ENTRESTO 56CPR RIV 97MG+103MG

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DENOMINAZIONE

ENTRESTO COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Sostanze ad azione sul sistema renina-angiotensina; bloccanti del recettore dell’angiotensina II (ARBs), altre associazioni.

PRINCIPI ATTIVI

Entresto 24 mg/26 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 24,3 mg di sacubitril e 25,7 mg di valsartan (come sacubitril valsartan complesso di sale sodico). Entresto 49 mg/51 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 48,6 mg di sacubitril e 51,4 mg di valsartan (come sacubitril valsartan complesso di sale sodico). Entresto 97 mg/103 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 97,2 mg di sacubitril e 102,8 mg di valsartan (come sacubitril valsartan complesso di sale sodico). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina; idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione; crospovidone, tipo A; magnesio stearato; talco; silice colloidale anidra. Rivestimento. Entresto 24 mg/26 mg compresse rivestite con film: ipromellosa, tipo di sostituzione 2910 (3 mPa-s); titanio diossido (E171); macrogol (4000); talco; ferroossido rosso (E172); ferro ossido nero (E172) Entresto 49 mg/51 mg compresse rivestite con film: ipromellosa, tipo di sostituzione 2910 (3 mPa-s); titanio diossido (E171); macrogol (4000); talco; ferro ossido rosso (E172); ferro ossido giallo (E172). Entresto 97 mg/103 mg compresse rivestite con film: ipromellosa, tipo di sostituzione 2910 (3 mPa-s); titanio diossido (E171); macrogol (4000); talco; ferro ossido rosso (E172); ferro ossido nero (E172).

INDICAZIONI

Entresto e’ indicato in pazienti adulti per il trattamento dell’insufficienza cardiaca sintomatica cronica con ridotta frazione di eiezione(vedere paragrafo 5.1).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; uso concomitante di ACE inibitori (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Entresto non deve essere somministrato fino a 36 ore dopo la sospensione della terapia con ACE inibitore; storia nota di angioedema correlato a precedente terapia con ACE inibitore o ARB(vedere paragrafo 4.4); angioedema ereditario o idiopatico (vedere paragrafo 4.4); uso concomitante di medicinali contenenti aliskiren in pazienti con diabete mellito o in pazienti con compromissione renale (eGFR <60 ml/min/1,73 m^2) (vedere paragrafi 4.4 e 4.5); grave compromissione epatica, cirrosi biliare e colestasi (vedere paragrafo 4.2); secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

POSOLOGIA

Posologia. La dose iniziale raccomandata di Entresto e’ una compressada 49 mg/51 mg due volte al giorno, ad eccezione delle condizioni descritte di seguito. La dose deve essere raddoppiata ogni 2-4 settimane fino al raggiungimento della dose ottimale di una compressa da 97 mg/103 mg due volte al giorno, in base alla tollerabilita’ del paziente (vedere paragrafo 5.1). Se i pazienti manifestano problemi di tollerabilita’ (pressione arteriosa sistolica [PAS] <=95 mmHg, ipotensione sintomatica, iperkaliemia, disfunzione renale), si raccomanda un aggiustamento della dose dei medicinali somministrati in concomitanza, la temporanea riduzione della dose o l’interruzione di Entresto (vedere paragrafo 4.4). Nello studio PARADIGM HF, Entresto e’ stato somministrato in associazione ad altre terapie per l’insufficienza cardiaca, al posto di un ACE inibitore o di un altro bloccante del recettore dell’angiotensina II (ARB) (vedere paragrafo 5.1). Vi e’ una limitata esperienza inpazienti che non stanno assumendo un ACE inibitore o un ARB o che stanno assumendo basse dosi di questi medicinali, pertanto in questi pazienti sono raccomandati un dosaggio iniziale di 24 mg/26 mg due volte al giorno e un lento incremento della dose (raddoppio della dose ogni 3-4 settimane) (vedere “Titration” nel paragrafo 5.1). Il trattamento non deve essere iniziato in pazienti con livello sierico di potassio >5,4 mmol/l o con PAS <100 mmHg (vedere paragrafo 4.4). Una dose iniziale di 24 mg/26 mg due volte al giorno deve essere considerata per i pazienti con PAS da >=100 a 110 mmHg. Entresto non deve essere somministrato in associazione con un ACE inibitore o un ARB. A causa del rischiopotenziale di angioedema quando e’ utilizzato in concomitanza con un ACE inibitore, non deve essere iniziato per almeno 36 ore dopo la sospensione della terapia con ACE inibitore (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 4.5). Il valsartan contenuto in Entresto ha una biodisponibilita’ maggiore rispetto al valsartan in altre formulazioni in compressa in commercio (vedere paragrafo 5.2). Nel caso venga dimenticata una dose, il paziente deve assumere la dose successiva quando previsto. La divisione o la frantumazione delle compresse non sono raccomandate. Popolazioni speciali. Anziani: la dose deve essere in linea con la funzione renaledel paziente anziano. Compromissione renale: non e’ richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con lieve compromissione renale (Velocita’ di filtrazione glomerulare stimata [eGFR] 60-90 ml/min/1,73 m^2). Una dose iniziale di 24 mg/26 mg due volte al giorno deve essere considerata nei pazienti con moderata compromissione renale (eGFR 30-60 ml/min/1,73 m^2). Poiche’ c’e’ una esperienza clinica molto limitata in pazienti con grave compromissione renale (eGFR <30 ml/min/1,73 m^2) (vedere paragrafo 5.1), Entresto deve essere usato con cautela e si raccomanda una dose iniziale di 24 mg/26 mg due volte al giorno. Non vi e’ esperienza in pazienti con malattia renale allo stadio terminale e l’uso di Entresto non e’ raccomandato. Compromissione epatica: non e’ richiesto un aggiustamento della dose quando Entresto e’ somministratoa pazienti con lieve compromissione epatica (classificazione Child-Pugh A). Vi e’ una limitata esperienza clinica in pazienti con compromissione epatica moderata (classificazione Child-Pugh B) o con valori di AST/ALT piu’ di due volte il limite superiore dell’intervallo di normalita’. Entresto deve essere usato con cautela in questi pazienti e la dose iniziale raccomandata e’ 24 mg/26 mg due volte al giorno (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Entresto e’ controindicato in pazienti con gravecompromissione epatica, cirrosi biliare e colestasi (classificazione Child-Pugh C) (vedere paragrafo 4.3). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Entresto in bambini e adolescenti di eta’ inferiore a18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: uso orale. Entresto puo’ essere somministratocon o senza cibo (vedere paragrafo 5.2). Le compresse devono essere deglutite con un bicchiere di acqua.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidita’.

AVVERTENZE

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS). L’associazione di sacubitril/valsartan con un ACE inibitore e’ controindicata a causa dell’aumento del rischio di angioedema (vedere paragrafo4.3). Sacubitril/valsartan non deve essere iniziato fino a 36 ore dopo l’assunzione dell’ultima dose della terapia con ACE inibitore. Se iltrattamento con sacubitril/valsartan viene interrotto, la terapia conACE inibitore non deve essere iniziata fino a 36 ore dopo l’assunzione dell’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.5); l’associazione di sacubitril/valsartan con inibitori diretti della renina come aliskiren non e’ raccomandata (vedere paragrafo 4.5).L’associazione di sacubitril/valsartan con medicinali contenenti aliskiren e’ controindicata in pazienti con diabete mellito o in pazienti con compromissione renale (eGFR <60 ml/min/1,73 m^2) (vedere paragrafi4.3 e 4.5); Entresto contiene valsartan e pertanto non deve essere co-somministrato con un altro medicinale contenente ARB (vedere paragrafi 4.2 e 4.5). Ipotensione: il trattamento non deve essere iniziato a meno che il valore della PAS sia >=100 mmHg. I pazienti con PAS <100 mmHg non sono stati studiati (vedere paragrafo 5.1). Sono stati riportati casi di ipotensione sintomatica in pazienti trattati con sacubitril/valsartan durante gli studi clinici (vedere paragrafo 4.8), specialmente in pazienti di eta’ >=65 anni, in pazienti con malattia renale e inpazienti con bassa PAS (<112 mmHg). Quando si inizia la terapia o durante la titolazione della dose di sacubitril/valsartan, la pressione del sangue deve essere monitorata di routine. Se si verifica ipotensione, si raccomanda una temporanea riduzione della dose o la sospensione di sacubitril/valsartan (vedere paragrafo 4.2). Si deve considerare unaggiustamento del dosaggio dei diuretici, degli antipertensivi concomitanti e il trattamento di altre cause di ipotensione (es. ipovolemia). E’ piu’ probabile che l’ipotensione sintomatica insorga se il paziente e’ stato volume depleto, es. da terapia diuretica, restrizioni saline dietetiche, diarrea o vomito. La deplezione di sodio e/o volume deve essere corretta prima di iniziare il trattamento con sacubitril/valsartan, tuttavia, tale azione correttiva deve essere attentamente valutata rispetto al rischio di un sovraccarico di volume. Compromissione della funzione renale: la valutazione di pazienti con insufficienza cardiaca deve comprendere sempre l’esame della funzione renale. I pazienti con compromissione renale da lieve a moderata sono piu’ a rischio disviluppare ipotensione (vedere paragrafo 4.2). C’e’ un’esperienza clinica molto limitata in pazienti con grave compromissione renale (GFR stimata<30 ml/min/1,73m^2) e questi pazienti possono presentare il rischio piu’ elevato di ipotensione (vedere paragrafo 4.2). Non vi e’ esperienza in pazienti con malattia renale allo stadio terminale e l’uso di sacubitril/valsartan non e’ raccomandato. Peggioramento della funzione renale: l’uso di sacubitril/valsartan puo’ essere associato a una diminuzione della funzione renale. Il rischio puo’ essere ulteriormenteaumentato dalla disidratazione o dall’uso concomitante di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) (vedere paragrafo 4.5). La riduzione della dose deve essere considerata nei pazienti che sviluppano una diminuzione clinicamente significativa della funzione renale. Iperkaliemia: il trattamento non deve essere iniziato se il livello sierico di potassio e’ >5,4 mmol/l. L’uso di sacubitril/valsartan puo’ essere associato a un aumento del rischio di iperkaliemia, anche se puo’ verificarsi ipokaliemia (vedere paragrafo 4.8). Si raccomanda il monitoraggiodel potassio sierico, specialmente nei pazienti che presentano fattori di rischio come compromissione renale, diabete mellito o ipoaldosteronismo o sono in dieta ad alto contenuto di potassio o in trattamento con antagonisti dei mineralcorticoidi (vedere paragrafo 4.2). Se i pazienti manifestano un’iperkaliemia clinicamente rilevante, si raccomanda l’aggiustamento della dose dei medicinali concomitanti o la temporanea riduzione della dose o la sospensione. Se il livello di potassio sierico e’ >5,4 mmol/l, si deve considerare l’interruzione. Angioedema E’ stato riportato angioedema in pazienti trattati con sacubitril/valsartan. Se si manifesta angioedema, sacubitril/valsartan deve essere immediatamente sospeso e si deve instaurare una terapia appropriata e il monitoraggio fino a risoluzione completa e permanente dei segni e sintomi. Non deve essere somministrato di nuovo. In casi di angioedema confermato dove il gonfiore e’ stato limitato al viso e alle labbra, in generale la condizione si e’ risolta senza trattamento, sebbene gli antistaminici siano stati utili nell’alleviare i sintomi. L’angioedema associato a edema della laringe puo’ essere fatale. Qualora vi sia un interessamento della lingua, della glottide o della laringe che possa provocare l’ostruzione delle vie aeree, si deve subito somministrare unaterapia appropriata, es. soluzione di adrenalina 1 mg/1 ml (0,3-0,5 ml) per via sottocutanea e/o misure necessarie per assicurare la pervieta’ delle vie aeree. Non sono stati studiati pazienti con una precedente storia di angioedema. Poiche’ essi possono essere a maggior rischiodi angioedema, si raccomanda cautela se sacubitril/valsartan e’ usatoin questi pazienti. Sacubitril/valsartan e’ controindicato in pazienti con una storia nota di angioedema associato a precedente terapia conACE inibitore o ARB o con angioedema ereditario o idiopatico (vedere paragrafo 4.3). I pazienti di razza nera hanno una maggiore suscettibilita’ a sviluppare angioedema (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con stenosi dell’arteria renale: Sacubitril/valsartan puo’ aumentare i livelli di urea ematica e di creatinina sierica in pazienti con stenosi bilaterale o unilaterale dell’arteria renale. In pazienti con stenosi dell’arteria renale si richiede cautela e si raccomanda il monitoraggio della funzione renale.

INTERAZIONI

Interazioni con conseguente controindicazione. ACE inibitori: l’uso concomitante di sacubitril/valsartan e ACE inibitori e’ controindicato in quanto l’inibizione concomitante della neprilisina (NEP) e dell’ACEpuo’ aumentare il rischio di angioedema. Sacubitril/valsartan non deve essere iniziato fino a 36 ore dopo l’assunzione dell’ultima dose della terapia con ACE inibitore. La terapia con ACE inibitore non deve essere iniziata fino a 36 ore dopo l’assunzione dell’ultima dose di sacubitril/valsartan (vedere paragrafi 4.2 e 4.3). Aliskiren: l’uso concomitante di sacubitril/valsartan e medicinali contenenti aliskiren e’ controindicato in pazienti con diabete mellito o in pazienti con compromissione renale (eGFR <60 ml/min/1,73 m^2) (vedere paragrafo 4.3). L’associazione di sacubitril/valsartan con inibitori diretti della renina come aliskiren non e’ raccomandata (vedere paragrafo 4.4). La combinazione di sacubitril/valsartan con aliskiren e’ potenzialmente associataa una maggiore frequenza di eventi avversi come ipotensione, iperkaliemia e diminuzione della funzione renale (inclusa insufficienza renaleacuta) (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Interazioni con conseguente uso concomitante non raccomandato. Sacubitril/valsartan contiene valsartane pertanto non deve essere co-somministrato con un altro medicinale contenente ARB (vedere paragrafo 4.4). Interazioni che richiedono precauzioni. Substrati di OATP1B1 e OATP1B3, es. statine: dati in vitro indicano che sacubitril inibisce i trasportatori OATP1B1 e OATP1B3. Entresto puo’ pertanto aumentare l’esposizione sistemica dei substrati di OATP1B1 e OATP1B3 come le statine. La co-somministrazione di sacubitril/valsartan ha aumentato la C max di atorvastatina e dei suoi metaboliti fino a 2 volte e l’AUC fino a 1,3 volte. Si deve prestare cautela quando sacubitril/valsartan e’ cosomministrato con le statine. Quando simvastatina e Entresto sono stati co-somministrati, non sono state osservate interazioni farmaco-farmaco clinicamente rilevanti. Inibitori della PDE5 incluso sildenafil: in pazienti con ipertensione l’aggiunta di una dose singola di sildenafil a sacubitril/valsartan allo stato stazionario e’ stata associata a una riduzione della pressione arteriosa significativamente maggiore rispetto alla sola somministrazione di sacubitril/valsartan. Pertanto si deve prestare cautela quando si inizia sildenafil o un altro inibitore della PDE5 in pazienti trattati con sacubitril/valsartan. Potassio: l’uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio (triamterene, amiloride), di antagonisti dei mineralcorticoidi (es. spironolattone, eplerenone), di integratori del potassio, sostituti del sale contenenti potassio o altri agenti (come eparina) puo’ portare ad aumenti del potassio e della creatinina sierica. Siraccomanda il monitoraggio del potassio sierico se sacubitril/valsartan e’ co-somministrato con questi agenti (vedere paragrafo 4.4). Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2 (COX-2): in pazienti anziani, in pazienti volume depleti (inclusi quelli in terapia con diuretici) o in pazienticon funzione renale compromessa, l’uso concomitante di sacubitril/valsartan e FANS puo’ portare a un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale. Pertanto si raccomanda il monitoraggio della funzione renale quando si inizia o si modifica il trattamento di sacubitril/valsartan in pazienti che stanno assumendo in concomitanza FANS (vedere paragrafo 4.4). Litio: durante la somministrazione concomitante di litio e ACE inibitori o antagonisti del recettore dell’angiotensina II, sacubitril/valsartan incluso, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicita’. Pertanto, questa associazione non e’ raccomandata. Se l’uso dell’associazione risultasse necessario, si raccomanda un monitoraggio accurato dei livelli sierici di litio. Se si utilizza anche un diuretico, il rischio di tossicita’ del litio potrebbe essere ulteriormente incrementato. Furosemide: la co-somministrazione di sacubitril/valsartan e furosemide non haavuto effetto sulla farmacocinetica di sacubitril/valsartan ma ha ridotto la C max e l’AUC della furosemide del 50% e del 28%, rispettivamente. Mentre non c’e’ stato alcun cambiamento rilevante del volume delle urine, l’escrezione urinaria di sodio e’ stata ridotta entro 4 ore e24 ore dopo la co-somministrazione. La dose media giornaliera di furosemide e’ rimasta invariata dal basale fino alla fine dello studio PARADIGM HF nei pazienti trattati con sacubitril/valsartan. Nitrati, es. nitroglicerina: non vi e’ stata interazione farmacologica tra sacubitril/valsartan e nitroglicerina somministrata per via endovenosa per quanto riguarda la riduzione della pressione arteriosa. La co-somministrazione di nitroglicerina e sacubitril/valsartan e’ stata associata a una differenza di trattamento di 5 battiti/minuto nella frequenza cardiaca rispetto alla somministrazione della sola nitroglicerina. Un simileeffetto sulla frequenza cardiaca si puo’ manifestare quando sacubitril/valsartan e’ co-somministrato con nitrati sublinguali, orali o transdermici. In generale non e’ richiesto alcun aggiustamento della dose. Trasportatori OATP1B1 e OATP1B3: il metabolita attivo di sacubitril (LBQ657) e valsartan sono substrati di OATP1B1, OATP1B3, OAT1 e OAT3; valsartan e’ anche substrato di MRP2. Pertanto la co-somministrazione disacubitril/valsartan con inibitori di OATP1B1, OATP1B3, OAT3 (es. rifampicina, ciclosporina), OAT1 (es. tenofovir, cidofovir) o di MRP2 (es. ritonavir) puo’ incrementare l’esposizione sistemica di LBQ657 o di valsartan. Si deve prestare appropriata attenzione quando si inizia o si termina il trattamento concomitante con questi medicinali. Metformina: la co-somministrazione di sacubitril/valsartan e metformina ha ridotto sia la C max sia l’AUC di metformina del 23%. La rilevanza clinica di queste evidenze non e’ nota. Pertanto, quando si inizia la terapia con sacubitril/valsartan in pazienti in trattamento con metformina, si deve valutare lo stato clinico del paziente. Interazioni non significative: non sono state osservate interazioni tra farmaci clinicamenterilevanti quando sacubitril/valsartan e’ stato co-somministrato con digossina, warfarin, idroclorotiazide, amlodipina, omeprazolo, carvedilolo o una combinazione di levonorgestrel/etinil estradiolo.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse piu’ frequentemente riportate durante il trattamento con sacubitril/valsartan sono state ipotensione (17,6%), iperkaliemia (11,6%) e compromissione renale (10,1%) (vedere paragrafo 4.4). E’ stato riportato angioedema in pazienti trattati con sacubitril/valsartan (0,5%) (vedere la descrizione di eventi avversi selezionati). Tabella delle reazioni avverse. Le reazioni avverse sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi e in ordini di frequenza, partendo dalle piu’ frequenti, utilizzando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000). All’interno di ciascun raggruppamento di frequenza, le reazioni avverse al farmaco sono presentate in ordine decrescente di gravita’. Tabella 1 Elenco delle reazioni avverse: Patologie del sistema emolinfopoietico. Anemia: comune. Disturbi del sistema immunitario. Ipersensibilita’: non comune. Disturbi del metabolismo e dellanutrizione. Iperkaliemia*: molto comune; ipokaliemia: comune; ipoglicemia: comune. Patologie del sistema nervoso. Capogiro: comune; cefalea: comune; sincope: comune; capogiro posturale: non comune. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Vertigini: comune. Patologie vascolari. Ipotensione*: molto comune; ipotensione ortostatica: comune. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Tosse: comune. Patologie gastrointestinali. Diarrea: comune; nausea: comune; gastrite: comune. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Prurito: non comune; eruzione cutanea: non comune; angioedema*: non comune. Patologie renali eurinarie. Compromissione renale*: molto comune; insufficienza renale (insufficienza renale, insufficienza renale acuta): comune. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Affaticamento: comune; astenia: comune. Disturbi psichiatrici. Allucinazioni**: raro; Disturbi del sonno: raro; paranoia: molto raro. *Vedere la descrizione di reazioni avverse selezionate; **Allucinazioni visive ed uditive incluse. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Angioedema: angioedema e’ stato riportato in pazienti trattati con sacubitril/valsartan. Nello studio PARADIGMHF, angioedema e’ stato riportato nello0,5% dei pazienti trattati con sacubitril/valsartan rispetto allo 0,2% dei pazienti trattati con enalapril. Una maggiore incidenza di angioedema e’ stata osservata nei pazienti di razza nera trattati con sacubitril/valsartan (2,4%) e enalapril (0,5%) (vedere paragrafo 4.4). Iperkaliemia e potassio sierico: nello studio PARADIGM-HF, iperkaliemia e concentrazioni di potassio sierico >5,4 mmol/l sono state riportate nell’11,6% e nel 19,7% dei pazienti trattati con sacubitril/valsartan e nel 14,0% e nel 21,1% dei pazienti trattati con enalapril, rispettivamente. Pressione arteriosa: nello studio PARADIGM-HF, ipotensione e pressione arteriosa sistolica bassa clinicamente rilevante (<90 mmHg e diminuzione dal basale >20 mmHg) sono state riportate nel 17,6% e nel 4,76% dei pazienti trattati con sacubitril/valsartan rispetto all’11,9% e il 2,67% dei pazienti trattati con enalapril, rispettivamente. Compromissione renale: nello studio PARADIGM-HF, una compromissione renale e’ stata riportata nel 10,1% dei pazienti trattati con sacubitril/valsartan e nell’11.5% dei pazienti trattati con enalapril. Segnalazione delle reazioni avverse sospette: la segnalazione delle reazioni avversesospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto disegnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramiteilsistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: l’uso di sacubitril/valsartan non e’ raccomandato duranteil primo trimestre di gravidanza ed e’ controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Valsartan:l’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita’ a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia, non puo’ essere esclusoun piccolo aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con ARBs, un simile rischio puo’ esistere per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ARB. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ARBs deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E’ noto che l’esposizione alla terapia con ARBs durante il secondo e terzo trimestre inducetossicita’ fetale nell’uomo (ridotta funzione renale, oligoidramnios,ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicita’ neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad ARBs dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomandaun controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I neonatile cui madri abbiano assunto ARBs devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafo 4.3). Sacubitril: non vi sono dati sull’uso di sacubitril in donne in gravidanza. Studi in animali hanno mostrato tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Sacubitril/valsartan: non vi sono dati sull’uso di sacubitril/valsartan in donne in gravidanza. Studi in animali con sacubitril/valsartan hanno mostrato tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Allattamento: non e’ noto se sacubitril/valsartan sia escreto nel latte materno. I componenti di Entresto, sacubitril e valsartan, sono stati escreti nel latte di ratti che allattano (vedere paragrafo 5.3). A causa del potenziale rischio di reazioni avverse in neonati/infanti allattati, questo non e’ raccomandato durante l’allattamento. Si deve deciderese rinunciare all’allattamento al seno o sospendere la somministrazione di Entresto durante l’allattamento, tenendo in considerazione l’importanza del trattamento con sacubitril/valsartan per la madre. Fertilita’: non vi sono dati disponibili sull’effetto di sacubitril/valsartansulla fertilita’ umana. Non e’ stata dimostrata alcuna compromissionedella fertilita’ in studi con il medicinale nei ratti di sesso maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

BLISTER