DENOMINAZIONE
MOVENTIG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci per la costipazione, antagonisti periferici dei recettori pergli oppioidi.
PRINCIPI ATTIVI
Questo farmaco da 12,5 mg in compresse rivestite con film. Ogni compressa rivestita con film contiene naloxegol ossalato equivalente a 12,5mg di naloxegol. Questo farmaco da 25 mg in compresse rivestite con film. Ogni compressa rivestita con film contiene naloxegol ossalato equivalente a 25 mg di naloxegol.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: mannitolo (E421), cellulosa microcristallina (E460), croscarmellosa sodica (E468), magnesio stearato (E470b), propile gallato (E310). Rivestimento della compressa: ipromellosa (E464), titanio diossido (E171), macrogol (E1521), ferro ossido rosso (E172), ferro ossido nero (E172).
INDICAZIONI
Questo medicinale e’ indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da costipazione indotta da oppioidi (OIC) con una inadeguata risposta al/ai lassativo/i.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’. Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti o a qualunque altro antagonista oppioide. Ostruzione gastrointestinale. Pazienti con ostruzione gastrointestinale (GI)nota o sospetta o in pazienti con aumentato rischio di ostruzione recidivante, data la possibilita’ di perforazione gastrointestinale. Condizioni in pazienti con dolore oncologico. Pazienti con un tumore maligno sottostante che sono ad aumentato rischio di perforazione GI, ad esempio i soggetti: con tumori maligni sottostanti del tratto gastrointestinale o del peritoneo con carcinoma ovarico ricorrente o avanzato; in trattamento con inibitori del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF). Forti inibitori del CYP3A4. Uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4 (es., claritromicina, ketoconazolo, itraconazolo otelitromicina; inibitori della proteasi come ritonavir, indinavir o saquinavir; succo di pompelmo quando consumato in grandi quantita’).
POSOLOGIA
Posologia. La dose raccomandata di questo farmaco e’ 25 mg una volta al giorno. Quando si inizia il trattamento con naloxegol, si raccomanda di interrompere completamente la terapia di mantenimento in corso con lassativi, finche’ non venga determinato l’effetto clinico di naloxegol. Popolazioni speciali. Anziani: non si raccomanda alcuna modifica della dose sulla base dell’eta’. Compromissione della funzionalita’ renale: la dose iniziale per i pazienti con insufficienza renale di entita’ moderata o grave e’ 12,5 mg. In caso di comparsa di effetti collaterali che influiscono sulla tollerabilita’ del prodotto, il trattamento con naloxegol deve essere interrotto. La dose puo’ essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente. Nessuna modifica della dose e’ richiesta per i pazienti con lieve compromissione renale.Compromissione della funzionalita’ epatica: nei pazienti con compromissione epatica, da lieve a moderata, non e’ richiesta alcuna modifica della dose. La sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite nei pazienti con compromissione epatica grave. L’uso in pazienti con compromissione epatica grave non e’ raccomandato. Inibitori del CYP3A4: la dose iniziale per i pazienti che assumono inibitori moderati del CYP3A4 (es. diltiazem, verapamil) e’ di 12,5 mg una volta al giorno. La dose puo’ essere aumentata a 25 mg, se 12,5 mg sono ben tollerati dal paziente. Non e’ necessaria alcuna modifica della dose per i pazienti che assumono inibitori deboli del CYP3A4 (es. alprazolam, atorvastatina). Pazienti con dolore di origine oncologica: per i pazienti con dolore diorigine oncologica, non e’ richiesta alcuna modifica della dose. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di naloxegol nei bambini di eta’ inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: uso orale. Si raccomanda di assumere questo medicinale al mattino, per comodita’ dei pazienti, al fine di evitare evacuazioni durante la notte. Questo farmaco deve essere assunto a stomaco vuoto almeno 30 minuti prima o 2 ore dopo il primo pasto del giorno. Per i pazienti che non sono in grado di ingoiare la compressa intera, la compressa puo’ essere frantumata e ridotta in polvere, mescolata in mezzo bicchiere d’acqua (120 mL) e bevuta immediatamente. Il bicchiere deve essere risciacquato con un ulterioremezzo bicchiere d’acqua (120 mL) e il contenuto bevuto.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Condizioni di potenziale aumento del rischio di perforazione gastrointestinale. Successivamente all’immissione in commercio, sono stati riportati casi di perforazione gastrointestinale, inclusi casi ad esito fatale, quando naloxegol e’ stato utilizzato in pazienti che presentavano un maggiore rischio di perforazione gastrointestinale (GI). Naloxegol non deve essere utilizzato nei pazienti con accertata o sospetta ostruzione gastrointestinale, nei pazienti a piu’ elevato rischio di ostruzione ricorrente o nei pazienti con patologia oncologica di base chepresentano un maggiore rischio di perforazione GI. Si raccomanda di impiegare naloxegol con cautela nei soggetti affetti da qualsiasi patologia che potrebbe determinare la compromissione dell’integrita’ della parete del tratto gastrointestinale (es., malattia peptica ulcerosa grave, morbo di Crohn, diverticolite attiva o recidivante, tumori maligni infiltranti del tratto gastrointestinale o metastasi peritoneali). Per ogni paziente deve essere tenuto in considerazione il profilo generale di beneficio/rischio. Si deve consigliare ai pazienti di interrompere la terapia con naloxegol e informare immediatamente il loro medicose manifestano dolori addominali insolitamente forti o persistenti. Rotture della barriera ematoencefalica, clinicamente rilevanti. Naloxegol e’ un antagonista periferico dei recettori oppioidi-mu, con limitato accesso al sistema nervoso centrale (SNC). L’integrita’ della barriera ematoencefalica e’ importante per ridurre al minimo la captazione di naloxegol nel SNC. I pazienti con rotture clinicamente importanti della barriera ematoencefalica (es., tumori maligni primari del cervello, metastasi al SNC o altre condizioni infiammatorie, sclerosi multiplaattiva, morbo di Alzheimer in stadio avanzato, ecc.) non sono stati inclusi negli studi clinici e possono presentare il rischio che naloxegol penetri nel SNC. Naloxegol deve essere prescritto con cautela in tali pazienti tenendo conto del rapporto beneficio-rischio del singolo paziente e della potenziale comparsa di effetti sul SNC, fra cui sintomi di astinenza da oppioidi e/o interferenza con analgesia oppiode-mediata. In caso di evidenze di interferenza con analgesia oppioide-mediata o della sindrome da astinenza da oppioidi, i pazienti devono interrompere il trattamento con questo farmaco e contattare il loro medico. Uso concomitante di metadone. Nell’ambito di studi clinici e’ stato osservato che i pazienti che assumono metadone come principale terapia per il dolore evidenziano una frequenza piu’ elevata di reazioni avversegastrointestinali (fra cui dolori addominali e diarrea), rispetto ai soggetti non trattati con metadone. In alcuni casi, sono stati osservati sintomi indicativi di astinenza da oppioidi associati alla somministrazione di 25 mg di naloxegol nei pazienti che assumono metadone per il dolore. Questo e’ stato osservato in una proporzione maggiore di pazienti che assumono metadone rispetto a quelli che non assumono metadone. I pazienti che assumono metadone per il trattamento della dipendenza da oppioidi non sono stati inclusi nel programma di sviluppo clinico e il trattamento con naloxegol in questi pazienti deve essere effettuato con cautela. Reazioni avverse gastrointestinali. Nell’ambito di studi clinici sono stati segnalati casi di forti dolori addominali e diarrea associati all’impiego della dose pari a 25 mg, che si sono tipicamente manifestati poco tempo dopo l’inizio del trattamento. E’ stata riscontrata un’incidenza piu’ alta di interruzioni del trattamento neipazienti trattati con la dose di 25 mg, rispetto al placebo, a causa di diarrea (0,7% per il placebo versus 3,1% per 25 mg di naloxegol) e dolori addominali (rispettivamente, 0,2% versus 2,9%). I pazienti devono essere avvisati di segnalare prontamente al medico sintomi gravi, persistenti o peggioramenti. Nei pazienti che manifestano gravi eventi avversi a livello gastrointestinale, sulla base della risposta e dellatollerabilita’ dei singoli soggetti, si puo’ prendere in considerazione l’eventualita’ di ridurre la dose a 12,5 mg. Sindrome di astinenza da oppioidi. Nel programma clinico di naloxegol (DSM-5), sono stati segnalati casi di sindrome di astinenza da oppioidi. La sindrome di astinenza da oppioidi e’ un insieme di tre o piu’ dei seguenti segni o sintomi: umore disforico, nausea o vomito, dolori muscolari, lacrimazioneo rinorrea, dilatazione pupillare o piloerezione o sudorazione, diarrea, sbadigli, febbre o insonnia. Tipicamente, la sindrome di astinenzada oppioidi si sviluppa da pochi minuti a diversi giorni dopo la somministrazione di un antagonista degli oppioidi. Se si sospetta la sindrome di astinenza da oppioidi il paziente deve interrompere questo farmaco e contattare il proprio medico. Pazienti con condizioni cardiovascolari. Naloxegol non e’ stato studiato nel programma di studi clinici in pazienti con una storia recente di infarto miocardico negli ultimi 6 mesi, insufficienza cardiaca congestizia sintomatica, malattia cardiovascolare (CV) conclamata o pazienti con un intervallo QT >=500 msec.Questo farmaco deve essere usato con cautela in questi pazienti. Uno studio QTc eseguito con naloxegol in volontari sani non ha indicato alcun prolungamento dell’intervallo QT. Induttori del CYP3A4. Naloxegol non e’ raccomandato nei pazienti che assumono forti induttori del CYP3A4 (es., carbamazepina, rifampicina, Erba di San Giovanni). Compromissione della funzionalita’ renale. La dose iniziale per i pazienti con insufficienza renale, di entita’ moderata o grave e’ 12,5 mg. In caso di comparsa di effetti collaterali che influiscono sulla tollerabilita’del prodotto, il trattamento con naloxegol deve essere interrotto. Ladose puo’ essere aumentata a 25 mg, se 12,5 mg sono ben tollerati dalpaziente. Grave compromissione epatica. Naloxegol non e’ stato studiato nei pazienti con grave compromissione epatica. In tali pazienti, l’uso di naloxegol non e’ raccomandato. Dolore correlato al cancro. E’ stata acquisita un’esperienza clinica limitata relativa all’uso di naloxegol in pazienti affetti da OIC con dolore correlato al cancro. Pertanto, si raccomanda cautela quando si prescrive naloxegol a questi pazienti. Questo farmaco contiene sodio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 12,5 mg/25 mg compressa, cioe’ essenzialmente ‘senza sodio’.
INTERAZIONI
Interazione con inibitori e induttori del CYP3A4. Interazione con forti inibitori del CYP3A4. In uno studio “crossover” , in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti per valutarel’effetto di dosi multiple di ketoconazolo sulla dose singola PK di naloxegol, la cosomministrazione di ketoconazolo e naloxegol ha portatoad un aumento di 12,9 volte (90% CI: 11,314,6) dell’AUC di naloxegol e ad un aumento di 9,6 volte della C max di naloxegol (90% CI: 8,1-11,3), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto, l’uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4 e’ controindicato. Il succo di pompelmo e’ stato classificato come un potente inibitore del CYP3A4 quando consumato in grandi quantita’. Non sono disponibili datisull’uso concomitante di naloxegol e succo di pompelmo. In genere, ilconsumo concomitante di succo di pompelmo durante il trattamento con naloxegol deve essere evitato e deve essere preso in considerazione soltanto dopo aver consultato un operatore sanitario. Interazione con inibitori moderati del CYP3A4. In uno studio crossover in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti per valutarel’effetto di dosi multiple di diltiazem sulla PK di una dose singola di naloxegol, la cosomministrazione di diltiazem e naloxegol ha portato ad un aumento di 3,4 volte (90% CI: 3,2-3,7) dell’AUC di naloxegol ead un aumento di 2,9 volte della C max di naloxegol (90% CI: 2,6-3,1), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto, e’ raccomandata una modifica della dose di naloxegol quando co-somministrato con diltiazem e altri inibitori moderati del CYP3A4. La dose iniziale per i pazienti che assumono inibitori moderati del CYP3A4 e’ 12,5 mg una volta al giorno e puo’ essere aumentata a 25 mg se 12,5 mg sonoben tollerati dal paziente. Nessuna modifica della dose e’ richiesta per i pazienti che assumono inibitori deboli del CYP3A4. Interazione con forti induttori del CYP3A4. In uno studio crossover in aperto, non randomizzato, a sequenza fissa di 3 periodi e 3 trattamenti a dose singola per valutare l’effetto di dosi multiple di rifampicina sulla PK di una dose singola di naloxegol, la co-somministrazione di rifampicinae naloxegol ha portato ad una riduzione dell’89% (90% CI: 88%-90%) dell’AUC di naloxegol e ad una riduzione del 76% nella C max di naloxegol (90% CI: 69%-80%), rispetto a quando naloxegol era somministrato da solo. Pertanto questo medicinale non e’ raccomandato nei pazienti che stanno assumendo forti induttori del CYP3A4. Interazione con inibitoridella P-gp. In volontari sani, e’ stato condotto un singolo studio monocentrico, in doppio cieco, randomizzato, in 2 fasi, crossover, per valutare l’effetto della chinidina sulla farmacocinetica di naloxegol el’effetto della co-somministrazione di naloxegol e chinidina sulla miosi morfino-indotta. La co-somministrazione dell’inibitore P-gp chinidina ha portato ad un aumento di 1,4 volte dell’AUC (90% CI: 1,3-1,5) ead un aumento di 2,4 volte nella C max (90% CI: 2,2-2,8) di naloxegol. La co-somministrazione di naloxegol e chinidina non ha antagonizzatol’effetto della miosi morfino-indotta, suggerendo che l’inibizione della P-gp non cambia significativamente la capacita’ di naloxegol, alledosi terapeutiche, di attraversare la barriera emato-encefalica. Poiche’ gli effetti degli inibitori della P-gp sulla PK di naloxegol eranominori rispetto agli effetti degli inibitori del CYP3A4, le raccomandazioni posologiche per questo farmaco, quando co-somministrato con medicinali che causano l’inibizione sia della P-gp che del CYP3A4, devonoessere basate sul potere di inibizione del CYP3A4 – forte, moderato odebole. Interazione con altri antagonisti degli oppioidi. L’uso di naloxegol con altri antagonisti degli oppioidi (ad es. naltrexone, naloxone) deve essere evitato, a causa della possibilita’ di un effetto additivo dell’antagonismo sui recettori per gli oppioidi e del maggiore rischio di astinenza da oppioidi. Popolazione pediatrica. Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. In base ai dati aggregati, ricavati dagli studi clinici, le reazioni avverse del farmaco piu’ comunemente riportate con naloxegol (>=5%) sono: dolori addominali, diarrea, nausea, cefalea e flatulenza. Nella maggior parte dei casi, le reazioni avverse gastrointestinali sono state classificate di entita’ da lieve a moderata, sono insorte all’inizio del trattamento e sono scomparse con il proseguimento della terapia. Sono stati riportati spesso dolori associati a una componente crampiforme. Riassunto delle reazioni avverse. Le reazioni avverse sono classificate secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi. Le classi di frequenza sono definite in base alle seguenti convenzioni: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non puo’ esseredefinita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi (SOC). Infezionied infestazioni. Comune: nasofaringite. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: ipersensibilita’. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: sindrome di astinenza da oppioidi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore addominale, diarrea; comune: flatulenza, nausea, vomito; non nota: perforazione gastrointestinale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: iperidrosi. Descrizione delle reazioni avverse selezionate. Sindrome da astinenza di oppioidi. Naloxegol somministrato alle dosi terapeutiche subisce una minima captazione dalla barriera ematoencefalica. In alcuni pazienti, tuttavia, e’ stato segnalato un insieme di sintomi che assomiglia alla sindrome di astinenza da oppioidi. La maggior parte dei casi segnalati e’ stata osservata poco tempo dopo la somministrazione iniziale del medicinale ed era di entita’ lieve o moderata. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i dati relativi all’uso di naloxegol in donne in gravidanza sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato unatossicita’ riproduttiva quando le esposizioni sistemiche erano varie volte superiori al livello terapeutico di esposizione. Nel feto, in teoria, esiste potenzialmente la possibilita’ di provocare una sindrome di astinenza da oppioidi, somministrando, nella madre, un antagonista dei recettori per gli oppioidi, in trattamento concomitante con un oppioide. Pertanto, l’uso di naloxegol non e’ raccomandato durante la gravidanza. Allattamento: non e’ noto se naloxegol sia escreto nel latte materno. Dati tossicologici disponibili nel ratto hanno mostrato l’escrezione di naloxegol nel latte. A dosi terapeutiche, la maggior parte degli oppioidi (es. morfina, meperidina, metadone) e’ escreta nel latte materno in quantita’ minime. Esiste la possibilita’ teorica che naloxegol possa provocare una crisi di astinenza da oppioidi in un neonatoallattato al seno se la madre sta assumendo un agonista dei recettoridegli oppioidi. Pertanto, l’uso di questo medicinale non e’ raccomandato nelle madri in allattamento. Fertilita’: l’effetto di naloxegol sulla fertilita’ non e’ stato studiato nell’uomo. E’ stato osservato chenaloxegol non ha avuto alcun effetto sulla fertilita’ di ratti di sesso maschile e femminile a dosi orali fino a 1.000 mg/kg al giorno (1.000 volte superiori rispetto all’esposizione terapeutica (AUC) alla dose raccomandata nell’uomo pari a 25 mg/die).
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
48 MESI
Confezionamento
BLISTER

