KRUXAGON 28CPS 20MG

SKU: 37818022 Category:

DENOMINAZIONE

KRUXAGON 20 MG CAPSULE RIGIDE GASTRORESISTENTI

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Inibitori della pompa acida.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni capsula rigida gastroresistente contiene: omeprazolo 20 mg.

ECCIPIENTI

Nucleo: cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa basso-sostituita, mannitolo, croscarmellosa sodica, polisorbato 80, povidone K-30, arginina, sodio laurilsolfato, glicina, magnesio carbonato leggero.Rivestimento: ipromellosa, copolimero acido metacrilico-etilacrilato,trietile citrato, sodio idrossido, titanio diossido, talco. Capsula: gelatina, indaco carminio (E-132), titanio diossido, acqua.

INDICAZIONI

Adulti: prevenzione delle recidive di ulcere duodenali; trattamento delle ulcere gastriche; trevenzione delle recidive di ulcere gastriche;eradicazione di Helicobacter pylori (H. pylori) nell’ulcera peptica, in associazione a terapia antibiotica appropriata; trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate all’assunzione di FANS; prevenzione delle ulcere gastriche e duodenali associate all’assunzione di FANS in pazienti a rischio; trattamento dell’esofagite da reflusso; gestione a lungo termine dei pazienti con esofagite da reflusso cicatrizzata; trattamento della malattia sintomatica da reflusso gastro-esofageo;trattamento della sindrome di Zollinger-Ellison. Uso pediatrico. Bambini di eta’ superiore a 1 anno e con peso; trattamento sintomatico della pirosi e del rigurgito acido nella malattia da reflusso gastro-esofageo. Bambini e adolescenti di eta’ superiore ai 4 anni: trattamento dell’ulcera duodenale causata da H. pylori, in associazione a terapia antibiotica.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ ad omeprazolo, ai sostituti benzimidazolinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Omeprazolo come altri inibitori di pompa protonica (IPP), non deve essere somministrato in concomitanza a nelfinavir.

POSOLOGIA

adulti. La dose raccomandata nei pazienti con ulcera duodenale attivae’ 20mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti la cicatrizzazione dell’ulcera si ottiene entro 2 settimane dall’inizio. Nel caso di ulcere non completamente cicatrizzate durante il primo ciclo, la cicatrizzazione si ottiene generalmente durante il trattamento prolungato per altre 2 settimane. Nei pazienti con ulcera duodenale scarsamente responsiva, somministrare 40mg una volta al giorno per ottenere la cicatrizzazione in 4 settimane. Per la prevenzione delle recidive di ulcera duodenale in pazienti negativi per H. pylori o quando l’eradicazione di H. pylori non e’ possibile, la dose raccomandata e’ 20mg una volta al giorno. In alcuni pazienti puo’ essere sufficiente una dosedi 10mg. In caso di insuccesso terapeutico, si puo’ aumentare a 40mg.Trattamento dell’ulcera gastrica: 20mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti la cicatrizzazione si ottiene entro 4 settimane dall’inizio. Nel caso di ulcere non completamente cicatrizzate dopo il primo ciclo, la cicatrizzazione si ottiene generalmente durante il trattamento prolungato per altre 4 settimane. Nei pazienti con ulcera gastrica scarsamente responsiva, somministrare 40mg una volta al giorno, per ottenere la cicatrizzazione in 8 settimane. Per la prevenzione delle recidive nei pazienti con ulcera gastrica scarsamente responsiva, la dose raccomandata e’ 20mg una volta al giorno: si puo’ aumentare la dose ricorrendo a 40mg una volta al giorno. Per l’eradicazione dell’ H. pilori, basare la selezione degli antibiotici sulla tolleranza individuale al farmaco ed intraprendere la terapia in funzione dei pattern di resistenza locali, regionali, nazionali e delle linee guida per il trattamento. Kruxagon 20mg + claritromicina 500mg + amoxicillina 1.000mg, ognuno 2 volte al giorno per una settimana, o Kruxagon 20mg + claritromicina 250mg (in alternativa 500mg) + metronidazolo 400mg (o 500mg o tinidazolo 500mg), ognuno 2 volte al giorno per una settimana o Kruxagon 40mg una volta al giorno con amoxicillina 500mg e metronidazolo 400mg (o 500mg o tinidazolo 500mg), entrambi 3 volte al giorno per una settimana. Per ciascuno dei regimi terapeutici, se risultase ancora positivo per H. pylori si puo’ ripetere la terapia. Per il trattamento delle ulcere gastriche e duodenali associate all’assunzione di FANS, la dose raccomandata e’ 20mg una volta al giorno. Nella maggior parte dei pazienti la cicatrizzazione si ottiene entro 4 settimane dall’inizio. Nei pazienti non completamente guariti dopo il primo ciclo, la cicatrizzazione si ottiene generalmente prolungando il trattamento per altre 4 settimane. Per la prevenzione delle ulcere gastriche o duodenali associate all’assunzione di FANS in pazienti a rischio la dose raccomandata e’ 20mg una volta al giorno. Trattamento dell’esofagite da reflusso: 20mg al giorno. Nella maggior parte dei pazienti la cicatrizzazione si raggiunge entro 4 settimane dall’inizio. Nel caso di ulcere non completamente cicatrizzate dopo il primo ciclo, la cicatrizzazione si ottiene generalmente prolungando il trattamento per altre 4 settimane. Pazienti con esofagite grave: 40mg una volta al giorno, per ottenere la cicatrizzazione generalmente in 8 settimane. Per la gestione a lungo termine dei pazienti con esofagite da reflusso cicatrizzata, la dose raccomandata e’ 10mg una volta al giorno e si puo’ aumentare a 20-40mg una volta al giorno. Trattamento della malattia da reflusso gastro-esofageo sintomatica: 20mg al giorno. I pazienti possono rispondere adeguatamente alla dose di 10mg al giorno, pertanto considerare un adattamento individuale. Se non si raggiunge il controllo sintomatico dopo 4 settimane di trattamento con 20mg al giorno, procedere ad ulteriori indagini. Nei pazienti con sindrome di Zollinger-Ellison adattare ladose individualmente e proseguire il trattamento fino a quando clinicamente indicato. La dose iniziale raccomandata e’ 60mg al giorno. Tutti i pazienti con malattia grave, che avevano risposto scarsamente allealtre terapie, hanno mantenuto un controllo efficace e in piu’ del 90% dei pazienti il controllo e’ stato mantenuto con dosi tra 20mg e 120mg/die. Suddividere in 2 somministrazioni giornaliere i dosaggi giornalieri superiori a 80mg. Bambini di eta’ superiore a 1 anno e con peso corporeo >= 10kg. Trattamento dell’esofagite da reflusso. Trattamento sintomatico della pirosi e del rigurgito acido nella malattia da reflusso gastro- esofageo. Con >=1 anno di et? e 10-20kg di peso: 10mg una volta al giorno. La dose pu? essere aumentata a 20mg una volta al giorno, se necessario. Con>=2 anni di et? e >20kg di peso: 20mg una volta al giorno. La dose pu? essere aumentata a 40mg una volta al giorno, senecessario. Esofagite da reflusso: il periodo di trattamento e’ di 4-8 settimane. Trattamento sintomatico della pirosi e del rigurgito acido nella malattia da reflusso gastro esofageo: il periodo di trattamento e’ 2-4 settimane. Se non si raggiunge il controllo sintomatico dopo 2-4 settimane, sottoporre il paziente ad ulteriori accertamenti. Bambini ed adolescenti di eta’ superiore ai 4 anni. Trattamento dell’ulceraduodenale causata da H. pylori. Nella scelta della terapia di associazione appropriata considerare le linee guida locali, regionali e nazionali ufficiali riguardanti la resistenza batterica, la durata del trattamento e l’uso appropriato degli antibiotici. Con 15-30kg di peso: associazione con 2 antibiotici: Kruxagon 10 mg, amoxicillina 25 mg/kg peso corporeo e claritromicina 7,5 mg/kg peso corporeo, si somministranotutti contemporaneamente 2 volte al giorno per una settimana. Con 31-40kg di peso: associazione con 2 antibiotici: Kruxagon 20 mg, amoxicillina 750 mg e claritromicina 7,5 mg/kg peso corporeo, si somministranotutti 2 volte al giorno per una settimana. Con >40kg di peso: associazione con 2 antibiotici: Kruxagon 20 mg, amoxicillina 1 g e claritromicina 500 mg, si somministrano tutti 2 volte al giorno per una settimana. Con compromissione della funzionalita’ renale non e’ necessario un aggiustamento. Con compromissione della funzionalita’ epatica: dose giornaliera di 10-20mg. Nei pazienti anziani non e’ necessario modificare la dose. Prendere le capsule al mattino, preferibilmente a digiuno, intere con mezzo bicchiere d’acqua; non masticarle ne’ frantumarle. Con difficolta’ a deglutire e per i bambini che possono bere o deglutirecibi semisolidi: si puo’ aprire la capsula e deglutire il contenuto con mezzo bicchiere di acqua, oppure mescolato con liquidi leggermente acidi: ingerita subito e mescolare sempre appena prima di berla. Risciacquare il fondo con mezzo bicchiere di acqua e berne il contenuto. Inalternativa i pazienti possono sciogliere la capsula in bocca e deglutire i granuli contenuti con mezzo bicchiere d’acqua. I granuli gastroresistenti non devono essere masticati.

CONSERVAZIONE

Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C. Blister: conservare nella confezione originale, per proteggere il medicinale dall’umidita’.

AVVERTENZE

In presenza di alcuni sintomi d’allarme (es. significativa perdita dipeso non intenzionale, vomito ricorrente, disfagia, ematemesi o melena) e quando si sospetta o e’ confermata la presenza di un’ulcera gastrica, la natura maligna dell’ulcera deve essere esclusa in quanto la risposta sintomatica alla terapia potrebbe ritardare una corretta diagnosi. La co-somministrazione di atazanavir e inibitori di pompa protonica non e’ raccomandata. Se l’associazione di atazanavir e inibitore di pompa protonica e’ giudicata inevitabile, si raccomanda un attento monitoraggio clinico (ad es. carica virale) in associazione a un aumento della dose di atazanavir a 400 mg con 100 mg di ritonavir; la dose di omeprazolo non deve superare i 20 mg. Omeprazolo, cosi’ come tutti i medicinali acido-soppressivi, puo’ ridurre l’assorbimento della vitamina B 12 (cianocobalamina) a causa di ipo- o acloridria. Questo deve essere tenuto in considerazione in pazienti con ridotte riserve o fattoridi rischio per ridotto assorbimento di vitamina B 12 in caso di terapie a lungo termine. Omeprazolo e’ un inibitore del CYP2C19. All’inizioo alla fine del trattamento con omeprazolo deve essere considerata lapotenziale interazione con farmaci metabolizzati dal CYP2C19. E’ stata osservata un’interazione tra clopidogrel e omeprazolo. La rilevanza clinica di questa interazione e’ incerta. A titolo precauzionale, deveessere scoraggiato l’uso concomitante di clopidogrel e omeprazolo. Alcuni bambini affetti da patologie croniche possono necessitare di un trattamento a lungo termine sebbene non sia raccomandato. Il trattamento con inibitori di pompa protonica puo’ causare un leggero aumento delrischio di infezioni gastrointestinali da Salmonella e Campylobacter.Come in tutti i trattamenti a lungo termine, specialmente se la durata del trattamento e’ superiore a 1 anno, i pazienti devono essere tenuti sotto regolare controllo. Gli inibitori di pompa protonica, specialmente se utilizzati a dosaggi elevati e per periodi prolungati (> 1 anno), potrebbero causare un lieve aumento di rischio di fratture dell’anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto in pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio conosciuti. Studi osservazionale suggeriscono che gli inibitori di pompa protonica potrebberoaumentare il rischio complessivo di frattura dal 10% al 40%. Tale aumento potrebbe essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono ricevere le cure in base alle attuali linee guida di pratica clinica e devono assumere un’adeguata quantita’ di vitamina D e calcio. Ipomagnesiemia. E’ stato osservata chegli inibitori di pompa protonica (PPI) come omeprazolo, in pazienti trattati per almeno tre mesi e in molti casi per un anno, possono causare grave ipomagnesiemia. Gravi sintomi di ipomagnesiemia includono stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmia ventricolare. Essi, inizialmente si possono manifestare in modo insidioso ed essere trascurati. L’ipomagnesiemia nella maggior parte dei pazienti, migliora dopo l’assunzione di magnesio e la sospensione dell’inibitore dipompa protonica. Gli operatori sanitari devono considerare l’eventuale misurazione dei livelli di magnesio prima di iniziare il trattamentocon PPI e periodicamente durante il trattamento nel pazienti in terapia per un periodo prolungato o in terapia con digossina o medicinali che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici). Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di LECS. In presenza di lesioni, sopratutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente almedico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunita’ di interrompere il trattamento. La comparsa di LECS in seguito a un trattamentocon un inibitore della pompa protonica puo’ accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri inibitori della pompa protonica.

INTERAZIONI

Influenza di omeprazolo sulla farmacocinetica di altri principi attivi. Principi attivi con assorbimento dipendente dal pH. L’assorbimento di principi attivi dipendente dal pH gastrico puo’ essere aumentato o ridotto dalla diminuita acidita’ intragastrica durante il trattamento con omeprazolo. Nelfinavir, atazanavir. I livelli plasmatici di nelfinavir e atazanavir diminuiscono in caso di co-somministrazione di omeprazolo. La somministrazione concomitante di omeprazolo e nelfinavir e’ controindicata. La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) ha ridotto l’esposizione media di nelfinavir di circa il 40% e ha ridotto l’esposizione media del metabolita farmacologicamente attivo M8 di circa il 75-90%. L’interazione puo’ anche coinvolgere l’inibizione del CYP2C19. La somministrazione concomitante di omeprazolo eatazanavir non e’ raccomandata. La co-somministrazione di omeprazolo (40 mg una volta al giorno) e atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha determinato una riduzione del 75% dell’esposizione di atazanavir. L’aumento della dose di atazanavir a 400 mg non ha compensato l’impatto di omeprazolo sull’esposizione di atazanavir. La co-somministrazione di omeprazolo (20 mg una volta al giorno) e atazanavir 400 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha determinato una riduzione di circa il 30% dell’esposizione di atazanavir rispetto ad atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg una volta al giorno. Digossina. Il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg/die) e digossina in soggetti sani ha portato ad un aumento del 10% della biodisponibilita’ della digossina. La tossicita’ della digossina e’ stata raramente riportata. Tuttavia si raccomanda cautela nell’utilizzo di alti dosaggi di omeprazolo inpazienti anziani. Pertanto il monitoraggio terapeutico della digossina dovrebbe essere aumentato. Clopidogrel In uno studio clinico cross-over, clopidogrel (dose di carico 300 mg seguita da 75 mg/die) e’ statosomministrato per 5 giorni in monoterapia e con omeprazolo (80 mg somministrati insieme a clopidogrel). L’esposizione al metabolita attivo di clopidogrel e’ diminuita del 46% (giorno 1) e del 42% (giorno 5) quando clopidogrel e omeprazolo sono stati co-somministrati. Quando clopidogrel e omeprazolo sono stati co-somministrati si e’ avuta una diminuzione del 47% (24 ore) e del 30% (giorno 5) dell’inibizione media dell’aggregazione piastrinica (IPA). In un altro studio e’ stato dimostrato che la somministrazione di clopidogrel e omeprazolo in tempi differenti non previene la loro interazione, che sembra guidata dall’azione inibitrice di omeprazolo sul CYP2C19. Sono stati riportati dati inconsistenti, provenienti da studi osservazionali e clinici, sulle implicazioni cliniche di questa interazione farmacocinetica/farmacodinamica intermini di eventi cardiovascolari maggiori. Altri principi attivi. L’assorbimento di posaconazolo, erlotinib, ketoconazolo e itraconazolo e’ significativamente ridotto e pertanto l’efficacia clinica puo’ essere compromessa. L’uso concomitante di posaconazolo ed erlotinib deve essere evitato. Principi attivi metabolizzati dal CYP2C19. Omeprazolo e’un moderato inibitore del suo principale enzima metabolizzante, il CYP2C19. Pertanto, il metabolismo di principi attivi concomitanti metabolizzati anch’essi dal CYP2C19, puo’ essere diminuito e l’esposizione aqueste sostanze a livello sistemico aumentata. Esempi di tali farmacisono R-warfarin e altri antagonisti della vitamina K, cilostazolo, diazepam e fenitoina. Cilostazolo. Omeprazolo, somministrato alla dose di 40 mg in volontari sani in uno studio cross-over, ha aumentato la C max e l’AUC di cilostazolo rispettivamente del 18% e del 26% e di uno dei suoi metaboliti attivi rispettivamente del 29% e del 69%. Fenitoina. Si raccomanda un monitoraggio della concentrazione plasmatica di fenitoina durante le prime due settimane dopo l’inizio del trattamento con omeprazolo e, se si rende necessario un aggiustamento della dose difenitoina, si raccomanda il monitoraggio e un ulteriore aggiustamentodella dose quando si termina il trattamento con omeprazolo. Meccanismo sconosciuto Saquinavir. La somministrazione concomitante di omeprazolo e saquinavir/ritonavir ha determinato un aumento dei livelli plasmatici di saquinavir fino a circa il 70% con una buona tollerabilita’ inpazienti HIV-positivi. Tacrolimus. E’ stato riportato che la somministrazione concomitante di omeprazolo aumenta i livelli sierici di tacrolimus. E’ necessario aumentare il monitoraggio delle concentrazioni ditacrolimus e della funzionalita’ renale (clearance della creatinina) e, se necessario, il dosaggio di tacrolimus deve essere aggiustato. Influenza di altri principi attivi sulla farmacocinetica di omeprazolo. Inibitori del CYP2C19 e/o CYP3A4. Poiche’ omeprazolo e’ metabolizzato dal CYP2C19 e dal CYP3A4, i principi attivi inibitori del CYP2C19 o del CYP3A4 (come claritromicina e voriconazolo) possono aumentare i livelli sierici di omeprazolo, diminuendone la velocita’ di metabolizzazione. La co-somministrazione di voriconazolo determina un’esposizione piu’ che raddoppiata ad omeprazolo. Poiche’ la somministrazione di dosi elevate di omeprazolo e’ stata ben tollerata, non e’ generalmente necessario alcun aggiustamento della dose di omeprazolo. Tuttavia, l’aggiustamento della dose deve essere preso in considerazione nei pazienti con grave compromissione della funzionalita’ epatica e nel caso di trattamento a lungo termine. Induttori del CYP2C19 e/o CYP3A4. Principi attivi induttori del CYP2C19 o del CYP3A4 o di entrambi (come rifampicina ed erba di S. Giovanni, iperico) possono determinare una diminuzionedei livelli sierici di omeprazolo, aumentandone la velocita’ di metabolizzazione.

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati piu’ comuni (1-10% dei pazienti) sono cefalea, dolore addominale, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea/vomito. Le seguenti reazioni avverse, identificate o sospette, sono state evidenziate durante le sperimentazioni cliniche con omeprazolo e dopo la commercializzazione. In nessun caso e’ stata stabilita una correlazione conla dose di farmaco somministrata. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla frequenza e al Sistema di Classificazione per Organo (SOC). Le classi di frequenza sono definite in base alla seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (da >=1/100 a <1/10), non comune (da >=1/1.000 a <1/100), raro (da >=1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: leucopenia, trombocitopenia; molto raro: agranulocitosi, pancitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni di ipersensibilit?, ad es, febbre, angioedema e reazione/shock anafilattico. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Raro: iponatriemia; frequenza non nota: ipomagnesiemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia; raro: agitazione, confusione, depressione; molto raro: aggressivit?, allucinazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: capogiri, parestesia, sonnolenza; raro: alterazioni del gusto. Patologie dell’occhio. Raro: visione offuscata. Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea/vomito; raro: secchezza delle fauci, stomatite, candidosi gastrointestinale. Patologie epatobiliari. Non comune: innalzamento dei valori degli enzimiepatici; raro: epatite con o senza ittero; molto raro: insufficienza epatica, encefalopatia nei pazienti con epatopatia pre-esistente. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: dermatite, prurito, eruzione cutanea, orticaria; raro: alopecia, fotosensibilizzazione; molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN); non nota lupus eritematoso cutaneo subacuto. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale; raro: artralgia, mialgia; molto raro: debolezza muscolare. Patologie renali e urinarie. Raro: nefrite interstiziale. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: malessere, edema periferico; raro: aumento della sudorazione. Popolazione pediatrica. La sicurezza di omeprazolo e’ stata valutata in un totale di 310 bambini da 0 a 16 anni di eta’ affetti da malattia acido-correlata. Sono disponibili dati limitati a lungo termine relativi a 46 bambini che, durante uno studio clinico sull’esofagite erosivagrave, hanno ricevuto una terapia di mantenimento con omeprazolo finoa 749 giorni. Il profilo degli eventi avversi e’ risultato essere in genere lo stesso degli adulti sia nel trattamento a breve termine sia in quello a lungo termine. Non vi sono dati a lungo termine riguardanti gli effetti del trattamento con omeprazolo sulla puberta’ e la crescita.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

I risultati di tre studi epidemiologici prospettici (piu’ di 1000 esiti di pazienti esposti) indicano assenza di effetti indesiderati di omeprazolo sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Omeprazolo puo’ essere usato durante la gravidanza. Omeprazolo e’ escreto nel latte materno ma e’ improbabile che possa avere effetti sul lattante quando somministrato in dosi terapeutiche.

Forma farmaceutica

CAPSULE GASTRORESISTENTI

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

BLISTER