DENOMINAZIONE
KEYMET COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Antidiabetici orali.
PRINCIPI ATTIVI
500 mg: ogni compressa a rilascio prolungato contiene 500 mg di metformina cloridrato corrispondente a 390 mg di metformina base. 750 mg: ogni compressa a rilascio prolungato contiene 750 mg di metformina cloridrato corrispondente a 585 mg di metformina base. 1000 mg: ogni compressa a rilascio prolungato contiene 1000 mg di metformina cloridrato corrispondente a 780 mg di metformina base.
ECCIPIENTI
500 mg: carmellosa sodica, ipromellosa 100.000cP, ipromellosa 5cP, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, acqua depurata. 750 mg: carmellosa sodica, ipromellosa 100.000cP, magnesio stearato, acqua depurata. 1000 mg: carmellosa sodica, ipromellosa 100.000cP, magnesio stearato, acqua depurata.
INDICAZIONI
Trattamento del diabete mellito di Tipo 2 nei pazienti intolleranti adosi efficaci di metformina a rilascio immediato per la comparsa di effetti collaterali gravi di tipo gastrointestinali e in pazienti nei quali l’insorgenza di tali effetti impedisca il raggiungimento della dose ottimale di metformina. Il farmaco puo’ essere utilizzato in monoterapia o in combinazione con altri antidiabetici orali o con l’insulina.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ alla metformina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.Qualsiasi tipo di acidosi metabolica acuta (come acidosi lattica, chetoacidosi diabetica). Pre-coma diabetico. Insufficienza renale severa (GFR < 30 mL/min). Condizioni acute potenzialmente in grado di alterare la funzione renale come: disidratazione; infezione grave; shock; somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati. Malattie acute o croniche che possano provocare ipossia tissutale come: insufficienza cardiaca o respiratoria; recente infarto miocardico; shock; Insufficienza epatica, intossicazione acuta da alcol, alcolismo. Allattamento.
POSOLOGIA
Adulti con normale funzione renale (GFR >= 90 mL/min). Monoterapia e combinazione con altri farmaci antidiabetici orali. Di norma la dose iniziale e’ una compressa di KEYMET 500 mg una volta al giorno. Dopo 10-15 giorni la dose va adeguata sulla base del tasso ematico di glucosio. Un graduale aumento del dosaggio puo’ migliorare la tollerabilita’ gastrointestinale. La dose massima raccomandata e’ di 4 compresse KEYMET 500 mg al giorno. Gli aumenti della dose devono essere di 500 mg ogni 10-15 giorni, fino a un massimo di 2000 mg una volta al giorno con il pasto della sera. Se non si raggiunge il controllo della glicemia con KEYMET 2000 mg in un’unica somministrazione giornaliera, dovrebbe essere preso in considerazione il trattamento con KEYMET 1000 mg, due volte al giorno, assunto con il cibo. Se non si raggiunge ancora il controllo glicemico, i pazienti dovrebbero passare a trattamento con metformina standard compresse, fino alla massima dose di 3000 mg al giorno. Nei pazienti gia’ in trattamento con metformina compresse, la dose iniziale di KEYMET dovrebbe essere equivalente alla dose giornaliera dimetformina a rilascio immediato. Il passaggio a KEYMET non e’ raccomandato nei pazienti gia’ in trattamento con metformina a dosi superioria 2000 mg al giorno. Nel caso di pazienti per i quali si intenda eseguire il passaggio da un altro agente antidiabetico a KEYMET: interrompere l’assunzione dell’altro agente ed iniziare l’assunzione di KEYMET alle dosi sopra indicate. KEYMET 750 mg e 1000 mg vanno utilizzati in quei pazienti gia’ in trattamento con metformina (a rilascio prolungato o immediato). La dose di KEYMET 750 mg o 1000 mg dovrebbe corrispondere alla dose giornaliera di metformina (a rilascio prolungato o immediato), fino ad una dose massima di 1500 mg o 2000 mg rispettivamente, assunti col pasto serale. Combinazione con l’insulina La metformina e l’insulina possono essere usate in associazione per migliorare il controllo del tasso ematico di glucosio. La metformina viene somministrataalla dose iniziale normale di KEYMET 500 mg compresse 1 volta al giorno, mentre la dose di insulina viene adeguata sulla base della glicemia. Nei pazienti gia’ in trattamento con metformina ed insulina in associazione, la dose di KEYMET 750 mg o 1000 mg dovrebbe essere equivalente alla dose giornaliera delle compresse di metformina fino ad una dose massima di 1500 mg o 2000 mg rispettivamente, assunti col pasto serale, mentre la dose di insulina viene adeguata sulla base della glicemia. Compromissione renale La GFR deve essere valutata prima di iniziareil trattamento con metformina e successivamente almeno una volta all’anno. Nei pazienti con aumentato rischio di ulteriore progressione della compromissione renale e negli anziani la funzione renale deve essere valutata con maggior frequenza, ad es. ogni 3-6 mesi. Con GFR ugualea 60-89 mL/min e 2.000 mg Di massima dose giornaliera totale: Una riduzione della dose pu? essere presa in considerazione a fronte del peggioramento della funzione renale. Con GFR uguale a 45-59 mL/min e 2.000mg Di massima dose giornaliera totale: I fattori che possono aumentare il rischio di acidosi lattica devono essere esaminati prima di prendere in considerazione l’inizio del trattamento con metformina. La doseiniziale non deve superare met? della dose massima. Con GFR uguale a 30-44 mL/min e 1.000 mg Di massima dose giornaliera totale: I fattori che possono aumentare il rischio di acidosi lattica devono essere esaminati prima di prendere in considerazione l’inizio del trattamento conmetformina. La dose iniziale non deve superare met? della dose massima. Con GFR < 30 mL/min: Metformina ? controindicata. Anziani. A causadella potenziale riduzione della funzione renale nei soggetti anziani, il dosaggio di metformina cloridrato deve essere adeguato sulla basedella funzione renale. Un controllo periodico della funzionalita’ renale e’ necessario. Bambini. In mancanza di dati disponibili il farmaconon dovrebbe essere usato nei bambini.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede precauzioni particolari per la conservazione.
AVVERTENZE
Acidosi lattica. L’acidosi lattica, una complicanza metabolica molto rara ma grave, insorge con maggior frequenza a causa del peggioramentoacuto della funzione renale o di malattia cardiorespiratoria o sepsi.L’accumulo di metformina si manifesta con il peggioramento acuto della funzionalita’ renale e aumenta il rischio di acidosi lattica. In caso di disidratazione (diarrea o vomito severi, febbre o ridotta assunzione di liquidi), la somministrazione di metformina deve essere interrotta temporaneamente e si deve raccomandare al paziente di rivolgersi aun operatore sanitario. Deve essere prestata cautela nell’iniziare iltrattamento con medicinali che possano compromettere in modo acuto lafunzione renale (come antipertensivi, diuretici e FANS) in pazienti trattati con metformina. Altri fattori di rischio di acidosi lattica sono l’eccessivo consumo di alcol, la compromissione epatica, il diabetescarsamente controllato, la chetosi, il digiuno prolungato e qualsiasi altra condizione associata ad ipossia, nonche’ l’uso in concomitanzadi medicinali che possono causare acidosi lattica. I pazienti e/o le persone che li assistono devono essere informati in merito al rischio di acidosi lattica. L’acidosi lattica e’ caratterizzata da dispnea acidotica, dolore addominale, crampi muscolari, astenia e ipotermia seguiti da coma. In presenza di sintomi sospetti, il paziente deve interrompere l’assunzione di metformina e richiedere immediatamente assistenzamedica. I risultati di laboratorio di valore diagnostico sono pH ematico ridotto (< 7,35) aumentati livelli di lattato plasmatico (> 5 mmol/L) e aumentato gap anionico e rapporto lattato/piruvato. Somministrazione di agenti di contrasto iodati La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati puo’ portare a nefropatia indotta da mezzo di contrasto. Questo causa l’accumulo di metformina e aumenta il rischio di acidosi lattica. La somministrazione di metformina deve essere interrotta prima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine diimaging e non deve essere ripresa finche’ non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Funzione renale La GFR deve essere valutata prima di iniziare il trattamento e successivamente, a intervalli regolari, vedere paragrafo 4.2. Metformina e’ controindicata in pazienticon GFR < 30 mL/min e deve essere interrotta temporaneamente in presenza di condizioni patologiche che alterano la funzione renale. Poiche’la metformina viene escreta dai reni, la clearance della creatinina (che puo’ essere stimata dai livelli di creatinina sierica usando la formula di Cockcroft-Gault) deve essere determinata prima di iniziare iltrattamento e in seguito, regolarmente: almeno una volta all’anno neipazienti con funzione renale normale; almeno due-quattro volte l’annonei pazienti con livelli di creatinina sierica al limite superiore del normale e nei soggetti anziani La diminuzione della funzione renale nei soggetti anziani e’ frequente e asintomatica. Un’attenzione particolare va riservata alle situazioni in cui puo’ venire compromessa la funzione renale, ad esempio quando si inizia una terapia antipertensivao una terapia con diuretici e quando si inizia una terapia con un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS). Interventi chirurgici. Metformina deve essere interrotta al momento di un intervento chirurgicoin anestesia generale, spinale o epidurale. La terapia puo’ essere ripresa non prima delle 48 ore successive all’intervento chirurgico o alriavvio della nutrizione orale, sempre che la funzione renale sia stata rivalutata e riscontrata stabile. Altre precauzioni. Tutti i pazienti devono continuare il loro regime alimentare distribuendo regolarmente l’introito di carboidrati durante il giorno. I pazienti in sovrappeso devono continuare il regime alimentare ipocalorico. I test di laboratorio normalmente previsti nei casi di diabete devono essere eseguitiregolarmente. L’assunzione di metformina in monoterapia non provoca mai ipoglicemia, anche se si consiglia cautela quando viene usata in combinazione con l’insulina o altri antidiabetici orali (per es. sulfanilure o meglitinidi). Parti della compressa possono ritrovarsi nelle feci. Si raccomanda che i pazienti siano informati che questo e’ normale.
INTERAZIONI
Uso concomitante non raccomandato Alcool L’intossicazione acuta da alcol e’ associata a un aumentato rischio di acidosi lattica, in particolare nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica. Evitare il consumo di alcool e di farmaci contenenti alcool. Agenti di contrasto iodati La somministrazione di metformina deve essere interrottaprima o nel momento in cui viene effettuata l’indagine di imaging e non deve essere ripresa finche’ non siano trascorse almeno 48 ore dall’esame, a condizione che la funzione renale sia rivalutata e riscontrata stabile. La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati puo’ provocare un’insufficienza renale, con conseguente accumulodi metformina e aumento del rischio di acidosi lattica. Associazioni che richiedono precauzione per l’uso Alcuni medicinali possono influire negativamente sulla funzione renale, aumentando quindi il rischio diacidosi lattica, ad es. FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi (COX) II, gli ACE-inibitori, gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II e i diuretici, in particolare i diuretici dell’ansa. Quando questi medicinali vengono utilizzati in associazione a metformina, si rende necessario un attento monitoraggio della funzionerenale. Medicinali con attivita’ iperglicemica intrinseca come glucocorticoidi (somministrati per via sistemica e locale) e simpaticomimetici: potranno essere necessari controlli piu’ frequenti della glicemia,soprattutto all’inizio del trattamento. Se necessario adeguare il dosaggio della metformina durante la terapia con l’altro farmaco. Anche ibeta-bloccanti e i beta 2-agonisti possono ridurre la glicemia. Se necessario, adeguare il dosaggio del farmaco antidiabetico durante la terapia con l’altro farmaco e all’interruzione di quest’ultimo.
EFFETTI INDESIDERATI
Nei dati di post marketing e in quelli provenienti dagli studi clinici, le reazioni avverse a KEYMET sono state simili, in natura e severita’, a quelle riscontrate in trattamento con metformina a rilascio immediato. I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi durante il trattamento con metformina. La loro frequenza e’ definita come segue: molto comune: >=1/10; comune >=1/100, <1/10; non comune >=1/1.000, <1/100; rara >=1/10.000, <1/1.000; molto rara <1/10.000, non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dati disponibili). Patologie del sistema nervoso. Comune: alterazioni del gusto. Patologie gastrointestinali. Molto comune: disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e perdita dell’appetito. Questi effetti indesiderati si verificano piu’ frequentemente durante l’inizio della terapia e si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto rara: reazioni cutanee quali eritema, prurito, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto rara: acidosi lattica. Diminuzione dell’assorbimento di vitamina B12 con diminuzione dei livelli sierici durante l’utilizzo di metformina a lungo termine. Si raccomanda di prendere in considerazione tale eziologia nei pazienti con anemia megaloblastica. Patologie epatobiliari. Molto rara: casi isolati di alterazioni nei testdi funzionalita’ epatica o epatite che si sono risolte in seguito a interruzione del trattamento con metformina. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Il diabete non controllato durante la gravidanza (gestazionale o permanente) viene associato a un aumento del rischio di anomalie congenitee mortalita’ perinatale. Un numero limitato di dati sull’uso di metformina in donne in gravidanza non ha evidenziato un aumentato rischio di anomalie congenite. Studi sugli animali non indicano effetti nocivi su gravidanza, sviluppo embrionale o fetale, parto o sviluppo postnatale. Quando la paziente pianifica una gravidanza e durante la gravidanza stessa, si raccomanda di non trattare il diabete con metformina ma di impiegare l’insulina per mantenere la glicemia piu’ vicina possibileal normale, in modo da ridurre i rischi di malformazione fetale. Nel topo in fase di allattamento, la metformina viene escreta nel latte. Per la specie umana non sono disponibili dati analoghi e bisogna quindidecidere se interrompere l’allattamento o interrompere la metformina,considerando l’importanza che il composto ha per la madre. Nei ratti,la fertilita’ del maschio o della femmina non e’ risultata alterata dalla metformina quando somministrata a dosi fino a 600 mg/kg al giorno; questa dose e’ pari a circa tre volte la massima dose giornaliera raccomandata nell’uomo, calcolata sulla base dell’area di superficie corporea.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RILASCIO PROLUNGATO
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER

