PANCLEUS 14CPR 40MG

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DENOMINAZIONE

PANCLEUS 40 MG COMPRESSE GASTRORESISTENTI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Inibitori della pompa protonica.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa gastroresistente contiene 40 mg di pantoprazolo (come sodio sesquidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: mannitolo, sodio carbonato, anidro, carbossimetilamido sodico (tipo A), acido metacrilico – copolimero etilacrilato(Eudragit E PO), calcio stearato, Opadry white OY-D-7233 (ipromellosa, titanio diossido E171, Macrogol 400, sodio lauril solfato). Rivestimento. Kollicoat MAE 30 DP, di colore giallo chiaro consistente di: acido metacrilico – copolimero etilacrilato, glicole propilenico, ossido di ferro giallo (E172), titanio diossido (E171), talco, acqua depurata.

INDICAZIONI

Adulti ed adolescenti di 12 anni ed oltre: Esofagite da reflusso. Adulti: Eradicazione di Helicobacter pylori (H. pylori) in combinazione con un’appropriata terapia antibiotica in pazienti con ulcere associatea H. pylori, ulcera gastrica e duodenale, sindrome di Zollinger-Ellison ed altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo, ai derivati benzimidazolici, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o a dei farmaci assunti con la terapia combinata.

POSOLOGIA

Le compresse non devono essere masticate o frantumate, e devono essere deglutite intere con un po’ di acqua 1 ora prima di un pasto. Dose raccomandata. Adulti ed adolescenti di 12 anni ed oltre Esofagite da reflusso: una compressa di Pancleus al giorno. In casi particolari la dose puo’ essere raddoppiata (aumento a 2 compresse di Pancleus al giorno) specialmente quando non si e’ ottenuta risposta ad altro trattamento. Per il trattamento dell’esofagite da reflusso e’ normalmente richiesto un periodo di 4 settimane. Se questo non e’ sufficiente, la guarigione si ottiene solitamente prolungando la terapia per ulteriori 4 settimane. Adulti. Eradicazione di H. pylori in combinazione con due antibiotici appropriati: nei pazienti positivi per H. pylori affetti da ulcera gastrica e duodenale, l’eradicazione del batterio deve essere effettuata con una terapia combinata. Relativamente alla resistenza batterica ed all’uso appropriato ed alla prescrizione di agenti antibatterici bisogna tenere in considerazione le linee guida locali ufficiali (es. raccomandazioni nazionali). In funzione del tipo di resistenza, si raccomanda l’adozione dei seguenti schemi di terapia per l’eradicazione di H. pylori: a) Pancleus una compressa due volte al di’ + amoxicillina 1000 mg due volte al di’ + claritromicina 500 mg due volte al di’.b) Pancleus una compressa due volte al di’ + metronidazolo 400 – 500 mg (o tinidazolo 500 mg) due volte al di’ + claritromicina 250 – 500 mg due volte al di’. c) Pancleus una compressa due volte al di’ + amoxicillina 1000 mg due volte al di’ + metronidazolo 400 – 500 mg (o tinidazolo 500 mg) due volte al di’. Durante la terapia combinata per l’eradicazione dell’infezione da H. pylori, la seconda compressa di Pancleus deve essere assunta 1 ora prima del pasto serale. La terapia combinata va generalmente effettuata per 7 giorni e puo’ essere prolungata per ulteriori 7 giorni fino ad una durata totale di due settimane. Se, per assicurare la cicatrizzazione dell’ulcera, e’ indicato un ulterioretrattamento con pantoprazolo, si deve adottare la dose raccomandata per il trattamento dell’ulcera gastrica e duodenale. Se non e’ proponibile la terapia combinata, ad es. se il paziente e’ negativo per H. pylori, si applichino le seguenti linee guida per la monoterapia con Pancleus. Trattamento di ulcera gastrica: una compressa di Pancleus al giorno. In casi particolari la dose potra’ essere raddoppiata (aumentata a 2 compresse di Pancleus al giorno) soprattutto quando non si sia ottenuta risposta ad altro trattamento. Per il trattamento dell’ulcera gastrica e’ normalmente richiesto un periodo di 4 settimane. Se questo non e’ sufficiente, la cicatrizzazione si ottiene solitamente prolungando la terapia per ulteriori 4 settimane. Trattamento di ulcera duodenale: una compressa di Pancleus al giorno. In casi particolari la dose potra’ essere raddoppiata (aumentata a 2 compresse di Pancleus al giorno) soprattutto quando non si sia ottenuta risposta ad altro trattamento. La cicatrizzazione dell’ulcera duodenale si ottiene generalmente entro 2 settimane. Se un periodo di 2 settimane non e’ sufficiente, la cicatrizzazione si ottiene nella quasi totalita’ dei casi dopo ulteriori 2 settimane di terapia. Sindrome di Zollinger-Ellison ed altri statipatologici caratterizzati da ipersecrezione acida Per il trattamento a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e degli altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida i pazienti devono iniziare il trattamento con una dose giornaliera di 80 mg (2 compressedi Pancleus 40 mg). In seguito, il dosaggio puo’ essere aumentato o ridotto secondo necessita’ sulla base di valutazioni strumentali della secrezione acida individuale. Con dosaggi superiori a 80 mg al giorno,la dose deve essere suddivisa in due somministrazioni giornaliere. E’possibile incrementare temporaneamente la dose giornaliera al di sopra di 160 mg di pantoprazolo ma per periodi non superiori a quanto necessario per ottenere un controllo adeguato della secrezione acida. La durata della terapia nella sindrome di Zollinger-Ellison e degli altri stati patologici caratterizzati da ipersecrezione acida non ha restrizioni e deve essere adattata secondo le necessita’ cliniche. Particolari gruppi di pazienti. Bambini al di sotto di 12 anni di eta’: l’uso diPancleus non e’ raccomandato nei bambini al di sotto di 12 anni di eta’ a causa dei dati limitati sulla sicurezza e l’efficacia in questa fascia di eta’. Compromissione epatica: non si deve superare una dose giornaliera di 20 mg di pantoprazolo (1 compressa da 20 mg di pantoprazolo) nei pazienti con grave compromissione epatica. Pancleus non deve essere impiegato nel trattamento combinato per l’eradicazione di H. pylori nei pazienti con disfunzione epatica da moderata a severa poiche’attualmente non sono disponibili dati sull’efficacia e la sicurezza di PANCLEUS nel trattamento combinato di questi pazienti (vedere paragrafo 4.4). Compromissione renale Non e’ necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con funzionalita’ renale compromessa. Pancleus non deve essere impiegato nel trattamento combinato per l’eradicazione di H. pylori nei pazienti con funzionalita’renale compromessa poiche’ attualmente non sono disponibili dati sull’efficacia e la sicurezza di Pancleus nel trattamento combinato di questi pazienti. Anziani: non e’necessario un aggiustamento della dose negli anziani.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Compromissione epatica: nei pazienti con grave compromissione epatica, gli enzimi epatici devono essere controllati regolarmente durante laterapia con pantoprazolo, specialmente nell’uso a lungo termine. In caso di un aumento degli enzimi epatici, si deve sospendere il trattamento (vedere paragrafo 4.2). Terapia combinata: in caso di terapia combinata, deve essere osservato quanto riportato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei rispettivi medicinali. Neoplasia gastrica: la risposta sintomatica di pantoprazolo puo’ mascherare i sintomi dineoplasie gastriche e puo’ ritardare la diagnosi. In presenza di qualsiasi sintomo allarmante (es. significativa perdita di peso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi, anemia o melena) e quando si sospetta o e’ confermata la presenza di ulcera gastrica, deve essere esclusa la natura maligna. Se i sintomi persistono nonostante untrattamento adeguato devono essere considerate un’ulteriori indagini.Co-somministrazione con inibitori della proteasi dell’HIV: non e’ raccomandata la co-somministrazione di pantoprazolo con inibitori della proteasi dell’HIV, quali l’atazanavir, il cui assorbimento dipende dal pH acido intragastrico, a causa della riduzione significativa nella loro biodisponibilita’ (vedere paragrafo 4.5). Influenza sull’assorbimento della vitamina B12: nei pazienti con la sindrome di Zollinger-Ellison ed altre condizioni patologiche caratterizzate da ipersecrezione acida che richiedono un trattamento a lungo termine, pantoprazolo, come tutti i farmaci inibenti la secrezione acida, puo’ ridurre l’assorbimento della vitamina B12 (cianocobalamina) come conseguenza di ipo- o acloridria. Questa eventualita’ deve essere considerata in pazienti con ridotte riserve corporee o fattori di rischio che un ridotto assorbimento della vitamina B12 nella terapia a lungo termine o nel caso si osservino relativi sintomi clinici. Trattamento a lungo termine Nel trattamento a lungo termine, specialmente quando si supera un periodo di trattamento di 1 anno, i pazienti devono essere tenuti sotto regolare sorveglianza. Infezioni gastrointestinali causate da batteri: il trattamento con Pancleus puo’ portare ad un modesto incremento del rischio diinfezioni gastrointestinali causate da batteri quali Salmonella, Campylobacter e C. difficile. Ipomagnesiemia: e’ stato raramente osservatoche gli inibitori di pompa protonica (PPI) come pantoprazolo, possonocausare grave ipomagnesiemia in pazienti trattati per almeno tre mesie in molti casi per un anno. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare. Inizialmente, possono manifestarsi in modo insidioso ed essere trascurati. L’ipomagnesiemia puo’ portare a ipocalcemia e/o ipopotassiemia (vedere paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei pazienti, l’ipomagnesiemia (e l’ipomagnesiemia associata a ipocalcemia e/o ipopotassiemia) migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore di pompa protonica. Per i pazienti in trattamento prolungato o in terapia concomitante con digossina o medicinali che possono causareipomagnesiemia (esempio diuretici) sara’ necessario considerare la misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamento conPPI e periodicamente in corso di terapia. Fratture ossee: gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (>1 anno), potrebbero causare un lieve aumento di rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebbero aumentare il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantita’ di vitamina D e calcio. Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS): gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza dilesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunita’ di interrompere il trattamento con Pancleus. La comparsa di LECS in seguitoa un trattamento con un inibitore della pompa protonica puo’ accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica. Interferenza con esami di laboratorio: un livello aumentato di Cromogranina A (CgA) puo’ interferire con gli esami diagnostici per tumori neuroendocrini. Per evitare tale interferenza, il trattamento con Pancleus deve essere sospeso per almeno 5 giorni prima delle misurazioni della CgA (vedere paragrafo 5.1). Se i livelli di CgA e di gastrina non sono tornati entro il range di riferimento dopo la misurazioneiniziale, occorre ripetere le misurazioni 14 giorni dopo l’interruzione del trattamento con inibitore della pompa protonica. Pancleus contiene sodio: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioe’ essenzialmente ‘senza sodio’.

INTERAZIONI

Medicinali la cui farmacocinetica di assorbimento dipende dal pH: a causa della inibizione marcata e di lunga durata della secrezione acidagastrica, pantoprazolo puo’ interferire con l’assorbimento di medicinali dove il pH gastrico e’ un importante determinante per la biodisponibilita’ orale,, es. alcuni antifungini azolici come ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo e altri medicinali come erlotinib. Inibitori della proteasi dell’HIV: la co-somministrazione di pantoprazolo non e’ raccomandata con gli inibitori della proteasi dell’HIV, quale atazanavir, il cui assorbimento dipende dal pH acido intragastrico a causa della riduzione significativa nella loro biodisponibilita’ (vedere paragrafo 4.4). Se la combinazione degli inibitori della proteasi dell’HIV con un inibitore della pompa protonica e’ ritenuta inevitabile, e’ raccomandato uno stretto monitoraggio clinico (es. carica virale). Non deve essere superata una dose di 20 mg di pantoprazolo al giorno. E’ necessario aggiustare il dosaggio degli inibitori della proteasi dell’HIV.Anticoagulanti cumarinici (fenprocumone o warfarin): la somministrazione concomitante di pantoprazolo con warfarin o fenprocumone non ha influenzato la farmacocinetica di warfarin, fenprocumone o dell’INR. Tuttavia, ci sono state segnalazioni di aumento del tempo di protrombina e INR nei pazienti in trattamento con PPI e warfarin o fenprocumone inconcomitanza. Incrementi dell’INR e tempo di protrombina possono portare a sanguinamento anomalo, e persino al decesso. I pazienti trattaticon pantoprazolo e warfarin o fenprocumone possono avere bisogno di essere monitorati per aumento dell’INR e tempo di protrombina. Metotressato: e’ stato riportato che l’uso concomitante di alte dosi di metotressato (ad es. 300 mg) ed inibitori di pompa protonica aumenti i livelli di metotressato in alcuni pazienti. Pertanto laddove vengano somministrate alte dosi di metotressato, ad es. per il cancro e la psoriasi,va considerata una sospensione temporanea di pantoprazolo. Altri studi di interazioni: il pantoprazolo e’ ampiamente metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La principale via di metabolizzazione e’ la demetilazione da parte del CYP2C19 e altre vie metaboliche includono l’ossidazione mediante il CYP3A4. Studi di interazione con medicinali anch’essi metabolizzati attraverso questi sistemi enzimatici, come carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina, e un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo non hanno rivelato interazioni clinicamente significative. Un’interazione di pantoprazolo con altri prodotti o composti medicinali, che vengono metabolizzati attraverso lo stesso sistema enzimatico, non puo’ essere esclusa. I risultati di una serie di studi di interazione dimostrano che pantoprazolo non influenza il metabolismo di sostanze attive metabolizzate dal CYP1A2 (come caffeina, teofillina), CYP2C9 (come piroxicam, diclofenac, naprossene), CYP2D6 (come metoprololo), CYP2E1 (come etanolo) e non interferisce con l’assorbimento della digossina mediato dalle p-glicoproteine. Non si sono evidenziate interazioni con antiacidi somministrati contemporaneamente. Sono stati anche condotti studi di interazione somministrando pantoprazolo in concomitanza con i rispettivi antibiotici (claritromicina, metronidazolo, amoxicillina). Nonsono state evidenziate interazioni clinicamente significative. Medicinali che inibiscono o inducono il CYP2C19. Inibitori del CYP2C19 come fluvoxamina possono aumentare l’esposizione sistemica di pantoprazolo.Una riduzione della dose puo’ essere considerata per i pazienti in trattamento a lungo termine con alte dosi di pantoprazolo, o quelli con icompromissione epatica. Induttori enzimatici che influenzano CYP2C19 e CYP3A4 come rifampicina e erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di PPI che vengono metabolizzate attraverso tali sistemi enzimatici.

EFFETTI INDESIDERATI

Ci si puo’ aspettare che circa il 5% dei pazienti manifesti reazioni avverse al farmaco (ADRs). L’elenco seguente elenca le reazioni avverse riportate con pantoprazolo, disposte secondo la seguente classificazione di frequenza: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); noncomune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla basedei dati disponibili). Per tutte le reazioni avverse rilevate nell’esperienza post-marketing, non e’ possibile stabilire alcuna frequenza di Reazione Avversa e quindi esse sono indicate con frequenza “non nota”. All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravita’. Reazioni avverse con pantoprazolo negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: agranulocitosi; molto raro: trombocitopenia; leucopenia; pancitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilit? (incluse reazioni anafilattiche e shock anafilattico). Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro: iperlipidemie e aumento dei lipidi (trigliceridi, colesterolo); variazioni di peso; non nota: iponatremia, ipomagniesiemia (vedere paragrafo 4.4)) ipocalcemia^(1); ipokaliemia^(1). Disturbi psichiatrici. Non comune:disturbi del sonno; raro: depressione (e tutte le forme di aggravamento); molto raro: disorientamento (e tutte le forme di aggravamento); non nota: allucinazioni; confusione (specialmente in pazienti predisposti, cos? come l’aggravamento di questi sintomi in caso di preesistenza). Patologie del sistema nervoso. Non comune: mal di testa; capogiro; raro: disturbi del gusto; non nota: parestesia. Patologie dell’occhio.Raro: disturbi nella visione/visione offuscata. Patologie gastrointestinali. Comune: polipi della ghiandola fundica (benigni); non comune: diarrea; nausea/vomito; distensione addominale e gonfiore; stipsi; bocca secca; dolore e disturbi addominali; non nota: colite microscopica.Patologie epatobiliari. Non comune: aumento dei livelli degli enzimi epatici (transaminasi, gamma-gt); raro: aumento della bilirubina; non nota: lesione epatocellulare; ittero; insufficienza epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzione cutanea/ esantema/ eruzione; prurito; raro: orticaria; angioedema; non nota: sindrome di stevens-johnson; sindrome di lyell; eritema multiforme; fotosensibilit?; lupus eritematoso cutaneo subacuto (vedere il paragrafo 4.4) reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sitemici (dress). Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: frattura dell’anca, del polso o della colonna vertebrale (vedere paragrafo 4.4); raro: artralgia; mialgia; non nota: spasmo muscolare^(2). Patologie renali e urinarie. Non nota: nefrite interstiziale (con possibile progressione a insufficienza renale). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Raro: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Noncomune: astenia, affaticamento e malessere; raro: aumento della temperatura corporea; edema periferico. ^1. Ipocalcemia e/o ipopotassiemiapossono essere correlate all’insorgenza di ipomagnesiemia (vedere paragrafo 4.4) ^2. Spasmo muscolare come conseguenza di uno squilibrio elettrolitico. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggiocontinuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: un moderato numero di dati in donne in gravidanza (tra 300 e 1000 gravidanze esposte) indica che pantoprazolo non causa malformazioni o tossicita’ fetale/neonatale. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso di Pancleus durante la gravidanza. Allattamento: studi sugli animali hanno dimostrato l’escrezione di pantoprazolo nel latte materno. Esistono informazioni insufficienti sull’escrezione di pantoprazolo nel latte materno, ma e’ stata riportata escrezione nel latte materno umano. Il rischio per i neonati/lattanti non puo’ essere escluso. Pertanto una decisione se continuare/sospendere l’allattamento al seno o continuare/sospendere la terapia con Pancleus deve essere presa tenendo conto del beneficio dell’allattamento al seno per il neonato e del beneficio della terapia con Pancleus per le madri. Fertilita’: non c’e’ stata evidenza di alterata fertilita’ in seguito alla somministrazione di pantoprazolo in studi suanimali (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE GASTRORESISTENTI

Scadenza

48 MESI

Confezionamento

BLISTER