DENOMINAZIONE
ORFADIN CAPSULE RIGIDE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Altri farmaci dell’apparato gastro intestinale e del metabolismo, prodotti vari dell’apparato gastrointestinale e del metabolismo.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni capsula contiene 2 mg di nitisinone. Ogni capsula contiene 5 mg di nitisinone. Ogni capsula contiene 10 mg di nitisinone. Ogni capsulacontiene 20 mg di nitisinone.
ECCIPIENTI
Contenuto della capsula: amido pregelatinizzato (di mais). Rivestimento della capsula: gelatina, titanio diossido (E 171). Scritta stampata: ossido di ferro nero (E 172), lacca, glicole propilenico, idrossido di ammonio.
INDICAZIONI
Tirosinemia ereditaria di tipo 1 (HT-1): questo farmaco e’ indicato per il trattamento dei pazienti adulti e pediatrici (di qualsiasi fascia d’eta’) con diagnosi confermata di tirosinemia ereditaria di tipo 1 (HT-1), in associazione con ridotto apporto alimentare di tirosina e fenilalanina. Alcaptonuria (AKU): questo medicinale e’ indicato per il trattamento di pazienti adulti con alcaptonuria (AKU).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Le donne che assumono il nitisinone non devono allattare al seno.
POSOLOGIA
Posologia. HT-1: il trattamento con nitisinone deve essere iniziato emonitorato da un medico esperto nel trattamento dei pazienti affetti da HT-1. Per aumentare la sopravvivenza complessiva ed evitare complicanze come insufficienza epatica, cancro del fegato e patologie renali,il trattamento di tutti i genotipi della malattia deve essere iniziato il prima possibile. E’ necessario associare al trattamento con nitisinone una dieta povera di fenilalanina e di tirosina, che deve essere controllata mediante monitoraggio degli aminoacidi plasmatici. Dose diinizio per HT-1: la dose giornaliera iniziale raccomandata nella popolazione pediatrica e adulta e’ di 1 mg/kg peso corporeo, somministrataper via orale. La dose di nitisinone deve essere aggiustata caso per caso. Si raccomanda di somministrare la dose una volta al giorno. I dati nei pazienti con peso corporeo <20 kg sono limitati, pertanto, in questa popolazione di pazienti si raccomanda di dividere la dose totalegiornaliera in due somministrazioni giornaliere. Aggiustamento della dose per HT-1: durante il monitoraggio regolare, e’ opportuno tenere sotto controllo i livelli di succinilacetone urinario, i valori dei test di funzionalita’ epatica ed i livelli di alfa-fetoproteina. Se dopo un mese dall’inizio del trattamento con nitisinone il succinilacetone e’ ancora rilevabile nell’urina, la dose di nitisinone deve essere aumentata a 1,5 mg/kg peso corporeo/die. In base alla valutazione di tutti i parametri biochimici, potrebbe essere necessaria una dose di 2 mg/kg peso corporeo/die. Tale quantita’ rappresenta la dose massima per tutti i pazienti. Se la risposta biochimica e’ soddisfacente, la dose deve essere corretta esclusivamente in base all’aumento del peso corporeo. In ogni caso, oltre ai suddetti test, durante la fase iniziale della terapia, dopo il passaggio dalla somministrazione due volte al giorno alla singola somministrazione giornaliera o in caso di peggioramento puo’ essere necessario controllare piu’ attentamente tutti i parametri biochimici disponibili (come il succinilacetone plasmatico, l’acido5-aminolevulinico (ALA) e l’attivita’ della porfobilinogeno (PBG)-sintasi eritrocitaria). AKU: il trattamento con nitisinone deve essere iniziato e monitorato da un medico esperto nel trattamento dei pazienti affetti da AKU. La dose raccomandata nella popolazione AKU adulta e’ 10 mg una volta al giorno. Popolazioni speciali: non vi sono raccomandazioni specifiche per il dosaggio in pazienti anziani o in pazienti concompromissione della funzione renale o epatica. Popolazione pediatrica. HT-1: la dose raccomandata in mg/kg peso corporeo e’ uguale per bambini e adulti. I dati nei pazienti con peso corporeo <20 kg sono limitati, pertanto in questa popolazione di pazienti si raccomanda di dividere la dose totale giornaliera in due somministrazioni giornaliere. AKU: la sicurezza e l’efficacia di questo farmaco nei bambini di eta’ compresa tra 0 e 18 anni affetti da AKU non sono state stabilite. Non cisono dati disponibili. Modo di somministrazione: e’ possibile aprire la capsula e versarne il contenuto in sospensione in una piccola quantita’ di acqua o in un sostitutivo del pasto in forma di bevanda subitoprima dell’assunzione. Questo medicinale e’ disponibile anche sotto forma di sospensione orale da 4 mg/ml per i pazienti, pediatrici e non pediatrici, che hanno difficolta’ a deglutire le capsule. Se il trattamento con nitisinone e’ iniziato a stomaco pieno, si raccomanda di proseguire con questa modalita’ di somministrazione.
CONSERVAZIONE
Conservare in frigorifero (2 gradi C. – 8 gradi C.).
AVVERTENZE
Le visite di controllo devono essere effettuate ogni 6 mesi: in caso di eventi avversi, sono raccomandati intervalli piu’ brevi tra le visite. Monitoraggio dei livelli di tirosina plasmatica: si raccomanda di eseguire un esame oculare con lampada a fessura prima di iniziare il trattamento con nitisinone e in seguito regolarmente, almeno una volta all’anno. Se durante il trattamento con nitisinone il paziente presenta disturbi della vista, e’ necessario procedere immediatamente a una visita oftalmologica. HT-1: e’ necessario assicurarsi che il paziente segua il regime dietetico prescritto e misurare le concentrazioni plasmatiche di tirosina. Se il livello di tirosina supera 500 micromoli/L, occorre diminuire ulteriormente l’apporto alimentare di tirosina e fenilalanina. Si raccomanda di non abbassare la concentrazione di tirosina plasmatica mediante riduzione o interruzione del dosaggio di nitisinone, poiche’ la carenza metabolica potrebbe provocare un peggioramentodella condizione clinica del paziente. AKU: nei pazienti che sviluppano cheratopatie devono essere monitorati i livelli di tirosina plasmatica. Deve essere adottata una dieta con restrizione di tirosina e fenilalanina per mantenere il livello di tirosina plasmatica al di sotto di 500 micromoli/L. Inoltre, nitisinone deve essere temporaneamente sospeso e puo’ essere reintrodotto quando i sintomi si sono risolti. Monitoraggio epatico. HT-1: la funzione epatica deve essere regolarmente monitorata mediante test di funzionalita’ epatica e tecniche di imaging. Si raccomanda inoltre di tenere sotto controllo le concentrazioni dell’alfa, fetoproteina sierica. L’aumento della concentrazione dell’alfa, fetoproteina sierica puo’ indicare che il trattamento e’ inadeguato. Nei pazienti con un aumento dell’alfa, fetoproteina o segni di noduli epatici deve sempre essere verificata la presenza di eventuali tumori maligni del fegato. Monitoraggio delle piastrine e dei leucociti (WBC): si raccomanda di monitorare regolarmente la conta leucocitaria e quella delle piastrine sia per i pazienti con HT-1 sia per i pazienti con AKU, poiche’ durante la valutazione clinica dell’HT-1 sono stati osservati alcuni casi di trombocitopenia e leucopenia reversibili. Uso concomitante con altri medicinali: il nitisinone e’ un inibitore moderato del CYP 2C9. Il trattamento con nitisinone puo’ quindi determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei medicinali somministrati in concomitanza e metabolizzati principalmente attraverso il CYP 2C9. I pazienti trattati con il nitisone, che sono trattati contemporaneamente con medicinali aventi una finestra terapeutica stretta e che sono metabolizzati attraverso il CYP 2C9, come warfarin e fenitoina, devono essere monitorati attentamente. Puo’ essere necessario correggere la dose di tali medicinali somministrati in concomitanza.
INTERAZIONI
Poiche’ il nitisinone viene metabolizzato in vitro dal CYP 3A4, potrebbe essere necessario correggere la dose in caso di somministrazione concomitante con inibitori o induttori di tale enzima. Sulla base dei dati di uno studio clinico di interazione con 80 mg di nitisinone allo stato stazionario, il nitisinone e’ risultato essere un inibitore moderato del CYP 2C9 (incremento di 2,3 volte dell’AUC della tolbutamide),per cui il trattamento con nitisinone puo’ determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche dei medicinali somministrati in concomitanza e metabolizzati principalmente attraverso il CYP 2C9. Il nitisinone e’ un induttore debole del CYP 2E1 (riduzione del 30% dell’AUC del clorzoxazone) e un inibitore debole di OAT1 e OAT3 (incremento di 1,7 volte dell’AUC della furosemide), mentre non inibisce il CYP 2D6. Non sono stati effettuati studi formali di interazione con il cibo con questo farmaco in capsule rigide. Tuttavia il nitisinone e’ stato somministrato a stomaco pieno durante la generazione dei dati sull’efficacia e sulla sicurezza. Pertanto, se il nitisinone, in forma di questo medicinale capsule rigide, viene somministrato inizialmente a stomaco pieno, si raccomanda di proseguire con questa modalita’ di somministrazione.
EFFETTI INDESIDERATI
Sintesi del profilo di sicurezza: in base al meccanismo d’azione, il nitisinone aumenta i livelli di tirosina in tutti i pazienti trattati con nitisinone. Reazioni avverse a carico degli occhi, come congiuntivite, opacita’ corneale, cheratite, fotofobia e dolore agli occhi, correlate agli alti livelli di tirosina sono pertanto comuni sia nei pazienti con HT-1 sia nei pazienti con AKU. Nella popolazione HT-1 altre reazioni avverse comuni includono trombocitopenia, leucopenia e granulocitopenia. La comparsa di dermatite esfoliativa e’ un evento non comune. Riassunto delle reazioni avverse: le reazioni avverse, elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla frequenza assoluta, si basano sui dati ottenuti da studi clinici in pazienti con HT-1 e AKU e dall’utilizzo successivo all’immissione in commercio nell’HT-1. La frequenza e’ definita come molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita’. Frequenza nell’ht 1. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: trombocitopenia, leucopenia, granulocitopenia; non comune: leucocitosi. Patologie dell’occhio. Comune: congiuntivite, opacit? corneale, cheratite, fotofobia, dolore oculare; non comune: blefarite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: dermatite esfoliativa, esantema eritematoso, prurito, eruzione cutanea. Esami diagnostici. Molto comune: livelli di tirosina elevati. Frequenza nell’aku. Infezioni e infestazioni. Comune: bronchite, polmonite. Patologie dell’occhio. Molto comune: cheratopatia; dolore oculare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito, eruzione cutanea. Esami diagnostici. Molto comune: livellidi tirosina elevati. Descrizione di reazioni avverse selezionate: il trattamento con nitisinone determina livelli elevati di tirosina. L’aumento dei livelli di tirosina e’ stato associato a reazioni avverse a carico dell’occhio quali per es. opacita’ corneale e lesioni ipercheratosiche nei pazienti con HT-1 e AKU. La restrizione dell’apporto di tirosina e fenilalanina con la dieta ha lo scopodi limitare la tossicita’ associata a questo tipo di tirosinemia mediante una riduzione dei livelli di tirosina. Negli studi clinici sull’HT-1, la granulocitopenia e’ risultata di grado severo solo con frequenza non comune (<0,5×10^9 /L) e non e’ stata associata a infezioni. Le reazioni avverse riguardanti la classe per sistemi e organi secondo MedDRA “Patologie del sistema emolinfopoietico” si sono attenuate con la prosecuzione del trattamento con nitisinone. Popolazione pediatrica: il profilo di sicurezza nell’HT-1 e’ basato principalmente sulla popolazione pediatrica in quanto il trattamento con nitisinone deve essere iniziato non appena la diagnosi di tirosinemia ereditaria di tipo 1 (HT-1) sia stata effettuata. Dallo studio clinico e dai dati successivi all’immissione in commercio non emergono indicazioni che il profilo di sicurezza sia diverso nei diversi sottogruppi della popolazione pediatrica o dal profilo di sicurezza nei pazienti adulti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificanodopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso del nitisinone in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva. Il rischio potenziale per gli esseri umani none’ noto. Questo farmaco non deve essere usato durante la gravidanza ameno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con nitisinone. Il nitisone attraversa la placenta umana. Allattamento: non e’ noto se il nitisinone sia escreto nel latte materno.Studi sugli animali hanno dimostrato effetti postnatali nocivi attraverso l’esposizione del latte materno al nitisinone. Pertanto le donne che assumono il nitisinone non devono allattare con latte materno, in quanto non si puo’ escludere un danno al lattante. Fertilita’: non ci sono dati sull’influenza esercitata dal nitisinone sulla fertilita’.
Forma farmaceutica
CAPSULE RIGIDE
Scadenza
24 MESI
Confezionamento
FLACONE

