DENOMINAZIONE
JARDIANCE COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci usati nel diabete, inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2).
PRINCIPI ATTIVI
Jardiance 10 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene10 mg di empagliflozin. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa contiene lattosio monoidrato equivalente a 154,3 mg di lattosio anidro.Jardiance 25 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene25 mg di empagliflozin. Eccipienti con effetti noti: ogni compressa contiene lattosio monoidrato equivalente a 107,4 mg di lattosio anidro.Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa, croscarmellosa sodica, silice anidra colloidale, magnesio stearato. Rivestimento con film: ipromellosa, titanio diossido (E171), talco, macrogol (400), ferro ossido giallo (E172).
INDICAZIONI
Diabete mellito di tipo 2: Jardiance e’ indicato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico, nel trattamento degli adulti con diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato: in monoterapia quando l’uso della metformina e’ considerato non appropriato a causa di intolleranza; in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete. Per i risultati degli studi riguardanti le associazioni, gli effetti sul controllo della glicemia e gli eventi cardiovascolari, e le popolazioni studiate, vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 5.1. Insufficienza cardiaca: Jardiance e’ indicato negli adulti per il trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica sintomatica.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
POSOLOGIA
Posologia. Diabete mellito di tipo 2: la dose iniziale raccomandata e’ di 10 mg di empagliflozin una volta al giorno in monoterapia e in associazione aggiuntiva con altri medicinali per il trattamento del diabete. Nei pazienti con velocita’ di filtrazione glomerulare stimata (eGFR, estimated glomerular filtration rate ) >=60 ml/min/1,73 m^2 che tollerano empagliflozin 10 mg una volta al giorno e che necessitano di un maggiore controllo glicemico, la dose puo’ essere aumentata a 25 mg una volta al giorno. La dose giornaliera massima e’ di 25 mg (vedere di seguito e paragrafo 4.4). Insufficienza cardiaca La dose raccomandata e’ di 10 mg di empagliflozin una volta al giorno. Tutte le indicazioni Quando empagliflozin viene usato in associazione con una sulfanilurea o con insulina, puo’ essere considerata una dose inferiore di sulfanilurea o di insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Se si dimentica una dose, questa deve essere assunta appena il paziente se ne ricorda; tuttavia, non si deve assumere una dose doppia nello stesso giorno. Popolazioni speciali. Compromissione renale: nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, l’efficacia glicemica di empagliflozin dipende dalla funzionalita’ renale. Per la riduzione del rischio cardiovascolare in aggiunta alla terapia standard, deve essere somministrata una dose da 10 mg di empagliflozin una volta al giorno ai pazienti con eGFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m^2. Poiche’l’efficacia ipoglicemizzante di empagliflozin e’ ridotta nei pazienticon compromissione renale moderata e probabilmente assente nei pazienti con grave compromissione renale, si deve prendere in considerazionel’aggiunta di altri agenti antiperglicemici laddove sia rischiesto unulteriore controllo della glicemia. Per raccomandazioni relative all’aggiustamento della dose in base all’eGFR o alla clearance della creatinina (CrCl, creatinine clearance). Raccomandazioni relative all’aggiustamento della dose^a. Diabete mellito di tipo 2. Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]: >=60; iniziare con 10 mg di empagliflozin. Nei pazienti che tollerano 10 mg di empagliflozin e che necessitano di un controllo glicemico aggiuntivo, la dose puo’ essere aumentata a 25 mg di empagliflozin. Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]: da 45 a < 60; iniziare con 10 mg di empagliflozin^b. Continuare con 10 mg di empagliflozin nei pazienti che stanno gia’ assumendo jardiance. Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]: da 30 a < 45^b; iniziare con 10 mg di empagliflozin. Continuare con 10 mg di empagliflozin nei pazienti che stannogia’ assumendo jardiance. Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]: <30; empagliflozin non e’ raccomandato. Insufficienza cardiaca (con o senza diabete mellito di tipo 2). Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]:>=20; la dose giornaliera raccomandata e’ di 10 mg di empagliflozin. Egfr [ml/min/1,73 m^2] o crcl [ml/min]: <20; a causa dell’esperienza limitata, empagliflozin non e’ raccomandato. ^a Vedere paragrafi 4.4, 4.8, 5.1 e 5.2 ^b pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare accertata. Per il trattamento dell’insufficienza cardiacain pazienti con o senza diabete mellito di tipo 2, empagliflozin 10 mg puo’ essere iniziato o continuato fino a un valore di eGFR pari a 20ml/min/1.73 m^2 o di CrCl pari a 20 ml/min. Empagliflozin non deve essere usato nei pazienti con malattia renale terminale (ESRD, end stagerenal disease) o nei pazienti dializzati. I dati a supporto dell’uso in questi pazienti sono insufficienti (vedere paragrafi 4.4, 5.1 e 5.2). Compromissione epatica: non e’ necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica. L’esposizione ad empagliflozin e’ aumentata nei pazienti con compromissione epatica severa. L’esperienza terapeutica nei pazienti con compromissione epatica severa e’limitata; pertanto l’utilizzo del medicinale in questa popolazione non e’ raccomandato (vedere paragrafo 5.2). Anziani: non sono raccomandati aggiustamenti della dose in funzione dell’eta’. Nei pazienti di eta’ pari o superiore a 75 anni e’ necessario considerare un aumento del rischio di deplezione di volume (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di empagliflozin nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: le compresse possono essere assunte a stomaco pieno o vuoto; e’ necessario deglutirle intere con acqua.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Chetoacidosi: sono stati segnalati casi rari di chetoacidosi, inclusicasi potenzialmente letali e casi fatali, in pazienti con diabete mellito trattati con inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2, sodiumglucose co- transporter 2) compreso empagliflozin. In alcuni dei casi segnalati, la presentazione della malattia e’ stata atipica, associata solo a un moderato aumento dei valori glicemici, inferiori a 14 mmol/L (250 mg/dL). Non e’ noto se e’ piu’ probabile che la chetoacidosi si manifesti con dosi piu’ elevate di empagliflozin. Il rischio di chetoacidosi deve essere considerato in presenza di sintomi non specifici come nausea, vomito, anoressia, dolore addominale, sete eccessiva, difficolta’ di respirazione, confusione, stanchezza o sonnolenza insolite. Se questi sintomi si manifestano, i pazienti devonoessere valutati immediatamente per determinare l’eventuale presenza di chetoacidosi, a prescindere dal livello di glicemia. Il trattamento con empagliflozin deve essere sospeso immediatamente nei pazienti in cui si sospetta o e’ stata diagnosticata chetoacidosi. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti che sono ricoverati per interventi chirurgici maggiori o per gravi malattie mediche acute. In questi pazienti e’ raccomandato il monitoraggio dei chetoni. La misurazione dei livelli di chetoni nel sangue e’ privilegiata rispetto a quella nelle urine. Il trattamento con empagliflozin puo’ essere riavviato quando i valori dei chetoni sono normali e le condizioni del paziente si sono stabilizzate. Prima di iniziare il trattamento con empagliflozin, si devono prendere in considerazione i fattori della storia clinica del paziente che possono predisporlo alla chetoacidosi. I pazienti che possono essere esposti a un rischio piu’ elevato di chetoacidosi comprendonoi pazienti con una bassa riserva funzionale delle cellule beta (ad es., i pazienti con diabete di tipo 2 con peptide C basso o diabete autoimmune latente dell’adulto (LADA, latent autoimmune diabetes in adults), oppure pazienti con storia di pancreatite), pazienti con condizioniche comportano una ridotta assunzione di cibo o una severa disidratazione, pazienti per i quali le dosi di insulina sono ridotte e pazientiche richiedono un incremento di insulina a causa di patologia medica acuta, intervento chirurgico o abuso di sostanze alcoliche. Gli inibitori del SGLT2 devono essere utilizzati con cautela in questi pazienti.Non si raccomanda di riprendere il trattamento con gli inibitori del SGLT2 in pazienti con precedente storia di chetoacidosi in corso di trattamento con inibitori del SGLT2, a meno che non sia stato identificato e risolto un altro chiaro fattore scatenante. Jardiance non deve essere utilizzato nei pazienti con diabete di tipo 1. I dati provenientida un programma di studi clinici su pazienti con diabete di tipo 1 hanno evidenziato un incremento dei casi di chetoacidosi con frequenza comune nei pazienti trattati con empagliflozin 10 mg e 25 mg in aggiunta all’insulina rispetto ai pazienti ai quali e’ stato somministrato placebo. Compromissione renale Per l’indicazione di diabete mellito di tipo 2, nei pazienti con eGFR inferiore a 60 ml/min/1,73 m^2 o con CrCl<60 ml/min la dose giornaliera di empagliflozin e’ limitata a 10 mg (vedere paragrafo 4.2). Empagliflozin non e’ raccomandato con eGFR inferiore a 30 ml/min/1,73 m^2 o CrCl inferiore a 30 ml/min. Per l’indicazione di insufficienza cardiaca, Jardiance non e’ raccomandato nei pazienti con eGFR <20 ml/min/1,73 m^2. Empagliflozin non deve essere usatonei pazienti con malattia renale terminale o nei pazienti dializzati.I dati a supporto dell’uso in questi pazienti sono insufficienti (vedere paragrafi 4.2, 5.1 e 5.2). Monitoraggio della funzionalita’ renale. Si raccomanda una valutazione della funzionalita’ renale come descritto di seguito: prima dell’inizio della terapia con empagliflozin e adintervalli regolari durante il trattamento, cioe’ almeno una volta all’anno (vedere paragrafi 4.2, 4.8, 5.1 e 5.2); prima dell’inizio dellasomministrazione concomitante di un qualsiasi medicinale che possa avere effetti negativi sulla funzionalita’ renale. Rischio di deplezionedi volume: in base al meccanismo d’azione degli inibitori del SGLT2, la diuresi osmotica che accompagna la glicosuria puo’ provocare una modesta riduzione della pressione arteriosa (vedere paragrafo 5.1). Pertanto e’ necessario prestare attenzione nei pazienti per i quali tale diminuzione della pressione arteriosa indotta da empagliflozin puo’ costituire un rischio, ad esempio i pazienti con patologie cardiovascolari note, i pazienti sottoposti a terapia anti-ipertensiva e con storia di ipotensione, o i pazienti di eta’ pari o superiore a 75 anni. In caso di condizioni che possono causare perdita di liquidi (ad esempio patologie gastrointestinali) si raccomanda l’attento monitoraggio dello stato volemico (ad esempio tramite esame obiettivo, rilevamento della pressione arteriosa, analisi di laboratorio tra cui ematocrito) e degli elettroliti nei pazienti che ricevono empagliflozin. Un’interruzionetemporanea del trattamento con empagliflozin deve essere presa in considerazione fino alla correzione della perdita di liquidi. Anziani L’effetto di empagliflozin sull’escrezione urinaria del glucosio e’ associato a diuresi osmotica che puo’ influenzare lo stato di idratazione del paziente. I pazienti di eta’ pari o superiore a 75 anni possono presentare un rischio aumentato di deplezione di volume. Le reazioni avverse correlate alla deplezione di volume si sono verificate maggiormente nei pazienti anziani trattati con empagliflozin rispetto ai pazientitrattati con placebo (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, e’ necessario prestare particolare attenzione all’assunzione di volumi in caso di somministrazione concomitante di medicinali che possono portare a deplezione di volume (ad es. diuretici, inibitori dell’enzima di conversionedell’angiotensina, ACE, angiotensin converting enzyme). Infezioni complicate delle vie urinarie: per i pazienti trattati con empagliflozin sono stati segnalati casi di infezioni complicate delle vie urinarie, comprese pielonefrite e urosepsi (vedere paragrafo 4.8). Nei pazienti con infezioni complicate delle vie urinarie e’ necessario prendere in considerazione l’interruzione temporanea del trattamento con empagliflozin. Fascite necrotizzante del perineo (gangrena di Fournier): sono stati segnalati casi di fascite necrotizzante del perineo (nota anche come gangrena di Fournier) in pazienti di sesso femminile e maschile con diabete mellito trattati con inibitori del SGLT2. Si tratta di un evento raro ma grave e potenzialmente letale che richiede interventi chirurgici e terapie antibiotiche urgenti.
INTERAZIONI
Interazioni farmacodinamiche. Diuretici: Empagliflozin puo’ aumentarel’effetto diuretico dei diuretici tiazidici e dei diuretici dell’ansae puo’ aumentare quindi il rischio di disidratazione e di ipotensione(vedere paragrafo 4.4). Insulina e secretagoghi dell’insulina: l’insulina e i secretagoghi dell’insulina, come le sulfaniluree, possono aumentare il rischio di ipoglicemia. Pertanto, puo’ essere necessario somministrare una dose inferiore di insulina o di secretagogo dell’insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia quando usati in terapia di associazione con empagliflozin (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Interazionifarmacocinetiche. Effetti di altri medicinali su empagliflozin: i dati in vitro suggeriscono che la via primaria del metabolismo di empagliflozin nell’uomo e’ la glucuronidazione da parte delle uridina 5′-difosfo (UDP) glucuroniltransferasi (UGT) 1A3, 1A8, 1A9 e 2B7. Empagliflozin e’ un substrato dei trasportatori di captazione umani: trasportatore di anioni organici (OAT) 3, polipeptide trasportatore di anioni organici (OATP) 1B1 e 1B3, ma non di OAT1 e trasportatore di cationi organici (OCT) 2. Empagliflozin e’ un substrato della glicoproteina P (P-gp) e della proteina di resistenza del cancro al seno (BCRP, breast cancer resistance protein). La somministrazione concomitante di empagliflozin e probenecid, un inibitore degli enzimi UGT e OAT3, ha mostrato unaumento delle concentrazioni plasmatiche di picco (C max) di empagliflozin pari al 26% e un aumento dell’area sotto la curva concentrazione-tempo (AUC) pari al 53%. Queste variazioni non sono state considerateclinicamente rilevanti. L’effetto dell’induzione di UGT su empagliflozin (ad es., da parte di rifampicina o fenitoina) non e’ stato studiato. Il trattamento concomitante con induttori noti degli enzimi UGT none’ raccomandato a causa del rischio potenziale di riduzione dell’efficacia. Se un induttore degli enzimi UGT deve essere co-somministrato, per valutare la risposta a Jardiance, e’ appropriato un monitoraggio del controllo glicemico. Uno studio di interazione con gemfibrozil, un inibitore in vitro dei trasportatori OAT3 e OATP1B1/1B3, ha mostrato che la C max di empagliflozin aumentava del 15% e l’AUC aumentava del 59% in seguito alla somministrazione concomitante. Queste variazioni non sono state considerate clinicamente rilevanti. L’inibizione dei trasportatori OATP1B1/1B3 tramite somministrazione concomitante con rifampicina ha causato un aumento della C max di empagliflozin pari al 75% eun aumento della AUC di empagliflozin pari al 35%. Queste variazioni non sono state considerate clinicamente rilevanti. L’esposizione ad empagliflozin e’ risultata simile con e senza somministrazione concomitante di verapamil, un inibitore della P-gp, evidenziando che l’inibizione della P-gp non ha effetti clinicamente rilevanti su empagliflozin. Studi di interazione suggeriscono che la farmacocinetica di empagliflozin non e’ influenzata dalla somministrazione concomitante con metformina, glimepiride, pioglitazone, sitagliptin, linagliptin, warfarin, verapamil, ramipril, simvastatina, torasemide e idroclorotiazide. Effetti di empagliflozin su altri medicinali: Empagliflozin puo’ aumentare l’escrezione renale del litio, con conseguente diminuzione dei livelli ematici del litio. La concentrazione sierica di litio deve essere monitorata con maggiore frequenza dopo l’inizio della terapia con empagliflozin e modifiche della dose. Invitare il paziente a rivolgersi al medico che ha prescritto il litio per il monitoraggio della concentrazione sierica di litio. Sulla base di studi in vitro, empagliflozin non inibisce, inattiva o induce le isoforme del CYP450. Empagliflozin non inibisce UGT1A1, UGT1A3, UGT1A8, UGT1A9 o UGT2B7. Pertanto sono considerate improbabili eventuali interazioni tra medicinali che coinvolgano le principali isoforme di CYP450 e UGT con empagliflozin e somministrazione concomitante di substrati di tali enzimi. Empagliflozin non inibisce la P-gp a dosi terapeutiche. Sulla base di studi in vitro, si considera improbabile che empagliflozin causi interazioni con principi attivi substrati della P-gp. La somministrazione concomitante di empagliflozin e digossina, un substrato della P-gp, ha determinato un aumento della AUC della digossina pari al 6% e un aumento della C max della digossina pari al 14%. Queste variazioni non sono state considerate clinicamente rilevanti. Empagliflozin non inibisce i trasportatori di captazione umani come OAT3, OATP1B1 e OATP1B3 in vitro a concentrazioni plasmatiche clinicamente rilevanti; pertanto sono considerate poco probabili eventuali interazioni con i substrati di tali trasportatori di captazione. Studi di interazione condotti su volontari sani suggerisconoche empagliflozin non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di metformina, glimepiride, pioglitazone, sitagliptin, linagliptin, simvastatina, warfarin, ramipril, digossina, diuretici e contraccettivi orali.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Diabete mellito di tipo 2: la sicurezza di empagliflozin e’ stata valutata su un totale di 15 582 pazienti con diabete di tipo 2 inclusi negli studi clinici, dei quali 10 004 pazienti hanno ricevuto empagliflozin in monoterapia o in associazione con metformina, con una sulfanilurea, con pioglitazone, con inibitori della dipeptidilpeptidasi (DPP-4) o con insulina. In 6 studi controllati con placebo della durata compresa tra 18 e 24 settimane, sono stati inclusi 3 534 pazienti, dei quali 1 183 sono stati trattati con placebo e 2 351 con empagliflozin. L’incidenza complessiva degli eventi avversi osservati nei pazienti trattati con empagliflozin e’ risultatasimile a quella dei pazienti ai quali era stato somministrato placebo. La reazione avversa segnalata piu’ frequentemente e’ stata l’ipoglicemia nell’utilizzo in associazione con sulfanilurea o insulina (vederela descrizione di specifiche reazioni avverse). Insufficienza cardiaca: negli studi EMPEROR sono stati inclusi pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta (N= 3 726) o frazione di eiezione preservata (N= 5 985) trattati con empagliflozin 10 mg o con placebo. Circa la meta’ dei pazienti era affetto da diabete mellito di tipo 2. La reazione avversa piu’ frequente negli studi aggregati EMPEROR-Reduced ed EMPEROR- Preserved e’ stata la deplezione di volume (empagliflozin 10 mg: 11,4%, placebo: 9,7%). Il profilo di sicurezza complessivo di empagliflozin e’ risultato generalmente consistente nelle diverseindicazioni studiate. Elenco delle reazioni avverse. Le reazioni avverse, classificate secondo la classificazione per sistemi e organi e secondo la terminologia preferita MedDRA, riportate in pazienti a cui e’stato somministrato empagliflozin in studi controllati con placebo, sono elencate nell’elenco sottostante. Le reazioni avverse sono elencate per frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come molto comune(>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1 000, <1/100), raro (>=1/10 000, <1/1 000), o molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Elenco delle reazioni avverse (MedDRA) derivate da studi controllati con placebo e dall’esperienza post-marketing. Infezioni ed infestazioni. Comune: moniliasi della vagina, vulvovaginite, balanite e altre infezionigenitali^a, infezioni delle vie urinarie (comprese pielonefrite e urosepsi)^a; raro: fascite necrotizzante del perineo (gangrena di fournier)*. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: ipoglicemia (quando utilizzato con sulfanilurea o insulina)^a; comune: sete;non comune: chetoacidosi diabetica*. Patologie gastrointestinali. Comune: stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito (generalizzato), eruzione cutanea; non comune: orticaria, angioedema. Patologie vascolari. Molto comune: deplezione di volume^a. Patologie renali e urinarie. Comune: minzione aumentata^a; non comune: disuria; molto raro: nefrite tubulo- interstiziale. Esami diagnostici. Comune: lipidi sierici aumentati^a; non comune: creatinina ematica aumentata/ velocita’ di filtrazione glomerulare diminuita^a, ematocrito aumentato^a. ^a vedere le sottosezioni di seguito per informazioni aggiuntive ^* vedere paragrafo 4.4. Descrizione di specifiche reazioni avverse. Ipoglicemia: la frequenza dell’ipoglicemia dipendeva dalla terapia di base concomitante nei rispettivi studi ed e’ risultata simile perempagliflozin e placebo in monoterapia, in aggiunta a metformina, in aggiunta a pioglitazone con o senza metformina, in aggiunta a linagliptin e metformina e in aggiunta alla terapia standard e per l’associazione di empagliflozin con metformina in pazienti naive al medicinale rispetto a quelli trattati con empagliflozin e metformina come componenti individuali. Una frequenza maggiore e’ stata rilevata con la somministrazione in aggiunta a metformina e a sulfanilurea (empagliflozin 10 mg: 16,1%, empagliflozin 25 mg: 11,5%, placebo: 8,4%), in aggiunta all’insulina basale con o senza metformina e con o senza sulfanilurea (empagliflozin 10 mg: 19,5%, empagliflozin 25 mg: 28,4%, placebo: 20,6%, durante le 18 settimane iniziali del trattamento quando non era possibile l’aggiustamento del dosaggio dell’insulina; empagliflozin 10 mg e 25 mg: 36,1%, placebo 35,3% alla settimana 78 dello studio) e in aggiunta a iniezioni giornaliere multiple di insulina con o senza metformina (empagliflozin 10 mg: 39,8%, empagliflozin 25 mg: 41,3%, placebo: 37,2% durante le 18 settimane iniziali del trattamento quando non era possibile la variazione del dosaggio dell’insulina; empagliflozin 10 mg:51,1%, empagliflozin 25 mg: 57,7%, placebo: 58% nel corso dello studio della durata di 52 settimane). Negli studi EMPEROR sull’insufficienza cardiaca e’ stata osservata una frequenza di ipoglicemia simile quando empagliflozin e’ stato usato in aggiunta a sulfanilurea o insulina (empagliflozin 10 mg: 6,5%, placebo: 6,7%). Ipoglicemia maggiore (eventi che necessitano di assistenza) Non e’ stato osservato un aumento dell’ipoglicemia maggiore con empagliflozin rispetto al placebo in monoterapia, in aggiunta a metformina, in aggiunta a metformina con sulfanilurea, in aggiunta a pioglitazone con o senza metformina, in aggiunta a linagliptin e metformina e in aggiunta alla terapia standard e per l’associazione di empagliflozin con metformina in pazienti naive al medicinale rispetto a quelli trattati con empagliflozin e metformina comecomponenti individuali. Una frequenza maggiore e’ stata rilevata con la somministrazione in aggiunta a insulina basale con o senza metformina e con o senza sulfanilurea (empagliflozin 10 mg: 0%, empagliflozin 25 mg: 1,3%, placebo: 0%, durante le 18 settimane iniziali del trattamento quando non era possibile l’aggiustamento del dosaggio dell’insulina; empagliflozin 10 mg: 0%, empagliflozin 25 mg: 1,3%, placebo 0% nelcorso dello studio della durata di 78 settimane) e in aggiunta a iniezioni giornaliere multiple di insulina con o senza metformina (empagliflozin 10 mg: 0,5%, empagliflozin 25 mg: 0,5%, placebo: 0,5% durante le 18 settimane iniziali del trattamento quando non era possibile l’aggiustamento del dosaggio dell’insulina; empagliflozin 10 mg: 1,6%, empagliflozin 25 mg: 0,5%, placebo: 1,6% nel corso dello studio della durata di 52 settimane). Negli studi EMPEROR sull’insufficienza cardiaca, e’ stata osservata ipoglicemia maggiore, con frequenze simili, nei pazienti con diabete mellito quando trattati con empagliflozin e con placebo in aggiunta a sulfanilurea o insulina (empagliflozin 10 mg: 2,2%, placebo: 1,9%).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: non vi sono dati relativi all’uso di empagliflozin in donne in gravidanza. Gli studi sugli animali mostrano che empagliflozin attraversa la placenta nelle ultime settimane di gestazione in quantita’ molto limitata, ma non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulle prime fasi di sviluppo embrionale. Tuttavia, gli studi su animali hanno mostrato effetti avversi sullo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso di Jardiance durante la gravidanza. Allattamento: non sono disponibili datisull’escrezione di empagliflozin nel latte materno umano. Dati tossicologici disponibili in animali hanno mostrato l’escrezione di empagliflozin nel latte. Un rischio per i neonati/lattanti non puo’ essere escluso. Jardiance non deve essere utilizzato durante l’allattamento. Fertilita’: non sono stati condotti studi sull’effetto di Jardiance sullafertilita’ umana. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla fertilita’ (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER

