FIBRICLOTTE FL POLV 1,5G 100ML

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DENOMINAZIONE

FIBRICLOTTE 1,5 G. POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazioneavversa sospetta).

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiemorragici, fibrinogeno umano.

PRINCIPI ATTIVI

Ciascun flaconcino di Fibriclotte contiene nominalmente 1,5 g di fibrinogeno umano. Dopo la ricostituzione con 100 ml di solvente (acqua per preparazioni iniettabili), Fibriclotte contiene nominalmente 15 mg/ml di fibrinogeno umano. L’attivita’ e’ determinata in ac c ordo alla monografia della Farmacopea Europea per il fibrinogeno umano. Prodotto da plasma umano ottenuto da donatori. Eccipienti con effetto noto: il prodotto contiene un massimo di 69 mg di sodio/flaconcino. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Polvere : Arginina cloridrato Isoleucina Lisina cloridrato Glicina Sodio citrato diidrato Solvente : Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Trattamento e profilassi perioperatoria del sanguinamento in pazientiaffetti da ipo- o afibrinogenemia congenita con tendenza al sanguinamento. Fibriclotte e’ indicato per tutti i gruppi di eta’.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dei disturbi della coagulazione. Posologia. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravita’ della malattia, dalla sede e dall’entita’ del sanguinamento e dalle condizioni cliniche del paziente. Per calcolare il dosaggio individuale deve essere determinato il livello di fibrinogeno (funzionale); la quantita’ e la frequenza di somministrazione devono essere determinate nel singolo paziente misurando regolarmente il livello plasmatico di fibrinogeno e monitorando continuativamente le condizioni cliniche del paziente e le altre terapie sostitutive impiegate. Il livello plasmatico normale di fibrinogeno e’ compreso tra 1,5 e 4,5 g/l. In presenza di ipo- o afibrinogenemia congenita, il livello plasmatico critico di fibrinogeno al di sotto del quale possono v erificarsi emorragie e’ di circa 0,5-1,0 g/l. In caso di interventi chirurgici maggiori, e’ essenziale un monitoraggio accurato della terapia sostitutiva utilizzando saggi della coagulazione. Trattamento del sanguinamento e profilassiin pazienti affetti da ipo- o afibrinogenemia congenita e t e ndenza nota al sanguinamento. Per trattare gli episodi di sanguinamento non chirurgici, si raccomanda di aumentare i livelli di fibrinogeno a 1 g/le mantenere il fibrinogeno a questo livello fino al controllo dell’emostasi e al di sopra di 0,5 g/l fino alla completa guarigione. Per prevenire il sanguinamento eccessivo durante le procedure chirurgiche, siraccomanda il trattamento profilattico per aumentare i livelli di fibrinogeno a 1 g/l e mantenere il fibrinogeno a questo livello fino al controllo dell’emostasi e al di sopra di 0,5 g/l fino alla completa guarigione della ferita. In caso di procedura chirurgica o di trattamentodi un sanguinamento non chirurgico, la dose deve essere calcolata come segue: Dose (g) = [livello desiderato (g/l) – livello basale (g/l)] x 1/recupero (g/l)/(g/kg) x peso corporeo (kg). Il rapporto “1/recupero” e’ definito in base al recupero del paziente* (vedere il paragrafo 5.2), oppure, in caso di recupero non noto: – 0,053 (g/kg)/(g/l) per bambini e adolescenti di peso corporeo < 40 kg; – 0,043 (g/kg)/(g/l) per adulti e adolescenti di peso corporeo >= 40 kg. * Esempio di recupero del paziente e calcolo del dosaggio Per un paziente di 60 kg con livello basale di fibrinogeno non rilevabile e incremento del fibrinogenoa 1,20 g/l 1 ora dopo infusione di 0,060 g/kg di Fibriclotte. Calcolodel recupero del paziente: 1,20 (g/l)/0,060 (g/kg) = 20,0 (g/l)/(g/kg) – Calcolo della dose per un incremento a 1,0 g/l: 1,0 g/l x 1 / 20,0(g/l)/(g/kg) [oppure 0,050 (g/kg)/(g/l)] x 60 kg = 3 g. In caso di una situazione di emergenza quando il livello basale di fibrinogeno non e’ noto, la dose iniziale raccomandata e’ di 0,05 g per kg di peso corporeo, somministrata per via endovenosa in adulti e adolescenti di peso corporeo >= 40 kg e 0,06 g per kg di peso corporeo in pazienti pediatrici di peso corporeo < 40 kg. La posologia successiva (dosi e frequenza di iniezioni) deve essere adattata in base allo stato clinico del paziente e ai risultati delle analisi di laboratorio. L’emivita biologica del fibrinogeno e’ di 3-4 giorni. Quindi, in assenza di consumo, non e’ solitamente necessario il trattamento ripetuto con fibrinogeno umano. Tenendo conto dell’accumulo che si verifica in caso di somministrazione ripetuta per l’uso profilattico, la dose e la frequenza devonoessere stabilite in funzione degli obiettivi terapeutici del medico per un determinato paziente. Popolazione pediatrica: i dati mostrano che il recupero e l’emivita in vivo in bambini e adolescenti di Modo di somministrazione Infusione o iniezione endovenosa. Fibriclotte deve essere somministrato in infusione endovenosa lenta alla velocita’ massima di 4 ml/min. Per istruzioni relative alla ricostituzione del prodotto prima della somministrazione, vedere paragrafi 6.2 e 6.6.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Non congelare. Conservare nella confezione esterna originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidita’. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

AVVERTENZE

Tromboembolismo: esiste il rischio di trombosi quando i pazienti sonotrattati con fibrinogeno umano, in particolare a dosi elevate o ripetute. I pazienti trattati con fibrinogeno umano devono essere monitorati attentamente per individuare la comparsa di segni o sintomi di trombosi. Nei pazienti con anamnesi di coronaropatia o infarto miocardico, nei pazienti con epatopatia, nei pazienti in contesto peri- o post-operatorio, nei neonati o nei pazienti a rischio di eventi tromboembolicio coagulazione intravascolare disseminata, il beneficio potenziale del trattamento con fibrinogeno derivato dal plasma umano deve essere valutato alla luce del rischio di complicazioni tromboemboliche. Occorreprestare cautela e sottoporre i pazienti ad un attento monitoraggio. Reazioni allergiche o di tipo anafilattico: in caso di reazione allergica o di tipo anafilattico, l’iniezione/infusione deve essere interrotta immediatamente. In caso di shock anafilattico, occorre iniziare il trattamento medico standard per lo shock. Patogeni trasmissibili: le misure standard per la prevenzione delle infezioni causate dall’uso di medicinali derivati dal sangue o dal plasma umano comprendono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per individuare marcatori specifici di infezione, nonche’ l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/eliminazione dei virus. Ciononostante, quando si somministrano medicinali derivati dal sangue o dal plasma umano, non e’ possibile escludere completamente la possibilita’ di trasmissione di agenti infettivi. Questo vale anche per virus sconosciuti o emergenti oppure altri patogeni. Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus capsulati, quali il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV), e per il virus non capsulato dell’epatite A (HAV). Le misure adottate possono avere efficacia limitata contro i virus non capsulati, quali il parvovirus B19. L’infezione da parvovirus B19 puo’ essere seria per le donne in gravidanza (infezione delfeto) e per gli individui con immunodeficienza o eritropoiesi aumentata (per es. anemia emolitica). Per i pazienti trattati con dosi regolari/ripetute di fibrinogeno derivato dal plasma umano occorre prendere in considerazione una vaccinazione appropriata (epatite A e B). Si raccomanda vivamente di annotare il nome e il numero di lotto di Fibriclotte ogni volta che si somministra il medicinale ad un paziente, per mantenere un collegamento tra questo e il lotto di prodotto. Immunogenicita’: durante la terapia sostitutiva con fattori della coagulazione per altri deficit congeniti, si sono osservate reazioni anticorpali, ma attualmente non sono disponibili dati relativi al fibrinogeno. Livellodi sodio Il prodotto contiene un massimo di 3 mmol (o 69 mg) di sodio/flaconcino. Cio’ va tenuto presente in pazienti che seguono una dietarigorosamente iposodica. Popolazione pediatrica: le stesse avvertenzee precauzioni si applicano alla popolazione pediatrica.

INTERAZIONI

Non sono note interazioni dei prodotti a base di fibrinogeno umano con altri medicinali.

EFFETTI INDESIDERATI

Le reazioni avverse presentate di seguito derivano dai dati di 47 pazienti affetti da deficit congenito di fibrinogeno inclusi in 3 studi clinici interventistici e in uno studio di sicurezza post-marketing noninterventistico. Durante questi studi, sono state segnalate 39 reazioni avverse in 14/47 (29,8%) pazienti trattati con un totale di 631 infusioni di Fibriclotte. La reazione segnalata con maggiore frequenza dopo la somministrazione di Fibriclotte era cefalea, verificatasi nell’1,4% delle infusioni (9/631 infusioni); tutti i casi di cefalea erano di intensita’ da lieve a moderata, si sono verificati nelle 48 ore successive all’infusione e si sono risolti senza sequele. Le reazioni piu’significative sono descritte in base alla classificazione MedDRA (Classificazione per sistemi e organi e Livello di termine preferito). Le frequenze sono state stimate per infusione secondo le seguenti convenzioni: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), rara (>= 1/10.000, <1/1.000), molto rara (<1/10.000). Reazioni avverse al farmaco in popolazione pediatrica e adulta affetta da deficienza congenita. Disturbi del sistema immunitario. Non comune*: reazioni allergiche/di tipo anafilattico (compresi shock anafilattico, pallore, vomito, tosse, pressione arteriosa diminuita, brividi,orticaria). Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: capogiro. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie vascolari. Non comune: episodi tromboembolici (compresetrombosi venosa profonda, tromboflebite superficiale) (vedere paragrafo 4.4). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: asma. Disturbi del sistema gastrointestinale. Non comune: vomito**. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzione eritematosa, eritema, irritazione cutanea, sudorazione notturna. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: sensazione di calore. * “comune” in pazienti pediatrici ** vomito associato alla cefalea Per la sicurezza relativamente ai patogeni trasmissibili, vedere paragrafo 4.4. Il profilo di sicurezza generale non differisce da quello osservato in pazienti trattati con Fibriclotte in altre situazioni cliniche che necessitano di una terapia a base di fibrinogeno. Popolazione pediatrica. Tra i 47 pazienti inclusi nell’analisi di sicurezza nel deficit congenito di fibrinogeno, 26 avevano < 18 anni di eta’, tra cui 3 di eta’ tra 13 e 17 anni, 12 di eta’ tra 7 e 12 anni e 11 di eta’ <= 6 anni. La frequenza, il tipo e la gravita’ delle reazioni avverse nei pazienti pediatrici sono simili a quelli degli adulti, eccetto che per le reazioni di tipo allergico/anafilattico, che si verificano con frequenza comune (in 2 bambini di eta’ tra 1 e 5 anni). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: ” www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-re azioneavversa.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La sicurezza dei prodotti a base di fibrinogeno derivato dal plasma umano per l’uso in donne in gravidanza e durante l’allattamento non e’ stata stabilita nel corso di studi clinici controllati. L’esperienza clinica con i prodotti a base di fibrinogeno nel trattamento delle complicazioni ostetriche suggerisce che non si attendono effetti dannosi sull’andamento della gravidanza o sulla salute del feto o del neonato.

Forma farmaceutica

POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

FLACONE