KEXROLT 30CPR RIV 10MG+40MG

SKU: 43247093 Category:

DENOMINAZIONE

KEXROLT 10 MG

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Sostanze modificatrici dei lipidi, inibitori dell’HMG-CoA reduttasi in associazione con altre sostanze modificatrici dei lipidi.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa rivestita con film contiene 10 mg di ezetimibe e 10, 20, 40 o 80 mg di atorvastatina (come atorvastatina calcio triidrato).

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: strato granulato di ezetimibe, croscarmellosasodica, lattosio monoidrato, magnesio stearato, cellulosa microcristallina, povidone, sodio laurilsolfato, strato granulato di atorvastatina, cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, idrossipropilcellulosa, croscarmellosa sodica, polisorbato 80, carbonato di calcio, magnesio stearato, silice colloidale anidra. Film di rivestimento: ipromellosa, macrogol 8000, titanio diossido (E171), talco.

INDICAZIONI

Prevenzione di eventi cardiovascolari. Il medicinale e’ indicato per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con cardiopatia coronarica (CHD) e anamnesi di sindrome coronarica acuta (ACS), siatrattati in precedenza con una statina sia non trattati. Ipercolesterolemia. Il farmaco e’ indicato come terapia aggiuntiva alla dieta in adulti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o con iperlipidemia mista ove sia indicato l’uso di un prodotto di associazione; pazienti non adeguatamente controllati con una statina in monoterapia; pazienti gia’ trattati con una statina ed ezetimibe. Ipercolesterolemia familiare omozigote (IF omozigote). Il medicinale e’ indicato come terapia aggiuntiva alla dieta in adulti con IF omozigote. I pazienti possono essere sottoposti anche a ulteriori misure terapeutiche (ad es. l’aferesi delle lipoproteine a bassa densita’ [LDL]).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Il trattamento con il medicinale e’ controindicato durante la gravidanza e l’allattamento, e nelle donne in eta’ fertile che non fanno uso di adeguate misure contraccettive. Il farmaco e’ controindicato neipazienti con epatopatia attiva o con innalzamenti persistenti inspiegati dei livelli delle transaminasi sieriche eccedenti di 3 volte il limite superiore della norma (LSN). Il medicinale e’ controindicato nei pazienti trattati con antivirali antiepatite C glecaprevir/pibrentasvir.

POSOLOGIA

Posologia. Ipercolesterolemia e/o cardiopatia coronarica (con anamnesi di ACS). Il paziente deve seguire un adeguato regime dietetico a basso contenuto lipidico e deve proseguire la dieta nel corso del trattamento con il farmaco. L’intervallo posologico del medicinale va da 10/10 mg/die a 10/80 mg/die. La dose abituale e’ 10/10 mg una volta al giorno. All’inizio del trattamento o quando la dose viene modificata occorre prendere in considerazione il livello di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densita’ (C-LDL), il rischio di cardiopatia coronarica e la risposta alla terapia ipocolesterolemizzante in corso del paziente. La dose del medicinale deve essere personalizzata in base all’efficacia riconosciuta dei diversi dosaggi del farmaco e in base alla risposta alla terapia ipocolesterolemizzante in corso. L’aggiustamentodella dose deve essere effettuato a intervalli di 4 o piu’ settimane.Ipercolesterolemia familiare omozigote. La dose del medicinale in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote e’ compresa tra 10/10e 10/80 mg/die. Il farmaco puo’ essere utilizzato in questi pazienti in aggiunta ad altri trattamenti ipolipemizzanti (ad es. LDL-aferesi) o se tali trattamenti non sono disponibili. Co-somministrazione con altri medicinali. La somministrazione del medicinale deve avvenire >= 2 ore prima o >= 4 ore dopo la somministrazione di un sequestrante degliacidi biliari. In pazienti che assumono gli agenti antivirali per l’epatite C elbasvir/grazoprevir in concomitanza con il farmaco, la dose del medicinale non deve superare 10/20 mg/die. Anziani. Non e’ richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani. Popolazione pediatrica. La sicurezza e l’efficacia del medicinale nei bambini non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Compromissione epatica. Il farmaco deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica. Il medicinale e’ controindicato nei pazienti con epatopatia attiva. Compromissione renale. Non e’ richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale. Modo di somministrazione. Il farmaco e’ destinato alla somministrazione orale. Il farmaco puo’ essere somministrato come dose singola in qualsiasi momento della giornata, con o senza cibo.

CONSERVAZIONE

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’ossigeno.

AVVERTENZE

Miopatia/rabdomiolisi. Sono stati segnalati casi di miopatia e rabdomiolisi nell’esperienza post-marketing con ezetimibe. La maggior parte dei pazienti che hanno sviluppato rabdomiolisi era in terapia concomitante con ezetimibe e una statina. Casi di rabdomiolisi sono stati tuttavia segnalati molto raramente in pazienti in monoterapia con ezetimibe e molto raramente nei pazienti in cui ezetimibe veniva usato in associazione con altri agenti noti per essere associati ad un aumento del rischio di rabdomiolisi. Il medicinale contiene atorvastatina. L’atorvastatina, analogamente ad altri inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, puo’in rare circostanze produrre effetti sulla muscolatura scheletrica e causare mialgia, miosite e miopatia, con possibile evoluzione in rabdomiolisi, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita caratterizzata da livelli notevolmente elevati di creatina fosfochinasi (CPK) (> 10 volte il LSN), mioglobinemia e mioglobinuria, condizioni che possono portare a insufficienza renale. Prima del trattamento il medicinale deve essere prescritto con cautela a pazienti con fattori predisponenti alla rabdomiolisi. Il livello di CPK deve essere misurato prima dell’inizio del trattamento nei casi seguenti: compromissione renale, ipotiroidismo, anamnesi personale o familiare di patologie muscolari ereditarie, anamnesi di episodi pregressi di tossicita’ muscolare con una statina o un fibrato, anamnesi di episodi pregressi di epatopatia e/o consumo di quantita’ rilevanti di alcol, nell’anziano (eta’ superiore a 70 anni), la necessita’ di tale misurazione deve essere valutata in funzione della presenza di altri fattori predisponenti per la rabdomiolisi, situazioni in cui potrebbe verificarsi un aumento dei livelli plasmatici, come nel caso di interazioni e di popolazioni speciali, incluse le sottopopolazioni genetiche. Nei casi suddetti, il rischio associato al trattamento deve essere valutato in rapporto al possibile beneficio e, in tal caso si raccomanda il monitoraggio clinico del paziente. Se i livelli di CPK sono significativamente elevati al basale (> 5 volte il LSN), il trattamento non deve essere iniziato. Misurazione dei livelli di creatina fosfochinasi. I livelli di creatina fosfochinasi (CPK) non devono essere misurati dopo un esercizio fisico intenso oin presenza di qualsiasi causa alternativa di aumento della CPK poiche’ cio’ puo’ rendere i dati di difficile interpretazione. Se i livellidi CPK sono significativamente elevati al basale (> 5 volte il LSN), questi devono essere misurati nuovamente entro 5-7 giorni per una conferma dei risultati. Durante il trattamento. I pazienti devono essere invitati a segnalare tempestivamente eventuali manifestazioni di dolore, crampi o debolezza muscolare, in particolare se accompagnati da malessere o febbre o se i segni e i sintomi muscolari persistono dopo l’interruzione del trattamento con il medicinale. Se durante il trattamento con il farmaco il paziente riferisce la comparsa di tali sintomi occorre misurare i livelli di CPK. In caso di livelli significativamente elevati di CPK (> 5 volte il LSN) il trattamento deve essere interrotto. L’interruzione del trattamento deve essere presa in considerazione in caso di gravi sintomi muscolari che causino fastidio quotidiano, anche se i valori di CPK rimangono <= 5 volte il LSN. Se la sintomatologia regredisce e i livelli di CPK tornano alla normalita’ si puo’ prendere in considerazione la reintroduzione del medicinale o l’introduzione di un altro medicinale a base di statina, alla dose piu’ bassa e sotto stretto monitoraggio. La somministrazione del medicinale deve essere interrotta qualora si verifichi un aumento clinicamente significativo dei livelli di CPK (> 10 volte il LSN) o in caso di rabdomiolisi diagnosticata o sospetta. Vi sono state segnalazioni molto rare di miopatia necrotizzante immuno-mediata (Immune-Mediated Necrotizing Myopathy,IMNM) durante o dopo il trattamento con alcune statine. L’IMNM e’ caratterizzata clinicamente da debolezza muscolare prossimale persistentee da un’elevata creatinchinasi sierica, che permangono nonostante l’interruzione del trattamento con statine. A causa della presenza di atorvastatina nel medicinale, il rischio di sviluppare rabdomiolisi aumenta quando il farmaco viene somministrato in concomitanza con determinati medicinali che possono aumentare la concentrazione plasmatica di atorvastatina, come i potenti inibitori di CYP3A4 o delle proteine di trasporto (ad es. ciclosporina, telitromicina, claritromicina, delavirdina, stiripentolo, ketoconazolo, voriconazolo, itraconazolo, posaconazolo e inibitori della proteasi dell’HIV come ritonavir, lopinavir, atazanavir, indinavir, darunavir, tipranavir/ritonavir, ecc.). Il rischio di sviluppare miopatia puo’ inoltre aumentare con l’uso concomitante di gemfibrozil e altri derivati dell’acido fibrico, di antivirali per il trattamento dell’epatite C (HCV) (boceprevir, telaprevir, elbasvir/grazoprevir), di eritromicina o niacina. Ove possibile, deve essere preso in considerazione l’impiego di terapie alternative (prive di interazioni) a questi medicinali. Nei casi in cui la co-somministrazione di questi medicinali con il medicinale sia necessaria, si devono valutareaccuratamente i rischi e i benefici del trattamento di associazione. Quando ai pazienti vengono somministrati medicinali che aumentano la concentrazione plasmatica di atorvastatina, si raccomanda l’impiego di una dose massima del farmaco piu’ bassa. Inoltre, nel caso in cui vengano utilizzati potenti inibitori di CYP3A4, occorre valutare l’impiegodi una dose iniziale del medicinale piu’ bassa e si raccomanda un adeguato monitoraggio clinico dei pazienti. Atorvastatina non deve essereco- somministrata con formulazioni di acido fusidico per via sistemica o entro 7 giorni dalla interruzione del trattamento con acido fusidico. Nei pazienti in cui l’uso di acido fusidico per via sistemica e’ considerato essenziale, il trattamento con statina deve essere interrotto per tutta la durata del trattamento con acido fusidico. Ci sono state segnalazioni di rabdomiolisi (compresi alcuni decessi) in pazienti che ricevevano acido fusidico e statine in combinazione. Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi immediatamente al medico in casodi comparsa di sintomi di debolezza, dolore o dolorabilita’ muscolare. La terapia con statina puo’ essere reintrodotta sette giorni dopo l’ultima dose di acido fusidico. In circostanze eccezionali, nelle qualie’ necessario l’uso prolungato di acido fusidico per via sistemica, ad es. per il trattamento di infezioni severe, la necessita’ di co-somministrazione del medicinale e acido fusidico deve essere valutata soltanto caso per caso e sotto stretto controllo medico.

INTERAZIONI

Molteplici meccanismi possono contribuire a potenziali interazioni con gli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi. Farmaci o prodotti a base di erbe, che inibiscono alcuni enzimi (ad es. CYP3A4) e/o le vie dei trasportatori (ad es. OATP1B), possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di atorvastatina e possono determinare un aumento del rischio di miopatia/rabdomiolisi. Consultare le informazioni sulla prescrizione ditutti i farmaci usati in concomitanza per ottenere ulteriori informazioni sulle loro potenziali interazioni con atorvastatina e/o sulle potenziali alterazioni degli enzimi o dei trasportatori e sui possibili aggiustamenti della dose e dei regimi posologici. Interazioni farmacodinamiche. L’atorvastatina viene metabolizzata dal citocromo P450 3A4 (CYP3A4) ed e’ un substrato dei trasportatori epatici, del polipeptide organico trasportatore di anioni 1B1 (OATP1B1) e del trasportatore 1B3 (OATP1B3). I metaboliti dell’atorvastatina sono substrati di OATP1B1. L’atorvastatina e’ anche identificata come substrato della proteina diresistenza multifarmaco 1 (MDR1) e della proteina di resistenza del cancro al seno (BCRP), che puo’ limitare l’assorbimento intestinale e la clearance biliare dell’atorvastatina. La somministrazione concomitante di medicinali che agiscono come inibitori di CYP3A4 o delle proteine di trasporto puo’ determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di atorvastatina e un maggiore rischio di sviluppare miopatia. Questo rischio puo’ aumentare anche in caso di somministrazione concomitante di questo farmaco con altri medicinali suscettibili di indurre miopatia, come i derivati dell’acido fibrico ed ezetimibe. Interazioni farmacocinetiche. Non sono state osservate interazioni farmacocinetiche clinicamente significative durante la somministrazione concomitante di ezetimibe e atorvastatina. Effetti di altri medicinali sul medicinale. Ezetimibe. Antiacidi: la somministrazione concomitante di antiacidi ha diminuito la velocita’ di assorbimento di ezetimibe ma non ha avuto effetto sulla biodisponibilita’ di ezetimibe. Tale diminuzione della velocita’ di assorbimento non e’ considerata significativa dal puntodi vista clinico. Colestiramina: la somministrazione concomitante di colestiramina ha ridotto l’area media sotto la curva (AUC) di ezetimibe totale (ezetimibe + ezetimibe-glucuronide) di circa il 55%. La riduzione incrementale del colesterolo legato a lipoproteine a bassa densita’ (C-LDL) dovuta all’aggiunta del farmaco alla colestiramina puo’ essere attenuata da questa interazione. Ciclosporina: in uno studio condotto su otto pazienti post-trapianto renale con clearance della creatinina > 50 mL/min a dosi stabili di ciclosporina, la somministrazione diuna dose singola da 10 mg di ezetimibe ha prodotto un incremento di 3,4 volte (intervallo da 2,3 a 7,9 volte) della AUC media per ezetimibetotale rispetto a una popolazione sana di controllo proveniente da unaltro studio e trattata con ezetimibe soltanto (n = 17). In un differente studio, un paziente sottoposto a trapianto renale con insufficienza renale grave in terapia con ciclosporina e con diversi altri medicinali ha mostrato un’esposizione a ezetimibe totale 12 volte superiore rispetto a quella dei relativi controlli trattati con ezetimibe soltanto. In uno studio crossover a due periodi condotto su dodici soggetti sani, la somministrazione giornaliera di 20 mg di ezetimibe per 8 giorni con ciclosporina 100 mg in dose singola al giorno 7 ha prodotto un incremento medio del 15% della AUC della ciclosporina (intervallo compreso fra una diminuzione del 10% e un aumento del 51%) rispetto a una dose singola di 100 mg di ciclosporina da sola. Non sono stati eseguiti studi controllati sull’effetto della somministrazione concomitante di ezetimibe sull’esposizione a ciclosporina in pazienti sottoposti a trapianto renale. Deve essere usata cautela quando si inizia il trattamento con il medicinale nel contesto di una terapia con ciclosporina. Le concentrazioni di ciclosporina devono essere monitorate nei pazientitrattati con il farmaco e ciclosporina. Fibrati: la somministrazione concomitante di fenofibrato o gemfibrozil ha aumentato le concentrazioni totali di ezetimibe rispettivamente di circa 1,5 e 1,7 volte. Sebbene tali aumenti non siano ritenuti significativi dal punto di vista clinico, la somministrazione concomitante del medicinale con fibrati none’ raccomandata. Atorvastatina. Inibitori di CYP3A4: e’ stato dimostrato che potenti inibitori di CYP3A4 determinano un notevole innalzamento delle concentrazioni di atorvastatina. La co-somministrazione di potenti inibitori di CYP3A4 (ad es. ciclosporina, telitromicina, claritromicina, delavirdina, stiripentolo, ketoconazolo, voriconazolo, itraconazolo, posaconazolo, alcuni antivirali usati nel trattamento dell’HCV(ad es. elbasvir/grazoprevir) e inibitori della proteasi dell’HIV inclusi ritonavir, lopinavir, atazanavir, indinavir, darunavir ecc.) deveessere evitata laddove possibile. Nei casi in cui la co-somministrazione di questi medicinali con il medicinale non puo’ essere evitata occorre valutare l’impiego di dosi iniziali e massime del farmaco inferiori e si raccomanda un adeguato monitoraggio clinico del paziente. La somministrazione di moderati inibitori di CYP3A4 (ad es. eritromicina, diltiazem, verapamil e fluconazolo) puo’ indurre un aumento delle concentrazioni plasmatiche di atorvastatina. Quando eritromicina viene utilizzata in associazione con statine e’ stato osservato un maggior rischio di miopatia. Non sono stati condotti studi di interazione atti a valutare gli effetti di amiodarone o verapamil su atorvastatina. Amiodarone e verapamil sono entrambi noti per il loro effetto inibitorio sull’attivita’ di CYP3A4 e la co-somministrazione con il medicinale puo’ portare a un’esposizione aumentata ad atorvastatina. E’ pertanto necessario considerare l’impiego di una dose massima del farmaco inferiore e si raccomanda un adeguato monitoraggio clinico del paziente in caso di uso concomitante con moderati inibitori di CYP3A4. Si raccomanda unopportuno monitoraggio clinico dopo l’inizio del trattamento o successivamente all’aggiustamento della dose dell’inibitore. Inibitori dellaproteina di resistenza del cancro al seno (BCRP): la somministrazioneconcomitante di medicinali inibitori di BCRP (ad es. elbasvir e grazoprevir) puo’ determinare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di atorvastatina e un aumento del rischio di miopatia; pertanto, si deve prendere in considerazione un aggiustamento della dose di atorvastatina a seconda della dose prescritta.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. La sicurezza del medicinale (o della somministrazione concomitante di ezetimibe e atorvastatina equivalente al farmaco) e’ stata valutata in piu’ di 2.400 pazienti in 7 studi clinici. Le reazioni avverse osservate negli studi clinici del farmaco (o della somministrazione concomitante di ezetimibe e atorvastatinaequivalente al medicinale) o di ezetimibe o di atorvastatina o riportate dall’uso post-marketing con il farmaco o con ezetimibe o con atorvastatina sono elencate di seguito. Queste reazioni sono classificate per sistemi, organi e per frequenza. Le frequenze sono classificate come molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei datidisponibili). Reazioni Avverse. Infezioni ed infestazioni. Non comune: influenza; non nota: nasofaringite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non nota: trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilit?, incluse anafilassi, angioedema, eruzione cutanea e orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: diminuzione dell’appetito; anoressia; iperglicemia; ipoglicemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: depressione; insonnia; disturbo del sonno; non nota: incubi. Patologie del sistema nervoso. Non comune: capogiro; disgeusia; cefalea; parestesia; non nota: ipoestesia; amnesia; neuropatia periferica. Patologie dell’occhio. Non nota: visione offuscata; disturbi visivi. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non nota: tinnito; perdita dell’udito. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia sinusale. Patologie vascolari. Non comune: vampate di calore; non nota: ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: dispnea; non nota: tosse; dolore faringolaringeo; epistassi. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea; non comune: fastidio addominale; distensione addominale; dolore addominale; dolore nella parte inferiore dell’addome; dolore nella parte superiore dell’addome; stipsi; dispepsia; flatulenza; evacuazioni frequenti; gastrite; nausea; fastidio allo stomaco; non nota: pancreatite; malattia da reflusso gastroesofageo; eruttazione; vomito; bocca secca. Patologie epatobiliari. Non nota: epatite; colelitiasi; colecistite; colestasi; insufficienza epatica fatale e non fatale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: acne; orticaria; non nota: alopecia; eruzione cutanea; prurito; eritema multiforme; edema angioneurotico; dermatite bollosa inclusi eritema multiforme, sindrome di stevens- johnson e necrolisi epidermica tossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia; non comune: artralgia; dolore dorsale; affaticamento muscolare; spasmi muscolari; debolezza muscolare; dolore alle estremit?; non nota: miopatia/rabdomiolisi; rottura muscolare; tendinopatia, talvolta complicata da rottura; dolore al collo; gonfiore delle articolazioni; miosite; sindrome simil-lupoide; miopatia necrotizzante immuno-mediata. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non nota: ginecomastia. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: astenia; stanchezza; malessere; edema; non nota: dolore toracico; dolore; edema periferico; piressia. Esami diagnostici. Non comune: aumento di alt e/oast; aumento della fosfatasi alcalina; aumento della creatinfosfochinasi ematica (cpk); aumento della gamma-glutamiltransferasi; aumento degli enzimi epatici; anomalie dei test di funzionalit? epatica; aumentodi peso; non nota: presenza di globuli bianchi nelle urine. Valori dilaboratorio. In studi controllati, l’incidenza di aumenti clinicamente importanti delle transaminasi sieriche (ALT e/o AST >= 3 volte il LSN, valori consecutivi) e’ stata dello 0,6% nei pazienti trattati con il medicinale. Questi aumenti sono stati generalmente asintomatici, nonassociati a colestasi e sono ritornati ai valori basali spontaneamente o dopo l’interruzione della terapia. I seguenti eventi avversi sono stati segnalati con alcune statine: disfunzione sessuale; casi eccezionali di malattia polmonare interstiziale, soprattutto in associazione a terapia a lungo termine; diabete mellito: la frequenza dipendera’ dalla presenza o dall’assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno >= 5,6 mmol/L, BMI > 30 kg/m^2, aumento dei trigliceridi, anamnesi di ipertensione). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Donne in eta’ fertile Le donne in eta’ fertile devono usare misure contraccettive adeguate durante il trattamento. Gravidanza. L’aterosclerosi e’ un processo cronico e, normalmente, l’interruzione della terapia ipolipemizzante durante la gravidanza dovrebbe avere un impatto trascurabile sul rischio a lungo termine associato all’ipercolesterolemia primaria. Il medicinale e’ controindicato durante la gravidanza. Non sono disponibili dati clinici sull’uso del medicinale durante la gravidanza. Il farmaco non deve essere usato nelle donne in gravidanza, nelle donne che stanno pianificando una gravidanza o che sospettano di essere in gravidanza. Il trattamento con il medicinale deve essere sospeso per la durata della gravidanza o fino a quando non e’ stato stabilito che la donna non sia in gravidanza. La co-somministrazione di ezetimibe e atorvastatina in femmine di ratto gravide ha indicato un aumentocorrelato al medicinale in sperimentazione della variazione scheletrica di “ossificazione ridotta delle sternebre” nel gruppo trattato con ezetimibe/atorvastatina ad alte dosi. Cio’ puo’ essere correlato alla diminuzione osservata nel peso corporeo fetale. In femmine di conigliogravide e’ stata osservata una bassa incidenza di deformita’ scheletriche (fusione di sternebre, fusione delle vertebre caudali e variazione asimmetrica delle sternebre). Atorvastatina. La sicurezza nelle donne in gravidanza non e’ stata stabilita. Non sono stati condotti studi clinici controllati con atorvastatina nelle donne in gravidanza. Sono state ricevute rare segnalazioni di anomalie congenite a seguito di esposizione intrauterina agli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi. Gli studi sugli animali hanno evidenziato tossicita’ riproduttiva. Il trattamento materno con atorvastatina puo’ ridurre i livelli fetali di mevalonato che e’ un precursore della biosintesi del colesterolo. Ezetimibe. Non sono disponibili dati clinici sull’uso di ezetimibe durante la gravidanza. Gli studi sugli animali sull’uso di ezetimibe in monoterapia non hanno mostrato evidenza di effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embriofetale, sul parto o sullo sviluppopostnatale. Allattamento. Il medicinale e’ controindicato durante l’allattamento. In considerazione della possibilita’ di reazioni avverse gravi, le donne in trattamento con il medicinale non devono allattare.Studi sui ratti hanno dimostrato che ezetimibe viene escreto nel latte. Nei ratti, le concentrazioni plasmatiche di atorvastatina e dei suoi metaboliti attivi sono simili a quelle riscontrate nel latte. Non e’noto se i componenti attivi del medicinale siano escreti nel latte umano. Fertilita’. Non sono stati condotti studi di fertilita’ con il medicinale. Atorvastatina. In studi su animali, atorvastatina non ha prodotto alcun effetto sulla fertilita’ maschile e femminile. Ezetimibe. Ezetimibe non ha avuto alcun effetto sulla fertilita’ di ratti maschi e femmine.

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

BLISTER