DENOMINAZIONE
LIVAZO 1MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Inibitori della HMG-CoA reduttasi.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita con film contiene pitavastatina calcica, equivalente a 1mg di pitavastatina.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, idrossipropilcellulosa abassa sostituzione, ipromellosa (E464), alluminio magnesio metasilicato, magnesio stearato. Film di rivestimento: ipromellosa (E464), titanio diossido (E171), trietile citrato (E1505), silice colloidale anidra.
INDICAZIONI
Questo farmaco e’ indicato per la riduzione dei livelli elevati di colesterolo totale (TC) e colesterolo LDL (LDL-C), in adulti, adolescenti e bambini di eta’ pari o superiore a 6 anni con ipercolesterolemia primaria, compresa ipercolesterolemia familiare eterozigote, e dislipidemia combinata (mista), quando la risposta alla dieta e ad altre misure non farmacologiche e’ inadeguata.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Questo medicinale e’ controindicato: nei pazienti con ipersensibilita’ nota alla pitavastatina, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre statine, nei pazienti con compromissione epatica grave, patologia epatica attiva o aumenti persistenti e inspiegati delle transaminasi sieriche (oltre 3 volte il limite superiore della norma [ULN]), nei pazienti con miopatia, nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con ciclosporina, durante la gravidanza, l’allattamento e nelle donne potenzialmente fertili che non adottano misure contraccettive efficaci.
POSOLOGIA
Posologia: prima del trattamento, i pazienti devono seguire una dietaipocolesterolemizzante. E’ importante che tutti i pazienti continuinoa seguire un controllo dietetico durante il trattamento. La dose iniziale e’ abitualmente di 1 mg una volta al giorno. L’aggiustamento della dose deve essere effettuato a intervalli di 4 o piu’ settimane. Le dosi devono essere personalizzate secondo i livelli di LDL-C, l’obiettivo terapeutico e la risposta del paziente. La dose massima giornalierae’ 4 mg. Anziani: non e’ necessario un aggiustamento del dosaggio neipazienti di eta’ superiore a 70 anni. Popolazione pediatrica. Bambinie adolescenti di eta’ pari o superiore a 6 anni: l’uso di questo medicinale nei bambini deve essere prescritto esclusivamente da medici esperti nel trattamento dell’iperlipidemia e i progressi devono essere rivisti periodicamente. Nei bambini e negli adolescenti con ipercolesterolemia familiare eterozigote la dose iniziale e’ abitualmente di 1 mg una volta al giorno. L’aggiustamento della dose deve essere effettuatoa intervalli di 4 o piu’ settimane. Le dosi devono essere personalizzate secondo i livelli di LDL-C, l’obiettivo terapeutico e la risposta del paziente. Nei bambini di eta’ compresa tra 6 e 9 anni, la dose massima giornaliera e’ 2 mg. Nei bambini di eta’ pari o superiore a 10 anni, la dose massima giornaliera e’ 4 mg. Bambini di eta’ inferiore a 6anni: la sicurezza e l’efficacia di questo farmaco nei bambini di eta’ inferiore a 6 anni non sono state stabilite e non ci sono dati disponibili. Pazienti con compromissione renale: non e’ necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione renale lieve; tuttavia, pitavastatina deve essere utilizzata con cautela. I dati relativi alla dose di 4 mg sono limitati in tutti i gradi di funzione renale compromessa. Pertanto, la dose di 4 mg deve essere usata solo con unattento monitoraggio dopo la graduale titolazione della dose. Nei pazienti con compromissione renale grave la dose di 4 mg non e’ raccomandata. Pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata: la dose di 4 mg non e’ raccomandata nei pazienti con compromissione epatica lieve-moderata. Una dose giornaliera massima di 2 mg puo’ essere somministrata tenendo i pazienti sotto stretta osservazione. Modo di somministrazione: solo per uso orale; le compresse devono essere deglutite intere. Questo farmaco puo’ essere assunto in qualunque momento della giornata, con o senza cibo. E’ preferibile che il paziente assuma la compressa ogni giorno alla stessa ora. La terapia con statine e’ in generepiu’ efficace alla sera, per via del ritmo circadiano del metabolismolipidico. Se un bambino o un adolescente non e’ in grado di ingerire la compressa, in caso di necessita’ la compressa puo’ essere dispersa in un bicchiere d’acqua e assunta immediatamente. Per assicurare l’assunzione del dosaggio corretto, aggiungere un secondo volume di acqua per sciacquare il bicchiere e bere immediatamente. Le compresse non devono essere disperse in succhi di frutta acidi o latte.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Tenere il blister nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
AVVERTENZE
Effetti muscolari: come avviene per altri inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine), e’ possibile lo sviluppo di mialgia, miopatia e, raramente, rabdomiolisi. I pazienti devono essere informati della necessita’ di segnalare qualsiasi sintomo muscolare. I livelli di creatinchinasi (CK) devono essere misurati nei pazienti che riportano dolore muscolare, dolorabilita’ o debolezza muscolare, in particolare se accompagnati da malessere o febbre. La creatinchinasi non deve essere misuratadopo un esercizio fisico intenso o in presenza di qualsiasi altra possibile causa di aumento della CK, che puo’ confondere l’interpretazione del risultato. Se si osserva un aumento delle concentrazioni di CK (> 5 volte l’ULN), deve essere eseguito un test di conferma entro 5-7 giorni. Vi sono state segnalazioni molto rare di miopatia necrotizzanteimmuno-mediata (Immune-Mediated Necrotizing Myopathy, IMNM) durante odopo il trattamento con alcune statine. L’IMNM e’ caratterizzata clinicamente da debolezza muscolare prossimale persistente e da un’elevatacreatinchinasi sierica, che permangono nonostante l’interruzione del trattamento con statine. Questo medicinale non deve essere co-somministrato con formulazioni sistemiche di acido fusidico o entro 7 giorni dalla sospensione del trattamento con acido fusidico. Nei pazienti in cui l’uso sistemico di acido fusidico e’ considerato essenziale, il trattamento con statine deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento con acido fusidico. Ci sono state segnalazioni di rabdomiolisi (tra cui alcuni decessi) nei pazienti trattati con acido fusidico e statine in combinazione. Il paziente deve consultare immediatamente il medico in caso di sintomi di debolezza muscolare, dolore o indolenzimento. La terapia con statine puo’ essere reintrodotta sette giorni dopo l’ultima dose di acido fusidico. In circostanze eccezionali in cui e’ necessario una somministrazione prolungata di acido fusidico per via sistemica, ad esempio per il trattamento di infezioni gravi, la necessita’ di co-somministrazione di questo medicinale e acido fusidico deve essere considerata solo caso per caso e sotto stretto controllo medico. Prima del trattamento: come per altre statine, questo farmaco deve essere prescritto con cautela nei pazienti con fattori predisponenti alla rabdomiolisi. Il livello di creatinchinasi deve essere misurato, alfine di stabilire un valore di riferimento al basale, nelle seguenti situazioni: danno renale, ipotiroidismo, anamnesi personale o familiare positiva per disturbi muscolari ereditari, precedenti di tossicita’ muscolare in seguito all’assunzione di un fibrato o di un’altra statina, anamnesi positiva per epatopatie o abuso di alcol, pazienti anziani(oltre 70 anni) con altri fattori di rischio predisponenti alla rabdomiolisi. In tali situazioni, si raccomanda di eseguire un monitoraggioclinico e di considerare il rischio del trattamento in rapporto al possibile beneficio. Il trattamento con questo medicinale non deve essere iniziato in presenza di valori di CK > 5 volte l’ULN. Durante il trattamento: i pazienti devono essere incoraggiati a segnalare immediatamente dolori muscolari, debolezza o crampi. I livelli di creatinchinasidevono essere misurati e il trattamento deve essere interrotto se i livelli di CK sono elevati (> 5 volte l’ULN). Si deve considerare l’interruzione del trattamento in caso di sintomi muscolari gravi, anche sei livelli di CK sono <= 5 volte l’ULN. Se i sintomi si risolvono e i livelli di CK ritornano nella norma, puo’ essere considerato il ripristino del trattamento con questo farmaco alla dose di 1 mg e con un attento monitoraggio. Effetti epatici: come per altre statine, questo medicinale deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per epatopatie o che assumono regolarmente quantita’ elevate di alcol. I test di funzionalita’ epatica devono essere eseguiti prima di iniziare il trattamento con questo farmaco e periodicamente duranteil trattamento. Il trattamento con questo medicinle deve essere sospeso nei pazienti che presentano un aumento persistente delle transaminasi sieriche (ALT e AST) superiore a 3 volte l’ULN. Effetti renali: questo farmaco deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con compromissione renale moderato o grave. Gli incrementi della dose devono essere effettuati solo tenendo il paziente sotto attenta osservazione. Nei pazienti con compromissione renale grave la dose di 4 mg non e’ raccomandata. Diabete mellito: alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto di classe, aumentano la glicemia ed in alcuni pazienti,ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui e’ appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, e’ superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto non deve essere motivo diinterruzione del trattamento con le statine. I pazienti a rischio di iperglicemia (glicemia a digiuno 5.6-6.9 mmol/L, BMI>30kg/m^2, livellielevati di trigliceridi, ipertensione) devono essere monitorati sia alivello clinico che a livello biochimico in accordo con le linee-guida nazionali. Tuttavia, non vi sono stati segnali confermati di un rischio di diabete per pitavastatina negli studi di sorveglianza della sicurezza post-marketing o negli studi prospettici. Pneumopatia interstiziale: casi eccezionali di pneumopatia interstiziale sono stati segnalati con alcune statine, soprattutto con la terapia a lungo termine. Le manifestazioni possono comprendere dispnea, tosse non produttiva e deterioramento dello stato di salute generale (affaticamento, calo ponderale e febbre). Se si sospetta lo sviluppo di pneumopatia interstizialein un paziente, la terapia con statine deve essere interrotta. Popolazione pediatrica: esistono dati limitati riguardo all’effetto a lungo termine sulla crescita e sulla maturazione sessuale in pazienti pediatrici di eta’ pari o superiore a 6 anni trattati con questo medicinale.Le adolescenti devono essere informate in merito alle opportune precauzioni contraccettive da adottare durante il trattamento con questo farmaco. Altri effetti: si raccomanda una temporanea sospensione di questo medicinale per la durata del trattamento con eritromicina, altri antibiotici macrolidi o acido fusidico. Questo farmaco deve essere utilizzato con cautela nei pazienti che assumono farmaci noti per causare miopatia (ad es. fibrati o niacina). Le compresse contengono lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
INTERAZIONI
Pitavastatina e’ trasportata attivamente negli epatociti umani da diversi trasportatori epatici (incluso il polipeptide trasportatore deglianioni organici, OATP), che possono essere coinvolti in alcune delle seguenti interazioni. Ciclosporina: la co-somministrazione di una singola dose di ciclosporina con questo farmaco allo steady-state ha prodotto un aumento di 4,6 volte dell’AUC di pitavastatina. Non e’ noto l’effetto della ciclosporina allo steady-state su questo medicinale allo steady-state. Questo farmaco e’ controindicato nei pazienti trattati con ciclosporina. Eritromicina: la co-somministrazione con questo medicinale ha prodotto un aumento di 2,8 volte dell’AUC di pitavastatina. Si raccomanda una temporanea sospensione di questo medicinale per la durata del trattamento con eritromicina o altri antibiotici macrolidi. Gemfibrozil e altri fibrati: l’uso di fibrati da soli e’ occasionalmente associato a miopatia. La co-somministrazione di fibrati e statine e’stata associata ad aumento della miopatia e a rabdomiolisi. Questo farmaco deve essere somministrato con cautela in concomitanza con fibrati. In studi di farmacocinetica, la co-somministrazione di questo farmaco e gemfibrozil ha prodotto un aumento di 1,4 volte dell’AUC di pitavastatina, mentre con il fenofibrato l’AUC di pitavastatina e’ aumentata di 1,2 volte. Niacina: non sono stati effettuati studi di interazione con questo farmaco e niacina. L’uso di niacina da sola e’ stato associato a miopatia e rabdomiolisi, quando e’ stata utilizzata in monoterapia. Pertanto, questo medicinale deve essere somministrato con cautela in concomitanza con niacina. Acido fusidico: il rischio di miopatia inclusa la rabdomiolisi puo’ essere aumentato dalla somministrazione concomitante di acido fusidico per via sistemica con le statine. Il meccanismo di questa interazione (se e’ farmacodinamico o farmacocinetico, o entrambi) e’ ancora sconosciuto. Ci sono state segnalazioni di rabdomiolisi (tra cui alcuni decessi) in pazienti trattati con questa combinazione. Se il trattamento sistemico con acido fusidico e’ necessario, il trattamento con questo medicinale deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento con acido fusidico. Rifampicina: la co-somministrazione con questo farmaco nello stesso momento ha prodotto un aumento di 1,3 volte dell’AUC di pitavastatina, a causa della ridotta captazione epatica. Inibitori delle proteasi e inibitori non nucleosidicidella trascrittasi inversa: la somministrazione concomitante di lopinavir/ritonavir, darunavir/ritonavir, atazanavir o efavirenz con questomedicinale puo’ provocare lievi alterazioni dell’AUC della pitavastatina. Ezetimibe e il suo metabolita glucuronide inibiscono l’assorbimento del colesterolo alimentare e biliare. La co-somministrazione con questo farmaco non ha avuto effetti sulle concentrazioni plasmatiche di ezetimibe o del metabolita glucuronide, ed ezetimibe non ha avuto effetti sulle concentrazioni plasmatiche di pitavastatina. Inibitori del CYP3A4: gli studi di interazione con itraconazolo e succo di pompelmo, noti inibitori del CYP3A4, non hanno evidenziato un effetto clinicamente significativo sulle concentrazioni plasmatiche di pitavastatina. Digossina: un noto substrato della P-gp, non ha interagito con questo medicinale. Durante la co-somministrazione non vi e’ stata un’alterazione significativa delle concentrazioni di pitavastatina o di digossina. Warfarin: la farmacocinetica e la farmacodinamica di warfarin allo steady-state (INR e PT), in volontari sani, non sono state modificate dalla co-somministrazione di questo farmaco, a una dose di 4 mg al giorno. Tuttavia, come per altre statine, nei pazienti trattati con warfarindevono essere tenuti sotto osservazione il tempo di protrombina o l’INR, quando pitavastatina viene aggiunta alla terapia. Popolazione pediatrica: sono stati effettuati studi d’interazione tra farmaci solo negli adulti. Non e’ nota l’entita’ delle interazioni nella popolazione pediatrica.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: in studi clinici controllati, alle dosi raccomandate, meno del 4% dei pazienti trattati con questo farmaco hanno interrotto lo studio a causa di eventi avversi. La reazione avversa correlata a pitavastatina segnalata piu’ comunemente in studi clinici controllati e’ stata la mialgia. Riassunto delle reazioni avverse. Le reazioni avverse e la relativa frequenza osservate in studi clinici controllati e in studi di estensione condotti a livello mondiale, alle dosi raccomandate, sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi. La frequenza e’ definita come: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), rara (>=1/10.000, <1/1.000), molto rara (<1/10.000) e non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: capogiri, disgeusia, sonnolenza. Patologie dell’occhio. Rara: riduzione dell’acuita’ visiva. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune: tinnito. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione, diarrea, dispepsia, nausea; non comune: dolore addominale, secchezza delle fauci, vomito; rara: glossodinia, pancreatite acuta. Patologie epatobiliari. Non comune: aumento delle transaminasi (aspartato aminotransferasi, alanina aminotransferasi); rara: ittero colestatico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, rash; Rara: orticaria, eritema. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia, artralgia; non comune: spasmi muscolari; frequenza non nota: miopatia necrotizzante immuno-mediata. Patologie renali e urinarie. Non comune: pollachiuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: astenia, malessere, affaticamento, edema periferico. Un aumento della creatinchinasi ematica > 3 volte il limite superiore della norma (ULN) si e’ verificato in 49 pazienti su 2800 (1,8%) trattati con questo farmaco in studi clinici controllati. Livelli >=10 voltel’ULN, con sintomi muscolari concomitanti, sono stati rari e osservati solo in un paziente su 2406 trattati con questo medicinale alla dosedi 4 mg (0,04%) nel programma di studi clinici. Popolazione pediatrica: il database della sicurezza clinica comprende i dati di sicurezza di 142 pazienti pediatrici trattati con pitavastatina; tra questi, 87 pazienti avevano un’eta’ compresa tra 6 e 11 anni e 55 pazienti avevanoun’eta’ compresa tra 12 e 17 anni. In totale, 91 pazienti hanno ricevuto pitavastatina per 1 anno, 12 pazienti sono stati trattati con pitavastatina per 2,5 anni e 2 pazienti per 3 anni. Meno del 3% dei pazienti trattati con pitavastatina ha interrotto lo studio a causa di eventi avversi. Le reazioni avverse correlate a pitavastatina segnalate piu’ comunemente nel programma clinico sono state cefalea (4,9%), mialgia(2,1%) e dolore addominale (4,9%). Sulla base dei dati disponibili, si prevede che la frequenza, il tipo e la severita’ delle reazioni avverse nei bambini e negli adolescenti siano simili a quelli attesi negliadulti. Esperienza post-marketing: uno studio prospettico di sorveglianza post-marketing, della durata di due anni, e’ stato condotto in circa 20.000 pazienti in Giappone. La stragrande maggioranza dei 20.000 pazienti partecipanti allo studio era stata trattata con 1 o 2 mg di pitavastatina, non con 4 mg. Il 10,4% dei pazienti ha riportato eventi avversi per i quali non e’ stato possibile escludere una relazione causale con pitavastatina e il 7,4% dei pazienti ha interrotto la terapiaa causa di eventi avversi. Il tasso di mialgia e’ stato dell’1,08%. La maggior parte degli eventi avversi era di intensita’ lieve. Il tassodi eventi avversi e’ risultato superiore, nell’arco dei 2 anni, nei pazienti con anamnesi positiva per allergia ai farmaci (20,4%) o malattia epatica o renale (13,5%). Le reazioni avverse e la relativa frequenza osservate nello studio prospettico di sorveglianza post-marketing, ma non negli studi clinici controllati mondiali, alle dosi raccomandate, sono elencate di seguito. Patologie epatobiliari. Rara: anomalia della funzione epatica, disturbi epatici. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Rara: miopatia, rabdomiolisi. Nello studio di sorveglianza post-marketing vi sono state due segnalazioni di rabdomiolisi che hanno richiesto il ricovero ospedaliero (0,01% dei pazienti). Inoltre, vi sono state segnalazioni post-marketing spontanee di effetti a livello muscoloscheletrico, tra cui mialgia e miopatia, nei pazienti trattati con questo farmaco a tutte le dosi raccomandate. Sono state ricevute inoltre segnalazioni di rabdomiolisi, con o senza insufficienza renale acuta, inclusa rabdomiolisi con esito fatale. Sono state ricevute segnalazioni spontanee dei seguenti eventi (la frequenza e’ basata su quella osservata negli studi post-marketing): Patologie del sistema nervoso. Non comune: ipoestesia. Patologie gastrointestinali. Raro: disturbi addominali. Effetti di classe delle statine. I seguenti eventi avversi sono stati segnalati con alcune statine: disturbi del sonno, inclusi incubi, perdita di memoria, disfunzione sessuale, depressione, casi eccezionali di pneumopatia interstiziale, in particolare con la terapia a lungo termine, diabete mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia adigiuno >= 5.6 mmol/L, BMI>30kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi,storia di ipertensione). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: questo farmaco e’ controindicato durante la gravidanza. Le donne in eta’ fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con questo medicinale. Poiche’ il colesterolo e altri prodotti della biosintesi del colesterolo sono essenziali per lo sviluppo del feto, il potenziale rischio dell’inibizione della HMG-CoAreduttasi supera il beneficio del trattamento durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva, maassenza di potenziale teratogeno. Se la paziente intende iniziare unagravidanza, il trattamento deve essere interrotto almeno un mese prima del concepimento. Se la paziente rimane gravida durante l’assunzionedi questo medicinale, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Allattamento: questo farmaco e’ controindicato durante l’allattamento al seno. Pitavastatina e’ escreta nel latte delle femmine di ratto. Non e’ noto se sia escreta nel latte umano. Fertilita’: non ci sono dati aggiornati.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
60 MESI
Confezionamento
BLISTER

