FINTEPLA OS SOLUZ 60ML2,2MG/ML

SKU: 49286014 Category:

DENOMINAZIONE

FINTEPLA 2,2 MG/ML SOLUZIONE ORALE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 perinformazioni sulle modalita’ di segnalazione delle reazioni avverse).

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiepilettici, altri antiepilettici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni mL contiene 2,2 mg di fenfluramina (come fenfluramina cloridrato) Eccipiente(i) con effetti noti. Glucosio (mais): 0,627 mg/mL; Sodio etil-p-idrossibenzoato (E 215): 0,23 mg/mL; Sodio metil-p-idrossibenzoato (E 219): 2,3 mg/mL; Anidride solforosa (E 220): 0,000009 mg/mL. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Sodio etil-p-idrossibenzoato (E 215), sodio metil-p-idrossibenzoato (E 219), sucralosio (E 955), idrossietilcellulosa (E 1525), sodio fosfato monobasico (E 339), soldio fosfato dibasico (E 339). Aroma di ciliegia in polvere: acacia (E 414), glucosio (mais), etile benzoato preparazioni aromatiche naturali, sostanze aromatiche naturali, sostanze aromatiche, maltodestrina (mais), zolfo diossido (E 220), potassio citrato (E 332), acido citrico monoidrato (E 330), acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Fintepla e’ indicato per il trattamento di crisi epilettiche associate alla sindrome di Dravet come terapia aggiuntiva ad altri medicinali antiepilettici per pazienti di eta’ pari o superiore ai 2 anni.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Cardiopatia valvolare aortica o mitralica. Ipertensione arteriosa polmonare. Entro 14 giorni dalla somministrazione di inibitori della monoamminoossidasi a causa di un aumento delrischio di sindrome da serotonina.

POSOLOGIA

Fintepla deve essere iniziato e controllato da medici esperti nel trattamento dell’epilessia. Fintepla e’ prescritto e distribuito secondo il relativo programma di accesso controllato (vedere paragrafo 4.4). Posologia. Popolazione pediatrica (bambini di eta’ pari o superiore ai 2 anni) e adulta. Pazienti che non assumono stiripentolo: la dose iniziale e’ di 0,1 mg/kg due volte al giorno (0,2 mg/kg/ die ). Dopo 7 giorni, per i pazienti che tollerano fenfluramina e necessitano di un’ulteriore riduzione delle crisi, la dose puo’ essere aumentata a 0,2 mg/kg due volte al giorno (0,4 mg/kg/ die ). Dopo altri 7 giorni, per i pazienti che tollerano fenfluramina e necessitano di un’ulteriore riduzione delle crisi, la dose puo’ essere aumentata fino a un massimo di 0,35 mg/kg due volte al giorno (0,7 mg/kg/ die ), che costituisce la dose di mantenimento raccomandata. Per i pazienti che necessitano di una titolazione piu’ rapida, la dose puo’ essere aumentata ogni 4 giorni. Non deve essere superata la dose giornaliera massima di 26 mg (13 mg due volte al giorno, ossia 6,0 mL due volte al giorno). La dose in mL da somministrare due volte al giorno puo’ essere determinata come segue: dati posologici in mL per pazienti che non assumono stiripentolo. Dose iniziale. Dose da somministrare due volte al giorno: 0,1 mg/kg. Perpazienti di peso 10 kg: somministrare 0,5 ml; per pazienti di peso 15kg: somministrare 0,6 ml; per pazienti di peso 20 kg: somministrare 0,8 ml; per pazienti di peso 25 kg: somministrare 1,0 ml; per pazienti di peso 30 kg: somministrare 1,3 ml; per pazienti di peso 35 kg: somministrare 1,5 ml; per pazienti di peso 40 kg: somministrare 1,7 ml; perpazienti di peso 45 kg: somministrare 1,9 ml; per pazienti di peso 50kg: somministrare 2,1 ml; per pazienti di peso 55 kg: somministrare 2,3 ml; per pazienti di peso 60 kg: somministrare 2,5 ml; per pazienti di peso 65 kg: somministrare 2,7 ml; per pazienti di peso 70 kg: somministrare 2,9 ml. Giorno 7. Dose da somministrare due volte al giorno: 0,2 mg/kg. Per pazienti di peso 10 kg: somministrare 0,8 ml; per pazienti di peso 15 kg: somministrare 1,2 ml; per pazienti di peso 20 kg: somministrare 1,6 ml; per pazienti di peso 25 kg: somministrare 2,0 ml;per pazienti di peso 30 kg: somministrare 2,4 ml; per pazienti di peso 35 kg: somministrare 2,8 ml; per pazienti di peso 40 kg: somministrare 3,2 ml; per pazienti di peso 45 kg: somministrare 3,6 ml; per pazienti di peso 50 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 55 kg: somministrare 4,4 ml; per pazienti di peso 60 kg: somministrare 4,8 ml;per pazienti di peso 65 kg: somministrare 5,2 ml; per pazienti di peso 70 kg: somministrare 5,6 ml. Giorno 14. Dose da somministrare due volte al giorno: 0,35 mg/kg. Per pazienti di peso 10 kg: somministrare 1,6 ml; per pazienti di peso 15 kg: somministrare 2,4 ml; per pazienti di peso 20 kg: somministrare 3,2 ml; per pazienti di peso 25 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 30 kg: somministrare 4,8 ml; perpazienti di peso 35 kg: somministrare 5,6 ml; per pazienti di peso 40kg: somministrare 6,0 ml; per pazienti di peso 45 kg: somministrare 6,0 ml; per pazienti di peso 50 kg: somministrare 6,0 ml; per pazienti di peso 55 kg: somministrare 6,0 ml; per pazienti di peso 60 kg: somministrare 6,0 ml; per pazienti di peso 65 kg: somministrare 6,0 ml; perpazienti di peso 70 kg: somministrare 6,0 ml. Se la dose calcolata e’pari o inferiore a 3,0 mL, si deve utilizzare la siringa da 3 mL con la stampa verde. Se la dose calcolata e’ superiore a 3,0 mL, si deve utilizzare la siringa da 6 mL con la stampa porpora. La dose calcolata deve essere arrotondata all’incremento graduato piu’ vicino. Pazienti che assumono stiripentolo: la dose iniziale e’ di 0,1 mg/kg due volte al giorno (0,2 mg/kg/ die). Dopo 7 giorni, per i pazienti che tollerano fenfluramina e necessitano di un’ulteriore riduzione delle crisi, ladose puo’ essere aumentata a 0,2 mg/kg due volte al giorno (0,4 mg/kg/ die), che costituisce la dose di mantenimento raccomandata. Per i pazienti che necessitano di una titolazione piu’ rapida, la dose puo’ essere aumentata ogni 4 giorni. Non deve essere superata una dose totaledi 17 mg (8,6 mg due volte al giorno, ossia 4,0 mL due volte al giorno). La dose in mL da somministrare due volte al giorno puo’ essere determinata come segue: dati posologici in mL per pazienti che assumono stiripentolo. Dose iniziale. Dose da somministrare due volte al giorno:0,1 mg/kg. Per pazienti di peso 10 kg: somministrare 0,5 ml; per pazienti di peso 15 kg: somministrare 0,6 ml; per pazienti di peso 20 kg: somministrare 0,8 ml; per pazienti di peso 25 kg: somministrare 1,0 ml; per pazienti di peso 30 kg: somministrare 1,3 ml; per pazienti di peso 35 kg: somministrare 1,5 ml; per pazienti di peso 40 kg: somministrare 1,7 ml; per pazienti di peso 45 kg: somministrare 1,9 ml; per pazienti di peso 50 kg: somministrare 2,1 ml; per pazienti di peso 55 kg: somministrare 2,3 ml; per pazienti di peso 60 kg: somministrare 2,5 ml; per pazienti di peso 65 kg: somministrare 2,7 ml; per pazienti di peso 70 kg: somministrare 2,9 ml. Giorno 7. Dose da somministrare due volte al giorno: 0,2 mg/kg. Per pazienti di peso 10 kg: somministrare 1,0 ml; per pazienti di peso 15 kg: somministrare 1,5 ml; per pazienti di peso 20 kg: somministrare 2,0 ml; per pazienti di peso 25 kg: somministrare 2,5 ml; per pazienti di peso 30 kg: somministrare 3,0 ml; per pazienti di peso 35 kg: somministrare 3,6 ml; per pazienti di peso 40 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 45 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 50 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 55 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 60 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 65 kg: somministrare 4,0 ml; per pazienti di peso 70 kg: somministrare 4,0 ml. Se la dose calcolata e’ pari o inferiore a 3,0 mL, si deve utilizzare la siringa da 3 mL con la stampa verde. Se la dose calcolata e’ superiore a 3,0 mL, si deve utilizzare la siringa da 6 mL con la stampa porpora. La dose calcolata deve essere arrotondata all’incremento graduato piu’ vicino. Interruzione del trattamento: quando si interrompe il trattamento, la dose deve essere diminuita gradualmente. Come per tutti i medicinali antiepilettici, si deve evitare una brusca interruzione, ove possibile, per ridurre al minimo il rischio di un aumento della frequenza delle crisi e dello stato epilettico. Popolazioni speciali. Pazienti affetti da compromissione renale: non sono disponibili dati clinici nei soggetti affetti da compromissione renale. Pazienti affetti da compromissione epaticaNon sono disponibili dati clinici nei soggetti affetti da compromissione epatica. La somministrazione a pazienti affetti da compromissione epatica moderata o severa non e’ raccomandata.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non refrigerare o congelare.

AVVERTENZE

Cardiopatia valvolare aortica o mitralica e ipertensione arteriosa polmonare: per i casi segnalati di cardiopatia valvolare probabilmente indotta da fenfluramina a dosi piu’ elevate, utilizzata per il trattamento dell’obesita’ in eta’ adulta, e’ necessario eseguire un monitoraggio cardiaco mediante ecocardiografia. Negli studi clinici controllati di fenfluramina per il trattamento della sindrome di Dravet, non e’ stata osservata alcuna cardiopatia valvolare. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono sottoporsi a un ecocardiogramma per stabilire un valore basale (vedere paragrafo 4.3) ed escludere qualsiasi cardiopatia valvolare o ipertensione polmonare preesistente. Il monitoraggio mediante ecocardiogramma deve essere effettuato ogni 6 mesi per i primi 2 anni e successivamente ogni anno. Qualora un ecocardiogramma indichi variazioni valvolari patologiche, deve essere preso in considerazione un ecocardiogramma di follow-up in un lasso di tempo anticipato per valutare se l’anomalia e’ persistente. Qualora si osservino anomalie patologiche sull’ecocardiogramma, si raccomanda di valutare il beneficio, rispetto al rischio, di continuare il trattamento a base di fenfluramina con il medico prescrittore, con chi assiste il paziente e conil cardiologo. Nel caso in cui il trattamento sia interrotto a causa di una cardiopatia valvolare aortica o mitralica, e’ necessario fornire un monitoraggio e un follow-up adeguati in conformita’ alle linee guida locali per il trattamento della cardiopatia valvolare aortica o mitralica. E’ stata segnalata un’associazione di fenfluramina a ipertensione arteriosa polmonare, con l’uso in passato a dosi piu’ elevate peril trattamento dell’obesita’ degli adulti. Nel programma clinico non e’ stata osservata ipertensione arteriosa polmonare, ma a causa della bassa incidenza di questa malattia, l’esperienza derivante dalla sperimentazione clinica con fenfluramina e’ inadeguata per determinare se fenfluramina aumenta il rischio di ipertensione arteriosa polmonare neipazienti con sindrome di Dravet. Qualora i risultati dell’ecocardiogramma suggerissero un’ipertensione arteriosa polmonare, e’ necessario eseguire un ecocardiogramma ripetuto il prima possibile e non oltre 3 mesi, a conferma di tali risultati. Se il risultato dell’ecocardiogramma e’ confermato come indicativo di un aumento della probabilita’ di ipertensione arteriosa polmonare, definita “probabilita’ intermedia” secondo le linee guida della Societa’ europea di cardiologia (ESC) e della Societa’ europea di pneumologia (ERS) del 2015, cio’ dovrebbe portare a una valutazione del beneficio/rischio di una prosecuzione di Fintepla da parte del medico prescrittore, di chi assiste il paziente e delcardiologo. Qualora il risultato dell’ecocardiogramma, previa conferma, suggerisse un’alta probabilita’ di ipertensione arteriosa polmonare, come definita dalle linee guida ESC ed ERS del 2015, si raccomanda di interrompere il trattamento con fenfluramina. Appetito ridotto e calo ponderale: Fenfluramina puo’ determinare appetito ridotto e calo ponderale (vedere paragrafo 4.8). Puo’ verificarsi un effetto additivo sull’appetito ridotto quando fenfluramina e’ associata ad altri medicinali antiepilettici, come stiripentolo. La diminuzione di peso sembra essere dipendente dalla dose. Nel tempo, la maggior parte dei soggetti ha ripreso ad aumentare di peso pur continuando il trattamento. E’ necessario monitorare il peso del paziente. In caso di pazienti con anamnesi di anoressia nervosa o bulimia nervosa, prima di iniziare il trattamento con fenfluramina e’ necessario effettuare una valutazione del beneficio/rischio. Programma di accesso controllato di Fintepla: e’ stato creato un programma di accesso controllato per 1) prevenire l’uso off-label per la gestione del peso nei pazienti obesi e 2) confermare che i medici prescrittori sono stati informati della necessita’ di un monitoraggio cardiaco periodico nei pazienti che assumono Fintepla. Sonnolenza: Fenfluramina puo’ indurre sonnolenza. Altri depressivi del sistema nervoso centrale, tra cui l’alcool, potrebbero potenziare l’effetto di sonnolenza di fenfluramina (vedere paragrafi 4.5 e 4.7). Comportamento e ideazione suicidari Sono stati segnalati comportamento e ideazione suicidari in pazienti trattati con medicinali antiepilettici in diverse indicazioni. Una meta-analisi di sperimentazioni randomizzate controllate con placebo con medicinali antiepilettici che non includevano fenfluramina ha mostrato un lieve aumento del rischio di comportamento e ideazione suicidari. Il meccanismo del suddetto rischio non e’ noto e i dati disponibili non escludono la possibilita’ di un aumento del rischio con fenfluramina. Ai pazienti e a chi li assiste deve essere consigliato di rivolgersi a un medico qualora comparissero segni dicomportamento e ideazione suicidari. Sindrome da serotonina: come peraltri agenti serotoninergici, con un trattamento a base di fenfluramina puo’ manifestarsi la sindrome da serotonina, un’affezione potenzialmente pericolosa per la vita, in particolare con l’uso concomitante dialtri agenti serotoninergici (tra cui SSRI, SNRI, antidepressivi triciclici o triptani); con agenti che compromettono il metabolismo della serotonina come gli IMAO; o con antipsicotici che possono influenzare i sistemi di neurotrasmissione serotoninergica (vedere paragrafi 4.3 e4.5). I sintomi della sindrome da serotonina possono includere alterazioni dello stato mentale (ad es., agitazione, allucinazioni, coma), instabilita’ autonomica (ad es., tachicardia, pressione arteriosa labile, ipertermia), anomalie neuromuscolari (ad es., iperreflessia, incoordinazione), e/o sintomi gastrointestinali (ad es., nausea, vomito, diarrea). Nel caso in cui sia clinicamente giustificato un trattamento concomitante con fenfluramina e altri agenti serotoninergici che puo’ ripercuotersi sui sistemi serotoninergici, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e agliincrementi di dose. Aumento della frequenza delle crisi epilettiche: come per altri medicinali antiepilettici, durante il trattamento con fenfluramina puo’ verificarsi un aumento clinicamente rilevante della frequenza delle crisi, che puo’ richiedere un aggiustamento della dose di fenfluramina e/o dei medicinali antiepilettici concomitanti, oppurel’interruzione di fenfluramina, se il rapporto beneficio/rischio dovesse risultare negativo. Ciproeptadina: Ciproeptadina e’ un potente antagonista del recettore della serotonina e puo’ dunque diminuire l’efficacia di fenfluramina. Qualora si aggiunga ciproeptadina al trattamento con fenfluramina, i pazienti devono essere monitorati per un eventuale peggioramento delle crisi. Qualora si inizi il trattamento con fenfluramina in un paziente che assume ciproeptadina, l’efficacia di fenfluramina puo’ ridursi.

INTERAZIONI

Interazioni farmacodinamiche: le interazioni farmacodinamiche con altri depressivi del sistema nervoso centrale aumentano il rischio di depressione aggravata del sistema nervoso centrale. Esempi di tali depressivi sono altri agenti serotoninergici (tra cui SSRI, SNRI, antidepressivi triciclici o triptani); agenti che compromettono il metabolismo della serotonina come gli IMAO; o antipsicotici che possono influenzarei sistemi di neurotrasmissione serotoninergica (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Interazioni farmacocinetiche. Studi clinici. Effetto di stiripentolo allo stato stazionario piu’ clobazam e/o valproato su fenfluramina: negli studi di fase 3 allo stato stazionario, la somministrazioneconcomitante di 0,2 mg/kg due volte al giorno (0,4 mg/kg/ die ), per un massimo di 17 mg/ die , di fenfluramina con un regime standard di medicinali antiepilettici a base di stiripentolo piu’ clobazam e/o valproato ha determinato un aumento del 130% dell’AUC 0-24 di fenfluraminae una diminuzione del 60% dell’AUC 0-24 di norfenfluramina, rispetto a 0,35 mg/kg due volte al giorno (0,7 mg/kg/ die ), per un massimo di 26 mg/ die , di fenfluramina senza stiripentolo (vedere paragrafo 4.2). Effetto di cannabidiolo o stazionario su fenfluramina La somministrazione concomitante di una dose singola pari a 0,35 mg/kg di fenfluramina con dosi ripetute di cannabidiolo ha aumentato l’AUC 0-INF di fenfluramina del 59% e la C max del 10% e ha diminuito l’AUC 0-INF di norfenfluramina del 22% e la C max del 33%, rispetto a fenfluramina somministrata in monoterapia. La somministrazione concomitante di una dose singola pari a 0,35 mg/kg di fenfluramina, con dosi ripetute di cannabidiolo, non ha influito sulla farmacocinetica di cannabidiolo, rispetto a cannabidiolo in monoterapia. Non e’ necessario alcun aggiustamento della dose quando fenfluramina e’ somministrata in concomitanza con cannabidiolo. Studi in vitro: la somministrazione concomitante con forti induttori del CYP1A2 o del CYP2B6 puo’ ridurre le concentrazioni plasmatiche di fenfluramina. Effetti di fenfluramina su altri medicinali Lasomministrazione concomitante di una dose singola pari a 0,7 mg/kg difenfluramina con una dose singola di una associazione di stiripentolo, clobazam e acido valproico non ha influito ne’ sulla farmacocineticadi stiripentolo, ne’ sulla farmacocinetica del clobazam o del relativo metabolita Ndemetilato norclobazam, ne’ sulla farmacocinetica di acido valproico, rispetto alla sola associazione di stiripentolo, clobazam e acido valproico. Effetti di fenfluramina sui substrati del CYP2D6.Studi in vitro indicano che fenfluramina puo’ inibire il CYP2D6. E’ stato segnalato che le concentrazioni di desipramina allo stato stazionario aumentano di circa due volte con la somministrazione concomitantedi fenfluramina. La somministrazione concomitante di fenfluramina coni substrati del CYP2D6 puo’ aumentare la loro concentrazione plasmatica. Effetti di fenfluramina sui substrati del CYP2B6 e del CYP3A4 Studi in vitro indicano che fenfluramina puo’ indurre il CYP2B6 e il CYP3A4 intestinale. La somministrazione concomitante di fenfluramina con i substrati del CYP2B6 o del CYP3A4 puo’ diminuire la loro concentrazione plasmatica. Effetti di fenfluramina sui substrati del MATE1 Studi invitro indicano che norfenfluramina (metabolita principale e farmacologicamente attivo) puo’ inibire MATE1 a concentrazioni clinicamente rilevanti. La somministrazione concomitante di fenfluramina con i substrati del MATE1 puo’ aumentare la loro concentrazione plasmatica.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ comunemente segnalate sono appetito ridotto (44,2%), diarrea (30,8%), piressia(25,6%), stanchezza (25,6%), infezione delle vie respiratorie superiori (20,5%), letargia (17,5%), sonnolenza (15,4%) e bronchite (11,6%). Le reazioni avverse segnalate con fenfluramina in studi clinici controllati con placebo sono elencate di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi e la relativa frequenza. Le frequenze sono definite come molto comune (>=1/10) o comune (>=1/100, <1/10). Reazioni avverse. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: bronchite, infezione delle vie respiratorie superiori; comune: infezione auricolare. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: appetito ridotto. Disturbi psichiatrici. Comune: comportamento anormale, irritabilit?. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: letargia, sonnolenza, stato epilettico, tremore. Patologie gastrointestinali. Molto comune: stipsi, diarrea, vomito. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: piressia, stanchezza. Esami diagnostici. Molto comune: glucosio ematico diminuito, ecocardiogramma anormale (tracce di rigurgito), peso diminuito. Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura. Molto comune: caduta. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Sicurezza a lungo termine: in una sperimentazione in aperto, fenfluramina e’ stata utilizzata da 330 pazienti perun massimo di 3 anni. Le reazioni avverse piu’ comunemente segnalate sono state appetito ridotto (18,8%), ecocardiogramma anormale (tracce di rigurgito) (8,2%), peso diminuito (6,1%) e comportamento anormale (5,2%). Appetito ridotto e calo ponderale Fenfluramina puo’ determinareappetito ridotto e calo ponderale. Nelle sperimentazioni controllate su bambini e giovani adulti con sindrome di Dravet il 34,4% dei pazienti trattati con fenfluramina presentava appetito ridotto, rispetto all’8,3% dei pazienti ai quali era stato somministrato placebo e circa il18,9% dei pazienti trattati con fenfluramina presentava un calo ponderale >= 7% del loro peso al basale, rispetto al 2,4% dei pazienti ai quali era stato somministrato placebo. Le diminuzioni di appetito e di peso sembravano essere dipendenti dalla dose. La maggior parte dei soggetti ha ripreso ad aumentare di peso nel tempo, continuando il trattamento con fenfluramina. Stato epilettico: nelle sperimentazioni cliniche di fase 3, la frequenza osservata dello stato epilettico e’ stata del 2,4% nel gruppo con placebo e del 6,6% nel gruppo con fenfluramina.Non ci sono state interruzioni a causa dello stato epilettico. Valutazioni ecocardiografiche di sicurezza del rigurgito valvolare: la possibile insorgenza di cardiopatia valvolare e’ stata valutata negli studidi estensione controllati con placebo e in aperto per un periodo di 3anni. Nessun paziente sottoposto al trattamento ha sviluppato alcuna cardiopatia valvolare negli studi in doppio cieco o durante lo studio di estensione in aperto per un periodo di 3 anni. Sono state segnalatetracce di rigurgito della valvola mitralica nel 17,9% dei soggetti del gruppo trattato con 0,2 mg/kg/ die (n = 7/39), nel 22,5% del gruppo trattato con 0,7 mg/kg/ die (n = 9/40), nel 20,9% del gruppo trattato con 0,4 mg/kg/ die (n = 9/43) e nel 9,5% del gruppo con placebo (n = 8/84). Un lieve rigurgito mitralico e’ stato segnalato nel 2,3% del gruppo trattato con 0,4 mg/kg/ die (n = 1/43). Tracce di rigurgito aortico sono state segnalate nel 7,9% dei soggetti trattati con 0,7 mg/kg/ die (n = 3/40). Tuttavia, le tracce o il lieve rigurgito mitralico, e le tracce di rigurgito aortico costituiscono tutti risultati non patologici, come definito dalle linee guida ESC ed ERS del 2015. Tutte le incidenze segnalate sono risultate transitorie. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalarequalsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: i dati relativi all’uso di fenfluramina in donne in gravidanza sono limitati (meno di 300 gravidanze esposte). Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicita’riproduttiva in assenza di tossicita’ paterna o materna (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso di Fintepla durante la gravidanza. Allattamento: non e’ noto se fenfluramina/metaboliti siano escreti nel latte materno. Dati farmacocinetici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di fenfluramina/metaboliti nel latte (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Fintepla tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’: non sono stati rilevati effetti di fenfluramina sulla fertilita’ umana fino a dosi cliniche di 104 mg/ die . Tuttavia, gli studi sugli animali suggeriscono che Fintepla puo’ eventualmente influire sulla fertilita’ femminile (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

SOLUZIONE ORALE

Scadenza

48 MESI

Confezionamento

FLACONE