DENOMINAZIONE
SETORILIN COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Inibitori della HMG-CoA reduttasi.
PRINCIPI ATTIVI
SETORILIN 20 mg compresse rivestite con film. Ogni compressa contiene20 mg di simvastatina. SETORILIN 40 mg compresse rivestite con film. Ogni compressa contiene 40 mg di simvastatina.
ECCIPIENTI
1 compressa rivestita con film da 20 mg contiene: lattosio monoidrato, amido pregelatinizzato, butilidrossianisolo, acido ascorbico, acido citrico monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio diossido talco, ferro ossidogiallo. 1 compressa rivestita con film da 40 mg contiene: lattosio monoidrato, amido pregelatinizzato, butilidrossianisolo, acido ascorbico, acido citrico monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio diossido talco, ferro ossido rosso.
INDICAZIONI
Ipercolesterolemia. Trattamento della ipercolesterolemia primaria o della dislipidemia mista, come integratore della dieta, quando la risposta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (es. eserciziofisico, riduzione del peso corporeo) e’ inadeguata. Trattamento dellaipercolesterolemia familiare omozigote (IF omozigote) come integratore della dieta e di altri trattamenti ipolipemizzanti (es. LDL aferesi)o se tali trattamenti non sono appropriati. Prevenzione cardiovascolare. Riduzione della mortalita’ e della morbilita’ cardiovascolare in pazienti con malattia aterosclerotica cardiovascolare manifesta o diabete mellito, con livelli di colesterolo normali o aumentati, come coadiuvante per la correzione di altri fattori di rischio e di altre terapie cardioprotettive.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia in fase attiva o innalzamenti persistenti delle transaminasi sieriche senza causa evidente. Gravidanza e allattamento. Somministrazione concomitante di potenti inibitori del CYP3A4 (agenti che aumentano la AUC di circa 5 volte o piu’), per es. itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo inibitori della proteasi dell’HIV, (per es. nelfinavir), boceprevir, telaprevir, eritromicina, claritromicina, telitromicina e nefazodone e medicinali contenenti cobicistat). Somministrazione concomitante di gemfibrozil, ciclosporina o danazolo.In pazienti con IF omozigote, somministrazione concomitante di lomitapide con dosi di 40 mg.
POSOLOGIA
L’intervallo posologico e’ 5-80 mg/die somministrati per via orale indose singola alla sera. Aggiustamenti della dose, se richiesti, debbono essere fatti a intervalli di non meno di 4 settimane sino a un massimo di 80 mg/die somministrati in una singola dose alla sera. Il dosaggio di 80 mg e’ raccomandato solo nei pazienti con ipercolesterolemia grave e ad alto rischio di complicazioni cardiovascolari che con dosi piu’ basse non hanno raggiunto gli obiettivi terapeutici e quando ci si aspetta che i benefici siano superiori ai potenziali rischi. Ipercolesterolemia. Il paziente deve essere posto in regime di dieta standardipocolesterolemica e deve continuare questa dieta durante il trattamento. La dose iniziale e’ abitualmente 10-20 mg/die somministrato in dose singola alla sera. I pazienti per i quali e’ necessaria una ampia riduzione del C-LDL (superiore al 45%) possono iniziare con 20-40 mg/die somministrati in dose singola alla sera. Gli aggiustamenti della dose, se necessari, devono essere eseguiti come specificato sopra. Ipercolesterolemia familiare omozigote. Sulla base dei risultati di uno studio clinico controllato, la dose iniziale raccomandata e’ 40 mg/die alla sera. In questi pazienti Setorilin deve essere utilizzato in aggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (per es. LDL aferesi) o se questi trattamenti non sono disponibili. Nei pazienti che assumono lomitapide in concomitanza con Setorilin, la dose non deve superare 40 mg/die. Prevenzione cardiovascolare. La dose abituale va da 20 a 40 mg/die somministrati in dose singola alla sera in pazienti ad alto rischio di cardiopatia coronarica (CHD, con o senza iperlipidemia). La terapia farmacologica puo’ essere iniziata simultaneamente alla dieta e all’esercizio fisico. Gli aggiustamenti della dose, se necessari, devono essere eseguiti come specificato sopra. Terapia concomitante. Il farmaco e’efficace da solo o in associazione ai sequestranti degli acidi biliari. La somministrazione deve avvenire o piu’ di 2 ore prima o piu’ di 4ore dopo la somministrazione di un sequestrante degli acidi biliari. Per i pazienti che assumono Setorilin in concomitanza a fibrati, diversi da gemfibrozil o fenofibrato, la dose non deve superare i 10 mg/die. In pazienti che assumono amiodarone, amlodipina, verapamil, diltiazem o prodotti contenenti elbasvir o grazoprevir in concomitanza a Setorilin, la dose di Setorilin non deve superare i 20 mg/die. Pazienti condanno renale. Non sono necessarie modificazioni della dose in pazienti con danno renale moderato. In pazienti con danno renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min), dosi superiori a 10 mg/die devono essere attentamente valutate e, se ritenute necessarie, somministrate con cautela. Anziani Non sono necessari aggiustamenti della dose. Popolazione pediatrica. Per i bambini e gli adolescenti (ragazzi in stadio di Tanner II e superiore e ragazze in post-menarca da almeno un anno, dai 10 ai 17 anni di eta’) con ipercolesterolemia familiare eterozigote, la dose iniziale usuale raccomandata e’ 10 mg/die somministrata in dose singola alla sera. I bambini e gli adolescenti devono essere posti in regime di dieta standard ipocolesterolemica prima di iniziare il trattamento con simvastatina; occorre continuare questa dieta durante il trattamento con simvastatina. L’intervallo posologico raccomandato e’ 10-40 mg/die; la dose massima raccomandata e’ 40 mg/die. Le dosi devono essere individualizzate in base all’obiettivo terapeutico raccomandato secondo le raccomandazioni per il trattamento pediatrico. Gli aggiustamenti della dose devono essere effettuati a intervalli di 4 o piu’ settimane. L’esperienza nei bambini in eta’ prepuberale e’ limitata. Modo di somministrazione. Il medicinale va somministrato per via orale. Il farmaco puo’ essere somministrato come dose singola alla sera.
CONSERVAZIONE
Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.
AVVERTENZE
La simvastatina occasionalmente causa miopatia. La miopatia si manifesta a volte come rabdomiolisi. Il rischio di miopatia/rabdomiolisi e’ correlato alla dose. Approssimativamente la meta’ dei casi di miopatiasi e’ verificata durante il primo anno di trattamento. La dose di 80 mg di simvastatina deve essere usata soltanto in pazienti con grave ipercolesterolemia e ad alto rischio di complicazioni cardiovascolari che non hanno raggiunto gli obiettivi del trattamento con dosi piu’ basse e quando ci si aspetta che i benefici siano superiori ai potenziali rischi. In pazienti trattati con simvastatina 80 mg per i quali e’ necessario un agente che interagisce, deve essere usata una dose piu’ bassa di simvastatina o un regime alternativo a base di statine con un piu’ basso potenziale di interazioni farmaco-farmaco. Cautela quando si prescrive la simvastatina a pazienti asiatici e utilizzare la dose piu’ bassa. Una ridotta funzionalita’ puo’ verificarsi sia come risultatodi inibizione dovuta a farmaci interagenti sia in pazienti portatori del genotipo SLCO1B1 c.521T>C. I pazienti portatori dell’allele del gene SLCO1B1 (c.521T>C) che codifica per una proteina OATP1B1 meno attiva hanno un maggior rischio di miopatia. La genotipizzazione per la presenza dell’allele C dovrebbe essere considerata come parte della valutazione beneficio-rischio prima di prescrivere 80 mg di simvastatina aisingoli pazienti e le alte dosi, in quelli in cui si riscontra il genotipo CC, dovrebbero essere evitate. L’assenza di questo gene nella genotipizzazione non esclude che possa svilupparsi miopatia. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale questi vanno rimisurati dopo 5-7 giorni per conferma dei risultati. Tutti i pazienti che iniziano la terapia con simvastatina o che aumentano le dosi della stessa, devono essere informati del rischio di miopatia. Cautela in pazienti con fattori predisponenti per la rabdomiolisi. Allo scopo di stabilire un valore di riferimento al basale, si deve misurare il livello diCK prima di iniziare il trattamento nei casi seguenti: anziani; sessofemminile; compromissione renale; ipotiroidismo non controllato; anamnesi personale o familiare di disturbi muscolari ereditari; presenza di episodi pregressi di tossicita’ muscolare con una statina o un fibrato; abuso di alcol. In tali situazioni, occorre valutare il rischio del trattamento in relazione al possibile beneficio e si raccomanda un monitoraggio clinico. Se il paziente ha avuto una precedente esperienzadi disturbi muscolari durante il trattamento con un fibrato o una statina, il trattamento con un membro differente della classe deve essereiniziato solo con cautela. Se i livelli di CK sono significativamenteelevati al basale, il trattamento non deve essere iniziato. Se durante il trattamento con statine il paziente riferisce la comparsa di dolore muscolare, debolezza o crampi muscolari, occorre misurare i livellidi CK. In caso di livelli significativamente elevati di CK occorre interrompere la terapia. Occorre considerare l’interruzione del trattamento, se i sintomi muscolari sono gravi e causano fastidio quotidiano. Occorre interrompere il trattamento in caso sospetto di miopatia per qualsiasi altro motivo. Se la sintomatologia regredisce e i livelli di CK tornano alla normalita’, si puo’ prendere in considerazione la reintroduzione della statina e sotto stretto monitoraggio. In pazienti titolati alla dose di 80 mg e’ stato riscontrato un piu’ alto tasso d’incidenza di miopatia. Si raccomanda che i livelli di CK siano misurati periodicamente. La terapia con simvastatina deve essere temporaneamenteinterrotta qualche giorno prima di interventi chirurgici. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi e’ aumentato significativamente dall’uso concomitante di simvastatina con potenti inibitori del CYP3A4, e con gemfibrozil, ciclosporina e danazolo. L’uso di questi medicinali e’ controindicato. Se il trattamento con potenti inibitori del CYP3A4 non puo’essere evitato, la terapia con simvastatina deve essere interrotta. L’uso di simvastatina e gemfibrozil e’ controindicato. Cautela quando viene prescritto il fenofibrato con la simvastatina. La simvastatina non deve essere co-somministrata con formulazioni di acido fusidico per via sistemica o entro 7 giorni dall’interruzione del trattamento con acido fusidico. Nei pazienti in cui l’uso di acido fusidico per via sistemica e’ considerato essenziale, il trattamento con statina deve essere interrotto per tutta la durata del trattamento con acido fusidico. La terapia con statina puo’ essere reintrodotta sette giorni dopo l’ultima dose di acido fusidico. In circostanze eccezionali, nelle quali e’ necessario l’uso prolungato di acido fusidico per via sistemica la necessita’ di co- somministrazione di simvastatina e acido fusidico deve essere valutata soltanto caso per caso sotto stretto controllo medico. L’uso concomitante di simvastatina a dosi superiori a 20 mg/die conamiodarone, amlodipina, verapamil o diltiazem deve essere evitato. Incaso di cosomministrazione di simvastatina con un moderato inibitore del CYP3A4, e’ necessario un aggiustamento della dose di simvastatina.Per alcuni moderati inibitori del CYP3A4, e’ raccomandata una dose massima di 20 mg di simvastatina. La somministrazione concomitante di simvastatina con dosi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico non e’ raccomandata nei pazienti asiatici. Si raccomanda di eseguire gli esami di funzionalita’ epatica. I pazienti per i quali e’ statastabilita una dose di 80 mg devono essere sottoposti a un ulteriore test prima della somministrazione, 3 mesi dopo l’inizio della somministrazione della dose di 80 mg, e in seguito con cadenza periodica per ilprimo anno di trattamento. Cautela in quei pazienti che sviluppano elevati livelli di transaminasi sieriche, e in questi pazienti, le rilevazioni debbono essere eseguite piu’ frequentemente. Se i livelli delletransaminasi evidenziano un aumento la simvastatina deve essere sospesa. Qualora si verifichi un grave danno epatico con sintomi clinici e/o iperbilirubinemia o ittero durante il trattamento, interrompere immediatamente la terapia. Qualora non si trovi un’eziologia alternativa, non ricominciare la terapia. Cautela in pazienti che consumano quantita’ sostenute di alcol. Aumenti moderati delle transaminasi sieriche sono stati segnalati a seguito di trattamento con simvastatina. Alcune evidenze suggeriscono che le statine aumentano la glicemia. I pazienti a rischio devono essere monitorati. Se si sospetta che un paziente abbia sviluppato una patologia interstiziale polmonare, la terapia con lastatina deve essere interrotta. Alle adolescenti si devono dare consigli su metodi contraccettivi appropriati durante la terapia con simvastatina. Questo prodotto contiene lattosio.
INTERAZIONI
Studi di interazione sono stati effettuati solo sugli adulti. Il rischio di miopatia risulta aumentato nel corso della somministrazione concomitante con fibrati. Inoltre, vi ? un’interazione farmacocinetica con gemfibrozil che porta a un aumento dei livelli plasmatici di simvastatina. Rari casi di miopatia/rabdomiolisi sono stati associati con la somministrazione concomitante di simvastatina e di dosi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico. Di seguito sono riassunte le raccomandazioni per la prescrizione di agenti interagenti. I potenti inibitori del cyp3a4 (per es.: itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo, eritromicina, claritromicina, telitromicina, inibitoridella proteasi dell’hiv, boceprevir, telaprevir, nefazodone, cobicistat, ciclosporina, danazolo, gemfibrozil), sono controindicati con simvastatina. Con altri fibrati (eccetto fenofibrato), non superare 10 mg/die di simvastatina. Con acido fusidico, non raccomandato con simvastatina. Con niacina (acido nicotinico), per pazienti asiatici, non raccomandata con simvastatina. Con amiodarone, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con amlodipina, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con verapamil, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con diltiazem, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con elbasvir, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con grazoprevir, non superare 20 mg/die di simvastatina. Con lomitapide, nei pazienti con IF omozigote, non superare 40 mg/die di simvastatina. Evitare di bere succo di pompelmo quando si assume simvastatina. I potenti inibitori del citocromo P450 3A4 aumentano il rischio di miopatia e rabdomiolisi nel corso della terapia con simvastatina. La somministrazione concomitante di itraconazolo ha datoluogo ad un incremento superiore a pi? di 10 volte dell’esposizione al metabolita acido della simvastatina. La telitromicina ha causato un incremento pari ad 11 volte dell’esposizione al metabolita acido. Se il trattamento con potenti inibitori del CYP3A4 non ? evitabile, la terapia con simvastatina deve essere sospesa. Cautela quando si associa la simvastatina con alcuni altri inibitori del CYP3A4 meno potenti. Sono stati segnalati rari casi di rabdomiolisi associati con la somministrazione concomitante di simvastatina e fluconazolo. Il rischio di miopatia/rabdomiolisi ? aumentato da una somministrazione concomitante di ciclosporina con simvastatina pertanto l’uso con ciclosporina ? controindicato. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi ? aumentato dalla somministrazione concomitante di danazolo con simvastatina. Il rischio di miopatia pu? essere aumentato dalla somministrazione concomitante di acido fusidico per via sistemica con statine. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi ? aumentato dalla somministrazione concomitante di amiodarone con simvastatina. Pertanto, la dose di simvastatina non deve essere superiore a 20 mg/die in pazienti in terapia concomitante con amiodarone. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi ? aumentato dalla somministrazione concomitante di verapamil con simvastatina 40 mg o 80 mg. Ladose di simvastatina non deve pertanto superare i 20 mg/die nei pazienti in terapia concomitante con verapamil. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi ? aumentato dalla somministrazione concomitante di diltiazem con simvastatina 80 mg. La dose di simvastatina non deve pertanto superare i 20 mg/die in pazienti in terapia concomitante con diltiazem. I pazienti in terapia concomitante con amlodipina e simvastatina hannoun aumentato rischio di miopatia. Pertanto, la dose di simvastatina non deve essere superiore a 20 mg/die in pazienti in terapia concomitante con amlodipina. Il rischio di miopatia e rabdomiolisi pu? essere aumentato dalla somministrazione concomitante di lomitapide con simvastatina. Pertanto la dose di simvastatina non deve superare 40 mg/die neipazienti in terapia concomitante con lomitapide. I pazienti che assumono altri medicinali di cui ? nota la capacit? di avere un moderato effetto inibitorio sul CYP3A4 quando usati in concomitanza con simvastatina possono avere un aumento del rischio di miopatia. La simvastatina acida ? un substrato della proteina di trasporto OATP1B1. La somministrazione concomitante di medicinali che sono inibitori della proteina di trasporto OATP1B1 pu? ad un aumento del rischio di miopatia. La somministrazione concomitante di medicinali inibitori di BCRP pu? determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di simvastatina e un aumento del rischio di miopatia. Rari casi di miopatia/rabdomiolisi sono stati associati con la somministrazione concomitante di simvastatinae di dosaggi di niacina in grado di modificare il profilo lipidico. Il succo di pompelmo inibisce il citocromo P450 3A4. L’assunzione concomitante di simvastatina e grandi quantit? (pi? di un litro al giorno) di succo di pompelmo ha dato luogo ad un aumento di 7 volte della esposizione al metabolita acido. Anche l’assunzione di 240 ml di succo di pompelmo al mattino e simvastatina alla sera ha dato luogo ad un aumento di 1,9 volte. L’assunzione di succo di pompelmo durante il trattamento con simvastatina deve pertanto essere evitata. Ci sono state segnalazioni di miopatia e rabdomiolisi con la somministrazione concomitante di colchicina e simvastatina in pazienti con danno renale. ? consigliabile uno stretto monitoraggio clinico di tali pazienti che assumono questa combinazione. Poich? la rifampicina ? un potente induttore del CYP3A4, i pazienti che intraprendono una terapia a lungo termine con rifampicina possono andare incontro a perdita di efficacia da parte della simvastatina. In uno studio di farmacocinetica in volontari sani, l’area sotto la curva di concentrazione plasmatica per la simvastatina acida era diminuita del 93% con la somministrazione concomitante di rifampicina. La simvastatina non ha un effetto inibitorio sul citocromo P450 3A4. Non ? pertanto attesa una azione della simvastatina sulle concentrazioni plasmatiche delle sostanze metabolizzate attraverso il citocromo P450 3A4. Sono stati segnalati casi molto rari di INR elevata.Nei pazienti trattati con anticoagulanti cumarinici, il tempo di protrombina deve essere determinato prima di iniziare il trattamento con simvastatina e abbastanza frequentemente nel corso delle prime fasi della terapia in modo da assicurare che non si verifichi alcuna alterazione significativa del tempo di protrombina. Una volta documentato un tempo di protrombina stabile, i tempi di protrombina possono essere monitorati agli intervalli raccomandati abitualmente per i pazienti in terapia con anticoagulanti cumarinici. Se la dose di simvastatina viene modificata o la somministrazione viene interrotta, occorre ripetere la medesima procedura. La terapia con simvastatina non ? stata associata a sanguinamento o ad alterazioni del tempo di protrombina in pazienti non in terapia con anticoagulanti.
EFFETTI INDESIDERATI
Le frequenze dei seguenti effetti indesiderati, segnalati nel corso degli studi clinici e/o dell’uso post-marketing, sono classificate sulla base della valutazione dei loro tassi di incidenza nel corso di ampistudi clinici di lungo termine controllati con placebo, inclusi l’HPSe il 4S con 20.536 e 4.444 pazienti rispettivamente. Per l’HPS sono stati registrati solo effetti indesiderati gravi oltre a mialgia, aumenti delle transaminasi sieriche e delle CK. Per il 4S sono stati registrati tutti gli effetti indesiderati elencati sotto. Se i tassi di incidenza riguardanti la simvastatina risultavano minori o simili a quellirelativi al placebo in questi studi, e vi erano segnalazioni di effetti spontanei ragionevolmente classificabili come correlati con rapporto di causalita’, questi effetti indesiderati sono stati classificati come “rari”. Nell’HPS su 20.536 pazienti trattati con simvastatina 40 mg/die (n=10.269) o placebo (n=10.267), i profili di sicurezza sono risultati paragonabili fra pazienti trattati con simvastatina 40mg e pazienti trattati con placebo nei 5 anni di durata media dello studio. La frequenza di interruzione del trattamento dovuta ad effetti indesiderati e’ risultata paragonabile (4,8% nei pazienti trattati con simvastatina 40 mg rispetto a 5,1% nei pazienti trattati con placebo). L’incidenza di miopatia e’ stata inferiore allo 0,1% nei pazienti trattati consimvastatina 40 mg. Vi sono stati livelli elevati delle transaminasi (superiori a 3 volte il limite superiore della norma con conferma attraverso test ripetuti) nello 0,21% (n = 21) dei pazienti trattati con simvastatina 40 mg rispetto allo 0,09% (n = 9) dei pazienti trattati con placebo. Le frequenze degli effetti indesiderati sono ordinate secondo il seguente criterio: molto comune (>1/10), comune (>= 1/100, <1/10), non comune (>= 1/1000, <1/100), raro (>= 1/10.000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: anafilassi. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia. Disturbi psichiatrici. Molto raro: insonnia; non nota: depressione. Patologie delsistema nervoso. Raro: cefalea, parestesia, capogiro, neuropatia periferica; Molto raro: alterazione della memoria. Patologie respiratorie,toraciche e mediastiniche. Non nota: patologia interstiziale polmonare. Patologie gastrointestinali. Raro: stitichezza, dolore addominale, flatulenza, dispepsia, diarrea, nausea, vomito, pancreatite. Patologieepatobiliari. Raro: epatite/ittero; molto raro: insufficienza epaticafatale e non fatale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Raro: eruzione cutanea, prurito, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico, e del tessuto connettivo. Raro: miopatia (inclusa la miosite), rabdomiolisi con o senza insufficienza renale acuta, mialgia,crampi muscolari; non nota : tendinopatia, talvolta complicata da rottura; miopatia necrotizzante immuno mediata (IMNM). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Raro: astenia. E’ stata segnalata raramente una apparente sindrome da ipersensibilita’ che ha incluso alcune delle seguenti caratteristiche: angioedema, sindrome lupus-simile, polimialgia reumatica, dermatomiosite, vasculite, trombocitopenia, eosinofilia, aumento della VES, artrite ed artralgia, orticaria, fotosensibilita’, febbre, vampate, dispnea e malessere. Esami diagnostici. Raro: aumenti dei livelli delle transaminasi sieriche (alanina aminotransferasi, aspartato aminotransferasi, gamma-glutamil transpeptidasi), aumenti della fosfatasi alcalina;aumenti dei livelli della CK sierica. Aumenti della HbA1c e dei livelli sierici di glucosio a digiuno sono stati segnalati con le statine. Sono state riportate rare segnalazioni post-marketing di compromissione cognitiva (per es., perdita della memoria, dimenticanza, amnesia, compromissione della memoria, confusione) associata con l’uso di statina. Queste alterazioni cognitive sono state segnalate con tutte le statine. Le segnalazioni sono state generalmente non serie, e reversibili dopo l’interruzione della terapia con statina, con tempi variabili per l’insorgenza dei sintomi (da 1 giorno ad anni) e la risoluzione dei sintomi (mediana di 3 settimane). I seguenti ulteriori effetti indesiderati sono stati segnalati con alcune statine: disturbi del sonno, compresi incubi; disfunzione sessuale; diabete mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno >=5,6 mmol/l, BMI > 30 kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione). Popolazione pediatrica. In uno studio di 48 settimane effettuato su bambini e adolescenti (ragazzi in stadio di Tanner II e superiore e ragazze in post-menarca da almeno un anno) dai 10 ai 17 anni di eta’ con ipercolesterolemia familiare eterozigote (n=175), il profilo di sicurezza e tollerabilita’ del gruppo trattato e’ stato generalmente simile a quello del gruppo trattato con placebo. Non sono noti gli effetti a lungo termine sulla maturazione fisica, intellettuale, e sessuale. Al momento non sono disponibili dati sufficienti dopo unanno di trattamento. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Il farmaco e’ controindicato durante la gravidanza. La sicurezza nelle donne in gravidanza non e’ stata stabilita. Non sono stati condotti studi clinici controllati con simvastatina nelle donne in gravidanza. Sono state ricevute segnalazioni rare di anomalie congenite a seguito di esposizione intrauterina agli inibitori della HMG-CoA reduttasi. Tuttavia, in un’analisi prospettiva di circa 200 gravidanze esposte durante il primo trimestre al medicinale o ad un altro inibitore della HMG-CoA reduttasi strettamente correlato, l’incidenza di anomalie congenite e’ risultata paragonabile a quella osservata nella popolazione generale. Questo numero di gravidanze e’ stato statisticamente sufficientead escludere un aumento nelle anomalie congenite pari a 2,5 volte o superiore rispetto all’incidenza di base. Sebbene non vi sia alcuna evidenza che l’incidenza di anomalie congenite nella progenie dei pazienti trattati con Setorilin od altri inibitori della HMG-CoA reduttasi strettamente correlati differisca da quella osservata nella popolazione generale, il trattamento delle madri puo’ ridurre nel feto i livelli del mevalonato, un precursore della biosintesi del colesterolo. L’aterosclerosi e’ un processo cronico e abitualmente l’interruzione dei medicinali ipolipemizzanti durante la gravidanza ha un impatto limitato sul rischio a lungo termine associato con la ipercolesterolemia primaria. Per queste ragioni, il farmaco non deve essere usato in donne in gravidanza, che desiderano una gravidanza o sospettino uno stato di gravidanza. Il trattamento con Setorilin deve essere sospeso per la durata della gravidanza o fino a che non sia stato determinato che la donna non e’ in gravidanza. Non e’ noto se la simvastatina o i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno. Poiche’ molti medicinali vengono escreti nel latte materno e poiche’ possono verificarsi reazioni avverse gravi, le donne che assumono il medicinale non devono allattare. Non sono disponibili dati di studi clinici relativi agli effetti della simvastatina sulla fertilita’ nell’uomo. La simvastatina non ha avuto effetti sulla fertilita’ di ratti di sesso maschile e femminile.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
24 MESI
Confezionamento
BLISTER

