NIVESTIM SC EV 1SIR 30MU 0,5ML

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DENOMINAZIONE

NIVESTIM SOLUZIONE INIETTABILE O PER INFUSIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Citochine.

PRINCIPI ATTIVI

12 MU/0,2 ml soluzione iniettabile o per infusione. Ogni ml di soluzione iniettabile o per infusione contiene 60 milioni di unita’ [MU] (600 microgrammi [mcg]) di filgrastim. Ogni siringa preriempita contiene 12 milioni di unita’ (MU) (120 microgrammi [mcg]) di filgrastim in 0,2ml (0,6 mg/ml). 30 MU/0,5 ml soluzione iniettabile o per infusione Ogni ml di soluzione iniettabile o per infusione contiene 60 milioni di unita’ [MU] (600 microgrammi [mcg]) di filgrastim. Ogni siringa preriempita contiene 30 milioni di unita’ (MU) (300 microgrammi [mcg]) di filgrastim in 0,5 ml (0,6 mg/ml). Nivestim 48 MU/0,5 ml soluzione iniettabile o per infusione Ogni ml di soluzione iniettabile o per infusionecontiene 96 milioni di unita’ [MU] (960 microgrammi [mcg]) di filgrastim. Ogni siringa preriempita contiene 48 milioni di unita’ (MU) (480 microgrammi [mcg]) di filgrastim in 0,5 ml (0,96 mg/ml).

ECCIPIENTI

Acido acetico, glaciale; sodio idrossido; sorbitolo (E420); polisorbato 80; acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Filgrastim e’ indicato per la riduzione della durata della neutropenia e dell’incidenza di neutropenia febbrile in pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per patologie maligne (con l’eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche) e riduzione della durata della neutropenia nei pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo consideratiad alto rischio di neutropenia grave prolungata. La sicurezza e l’efficacia di filgrastim sono simili negli adulti e nei bambini sottopostia chemioterapia citotossica. Filgrastim e’ indicato per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC). Nei pazienti, bambini o adulti con neutropenia congenita grave, ciclica o idiopatica, con una conta assoluta di neutrofili (ANC) <= 0,5 x 10^9 /L, euna storia di infezioni gravi o ricorrenti, la somministrazione a lungo termine di filgrastim e’ indicata per incrementare la conta dei neutrofili e ridurre l’incidenza e la durata degli eventi correlati alle infezioni. Filgrastim e’ indicato nel trattamento della neutropenia persistente (ANC inferiore o eguale a 1,0 x 10^9 /L) nei pazienti con infezione avanzata da HIV, per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando altre opzioni terapeutiche siano inadeguate.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti riportati nel paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

La terapia con filgrastim deve essere effettuata unicamente in collaborazione con un centro oncologico con esperienza nel trattamento con G-CSF e in campo ematologico, e che disponga delle attrezzature diagnostiche necessarie. Le procedure di mobilizzazione e di aferesi devono essere effettuate in collaborazione con un centro di oncologia-ematologia con esperienza accettabile nel campo e presso il quale possa esserecorrettamente effettuato il monitoraggio delle cellule progenitrici emopoietiche. Chemioterapia citotossica standard. Posologia. La dose raccomandata di filgrastim e’ di 0,5 MU (5 mcg)/kg/die. La prima dose difilgrastim deve essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica. Negli studi clinici randomizzati, e’ stata utilizzatauna dose di 230 mcg/m^2/die (da 4,0 a 8,4 mcg/kg/die) per via sottocutanea. La somministrazione giornaliera di filgrastim deve proseguire fino a quando l’atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e laconta dei nuetrofili non sia tornata ad un livello normale. Dopo chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemia linfoide, la durata del trattamento richiesta per soddisfare tali criteri puo’ raggiungere 14 giorni. Dopo il trattamento di induzione e consolidamento nella leucemia mieloide acuta, la durata del trattamento puo’ essere considerevolmente piu’ lunga (fino a 38 giorni) in funzione del tipo, della dose e dello schema di chemioterapia citotossica utilizzata. Nei pazienti sottoposti a chemioterapia citotossica, si osserva tipicamenteun aumento transitorio della conta dei neutrofili 1-2 giorni dopo l’inizio della terapia con filgrastim. Tuttavia, per ottenere una risposta terapeutica proloungata, il trattamento con filgrastim deve proseguire fino a quando l’atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e la conta dei neutrofili non sia tornata ad un livello normale. Si sconsiglia l’interruzione prematura della terapia con filgrastim prima del raggiungimento dell’atteso nadir dei neutrofili. Modo di somministrazione. Filgrastim puo’ essere somministrato per iniezione sottocutanea giornaliera oppure per infusione endovenosa giornaliera diluito in soluzione di glucosio 5% della durata di 30 minuti. Nella maggior partedei casi, e’ preferibile la via sottocutanea. Uno studio di somministrazione di dose singola, ha evidenziato che la somministrazione endovenosa puo’ ridurre la durata dell’effetto. La rilevanza clinica di taledato per la somministrazione di dosi multiple non e’ chiara. La scelta della via di somministrazione deve essere basata sulle condizioni cliniche del singolo paziente. Pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo. Posologia. La dose iniziale raccomandata di filgrastim e’ di 1,0 MU (10 mcg)/kg/die. La prima dosedi Filgrastim deve essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica e almeno 24 ore dopo l’infusione di midollo osseo. Una volta superato il nadir dei neutrofili, la dose giornaliera di Filgrastim deve essere titolata in base alla risposta dei neutrofili comeriportato di seguito. Conta dei neutrofili: > 1,0 x 10^9/l per 3 giorni consecutivi; aggiustamento posologico di filgrastim: ridurre a 0,5 mu (5 mcg)/kg/die. Conta dei neutrofili: quindi, se l’anc rimane > 1,0x 10^9/l per altri 3 giorni consecutivi; aggiustamento posologico di filgrastim: sospendere filgrastim. Se l’anc scende a valori < 1,0 x 10^9/l durante il trattamento, la dose di filgrastim deve essere ripristinata in modo scalare in base alle indicazioni precedenti. Modo di somministrazione. Filgrastim puo’ essere somministrato per infusione endovenosa della durata di 30 minuti o 24 ore, oppure per infusione sottocutanea continua di 24 ore. Filtrastim deve essere diluito in 20 ml di una soluzione glucosata 5%. Per la mobilizzazione delle PBPC nei pazienti sottoposti a terapia mielosoppressiva o mieloablativa seguita da trapianto autologo di cellule progenitrici ematiche periferiche. Posologia. La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC, quando usato da solo, e’ di 1,0 MU (10 mcg)/kg/die per 5 – 7 giorni consecutivi. Programmazione delle leucaferesi: spesso sono sufficienti 1 o 2 leucaferesi nei giorni 5 e 6. In altri casi possono essere necessarie ulteriori leucaferesi. La somministrazione di filgrastim deveessere proseguita fino all’ultima leucaferesi. La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosoppressiva e’ di 0,5 MU (5 mcg)/kg/die dal primo giorno successivo alcompletamento della chemioterapia fino a quando l’atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e la conta dei neutrofili non sia tornata a un livello normale. La leucaferesi deve essere effettuata nel periodo in cui l’ANC aumenta da < 0,5 x 10^9 /L a > 5,0 x 10^9 /L. Nei pazienti non sottoposti a chemioterapia estensiva, un’unica leucaferesie’ spesso sufficiente. In altri casi e’ raccomandata ulteriore leucaferesi. Modo di somministrazione. Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC quando utilizzato in monoterapia: Filtrastim puo’ essere somministrato per infusione sottocutanea continua in 24 ore o per iniezione sottocutanea. Per l’infusione filgrastim deve essere diluito in 20 ml di una soluzione glucosata 5%. Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosopressiva: Filgrastim deve essere somministrato per iniezione sottocutanea. Per la mobilizzazione delle PBPC nei donatori sani prima del trapianto allogenico delle PBPC Posologia. Per la mobilizzazione delle PBPC nei donatori sani, filgrastim deve essere somministrato alla dose di 1,0 MU (10 mcg)/kg/die per 4 – 5 giorni consecutivi. La leucaferesi deve iniziare il giorno 5 e proseguire, se necessario, fino al giorno 6, in modo da ottenere 4 x 10^6 CD34^+ cellule/kg di peso corporeo del ricevente. Modo di somministrazione. Filgrastim deve essere somministrato per iniezione sottocutanea. Nei pazienti affetti da neutropenia cronica grave (NCG). Posologia. Neutropenia congenita: la dose raccomandata e’ di 1,2 MU (12 mcg)/kg/die in dose singola o in dosi frazionate. Neutropenia idiopatica o ciclica: la dose iniziale raccomandata e’ di 0,5 MU (5 mcg)/kg/die in dose singola o in dosi frazionate. Aggiustamenti posologici: Filgrastim deve esseresomministrato giornalmente per iniezione sottocutanea fino a quando la conta dei neutrofili non abbia raggiunto e possa essere mantenuta a valori superiori a 1,5 x 10^9 /L. Quando si e’ ottenuta la risposta, deve essere determinata la dose minima efficace per mantenere tale livello. Per mantenere una conta dei neutrofili adeguata e’ necessaria unasomministrazione giornaliera a lungo termine. Dopo una a due settimane di terapia, la dose iniziale puo’ essere raddoppiata o dimezzata in base alla risposta del paziente.

CONSERVAZIONE

Conservare e trasportare in frigorifero (da 2 gradi C a 8 gradi C). Non congelare. Conservare le siringhe pre-riempite nella confezione esterna per proteggerle dalla luce. L’esposizione accidentale a temperature di congelamento fino a 24 ore non ha effetti negativi sulla stabilita’ di Nivestim. La siringa preriempita congelata puo’ essere scongelata e rimessa in frigorifero per l’impiego successivo. Qualora l’esposizione alle basse temperature dovesse essere maggiore di 24 ore oppure se congelata per piu’ di una volta allora il medicinale NON deve essere piu’ utilizzato. Entro il suo periodo di validita’ e per l’impiego ambulatoriale, il paziente puo’ rimuovere il prodotto dal frigorifero econservarlo a temperatura ambiente (non al di sopra di 25 gradi C) per una sola volta e fino a 15 giorni. Al termine di questo periodo, il prodotto non deve essere piu’ messo in frigorifero e va eliminato.

AVVERTENZE

Tracciabilita’. Al fine di migliorare la tracciabilita’ dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministratodevono essere chiaramente registrati. Avvertenze speciali e precauzioni in tutte le indicazioni. Ipersensibilita’. In pazienti trattati confilgrastim sono state riportate reazioni di ipersensibilita’, inclusereazioni anafilattiche, che si verificano all’inizio o successivamente al trattamento. Sospendere definitivamente il trattamento con filgrastim in pazienti con ipersensibilita’ clinicamente significativa. Non somministrare filgrastim a pazienti con una storia di ipersensibilita’a filgrastim o a pegfilgrastim. Eventi avversi a carico dei polmoni. Dopo somministrazione di G-CSF sono stati segnalati casi di eventi avversi polmonari, in particolare malattia polmonare interstiziale. I pazienti con anamnesi recente di infiltrati polmonari o polmonite possonoessere a rischio maggiore. L’insorgenza di sintomi polmonari, come tosse, febbre e dispnea in associazione con evidenze radiologiche di infiltrati polmonari e deterioramento della funzionalita’ polmonare possono costituire i sintomi iniziali della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). Si deve interrompere la terapia con filgrastim e intraprendere un trattamento idoneo. Glomerulonefrite. Glomerulonefrite e’stata riportata in pazienti che ricevono filgrastim e pegfilgrastim. Gli eventi di glomerulonefrite si sono generalmente risolti dopo riduzione della dose o sospensione di filgrastim e di pegfilgrastim. Si raccomanda il monitoraggio mediante analisi delle urine. Sindrome da perdita capillare La sindrome da perdita capillare, che puo’ essere fatalese il trattamento e’ ritardato, e’ stata riportata dopo somministrazione di fattori stimolanti le colonie granulocitarie ed e’ caratterizzata da ipotensione, ipoalbuminemia, edema ed emoconcentrazione. I pazienti che sviluppano sintomi della sindrome da perdita capillare devono essere strettamente monitorati e ricevere il trattamento sintomatico standard, che puo’ comprendere la necessita’ di terapia intensiva. Splenomegalia e rottura splenica. Casi di splenomegalia e casi di rottura splenica generalmente asintomatici sono stati riportati in pazienti e donatori sani dopo somministrazione di filgrastim. Alcuni casi di rottura splenica sono stati fatali. Pertanto, il volume della milza deve essere controllato con attenzione (ad es. mediante esame fisico, ecografia). La diagnosi di rottura splenica deve essere valutata nei donatori e/o nei pazienti che lamentano dolore alla zona addominale superioresinistra o dolore all’estremita’ della spalla. E’ stato osservato chele riduzioni della dose di filgrastim hanno rallentato o arrestato laprogressione della splenomegalia in pazienti con neutropenia cronica grave, e nel 3% dei pazienti e’ stata necessaria una splenectomia. Proliferazione di cellule maligne. Il fattore di crescita delle colonie granulocitarie puo’ favorire la proliferazione di cellule mieloidi in vitro ed effetti simili possono essere riscontrati in vitro su alcune cellule non mieloidi. Sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica. La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim ai pazienti con sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica non sono state dimostrate. Filgrastim non e’ indicato in tali situazioni. Particolare attenzione deve essere posta nella diagnosi differenziale tra trasformazione blastica nella leucemia mieloide cronica e leucemia mieloide acuta. Leucemia mieloide acuta A causa dei dati limitatisulla sicurezza ed efficacia, nei pazienti con LMA secondaria filgrastim deve essere somministrato con cautela. La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim nei pazienti di eta’ < 55 anni con LMA de novo e citogenetica favorevole (t(8;21), t (15;17), e inv(16)) non sono state dimostrate. Trombocitopenia. Trombocitopenia e’ statariportata in pazienti trattati con filgrastim. Pertanto, la conta piastrinica deve essere attentamente monitorata, in particolare durante le prime settimane della terapia con filgrastim. Deve essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento o la riduzione della dose di filgrastim in pazienti con neutropenia cronica grave che sviluppanotrombocitopenia (conta piastrinica < 100 x 10^9 /L). Leucocitosi. In meno del 5% dei pazienti oncologici trattati con filgrastim a dosi superiori a 0,3 MU/kg/die (3 mcg/kg/die) e’ stata osservata una conta leucocitaria pari o superiore a 100 x 10^9 /L. Non sono stati riportati effetti indesiderati direttamente attribuibili a un tale grado di leucocitosi. Tuttavia, in considerazione dei potenziali rischi associati a una leucocitosi severa, durante la terapia con filgrastim devono essere effettuati controlli a intervalli regolari della conta leucocitaria.Il trattamento con filgrastim deve essere interrotto immediatamente se la conta leucocitaria supera il valore di 50 x 10^9 /L dopo il nadiratteso. Quando somministrato per la mobilizzazione delle PBPC, il trattamento deve essere interrotto o la dose deve essere ridotta se la conta leucocitaria supera 70 x 10^9 /L. Immunogenicita’. Come per tutte le proteine terapeutiche, c’e’ un rischio potenziale di immunogenicita’. La frequenza di formazione di anticorpi contro filgrastim e’ generalmente bassa. Con tutti i biologici e’ atteso lo sviluppo di anticorpileganti; tuttavia, ad oggi essi non sono stati associati ad attivita’neutralizzante. Aortite. E’ stata segnalata aortite in seguito a somministrazione di G-CSF in soggetti sani e in pazienti oncologici. Tra isintomi vi sono febbre, dolore addominale, malessere, dolore dorsale e aumento dei marcatori dell’infiammazione (per es., proteina C-reattiva e conta dei leucociti). Nella maggior parte dei casi, l’aortite e’ stata diagnosticata con tomografia computerizzata (TC) e si e’ generalmente risolta dopo l’interruzione del G-CSF. Avvertenze speciali e precauzioni correlate alle co-morbidita’. Precauzioni speciali nell’anemia a cellule falciformi o con tratto falcemico. Nei pazienti con anemiaa cellule falciformi o con tratto falcemico trattati con filgrastim sono state osservate crisi falciformi, in alcuni casi fatali. Nei pazienti con tratto falcemico o con anemia a cellule falciformi il medico deve usare cautela nel prescrivere filgrastim. Osteoporosi Il monitoraggio della densita’ ossea e’ indicato nei pazienti affetti da osteoporosi sottoposti a terapia continua con filgrastim per piu’ di 6 mesi. Precauzione speciale nei pazienti oncologici. Filgrastim non deve essereutilizzato per aumentare la dose della chemioterapia citotossica oltre i dosaggi standard.

INTERAZIONI

La sicurezza e l’efficacia del filgrastim somministrato lo stesso giorno della chemioterapia citotossica mielosoppressiva non sono state dimostrate in modo definitivo. Dal momento che le cellule mieloidi in rapida divisione sono sensibili alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva, l’uso di filgrastim non e’ consigliato nel periodo compreso tra le 24 ore precedenti e le 24 ore successive alla chemioterapia. Dati preliminari ottenuti in un piccolo numero di pazienti trattati congiuntamente con filgrastim e 5-Fluorouracile indicano che la neutropeniapuo’ peggiorare. Le possibili interazioni con altri fattori di crescita emopoietici e citochine non sono state ancora studiate nell’ambito di studi clinici. Poiche’ il litio favorisce il rilascio dei granulociti neutrofili, e’ probabile che potenzi l’effetto di filgrastim. Sebbene questa interazione non sia stata studiata formalmente, non vi e’ evidenza che sia nociva.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse piu’ gravi che possono verificarsi durante il trattamento con filgrastim comprendono: reazione anafilattica, eventi avversi polmonari gravi (compresa polmonite interstiziale e sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)), sindrome da perdita capillare, splenomegalia severa/rottura splenica, trasformazione in sindrome mielodisplastica o leucemia in pazienti affetti da NCG, GvHD in pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo allogenico o trapianto di cellule progenitrici del sangue perifericoe crisi falciforme in pazienti con anemia a cellule falciformi. Le reazioni avverse piu’ comunemente riportate sono piressia, dolore muscoloscheletrico (che comprende dolore osseo, dolore alla schiena, artralgia, mialgia, dolore agli arti, dolore muscoloscheletrico, dolore toracico muscoloscheletrico, dolore al collo), anemia, vomito e nausea. Negli studi clinici su pazienti oncologici, il dolore muscoloscheletrico era lieve o moderato nel 10% e severo nel 3% dei pazienti. I dati seguenti descrivono le reazioni avverse riportate da studi clinici e segnalazioni spontanee. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravita’ decrescente. Infezioni ed infestazioni. Comune: sepsi, bronchite, infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie urinarie. Patologie delsistema emolinfopoietico. Molto comune: trombocitopenia, anemia; comune: splenomegalia, emoglobina diminuita; non comune: leucocitosi; raro: rottura splenica, anemia a cellule falciformi con crisi. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilit?, ipersensibilit? a farmaci, malattia del trapianto contro l’ospite; raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: appetito ridotto, lattico deidrogenasi ematica aumentata; non comune: iperuricemia, acido urico ematico aumentato; raro: glucosio ematico diminuito, pseudogotta (condrocalcinosi da pirofosfato), alterazione del volume dei fluidi. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; comune: capogiri, ipoestesia, parestesia. Patologie vascolari. Comune: ipertensione, ipotensione; non comune: malattia veno-occlusiva; raro: sindrome da perdita capillare, aortite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: emottisi, dispnea, tosse, dolore orofaringeo, epistassi; non comune: sindrome da distress respiratorio acuto, insufficienza respiratoria, edema polmonare, emorragia del polmone, malattia polmonare interstiziale, infiltrazione polmonare, ipossia. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea, vomito, nausea; comune: dolore orale, stipsi. Patologie epatobiliari. Comune: epatomegalia, fosfatasi alcalina ematica aumentata; non comune: aspartato aminotransferasi aumentata, gamma-glutamil transferasi aumentata. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Molto comune: alopecia; comune: eruzione cutanea, eritema; non comune: eruzione cutanea maculo-papulare; raro: vasculite cutanea, sindrome di sweet (dermatosi neutrofila febbrile acuta). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: dolore muscoloscheletrico; comune: spasmi muscolari; non comune: osteoporosi; raro: densit? ossea ridotta, peggioramento dell’artrite reumatoide. Patologie renali e urinarie. Comune: disuria, ematuria; non comune: proteinuria; raro: glomerulonefrite, alterazione dell’urina. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: stanchezza, infiammazione delle mucose, piressia; comune: dolore toracico, dolore, astenia, malessere, edema periferico; non comune: reazione in sede di iniezione. Traumatismi, avvelenamenti e complicazioni da procedura. Comune: reazione da trasfusione. Descrizione delle reazioniavverse selezionate. Ipersensibilita’. Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing sono state segnalate reazioni tipo ipersensibilita’ comprese l’anafilassi, rash, orticaria, angioedema, dispnea e ipotensione che si manifestavano all’inizio o successivamente al trattamento. Complessivamente, le segnalazioni erano piu’ frequenti dopo somministrazione EV. In alcuni casi, i sintomi si sono ripresentati alla ripresa del trattamento, cio’ e’ indicativo di una relazione causale. Nei pazienti che manifestano una grave reazione allergica al filgrastim il trattamento deve essere definitivamente interrotto. Reazioni avverse polmonari. Negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing, sono stati riportate reazioni avverse polmonari che comprendevano malattia polmonare interstiziale, edema polmonare e infiltrato polmonare con insufficienza respiratoria o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), che possono essere fatali. Splenomegalia e rottura splenica. Casi di splenomegalia e rottura splenica sono stati riportati a seguito della somministrazione di filgrastim. Alcuni casi di rottura splenica sono stati fatali. Sindrome da perdita capillare. Casi di sindrome da perdita capillare sono stati segnalati in fase post-marketing, con l’utilizzo di fattori stimolanti le colonie granulocitarie. Questi si sono generalmente verificati in pazienti con malattie maligne avanzate, sepsi, che stavano assumendo piu’ farmaci chemioterapici o sottoposti ad aferesi. Vasculite cutanea. E’ stata riportata vasculite cutanea in pazienti trattati con filgrastim. Non e’ noto il meccanismo della vasculite nei pazienti trattati con filgrastim. Nel 2% dei pazienti con NCG e’ stata segnalata vasculite cutanea dopo uso protratto. Leucocitosi. Leucocitosi (conta dei globuli bianchi (WBC) > 50 x 10^9 /L) e’ stata segnalata nel 41% dei donatori sani e trombocitopenia transitoria (piastrine < 100 x 10^9 /L) dopo filgrastim ed e’ stata segnalata leucaferesi nel 35% dei donatori. Sindrome di Sweet. In pazienti trattati con filgrastim, sono stati riportati casi di sindrome di Sweet (dermatosi neutrofila febbrile acuta). Pseudogotta (condrocalcinosi da pirofosfato). Pseudogotta (condrocalcinosi da pirofosfato ) e’ stata riportatanei pazienti oncologici trattati con filgrastim. Malattia del trapianto contro l’ospite (GvHD). Nei pazienti dopo trapianto allogenico di midollo osseo trattati con G-CSF sono stati descritti sia casi di malattia del trapianto contro l’ospite (GvHD) che decessi. Popolazione pediatrica. I dati derivati dagli studi clinici, in pazienti pediatrici, indicano che la sicurezza e l’efficacia di filgrastim sono simili sia negli adulti che nei bambini che ricevono chemioterapia citotossica, suggerendo che non vi siano differenze di farmacocinetica di filgrastim correlate all’eta’. L’unica reazione avversa riportata in modo costante e’ stata dolore muscoloscheletrico che non e’ differente dall’esperienza nella popolazione adulta.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. I dati relativi all’uso di filgrastim in donne in gravidanza non ci sono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva. E’ stata osservata nei conigli un’aumentata incidenza di aborti in seguito all’esposizione a multipli elevati delle dosi cliniche e in presenza di tossicita’ materna. Inletteratura sono descritti casi nei quali e’ stata dimostrata la diffusione placentare del filgrastim in donne in gravidanza. Filgrastim non e’ raccomandato durante la gravidanza. Allattamento. Non e’ noto se filgrastim/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con filgrastim tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento con latte materno per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’. Filgrastim non ha avuto effetti sulla riproduzione ne’ sulla fertilita’ in ratti maschi o femmine.

Forma farmaceutica

SOLUZIONE INIETTABILE

Scadenza

30 MESI

Confezionamento

SIRINGA MONODOSE