medici impellenti, il prodotto viene somministrato ad alte dosi durantele ultime fasi della gravidanza o durante il travaglio, si possono prevedere effetti sul neonato quali ipotermia, ipotonia, depressione respiratoria moderata e difficolta’ ad alimentarsi (segni e sintomi dellacosiddetta “ipotonia neonatale”) a causa dell’azione farmacologica del medicinale. Inoltre, i neonati nati dalle madri che hanno assunto benzodiazepine durante gli ultimi stadi della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono avere un certo rischio di sviluppare sintomi di astinenza nel periodo post-natale. Allattamento: poiche’ le benzodiazepine sono state trovate nel latte materno, queste non devonoessere somministrate alle madri che allattano. Fertilita’: non sono stati osservati effetti sulla fertilita’ negli animali (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

SOSPENSIONE ORALE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

FLACONE