CLARMAC 14CPR RIV 500MG

SKU: 38728022 Category:

DENOMINAZIONE

CLARMAC COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterici generali per uso sistemico – macrolidi.

PRINCIPI ATTIVI

Clarmac 250 mg compresse rivestite con film. Ogni compressa rivestitacon film contiene il principio attivo: claritromicina 250 mg. Clarmac500 mg compresse rivestite con film. Ogni compressa rivestita con film contiene il principio attivo: claritromicina 500 mg. Eccipienti con effetti noti: glicole propilenico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: croscarmellosa sodica, amido pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, povidone, acido stearico, magnesio stearato, talco. Rivestimento: ipromellosa, glicole propilenico, sorbitan monoleato, vanillina, idrossipropil-cellulosa, acido sorbico, titanio diossido (E-171).

INDICAZIONI

Deve essere tenuta in considerazione la guida ufficiale sull’uso appropriato degli agenti antibatterici. Clarmac e’ indicato negli adulti enegli adolescenti di eta’ superiore ai 12 anni. Trattamento di infezioni causate da patogeni sensibili alla claritromicina; infezioni del tratto rino-faringeo (tonsilliti, faringiti), dei seni paranasali; infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, polmoniti batteriche e polmoniti atipiche; infezioni della pelle: impetigine, erisipela,follicolite, foruncolosi e ferite infette. Inoltre per Clarmac 250 mgcompresse rivestite con film: infezioni odontostomatologiche acute e croniche sostenute da germi sensibili. Inoltre per Clarmac 500 mg compresse rivestite con film: infezioni micobatteriche, localizzate o diffuse, sostenute da Mycobacterium avium o Mycobacterium intracellulare; infezioni localizzate dovute a Mycobacterium chelonae, fortuitum o kansasii. La claritromicina, in presenza di riduzione dell’acidita’ gastrica, e’ indicata nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori, producendo un conseguente decremento della ricorrenza dell’ulcera peptica.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo, agli antibiotici della classe dei macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo6.1; somministrazione concomitante di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti medicinali: astemizolo, cisapride, domperidone, pimozide e terfenadina, dal momento che possono indurre un prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare,fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5); somministrazione concomitante di claritromicina con ticagreloro ranolazina; somministrazione concomitante di claritromicina ed alcaloidi dell’ergot (ergotamina o diidroergotamina), perche’ puo’ condurre a tossicita’ da segale cornuta (vedere paragrafo 4.5); somministrazione concomitante di claritromicina e midazolam per uso orale (vedere paragrafo 4.5); la co-somministrazione di claritromicina e lomitapide e’ controindicata (vedere paragrafo 4.5); la claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con pregresso prolungamento dell’intervallo QT (prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito, documentato) o aritmia cardiaca ventricolare, inclusa torsione di punta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5); la claritromicina non deve essere somministrata contemporaneamente agli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine) che sono ampiamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina), a causa dell’aumentato rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.5); la claritromicina non deve essere usata in pazienti con disturbi elettrolitici (ipokaliemia o ipomagnesiemia, acausa del rischio di prolungamento dell’intervallo QT); la claritromicina non deve essere somministrata a pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica associata a danno renale; come con altri potenti inibitori dell’enzima CYP3A4, la claritromicina non deve essere usata in concomitanza con colchicina (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

POSOLOGIA

Posologia: la dose raccomandata di claritromicina nell’adulto e negliadolescenti oltre i 12 anni di eta’ e’ di 1 compressa da 250 mg ogni 12 ore. Nei casi di infezioni gravi il dosaggio puo’ essere aumentato fino a 500 mg ogni 12 ore. La durata usuale del trattamento e’ 5-14 giorni, ad esclusione del trattamento per la polmonite acquisita in comunita’ e la sinusite che richiedono 6-14 giorni. Pazienti con compromissione renale: nei pazienti con insufficienza renale in cui la clearance della creatinina e’ inferiore a 30 ml/min, il dosaggio di claritromicina deve essere dimezzato, cioe’ 250 mg una volta al giorno, o 250 mgdue volte al giorno in caso di infezioni gravi. In questi pazienti iltrattamento non deve superare i 14 giorni. Poiche’ la compressa non puo’ essere divisa, Clarmac 500 mg compresse non deve essere utilizzatain questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 4.3). Nelle infezioni odontostomatologiche, la dose raccomandata e’ di 250 mg ogni 12 ore per una durata di 5 giorni. Nei pazienti adulti con infezioni da micobatteri, la dose raccomandata e’ 500 mg due volte al giorno. Si raccomanda, nel trattamento di infezioni diffuse da Mycobacterium Avium Complex in pazienti affetti da AIDS, di proseguire il trattamento fino all’ottenimento di risultati clinici o microbiologici e comunque a discrezione del medico curante. La claritromicina deve essere usata in combinazione con altri medicinali antimicobatterici. Schema posologico nell’eradicazione dell’ Helicobacter pylori. Tripla terapia: claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno ed omeprazolo 20 mg al giorno per un periodo compreso tra 7 e 10 giorni; claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con lansoprazolo 30 mg due volte al giorno ed amoxicillina 1000 mg due volte al giorno per 10 giorni. Doppia terapia: claritromicina 500 mg tre volte al giorno in associazione con omeprazolo 40 mg al giorno per 14 giorni, seguiti da omeprazolo 20 mg o 40 mg al giornoper ulteriori 14 giorni; claritromicina 500 mg tre volte al giorno inassociazione con lansoprazolo 60 mg al giorno per 14 giorni. Una ulteriore soppressione della secrezione acida puo’ essere richiesta per lariduzione dell’ulcera. Claritromicina e’ stata usata inoltre anche nei seguenti schemi terapeutici: claritromicina + tinidazolo e omeprazolo o lansoprazolo; claritromicina + metronidazolo e omeprazolo o lansoprazolo; claritromicina + tetraciclina, bismuto subsalicilato, e ranitidina; claritromicina + amoxicillina e lansoprazolo; claritromicina + ranitidina bismuto citrato. Popolazione pediatrica: nei bambini e negliadolescenti con meno di 12 anni di eta’ l’uso di claritromicina compresse rivestite non e’ raccomandato. In tal caso usare claritromicina 125 mg/5 ml o 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale in flacone munito di cucchiaino o siringa-dosatrice. Modo di somministrazione: uso orale.

CONSERVAZIONE

Nessuna speciale precauzione per la conservazione.

AVVERTENZE

L’utilizzo di una qualsiasi terapia antibiotica, come con claritromicina, per trattare le infezioni da H. pylor i puo’ provocare l’insorgenza di batteri resistenti. La claritromicina non deve essere prescrittaa donne in gravidanza senza un’attenta valutazione del rischio/beneficio, in particolare durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Come con altri antibiotici l’uso prolungato di claritromicina puo’ provocare l’insorgenza di sovrainfezioni da batteri resistenti e da miceti che richiedono l’interruzione del trattamento e l’adozione di idonee terapie. E’ necessario porre attenzione in quei pazienti che manifestano grave insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2). Con l’uso di claritromicina sono stati riportati casi di disfunzione epatica (vedere paragrafo 4.8) inclusi enzimi epatici aumentati, danno epatocellulare e/o epatite colestatica, con o senza ittero. Questa disfunzione epatica puo’ essere grave ed e’ solitamente reversibile. Sonostati riportati casi fatali di insufficienza epatica e solitamente sono stati associati a gravi malattie di base o trattamenti concomitanti. Si deve raccomandare al paziente di interrompere il trattamento e contattare il proprio medico nel caso si presentassero segni e sintomi di malattia epatica, come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale. Con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, inclusi i macrolidi, sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa, con un intervallo di gravita’ compreso tra il moderato e il rischioso per la vita. Sono stati segnalati casi di diarrea da Clostridioides difficile (CDAD) con l’uso della maggior parte degli antibatterici, compresa la claritromicina, che puo’ variare dalla diarrea moderata alla colitefatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora batterica intestinale, che puo’ condurre ad una proliferazione eccessiva del C. difficile. In tutti i pazienti che, in seguito all’assunzione di antibiotici, lamentino episodi di diarrea, si deve valutare l’eventuale presenza di CDAD (diarrea da Clostridioides difficile). Questi pazienti devono essere sottoposti ad un’attenta anamnesi poiche’ e’stato segnalato che il CDAD si puo’ presentare nel corso dei due mesiche seguono l’assunzione di agenti antibatterici. Quindi la sospensione del trattamento con claritromicina deve avvenire senza tener conto dell’indicazione terapeutica. Deve essere effettuato un test microbicoe iniziato un trattamento adeguato. Va evitata la somministrazione diagenti antiperistaltici. Essendo la claritromicina metabolizzata ed escreta principalmente a livello epatico, particolare cautela deve essere posta nella somministrazione del medicinale a pazienti con funzionalita’ epatica ridotta, nei soggetti con danno renale di grado moderatoo severo e negli anziani (oltre 65 anni). Cochicina: sono stati riportati casi post-marketing di tossicita’ da colchicina con l’uso concomitante di colchicina e claritromicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti (vedere paragrafo 4.5). La somministrazione concomitante di claritromicina ecolchicina e’ controindicata (vedere paragrafo 4.3). Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam e midazolam iniettabile o oromucosale (vedere paragrafo 4.5). Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e altri medicinali ototossici. E’ consigliabile un monitoraggio periodico della funzionalita’ vestibolaree uditiva durante e dopo il trattamento. Eventi cardiovascolari: e’ stato osservato, in pazienti trattati con macrolidi inclusa la claritromicina (vedere paragrafo 4.8), il prolungamento dell’intervallo QT cheriflette gli effetti sulla ripolarizzazione cardiaca che comporta un rischio di sviluppo di aritmia cardiaca e torsioni di punta. A causa dell’aumentato rischio di prolungamento dell’intervallo QT e di aritmieventricolari (incluse torsioni di punta), l’uso di claritromicina e’ controindicato: in pazienti che assumono astemizolo, cisapride, domperidone, pimozide e terfenadina; nei pazienti con ipokaliemia; e in pazienti con anamnesi di prolungamento dell’intervallo QT o aritmia cardiaca ventricolare (vedere paragrafo 4.3). Inoltre, la claritromicina deve essere usata con cautela nei seguenti casi: pazienti con malattia coronarica, grave insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione o bradicardia clinicamente rilevante; pazienti che stanno assumendo contemporaneamente altri medicinali associati a prolungamento dell’intervallo QT diversi da quelli controindicati (vedere paragrafo 4.5). Studi epidemiologici che valutavano il rischio di esiti cardiovascolari avversi con i macrolidi hanno mostrato risultati variabili. Alcuni studi osservazionali hanno identificato un raro rischio a breve termine di aritmia, infarto miocardico e mortalita’ cardiovascolare associato ai macrolidi, tra cui la claritromicina. Durante la prescrizione della claritromicina si devono bilanciare questi risultati con i benefici del trattamento. Polmonite: in previsione dell’emergente resistenza dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, e’ importante effettuare un test disensibilita’ prima di prescrivere la claritromicina per il trattamento delle polmoniti comunitarie. Nelle polmoniti nosocomiali la claritromicina deve essere somministrata in combinazione con antibiotici addizionali appropriati. Infezioni della cute e dei tessuti molli di intensita’ da lieve a moderata: queste infezioni sono molto spesso causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, i quali possono entrambi essere resistenti ai macrolidi. Quindi e’ necessario effettuare un test di sensibilita’. Nei casi in cui gli antibiotici beta-lattamicinon possano essere utilizzati (per esempio allergie), e’ preferibile utilizzare altri antibiotici, come clindamicina. Attualmente i macrolidi giocano un ruolo fondamentale solo nelle infezioni della cute e deitessuti molli, come quelle causate da Corynebacterium minutissimum, acne vulgaris, erisipela e in quelle situazioni in cui non puo’ essere instaurata una terapia a base di penicillina. In caso di gravi reazioni di ipersensibilita’ acuta, quali anafilassi, reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (ad esempio, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) ed eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), la terapia con claritromicina deve essere immediatamente sospesa e deve essere iniziato con urgenza un trattamento adeguato. Claritromicina deve essere usata con cautela quando somministrata contemporaneamente a medicinali in grado di indurre l’enzima CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

INTERAZIONI

L’uso dei seguenti medicinali e’ assolutamente controindicato a causadei potenziali gravi effetti dovuti alla loro interazione farmacologica. Astemizolo, cisapride, domperidone, pimozide e terfenadina: elevati livelli di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e cisapride. L’assunzione concomitante ha dato luogo a intervallo QT prolungato, aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta. Effetti simili sono stati osservati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide (vedere paragrafo 4.3).In letteratura e’ riportato che i macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina, aumentandone i livelli, che occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, quali QT prolungato, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafo 4.3). In uno studio su 14 volontari sani, la concomitante somministrazione di claritromicina e terfenadina ha determinato un incremento di due-tre volte del livello sierico del metabolita acido della terfenadina e ad un prolungamento dell’intervallo QT che non ha portato anessun effetto clinico rilevabile. Effetti simili sono stati associati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi. Alcaloidi dell’ergot: alcune segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina e’ stata associata a tossicita’ acuta da ergot (ergotismo) caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremita’ e di altri tessuti, incluso il sistema nervoso centrale. La somministrazione concomitante di claritromicina e alcaloidi dell’ergot e’ controindicata (vedere paragrafo 4.3). Midazolam orale: quando il midazolam e’ stato somministrato in concomitanza alla claritromicina in compresse (500 mg due volte al giorno), l’AUC del midazolam e’ risultata aumentata di 7 volte in seguito alla somministrazione di midazolam per via orale. La somministrazione concomitante di midazolam orale e claritromicina e’ controindicata (vedere paragrafo 4.3). Inibitori della HMG-CoA Reduttasi (statine): l’uso concomitante di claritromicina e lovastatina o simvastatina e’ controindicato (vedere paragrafo 4.3) in quanto queste statine sono largamente metabolizzate dal CYP3A4 e la somministrazione concomitante con claritromicina ne aumenta la concentrazione plasmatica, la quale aumenta il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi. Sono statisegnalati casi di rabdomiolisi in pazienti che assumevano claritromicina contemporaneamente a queste statine. Se il trattamento con claritromicina non puo’ essere evitato, la terapia con lovastatina o simvastatina deve essere sospesa durante il trattamento. Deve essere prestata attenzione quando si prescrive claritromicina con statine. In situazioni dove l’uso concomitante di claritromicina e statine non puo’ essereevitato, si raccomanda di prescrivere la dose piu’ bassa registrata di statine. Puo’ essere valutata la possibilita’ di utilizzare una statina che non sia dipendente dal metabolismo dell’enzima CYP3A (ad es. fluvastatina). I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Effetti di altri medicinali sulla claritromicina: i medicinali che inducono il CYP3A (ad esempio rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo porta a dei livelli sub- terapeutici di claritromicina, con riduzione dell’efficacia terapeutica. Inoltre, puo’ essere necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche dell’induttore del CYP3A, che possono aumentare a causa dell’inibizione del CYP3A da parte della claritromicina (vedere anche le relative informazioni dell’inibitore del CYP3A somministrato). La concomitante somministrazione di rifabutina e claritromicina ha determinato un aumento dei livelli sierici della rifabutina, una diminuzione dei livelli sierici della claritromicina associati ad un maggiore rischio di uveite. E’stato accertato o si sospetta che i seguenti medicinali influenzino le concentrazioni di claritromicina circolante; puo’ essere necessario procedere ad un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o puo’ essere presa in considerazione l’eventualita’ di un ricorso a terapie alternative. Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina: i medicinali che risultano essere forti induttori del metabolismo del citocromo P450 come l’efavirenz, la nevirapina, la rifampicina, la rifabutina e la rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH- claritromicina, un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiche’ le attivita’ microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l’effetto terapeutico previsto puo’ essere annullato nel corso della somministrazione concomitante di claritromicina e di induttori enzimatici. Etravirina: l’esposizione alla claritromicina e’ stata ridotta dall’etravirina; tuttavia, la concentrazione del metabolita attivo, 14-OH-claritromicina, e’ aumentata. Dal momento che la 14-OH- claritromicina ha ridotto l’attivita’ contro il Mycobacterium Avium Complex (MAC), puo’ essere alterata l’attivita’ complessiva nei confronti di questo patogeno, quindi per il trattamento del MAC e’ necessario valutare delle alternative alla claritromicina. Fluconazolo: la somministrazione concomitante di 200 mg di fluconazolo al giorno e di una dose pari a 500mg di claritromicina due volte al giorno a 21 volontari sani ha determinato aumenti della concentrazione minima basale media di claritromicina (C min) e dell’area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente. Le concentrazioni basali del metabolita attivo, la 14- OH-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativadalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non e’ necessarioprocedere ad alcun aggiustamento del dosaggio di claritromicina. Ritonavir: uno studio di farmacocinetica ha dimostrato che la contemporanea somministrazione di 200 mg di ritonavir ogni 8 ore e 500 mg di claritromicina ogni 12 ore conduce ad una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina. Con la concomitante somministrazione di ritonavir e’ stato osservato un aumento della Cmax della claritromicina parial 31%, un aumento della Cmin del 182% ed un aumento della AUC del 77%. E’ stata notata una completa inibizione della formazione del 14-OH-claritromicina. In considerazione della larga finestra terapeutica della claritromicina, in pazienti con funzione renale normale, non sono necessarie riduzioni del dosaggio.

EFFETTI INDESIDERATI

a.Riassunto del profilo di sicurezza: le piu’ frequenti e comuni reazioni avverse correlate alla terapia a base di claritromicina sia per ipazienti adulti che per i pazienti pediatrici sono dolore addominale,diarrea, nausea, vomito e alterazione del gusto. Questi eventi avversi sono di solito di media intensita’ e sono coerenti con il profilo disicurezza noto per gli antibiotici macrolidici (vedere sezione b del paragrafo 4.8). Non c’e’ una differenza significativa nell’incidenza di tali reazioni avverse gastrointestinali durante gli studi clinici, tra pazienti con o senza infezioni da micobatteri preesistenti. b. Elenco delle reazioni avverse: il seguente elenco riassume le reazioni avverse segnalate durante gli studi clinici e l’esperienza post-marketingrelative alla claritromicina compresse a rilascio immediato, granulato per sospensione orale, polvere e solvente per soluzione per infusione, compresse a rilascio modificato. Le reazioni avverse considerate possibilmente correlate alla claritromicina sono riportate per tipologiadi organo e frequenza, in accordo alla seguente convenzione: comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). In ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in base ad un ordine di gravita’ decrescente, nei casi in cui quest’ultima puo’ essere definita. Infezioni e infestazioni. Non comune: infezione da candida, infezione ^1, infezione della vagina; non nota*: colite pseudomembranosa, erisipela. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: leucopenia, neutropenia ^2, piastrinosi ^1, eosinofilia ^2; non nota*:agranulocitosi, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita’; non nota*: reazione anafilattica, angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, diminuzione dell’appetito. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, nervosismo ^1; non nota*: disturbo psicotico, statoconfusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazione, sogni anormali, mania. Patologie del sistema nervoso. Comune: disgeusia, cefalea, alterazione del gusto; non comune: capogiro, sonnolenza ^4, tremore; non nota*: convulsioni, ageusia, parosmia, anosmia, parestesia. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune: vertigine, alterazioni dell’udito, tinnito; non nota*: perdita dell’udito. Patologie cardiache. Non comune: palpitazioni; non nota*: torsionidi punta ^5, tachicardia ventricolare ^5, fibrillazione ventricolare.Patologie vascolari. Non nota*: emorragia ^6. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea ^7, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale; non comune: gastrite, stomatite, glossite, distensione addominale ^2, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza; non nota*: pancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione del colore dei denti. Patologie epatobiliari. Non comune: colestasi ^2, epatite ^2; non nota*: insufficienza epatica ^7, ittero epatocellulare. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, iperidrosi; non comune: prurito, orticaria, esantema maculo-papulare^1; non nota*: reazioni avverse cutanee severe (SCAR) (ad esempio, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), sindrome di Stevens- Johnson ^3, necrolisi epidermica tossica ^3, eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: spasmi muscolari ^1; non nota*: rabdomiolisi **^8, miopatia. Patologie renali e urinarie. Non nota*: insufficienza renale, nefrite interstiziale, cromaturia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: malessere ^2, piressia ^1, astenia, dolore toracico^2, brividi ^2, affaticamento ^2. Esami diagnostici. Comune: prove difunzionalita’ epatica anormali; non comune: fosfatasi alcalina ematica aumentata ^2, lattato deidrogenasi ematica aumentata ^2, prolungamento dell’intervallo QT del tracciato elettrocardiografico ^5, alanina amminotransferasi aumentata, aspartato amminotransferasi aumentata, gammaglutamiltransferasi aumentata ^2; non nota*: aumento del rapporto internazionale normalizzato ^6, prolungamento del tempo di protrombina ^6. * Dal momento che queste reazioni sono state riportate in maniera volontaria da una popolazione di una grandezza indefinita, non e’ sempre possibile fare una stima reale della frequenza o stabilire un rapporto di causa- effetto con l’esposizione del medicinale. Si stima che l’esposizione del paziente sia superiore ad un miliardo di giorni di trattamento del paziente con claritromicina. ** In alcuni dei casi di rabdomiolisi riportati la claritromicina era stata somministrata contemporaneamente a statine, fibrati, colchicina o allopurinolo. ^1 Reazione avversa riportata solo per la formulazione granulato per sospensione orale. ^2 Reazione avversa riportata solo per la formulazione compressea rilascio immediato. ^3,5,7 Vedere sezione a. ^4,6,8 Vedere sezione c. c. Descrizione di reazioni avverse selezionate: in alcuni dei casi di rabdomiolisi riportati, la claritromicina era stata somministrata in concomitanza a statine, fibrati, colchicina o allopurinolo (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Sono stati riportati casi post-marketing di interazione farmacologica ed effetti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC) (adesempio sonnolenza e confusione) con l’uso concomitante di claritromicina e triazolam. Si suggerisce di monitorare il paziente nel caso aumentassero gli effetti farmacologici a livello del SNC (vedere paragrafo 4.5). d. Popolazioni pediatriche: sono stati condotti studi clinici somministrando la sospensione pediatrica a base di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni di eta’. Di conseguenza i bambini al di sotto dei 12 anni di eta’ devono assumere la sospensione pediatrica. Cisi aspetta che frequenza, tipo e gravita’ delle reazioni avverse siano equiparabili a quelle che si verificano negli adulti. e. Pazienti immunocompromessi: in pazienti affetti da AIDS o immunocompromessi trattati per infezioni da Micobatteri con alte dosi di claritromicina per lunghi periodi e’ stato spesso difficile distinguere le reazioni avverse probabilmente associate alla somministrazione di claritromicina con le manifestazioni associate al Virus da Immunodeficienza Umana (HIV) oalla malattia intercorrente.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non e’ stata valutata la sicurezza della claritromicina per l’utilizzo nelle donne in stato di gravidanza. Sulla base dei risultati ottenuti da studi su animali e dall’esperienza nell’uomo non puo’essere esclusa la possibilita’ di effetti dannosi sullo sviluppo embrio-fetale. Alcuni studi osservazionali che hanno valutato l’esposizione alla claritromicina durante il primo e il secondo trimestre hanno riportato un aumento del rischio di aborto spontaneo rispetto all’assenza di uso di antibiotici o all’uso di altri antibiotici durante lo stesso periodo. Gli studi epidemiologici disponibili sul rischio di gravi malformazioni congenite con l’uso di macrolidi, compresa la claritromicina, durante la gravidanza forniscono risultati contrastanti. Pertanto l’uso durante la gravidanza non e’ raccomandato senza un’attenta valutazione del rischio/beneficio. Allattamento: non e’ stata valutata lasicurezza della claritromicina per l’utilizzo durante l’allattamento.La claritromicina e’ escreta nel latte materno in piccole quantita’. E’ stato stimato che un neonato allattato esclusivamente al seno riceverebbe circa l’1,7% della dose materna di claritromicina aggiustata per il peso. Fertilita’: studi condotti sul ratto, non hanno mostrato alcuna evidenza di effetti nocivi sulla fertilita’ (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

48 MESI

Confezionamento

BLISTER OPACO