DENOMINAZIONE
INVOKANA COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci usati nel diabete, farmaci ipoglicemizzanti, escluse insuline.
PRINCIPI ATTIVI
Invokana 100 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contienecanagliflozin emiidrato, equivalente a 100 mg di canagliflozin. Eccipiente(i) con effetti noti: ogni compressa contiene 39,2 mg di lattosio. Invokana 300 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene canagliflozin emiidrato, equivalente a 300 mg di canagliflozin. Eccipiente(i) con effetti noti: ogni compressa contiene 117,78 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: lattosio, cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Film di rivestimento. Invokana 100 mg compresse rivestite con film: alcol polivinilico, titanio diossido (E171), macrogol 3350, talco, ossido di ferro giallo (E172). Invokana 300 mg compresse rivestite con film: alcol polivinilico, titanio diossido (E171), macrogol 3350, talco.
INDICAZIONI
Invokana e’ indicato per il trattamento di pazienti adulti con diabete mellito di tipo 2 non sufficientemente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico: come monoterapia quando la metformina e’considerata inappropriata a causa di intolleranza o controindicazioni; in associazione con altri medicinali per il trattamento del diabete.Per i risultati degli studi relativi all’associazione di terapie, agli effetti sul controllo glicemico, agli eventi cardiovascolari e renali e alle popolazioni studiate, vedere i paragrafi 4.4, 4.5 e 5.1.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
POSOLOGIA
Posologia. Per il controllo glicemico, la dose iniziale raccomandata di canagliflozin e’ 100 mg una volta al giorno per via orale. Nei pazienti che tollerano canagliflozin 100 mg una volta al giorno che hanno una velocita’ di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) >= 60 mL/min/1,73 m^2 o una clearance della creatinina (CrCl, creatinine clearance) >= 60 mL/min e che necessitano di un controllo glicemico piu’ stretto,la dose puo’ essere aumentata a 300 mg una volta al giorno (vedere paragrafo 4.4). Per le raccomandazioni relative all’aggiustamento della dose in base all’eGFR, fare riferimento sotto. Deve essere prestata attenzione quando si aumenta la dose nei pazienti di eta’ >= 75 anni, nei pazienti con nota patologia cardiovascolare o negli altri pazienti per i quali la diuresi iniziale indotta da canagliflozin rappresenta unrischio (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con evidenza di deplezione di volume intravascolare si raccomanda di correggere questa condizione prima di iniziare canagliflozin (vedere paragrafo 4.4). Quando canagliflozin e’ impiegato come terapia aggiuntiva ad insulina o ad un secretagogo dell’insulina (ad es. sulfonilurea), si puo’ considerare unadose inferiore di insulina o del secretagogo per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Popolazioni speciali. Pazienti anziani (>= 65 anni) Si deve tenere conto della funzionalita’ renale e del rischio di deplezione di volume (vedere paragrafo 4.4). Compromissione renale: per il trattamento della nefropatia diabetica, deveessere utilizzata una dose di 100 mg di canagliflozin una volta al giorno in aggiunta allo standard di cura (ad es. ACE-inibitori o ARB). Poiche’ l’efficacia di canagliflozin nel ridurre la glicemia risulta ridotta nei pazienti con insufficienza renale moderata e verosimilmente assente nei pazienti con insufficienza renale grave, se e’ necessario un controllo glicemico addizionale si deve considerare l’aggiunta di altri agenti anti-iperglicemizzanti. Per le raccomandazioni relative all’aggiustamento della dose in base all’eGFR, fare riferimento d seguito. Raccomandazioni relative all’aggiustamento della dose^a. Egfr (ml/min/1,73 m^2) o crcl (ml/min): >= 60; dose totale giornaliera di canagliflozin: iniziare con 100 mg. Nei pazienti che tollerano 100 mg e richiedono un controllo glicemico addizionale, la dose pu? essere aumentata a 300 mg. Egfr (ml/min/1,73 m^2) o crcl (ml/min): da 30 a < 60^b; dose totale giornaliera di canagliflozin: usare 100 mg. Egfr (ml/min/1,73 m^2) o crcl (ml/min): < 30^b,c; dose totale giornaliera di canagliflozin: continuare con 100 mg nei pazienti che stavano gi? assumendo invokana^d. Invokana non deve essere iniziato. ^a Vedere paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2. ^b Se e’ necessario un controllo glicemico addizionale,si deve considerare l’aggiunta di altri agenti anti-iperglicemizzanti. ^c Con rapporto albumina/creatinina nell’urinaalbuminuria > 300 mg/dieg ^d Continuare la somministrazione fino alla dialisi o al trapiantorenale. Compromissione epatica Per i pazienti con compromissione lieve o moderata della funzionalita’ epatica non e’ necessario alcun aggiustamento della dose. Canagliflozin non e’ stato studiato nei pazienti con compromissione epatica severa e non e’ raccomandato per l’impiego in questi pazienti (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di canagliflozin nei bambini al di sotto dei 18 anni di eta’ non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: per uso orale. Invokana deve essere assunto per via orale una volta al giorno, preferibilmente prima del primo pasto della giornata. Le compresse devono essere deglutite intere. Se viene dimenticata una dose, questa deve essere assunta appena il paziente se ne ricorda. Non si deve pero’ assumere una dose doppia nello stesso giorno.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.
AVVERTENZE
Compromissione renale: l’efficacia di canagliflozin per il controllo glicemico dipende dalla funzione renale e l’efficacia risulta ridotta nei pazienti con insufficienza renale moderata e praticamente assente nei pazienti con insufficienza renale severa (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti con eGFR < 60 mL/min/1,73 m^2 o CrCl < 60 mL/min e’ stata riportata una incidenza piu’ elevata di reazioni avverse associate a deplezione di volume (ad es. capogiri posturali, ipotensione ortostatica, ipotensione), in particolare con la dose da 300 mg. Inoltre, in questi pazienti e’ stato riportato un numero maggiore di eventi di livelli elevati di potassio e di livelli maggiormente aumentati di creatinina sierica e azoto ureico (BUN, Blood Urea Nitrogen) (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, la dose di canagliflozin deve essere limitata a 100 mguna volta al giorno nei pazienti con eGFR < 60 mL/min/1,73 m^2 o CrCl< 60 mL/min (vedere paragrafo 4.2). Indipendentemente dall’eGFR primadel trattamento, i pazienti trattati con canagliflozin presentavano una iniziale riduzione dell’eGFR che succesivamente si e’ attenuata neltempo (vedere paragrafi 4.8 e 5.1). Il monitoraggio della funzione renale e’ raccomandato come segue: prima di iniziare canagliflozin ed inseguito almeno annualmente (vedere paragrafi 4.2, 4.8, 5.1 e 5.2); prima di iniziare la somministrazione concomitante di farmaci che possono ridurre la funzione renale e in seguito periodicamente. Esiste esperienza nell’uso di canagliflozin per il trattamento della malattia renale diabetica (eGFR >= 30 mL/min/1,73 m^2) con e senza albuminuria. Sebbene entrambi i gruppi di pazienti ne abbiano tratto beneficio, i pazienti con albuminuria possono trarre maggiori benefici dal trattamento con canagliflozin. Uso nei pazienti a rischio di reazioni avverse correlate a deplezione di volume: a causa del suo meccanismo d’azione, canagliflozin, aumentando l’escrezione urinaria di glucosio (UGE) induce una diuresi osmotica che puo’ ridurre il volume intravascolare e diminuire la pressione arteriosa (vedere paragrafo 5.1). Negli studi clinici controllati di canagliflozin, sono stati osservati aumenti delle reazioni avverse correlate alla deplezione di volume (ad es. capogiri posturali, ipotensione ortostatica o ipotensione) piu’ comunemente con ladose di 300 mg e si sono verificati piu’ frequentemente nei primi tremesi (vedere paragrafo 4.8). Deve essere usata cautela nei pazienti per i quali un calo della pressione sanguigna indotto da canagliflozin puo’ rappresentare un rischio, come pazienti con malattie cardiovascolari note, pazienti con eGFR < 60 mL/min/1,73 m^2, pazienti in terapia anti-ipertensiva con una storia di ipotensione, pazienti in terapia con diuretici o pazienti anziani (>= 65 anni di eta’) (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). A causa della deplezione di volume, generalmente si osservano piccole diminuzioni medie dell’eGFR entro le prime 6 settimane dall’inizio del trattamento con canagliflozin. Nei pazienti sensibili a maggiori riduzioni del volume intravascolare, come descritto sopra, a volte si osservano diminuzioni di eGFR maggiori (> 30%), che successivamente migliorano, ed e’ raro che richiedano interruzione del trattamento con canagliflozin (vedere paragrafo 4.8). Si deve consigliare ai pazienti di riferire i sintomi della deplezione di volume. L’uso di canagliflozin non e’ raccomandato nei pazienti che ricevono diuretici dell’ansa (vedere paragrafo 4.5) o con deplezione di volume, ad esempio, per una malattia acuta (come patologie gastrointestinali). Per i pazienti che ricevono canagliflozin, in caso di condizioni intercorrenti chepossono portare a deplezione di volume (come le malattie gastrointestinali), e’ raccomandato un attento monitoraggio dello stato del volume(ad es. esame fisico, misurazioni della pressione arteriosa, test di laboratorio compresi i test di funzionalita’ renale), e degli elettroliti nel siero. L’interruzione temporanea del trattamento con canagliflozin puo’ essere considerata per i pazienti che sviluppano deplezione di volume mentre sono in terapia con canagliflozin, fino a quando la condizione risulti corretta. In caso di interruzione, si deve considerare un monitoraggio piu’ frequente della glicemia. Chetoacidosi diabetica: sono stati riportati rari casi di chetoacidosi diabetica (DKA), compresi casi potenzialmente pericolosi per la vita e fatali, in pazienti trattati con inibitori del trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2, Sodium-glucose co-transporter 2), tra cui canagliflozin. In diversi casi, la condizione clinica si e’ presentata in maniera atipica, con valori di glucosio nel sangue solo moderatamente aumentati, inferiori a 14 mmol/L (250 mg/dL). Non e’ noto se la DKA ha piu’ probabilita’di verificarsi con dosi piu’ elevate di canagliflozin. Il rischio di DKA e’ maggiore nei pazienti con una funzionalita’ renale moderatamente o severamente ridotta che necessitano di insulina. Il rischio di DKAdeve essere preso in considerazione in caso di sintomi non specifici come nausea, vomito, anoressia, dolori addominali, sete eccessiva, difficolta’ di respirazione, confusione, stanchezza insolita o sonnolenza. I pazienti devono essere immediatamente valutati per chetoacidosi sesi verificano questi sintomi, indipendentemente dal livello di glucosio nel sangue. Nei pazienti in cui la DKA si sospetta o viene diagnosticata, il trattamento con canagliflozin deve essere interrotto immediatamente. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti che sono ricoverati in ospedale per interventi di chirurgia maggiore o per gravimalattie acute. In questi pazienti e’ raccomandato il monitoraggio dei chetoni. La misurazione dei livelli di chetoni nel sangue e’ privilegiata rispetto a quella nelle urine. Il trattamento con canagliflozin puo’ essere riavvato quando i valori dei chetoni sono normali e le condizioni del paziente si sono stabilizzate. Prima di iniziare il trattamento con canagliflozin devono essere considerati quei fattori nella storia del paziente che possono predisporre a chetoacidosi. I pazienti che possono essere ad alto rischio di chetoacidosi sono pazienti con una bassa funzionalita’ della riserva delle cellule beta (ad esempio diabetici di tipo 2 con basso C-peptide o diabete autoimmune latente negli adulti (LADA, Latent Autoimmune Diabetes in Adults), o pazienti conuna storia di pancreatite), pazienti con condizioni che portano a unalimitata assunzione di cibo o a disidratazione severa, pazienti per iquali le dosi di insulina sono ridotte e pazienti con incremento del fabbisogno insulinico a causa di malattia acuta, intervento chirurgicoo abuso di alcool. Gli inibitori SGLT2 devono essere usati con cautela in questi pazienti.
INTERAZIONI
Interazioni farmacodinamiche. Diuretici: l’effetto di canagliflozin puo’ sommarsi all’effetto dei diuretici e aumentare il rischio di disidratazione e ipotensione (vedere paragrafo 4.4). Insulina e secretagoghi dell’insulina L’insulina ed i secretagoghi dell’insulina, come le sulfoniluree, possono causare ipoglicemia. Pertanto puo’ essere necessario somministrare una dose inferiore di insulina o di secretagogo per ridurre il rischio di ipoglicemia quando si usano in associazione a canagliflozin (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Interazioni farmacocinetiche.Effetti di altri medicinali su canagliflozin: Canagliflozin viene metabolizzato principalmente attraverso la coniugazione con glucuronide mediata dalla uridina 5′-difosfo (UDP) glucuroniltransferasi (UGT) 1A9 e 2B4. Canagliflozin e’ trasportato dalla glicoproteina-P (P-gp) e dalla proteina della resistenza del cancro al seno (BCRP, Breast Cancer Resistance Protein). Gli induttori enzimatici (come l’erba di San Giovanni [ Hypericum perforatum ], rifampicina, barbiturici, fenitoina, carbamazepina, ritonavir, efavirenz) possono ridurre l’esposizione a canagliflozin. In seguito alla somministrazione concomitante di canagliflozin e rifampicina (un induttore di vari trasportatori attivi ed enzimiche metabolizzano i medicinali), sono state osservate riduzioni del 51% e 28% rispettivamente dell’esposizione sistemica (AUC) e della concentrazione di picco (C max ) di canagliflozin. Questa riduzione di esposizione a canagliflozin puo’ diminuirne l’efficacia. Se un induttore combinato di questi enzimi UGT e proteine di trasporto deve essere somministrato insieme a canagliflozin, e’ appropriato monitorare il controllo glicemico per valutare la risposta a canagliflozin. Se un induttore di questi enzimi UGT deve essere co-somministrato a canagliflozin, deve essere considerato un aumento della dose a 300 mg una volta al giorno se i pazienti tollerano al momento canagliflozin 100 mg una voltaal giorno, hanno un eGFR >= 60 mL/min/1,73 m^2 o CrCl >= 60 mL/min e richiedono un controllo glicemico addizionale. Nei pazienti con un eGFR 45 mL/min/1,73 m^2 a < 60 mL/min/1,73 m^2 o CrCl 45 mL/min to < 60 mL/min che assumono canagliflozin 100 mg e una terapia concomitante conun induttore dell’enzima UGT e che richiedono un controllo glicemico addizionale, devono essere prese in considerazione altre terapie ipoglicemizzanti (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Colestiramina puo’ potenzialmente ridurre l’esposizione a canagliflozin. Il dosaggio di canagliflozin deve avvenire almeno 1 ora prima o 4-6 ore dopo la somministrazione di un sequestrante degli acidi biliari per minimizzare la possibile interferenza con il loro assorbimento. Studi di interazione suggeriscono che la farmacocinetica di canagliflozin non e’ alterata da metformina, idroclorotiazide, contraccettivi orale (etinilestradiolo e levonorgestrol), ciclosporina e/o probenecid. Effetti di canagliflozin su altri medicinali. Digossina: la combinazione di canagliflozin 300 mg una volta al giorno per 7 giorni con una singola dose di 0,5 mg di digossina seguita da 0,25 mg/die per 6 giorni ha determinato un incremento del 20% dell’AUC e del 36% della C max della digossina, probabilmente dovuti all’inibizione della P-gp. E’ stato osservata in vitro una inibizione della P-gp da parte di canagliflozin. I pazienti che assumono digossina o altri glicosidi cardiaci (ad es. digitossina) devono essere monitorati in modo appropriato. Dabigatran: non e’ stato studiato l’effetto della somministrazione concomitante di canagliflozin (un debole inibitore della P-gp) su dabigatran etexilato (un substrato della P-gp). Siccome le concentrazioni di dabigatran possono aumentare in presenza di canagliflozin, deve essere effettuato un monitoraggio (per segni di sanguinamento o anemia) quando dabigatran e’ associato a canagliflozin. Simvastatina: la combinazione di canagliflozin 300 mg una volta al giorno per 6 giorni con una singola dose di 40 mg di simvastatina (substrato del CYP3A4) ha determinato un incremento del 12% dell’AUC e del 9% della C max della simvastatina, e un incremento del 18% dell’AUCe del 26% della C max della simvastatina acida. L’aumentata esposizione a simvastatina e simvastatina acida non e’ considerata clinicamenterilevante. Non puo’ essere esclusa l’inibizione della BCRP da parte di canagliflozin ad un livello intestinale e puo’ quindi verificarsi l’aumento dell’esposizione per i medicinali trasportati dalla BCRP ad esempio alcune statine come rosuvastatina e alcuni medicinali anti tumorali. Negli studi di interazione, canagliflozin allo steady-state non ha avuto alcun effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di metformina, contraccettivi orali (etinilestradiolo e levonorgestrol), glibenclamide, paracetamolo, idroclorotiazide o warfarina. Interferenza conmedicinale/test di laboratorio: Test 1,5- anidro-glucitolo (1,5 AG) Gli incrementi dell’escrezione urinaria di glucosio con Invokana possono erroneamente abbassare i livelli di 1,5 AG e rendere le misurazioni di 1,5 AG inaffidabili per la valutazione del controllo glicemico.Pertanto, i test di 1,5 AG non devono essere usati per la valutazionedel controllo glicemico nei pazienti che assumono canagliflozin. Per ulteriori dettagli, puo’ essere consigliabile contattare il produttorespecifico dei test di 1,5 AG.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: la sicurezza di canagliflozin e’ stata valutata in 22.645 pazienti con diabete di tipo 2, che comprendevano 13.278 pazienti trattati con canagliflozin e 9.367 pazienti trattati con il medicinale di confronto nel corso di 15 studi clinici controllati, in doppio cieco di fase 3 e di fase 4. Un totale di 10.134 pazienti e’ stato trattato in due studi focalizzati sugli eventi cardiovascolari per un periodo medio di esposizione di 149 settimane (223 settimane nello studio CANVAS e 94 settimane nello studio CANVAS-R) e un totale di 8.114 pazienti e’ stato trattato in 12 studi clinici controllati, in doppio cieco di fase 3 e di fase 4, per un periodo medio di esposizione di 49 settimane. In uno studio focalizzato sugli esiti renali, un totale di 4.397 pazienti con diabete di tipo 2 e nefropatia diabetica ha avuto un periodo medio di esposizione di 115 settimane. La valutazione primaria di sicurezza e tollerabilita’ e’ stata condotta in un’analisi aggregata (n = 2.313) di quattro studi clinici della duratadi 26 settimane controllati con placebo (in monoterapia e in terapia aggiuntiva con metformina, metformina e una sulfonilurea, metformina epioglitazone). Le reazioni avverse riportate piu’ comunemente duranteil trattamento erano ipoglicemia quando associato ad insulina o una sulfonilurea, candidosi vulvovaginale, infezione del tratto urinario e poliuria o pollachiuria (cioe’ minzione frequente). In questi studi lereazioni avverse che hanno portato all’interruzione del trattamento in >= 0,5% di tutti i pazienti trattati con canagliflozin sono state candidosi vulvovaginale (0,7% delle pazienti donne) e balanite o balanopostite (0,5% dei pazienti uomini). Altre analisi della sicurezza (compresi i dati a lungo termine) utilizzando i dati dell’intero programma di studi di canagliflozin (studi controllati con placebo e con medicinale attivo) sono state condotte per valutare le reazioni avverse riportate in modo da identificare le reazioni avverse (vedere paragrafi 4.2e 4.4). Reazioni avverse. L’elenco delle reazioni avverse seguente sibasa sull’analisi degli studi controllati con placebo e con medicinale attivo descritti sopra. Di seguito sono anche riportate le reazioni avverse provenienti dall’esperienza post-marketing Le reazioni avverseelencate sotto sono classificate secondo la frequenza e la classificazione per organi e sistemi. Le categorie di frequenza sono definite secondo la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000) o molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse (MedDRA)provenienti dagli studi controllati con placebo^a e con medicinale attivo e dall’esperienza post- marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: candidiasi vulvovaginale^b,j; comune: balanite o balanopostite^b,k, infezione delle vie urinarie^c (pielonefrite e urosepsi sono state riportate dall’esperienza post-marketing); non noto: fascite necrotizzante del perineo (gangrena di fournier)^d. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: ipoglicemia in associazione a insulina o sulfonilurea^c; non comune: disidratazione^a; raro: chetoacidosi diabetica^b. Patologie del sistema nervoso. Non comune: capogiro posturale^a, sincope^a. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione^a, ipotensione ortostatica^a. Patologie gastrointestinali. Comune: stipsi, sete^f, nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilit?, eruzione cutanea^g, orticaria; raro: angioedema. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: frattura ossea^h. Patologie renali e urinarie. Comune: poliuria o pollachiuria^i; non comune: insufficienza renale (principalmente in un quadro di ipovolemia). Esami diagnostici. Comune: dislipidemia^l,ematocrito aumentato^b,m; non comune: creatinina ematica aumentata^b,n, urea ematica aumentata^b,o, potassio ematico aumentato^b,p, fosfatoematico aumentato^q. Procedure mediche e chirurgiche. Non comune: amputazioni a carico degli arti inferiori (principalmente delle dita dei piedi e del metatarso), soprattutto nei pazienti ad alto rischio di malattia cardiovascolare^b. ^a Correlate alla deplezione di volume; vedere paragrafo 4.4 e la descrizione delle reazioni avverse (RA) riportata di seguito. ^b Vedere paragrafo 4.4 e la descrizione delle RA riportata di seguito. ^c Vedere la descrizione delle RA riportata di seguito. ^d Vedere paragrafo 4.4 ^e I profili dei dati di sicurezza dei singoli studi registrativi (inclusi studi nei pazienti con insufficienza renale moderata; pazienti anziani [>= 55 anni a <= 80 anni]; pazienti con aumentato rischio di malattia cardiovascolare e renale) erano generalmente in linea con le reazioni avverse identificate in questa tabella. ^f Sete include i termini sete, bocca secca e polidipsia. ^g Eruzione cutanea include i termini rash eritematoso, rash generalizzato, rashmaculare, rash maculopapulare, rash papulare, rash pruriginoso, rash pustolare e rash vescicolare. ^h Correlata alla frattura ossea; vederela descrizione delle RA riportata di seguito. ^i Poliuria o Pollachiuria include i termini poliuria, pollachiuria, minzione imperiosa, nicturia, e diuresi aumentata. ^j Candidiasi vulvovaginale include i termini candidosi vulvovaginale, infezione micotica vulvovaginale, vulvovaginite, infezione vaginale, vulvite e infezione genitale micotica. ^k Balanite o balanopostiti include i termini balanite, balanopostite, balanite da candida e infezione genitale fungina. ^l Percentuale media aumenta dal basale per canagliflozin 100 mg e 300 mg versus placebo, rispettivamente, erano colesterolo totale 3,4% e 5,2% versus 0,9%; colesterolo HDL 9,4% e 10,3% versus 4,0%; colesterolo LDL 5,7% e 9,3% versus1,3%; colesterolo non-HDL 2,2% e 4,4% versus 0,7%; trigliceridi 2,4% e 0,0% versus 7,6%. ^m Variazioni medie dal basale in ematocrito erano2,4% e 2,5% per canagliflozin 100 mg e 300 mg, rispettivamente, rispetto a 0,0% per placebo. ^n Variazioni percentuali medie dal basale in creatinina erano 2,8% e 4,0% per canagliflozin 100 mg e 300 mg, rispettivamente, rispetto a 1,5% per placebo. ^o Variazioni percentuali medie dal basale in azoto ureico nel sangue erano 17,1% e 18,0% per canagliflozin 100 mg e 300 mg, rispettivamente, rispetto al 2,7% per placebo. ^p Variazioni percentuali medie dal basale in potassio nel sangue erano 0,5% e 1,0% per canagliflozin 100 mg e 300 mg, rispettivamente, rispetto a 0,6% per placebo. ^q Variazioni percentuali medie dal basale in fosfato nel sangue erano 3,6% e 5,1% per canagliflozin 100 mg e 300mg, rispetto a 1,5% per placebo.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non vi sono dati sull’uso di canagliflozin nelle donne ingravidanza. Gli studi su animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Canagliflozin non deve essere usato durante la gravidanza. Quando la gravidanza e’ accertata, il trattamento con canagliflozin deve essere interrotto. Allattamento: non e’ noto secanagliflozin e/o i suoi metaboliti siano escreti nel latte umano. I dati farmacodinamici/tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di canagliflozin/metaboliti nel latte, nonche’ effettifarmacologicamente mediati nei cuccioli allattati e nei ratti giovaniesposti a canagliflozin (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i neonati/bambini non puo’ essere escluso. Canagliflozin non deve essere usato durante l’allattamento. Fertilita’: non e’ stato studiato l’effettodi canagliflozin sulla fertilita’ nella specie umana. Non si sono osservati effetti sulla fertilita’ negli studi sugli animali (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER

