DENOMINAZIONE
MAVENCLAD 10 MG COMPRESSE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Immunosoppressori, immunosoppressori selettivi.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene 10 mg di cladribina. Eccipienti con effetti noti Ogni compressa contiene 64 mg di sorbitolo. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Idrossipropilbetadex (2-idrossipropil-beta-ciclodestrina), sorbitolo,magnesio stearato.
INDICAZIONI
Mavenclad e’ indicato per il trattamento di pazienti adulti con sclerosi multipla (SM) recidivante ad elevata attivita’, definita da caratteristiche cliniche o di diagnostica per immagini (vedere paragrafo 5.1).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Infezione da virus dell’immunodeficienza umana (human immunodeficiency virus, HIV). Infezione cronica attiva (tubercolosi o epatite). Inizio del trattamento con cladribina in pazienti immunocompromessi, compresi i pazienti attualmente sottoposti a terapia immunosoppressiva o mielosoppressiva (vedere paragrafo 4.5). Neoplasia maligna attiva. Disfunzione renale moderata o grave (clearancedella creatinina < 60 mL/min) (vedere paragrafo 5.2). Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).
POSOLOGIA
Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nel trattamento della SM. Posologia: la dose raccomandata cumulativa e’ di 3,5 mg/kg di peso corporeo in 2 anni, somministrata come 1 ciclo di trattamento da 1,75 mg/kg per anno. Ogni ciclo di trattamento consiste di 2 settimane di trattamento, una all’inizio del primo mese e una all’inizio del secondo mese dell’anno di trattamento corrispondente. Se necessario dal punto di vista medico (ad es. per il recupero dei linfociti), il ciclo di trattamento dell’anno 2 puo’ essere rimandato per un massimo di 6 mesi. Ogni settimana di trattamento consiste di4 o 5 giorni in cui il paziente assume 10 mg o 20 mg (una o due compresse) come singola dose giornaliera, in base al peso corporeo. Per informazioni dettagliate, vedere di seguito. Dopo il completamento dei 2 cicli di trattamento, negli anni 3 e 4 non e’ necessario un ulteriore trattamento con cladribina (vedere paragrafo 5.1). Una ripresa della terapia dopo l’anno 4 non e’ stata studiata. Criteri per l’inizio e la prosecuzione della terapia: la conta linfocitaria deve essere normale prima dell’inizio del trattamento nell’anno 1, di almeno 800 cellule/mm^3 prima dell’inizio del trattamento nell’anno 2. Se necessario, il ciclo di trattamento dell’anno 2 puo’ essere rimandato per un massimo di 6 mesi per consentire il recupero dei linfociti. Se il recupero richiede piu’ di 6 mesi, il paziente non deve piu’ ricevere le compresse di cladribina. Distribuzione della dose La distribuzione della dose totale nei 2 anni di trattamento e’ riportata di seguito. Per alcuni intervalli di peso il numero di compresse puo’ variare da una settimana ditrattamento all’altra. L’uso di cladribina orale nei pazienti di pesoinferiore a 40 kg non e’ stato studiato. Dose di cladribina per settimana di trattamento in base al peso del paziente per ogni anno di trattamento. Dose in mg (numero di compresse) per settimana di trattamento. Intervallo di peso: da 40 a < 50 kg. Settimana 1: 40 mg (4 compresse); settimana 2: 40 mg (4 compresse). Intervallo di peso: da 50 a < 60 kg. Settimana 1: 50 mg (5 compresse); settimana 2: 50 mg (5 compresse). Intervallo di peso: da 60 a < 70 kg. Settimana 1: 60 mg (6 compresse); settimana 2: 60 mg (6 compresse). Intervallo di peso: da 70 a < 80 kg. Settimana 1: 70 mg (7 compresse); settimana 2: 70 mg (7 compresse). Intervallo di peso: da 80 a < 90 kg. Settimana 1: 80 mg (8 compresse); settimana 2: 70 mg (7 compresse). Intervallo di peso: da 90 a < 100kg. Settimana 1: 90 mg (9 compresse); settimana 2: 80 mg (8 compresse). Intervallo di peso: da 100 a < 110 kg. Settimana 1: 100 mg (10 compresse); settimana 2: 90 mg (9 compresse). Intervallo di peso: 110 kg eoltre. Settimana 1: 100 mg (10 compresse); settimana 2: 100 mg (10 compresse). Di seguito si mostra lo schema di distribuzione del numero totale di compresse per settimana di trattamento nei singoli giorni. Siraccomanda di assumere la dose giornaliera di cladribina in ogni settimana di trattamento ad intervalli di 24 ore, ogni giorno approssimativamente alla stessa ora. Se una dose giornaliera consiste di due compresse, queste vanno assunte insieme come dose singola. Numero di compresse per giorno della settimana numero totale di compresse per settimana: 4. Giorno 1: 1; giorno 2: 1; giorno 3: 1; giorno 4: 1. Numero totale di compresse per settimana: 5. Giorno 1: 1; giorno 2: 1; giorno 3: 1; giorno 4: 1; giorno 5: 1. Numero totale di compresse per settimana: 6. Giorno 1: 2; giorno 2: 1; giorno 3: 1; giorno 4: 1; giorno 5: 1. Numero totale di compresse per settimana: 7. Giorno 1: 2; giorno 2: 2; giorno 3: 1; giorno 4: 1; giorno 5: 1. Numero totale di compresse per settimana: 8. Giorno 1: 2; giorno 2: 2; giorno 3: 2; giorno 4: 1; giorno 5: 1. Numero totale di compresse per settimana: 9. Giorno 1: 2; giorno 2: 2; giorno 3: 2; giorno 4: 2; giorno 5: 1. Numero totale di compresse per settimana: 10. Giorno 1: 2; giorno 2: 2; giorno 3: 2; giorno 4: 2; giorno 5: 2. Una dose dimenticata deve essere assunta, se il paziente se ne ricorda, il giorno stesso in base allo schema di trattamento. Una dose dimenticata non deve essere assunta insieme alla successiva del giorno seguente. In tal caso il paziente deve assumere la dose dimenticata il giorno seguente e prolungare il numero di giorni della settimana di trattamento. Se il paziente dimentica due dosi consecutive, si applicano le stesse regole e la settimana di trattamento si prolunga di due giorni. Uso concomitante di altri medicinali orali Si raccomanda di somministrare qualsiasi altro medicinale orale ad un intervallo di almeno 3 ore dall’assunzione di Mavenclad nei pochi giorni di somministrazione della cladribina (vedere paragrafo 4.5). Popolazioni particolari. Disfunzione renale: non sono stati condotti studi specifici in pazienti con disfunzione renale. Nei pazienti con disfunzione renale lieve (clearance della creatinina compresa tra 60 e 89 mL/min), unaggiustamento della dose non e’ ritenuto necessario (vedere paragrafo5.2). La sicurezza e l’efficacia nei pazienti con disfunzione renale moderata o grave non sono state stabilite. Pertanto, la cladribina e’ controindicata in questi pazienti (vedere paragrafo 4.3). Disfunzione epatica: non sono stati condotti studi in pazienti con disfunzione epatica. Benche’ l’importanza della funzione epatica per l’eliminazione della cladribina sia considerata trascurabile (vedere paragrafo 5.2), in assenza di dati, non e’ richiesto alcun aggiustamento della dose neipazienti con disfunzione epatica lieve. L’uso di cladribina non e’ raccomandato nei pazienti con disfunzione epatica moderata o grave (punteggio Child-Pugh > 6). Anziani Si raccomanda cautela quando la cladribina e’ usata in pazienti anziani, considerata la frequenza potenzialmente maggiore di ridotta funzione epatica o renale, patologie concomitanti e altre terapie farmacologiche. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Mavenclad nei bambini di eta’ inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: Mavenclad e’ per uso orale. Le compresse devono essere assunte con acqua e deglutite senza masticare. Le compresse possono essere assunte indipendentemente dai pasti. Poiche’ le compresse non sono rivestite, devono essere deglutite immediatamente dopo essere state estratte dal blister e non devono essere lasciate esposte su una superficie o maneggiate piu’ a lungo di quanto necessario per l’assunzione. Seuna compressa e’ stata lasciata esposta su una superficie o se una compressa e’ stata estratta spezzata o frammentata dal blister, l’area interessata deve essere lavata con cura. Il paziente deve avere le maniasciutte per maneggiare le compresse e deve lavarle con cura dopo l’assunzione.
CONSERVAZIONE
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidita’.
AVVERTENZE
Monitoraggio ematologico: il meccanismo d’azione della cladribina e’ strettamente correlato alla riduzione della conta linfocitaria. L’effetto sulla conta linfocitaria e’ dose-dipendente. Negli studi clinici sono anche state osservate riduzioni della conta dei neutrofili, della conta eritrocitaria, dell’ematocrito, dell’emoglobina o della conta piastrinica in confronto ai valori basali, benche’ abitualmente tali parametri rimangano nei limiti della norma. Si possono attendere reazioniavverse ematologiche additive nel caso la cladribina venga somministrata prima o in concomitanza con altre sostanze che alterano il profiloematologico (vedere paragrafo 4.5). La conta linfocitaria deve esseredeterminata: prima di iniziare il trattamento nell’anno 1, prima di iniziare il trattamento nell’anno 2, 2 e 6 mesi dopo l’inizio del trattamento in ogni anno di trattamento. Se la conta linfocitaria e’ inferiore a 500 cellule/mm^3, deve essere attivamente monitorata fino a che i valori non aumentino nuovamente. Per i criteri di trattamento in base alla conta linfocitaria del paziente, vedere paragrafo 4.2 e sottoparagrafo “Infezioni” riportato di seguito. Infezioni: la cladribina puo’ ridurre le difese immunitarie e aumentare la probabilita’ di infezioni. Infezione da HIV, tubercolosi attiva e epatite attiva devono essere escluse prima di iniziare il trattamento con cladribina (vedere paragrafo 4.3). Infezioni latenti, comprese tubercolosi o epatite, possonoessere attivate. Occorre quindi effettuare uno screening per le infezioni latenti, in particolare tubercolosi ed epatite B e C, prima di iniziare la terapia nell’anno 1 e nell’anno 2. L’inizio del trattamento con Mavenclad deve essere rimandato fino a che l’infezione non sia stata adeguatamente trattata. L’inizio della somministrazione di cladribina va posticipato anche nei pazienti con infezione acuta fino a che l’infezione non sia completamente sotto controllo. Si raccomanda particolare attenzione nei pazienti che non sono mai stati esposti al virus della Varicella zoster. Nei pazienti negativi agli anticorpi si raccomanda la vaccinazione prima dell’inizio della terapia con cladribina. L’inizio del trattamento con Mavenclad deve essere rinviato di 4-6 settimane, in modo da raggiungere il pieno effetto della vaccinazione. L’incidenza di Herpes zoster e’ risultata maggiore nei pazienti trattati con cladribina. Se la conta linfocitaria scende sotto 200 cellule/mm^3,va presa in considerazione una profilassi anti-Herpes secondo gli standard locali finche’ perdura la linfopenia di grado 4 (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con conta linfocitaria inferiore a 500 cellule/mm^3devono essere attivamente monitorati riguardo a segni e sintomi suggestivi di infezioni, in particolare da Herpes zoster. In presenza di tali segni e sintomi deve essere iniziato un trattamento anti-infettivo come da indicazione clinica. L’interruzione o il rinvio del trattamento con Mavenclad deve essere preso in considerazione fino alla risoluzione appropriata dell’infezione. Sono stati segnalati casi di leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP) in pazienti affetti da leucemia a cellule capellute trattati con cladribina parenterale con un diverso regime terapeutico. Sebbene non sia stato segnalato alcun caso di LMP associato all’assunzione delle compresse di cladribina, prima di iniziare il trattamento con compresse di cladribina deve essere effettuata una risonanza magnetica per immagini (RMI) basale (in genere entro 3 mesi). Neoplasie maligne: negli studi clinici sono stati osservati piu’ frequentemente eventi di neoplasie maligne nei pazienti trattati con cladribina rispetto ai pazienti che ricevevano placebo (vedere paragrafo 4.8). Mavenclad e’ controindicato nei pazienti con SM affetti daneoplasie maligne attive (vedere paragrafo 4.3). Nei pazienti con neoplasie maligne pregresse va effettuata una valutazione individuale delrapporto rischio-beneficio prima di iniziare il trattamento. I pazienti trattati con cladribina devono essere avvisati di seguire le linee guida standard per lo screening oncologico. Funzionalita’ epatica: casi di danno epatico, inclusi casi gravi, sono stati segnalati con frequenza non comune nei pazienti trattati con Mavenclad. Prima di iniziareil trattamento con Mavenclad deve essere raccolta un’anamnesi completa del paziente relativamente a episodi precedenti di danno epatico conaltri farmaci o malattie epatiche sottostanti. Occorre valutare i livelli sierici di aminotransferasi, fosfatasi alcalina e bilirubina totale dei pazienti prima di iniziare la terapia nell’anno 1 e nell’anno 2. Durante il trattamento, gli enzimi epatici e la bilirubina vanno monitorati sulla base dei segni e sintomi clinici. Qualora un paziente dovesse sviluppare segni clinici, aumenti inspiegabili degli enzimi epatici o sintomi indicativi di disfunzione epatica (ad es. nausea inspiegabile, vomito, dolore addominale, stanchezza, anoressia o ittero e/o urine scure), e’ necessario misurare prontamente i livelli sierici di transaminasi e bilirubina totale. Il trattamento con Mavenclad deve essere interrotto o sospeso, se necessario. Contraccezione: prima di iniziare il trattamento, sia nell’anno 1 che nell’anno 2, le donne in eta’fertile e gli uomini che potrebbero generare un figlio devono essere informati in merito ai possibili rischi gravi per il feto e alla necessita’ di usare misure contraccettive efficaci (vedere paragrafo 4.6). Le donne in eta’ fertile devono prevenire la gravidanza usando misure contraccettive efficaci durante il trattamento con cladribina e almenonei 6 mesi successivi all’assunzione dell’ultima dose (vedere paragrafo 4.5). I pazienti di sesso maschile devono adottare misure precauzionali per evitare una gravidanza della loro partner durante il trattamento con cladribina e almeno nei 6 mesi successivi all’assunzione dell’ultima dose. Trasfusioni di sangue: nei pazienti che necessitano di trasfusioni di sangue si raccomanda l’irradiazione della componente ematica cellulare prima della trasfusione, per prevenire una reazione di rigetto (graft-versus-host disease) correlata alla trasfusione. Si raccomanda la consulenza di un ematologo. Passaggio al e dal trattamento con cladribina: nei pazienti precedentemente trattati con medicinali immunomodulanti o immunosoppressivi, si deve tener conto del meccanismo d’azione e della durata dell’effetto di questi medicinali prima di iniziare il trattamento. Un potenziale effetto additivo sul sistema immunitario va tenuto in considerazione anche quando medicinali di questo tipo vengono utilizzati dopo il trattamento (vedere paragrafo 4.5). In caso di passaggio da un altro medicinale per la SM va effettuata una RMI al basale (vedere precedente sottoparagrafo “Infezioni”).
INTERAZIONI
Questo medicinale contiene idrossipropilbetadex, che puo’ essere disponibile per la formazione di complessi con altri medicinali e aumentare potenzialmente la biodisponibilita’ di tali prodotti (in particolaremedicinali a bassa solubilita’). Si raccomanda quindi di somministrare qualsiasi altro medicinale orale a un intervallo di almeno 3 ore dall’assunzione di Mavenclad durante i pochi giorni di somministrazione della cladribina. Medicinali immunosoppressivi: l’inizio del trattamento con cladribina e’ controindicato nei pazienti immunocompromessi, compresi i pazienti attualmente sottoposti a terapia immunosoppressiva o mielosoppressiva, ad esempio con metotrexato, ciclofosfamide, ciclosporina o azatioprina, o in caso di uso cronico di corticosteroidi, a causa del rischio di effetti additivi sul sistema immunitario (vedere paragrafo 4.3). Durante il trattamento con cladribina e’ consentita una terapia acuta di breve durata con corticosteroidi sistemici. Altri medicinali modificanti la malattia: l’uso di cladribina con interferone beta determina un aumento del rischio di linfopenia. La sicurezza e l’efficacia di cladribina in combinazione con altri trattamenti in grado di modificare il decorso della SM non sono state stabilite. Il trattamento concomitante non e’ raccomandato. Medicinali ematotossici: a causadella riduzione della conta linfocitaria indotta dalla cladribina, sipossono verificare reazioni avverse ematologiche additive se la cladribina viene somministrata prima di o in maniera concomitante con altresostanze che alterano il profilo ematologico (ad es. carbamazepina). In questi casi si raccomanda un attento monitoraggio dei parametri ematologici. Vaccini vivi o vivi attenuati: il trattamento non deve essere iniziato nelle 4-6 settimane successive a una vaccinazione con vaccini vivi o attenuati, a causa del rischio di infezione vaccinica attiva. Una vaccinazione con vaccini vivi o attenuati va evitata durante e dopo il trattamento con cladribina finche’ la conta leucocitaria non rientra nei limiti della norma. Inibitori potenti delle molecole di trasporto ENT1, CNT3 e BCRP: a livello dell’assorbimento della cladribina,l’unica eventuale via di interazione di rilievo clinico sembra esserequella della proteina di resistenza del carcinoma mammario (breast cancer resistance protein, BCRP o ABCG2). L’inibizione della BCRP nel tratto gastrointestinale puo’ aumentare la biodisponibilita’ orale e l’esposizione sistemica della cladribina. Gli inibitori noti della BCRP, che possono modificare del 20% la farmacocinetica dei substrati della BCRP in vivo, comprendono eltrombopag. Gli studi in vitro indicano chela cladribina e’ un substrato della proteina di trasporto nucleosidica equilibrativa (equilibrative nucleoside transporter, ENT1) e della proteina di trasporto nucleosidica concentrativa (concentrative nucleoside transporter, CNT3). Di conseguenza, la biodisponibilita’, la distribuzione intracellulare e l’eliminazione renale della cladribina possono teoricamente essere alterate dagli inibitori potenti delle molecoledi trasporto ENT1 e CNT3 come dilazep, nifedipina, nimodipina, cilostazol, sulindac o reserpina. Tuttavia, e’ difficile prevedere gli effetti netti in termini di potenziali alterazioni dell’esposizione alla cladribina. Benche’ la rilevanza clinica di tali interazioni non sia nota, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante degli inibitori potenti di ENT1, CNT3 o BCRP durante i 4-5 giorni di somministrazione con cladribina. Qualora non fosse possibile evitare la co-somministrazione, si consideri l’impiego concomitante di medicinali alternativi con azione inibitoria delle molecole di trasporto ENT1, CNT3 o BCRP minima o assente. Se anche questo non fosse possibile, si raccomanda una riduzione della dose dei medicinali contenenti queste sostanze al minimo necessario, la loro somministrazione a distanza e un attento monitoraggio del paziente. Induttori potenti dei trasportatori BCRP e P-gp: gli effetti degli induttori potenti dei trasportatori di efflusso BCRP e P-glicoproteina (P-gp) sulla biodisponibilita’ e la disposizione della cladribina non sono stati formalmente valutati in studi dedicati. Una possibile riduzione dell’esposizione alla cladribina dovrebbe essere tenuta in considerazione in caso di co-somministrazione di induttori potenti dei trasportatori BCRP (ad es. corticosteroidi) o P-gp(ad es. rifampicina, iperico). Contraccettivi ormonali: attualmente non e’ noto se la cladribina possa ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali ad azione sistemica. Pertanto, le donne che usano contraccettivi ormonali ad azione sistemica devono aggiungere un metodo di barriera durante il trattamento con cladribina e almeno nelle 4 settimanesuccessive all’assunzione dell’ultima dose di ogni anno di trattamento (vedere paragrafo 4.6).
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse di maggiore rilievo clinico sono linfopenia (25,6%) e Herpes zoster (3,0%). L’incidenza dell’Herpes zoster e’ stata maggiore nel periodo con linfopenia di grado 3 o 4 (da < 500 a 200 cellule/mm^3 o < 200 cellule/mm^3) in confronto alle fasi senza linfopenia di grado 3 o 4 (vedere paragrafo 4.4). Elenco delle reazioni avverse. Le reazioni avverse riportate nell’elenco seguente derivano dai dati aggregati degli studi clinici sulla SM, nei quali la cladribina orale e’ stata usata in monoterapia a una dose cumulativa di 3,5 mg/kg in due anni. L’insieme dei dati sulla sicurezza derivanti da questi studi sono relativi a 923 pazienti. Le reazioni avverse identificate durante la sorveglianza post-marketing sono indicate con un asterisco [*]. Le seguenti definizioni si riferiscono alla classificazione della frequenza utilizzata da qui in avanti: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000,< 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Comune: herpes orale, herpes zoster dermatomerico; molto raro: tubercolosi (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: linfopenia; comune: riduzione della conta dei neutrofili. Disturbi del sistema immunitario. Comune: ipersensibilita’* inclusi prurito, orticaria, eruzione cutanea e rari casi di angioedema. Patologie epatobiliari. Non comune: danno epatico*. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, alopecia. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Linfopenia: negli studi clinici, il 20-25% dei pazienti trattati conuna dose cumulativa di cladribina di 3,5 mg/kg in 2 anni in monoterapia ha sviluppato una linfopenia transitoria di grado 3 o 4. Una linfopenia di grado 4 e’ stata osservata in meno dell’1% dei pazienti. La percentuale maggiore di pazienti con linfopenia di grado 3 o 4 e’ stata osservata in entrambi gli anni 2 mesi dopo la prima dose di cladribina(4,0% e 11,3% dei pazienti con linfopenia di grado 3 rispettivamente nell’anno 1 e nell’anno 2, 0% e 0,4% di pazienti con linfopenia di grado 4 rispettivamente nell’anno 1 e nell’anno 2). E’ atteso che, nella maggior parte dei pazienti, la conta linfocitaria ritorni a valori normali o a una linfopenia di grado 1 entro 9 mesi. Per ridurre il rischio di linfopenia severa, la conta linfocitaria deve essere determinata prima, durante e dopo il trattamento con cladribina (vedere paragrafo 4.4) e devono essere seguiti criteri rigorosi per l’inizio e la prosecuzione del trattamento con cladribina (vedere paragrafo 4.2). Neoplasie maligne: negli studi clinici e nel follow-up a lungo termine dei pazienti trattati con una dose cumulativa di 3,5 mg/kg di cladribina orale, eventi di neoplasie maligne sono stati osservati piu’ frequentemente nei pazienti trattati con cladribina (10 eventi in 3.414 anni-paziente [0,29 eventi per 100 anni-paziente]) rispetto ai pazienti che ricevevano un placebo (3 eventi in 2.022 anni-paziente [0,15 eventi per 100anni-paziente]) (vedere paragrafo 4.4). Ipersensibilita’: negli studiclinici su pazienti trattati con una dose cumulativa di 3,5 mg/kg di cladribina orale, eventi di ipersensibilita’ sono stati osservati piu’frequentemente nei pazienti trattati con cladribina (11,8%) rispetto ai pazienti che ricevevano un placebo (8,4%). Eventi di ipersensibilita’ gravi sono stati osservati nello 0,3% dei pazienti trattati con cladribina e in nessuno dei pazienti che ricevevano un placebo. Gli eventi di ipersensibilita’ hanno portato all’interruzione del trattamento nello 0,4% dei pazienti trattati con cladribina e nello 0,3% dei pazienti che ricevevano un placebo. Danno epatico Durante l’esperienza post-marketing, in associazione temporale con Mavenclad, sono stati segnalati eventi non comuni di danno epatico, compresi casi gravi e casi che hanno portato all’interruzione del trattamento. Gli aumenti transitoridelle transaminasi sieriche erano solitamente superiori a 5 volte il limite superiore della norma (upper limit of normal, ULN). Sono stati osservati casi isolati di aumenti transitori delle transaminasi sieriche fino a 40 volte l’ULN e/o epatite sintomatica con aumento transitorio della bilirubina e ittero. Il tempo all’esordio e’ stato variabile,ma nella maggior parte dei casi si e’ verificato entro 8 settimane dal primo ciclo di trattamento (vedere paragrafo 4.4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italianadel Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Contraccezione negli uomini e nelle donne: prima di iniziare il trattamento, sia nell’anno 1 che nell’anno 2, le donne in eta’ fertile e gli uomini che potrebbero generare un figlio devono essere informati in merito ai possibili rischi gravi per il feto e alla necessita’ di usare misure contraccettive efficaci. Nelle donne in eta’ fertile, una gravidanza deve essere esclusa prima dell’inizio del trattamento con Mavenclad nell’anno 1 e nell’anno 2, e prevenuta usando misure contraccettive efficaci durante il trattamento con cladribina e almeno nei 6 mesisuccessivi all’assunzione dell’ultima dose. Le donne che usano contraccettivi ormonali ad azione sistemica devono aggiungere un metodo di barriera durante il trattamento con cladribina e almeno nelle 4 settimane successive all’assunzione dell’ultima dose di ogni anno di trattamento (vedere paragrafo 4.5). Le donne che entrano in gravidanza durantela terapia con Mavenclad devono interrompere il trattamento. Poiche’ la cladribina interferisce con la sintesi del DNA, si potrebbero verificare effetti avversi sulla gametogenesi umana (vedere paragrafo 5.3).Pertanto, i pazienti di sesso maschile devono adottare misure precauzionali per evitare una gravidanza della loro partner durante il trattamento con cladribina e almeno nei 6 mesi successivi all’assunzione dell’ultima dose. Gravidanza: considerando l’effetto sull’essere umano dialtre sostanze che inibiscono la sintesi del DNA, la cladribina potrebbe causare malformazioni congenite quando somministrata durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Mavenclad e’ controindicato in donne ingravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento: non e’ noto se la cladribina sia escreta nel latte materno. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi che potrebbero verificarsi nei bambini allattati al seno, l’allattamento e’ controindicato durante il trattamento con Mavenclad e per 1 settimana dopo l’ultima dose (vedere paragrafo 4.3). Fertilita’: nel topo non sono stati osservati effetti sulla fertilita’ o sulla funzione riproduttiva della prole. Tuttavia, sono stati osservati effetti sui testicoli nel topo e nella scimmia (vedere paragrafo 5.3). Poiche’ la cladribina interferisce con la sintesi del DNA, si potrebbero verificare effetti avversi sulla gametogenesi umana. Pertanto, ipazienti di sesso maschile devono adottare misure precauzionali per evitare una gravidanza della loro partner durante il trattamento con cladribina e almeno nei 6 mesi successivi all’assunzione dell’ultima dose (vedere sopra).
Forma farmaceutica
COMPRESSE
Scadenza
48 MESI
Confezionamento
BLISTER

