KIMURA 20CPR DIV 4MG

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DENOMINAZIONE

KIMURA COMPRESSE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antipertensivi. Bloccanti dei recettori alfa-adrenergici.

PRINCIPI ATTIVI

Questo farmaco da 2 mg compresse. Una compressa divisibile contiene: doxazosina mesilato mg 2,43 (pari a doxazosina base mg 2). Questo farmaco da 4 mg compresse. Una compressa divisibile contiene: doxazosina mesilato mg 4,85 (pari a doxazosina base mg 4).

ECCIPIENTI

Cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato , amido glicolato sodico, magnesio stearato, sodio laurilsolfato.

INDICAZIONI

Ipertensione arteriosa essenziale. Questo farmaco e’ indicato nel trattamento dei sintomi clinici associati all’iperplasia prostatica benigna (IPB).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Doxazosina e’ controindicata in: pazienti con ipersensibilita’ nota alle chinazoline (es. prazosina, terazosina, doxazosina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; pazienti con storia di ipotensione ortostatica;pazienti con iperplasia prostatica benigna e concomitante congestionedel tratto urinario superiore, infezione cronica delle vie urinarie ocalcoli vescicali; durante l’allattamento; pazienti con ipotensione. In osservanza di una pratica medica prudente, doxazosina e’ controindicata in monoterapia nei pazienti con incontinenza urinaria da rigurgito o con anuria, con o senza insufficienza renale progressiva.

POSOLOGIA

Le compresse devono essere assunte in monosomministrazione giornaliera con una quantita’ sufficiente di acqua. La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico. Ipertensione arteriosa. La dose abituale di questo medicinale e’ da 1 a 8 mg al giorno. La massima dose raccomandata e’ di 16 mg al giorno. La dose iniziale e’ di 1 mg prima di coricarsi (1/2 compressa da 2 mg) e questa dose deve essere mantenuta da una a due settimane di trattamento. Dopo questo periodo il dosaggio puo’ essere aumentato a 2 mg una volta al giorno e mantenuto per altreuna-due settimane. Al bisogno, il dosaggio giornaliero puo’ essere aumentato ancora gradualmente, sempre dopo lo stesso intervallo di tempo, a 4, 8 e 16 mg una volta al giorno, in base alla risposta del paziente. Iperplasia prostatica benigna. All’inizio del trattamento con questo farmaco, si raccomanda il seguente schema posologico: giorni da 1 a8: 1 mg al giorno (1/2 compressa di questo farmaco da 2 mg); giorni da 9 a 14: 2 mg al giorno (1 compressa di questo medicinale da 2 mg); in base ai parametri urodinamici e alla sintomatologia della IPB del paziente, questa dose puo’ essere aumentata a 4 mg (1 compressa di questo farmaco da 4 mg) e, successivamente, alla massima dose raccomandata di 8 mg (2 compresse di questo medicinale da 4 mg). L’intervallo di tempo raccomandato tra un incremento posologico e quello successivo va da 1 a 2 settimane. La dose giornaliera abituale raccomandata e’ di 2-4mg. Questo farmaco deve essere usato in monosomministrazione giornaliera. Se si interrompe la somministrazione di doxazosina per qualche giorno, la ripresa del trattamento andra’ fatta a partire dal dosaggio iniziale di 1 mg. Pazienti anziani e pazienti con insufficienza renale:la farmacocinetica della doxazosina rimane invariata nei pazienti anziani e in quelli con insufficienza renale. Inoltre, non ci sono evidenze che la doxazosina aggravi l’insufficienza renale preesistente. Pertanto, si raccomanda generalmente la dose abituale. Comunque, a causa della possibile comparsa di ipersensibilita’ in alcuni di questi pazienti, e’ necessario prestare particolare attenzione all’inizio del trattamento. Doxazosina non e’ dializzabile poiche’ e’ altamente legata alle proteine plasmatiche. Pazienti con insufficienza epatica: il dosaggio deve essere aumentato con particolare prudenza nei pazienti con insufficienza epatica. Non e’ disponibile alcuna esperienza clinica nei pazienti con insufficienza epatica severa. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di doxazosina nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione.

AVVERTENZE

Inizio della terapia: in relazione alle proprieta’ alfa-bloccanti di doxazosina, nei pazienti puo’ verificarsi ipotensione posturale manifestata con vertigini e debolezza, o, raramente, perdita di coscienza (sincope), in particolare all’inizio della terapia. Pertanto, e’ prudente pratica medica monitorare la pressione arteriosa all’inizio della terapia per minimizzare il rischio di effetti posturali. Particolare attenzione e’ necessaria negli anziani, nei pazienti con insufficienza epatica o renale, nei pazienti che assumono una dieta rigorosa a basso contenuto di sale o in quelli in terapia con diuretici. A tali pazientideve essere raccomandato di evitare le situazioni che potrebbero provocare infortunio in caso di capogiri o debolezza durante la fase iniziale del trattamento con doxazosina. Uso in pazienti con patologie cardiache acute: come con qualsiasi altro vasodilatatore anti-ipertensivo e’ prudente pratica medica usare cautela nel somministrare doxazosina a pazienti con le seguenti condizioni cardiache acute: edema polmonaredovuto a stenosi aortica o mitralica; insufficienza cardiaca ad alta gittata; insufficienza ventricolare destra conseguente a embolia polmonare o a effusione pericardica; insufficienza ventricolare sinistra con ridotta pressione di riempimento. Nei pazienti con cardiopatia ischemica severa, un abbassamento troppo rapido o marcato della pressione arteriosa puo’ portare a un peggioramento dell’angina. Uso in pazienti con compromissione epatica: come con altri farmaci interamente metabolizzati dal fegato, doxazosina deve essere somministrata con particolare cautela ai pazienti con funzione epatica ridotta. Poiche’ non e’ disponibile alcuna esperienza clinica nei pazienti con compromissione epatica severa, l’uso di doxazosina in questi pazienti non e’ raccomandato. Uso con inibitori della PDE-5: e’ necessario prestare particolare cautela quando doxazosina e’ somministrata in concomitanza con inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5) (come sildenafil, tadalafil,vardenafil), indicato per la disfunzione erettile, poiche’ entrambi ifarmaci hanno effetti vasodilatatori e cio’ potrebbe causare ipotensione sintomatica in alcuni pazienti. La probabilita’ di sviluppare ipotensione sintomatica e’ piu’ alta subito dopo la somministrazione dell’inibitore della PDE-5. Per ridurre il rischio di ipotensione ortostatica, si raccomanda di iniziare il trattamento con inibitori della PDE-5solo se il paziente e’ emodinamicamente stabilizzato con alfa-bloccanti. Inoltre, si raccomanda di iniziare il trattamento con la dose piu’bassa possibile di inibitore della PDE-5, rispettando 6 ore di intervallo di tempo dall’assunzione di doxazosina. Non sono stati condotti studi con doxazosina in formulazione a rilascio prolungato. Inoltre, i medici devono consigliare ai pazienti cosa fare quando compaiono i sintomi dell’ipotensione ortostatica. Popolazione pediatrica. La sicurezza e l’efficacia di doxazosina nei bambini e negli adolescenti non sonostate stabilite. Uso in pazienti sottoposti a chirurgia della cataratta: la “Intra-operative Floppy Iris Syndrome” (IFIS, una variante della sindrome dell’iride a bandiera) e’ stata osservata durante interventi di chirurgia della cataratta in alcuni pazienti precedentemente trattati o in trattamento con tamsulosina. Si sono verificati casi isolaticon altri antagonisti alfa-1 adrenergici e non puo’ essere esclusa lapossibilita’ di un effetto di classe. Poiche’ la comparsa di tale sindrome puo’ aumentare le complicanze chirurgiche durante l’intervento di cataratta, il chirurgo oftalmico prima di procedere con l’interventodovrebbe essere al corrente del trattamento in corso o precedente conantagonisti alfa-1 adrenergici. Priapismo. Nell’esperienza post-marketing, sono stati riportati erezioni prolungate e priapismo con alfa-1-bloccanti, compresa la doxazosina. Se il priapismo non viene trattato immediatamente, potrebbe determinare un danno ai tessuti del pene e laperdita permanente della potenza pertanto, il paziente deve rivolgersi immediatamente a un medico. Screening per il carcinoma prostatico: il carcinoma prostatico puo’ causare molti dei sintomi associati all’ipertrofia prostatica benigna (IPB) e le due condizioni possono coesistere. Di conseguenza si deve escludere una diagnosi di carcinoma prostatico prima di instaurare la terapia con doxazosina per il trattamento dei sintomi dell’IPB. Doxazosina deve essere usato con prudenza nei pazienti con neuropatia diabetica autonoma. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

INTERAZIONI

La somministrazione concomitante di doxazosina con un inibitore PDE-5(come sildenafil, tadalafil, vardenafil), indicato per la disfunzioneerettile, puo’ causare ipotensione sintomatica in alcuni pazienti. Non sono stati condotti studi con doxazosina in formulazioni a rilascio prolungato. La maggior parte (98%) della doxazosina plasmatica e’ legata alle proteine. Dati in vitro su plasma umano indicano che la doxazosina non ha alcun effetto sul legame proteico di digossina, warfarin, fenitoina o indometacina. Studi in vitro indicano che la doxazosina e’un substrato del citocromo P450 3A4 (CYP 3A4). Deve essere prestata attenzione quando si somministrano contemporaneamente doxazosina con unforte inibitore del CYP 3A4, come claritromicina, indinavir, itraconazolo, ketoconazolo, nefazodone, nelfinavir, ritonavir, saquinavir, telitromicina o voriconazolo. L’esperienza clinica ha dimostrato che la somministrazione di doxazosina nelle formulazioni standard non comportainterazioni con diuretici tiazidici, furosemide, betabloccanti, FANS,antibiotici, ipoglicemizzanti orali, agenti uricosurici e anticoagulanti. Tuttavia, non sono disponibili dati provenienti da studi di interazione farmacologica. La doxazosina potenzia l’azione ipotensiva di altri alfa-bloccanti e di altri antipertensivi. L’effetto ipotensivo puo’ essere piu’ intenso se doxazosina e’ usato in concomitanza con farmaci vasodilatatori e nitrati. I simpaticomimetici riducono l’effetto ipotensivo di doxazosina; doxazosina inibisce l’azione di dopamina, efedrina, adrenalina, metaraminolo e fenilefrina sulla pressione arteriosae sui vasi sanguigni. In uno studio clinico open-label , randomizzato, controllato con placebo condotto su 22 volontari maschi sani, la somministrazione di una dose singola di 1 mg/die di doxazosina il 1. giorno di un regime terapeutico della durata di quattro giorni con cimetidina per via orale (400 mg due volte al giorno) ha determinato un aumento del 10% dell’AUC media di doxazosina e nessuna alterazione statisticamente significativa della C max media e dell’emivita media di doxazosina. L’aumento del 10% della AUC media per doxazosina con cimetidina rimane nell’ambito della variazione inter-soggetto (27%) della AUC media di doxazosina con placebo. La doxazosina puo’ influire sull’attivita’ della renina plasmatica e sulla secrezione di acido vanilmandelico attraverso le urine. Di cio’ si deve tenere conto quando si interpretano i risultati di laboratorio.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati sono imputabili principalmente alle proprieta’ farmacologiche del medicinale. Tali effetti sono per la maggior parte transitori e sono stati tollerati durante il trattamento prolungato. I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con doxazosina con le seguenti frequenze: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 a <1/10), non comune (>=1/1.000 a <1/100), raro (>=1/10.000 a <1/1.000, molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere stabilita in base ai dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Comune: infezioni del tratto respiratorio, infezioni del tratto urinario. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto raro: leucopenia, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita’ al farmaco. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: gotta, aumento dell’appetito, anoressia,ipokaliemia, arsura; raro: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici. Comune: eiaculazione ritardata, apatia; non comune: agitazione, depressione,ansia, insonnia, nervosismo, sogni irrequieti, amnesia, labilita’ emotiva. Patologie del sistema nervoso. Comune: sonnolenza, vertigini, cefalea; non comune: accidente cerebrovascolare, ipoestesia, sincope, tremore; molto raro: vertigine posizionale, parestesia. Patologie dell’occhio. Comune: disturbi dell’accomodazione visiva; non comune: lacrimazione anomala, fotofobia; molto raro: visione offuscata, congiuntivite; non nota: intra – operative floppy iris syndrome ifis. Patologie dell’orecchio. Comune: vertigini; non comune: tinnito. Patologie cardiache. Comune: palpitazioni e tachicardia, edema; non comune: angina pectoris, infarto del miocardio; molto raro: bradicardia, aritmie cardiache. Patologie vascolari. Comune: ipotensione, ipotensione posturale, capogiri; non comune: ischemia periferica; molto raro: vampate di calore.Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: bronchite,tosse, dispnea, rinite, naso chiuso; non comune: epistassi, mal di gola; raro: edema della laringe; molto raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, dispepsia, secchezza delle fauci, nausea; non comune: costipazione, flatulenza, vomito, diarrea, gastroenterite. Patologie epatobiliari. Non comune: referti anormali degli enzimi e della funzionalita’ epatica; molto raro: colestasi, epatite, ittero. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito; non comune: rush cutanei; raro: sudorazione; molto raro: orticaria, alopecia, porpora. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore lombare, mialgia; non comune: artralgia, rigidita’ muscolare; raro: crampi muscolari, debolezza muscolare. Patologie renali ed urinarie. Comune: cistite, incontinenza urinaria; non comune: disuria, minzione frequente, ematuria; raro: poliuria; molto raro: aumento della diuresi, disturbi della minzione, nicturia. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza; molto raro: ginecomastia, priapismo; non nota: eiaculazione retrograda. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, dolore toracico, sintomi simil-influenzali, edema periferico; non comune: dolore, edema del viso, pallore, arrossamento del viso, alterazione del gusto, brividi, febbre; raro: riduzione della temperatura corporea negli anziani; molto raro: affaticamento, malessere. Esami diagnostici. Non comune: aumento di peso. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazioneavversa

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: poiche’ non vi sono studi adeguati e ben controllati in donne in gravidanza, la sicurezza di doxazosina durante la gravidanza non e’ stata stabilita. Di conseguenza, durante la gravidanza, la doxazosina deve essere usata solo se, a giudizio del medico, i potenziali benefici superino i possibili rischi. Sebbene non siano stati osservatieffetti teratogeni in esperimenti su animali, una ridotta sopravvivenza fetale e’ stata osservata negli animali a dosi estremamente elevate. Allattamento: e’ stato dimostrato che l’escrezione della doxazosina nel latte materno e’ molto bassa (con la corrispondente dose nel lattante inferiore all’1%), tuttavia i dati nell’uomo sono molto limitati. Il rischio per il neonato o lattante non puo’ essere escluso pertanto la doxazosina deve essere utilizzata solo quando, secondo il parere del medico, il potenziale beneficio supera il potenziale rischio.

Forma farmaceutica

COMPRESSE DIVISIBILI

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

BLISTER