DENOMINAZIONE
HAEMOCTIN POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Vitamina K ed altri emostatici.
PRINCIPI ATTIVI
Fattore VIII della coagulazione derivato da plasma umano.
ECCIPIENTI
Polvere: glicina, cloruro di sodio, citrato di sodio, cloruro di calcio. Solvente: acqua per preparazioni iniettabili.
INDICAZIONI
Trattamento e profilassi delle emorragie nei pazienti con emofilia A (deficit congenito del fattore VIII); questa preparazione non contieneil fattore von Willebrand in quantita’ efficaci dal punto di vista farmacologico e, di conseguenza, non e’ indicata per la malattia di von Willebrand.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati.
POSOLOGIA
Il trattamento deve essere effettuato sotto il diretto controllo di un medico esperto nel trattamento dell’emofilia. Pazienti non trattati in precedenza: non ci sono dati disponibili. Monitoraggio del trattamento: durante il trattamento si raccomanda un’appropriata determinazione dei livelli di fattore VIII per definire la dose da somministrare e la frequenza con cui ripetere le infusioni. La risposta al fattore VIII puo’ variare da paziente a paziente, con emivite differenti e livelli differenti di recupero. Nei pazienti sottopeso o sovrappeso puo’ essere necessario modificare la dose basata sul peso corporeo. In particolare nel caso di interventi chirurgici maggiori e’ indispensabile monitorare in modo preciso la terapia sostitutiva mediante il test della coagulazione (attivita’ plasmatica del fattore VIII). Quando si usa un test di coagulazione monofase in vitro basato sul tempo di tromboplastina (aPTT) per determinare l’attivita’ del fattore VIII nei campioni di sangue dei pazienti, i risultati per l’attivita’ plasmatica del fattore VIII possono essere alterati in misura significativa sia dal tipo di reagente aPTT, sia dallo standard di riferimento utilizzato nel test. Inoltre, possono esservi discrepanze significative tra i risultati ottenuti con un test di coagulazione monofase basato su aPTT e quelli ottenuti con il test cromogenico conforme alla Farmacopea europea. Questo aspetto e’ di particolare importanza quando variano il laboratorioe/o i reagenti utilizzati nel test. La dose e la durata della terapiasostitutiva dipendono dalla gravita’ del deficit del fattore VIII, dalla sede ed entita’ dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente. Il numero di unita’ di fattore VIII somministrate e’ espresso in Unita’ Internazionali (UI), in relazione all’attuale standard WHO riferito al concentrato per i prodotti a base di fattore VIII. L’attivita’ del fattore VIII nel plasma e’ espressa o in percentuale (in relazione al plasma umano normale) o preferibilmente in Unita’ Internazionali (in riferimento a uno Standard Internazionale per il Fattore VIII nel plasma). L’attivita’ di 1 Unita’ Internazionale (UI) di fattore VIIIequivale a quella della quantita’ di fattore VIII che si trova in 1 ml di plasma umano normale. Trattamento su richiesta: il calcolo della dose di fattore VIII necessaria si basa sul dato empirico che 1 Unita’Internazionale (UI) di fattore VIII per kg di peso corporeo incrementa l’attivita’ del fattore VIII nel plasma dell’ 1-2 % dell’attivita’ normale. La quantita’ da somministrare e la frequenza di somministrazione devono sempre tenere conto dell’efficacia clinica nei singoli casi specifici. Nel caso si verifichino gli episodi emorragici riportati nella tabella sottostante, l’attivita’ del fattore VIII non deve essere inferiore al livello di attivita’ plasmatica indicato (espresso come %del normale) nel periodo corrispondente. La posologia seguente puo’ essere usata come riferimento per il dosaggio nel trattamento di episodi emorragici e nella pratica chirurgica. >>Emorragia. Principio di emartrosi, sanguinamento muscolare od orale. Livello necessario di Fattore VIII 20 – 40 (%):ripetere ogni 12/24 ore, almeno per un giorno, finche’ l’emorragia non cessa, come indicato dalla scomparsa del dolore, ofino a guarigione. Emartrosi piu’ diffusa, sanguinamenti muscolari o ematomi. Livello necessario di Fattore VIII 30 – 60 (%): ripetere ogni 12/24 ore per 3 – 4 giorni o piu’, finche’ il dolore e lo stato acuto della malattia si risolvono. Emorragie che mettono in pericolo di vita. Livello necessario di Fattore VIII 60 – 100 (%): ripetere ogni 8 /24 ore finche’ il paziente e’ fuori pericolo. >>Chirurgia. Chirurgia minore Inclusa l’estrazione di denti. Livello necessario di Fattore VIII 30 – 60 (%): ogni 24 ore, almeno per 1 giorno, fino a guarigione. Chirurgia maggiore. Livello necessario di Fattore VIII 80 – 100 (%) (pre- e post-operatorio): ripetere ogni 8 – 24 ore fino a un’adeguata guarigione della ferita, poi proseguire la terapia almeno per altri 7 giorni per mantenere l’attivita’ del fattore VIII al 30 – 60%. Profilassi: nelle profilassi di lungo periodo dell’emorragia in pazienti con grave emofilia A, la dose abituale e’ da 20 a 40 UI di fattore VIII per chilogrammo di peso corporeo a intervalli di 2 – 3 giorni. In alcuni casi, specialmente nei pazienti piu’ giovani, possono essere necessari intervalli piu’ ravvicinati tra le dosi o dosi piu’ elevate. Modo di somministrazione: uso endovenoso. Si raccomanda di non somministrare piu’ di 2-3 ml al minuto di medicinale.
CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore a 25 gradi C; non congelare; tenere i flaconcini nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.
AVVERTENZE
Ipersensibilita’: come per ogni prodotto contenente proteine da somministrare per via endovenosa, sono possibili reazioni di ipersensibilita’ di tipo allergico. Il prodotto contiene tracce di proteine umane diverse dal fattore VIII. I pazienti devono essere informati che nel caso di insorgenza di sintomi di ipersensibilita’, devono interrompere immediatamente la terapia. I pazienti devono essere informati circa i primi segni di reazioni di ipersensibilita’ inclusi orticaria, orticariadiffusa, sensazione di costrizione al torace, sibilo, ipotensione, e anafilassi. In caso di shock, seguire le linee guida specifiche per laterapia dello shock. Inibitori: negli individui affetti da emofilia A, la formazione di anticorpi neutralizzanti il fattore VIII (inibitori) e’ una complicanza nota. Frequentemente, questi inibitori sono immunoglobuline IgG dirette contro l’attivita’ procoagulante del fattore VIII, quantificabili in Unita’ Bethesda (BU) per ml di plasma, usando iltest modificato. Il rischio di sviluppare inibitori e’ connesso con l’esposizione al fattore VIII; il rischio e’ piu’ elevato nei primi 20 giorni di esposizione. Raramente, gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni di esposizione. Dopo il passaggio da un prodottoa base di fattore VIII ad un altro, in pazienti precedentemente trattati con piu’ di 100 giorni di esposizione e con anamnesi positiva per lo sviluppo di inibitori sono stati osservati casi di ricomparsa degliinibitori (a basso titolo). Si raccomanda quindi un attento monitoraggio di tutti i pazienti in merito alla comparsa di inibitori dopo qualsiasi passaggio ad un prodotto diverso. In generale, in tutti i pazienti trattati con prodotti a base di fattore VIII della coagulazione umano deve essere attentamente monitorato lo sviluppo di inibitori, mediante appropriata osservazione clinica e test di laboratorio. Se non vengono raggiunti i livelli attesi di attivita’ di fattore VIII nel plasma, o se l’emorragia non viene tenuta sotto controllo con una dose appropriata, si deve effettuare un test per la presenza di inibitori del fattore VIII. Nei pazienti con livelli elevati di inibitori, la terapiaa base di fattore VIII puo’ essere inefficace e devono essere prese in considerazione terapie alternative. La gestione di tali pazienti deve essere posta sotto il diretto controllo di medici con esperienza neltrattamento dell’emofilia e degli inibitori del fattore VIII. Eventi cardiovascolari: nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolari preesistenti, la terapia sostitutiva con fattore VIII puo’ aumentare ilrischio cardiovascolare. Complicanze correlate al catetere: se e’ necessario il dispositivo per accesso venoso centrale (CVAD), si deve prendere in considerazione il rischio di complicazioni correlate al CVAD,tra cui infezioni locali, batteriemia e trombosi in sede di catetere.Agenti trasmissibili: le misure standard per prevenire infezioni conseguenti all’uso di medicinali ottenuti da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool plasmatici in merito a marcatori di infezione specifici, e lapresenza nel processo produttivo di procedure efficaci di rimozione/inattivazione virale. Cio’ nonostante, quando vengono somministrati medicinali ottenuti da sangue umano o plasma, la possibile trasmissione di agenti infettivi non puo’ essere completamente esclusa. Questo riguarda anche virus di natura ancora sconosciuta o emergenti e altri patogeni. Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus capsulati, quali il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV) e per il virus non capsulato dell’epatite A (HAV). Le misure intraprese possono risultare di efficacia limitata nei confronti di virus non capsulati come il parvovirus B19. L’infezione da parvovirus B19 puo’ avere gravi conseguenze perle donne in gravidanza (infezione del feto) e per gli individui affetti da immunodeficienza o aumentata eritropoiesi (e.g. anemia emolitica). Per i pazienti che regolarmente/ ripetutamente si sottopongono allaterapia con Fattore VIII derivante da plasma umano, bisogna prendere in considerazione una vaccinazione appropriata (epatite A e B). Si raccomanda vivamente di annotare il nome e il numero di lotto del medicinale ogni volta che si somministra il farmaco. a un paziente, in modo che per ciascun paziente si possa risalire al lotto del prodotto. Popolazione pediatrica: le avvertenze speciali e precauzioni di impiego riportate per gli adulti devono essere tenute in considerazione anche perla popolazione pediatrica. Contiene sodio.
INTERAZIONI
Non sono state segnalate interazioni del fattore VIII della coagulazione umano con altri medicinali.
EFFETTI INDESIDERATI
Raramente sono stati osservati casi di ipersensibilita’ o reazioni allergiche (che possono includere angioedema, bruciore e pizzicore in corrispondenza del punto di infusione, brividi, arrossamenti, orticaria diffusa, cefalea, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, stato di irrequietezza, tachicardia, senso di costrizione al torace, sensazione di pizzicore, vomito, sibilo). In alcuni casi, queste reazioni possonoprogredire verso quadri di grave anafilassi (incluso shock). I pazienti affetti da emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzanti il fattore VIII (inibitori). Se cio’ accade, la condizione si manifestacon una insufficiente risposta clinica. In questi casi, si raccomandadi contattare un centro specializzato in emofilia. L’elenco seguente sotto riportato e’ in accordo alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (System Organ Class, SOC e Preferred Term Level). Le frequenze sono state valutate secondo la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota. Dagli studi clinici, dagli studi non interventistici, dalle segnalazioni spontanee e dal controllo periodico della letteratura, sono state riportate le seguenti reazioni avverse relative al farmaco. Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo. Molto rara: esantema, orticaria, eritema. Esami diagnostici. Molto rara: positivita’ agli anticorpi anti fattore VIII. Popolazione pediatrica: ci si attende che la frequenza, il tipo e la gravita’ delle reazioni avverse nella popolazione pediatrica siano identici a quanto osservato negli adulti. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non sono stati condotti studi sulla riproduzione degli animali con ilfattore VIII. A causa della rarita’ dell’emofilia A nelle donne, non sono disponibili dati relativi all’uso del fattore VIII in gravidanza e allattamento. Percio’, l’uso del fattore VIII in gravidanza e allattamento deve essere limitato ai casi di documentata necessita’.
Forma farmaceutica
POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza
24 MESI
Confezionamento
FLACONE

