DENOMINAZIONE
EFFICIB 50 MG/1.000 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci usati nel diabete, associazioni di farmaci ipoglicemizzanti orali.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene sitagliptin fosfato monoidrato equivalente a 50 mg di sitagliptin e 1.000 mg di metformina cloridrato.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina (E460), povidone K29/32 (E1201), sodio lauril solfato, sodio stearil fumarato. Rivestimento della compressa: polivinil alcol, macrogol 3350, talco (E553b), titanio diossido (E171), ferro ossido rosso (E172), ferro ossido nero (E172).
INDICAZIONI
Per i pazienti adulti con diabete mellito di tipo 2: il medicinale e’indicato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico per migliorareil controllo glicemico in pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con la loro dose massima tollerata di metformina da sola o in quei pazienti gia’ in trattamento con l’associazione di sitagliptin e metformina. Il farmaco e’ indicato in associazione con una sulfonilurea (per es., triplice terapia di associazione), in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico in pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con la loro dose massima tollerata di metformina e una sulfonilurea. Il medicinale e’ indicato come triplice terapia di associazione con un agonista del recettore gamma attivato dal proliferatore del perossisoma (PPARg) (per es., un tiazolidinedione) in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, in pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con la loro dose massima tolleratadi metformina e di un agonista PPARg. Il farmaco e’ anche indicato come terapia aggiuntiva all’insulina (per es., triplice terapia di associazione) in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, per migliorareil controllo glicemico nei pazienti quando una dose stabile di insulina e metformina da sola non forniscono un adeguato controllo glicemico.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Il medicinale e’ controindicato in pazienti con: ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti; qualsiasi tipo diacidosi metabolica acuta (come acidosi lattica, chetoacidosi diabetica); precoma diabetico; insufficienza renale severa (GFR< 30 mL/min); stati acuti che potenzialmente possono alterare la funzionalita’ renalequali: disidratazione, infezione severa, shock, somministrazione endovascolare di agenti di contrasto iodati; malattia acuta o cronica che puo’ causare ipossia tessutale quale: insufficienza cardiaca o respiratoria, infarto del miocardio recente, shock; compromissione epatica; intossicazione acuta da alcol, alcolismo; allattamento.
POSOLOGIA
Posologia. La dose della terapia anti-ipergligemica con il medicinaledeve essere personalizzata sulla base del regime di trattamento corrente del paziente, dell’efficacia e della tollerabilita’ non superando la dose giornaliera massima raccomandata di sitagliptin 100 mg. Adulticon normale funzione renale (GFR >= 90 mL/min). Pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con la dose massima tollerata di metformina in monoterapia. Per i pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con metformina da sola, la dose usuale iniziale deve essere sitagliptin 50 mg due volte al giorno (dose giornalieratotale di 100 mg) piu’ metformina a dose invariata. Pazienti che passano da un regime di co-somministrazione di sitagliptin e metformina. Per i pazienti che passano da un regime di co-somministrazione di sitagliptin e metformina, la terapia con il farmaco deve essere iniziata mantenendo invariata la dose di sitagliptin e metformina. Pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con una duplice terapia di associazione con la dose massima tollerata di metformina ed una sulfonilurea. La dose da somministrare deve essere sitagliptin 50 mg due volte al giorno (dose giornaliera totale di 100 mg) ed una dose di metformina simile a quella gia’ assunta. Quando il meedicinale e’ usato in associazione con una sulfonilurea, si puo’ rendere necessaria una dose piu’ bassa della sulfonilurea per ridurre il rischio di ipoglicemia. Pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con una duplice terapia di associazione con la dose massima tollerata di metformina e di un agonista PPARg. La dose da somministrare deve essere sitagliptin 50 mg due volte al giorno (dose giornaliera totale di 100 mg)ed una dose di metformina simile a quella gia’ assunta. Pazienti che non hanno un adeguato controllo della glicemia con una duplice terapiadi associazione con insulina e la dose massima tollerata di metformina. La dose da somministrare deve essere sitagliptin 50 mg due volte algiorno (dose giornaliera totale di 100 mg) ed una dose di metformina simile a quella gia’ assunta. Quando Efficib e’ usato in associazione con insulina, si puo’ rendere necessaria una dose piu’ bassa di insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia. Per dosi differenti di metformina, il farmaco e’ disponibile in dosaggi di sitagliptin 50 mg e metformina cloridrato 850 mg o metformina cloridrato 1.000 mg. Tutti i pazienti devono continuare la loro dieta raccomandata con una adeguata distribuzione dell’assunzione di carboidrati durante la giornata. Popolazioni speciali. Compromissione renale. Non e’ richiesto alcun adattamento della dose per i pazienti con compromissione renale lieve (tasso di filtrazione glomerulare [GFR] >= 60 mL/min). La GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento con medicinali contenenti metformina e, successivamente, almeno una volta all’anno. Nei pazienti con aumentato rischio di ulteriore progressione della compromissione renale e negli anziani, la funzione renale deve essere valutata con maggiorfrequenza, ad es., ogni 3-6 mesi. La dose massima giornaliera di metformina deve essere preferibilmente suddivisa in 2-3 dosi giornaliere. I fattori che possono aumentare il rischio di acidosi lattica devono essere riesaminati prima di prendere in considerazione l’inizio del trattamento con metformina in pazienti con GFR < 60 mL/min. Qualora non fosse disponibile un dosaggio adeguato del medicinale, i singoli monocomponenti devono essere utilizzati al posto dell’associazione a dose fissa. GFR: 60-89 ml/min. Metformina: la massima dose giornaliera ? 3.000 mg. Una riduzione della dose pu? essere presa in considerazione a fronte del peggioramento della funzione renale; sitagliptin: la massima dose giornaliera ? 100 mg. GFR: 45-59 ml/min. Metformina: la massima dose giornaliera ? 2.000 mg. La dose iniziale non deve superare met? della dose massima; sitagliptin: la massima dose giornaliera ? 100 mg. GFR: 30-44 ml/min. Metformina: la massima dose giornaliera ? 1.000 mg. La dose iniziale non deve superare met? della dose massima; sitagliptin: la massima dose giornaliera ? 50 mg. GFR: < 30 ml/min. Metformina: metformina ? controindicata; sitagliptin: la massima dose giornaliera ? 25 mg. Compromissione epatica. Il medicinale non deve essere assuntoda pazienti con compromissione epatica. Anziani. Poiche’ metformina esitagliptin sono escreti dal rene, il farmaco deve essere usato con cautela con l’aumentare dell’eta’. E’ necessario il monitoraggio della funzionalita’ renale per prevenire l’acidosi lattica associata all’usodi metformina, particolarmente nell’anziano. Popolazione pediatrica. Il farmaco non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti di eta’ compresa tra 10 e 17 anni a causa di efficacia insufficiente. Il medicinale non e’ stato studiato in pazienti pediatrici di eta’ inferiore a 10 anni. Modo di somministrazione. Il farmaco deve essere assunto due volte al giorno con i pasti per ridurre le reazioni avverse gastrointestinali associate all’uso di metformina.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.
AVVERTENZE
Generalita’. Il medicinale non deve essere usato in pazienti con diabete di tipo 1 e non deve essere usato per il trattamento della chetoacidosi diabetica. Pancreatite acuta. L’uso degli inibitori della DPP-4 e’ stato associato al rischio di sviluppare pancreatite acuta. I pazienti devono essere informati sul sintomo caratteristico della pancreatite acuta: dolore addominale intenso, persistente. La risoluzione dellapancreatite e’ stata osservata dopo l’interruzione della terapia con sitagliptin (con o senza trattamento di supporto), ma sono stati riportati casi molto rari di pancreatite necrotizzante o emorragica e/o decesso. Qualora si sospetti la presenza di pancreatite, la terapia con il medicinale e con altri medicinali potenzialmente sospetti deve essere interrotta; qualora sia confermata la diagnosi di pancreatite acuta,la terapia con il farmaco non deve essere ripresa. Si deve usare cautela in pazienti con una storia di pancreatite. Acidosi lattica. L’acidosi lattica, una complicanza metabolica molto rara ma grave, insorge con maggior frequenza a causa del peggioramento acuto della funzione renale o di malattia cardiorespiratoria o sepsi. L’accumulo di metformina si manifesta con il peggioramento acuto della funzionalita’ renale eaumenta il rischio di acidosi lattica. In caso di disidratazione (vomito di grado severo, diarrea, febbre o ridotta assunzione di liquidi),la somministrazione di metformina deve essere interrotta temporaneamente e si deve raccomandare al paziente di rivolgersi a un operatore sanitario. Deve essere prestata cautela nell’iniziare il trattamento conmedicinali che possano compromettere in modo acuto la funzione renale(come antipertensivi, diuretici e FANS) in pazienti trattati con metformina. Altri fattori di rischio di acidosi lattica sono l’eccessivo consumo di alcol, l’insufficienza epatica, il diabete scarsamente controllato, la chetosi, il digiuno prolungato e qualsiasi altra condizioneassociata ad ipossia, nonche’ l’uso in concomitanza di medicinali chepossono causare acidosi lattica. I pazienti e/o le persone che li assistono devono essere informati in merito al rischio di acidosi lattica. L’acidosi lattica e’ caratterizzata da dispnea acidotica, dolore addominale, crampi muscolari, astenia e ipotermia seguiti da coma. In presenza di sintomi sospetti, il paziente deve interrompere l’assunzione di metformina e richiedere immediatamente assistenza medica. I risultati di laboratorio di valore diagnostico sono pH ematico ridotto (< 7,35), aumentati livelli di lattato plasmatico (> 5 mmol/L) e aumentato gap anionico e rapporto lattato/piruvato. Funzione renale La GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento e, successivamente, a intervalli regolari. Il medicinale e’ controindicato in pazienti con GFR < 30 mL/min e deve essere interrotto temporaneamente in presenza dicondizioni patologiche che alterano la funzione renale. Ipoglicemia. I pazienti in trattamento con il medicinale in associazione con una sulfonilurea o con insulina possono essere a rischio di ipoglicemia. Pertanto, puo’ essere necessaria una riduzione della dose della sulfonilurea o dell’insulina. Reazioni di ipersensibilita’. Nel corso dell’esperienza successiva alla immissione in commercio, in pazienti trattati con sitagliptin sono state segnalate gravi reazioni di ipersensibilita’. Queste reazioni comprendono anafilassi, angioedema, patologie cutanee esfoliative inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. La comparsa di queste reazioni si verifica nei 3 mesi successivi all’inizio della terapia con sitagliptin, in alcuni casi si e’ manifestata dopo la prima somministrazione. Nel caso in cui si sospetti una reazione di ipersensibilita’, si deve interrompere la terapia con il medicinale, si devono valutare altre potenziali cause di tale evento, e si deve istituire un trattamento alternativo per il diabete. Pemfigoide bolloso. Successivamente alla immissione in commercio, sono stati riportati casi di pemfigoide bolloso in pazienti che assumevano inibitori della DPP-4 tra cuisitagliptin. Nel caso in cui si sospetti il pemfigoide bolloso, si deve interrompere la terapia con il medicinale. Interventi chirurgici. Il farmaco deve essere interrotto al momento di un intervento chirurgico in anestesia generale, spinale o epidurale. La terapia puo’ essere ripresa non prima delle 48 ore successive all’intervento chirurgico o al riavvio della nutrizione orale, sempre che la funzionalita’ renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Somministrazione di agenti di contrasto iodati. La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati puo’ portare a nefropatia indotta da mezzo di contrasto. Questo causa l’accumulo di metformina e aumenta il rischio di acidosi lattica. La somministrazione del medicinale deve essere interrotta prima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine di imaging e non deve essere ripresa finche’ non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Variazione dello stato clinico di pazienti con diabetedi tipo 2 precedentemente controllato. Un paziente con diabete di tipo 2 precedentemente controllato con il farmaco che sviluppa alterazioni dei parametri di laboratorio o malattia clinica (specialmente malattia vaga e scarsamente definita) deve essere prontamente valutato per verificare la presenza di chetoacidosi o acidosi lattica. Si devono valutare elettroliti e chetoni sierici, glicemia e, se indicato, pH del sangue, livelli ematici di lattato, piruvato, e metformina. Qualora si verifichi qualsiasi forma di acidosi, la terapia deve essere immediatamente interrotta e si devono mettere in atto altre appropriate misure correttive. Sodio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioe’ essenzialmente “senza sodio”.
INTERAZIONI
In pazienti con diabete di tipo 2 la somministrazione concomitante didosi multiple di sitagliptin (50 mg due volte al giorno) e metformina(1.000 mg due volte al giorno) non ha alterato in modo clinicamente rilevante la farmacocinetica di sitagliptin o metformina. Con il medicinale, non sono stati effettuati studi farmacocinetici di interazione; tuttavia, tali studi sono stati condotti con i singoli principi attivi, sitagliptin e metformina. Uso concomitante non raccomandato Alcol L’intossicazione acuta da alcol e’ associata a un aumentato rischio di acidosi lattica, in particolare nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica. Agenti di contrasto iodati. La somministrazione del farmaco deve essere interrotta prima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine di imaging e non deve essere ripresa finche’ non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Associazioni che richiedono precauzioni per l’uso. Alcuni medicinali possono influire negativamente sulla funzione renale, aumentando quindi il rischio di acidosi lattica, ad es. FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi (COX) II, gli ACE-inibitori, gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II e i diuretici, in particolare i diuretici dell’ansa. Quando questi medicinali vengono utilizzati in associazione a metformina, si rende necessario un attento monitoraggio della funzione renale. L’uso concomitante di farmaci che interferiscono con i comuni sistemi di trasporto tubulare renale coinvolti nell’eliminazione renale della metformina (ad es., il trasportatore di cationi organici 2 [OCT2]/gli inibitori della proteina di estrusione multifarmaco e tossine [MATE] quali ranolazina, vandetanib, dolutegravir e cimetidina) puo’ aumentare l’esposizione sistemica alla metformina e puo’ aumentare il rischio di acidosi lattica. Considerare i benefici e i rischi dell’uso concomitante. Quando tali medicinali vengono co-somministrati si devono prendere in considerazione lo stretto monitoraggio del controllo glicemico, l’adattamento della dose nell’ambito della posologia raccomandata e modifiche della terapia per il diabete. Glucocorticoidi (somministrati per via sistemica o locale), beta-2 agonisti, e diuretici hanno unaintrinseca attivita’ iperglicemica. Il paziente deve essere informatoe devono essere effettuati monitoraggi piu’ frequenti della glicemia,specialmente all’inizio del trattamento con tali medicinali. Se necessario, la dose dei medicinali anti-iperglicemici deve essere adattata durante la terapia con l’altro farmaco e alla sua interruzione. Gli ACE-inibitori possono ridurre i livelli ematici di glucosio. Se necessario, la dose dei farmaci anti-iperglicemici deve essere adattata durante la terapia con l’altro farmaco e alla sua interruzione. Effetti di altri medicinali su sitagliptin. I dati in vitro e quelli clinici descritti di seguito suggeriscono che il rischio di interazioni clinicamente rilevanti con altri medicinali in somministrazione concomitante e’ basso. Studi in vitro hanno indicato che l’enzima primario responsabiledel limitato metabolismo di sitagliptin e’ il CYP3A4 con un contributo del CYP2C8. In pazienti con funzionalita’ renale normale, il metabolismo incluso quello effettuato dal CYP3A4, ha un ruolo limitato nella clearance di sitagliptin. Il metabolismo puo’ avere un ruolo piu’ significativo per l’eliminazione di sitagliptin in caso di compromissione renale severa o di malattia renale allo stadio terminale (ESRD). Per questa ragione, in pazienti con compromissione renale severa o ESRD, e’possibile che potenti inibitori del CYP3A4 (es. chetoconazolo, itraconazolo, ritonavir, claritromicina) possano alterare la farmacocineticadi sitagliptin. Gli effetti dei potenti inibitori del CYP3A4 in un quadro di compromissione renale non sono stati accertati in alcuno studio clinico. Studi di trasporto in vitro hanno mostrato che sitagliptin e’ un substrato per la glicoproteina-P e per il trasportatore di anioni organici 3 (OAT3). In vitro, il trasporto di sitagliptin mediato da OAT3 e’ stato inibito dal probenecid, sebbene il rischio di interazioni clinicamente rilevanti venga considerato limitato. In vivo, non e’ stata valutata la somministrazione concomitante di inibitori di OAT3. Ciclosporina: e’ stato eseguito uno studio per valutare l’effetto dellaciclosporina, un potente inibitore della glicoproteina-P, sulla farmacocinetica di sitagliptin. La somministrazione concomitante di una singola dose orale di sitagliptin 100 mg e di una singola dose orale di ciclosporina 600 mg ha aumentato la AUC e la C max di sitagliptin, rispettivamente di circa il 29% e 68%. Queste variazioni della farmacocinetica di sitagliptin non sono state considerate clinicamente rilevanti.La clearance renale di sitagliptin non e’ stata alterata in misura rilevante. Non sono pertanto attese interazioni rilevanti con altri inibitori della glicoproteina-P. Effetti di sitagliptin su altri medicinali. Digossina: Sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche della digossina. Dopo la somministrazione di 0,25 mgdi digossina in concomitanza con 100 mg al giorno di sitagliptin per 10 giorni, l’AUC plasmatico della digossina e’ aumentato in media dell’11%, e la C max plasmatica e’ aumentata in media del 18%. Non sono raccomandati adattamenti della dose di digossina. Tuttavia, nei pazientia rischio di tossicita’ da digossina, la tossicita’ per digossina deve essere monitorata, quando sitagliptin e digossina vengono somministrati in concomitanza. Dati in vitro suggeriscono che sitagliptin non inibisce e non induce gli isoenzimi del CYP450. Negli studi clinici sitagliptin non ha significativamente alterato la farmacocinetica di metformina, gliburide, simvastatina, rosiglitazone, warfarin, o di contraccettivi orali, fornendo evidenza in vivo di una bassa tendenza a causare interazioni con i substrati di CYP3A4, CYP2C8, CYP2C9, e con il trasportatore di cationi organici (OCT). In vivo , sitagliptin puo’ essereun debole inibitore della glicoproteina-P.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Non sono stati effettuati studi clinici terapeutici con le compresse sebbene sia stata dimostrata la bioequivalenza del medicinale con sitagliptin e metformina somministratiin concomitanza. Sono state segnalate reazioni avverse gravi compresepancreatite e reazioni di ipersensibilita’. E’ stata segnalata ipoglicemia in associazione con sulfonilurea (13,8%) e insulina (10,9%). Sitagliptin e metformina. Le reazioni avverse sono elencate sotto usando la classificazione per sistemi e organi secondo MeDRA e la frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza nonpuo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Frequenza delle reazioni avverse identificate negli studi clinici controllati con placebo di sitagliptin e metformina da soli e nell’esperienza successivaalla immissione in commercio. Patologie del sistema emolinfopoietico.Raro: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Frequenza non nota: reazioni di ipersensibilit? incluse le risposte anafilattiche.Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipoglicemia. Patologie del sistema nervoso. Non comune: sonnolenza. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Frequenza non nota: malattia polmonare interstiziale. Patologie gastrointestinali. Non comune: diarrea; comune: nausea, flatulenza; non comune: stipsi, dolore addominale alto; comune: vomito. Frequenza non nota: pancreatite acuta, pancreatite emorragica e necrotizzante fatale e non- fatale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito; frequenza non nota: angioedema, eruzione cutanea, orticaria, vasculite cutanea, patologie cutanee esfoliative inclusa la sindrome di stevens-johnson, pemfigoide bolloso. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Frequenza non nota: artralgia, mialgia, dolore agli arti, dolore dorsale, artropatia. Patologie renali e urinarie. Frequenza non nota: funzionalit? renale compromessa, insufficienza renale acuta. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Alcune reazioni avverse sono state osservate con maggiore frequenza negli studi sull’uso di sitagliptin e metformina in associazione con altri medicinali anti-diabetici rispettoagli studi su sitagliptin e metformina da soli. Queste comprendono ipoglicemia (frequenza molto comune con sulfonilurea o insulina), stipsi(comune con sulfonilurea), edema periferico (comune con pioglitazone)e cefalea e bocca secca (non comune con insulina). Sitagliptin. In studi condotti in monoterapia con sitagliptin 100 mg da solo una volta al giorno comparato con il placebo, le reazioni avverse riportate sono state cefalea, ipoglicemia, stipsi, e capogiro. Tra questi pazienti, gli eventi avversi riportati, indipendentemente dalla relazione causalecon il medicinale, che si sono verificati in almeno il 5% dei pazienti hanno incluso infezione del tratto respiratorio superiore e rinofaringite. Inoltre, osteoartrite e dolore agli arti sono state riportate con frequenza non comune (> 0,5% piu’ alta tra coloro che utilizzavano sitagliptin rispetto al gruppo di controllo). Metformina. Sintomi gastrointestinali sono stati segnalati molto comunemente negli studi clinici e nell’uso successivo alla immissione in commerciodi metformina. Sintomi gastrointestinali quali nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e perdita dell’appetito si verificano con maggiore frequenza all’inizio della terapia e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Ulteriori reazioni avverse associate alla metformina includono gusto metallico (comune); acidosi lattica, disturbo funzionale del fegato, epatite, orticaria, eritema e prurito (molto raro). Il trattamento a lungo termine con metformina e’ stato associato a una riduzione dell’assorbimento della vitamina B12 che molto raramente puo’ portare a carenza clinicamente significativa di vitamina B12 (ad es., anemia megaloblastica). Le categorie di frequenza si basano sulle informazioniriportate sul riassunto delle caratteristiche del prodotto di metformina disponibile nell’Unione Europea. Popolazione pediatrica Negli studi clinici con sitagliptin + metformina nei pazienti pediatrici di eta’compresa tra 10 e 17 anni con diabete mellito di tipo 2, il profilo delle reazioni avverse era generalmente paragonabile a quello osservatonegli adulti. Nei pazienti pediatrici che assumevano o meno insulina di base, sitagliptin era associato ad un aumentato rischio di ipoglicemia. TECOS Studio sulla Sicurezza Cardiovascolare. Lo studio TECOS (Studio per la Valutazione dei Risultati Cardiovascolari con Sitagliptin – Trial Evaluating Cardiovascular Outcomes with Sitagliptin ) ha coinvolto 7.332 pazienti trattati con sitagliptin, 100 mg al giorno (o 50 mg al giorno se il valore basale di eGFR era >= 30 e < 50 mL/min/1,73 m^2) e 7.339 pazienti trattati con placebo nella popolazione iniziale da trattare (intention-to-treat). Entrambi i trattamenti sono stati aggiunti alla terapia solitamente utilizzata per il raggiungimento dei valori standard regionali per l’HbA 1c e per i fattori di rischio CV. L’incidenza globale di eventi avversi gravi nei pazienti trattati con sitagliptin e’ stata simile a quella dei pazienti trattati con placebo. Nella popolazione iniziale da trattare (intention-to-treat) , tra i pazienti che stavano usando insulina e/o una sulfonilurea al basale, l’incidenza di ipoglicemia severa e’ stata del 2,7% nei pazienti trattaticon sitagliptin e del 2,5% nei pazienti trattati con placebo; tra i pazienti che non stavano usando insulina e/o una sulfonilurea al basale, l’incidenza di ipoglicemia severa e’ stata del 1,0% nei pazienti trattati con sitagliptin e dello 0,7% nei pazienti trattati con placebo. L’incidenza di diagnosi confermate di eventi di pancreatite e’ stata dello 0,3% nei pazienti trattati con sitagliptin e dello 0,2% nei pazienti trattati con placebo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza. Non vi sono dati adeguati sull’uso di sitagliptin in donne in gravidanza. Studi su animali hanno mostrato tossicita’ riproduttiva di sitagliptin ad alte dosi. I pochi dati disponibili suggeriscono che nelle donne in gravidanza l’uso di metformina non si associa ad unaumento del rischio di malformazioni congenite. Gli studi su animali con metformina non evidenziano effetti dannosi su gravidanza, sviluppoembrionale o fetale, sviluppo natale o postnatale. Efficib non deve essere usato in gravidanza. Se una paziente desidera avere una gravidanza o se si verifica una gravidanza, la terapia deve essere interrotta e appena possibile si deve passare la paziente al trattamento con insulina. Allattamento. Con i principi attivi associati di questo medicinale, non sono stati eseguiti studi su animali in allattamento. Studi eseguiti con i singoli principi attivi hanno mostrato l’escrezione di sitagliptin e metformina nel latte di ratti che allattano. La metforminae’ escreta nel latte umano in piccoli quantitativi. Non e’ noto se sitagliptin venga escreto nel latte umano. Il medicinale non deve pertanto essere usato durante l’allattamento. Fertilita’. Dati sugli animalinon suggeriscono che ci possa essere un effetto del trattamento con sitagliptin sulla fertilita’ maschile o femminile. Mancano dati sull’uomo.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
24 MESI
Confezionamento
BLISTER OPACO

