SYMKEVI 28CPR RIV 100MG+150MG

SKU: 47307018 Category:

DENOMINAZIONE

SYMKEVI COMPRESSE RIVESTITE CON FILM (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuoveinformazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto disegnalare qualsiasi reazione avversa sospetta).

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altri preparati per il sistema respiratorio.

PRINCIPI ATTIVI

Questo farmaco da 50 mg/75 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 50 mg di tezacaftor e 75 mg di ivacaftor. Questo farmaco da 100 mg/150 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 100 mg di tezacaftor e 150 mg di ivacaftor.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: ipromellosa acetato succinato, sodio laurilsolfato (E487), ipromellosa 2910 (E464), cellulosa microcristallina (E460(i)), croscarmellosa sodica (E468), magnesio stearato (E470b). Film di rivestimento della compressa (questo medicinale da 50 mg/75 mg compresse rivestite con film): ipromellosa 2910 (E464), idrossipropilcellulosa (E463), titanio biossido (E171), talco (E553b). Film di rivestimento della compressa (questo medicinale da 100 mg/150 mg compresse rivestite con film): ipromellosa 2910 (E464), idrossipropilcellulosa (E463), titanio biossido (E171), talco (E553b), ossido di ferro giallo (E172).

INDICAZIONI

Questo farmaco e’ indicato in un regime di associazione con ivacaftorcompresse per il trattamento di pazienti affetti da fibrosi cistica (FC) di eta’ pari o superiore a 6 anni, omozigoti per la mutazione F508del o eterozigoti per la mutazione F508 del e che presentano una delle seguenti mutazioni nel gene per il regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (CFTR): P67L, R117C, L206W, R352Q, A455E, D579G, 711+3A->G, S945L, S977F, R1070W, D1152H, 2789+5G->A, 3272-26A->G e 3849+10kbC->T.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al(ai) principio(i) attivo(i) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

POSOLOGIA

Questo farmaco deve essere prescritto esclusivamente da medici esperti nel trattamento della FC. Se il genotipo del paziente non e’ noto, la presenza di una mutazione indicata deve essere confermata con un metodo di genotipizzazione accurato e validato, utilizzando un saggio di genotipizzazione. Posologia: gli adulti, gli adolescenti e i bambini di eta’ pari o superiore a 6 anni devono ricevere la dose indicata. Raccomandazioni posologiche per pazienti di et? pari o superiore a 6 anni. Et?: da 6 a < 12 anni con peso < 30 kg; mattina (1 compressa): tezacaftor 50 mg/ivacaftor 75 mg; sera (1 compressa): ivacaftor 75 mg. Et?:da 6 a < 12 anni con peso >= 30 kg; mattina (1 compressa): tezacaftor100 mg/ivacaftor 150 mg; sera (1 compressa): ivacaftor 150 mg. Et?: >= 12 anni; mattina (1 compressa): tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg; sera (1 compressa): ivacaftor 150 mg. La dose del mattino e la dose della sera devono essere assunte a circa 12 ore di distanza con alimenticontenenti grassi. Dimenticanza di una dose: se sono trascorse 6 ore o meno dalla dose della mattina o della sera dimenticata, il paziente deve assumere tale dose non appena possibile e continuare secondo l’orario originario. Se sono trascorse piu’ di 6 ore dalla dose della mattina o della sera dimenticata, il paziente non deve assumere la dose dimenticata. La dose successiva prevista puo’ essere assunta alla solitaora. Non deve essere assunta piu’ di una dose dell’una o dell’altra compressa nello stesso momento. Uso concomitante di inibitori del CYP3A: La dose di questo medicinale e ivacaftor deve essere aggiustata in caso di somministrazione concomitante con moderati e forti inibitori del CYP3A. In caso di somministrazione concomitante con moderati inibitori del CYP3A (ad es. fluconazolo, eritromicina, verapamil), o forti inibitori del CYP3A (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo, voriconazolo, telitromicina e claritromicina), la dose deve essere ridotta secondo il riassunto seguente. Raccomandazioni posologiche per l’uso concomitante con moderati o forti inibitori del cyp3a. Da 6 anni a <12 anni, < 30 kg; moderati inibitori del cyp3a. Alternare ogni mattina: una compressa di tezacaftor 50 mg/ivacaftor 75 mg il primo giorno; una compressa di ivacaftor 75 mg il giorno successivo. Proseguire alternando le compresse ogni giorno. Nessuna dose della sera. Forti inibitori del cyp3a: una compressa della mattina di tezacaftor 50 mg/ivacaftor 75 mg due volte alla settimana, a distanza di circa 3 4 giorni. Nessuna dose della sera. Da 6 anni a < 12 anni, >= 30 kg; moderati inibitori del cyp3a. Alternare ogni mattina: una compressa di tezacaftor 100mg/ivacaftor 150 mg una volta al giorno, il primo giorno; una compressa di ivacaftor 150 mg il giorno successivo. Proseguire alternando le compresse ogni giorno. Nessuna dose della sera. Forti inibitori del cyp3a: una compressa della mattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mgdue volte alla settimana, a distanza di circa 3 4 giorni. Nessuna dose della sera. 12 anni e oltre; moderati inibitori del cyp3a. Alternareogni mattina: una compressa di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg unavolta al giorno, il primo giorno; una compressa di ivacaftor 150 mg il giorno successivo. Proseguire alternando le compresse ogni giorno. Nessuna dose della sera. Forti inibitori del cyp3a: una compressa dellamattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg due volte alla settimana, a distanza di circa 3 4 giorni. Nessuna dose della sera. Popolazioni speciali. Anziani: la sicurezza, l’efficacia e la farmacocinetica diquesto farmaco sono state studiate in un numero limitato di pazienti anziani. Non e’ richiesto un aggiustamento della dose specifico per questa popolazione di pazienti. Compromissione renale: non e’ raccomandato un aggiustamento della dose per i pazienti con lieve o moderata compromissione renale. Si raccomanda cautela in pazienti con grave compromissione renale o malattia renale allo stadio terminale. Non c’e’ esperienza sull’uso di questo medicinale in pazienti con compromissione epatica grave (Child-Pugh Classe C); pertanto, l’uso non e’ raccomandatoa meno che i benefici non superino i rischi. In tali casi, questo medicinale deve essere utilizzato a una dose ridotta. Non e’ necessario un aggiustamento della dose di questo farmaco per i pazienti con compromissione epatica lieve (Child-Pugh Classe A). Raccomandazioni posologiche per l’uso nei pazienti con compromissione epatica. Da 6 anni a < 12 anni, < 30 kg; moderata (child pugh classe b): una compressa della mattina di tezacaftor 50 mg/ivacaftor 75 mg una volta al giorno. Nessuna dose della sera. Severa (child pugh classe c): una compressa della mattina di tezacaftor 50 mg/ivacaftor 75 mg una volta al giorno o con minore frequenza. Gli intervalli di somministrazione devono essere modificati secondo la risposta clinica e la tollerabilit?. Nessuna dose della sera. Da 6 anni a < 12 anni, >= 30 kg; moderata (child pugh classeb): una compressa della mattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mguna volta al giorno. Nessuna dose della sera. Severa (child pugh classe c): una compressa della mattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg una volta al giorno o con minore frequenza. Gli intervalli di somministrazione devono essere modificati secondo la risposta clinica e la tollerabilit?. Nessuna dose della sera. 12 anni e oltre; moderata (child pugh classe b): una compressa della mattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg una volta al giorno. Nessuna dose della sera. Severa (child pugh classe c): una compressa della mattina di tezacaftor 100 mg/ivacaftor 150 mg una volta al giorno o con minore frequenza. Gli intervalli di somministrazione devono essere modificati secondo la rispostaclinica e la tollerabilit?. Nessuna dose della sera. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di questo farmaco nei bambini di eta’ inferiore a 6 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: per uso orale. I pazienti devono essere avvisati di ingerire le compresse intere. Le compresse non devono essere masticate, frantumate o spezzate prima di essere ingerite poiche’ non sono attualmente disponibili dati clinici a sostegno di altri modi di somministrazione. Le compresse sia di questo farmaco siadi ivacaftor devono essere assunte con alimenti contenenti grassi, come quelli raccomandati nelle linee guida nutrizionali standard. Gli alimenti o le bevande contenenti pompelmo devono essere evitati durante il trattamento.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Questo farmaco non deve essere prescritto in pazienti affetti da FC eterozigoti per la mutazione F508del e che presentano una seconda mutazione del CFTR non elencata. Effetto sui test della funzionalita’ epatica: un aumento delle transaminasi e’ comune nei pazienti affetti da FCed e’ stato osservato in alcuni pazienti trattati con questo medicinale in associazione a ivacaftor e con ivacaftor in monoterapia. Pertanto, si raccomanda di eseguire test della funzionalita’ epatica per tutti i pazienti prima di iniziare il trattamento, ogni 3 mesi durante il primo anno di trattamento e successivamente ogni anno. Per i pazienti con anamnesi positiva per livelli di transaminasi elevati, si deve considerare un monitoraggio piu’ frequente dei test della funzionalita’ epatica. In caso di aumento significativo delle transaminasi (ad es. pazienti con ALT o AST > 5 volte il limite superiore della norma (ULN), oppure ALT o AST > 3 volte l’ULN con bilirubina > 2 volte l’ULN), si deve interrompere la somministrazione e monitorare attentamente i test di laboratorio fino alla risoluzione delle anomalie. Dopo la risoluzione dell’aumento delle transaminasi, si devono considerare i benefici ei rischi della ripresa del trattamento. Compromissione epatica: l’usodi questo farmaco non e’ raccomandato in pazienti con grave compromissione epatica, a meno che non si preveda che i benefici superino i rischi. Compromissione renale: si raccomanda cautela in pazienti con grave compromissione renale o malattia renale allo stadio terminale. Pazienti sottoposti a trapianto d’organo: questo farmaco in associazione a ivacaftor non e’ stato studiato in pazienti con FC sottoposti a trapianto d’organo. Pertanto, l’uso in pazienti sottoposti a trapianto non e’ raccomandato. Interazioni con medicinali. Induttori del CYP3A: l’esposizione a tezacaftor e ivacaftor puo’ essere ridotta dall’uso concomitante di induttori del CYP3A, con conseguente potenziale riduzione dell’efficacia di questo medicinale e ivacaftor. Pertanto, non e’ raccomandata la somministrazione concomitante con forti induttori del CYP3A. Inibitori del CYP3A: la dose di questo farmaco e ivacaftor deve essereaggiustata in caso di uso concomitante con forti o moderati inibitoridel CYP3A. Popolazione pediatrica. Cataratta: casi di opacita’ del cristallino non congenita, senza impatto sulla vista, sono stati segnalati in pazienti pediatrici trattati con regimi contenenti ivacaftor. Sebbene in alcuni casi fossero presenti altri fattori di rischio (quali uso di corticosteroidi ed esposizione a radiazioni), non si puo’ escludere un possibile rischio imputabile al trattamento. Nei pazienti pediatrici che iniziano il trattamento con questo medicinale in associazione a ivacaftor si raccomandano esami oftalmologici al basale e di controllo. Contenuto di sodio: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioe’ essenzialmente ‘senza sodio’.

INTERAZIONI

Medicinali che influiscono sulla farmacocinetica di tezacaftor e ivacaftor. Induttori del CYP3A: tezacaftor e ivacaftor sono substrati del CYP3A (ivacaftor e’ un substrato sensibile del CYP3A). L’uso concomitante di induttori del CYP3A puo’ comportare una riduzione dell’esposizione e quindi una riduzione dell’efficacia di questo farmaco e ivacaftor. La somministrazione concomitante di ivacaftor con rifampicina, un forte induttore del CYP3A, ha significativamente ridotto l’esposizione a ivacaftor [area sotto la curva (AUC)] dell’89%. Si prevede inoltre una riduzione significativa dell’esposizione a tezacaftor durante la somministrazione concomitante con forti induttori del CYP3A; pertanto, la somministrazione concomitante con forti induttori del CYP3A non e’ raccomandata. Esempi di forti induttori del CYP3A comprendono rifampicina, rifabutina, fenobarbital, carbamazepina, fenitoina ed erba di San Giovanni (Hypericum perforatum). Inibitori del CYP3A: la somministrazione concomitante con itraconazolo, un forte inibitore del CYP3A, ha aumentato l’esposizione a tezacaftor (misurata in termini di AUC) di 4 volte e ha aumentato l’AUC di ivacaftor di 15,6 volte. La dose di questo medicinale deve essere aggiustata in caso di somministrazione concomitante con forti inibitori del CYP3A. Esempi di forti inibitori del CYP3A comprendono ketoconazolo, itraconazolo, posaconazolo e voriconazolo, telitromicina e claritromicina. I modelli farmacocinetici basati sulla fisiologia hanno suggerito che la somministrazione concomitante con fluconazolo, un moderato inibitore del CYP3A, puo’ aumentare l’esposizione a tezacaftor (AUC) di circa 2 volte. La somministrazione concomitante di fluconazolo ha determinato un aumento dell’AUC di ivacaftor di 3 volte. La dose di questo farmaco e ivacaftor deve essere aggiustata in caso di somministrazione concomitante con moderati inibitori delCYP3A. Esempi di moderati inibitori del CYP3A comprendono fluconazolo, eritromicina e verapamil. La somministrazione concomitante con succodi pompelmo, che contiene uno o piu’ componenti che inibiscono moderatamente il CYP3A, puo’ aumentare l’esposizione a ivacaftor e tezacaftor; pertanto, gli alimenti o bevande contenenti pompelmo devono essere evitati durante il trattamento. Potenziale interazione di tezacaftor/ivacaftor con trasportatori: studi in vitro hanno dimostrato che tezacaftor e’ un substrato del trasportatore di captazione OATP1B1 e dei trasportatori di efflusso P-gp e proteina di resistenza del cancro al seno (BCRP). Tezacaftor non e’ un substrato per OATP1B3. Non si prevede che l’esposizione a tezacaftor sia significativamente influenzata dallasomministrazione concomitante con inibitori di OATP1B1, P-gp o BCRP, a causa della sua elevata permeabilita’ intrinseca e della bassa probabilita’ di essere escreto in forma immodificata. Tuttavia, l’esposizione a M2-TEZ (un metabolita di tezacaftor) puo’ essere aumentata dagli inibitori della P-gp. Pertanto, si deve usare cautela in caso di utilizzo concomitante di inibitori della P-gp e questo farmaco. Studi in vitro hanno dimostrato che ivacaftor non e’ un substrato per OATP1B1, OATP1B3 o P-gp. Ivacaftor e i suoi metaboliti sono substrati della BCRP in vitro. A causa della sua elevata permeabilita’ intrinseca e della bassa probabilita’ di essere escreto in forma immodificata, non si prevede che la somministrazione concomitante di inibitori della BCRP alteri l’esposizione a ivacaftor e M1-IVA, mentre non si prevede che variazioni potenziali delle esposizioni a M6-IVA siano clinicamente rilevanti. Ciprofloxacina: la somministrazione concomitante di ciprofloxacina non ha influito sull’esposizione di ivacaftor o tezacaftor. Non e’ necessario un aggiustamento della dose nel caso in cui questo medicinale sia somministrato in concomitanza con ciprofloxacina. Medicinali influenzati da tezacaftor e ivacaftor. Substrati del CYP2C9: ivacaftor puo’inibire il CYP2C9; pertanto si raccomanda il monitoraggio del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) durante la somministrazione concomitante di warfarin con questo farmaco in associazione a ivacaftor. Altri medicinali per cui l’esposizione puo’ risultare aumentata comprendono glimepiride e glipizide; questi medicinali devono essere usati con cautela. CYP3A, digossina e altri substrati della P-gp. Substrati del CYP3A: la somministrazione concomitante con midazolam (orale), un substrato sensibile del CYP3A, non ha influito sull’esposizione a midazolam. Non e’ richiesto un aggiustamento dei substrati del CYP3A in caso di somministrazione concomitante di questo medicinale in associazione aivacaftor. Digossina e altri substrati della P-gp: la somministrazione concomitante con digossina, un substrato sensibile della P-gp, ha aumentato l’esposizione a digossina di 1,3 volte, coerentemente con una debole inibizione della P-gp da parte di ivacaftor. La somministrazione di questo farmaco in associazione a ivacaftor puo’ aumentare l’esposizione sistemica dei medicinali che sono substrati sensibili della P-gp, e cio’ puo’ aumentarne o prolungarne l’effetto terapeutico e le reazioni avverse. In caso di impiego concomitante con digossina o altri substrati della P-gp con indice terapeutico ristretto, quali ciclosporina, everolimus, sirolimus e tacrolimus, si deve usare cautela e prevedere un adeguato monitoraggio. Contraccettivi ormonali: questo medicinale in associazione a ivacaftor e’ stato studiato con un contraccettivoorale a base di estrogeni/progesterone e non ha dimostrato alcun effetto significativo sull’esposizione al contraccettivo ormonale. Non si prevede che questo farmaco e ivacaftor modifichino l’efficacia dei contraccettivi ormonali. Substrati di OATP1B1: questo medicinale in associazione a ivacaftor e’ stato studiato con pitavastatina, un substrato di OATP1B1, e non ha dimostrato alcun effetto clinicamente rilevante sull’esposizione a pitavastatina (aumento dell’esposizione di 1,24 volte sulla base dell’AUC). Non e’ necessario un aggiustamento della dose dei substrati di OATP1B1 in caso di somministrazione concomitante con questo farmaco. Popolazione pediatrica: sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ comuni comparse nei pazienti di eta’ pari o superiore a 12 anni trattati con questo farmaco in associazione a ivacaftor, negli studi clinici di Fase3, sono state: cefalea (14% vs 11% con placebo) e nasofaringite (12% vs 10% con placebo). Elenco delle reazioni avverse: il riassunto seguente riporta le reazioni avverse osservate con questo farmaco in associazione a ivacaftor e con ivacaftor in monoterapia negli studi clinici.Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA e alla frequenza: molto comune (>=1/10);comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse.infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezione delle vie respiratorie superiori, nasofaringite; comune: rinite. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea, capogiro. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Comune: dolore all’orecchio, fastidio auricolare, tinnito, iperemia della membrana timpanica, disturbo vestibolare; non comune: congestione auricolare. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto comune: dolore orofaringeo, congestione nasale; comune: congestione sinusale, eritema della faringe. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore addominale, diarrea; comune: nausea. Patologie epatobiliari. Molto comune: aumenti delle transaminasi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: eruzione cutanea. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Comune: massa in sede mammaria; non comune: infiammazione mammaria, ginecomastia, patologia del capezzolo, dolore del capezzolo. Esami diagnostici. Molto comune: batteri nell’escreato. I dati di sicurezza derivati da 1.042 pazienti di eta’ pari o superiore a 12 anni trattati con questo medicinale inassociazione a ivacaftor per un periodo supplementare fino a 96 settimane in uno studio di rollover per la valutazione della sicurezza e dell’efficacia a lungo termine (studio 3) sono risultati coerenti con i dati di sicurezza derivati dagli studi di Fase 3 controllati verso placebo. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Aumenti delle transaminasi: durante gli studi clinici di Fase 3 controllati verso placebo(fino a 24 settimane), l’incidenza di valori massimi di transaminasi (ALT o AST) > 8, > 5 o > 3 volte l’ULN e’ risultata simile nei pazienti trattati con questo farmaco e nei pazienti trattati con placebo; 0,2%, 1,0% e 3,4% nei pazienti trattati con questo medicinale e 0,4%, 1,0% e 3,4% nei pazienti trattati con placebo. Un paziente (0,2%) in terapia e due pazienti (0,4%) nel gruppo placebo hanno interrotto definitivamente il trattamento a causa dell’aumento delle transaminasi. Nessunpaziente trattato con questo medicinale ha evidenziato un aumento delle transaminasi > 3 volte l’ULN associato a un aumento della bilirubina totale > 2 volte l’ULN. Popolazione pediatrica: la sicurezza di questo farmaco in associazione a ivacaftor e’ stata valutata in 124 pazienti di eta’ compresa tra 6 e meno di 12 anni. La dose di tezacaftor 100mg/ivacaftor 150 mg e ivacaftor 150 mg non e’ stata valutata negli studi clinici in bambini di eta’ compresa tra 6 e meno di 12 anni con peso corporeo compreso tra 30 e < 40 kg. Generalmente il profilo di sicurezza e’ coerente fra bambini e adolescenti ed e’ inoltre coerente conquello dei pazienti adulti. Durante lo studio clinico di Fase 3 in aperto, della durata di 24 settimane condotto in pazienti di eta’ compresa tra 6 e meno di 12 anni (studio 5, n = 70), l’incidenza di valori massimi di transaminasi (ALT o AST) > 8, > 5 e > 3 volte l’ULN e’ statarispettivamente dell’1,4%, 4,3% e 10,0%. Nessun paziente trattato conquesto medicinale ha manifestato un aumento delle transaminasi > 3 volte l’ULN associato a un aumento della bilirubina totale > 2 volte l’ULN, ne’ ha interrotto il trattamento con questo farmaco a causa di aumenti delle transaminasi. Un paziente ha interrotto il trattamento a causa di un aumento delle transaminasi e ha in seguito ripreso il trattamento con questo farmaco con successo. Altre popolazioni speciali: il profilo di sicurezza di questo farmaco in associazione a ivacaftor, inclusi gli eventi respiratori (ad es. fastidio al torace, dispnea e respirazione anomala), e’ risultato generalmente simile in tutti i sottogruppi di pazienti, inclusa l’analisi per eta’, sesso e percentuale delFEV 1 predetto (ppFEV 1) al basale. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quantopermette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: i dati relativi all’uso di tezacaftor o ivacaftor in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicita’ riproduttiva. A scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso della terapia durante la gravidanza. Allattamento: non e’ noto se tezacaftor, ivacaftor o i loro metaboliti siano escreti nel latte materno. Dati farmacocinetici/tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di tezacaftor e di ivacaftor nel latte di femmine di ratto in allattamento. Il rischio per i neonati/lattanti non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’. Tezacaftor: non sono disponibili dati riguardo all’effetto di tezacaftor sulla fertilita’ negli esseri umani. Tezacaftor non ha avuto alcun effetto sugli indici di fertilita’ e prestazioni riproduttive in maschi e femmine di ratto, a dosi fino a 100 mg/kg/die. Ivacaftor: non sono disponibili dati riguardo all’effetto di ivacaftor sulla fertilita’ negli esseri umani. Ivacaftor ha avuto un effetto sulla fertilita’ nel ratto.

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

48 MESI

Confezionamento

BLISTER