OKEDI IM 1SIR100MG RP+1SIR+2AG

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DENOMINAZIONE

OKEDI POLVERE E SOLVENTE PER SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Psicolettici, antipsicotici.

PRINCIPI ATTIVI

Okedi 75 mg polvere e solvente per sospensione iniettabile a rilascioprolungato: 1 siringa preriempita contiene 75 mg di risperidone. Okedi 100 mg polvere e solvente per sospensione iniettabile a rilascio prolungato: 1 siringa preriempita contiene 100 mg di risperidone. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Siringa preriempita di polvere: copolimero (acido DL-lattico e acido glicolico). Siringa preriempita di solvente: dimetilsolfossido.

INDICAZIONI

Okedi e’ indicato per il trattamento della schizofrenia in pazienti adulti nei quali la tollerabilita’ e l’efficacia di risperidone orale sono state stabilite.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

Posologia: Okedi deve essere somministrato per iniezione intramuscolare (i.m.) ogni 28 giorni. Il trattamento con Okedi deve essere avviatoin base al quadro clinico del paziente. Pazienti con anamnesi di precedente risposta al risperidone, attualmente stabilizzati con antipsicotici orali (con sintomi psicotici da lievi a moderati): per i pazientistabilizzati con risperidone orale e’ possibile passare a Okedi senzauna precedente titolazione. Per i pazienti stabilizzati con altri antipsicotici orali (diversi da risperidone), si deve eseguire la titolazione con risperidone orale prima di iniziare il trattamento con Okedi.La durata del periodo di titolazione deve essere sufficientemente lunga (almeno 6 giorni) per confermare la tollerabilita’ e la risposta a risperidone. Pazienti mai trattati in precedenza con risperidone orale: nei pazienti candidati al trattamento con Okedi e non precedentemente trattati con risperidone, la tollerabilita’ e la risposta a risperidone devono essere confermate mediante un periodo di trattamento con risperidone orale prima di iniziare il trattamento con Okedi. La durata del periodo di titolazione raccomandata deve essere di almeno 14 giorni. Passaggio dal risperidone orale a Okedi: le dosi raccomandate di risperidone orale e Okedi necessarie per mantenere un’esposizione alla frazione attiva simile allo stato stazionario sono le seguenti: Dalla dose precedente di risperidone orale di 3 mg/die all’iniezione di Okedi75 mg ogni 28 giorni; dalla dose precedente di risperidone orale di 4mg/die o superiore all’iniezione di Okedi 100 mg ogni 28 giorni. Il trattamento con Okedi deve essere iniziato all’incirca 24 ore dopo l’ultima dose orale di risperidone. Gli aggiustamenti della dose di Okedi possono essere effettuati ogni 28 giorni. In genere si raccomanda una dose di mantenimento di Okedi di 75 mg ogni 28 giorni. Tuttavia alcunipazienti possono trarre maggior beneficio con una dose di Okedi di 100 mg ogni 28 giorni, sulla base della risposta clinica e tollerabilita’ del paziente. Non sono raccomandate ne’ una dose di carico ne’ una dose supplementare di risperidone orale durante l’uso di Okedi. Passaggio da risperidone iniettabile a lunga durata d’azione ogni due settimane a Okedi: quando si passa da risperidone iniettabile a lunga durata d’azione ogni due settimane a Okedi, il trattamento con Okedi deve essere iniziato in sostituzione della successiva iniezione regolarmente programmata di risperidone iniettabile (ossia due settimane dopo l’ultima iniezione di risperidone inettabile). Il trattamento con Okedi devequindi proseguire con intervalli di 28 giorni. Non si raccomanda l’assunzione concomitante di risperidone orale. Quando nei pazienti precedentemente stabilizzati con risperidone iniettabile a lunga durata d’azione ogni due settimane si passa a Okedi, la dose raccomandata per mantenere un’esposizione della frazione attiva simile allo stato stazionario e’ la seguente: da risperidone iniettabile a lunga durata d’azione37,5 mg ogni due settimane all’iniezione di Okedi 75 mg ogni 28 giorni; da risperidone iniettabile a lunga durata d’azione 50 mg ogni due settimane all’iniezione di Okedi 100 mg ogni 28 giorni. Passaggio da Okedi a risperidone orale: quando nei pazienti si passa nuovamente da Okedi alla terapia con risperidone orale, si devono prendere in considerazione le caratteristiche di rilascio prolungato della formulazione diOkedi. In linea generale, si raccomanda di iniziare il trattamento con risperidone orale 28 giorni dopo la somministrazione dell’ultima dose di Okedi. Dosi mancate. Prevenzione della mancata somministrazione della dose: per evitare la mancata somministrazione di una dose al giorno 28, i pazienti possono ricevere l’iniezione fino a 3 giorni prima dello scadere dell’intervallo di 28 giorni. Se una dose viene somministrata con 1 settimana di ritardo, la concentrazione minima mediana diminuisce di circa il 50% nel corso di quella settimana. La rilevanza clinica di questa osservazione non e’ nota. In caso di ritardo nella somministrazione, il successivo intervallo di somministrazione di 28 giorni deve essere programmato in base alla data dell’ultima iniezione. Popolazioni speciali. Anziani: l’efficacia e la sicurezza di Okedi nei pazienti di eta’ superiore a 65 anni non sono state stabilite per Okedi sospensione iniettabile a rilascio prolungato. Okedi deve essere usatocon cautela negli anziani. La tollerabilita’ alla dose orale giornaliera di risperidone pari o superiore a 3 mg deve essere stabilita in modo affidabile prima della somministrazione di Okedi. In generale si raccomanda che il dosaggio di risperidone nei pazienti anziani con funzione renale normale sia lo stesso di quello nei pazienti adulti con funzione renale normale. Tuttavia, se ritenuto clinicamente appropriato, si deve prendere in considerazione una dose iniziale di Okedi di 75 mg(per le raccomandazioni sul dosaggio in pazienti con compromissione renale, vedere di seguito Compromissione renale). Compromissione renale: Okedi non e’ stato studiato in modo sistematico in pazienti con compromissione renale. Non sono richiesti aggiustamenti di dose nei pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina compresa tra 60 e 89 mL/min). Il trattamento con Okedi non e’ raccomandato inpazienti con compromissione renale da moderata a severa (clearance della creatinina inferiore a 60 mL/min). Compromissione epatica: Okedi non e’ stato studiato in modo sistematico in pazienti con compromissione epatica. I pazienti con funzione epatica compromessa presentano aumenti nella concentrazione plasmatica della frazione libera di risperidone. Okedi deve essere usato con cautela in questi gruppi di pazienti. Si raccomanda un’attenta titolazione con risperidone orale (dimezzandole dosi iniziali in modo da rallentare il processo di titolazione) prima di iniziare il trattamento con Okedi a una dose di 75 mg, se la tollerabilita’ di una dose orale di almeno 3 mg e’ confermata. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Okedi nei bambini e negliadolescenti di eta’ inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Nonci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: Okedi e’ indicatoesclusivamente per l’uso intramuscolare e non deve essere somministrato per via endovenosa o sottocutanea (vedere paragrafi 4.4 e 6.6) o per qualsiasi altra via. Deve essere somministrato da un operatore sanitario. Okedi deve essere somministrato per iniezione intramuscolare profonda nel deltoide o nel gluteo, utilizzando l’ago sterile appropriato. Per la somministrazione nel deltoide, usare l’ago da 1 pollice, alternando le iniezioni tra i due muscoli deltoidi. Per la somministrazione nel gluteo, usare l’ago da 2 pollici, alternando le iniezioni tra i due glutei.

CONSERVAZIONE

Conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidita’. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

AVVERTENZE

Nei pazienti naive a risperidone, si raccomanda di stabilire la tollerabilita’ con risperidone orale prima di iniziare il trattamento con Okedi (vedere paragrafo 4.2). Nel valutare le esigenze del trattamento e la potenziale necessita’ di interrompere il trattamento, si devono considerare la natura a rilascio prolungato del medicinale e la lunga emivita di eliminazione di risperidone. Pazienti anziani con demenza. Aumento della mortalita’ negli anziani con demenza: Okedi non e’ stato studiato nei pazienti anziani con demenza, pertanto, non deve essere usato in questo gruppo di pazienti. In una metanalisi di 17 studi controllati di antipsicotici atipici, compreso risperidone, i pazienti anziani con demenza trattati con antipsicotici atipici presentano un aumento della mortalita’ rispetto al placebo. Negli studi controllati versoplacebo con risperidone orale condotti in questa popolazione, l’incidenza della mortalita’ era pari al 4% nei pazienti trattati con risperidone rispetto al 3,1% di quelli trattati con placebo. Il rapporto di Odds (intervallo di confidenza esatta al 95%) era 1,21 (0,7; 2,1). L’eta’ media dei pazienti deceduti era di 86 anni (intervallo 67-100). I dati ottenuti attraverso due ampi studi osservazionali hanno anche mostrato che nei pazienti anziani con demenza trattati con antipsicotici convenzionali il rischio di morte e’ lievemente aumentato rispetto ai pazienti non trattati. Non ci sono dati sufficienti per stimare in modoattendibile la precisa entita’ del rischio e non e’ nota la causa dell’aumentato rischio. Non e’ chiara la misura in cui i risultati riguardanti l’aumento della mortalita’ rilevati negli studi osservazionali possano essere attribuiti al principio attivo dell’antipsicotico piuttosto che ad alcune caratteristiche dei pazienti. Uso concomitante di furosemide: negli studi controllati verso placebo con risperidone condotti in pazienti anziani con demenza, e’ stata osservata una maggiore incidenza della mortalita’ nei pazienti trattati con furosemide in associazione con risperidone (7,3%; eta’ media 89 anni, intervallo 75-97) rispetto ai pazienti trattati solo con risperidone (3,1%; eta’ media 84anni, intervallo 70-96) o solo con furosemide (4,1%; eta’ media 80 anni, intervallo 67-90). L’aumento della mortalita’ nei pazienti trattati con furosemide in associazione con risperidone e’ stato osservato indue dei quattro studi clinici. L’uso concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente tiazidici usati a basse dosi) non e’ stato associato a simili osservazioni. Non e’ stato identificato alcun meccanismo fisiopatologico che spieghi questo dato, ne’ sono stati osservati modelli coerenti per le cause di decesso. Ciononostante, si deve procedere con cautela e considerare i rischi e i benefici di questa associazione o del trattamento concomitante con altri diuretici potenti prima di decidere il suo uso. Non sono stati osservati aumenti dell’incidenza della mortalita’ tra i pazienti che assumevano altri diuretici in concomitanza con il trattamento con risperidone. A prescindere dal trattamento, la disidratazione era un fattore di rischio complessivo per la mortalita’ e, pertanto, deve essere accuratamente evitata neipazienti anziani con demenza. Reazioni avverse cerebrovascolari: in studi clinici randomizzati, controllati verso placebo, condotti nella popolazione di pazienti con demenza trattati con alcuni antipsicotici atipici, e’ stato osservato un aumento di circa 3 volte del rischio di reazioni avverse cerebrovascolari (CVAE). I dati aggregati di sei studi controllati verso placebo con risperidone, condotti principalmente in pazienti anziani (> 65 anni di eta’) con demenza, hanno mostrato chei CVAE (gravi e non gravi, associati) si manifestavano nel 3,3% (33/1009) dei pazienti trattati con risperidone e nell’1,2% (8/712) di quelli trattati con placebo. Il rapporto di Odds (intervallo di confidenzaesatto al 95%) era di 2,96 (1,34-7,50). Il meccanismo alla base di questo aumentato rischio non e’ noto. Non puo’ essere escluso un aumentodel rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Okedi deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per ictus. Ipotensione ortostatica: considerata l’attivita’ alfa-bloccante di risperidone, puo’ manifestarsi ipotensione (ortostatica). Sono stati segnalati alcuni casi di ipotensione o ipotensione ortostatica durante il programma di sviluppo clinico di Okedi a dosi comprese tra 50 mg e 100 mg. Nella fase post-marketing e’ stata osservata ipotensione clinicamente significativa con l’impiego concomitante di risperidone e di un trattamento antipertensivo. Okedi deve essere usato con cautela in pazienti con note patologie cardiovascolari (ad esempio, insufficienza cardiaca, infarto miocardico, alterazioni della conduzione, disidratazione, ipovolemia o malattia cerebrovascolare). Nel caso incui persista un’ipotensione ortostatica clinicamente rilevante, l’opportunita’ di un ulteriore trattamento con Okedi deve essere valutata in base al rapporto rischio/beneficio. Leucopenia, neutropenia e agranulocitosi: sono stati segnalati eventi di leucopenia, neutropenia e agranulocitosi in associazione all’uso di risperidone. Durante la sorveglianza post-marketing, l’agranulocitosi e’ stata segnalata molto raramente (< 1/10.000 pazienti). I pazienti con anamnesi clinicamente significativa di bassa conta leucocitaria o con leucopenia/neutropenia farmaco-indotta devono essere monitorati durante i primi mesi di terapia e deve essere presa in considerazione l’interruzione di Okedi al primo segno di diminuzione clinicamente significativa dei valori dei leucociti in assenza di altri fattori causali. I pazienti con neutropenia clinicamente significativa devono essere monitorati attentamente per la presenza di febbre o di altri sintomi o segni di infezione e devono essere trattati tempestivamente qualora si manifestassero tali sintomi o segni. I pazienti con neutropenia severa (conta assoluta dei neutrofili< 1 x 10^9 /L) devono interrompere il trattamento con Okedi e i valori dei leucociti devono essere controllati fino alla risoluzione della neutropenia. Discinesia tardiva/sintomi extrapiramidali (TD/EPS): i medicinali con proprieta’ di antagonismo dei recettori dopaminergici sono stati associati all’induzione di discinesia tardiva (TD), caratterizzate da movimenti ritmici involontari, prevalentemente della lingua e/o del viso. L’insorgenza di sintomi extrapiramidali (EPS) e’ un fattore di rischio per la discinesia tardiva. Qualora si manifestassero segni e sintomi di discinesia tardiva, deve essere considerata la possibilita’ di interrompere tutti i trattamenti antipsicotici.

INTERAZIONI

Le interazioni di Okedi con la cosomministrazione di altri medicinalinon sono state valutate in modo sistematico. I dati di interazione forniti in questo paragrafo sono basati su studi con risperidone orale. Interazioni correlate alla farmacodinamica. Medicinali noti per prolungare l’intervallo QT: si consiglia cautela nel prescrivere Okedi in associazione a medicinali noti per causare il prolungamento dell’intervallo QT, quali antiaritmici (ad es. chinidina, disopiramide, procainamide, propafenone, amiodarone, sotalolo), antidepressivi triciclici (ad es. amitriptilina), antidepressivi tetraciclici (ad es. maprotilina), alcuni antistaminici, altri antipsicotici, alcuni antimalarici (ad es.chinina e meflochina) e a medicinali che inducono squilibrio elettrolitico (ipokaliemia, ipomagnesemia), bradicardia o a quelli che inibiscono il metabolismo epatico del risperidone. Questo e’ un elenco indicativo e non esaustivo. Medicinali che agiscono a livello centrale e alcol: Okedi deve essere usato con cautela in associazione ad altre sostanze che agiscono a livello centrale, che includono in particolare alcol, oppiacei, antistaminici e benzodiazepine, alla luce dell’aumentato rischio di sedazione. Levodopa e agonisti della dopamina: Okedi puo’ antagonizzare l’effetto della levodopa e di altri agonisti della dopamina. Qualora questa associazione sia ritenuta necessaria, in particolare nella fase finale del morbo di Parkinson, si deve prescrivere la dose efficace piu’ bassa di ciascun trattamento. Medicinali con effetto ipotensivo: nella fase post-marketing e’ stata osservata ipotensione clinicamente significativa con l’impiego concomitante di risperidone e di un trattamento antipertensivo. Psicostimolanti: l’uso in associazione di psicostimolanti (ad es. metilfenidato) e Okedi puo’ portare a sintomi extrapiramidali quando vengono apportate modifiche a uno o a entrambi i trattamenti (vedere paragrafo 4.4). Paliperidone: l’uso concomitante di Okedi e paliperidone non e’ raccomandato poiche’ paliperidonee’ il metabolita attivo di risperidone e la loro associazione puo’ comportare un’esposizione additiva alla frazione attiva. Interazioni correlate alla farmacocinetica: Okedi e’ metabolizzato principalmente attraverso il citocromo P (CYP) 2D6 e, in misura minore, il CYP3A4. Sia risperidone che il suo metabolita attivo 9-idrossirisperidone sono substrati della glicoproteina P (P-gp). Le sostanze che modificano l’attivita’ di CYP2D6, o che sono potenti inibitori o induttori dell’attivita’ di CYP3A4 e/o P-gp, possono influenzare la farmacocinetica della frazione attiva di risperidone. Potenti inibitori del CYP2D6: la cosomministrazione di Okedi e di un potente inibitore del CYP2D6 puo’ aumentare le concentrazioni plasmatiche di risperidone, ma in misura minore quelle della frazione attiva. Dosi piu’ elevate di un potente inibitore del CYP2D6 possono aumentare le concentrazioni della frazione attiva di risperidone (ad es. paroxetina, vedere sotto). Si prevede che altri inibitori del CYP2D6, come chinidina, possano influenzare in modo simile le concentrazioni plasmatiche di risperidone. Quando si inizia o sisospende il trattamento concomitante con paroxetina, chinidina o un altro potente inibitore del CYP2D6, in particolare se ad alte dosi, il medico deve rivalutare la dose di Okedi. Inibitori di CYP3A4 e/o P-gp:la cosomministrazione di Okedi e di un potente inibitore del CYP3A4 e/o della P-gp puo’ aumentare notevolmente le concentrazioni plasmatiche della frazione attiva di risperidone. Quando si inizia o si sospendeil trattamento concomitante con itraconazolo o un altro potente inibitore del CYP3A4 e/o della P-gp, il medico deve rivalutare la dose di Okedi. Induttori di CYP3A4 e/o P-gp: la cosomministrazione di Okedi e di un potente induttore del CYP3A4 e/o della P-gp puo’ ridurre le concentrazioni plasmatiche della frazione attiva di risperidone. Quando si inizia o si sospende il trattamento concomitante con carbamazepina o un altro potente induttore del CYP3A4 e/o della P-gp, il medico deve rivalutare la dose di Okedi. Gli induttori del CYP3A4 esercitano il loroeffetto in maniera tempo-dipendente ed e’ possibile che debbano trascorrere almeno 2 settimane dopo l’introduzione per raggiungere l’effetto massimo. Per contro, al momento della sospensione, la riduzione dell’induzione del CYP3A4 puo’ impiegare almeno 2 settimane. Medicinali con forte legame alle proteine: quando risperidone viene assunto insiemea medicinali fortemente legati alle proteine, non si verificano spostamenti clinicamente rilevanti dalle proteine plasmatiche da parte di entrambi i medicinali. Quando vengono impiegati medicinali concomitanti, devono essere consultate le rispettive informazioni sulla via metabolica e sulla possibile necessita’ di aggiustare la dose. Esempi: di seguito sono elencati esempi di medicinali che possono interagire potenzialmente o che hanno dimostrato di non interagire con risperidone. Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di risperidone. Antibatterici: eritromicina, inibitore moderato del CYP3A4 ed inibitore dellaP- gp, non modifica la farmacocinetica di risperidone e della frazione attiva; rifampicina, potente induttore del CYP3A4 ed induttore dellaP-gp, ha ridotto le concentrazioni plasmatiche della frazione attiva.Anticolinesterasici: donepezil e galantamina, entrambi substrati di CYP2D6 e CYP3A4, non mostrano un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di risperidone e della frazione attiva. Antiepilettici:carbamazepina, potente induttore del CYP3A4 ed induttore della P-gp, ha dimostrato di ridurre le concentrazioni plasmatiche della frazione attiva. E’ possibile osservare effetti simili, ad esempio, con fenitoina e fenobarbital, che sono anche induttori dell’enzima epatico CYP3A4, come pure della glicoproteina P; topiramato ha ridotto in misura modesta la biodisponibilita’ di risperidone, ma non quella della sua frazione attiva. E’, pertanto, improbabile che questa interazione abbia significativita’ clinica. Antifungini: itraconazolo, potente inibitore del CYP3A4 ed inibitore della P-gp, a una dose di 200 mg/die ha aumentato di circa il 70% le concentrazioni plasmatiche della frazione attivadi risperidone, con dosi di risperidone di 2-8 mg/die; ketoconazolo, potente inibitore del CYP3A4 ed inibitore della P-gp, a una dose di 200 mg/die ha aumentato le concentrazioni plasmatiche di risperidone e ridotto quelle di 9-idrossirisperidone. Antipsicotici: le fenotiazine possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di risperidone, ma non quelle della frazione attiva.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse da farmaci (ADR) segnalate con maggior frequenza che erano state oggetto di segnalazione in uno studio clinico di fase 3 sono: prolattina ematica aumentata (11,7%), iperprolattinemia (7,2%), acatisia (5,5%), cefalea (4,8%),sonnolenza (4,1%), peso aumentato (3,8%), dolore in sede di iniezione(3,1%) e capogiro (3,1%). Elenco delle reazioni avverse: le seguenti ADR sono tutte quelle segnalate negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing con risperidone sulla base della classe di frequenza stimata dagli studi clinici di risperidone. Si applicano i seguenti termini e le relative frequenze: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100,< 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravita’ decrescente. Infezioni ed infestazioni. Comune: polmonite, bronchite, infezione delle vie respiratorie superiori, sinusite, infezione delle vieurinarie, infezione auricolare, influenza; non comune: infezione delle vie respiratorie, cistite, infezione oculare, tonsillite, onicomicosi, cellulite localizzata, infezione virale, dermatite da acaro; raro: infezione. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: neutropenia, conta dei leucociti diminuita, trombocitopenia, anemia, ematocrito diminuito, conta eosinofila aumentata; raro: agranulocitosi ^c. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita’; raro: reazione anafilattica ^c. Patologie endocrine. Comune: iperprolattinemia ^a; raro: secrezione inappropriata di ormone antidiuretico, glicosuria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: peso aumentato,appetito aumentato, appetito diminuito; non comune: diabete mellito, iperglicemia, polidipsia, peso diminuito, anoressia, colesterolo ematico aumentato, trigliceridi ematici aumentati; raro: intossicazione da acqua ^c, ipoglicemia, iperinsulinemia ^c; molto raro: chetoacidosi diabetica. Disturbi psichiatrici. Molto comune: insonnia ^d; comune: disturbo del sonno, agitazione, depressione, ansia; non comune: mania, stato confusionale, libido diminuita, nervosismo, incubo; raro: catatonia, sonnambulismo, disturbo dell’alimentazione correlato al sonno, affettivita’ appiattita, anorgasmia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: parkinsonismo ^d, cefalea; comune: sedazione/sonnolenza, acatisia ^d, distonia ^d, capogiro, discinesia ^d, tremore; non comune: discinesia tardiva, ischemia cerebrale, perdita di coscienza, convulsione^d, sincope, iperattivita’ psicomotoria, disturbo dell’equilibrio, coordinazione anormale, capogiro posturale, alterazione dell’attenzione,disartria, disgeusia, ipoestesia, parestesia; raro: sindrome neurolettica maligna, disturbo cerebrovascolare, coma diabetico, titubazione della testa, assenza di reattivita’ agli stimoli, riduzione del livellodi coscienza. Patologie dell’occhio. Comune: visione offuscata, congiuntivite; non comune: fotofobia, occhio secco, lacrimazione aumentata,iperemia oculare; raro: glaucoma, disturbo del movimento oculare, occhio roteante, croste del margine palpebrale, sindrome dell’iride a bandiera (intraoperatoria). Patologie dell’orecchio e del labirinto. Non comune: vertigine, tinnito, dolore all’orecchio. Patologie cardiache. Comune: tachicardia; non comune: fibrillazione atriale, blocco atrio-ventricolare, disturbo della conduzione, QT dell’elettrocardiogramma prolungato, bradicardia, elettrocardiogram ma anormale, palpitazioni; raro: aritmia sinusale. Patologie vascolari. Comune: ipertensione; non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, rossore; raro: embolia polmonare, trombosi venosa. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: dispnea, dolore faringolaringeo, tosse, congestione nasale; non comune: congestione delle vie respiratorie, respiro sibilante, epistassi; raro: sindrome di apnea del sonno, iperventilazione, rantoli, infezione polmonare da aspirazione, congestione del polmone, disfonia, patologia respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, fastidio addominale, vomito, nausea, stipsi, diarrea, dispepsia, bocca secca, mal di denti; non comune: incontinenza fecale,fecaloma, gastroenterite, disfagia, flatulenza; raro: pancreatite, ostruzione intestinale, lingua tumefatta, cheilite; molto raro: ileo. Patologie epatobiliari. Non comune: transaminasi aumentate, gamma-glutamiltransferasi aumentata, enzima epatico aumentato; raro: itterizia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: eruzione cutanea, eritema; non comune: orticaria, prurito, alopecia ipercheratosi, eczema, cute secca, alterazione del colore della pelle, acne, dermatite seborroica ^c, malattia della pelle, lesione cutanea; raro: eruzione da farmaci, forfora; molto raro: angioedema. Patologie del sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo. Comune: spasmi muscolari, dolore muscoloscheletrico, dolore dorsale, artralgia; non comune: creatinfosfochinasi ematica aumentata, postura anormale, rigidita’ articolare, tumefazione articolare, debolezza muscolare, dolore al collo; raro:rabdomiolisi. Patologie renali e urinarie. Comune: incontinenza urinaria; non comune: pollachiuria, ritenzione di urina, disuria. Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali. Raro: sindrome da astinenza da sostanza d’abuso neonatale ^c. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione erettile, disturbo dell’eiaculazione, amenorrea, disturbo mestruale ^d, ginecomastia, galattorrea,disfunzione sessuale, dolore mammario, fastidio mammario, secrezione vaginale; raro: priapismo ^c, mestruazione ritardata, congestione mammaria, aumento del volume mammario, secrezione mammaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: edema ^d, piressia, dolore toracico, astenia, stanchezza, dolore; non comune: edema della faccia, brividi, temperatura corporea aumentata, andatura anormale, sete, fastidio al torace, malessere, sensazione di anormalita’, fastidio; raro: ipotermia, temperatura corporea diminuita, sensazione di freddo alle estremita’, sindrome di astinenza da sostanzad’abuso, indurimento ^c. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedure. Comune: caduta, dolore in sede di iniezione, tumefazione in sede di iniezione; non comune: dolore procedurale, fastidio in sededi iniezione, eritema in sede di iniezione. ^a in alcuni casi, l’iperprolattinemia puo’ portare a ginecomastia, anomalie mestruali, amenorrea, anovulazione, galattorrea, patologie della fertilita’, libido ridotta, disfunzione erettile. ^b negli studi clinici controllati verso placebo il diabete mellito e’ stato segnalato nello 0,18% dei soggetti trattati con risperidone rispetto a una percentuale dello 0,11% nel gruppo placebo.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: i dati relativi all’uso di risperidone in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). I neonati esposti agli antipsicotici (incluso risperidone) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse, inclusi sintomi extrapiramidali e/o di astinenza, che possono variare per severita’ e durata dopo il parto. Sono stati segnalati casi di agitazione,ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, distress respiratorio o disturbi della nutrizione. Pertanto, i neonati devono essere attentamentemonitorati. Okedi non deve essere usato durante la gravidanza, a menoche non sia strettamente necessario. Allattamento: dati fisico-chimici suggeriscono l’escrezione di risperidone/metaboliti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non puo’ essere escluso. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Okedi tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’: risperidone aumenta il livello di prolattina. L’iperprolattinemia puo’ sopprimere il GnRH ipotalamico con conseguente riduzione della secrezione di gonadotropina ipofisaria. Questo, a sua volta, puo’ inibire la funzione riproduttiva compromettendo la steroidogenesi gonadica sia nei pazienti maschi sia nelle pazienti femmine. Non sono stati osservati effetti rilevanti negli studi non clinici.

Forma farmaceutica

SOSPENSIONE INIETTABILE RILASCIO PROLUNGATO

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

SIRINGA