LANEX 28CPR 5MG

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DENOMINAZIONE

LANEX COMPRESSE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina.

PRINCIPI ATTIVI

Enalapril maleato 5 mg, 20 mg.

ECCIPIENTI

Ciascuna compresse da 5 mg contiene: sodio bicarbonato, lattosio monoidrato, amido di mais; amido pregelatinizzato e magnesio stearato. Ciascuna compressa da 20 mg contiene: sodio bicarbonato, lattosio monoidrato, amido di mais, amido pregelatinizzato, ferro ossido rosso, ferro ossido giallo e magnesio stearato.

INDICAZIONI

Trattamento dell’ipertensione. Trattamento dell’insufficienza cardiaca sintomatica. Prevenzione dell’insufficienza cardiaca sintomatica in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra asintomatica.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ ad enalapril, ad uno qualsiasi degli eccipienti od ad altri ACE-inibitori. Storia di angioedema associato alla terapia conACE-inibitori. Angioedema ereditario o idiomatico. Secondo e terzo trimestre di gravidanza. L’uso concomitante con medicinali contenenti aliskiren e’ controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale.

POSOLOGIA

Gli alimenti non interferiscono con l’assorbimento del farmaco. Il dosaggio deve essere individualizzato a seconda del profilo del pazientee della risposta pressoria. Ipertensione: iniziare con 5 mg fino ad un massimo di 20 mg, a seconda del grado di ipertensione e delle condizioni del paziente, una volta al giorno. Per l’ipertensione lieve il dosaggio iniziale raccomandato e’ da 5 a 10 mg. I pazienti con un sistema di renina-angiotensina-aldosterone in stato di intensa attivazione possono andare incontro ad una eccessiva caduta pressoria dopo la dose iniziale. In tali pazienti si raccomanda una dose iniziale uguale o inferiore a 5 mg e l’inizio della terapia deve avvenire sotto stretto controllo. Un precedente trattamento con alte dosi di diuretici puo’ dare luogo a volume- deplezione a rischio di ipotensione quando si iniziala terapia con enalapril. Una dose iniziale uguale o inferiore a 5 mge’ raccomandata in tali pazienti. Se possibile, la terapia diuretica deve essere interrotta per 2-3 giorni prima di iniziare la terapia conil farmaco. Si devono monitorare la funzione renale ed il potassio sierico. La dose usuale di mantenimento e’ di 20 mg/die. La dose massimadi mantenimento e’ di 40 mg/die. Insufficienza cardiaca/disfunzione ventricolare sinistra asintomatica: 2,5 mg, e somministrare sotto stretta osservazione per determinare l’effetto iniziale sulla pressione arteriosa. In assenza di ipotensione sintomatica successiva all’inizio della terapia per l’insufficienza cardiaca, o dopo un suo efficace trattamento, la dose deve essere aumentata gradualmente, in base alla tollerabilita’ del paziente, fino alla dose usuale di mantenimento di 20 mg, somministrata in singola dose o suddivisa in 2 dosi. Questa titolazione della dose puo’ essere eseguita in un periodo di 2-4 settimane. Ladose massima e’ di 40 mg somministrata in due dosi separate. Titolazione del dosaggio in pazienti con insufficienza cardiaca/disfunzione ventricolare sinistra asintomatica. Settimana 1: giorni 1-3: 2,5 mg/die in dose singola; giorni 4-7: 5 mg/die divisi in 2 dosi; settimana 2: 10 mg/die in dose singola o divisi in 2 dosi; settimana 3: 20 mg/die indose singola o divisi in 2 dosi. Nei pazienti in trattamento con diuretici ed in quelli con funzione renale compromessa devono essere eseguite opportune precauzioni. La pressione arteriosa e la funzione renaledebbono essere monitorate strettamente sia prima che dopo l’inizio del trattamento, poiche’ e’ stata riportata ipotensione e (piu’ raramente) conseguente insufficienza renale. Nei pazienti trattati con diuretici, il dosaggio deve essere ridotto se possibile prima di iniziare il trattamento. La comparsa di ipotensione a seguito della dose iniziale del farmaco non implica che l’ipotensione si ripresenti nel corso della terapia cronica e non preclude l’uso continuato del farmaco. Devono essere monitorati anche il potassio sierico e la funzione renale. Dosaggio nell’insufficienza renale: gli intervalli fra le somministrazionidi enalapril devono essere prolungati e/o il dosaggio ridotto. CrCL <> 30 e < 80 ml/min: dose iniziale mg/die 5-10 mg; CrCL > 10 e <= 30 ml/min: 2,5 mg; CrCL<=10 ml/min: 2,5 mg nei giorni di dialisi. L’enalapril e’ dializzabile. Il dosaggio durante i giorni in cui i pazienti non sono in dialisi deve essere aggiustato a seconda della risposta pressoria. Il dosaggio deve essere in linea con la funzione renale del paziente anziano. L’esperienza su pazienti pediatrici ipertesi e’ limitata. Per pazienti in grado di deglutire le comprese, il dosaggio deve essere individualizzato a seconda del profilo del paziente e della risposta pressoria. La dose iniziale raccomandata e’ di 2,5 mg in pazienti con peso corporeo da 20 a meno di 50 kg e di 5 mg in pazienti con pesouguale o superiore a 50 kg. Somministrare una volta al giorno. Il dosaggio deve essere aggiustato secondo i bisogni del paziente fino ad unmassimo di 20 mg al giorno in pazienti da 20 a < di 50 Kg e 40 mg in pazienti con peso >= a 50 kg. Il farmaco non e’ raccomandato nei neonati e nei pazienti pediatrici con velocita’ di filtrazione glomerulare inferiore 30 ml/min/1,73 m^2.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C.

AVVERTENZE

L’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita’ renale. Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non e’ raccomandato. Se la terapia del duplice blocco e’ considerata assolutamente necessaria, cio’ deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalita’ renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Raramente e’ stata riscontrata ipotensione sintomatica in pazienti con ipertensione non complicata. Nei pazienti ipertesi in terapia, l’ipotensione e’ piu’ probabile che si verifichi se il paziente e’ volume depleto. In pazienti con insufficienza cardiaca, e’ stata osservata ipotensione sintomatica: porre il paziente in posizione supina e, se necessario, sottoporlo ad infusione endovenosa di soluzione fisiologica. Il trattamento puo’ darluogo ad un ulteriore abbassamento pressorio. Tale effetto e’ previsto ed in genere non e’ necessario sospendere il trattamento. Se l’ipotensione diventa sintomatica, si rende necessaria una riduzione del dosaggio e/o l’interruzione del diuretico e/o del farmaco. Gli ACE-inibitori devono essere usati con cautela in pazienti con ostruzione a livello valvolare e del tratto di deflusso del ventricolo sinistro e deve essere evitato in caso di shock cardiogeno ed ostruzione emodinamica significativa. In caso di compromissione della funzione renale, il dosaggio iniziale di enalapril deve essere calibrato alla clearance della creatinina del paziente ed in seguito in funzione della risposta del paziente al trattamento: monitorare il potassio e la creatinina. E’ statariportata insufficienza renale, che se riconosciuta precocemente ed adeguatamente trattata, e’ usualmente reversibile. Alcuni pazienti ipertesi senza alcuna apparente patologia renale preesistente hanno sviluppato aumenti dell’urea ematica e della creatinina quando l’enalapril e’ stato somministrato con un diuretico. Possono essere richieste riduzioni del dosaggio di enalapril e/o interruzione del diuretico. In pazienti affetti da stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi dell’arteria dell’unico rene funzionante c’e’ un rischio aumentato di ipotensione ed insufficienza renale. La perdita di funzione renale puo’ aver luogo anche solo con lievi alterazioni della creatinina sierica: iniziare la terapia sotto sorveglianza medica con basse dosi, attenta titolazione e monitoraggio della funzione renale. Non vi e’ esperienza riguardante la somministrazione in pazienti con trapianto di rene recente: il trattamento non e’ pertanto raccomandato. Raramente gli ACE-inibitori sono stati associati con una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce fino a necrosi epatica fulminante e decesso. I pazienti che sviluppano ittero o marcati aumenti degli enzimi epatici devono interrompere l’ACE inibitore ed essere sottoposti ad un adeguatofollow-up medico. Sono state segnalate neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia ed anemia. Usare l’enalapril con estrema cautela in pazienti con patologie del collageno a livello vascolare, terapia immunosoppressiva, trattamenti con allopurinolo o procainamide o una associazione di queste complicazioni. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezioni serie che in alcuni casi non hanno risposto alla terapia antibiotica intensiva. In caso di utilizzazione di enalapril in questi pazienti si consiglia il monitoraggio periodico dei leucociti ed i pazienti devono essere istruiti a riportare qualsiasi segno di infezione.E’ stato riportato edema angioneurotico del viso, delle labbra, dellalingua, della glottide e/o della laringe: sospendere il trattamento eistituire un appropriato monitoraggio. Nei casi di edema limitato al viso e alle labbra senza difficolta’ respiratoria, i pazienti potrebbero richiedere una osservazione prolungata poiche’ il trattamento con antistaminici e corticosteroidi potrebbe non essere sufficiente. Molto raramente sono stati riportati casi fatali dovuti ad angioedema associato a edema della laringe o della lingua. E’ probabile che si verifichi ostruzione delle vie respiratorie nei pazienti in cui risultano coinvolte la lingua, la glottide o la laringe. Raramente, pazienti in terapia con Ace-inibitori hanno portato reazioni anafilattoidi pericolose per la vita, durante desensibilizzazione con veleno d’imenotteri. Raramente, alcuni pazienti hanno sviluppato reazioni anafilattoidi potenzialmente fatali. Tali reazioni sono state evitate con la temporanea interruzione della terapia prima di ogni seduta di aferesi. Sono state riportate reazioni anafilattoidi in pazienti dializzati con membrane ad alto flusso e trattati allo stesso tempo con un ACE inibitore: considerare un diverso tipo di membrana dialitica o una classe differente di agenti antipertensivi. Nei pazienti diabetici trattati con antidiabetici orali o insulina, il controllo della glicemia deve essere monitorato strettamente verificando se si verifica ipoglicemia. E’ stata riportata tosse. Nei pazienti sottoposti ad interventi di alta chirurgia o durante l’anestesia con agenti che provocano ipotensione, l’enalapril blocca la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. L’ipotensione che si manifesta in questi casi puo’ essere corretta mediante espansione della volemia. Sono stati osservati aumenti del potassio sierico. L’uso di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassiopuo’ portare ad un aumento significativo del potassio sierico. L’iperkaliemia puo’ causare aritmie serie, talvolta fatali: occorre un frequente monitoraggio regolare del potassio sierico. L’associazione di litio ed enalapril non e’ raccomandata. Vi e’ esperienza limitata in termini di efficacia e sicurezza nei bambini ipertesi di eta’ superiore ai6 anni e nei bambini al di sopra dei 2 mesi. Il medicinale non e’ raccomandato nei bambini per indicazione diverse dall’ipertensione e non e’ raccomandato nei neonati e nei pazienti pediatrici con velocita’ difiltrazione glomerulare <30 ml/min/1,73 m^2. Non iniziare la terapia durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. Contiene lattosio.

INTERAZIONI

Gli Ace-inibitori riducono la perdita di potassio indotta dai diuretici. I diuretici risparmiatori di potassio, gli integratori di potassioo i sostituti del sale contenenti potassio possono portare ad aumentisignificativi del potassio sierico. Se l’uso concomitante e’ indicatoa causa di dimostrata ipokalemia, essi devono essere utilizzati con cautela e con un monitoraggio frequente del potassio sierico. Il precedente trattamento con alti dosaggi di diuretici puo’ dar luogo a deplezione della volemia ed a rischio di ipotensione quando si inizia la terapia con enalapril. Gli effetti ipotensivi possono essere ridotti dall’interruzione dei diuretici, dall’aumento della volemia o dall’assunzione di sali o instaurando una terapia con enalapril a bassa dose. L’uso concomitante di questi farmaci puo’ aumentare l’effetto ipotensivo di enalapril. L’uso concomitante con nitroglicerina ed altri nitrati odaltri vasodilatatori puo’ ridurre ulteriormente la pressione arteriosa. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren, e’ associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalita’ renale rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS. Nel corso di somministrazione concomitante di litio ed ACE-inibitori sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche del litio ed episodi di tossicita’ da litio. L’uso concomitante di diuretici tiazidici puo’ aumentare ulteriormente i livelli del litio ed aumentare il rischio di tossicita’ da litio con ACE-inibitori. L’uso di enalapril con il litio non e’ raccomandato, ma se l’associazione e’ necessaria, si deve eseguire un attento monitoraggio dei livelli siericidel litio. L’uso concomitante di alcuni farmaci anestetici, antidepressivi triciclici ed antipsicotici con gli ACE-inibitori puo’ risultarein un ulteriore riduzione della pressione arteriosa. Quando ACE inibitori sono somministrati simultaneamente con farmaci antinfiammatori non steroidei, si puo’ verificare un’attenuazione dell’effetto anti-ipertensivo. L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS puo’ portare ad unaumentato rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con preesistente compromessa funzione renale. Tali effetti sono di solito reversibili. Raramente puo’ verificarsi insufficienza renale acuta, specialmente in pazienti con compromissione della funzione renale. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante e successivamente con periodicita’. Reazioni nitritoidi sono state riportate raramente in pazienti in terapia con Sali d’oro per via iniettabile con l’uso concomitante di ACE-inibitori, incluso l’enalapril. I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antiipertensivi degli ACE-inibitori.La somministrazione concomitante di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici puo’ causare un aumento dell’effetto ipoglicemizzante con rischiodi ipoglicemia. Questo effetto sembra verificarsi con maggiore probabilita’ durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con compromissione della funzione renale. L’alcool aumenta l’effetto ipotensivo degli ACE-inibitori. L’enalapril puo’ essere somministrato con sicurezza in concomitanza ad acido acetilsalicilico, trombolitici e betabloccanti.

EFFETTI INDESIDERATI

La frequenza degli effetti indesiderati e’ definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); rara (>=1/10.000, <1/1.000); molto rara (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia; rara: neutropenia, diminuzione dell’emoglobina, diminuzione dell’ematocrito, trombocitopenia, agranulocitosi, depressione midollare, pancitopenia, linfoadenopatia, malattie autoimmuni. Patologie endocrine; non nota: sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH). Disturbi del metabolismo e della nutrizione; non comune: ipoglicemia. Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici. Comune: cefalea, depressione; non comune: confusione mentale, sonnolenza, insonnia, nervosismo, parestesie, vertigine; rara: alterazioni dell’attivita’ onirica, disturbi del sonno. Patologie dell’occhio; molto comune: visione offuscata. Patologie cardiache e vascolari. Molto comune: capogiro; comune: ipotensione, sincope, dolore toracico, alterazioni del ritmo cardiaco, angina pectoris, tachicardia; non comuni: ipotensione ortostatica, palpitazioni. infarto del miocardio o accidente cerebrovascolare, possibilmente secondario ad ipotensione eccessiva in pazienti ad alto rischio; raro: fenomeno di Raynaud. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: tosse; comune: dispnea; non comune: rinorrea, laringodinia e raucedine, broncospasmo/asma; raro: infiltrati polmonari, rinite, alveolite allergica/polmonite eosinofila. Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea; comune: diarrea, dolore addominale, disgeusia; non comune: ileo, pancreatine, vomito, dispepsia, stipsi, anoressia, irritazioni gastriche, secchezza delle fauci, ulcera peptica; raro: stomatite/ulcere afose, glossite; molto raro: angioedema intestinale. Patologie epatobiliari; raro: insufficienza epatica, epatite-epatocellulare o colestatico, epatite inclusa necrosi, colestasi (compreso l’ittero). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo; comune: rash, ipersensibilita’/edema angioneurotico: sono stati segnalati edema angioneurotico del volto, delle estremita’, delle labbra, della lingua, della glottide e/o del laringe; non comune: diaforesi, prurito, orticaria, alopecia; raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johonson, dermatite esfoliativa, necrolisiepidermica tossica, pemfigo, eritroderma. E’ stato riportato un complesso di sintomatologico che puo’ comprendere alcune o tutte le seguenti condizioni: febbre, sierosita’, vasculite, mialgia/miosite, artralgia/artrite, positivita’ per gli anticorpi antinucleo, VES elevata, eosinofilia e leucocitosi. Possono verificarsi rash, fotosensibilita’ e altre manifestazioni dermatologiche. Patologie renali ed urinarie. Non comune: disfunzione renale, insufficienza renale, proteinuria; raro: oliguria. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza; raro: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: astenia; comune:faticabilita’; non comune: crampi muscolari, vampate, tinnito, malessere, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, aumenti della creatinina sierica; non comune: aumenti della uremia, iponatremia; raro:aumenti degli enzimi epatici, aumenti della bilirubinemia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

L’uso degli ACE inibitori non e’ raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L’uso di ACE inibitori e’ controindicato durante ilsecondo ed il terzo trimestre di gravidanza. L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita’ a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo’ essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. E’ noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo e il terzo trimestre induce tossicita’ fetale etossicita’ neonatale. Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACEinibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita’ renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione. L’uso del farmaco in allattamento non e’ raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perche’ non c’e’ abbastanza esperienza clinica. Nei neonati piu’ grandi, se ritenuto necessario per la madre, il medicinale puo’ essere assunto durante l’allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

Forma farmaceutica

COMPRESSE DIVISIBILI

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

BLISTER OPACO