DENOMINAZIONE
CLARITROL 500 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antibatterici generali per uso sistemico – macrolidi.
PRINCIPI ATTIVI
CLARITROL 500 mg compresse rivestite con film, ogni compressa rivestita con film contiene; principio attivo: claritromicina. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
CLARITROL 500 mg compresse rivestite con film: croscarmellosio sodico, amido pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, povidone, acido stearico, magnesio stearato, talco, ipromellosa, glicole propilenico, sorbitan monoleato, vanillina, titanio diossido (E-171), idrossipropilcellulosa, acido sorbico.
INDICAZIONI
Per tutte le forme farmaceutiche: trattamento di infezioni causate dapatogeni sensibili alla claritromicina. Infezioni del tratto rino-faringeo (tonsilliti, faringiti), dei seni paranasali. Infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, polmoniti batteriche e polmonitiatipiche. Infezioni della pelle: impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette. Inoltre, per CLARITROL 500 mg compresse rivestite con film: infezioni microbatteriche, localizzate o diffuse, sostenute da Mycobacterium avium o Mycobacterium intracellulare. Infezioni localizzate dovute a Mycobacterium chelonae, fortuitum o kansasii. La claritromicina, in presenza di riduzione dell’acidita’ gastrica, e’ indicata nell’eradicazione dell’Helycobacter pylori, producendo un conseguente decremento della ricorrenza dell’ulcera peptica. Si devonoprendere in considerazione le linee guida ufficiali sull’impiego appropriato degli agenti antibatterici. La claritromicina e’ indicata negli adulti e nei bambini con piu’ di 12 anni (solo compresse formulazioni per adulti) La claritromicina e’ indicata nei bambini, dai 6 mesi ai12 anni (sospensione pediatrica per uso orale).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
La claritromicina e’ controindicata nei pazienti con nota ipersensibilita’ alla claritromicina, agli altri antibiotici macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La somministrazione concomitante di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina e’ controindicata perche’ puo’ provocare tossicita’ da ergot (vedere il paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante della claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti principi attivi e’ controindicata: astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina, poiche’ cio’ puo’ comportare prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache che includono tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante con ticagrelor o ranolazina e’ controindicata. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con storia di prolungamento dell’intervallo QT (prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito e documentato)o di aritmia cardiaca ventricolare, inclusa torsione di punta (vedereparagrafo 4.4 e 4.5). La claritromicina non deve essere somministratain concomitanza a inibitori della HMG-CoA riduttasi (statine) che sono largamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina), a causa dell’aumento del rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi(vedere paragrafo 4.5). Come altri potenti inibitori del CYP3A4, la claritromicina non deve essere usata in pazienti che stanno assumendo colchicina. La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in associazione con compromissione renale. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con disturbi elettrolitici (ipokaliemia o ipomagnesiemia, a causa del rischio di prolungamento dell’intervallo QT, vedere il paragrafo 4.4). La co-somministrazione di claritromicina e lomitapide e’ controindicata (vedere paragrafo 4.5).
POSOLOGIA
Bambini di eta’ inferiore ai 12 anni: l’uso di claritromicina compresse non e’ raccomandato per i bambini di eta’ inferiore ai 12 anni. Sono stati condotti studi clinici con la sospensione pediatrica di claritromicina nei bambini da 6 mesia 12 anni di eta’. Quindi, nei bambini di eta’ inferiore ai 12 anni, deve essere utilizzata la sospensione pediatrica di claritromicina (granuli per sospensione orale). Bambini di eta’ maggiore ai 12 anni: come per gli adulti. La durata abituale del trattamento e’ da 6 a 14 giorni (formulazione solo per adulti). La durata abituale del trattamento e’ da 5 a 10 giorni (formulazione in sospensione pediatrica). Compresse rivestite con film: la dose raccomandata di claritromicina nell’adulto e’ di 1 compressa da 250 mg ogni 12 ore. Nei casi di infezioni gravi il dosaggio puo’ essere aumentato fino a 500 mg ogni 12 ore. Nelle infezioni odontostomatologiche, la dose raccomandata e’ di 250 mg ogni 12 ore per una durata di 5 giorni. Nei pazienti con infezioni da micobatteri, la dose di partenza e’ 500 mg duevolte al giorno. Se in 3-4 settimane non si verificano miglioramenti clinici o evidenze batteriologiche, la dose giornaliera puo’ essere elevata a 1000 mg due volte al giorno. La claritromicina puo’ essere usata in combinazione con altri farmaci. Si raccomanda, nel trattamento di infezioni diffuse da Mycobacterium Avium Complex in pazienti affettida AIDS, di proseguire il trattamento fino all’ottenimento di risultati clinici o microbiologici e comunque a discrezione del medico curante. Schema posologico nell’eradicazione dell’Helycobacter pylori; tripla terapia: Claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno ed omeprazolo 20 mg al giorno per un periodo compreso tra 7 e 10 giorni. Claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con lansoprazolo 30 mg due volte algiorno ed amoxicillina 1000 mg due volte al giorno per 10 giorni. Doppia terapia: Claritromicina 500 mg tre volte al giorno in associazionecon omeprazolo 40 mg al giorno per 14 giorni, seguiti da omeprazolo 20 mg o 40 mg al giorno per ulteriori 14 giorni. Claritromicina 500 mg tre volte al giorno in associazione con lansoprazolo 60 mg al giorno per 14 giorni. Una ulteriore soppressione della secrezione acida puo’ essere richiesta per la riduzione dell’ulcera. Claritromicina e’ stata usata inoltre anche nei seguenti schemi terapeutici: claritromicina + tinidazolo e omeprazolo o lansoprazolo; claritromicina + metronidazoloe omeprazolo o lansoprazolo; claritromicina + tetraciclina, bismuto subsalicilato, e ranitidina; claritromicina + amoxicillina e lansoprazolo; claritromicina + ranitidina bismuto citrato. Nei pazienti con compromissione della funzionalita’ renale e clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, la dose di claritromicina deve essere dimezzata (per es. 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni piu’ severe). In questi pazienti il trattamento non deve essere prolungato oltre 14 giorni.
CONSERVAZIONE
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.
AVVERTENZE
Il medico non deve prescrivere claritromicina a donne in stato di gravidanza senza una valutazione approfondita del rapporto rischio/beneficio, in particolare durante i primi tre mesi di gravidanza (vedere paragrafo 4.6). La claritromicina viene escreta principalmente attraversoil fegato. La claritromicina deve quindi essere somministrata con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalita’ epatica. Si raccomanda cautela anche nella somministrazione di claritromicina a pazienti con compromissione della funzione renale di grado da moderato a severo e negli anziani (oltre i 65 anni). Sono stati riportati casi diinsufficienza epatica fatale (vedere paragrafo 4.8). Alcuni di questipazienti possono avere sofferto di patologie epatiche pre-esistenti oppure possono avere assunto altri medicinali epatotossici. Ai pazientideve essere consigliato di interrompere la terapia e contattare il proprio medico nel caso in cui dovessero manifestare segni e sintomi di sofferenza epatica come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale. Si raccomanda cautela nei pazienti con severa insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2). Sono state riportate coliti pseudomembranose in associazione con quasi tutti gli agenti antibatterici,inclusi i macrolidi, che possono manifestarsi con entita’ da lieve a pericolosa per la vita. E’ stata riportata diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) con l’uso di quasi tutti gli agenti antibatterici, inclusa la claritromicina, che puo’ manifestarsi con entita’ da diarrea lieve a colite fatale. La terapia con agenti antibatterici altera lanormale flora del colon e questo puo’ provocare una crescita eccessiva di C. difficile. La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti quei pazienti che presentano diarrea a seguito dell’uso di antibiotici. E’ necessario eseguire un’approfondita anamnesi medica poiche’ la CDAD puo’ manifestarsi piu’ di due mesi dopo la somministrazione dell’agente antibatterico. Di conseguenza, indipendentemente dall’indicazione, deve essere presa in considerazione la sospensione della terapia con claritromicina. Deve essere eseguito un antibiogramma e iniziata una terapia adeguata. Deve essere evitata la somministrazione di medicinali che inibiscono la peristalsi. Esistono segnalazioni provenienti dall’esperienza post-marketing di tossicita’ da colchicina associata all’uso concomitante di claritromicina e colchicina, specialmente negli anziani, alcune delle quali si riferiscono a pazienti con insufficienzarenale. In alcuni di questi pazienti si e’ verificato il decesso (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di claritromicinae colchicina e’ controindicata (vedere paragrafo 4.3). Si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam e midazolam (vedere paragrafo 4.5). Si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante di claritromicina e altri medicinali ototossici, specialmente con gli aminoglicosidi. Deve essere eseguito il monitoraggio della funzione vestibolare e uditiva durante e dopo la conclusione della terapia. Eventi cardiovascolari: con il trattamento con macrolidi, tra cui la claritromicina, sono stati osservati ripolarizzazione cardiaca e intervallo QT prolungati, rivelando un rischio di sviluppo di aritmia cardiaca e torsioni di punta (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, poiche’ le seguenti condizioni possono portare ad un rischio di aritmie ventricolari comprese le torsioni di punta), la claritromicina deve essere utilizzata con cautela nei seguenti pazienti. Pazienti con malattia coronarica, insufficienza cardiaca grave, disturbi di conduzione o bradicardia clinicamente significativa. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia (vedere paragrafo 4.3). Pazienti che prendono in concomitanza altri medicinali associati al prolungamento dell’intervallo QT(vedere paragrafo 4.5). La co-somministrazione di claritromicina e astemizolo, cisapride, pimozide o terfenadina e’ controindicata (vedere paragrafo 4.3). La claritromicina non deve essere utilizzata in pazienti con prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito documentato o con anamnesi di aritmia ventricolare (vedere paragrafo 4.3). Studi epidemiologici che valutavano il rischio di esiti cardiovascolari avversi con i macrolidi hanno mostrato risultati variabili. Alcuni studi osservazionali hanno identificato un raro rischio a breve termine diaritmia, infarto miocardico e mortalita’ cardiovascolare associato aimacrolidi, tra cui la claritromicina. Durante la prescrizione della claritromicina si devono bilanciare questi risultati con i benefici deltrattamento. Polmonite: in previsione della diffusione della resistenza dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, e’ importante che vengano effettuati test di sensibilita’ quando si prescrive la claritromicina per polmoniti acquisite in comunita’.
INTERAZIONI
L’uso dei seguenti medicinali e’ strettamente controindicato a causa della possibilita’ di sviluppare gravi effetti causati dall’interazione tra farmaci. Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina: elevati livelli di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che assumevanocontemporaneamente cisapride e claritromicina. L’assunzione concomitante ha dato luogo a prolungato intervallo QT, aritmie cardiache inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta, effetti simili sono stati osservati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide (vedere sez. 4.3). L’uso di tali farmaci e’ assolutamente controindicato a causa dei potenziali gravi effetti dovuti alla loro interazione farmacologica. E’ stata riportata l’alterazione del metabolismo della terfenadina causata da macrolidi, che ha causato un incremento dei livelli di terfenadina occasionalmente associati ad aritmie cardiache come prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafo 4.3). In uno studio in 14 volontari sani, la somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina ha provocato un incremento da due a tre volte dei livelli sierici del metabolita acido della terfenadina e prolungamento dell’intervallo QT chenon ha portato a nessun effetto clinico rilevabile. Effetti simili sono stati associati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi. Ergotamina/Diidroergotamina: alcune segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina e’ stata associata con tossicita’ acuta da ergot (ergotismo) caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremita’ e di altri tessuti, incluso il sistema nervoso centrale. E’ controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina e questi farmaci (vedere paragrafo 4.3). Inibitori della HMG-CoA Riduttasi: l’uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina e’ controindicato (vedere paragrafo 4.3) poiche’ queste statine sono largamente metabolizzate dal CYP3A4 e il trattamento concomitante con claritromicina incrementa le loro concentrazioni plasmatiche, aumentando ilrischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi. Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi in pazienti che hanno assunto claritromicina contemporaneamente a queste statine. Se il trattamento con claritromicina non puo’ essere evitato, la terapia con lovastatina o simvastatina deve essere sospesa nel corso del trattamento. E’ richiesta cautela quando si prescrive la claritromicina con le statine. Nelle situazioni in cuil’uso concomitante di claritromicina e statine non puo’ essere evitato, si raccomanda di prescrivere la piu’ bassa dose disponibile di statina. Deve essere preso in considerazione l’utilizzo di una statina (es. fluvastatina) il cui metabolismo non sia dipendente dal CYP3A. I pazienti devono essere monitorati per i segni e sintomi di miopatia. Lomitapide La co-somministrazione di claritromicina con lomitapide e’ controindicata a causa del potenziale aumento marcato delle transaminasi (vedere paragrafo 4.3). Effetti di altri medicinali sulla claritromicina: medicinali induttori del CYP3A (per es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, prodotti contenenti Iperico) possono indurreil metabolismo della claritromicina. Cio’ puo’ portare a livelli sottoterapeutici di claritromicina, diminuendone l’efficacia. Inoltre potrebbe essere necessario monitorare i livelli plasmatici degli induttoridel CYP3A, i quali potrebbero aumentare a causa dell’inibizione del CYP3A da parte della claritromicina (vedere anche le pertinenti informazioni di prodotto relative agli inibitori del CYP3A4 somministrati). La concomitante somministrazione di rifabutina e claritromicina ha determinato un aumento dei livelli sierici della rifabutina, una diminuzione dei livelli sierici della claritromicina associati ad un maggior rischio di uveite. E’ stato accertato o si sospetta che i seguenti farmaci influenzino negativamente le concentrazioni di claritromicina circolante; potrebbe essere necessario procedere ad un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o potrebbe essere presa in considerazione l’eventualita’ di un ricorso a terapie alternative Efavirenz, nevirapina,rifampicina, rifabutina e rifapentina: i farmaci che risultano essereforti induttori del metabolismo del citocromo P450 come l’efavirenz, la nevirapina, la rifampicina, la rifabutina e la rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14(R)-idrossi-claritromicina (14-OH-claritromicina), un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico.
EFFETTI INDESIDERATI
a. Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ frequenti e comuni associate alla terapia con claritromicina sia nella popolazione adulta sia nella popolazione pediatrica sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito e alterazione del gusto. Queste reazioni avverse sono solitamente di intensita’ lieve e sono coerenti con il profilo di sicurezza noto per gli antibiotici macrolidi (vedere sezione b del paragrafo 4.8). Durante gli studi clinici non e’ emersa alcuna differenza significativa nell’incidenza di queste reazioni avverse gastrointestinali tra le popolazioni di pazienti con e senza infezioni microbatteriche preesistenti b. Riassunto delle reazioni avverse: mostra le reazioni avverse riportate dagli studi clinici e dall’esperienza postmarketing relativamente a compresse a rilascio immediato, granulato persospensione orale , polvere per soluzione iniettabile, compresse a rilascio prolungato e compresse a rilascio modificato. Le reazioni considerate, almeno possibilmente, associate alla claritromicina sono riportate per classificazione sistemica organica e frequenza utilizzando laseguente convenzione: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), molto raro (< 1/10.000) e non nota (reazione avversa registrata dopo commercializzazione; la frequenzanon puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni classe di frequenza le reazioni avverse sono elencate in ordine di gravita’ decrescente, quando la gravita’ puo’ essere stimata. Infezioni ed infestazioni. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): cellulite1,candidosi, gastroenterite2, infezione3, infezione vaginale; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): colite pseudomembranosa, erisipela. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): leucopenia, neutropenia4, trombocitemia3, eosinofilia4; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): agranulocitosi, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario 5. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): reazione anafilattoide1, ipersensibilita’; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): reazione anafilattica, angioedema. Disturbi del metabolismo e nutrizione. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): anoressia, diminuzione dell’appetito. Disturbipsichiatrici. Comune (>= 1/100, < 1/10): insonnia; non comune (>=1/1.000, < 1/100): ansia, nervosismo3; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazioni, sogni anormali. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100, < 1/10): disgeusia, cefalea, alterazione del gusto; non comune(>=1/1.000, < 1/100): perdita di coscienza1, discinesia1, vertigine, sonnolenza6, tremore; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): convulsioni, ageusia, parosmia, anosmia, parestesia. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): vertigine, alterazione dell’udito, tinnito; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): sordita’. Patologie cardiache. Non comune (>=1/1.000, < 1/100):arresto cardiaco1, fibrillazione atriale1, tracciato elettrocardiografico con prolungamento dell’intervallo qt7, extrasistoli1, palpitazioni; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei datidisponibili): torsione di punta7, tachicardia ventricolare7, fibrillazione ventricolare. Patologie vascolari. Comune (>= 1/100, < 1/10): vasodilatazione1; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): emorragia8. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): asma1, epistassi2, embolia polmonare1. Patologie gastrointestinali. Comune (>= 1/100, < 1/10): diarrea9, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale; non comune (>=1/1.000, < 1/100): esofagite1, reflusso gastroesofageo2, gastrite, proctalgia2, stomatite, glossite, dilatazione addominale4, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): pancreatiteacuta, decolorazione della lingua, decolorazione dei denti. Patologieepatobiliari. Comune (>= 1/100, < 1/10): test di funzionalita’ epatica alterati; non comune (>=1/1.000, < 1/100): colestasi4, epatite4, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’ aspartato aminotransferasi, aumento della gamma-glutamiltransferasi4; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): insufficienza epatica10, ittero epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune (>= 1/100, < 1/10): eruzione cutanea, iperidrosi; non comune (>=1/1.000, < 1/100): dermatite bollosa1, prurito, orticaria, rash maculo- papulare3; non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): sindrome di stevens-johnson5, necrolisi epidermica tossica5, eruzione cutanea da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (dress), acne, pustolosi esantematica acuta generalizzata (agep). Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune (>=1/1.000, < 1/100): spasmi muscolari3, rigidita’ muscoloscheletrica1, mialgia2, artralgia; non nota (lafrequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili): rabdomiolisi2, 11, miopatia.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: la sicurezza di claritromicina nell’uso durante la gravidanza non e’ stata stabilita. Sulla base di risultati variabili ottenuti da studi su animali e dall’esperienza nell’uomo, la possibilita’ di effetti avversi sullo sviluppo embriofetale non puo’ essere esclusa. Alcuni studi osservazionali che hanno valutato l’esposizione alla claritromicina durante il primo e il secondo trimestre hanno riportato un aumento del rischio di aborto spontaneo rispetto all’assenza di uso di antibiotici o all’uso di altri antibiotici durante lo stesso periodo. Gli studi epidemiologici disponibili sul rischio di gravi malformazioni congenite con l’uso di macrolidi, compresa la claritromicina, durante la gravidanza forniscono risultati contrastanti. Pertanto l’uso durante la gravidanza non e’ raccomandato senza un’attenta valutazione delrapporto rischio /beneficio. Allattamento: la sicurezza dell’uso di claritromicina durante l’allattamento non e’ stata stabilita. La claritromicina e’ escreta attraverso il latte materno in piccole quantita’. E’ stato stimato che un neonato allattato esclusivamente al seno riceverebbe circa l’1,7% della dose materna di claritromicina aggiustata per il peso.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
48 MESI
Confezionamento
BLISTER OPACO

