LISITENS 28CPR RIV 20MG

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DENOMINAZIONE

LISITENS

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Calcioantagonisti selettivi con prevalente effetto vascolare.

PRINCIPI ATTIVI

Lercanidipina.

ECCIPIENTI

Lattosio monoidrato; amido di mais pregelatinizzato; croscarmellosa sodica; ipromellosa; silice colloidale anidra; magnesio stearato. Compresse rivestite con film 10 mg. Film di rivestimento (Opadry giallo): ipromellosa; macrogol 8000; titanio diossido (E 171); talco; ferro ossido giallo (E 172). Compresse rivestite con film 20 mg. Film di rivestimento (Opadry rosa): ipromellosa; macrogol 8000; titanio diossido (E 171); talco; ferro ossido rosso (E 172).

INDICAZIONI

Trattamento dell’ipertensione essenziale da lieve a moderata.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo, a qualsiasi diidropiridina o aduno degli eccipienti elencati; gravidanza e allattamento; donne in eta’ fertile che non utilizzano un efficace metodo anticoncezionale; ostruzione del tratto di efflusso ventricolare sinistro; insufficienza cardiaca congestizia non trattata; angina pectoris instabile; grave compromissione epatica o renale; infarto miocardico nel mese precedente; somministrazione concomitante di: forti inibitori del CYP3A4; ciclosporina; succo di pompelmo.

POSOLOGIA

Modo di somministrazione: uso orale. La compressa deve essere assuntacon una sufficiente quantita’ di liquido (per es. un bicchiere d’acqua). La dose raccomandata e’ di 10 mg una volta al giorno almeno 15 minuti prima dei pasti (preferibilmente la colazione) con la possibilita’di aumentare la dose fino a 20 mg, in base alla risposta del singolo paziente. Compresse rivestite con film 20 mg: le compresse possono essere divise in due meta’ uguali. La parte di compressa restante deve essere conservata al riparo dalla luce. Questa rimanente meta’ deve essere assunta con la dose successiva. La titolazione della dose deve essere effettuata gradualmente, perche’ possono essere necessarie circa 2 settimane affinche’ si manifesti l’effetto antipertensivo massimo. Alcuni soggetti, non adeguatamente controllati con l’assunzione di un unico antipertensivo, possono trarre beneficio dall’aggiunta di lercanidipina alla terapia con un betabloccante (atenololo), un diuretico (idroclorotiazide) o un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (captopril o enalapril). Poiche’ la curva dose-risposta e’ ripida,e presenta un plateau a dosi comprese fra 20 e 30 mg, e’ improbabile che l’efficacia migliori a dosi piu’ elevate, mentre possono aumentaregli effetti indesiderati. Persone anziane: sebbene i dati di farmacocinetica e l’esperienza clinica non suggeriscano la necessita’ di una correzione della dose giornaliera, la terapia negli anziani deve essereiniziata con particolare cautela. Popolazione pediatrica: l’uso di lercanidipina non e’ raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni d’eta’ a causa della mancanza di esperienza clinica.Uso nei pazienti con compromissione renale o epatica: e’ necessario prestare particolare attenzione quando si inizia il trattamento in pazienti con compromissione renale o epatica da lieve a moderata. Sebbene sia possibile che questi sottogruppi tollerino la dose giornaliera abitualmente raccomandata, un aumento della dose a 20 mg al giorno deve essere valutato con attenzione. L’effetto antipertensivo puo’ risultarepotenziato nei pazienti con compromissione epatica, e pertanto si deve prendere in considerazione un aggiustamento della dose. L’uso di lercanidipina non e’ raccomandato nei pazienti con compromissione epaticao renale grave (velocita’ di filtrazione glomerulare < 30 ml/min).

CONSERVAZIONE

Conservare le compresse nella confezione originale per proteggerle dalla luce; le mezze compresse devono essere conservate al riparo dalla luce.

AVVERTENZE

E’ necessaria particolare cautela quando si usa lercanidipina in pazienti affetti da sindrome del nodo del seno (malattia seno-atriale) se non e’ impiantato un pacemaker. Sebbene studi controllati di emodinamica non abbiano rivelato alcuna alterazione della funzione ventricolare, e’ consigliabile prestare particolare attenzione nei pazienti con disfunzione del ventricolo sinistro. E’ stato suggerito che alcune diidropiridine a breve azione possano essere associate ad un aumento di rischio cardiovascolare in pazienti con cardiopatia ischemica. Sebbene lercanidipina sia un medicinale a lunga durata d’azione, in tali pazienti e’ richiesta cautela. Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente in pazienti con angina pectoris preesistente puo’ verificarsi un aumento della frequenza, della durata o della gravita’ di questi attacchi. Sono stati osservati casi isolati di infarto miocardico. Uso nei pazienti con disfunzione renale o epatica: e’ necessaria particolare attenzione quando si inizia un trattamento in pazienti con disfunzione renale o epatica da lieve a moderata. Anche se la dose abitualmente consigliata viene di solito ben tollerata in questi sottogruppi, un aumento della dose a 20 mg al giorno va fatto con prudenza. L’effetto antipertensivo puo’ risultare potenziato nei pazienti con compromissione epatica, e pertanto si deve prendere in considerazione un aggiustamento della dose. L’uso di lercanidipina non e’ raccomandato nei pazienti con compromissioneepatica o renale grave (velocita’ di filtrazione glomerulare < 30 ml/min). L’assunzione di alcol deve essere evitata, perche’ puo’ potenziare l’effetto vasodilatatore dei farmaci antipertensivi. Gli induttori del CYP3A4 come gli anticonvulsivanti (per es. fenitoina, carbamazepina) e rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici di lercanidipinae conseguentemente l’efficacia della lercanidipina puo’ risultare inferiore a quella prevista. Contiene lattosio.

INTERAZIONI

La lercanidipina e’ notoriamente metabolizzata dall’enzima CYP3A4 e pertanto gli inibitori e gli induttori del CYP3A4 somministrati contemporaneamente possono interagire con il metabolismo e l’eliminazione di lercanidipina. Si deve quindi evitare una prescrizione concomitante dilercanidipina ed inibitori del CYP3A4 (per es. ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina). Uno studio di interazione con un potente inibitore del CYP3A4, il ketoconazolo, ha dimostrato un incremento considerevole dei livelli plasmatici di lercanidipina(un aumento della AUC di 15 volte e del C max di 8 volte per l’eutomero S-lercanidipina). Ciclosporina e lercanidipina non devono essere somministrate contemporaneamente. In seguito alla contemporanea somministrazione di ciclosporina e lercanidipina, e’ stato osservato un aumento dei livelli plasmatici di entrambe le sostanze. Uno studio condotto su giovani volontari sani ha dimostrato che quando viene somministrataciclosporina 3 ore dopo l’assunzione di lercanidipina, i livelli plasmatici della lercanidipina non cambiano, mentre l’AUC della ciclosporina aumenta del 27%. Tuttavia, la co-somministrazione di lercanidipina e ciclosporina ha causato un aumento di 3 volte dei livelli plasmaticidella lercanidipina e un aumento del 21% dell’AUC della ciclosporina.La lercanidipina non deve essere assunta con succo di pompelmo. In analogia alle altre diidropiridine, la lercanidipina e’ sensibile all’inibizione del metabolismo da parte del succo di pompelmo, con un conseguente aumento della sua biodisponibilita’ sistemica e un aumento del suo effetto ipotensivo. Quando somministrata in concomitanza con midazolam alla dose di 20 mg per os in volontari anziani, l’assorbimento di lercanidipina aumenta (del 40% circa) e la velocita’ di assorbimento diminuisce (T max passa da 1,75 a 3 ore). Le concentrazioni di midazolam restano invariate. Si deve usare prudenza quando la lercanidipina viene prescritta in concomitanza con altri substrati del CYP3A4, quali terfenadina, astemizolo, medicinali antiaritmici di classe III come l’amiodarone e la chinidina. La contemporanea somministrazione di lercanidipina e induttori del CYP3A4, come i medicinali anticonvulsivanti (fenitoina, carbamazepina) e la rifampicina, deve essere effettuata con cautela, perche’ l’effetto antipertensivo puo’ risultare ridotto e la pressione arteriosa deve essere controllata piu’ frequentemente del solito. Quando la lercanidipina viene somministrata contemporaneamente a metoprololo, un beta-bloccante eliminato essenzialmente per via epatica, la biodisponibilita’ del metoprololo non si modifica, mentre quelladella lercanidipina si riduce del 50%. Questo effetto puo’ essere ascritto alla riduzione del flusso sanguigno epatico causato dai beta-bloccanti e puo’ pertanto verificarsi con altri medicinali di questa classe. Di conseguenza, la lercanidipina puo’ essere tranquillamente somministrata insieme ai beta-bloccanti, ma puo’ rendersi necessario un aggiustamento della dose. Uno studio di interazione con fluoxetina (un inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4), condotto su volontari di 65 +/- 7 anni di eta’ (media +/- D.S.), non ha mostrato nessuna variazione clinicamente importante nella farmacocinetica della lercanidipina. La contemporanea somministrazione di cimetidina alla dose giornaliera di 800 mgnon causa nessuna significativa modifica dei livelli plasmatici di lercanidipina, ma dosi piu’ elevate richiedono una maggiore prudenza, perche’ la biodisponibilita’ e l’effetto ipotensivo della lercanidipina possono aumentare. La co- somministrazione di 20 mg di lercanidipina in pazienti in trattamento cronico con b- metildigossina non ha mostrato evidenze di interazione farmacocinetica. Volontari sani trattati condigossina dopo una dose di 20 mg di lercanidipina somministrata a digiuno hanno mostrato un incremento medio del 33% della C max della digossina, mentre l’AUC e la clearance renale non risultavano modificate in modo significativo. I pazienti che seguono un trattamento concomitante con digossina vanno attentamente controllati per individuare eventuali segni di tossicita’ da digossina. In seguito a ripetuta co-somministrazione di una dose di 20 mg di lercanidipina e 40 mg di simvastatina, l’AUC della lercanidipina non risultava significativamente modificata, mentre l’AUC della simvastatina e’ aumentata del 56% e quella del suo metabolita attivo beta-idrossiacido e’ aumentata del 28%. E’ poco probabile che questi cambiamenti siano di rilevanza clinica. Non sono previste interazioni quando si somministra lercanidipina al mattino e simvastatina alla sera, come indicato per questi medicinali. La contemporanea somministrazione di 20 mg di lercanidipina a volontari sani a digiuno non alterava la farmacocinetica del warfarin. La lercanidipinasomministrata con diuretici e ACE-inibitori e’ stata ben tollerata. L’assunzione di alcol deve essere evitata, poiche’ puo’ potenziare l’effetto vasodilatatore dei medicinali antipertensivi.

EFFETTI INDESIDERATI

In questa sezione gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza, nel modo seguente: molto comune (>=1/10); comune (da >=1/100 a <1/10); non comune (da >=1/1.000 a <1/100); raro (da >=1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota. Circa l’1,8% dei pazienti trattati ha avuto reazioni avverse. Il seguente elenco mostra l’incidenza delle reazioni farmacologiche avverse, con un nesso di causalita’ almeno possibile, raggruppate secondo la classificazione MedDRA per classi di organi e ordinate secondo la frequenza (non comune,raro). Le reazioni farmacologiche avverse piu’ frequenti segnalate instudi clinici controllati sono cefalea, vertigini, edema periferico, tachicardia, palpitazioni, vampate, ciascuna verificatasi in meno dell’1% dei pazienti. Patologie del sistema nervoso. Non comune: cefalea; vertigini; raro: sonnolenza. Patologie cardiache. Non comune: tachicardia; palpitazioni; raro: angina pectoris. Alcune diidropiridine possono indurre dolore precordiale o angina pectoris; molto raro: i pazienticon angina pectoris preesistente possono notare un aumento della frequenza, durata e gravita’ di questi attacchi. Si possono osservare casiisolati di infarto miocardico. Patologie vascolari. Non comune: vampate; molto raro: sincope. Patologie gastrointestinali. Raro: nausea; dispepsia; diarrea; dolore addominale; vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: eruzione cutanea. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: mialgia. Patologie renali e urinarie. Raro: poliuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: edema periferico; raro: astenia; affaticamento. Esami diagnostici: la lercanidipina non sembra influenzare in modo negativo i livelli glicemici ne’ quelli lipidici. >>Esperienza post- marketing. Patologie vascolari. Molto raro: ipotensione. Patologie gastrointestinali. Molto raro: ipertrofia gengivale. Patologie renali e urinarie. Molto raro: frequenza urinaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: dolore toracico. Esami diagnostici. Molto raro: aumenti reversibili dei livelli sierici delle transaminasi epatiche. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

I risultati degli studi effettuati sul coniglio e sul ratto non forniscono evidenze di un effetto teratogeno della lercanidipina in tali specie animali, ne’ vi e’ stata compromissione della funzione riproduttiva del ratto. Tuttavia, poiche’ mancano dati clinici sull’impiego della lercanidipina durante la gravidanza e l’allattamento e altri composti appartenenti alla classe delle diidropiridine si sono rivelati teratogeni negli animali, non si deve somministrare lercanidipina a donne in stato di gravidanza o a donne in eta’ fertile che non utilizzano un’efficace metodo anticoncezionale. A causa dell’elevata lipofilicita’ della lercanidipina, e’ possibile che il medicinale passi nel latte materno. Pertanto deve essere evitata la somministrazione in donne che allattano al seno.

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE DIVISIBILI

Scadenza

60 MESI

Confezionamento

BLISTER OPACO