DENOMINAZIONE
ONGLYZA COMPRESSE RIVESTITE CON FILM
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci usati nel diabete. Inibitori della dipeptidil peptidasi4 (DPP4).
PRINCIPI ATTIVI
Onglyza 2,5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 2,5 mg di saxagliptin (come cloridrato). Onglyza 5 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 5 mg di saxagliptin (come cloridrato). Eccipiente(i) con effetti noti: ogni compressa contiene 99 mg di lattosio (come monoidrato). Onglyza contiene meno di 1 mmol di sodio(23 mg) per dose, cioe’ e’ essenzialmente ‘privo di sodio’. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa, microcristallina (E460i), croscarmellosa sodica (E468), magnesio stearato. Rivestimento della compressa. Onglyza 2,5 mg compresse rivestite con film: polivinil alcol, macrogol 3350, titanio diossido (E171), talco (E553b), ossido di ferro giallo (E172). Onglyza 5 mg compresse rivestite con film: polivinil alcol, macrogol 3350, titanio diossido (E171), talco (E553b), ossido di ferro rosso (E172). Inchiostro di stampa: gommalacca, lacca indigotina carmine alluminio (E132).
INDICAZIONI
Onglyza e’ indicato in pazienti adulti con diabete mellito di tipo 2 in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico per migliorare il controllo glicemico: in monoterapia quando la metformina non e’ appropriata a causa di intolleranza o controindicazioni; in associazione con altrimedicinali per il trattamento del diabete, inclusa l’insulina, quandoquesti non forniscono un controllo adeguato della glicemia (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 5.1 per i dati disponibili sulle diverse combinazioni).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, o storia di una grave reazione di ipersensibilita’ ad un inibitore della dipeptidil peptidasi-4 (DPP4), incluse reazioni anafilattiche, shock anafilattico e angioedema (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
POSOLOGIA
Posologia: la dose raccomandata di Onglyza e’ di 5 mg una volta al giorno. Quando Onglyza e’ usato in associazione con insulina o una sulfonilurea, puo’ essere necessaria una dose inferiore di insulina o sulfonilurea per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4). La sicurezza e l’efficacia di saxagliptin come triplice terapia orale,in associazione con metformina e un tiazolidinedione non sono state dimostrate. Popolazioni speciali. Anziani (>= 65 anni): non e’ necessario alcun aggiustamento della dose basandosi esclusivamente sull’eta’ (vedere anche paragrafi 5.1 e 5.2). Danno renale: non e’ necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con lieve danno renale o nei pazienti con danno renale moderato con GFR >= 45 mL/min. La dose deve essere ridotta a 2,5 mg una volta al giorno in pazienti con danno renale moderato con GFR < 45 mL/min e nei pazienti con danno renale grave. Onglyza non e’ raccomandato per i pazienti con malattia renale terminale (ESRD) che richiede emodialisi (vedere paragrafo 4.4). Dato che la dose deve essere limitata a 2,5 mg sulla base della funzionalita’ renale, e’ raccomandato un controllo della funzionalita’ renale prima di iniziare il trattamento e, da quel momento in poi deve essere eseguito un monitoraggio renale periodico, durante i controlli di routine (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Danno epatico: non e’ necessario un aggiustamento di dosaggio nei pazienti con danno epatico lieve o moderato (vedere paragrafo 5.2). Saxagliptin deve essere usato con cautela nei pazienti con danno epatico moderato, e non e’ raccomandato per l’uso nei pazienti con danno epatico grave (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Onglyza nei bambini di eta’ compresa tra 0 e < 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Le compresse possono essere assunte indipendentemente dai pasti in ogni momento della giornata. Lecompresse non devono essere divise o tagliate. Se viene dimenticata una dose, questa deve essere assunta appena il paziente se ne ricorda. Non si deve assumere una dose doppia nello stesso giorno.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Generali: Onglyza non deve essere usato in pazienti con diabete mellito di tipo 1 o per il trattamento della chetoacidosi diabetica. Onglyza non e’ un sostituto dell’insulina in pazienti che richiedono l’insulina. Pancreatite acuta: l’uso di inibitori della DPP4 e’ stato associato al rischio di sviluppare pancreatite acuta. I pazienti devono essere informati sui sintomi caratteristici della pancreatite acuta come dolore addominale grave e persistente. Se esiste il sospetto di pancreatite, Onglyza deve essere interrotto; se la pancreatite acuta e’ confermata, il trattamento con Onglyza non deve essere ripreso. Si deve esercitare cautela nei pazienti con storia di pancreatite. Nell’esperienzapost-marketing con saxagliptin, sono state riportate spontaneamente reazioni avverse di pancreatite acuta. Danno renale: nei pazienti con GFR < 45 mL/min, la dose raccomandata e’ 2,5 mg una volta al giorno. Saxagliptin non e’ raccomandato per l’uso in pazienti con malattia renale terminale (ESRD) che richiede emodialisi. E’ raccomandato un controllo della funzionalita’ renale prima di iniziare Onglyza e, da quel momento in poi deve essere eseguito un monitoraggio renale periodico, durante i controlli di routine (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Danno epatico: Saxagliptin deve essere usato con cautela nei pazienti con danno epatico moderato, e non e’ raccomandato per l’uso nei pazienti con dannoepatico grave (vedere paragrafo 4.2). Uso con medicinali che notoriamente causano ipoglicemia: le sulfaniluree e l’insulina sono note per causare ipoglicemia. Pertanto, puo’ essere necessaria una riduzione della dose di sulfanilurea o insulina, quando usata in associazione con Onglyza, per ridurre il rischio di ipoglicemia. Reazioni di ipersensibilita’ Onglyza non deve essere utilizzato in pazienti che hanno avuto gravi reazioni di ipersensibilita’ ad un inibitore della dipeptidil peptidasi-4 (DPP4) (vedere paragrafo 4.3). Durante l’esperienza di post marketing, includendo le segnalazioni spontanee e gli studi clinici, sono state riportate, con l’uso di saxagliptin, le seguenti reazioni avverse: gravi reazioni di ipersensibilita’, incluse reazioni anafilattiche, shock anafilattico e angioedema. Se si sospetta una grave reazionedi ipersensibilita’ a saxagliptin, Onglyza deve essere interrotto, valutare altre possibili cause dell’evento e istituire un trattamento alternativo del diabete (vedere paragrafo 4.8). Alterazioni cutanee: in studi non-clinici tossicologici, le scimmie hanno riportato alle estremita’ lesioni cutanee ulcerative e necrotiche (vedere paragrafo 5.3). Negli studi clinici non e’ stata osservata un’aumentata incidenza delle lesioni della cute. Nei reports postmarketing della classe degli inibitori DPP4 sono state riportate eruzioni cutanee. L’eruzione cutanea e’ anche nota come reazione avversa di Onglyza (vedere paragrafo 4.8).Pertanto, durante la cura abituale del paziente diabetico, si raccomanda il monitoraggio delle alterazioni cutanee quali vesciche, ulcerazione ed eruzioni cutanee. Pemfigoide bolloso Sono stati riportati casi post-marketing di pemfigoide bolloso che hanno richiesto ospedalizzazione a seguito dell’uso di inibitori della DPP4 incluso saxagliptin. Nei casi riportati, i pazienti hanno generalmente risposto al trattamento immunosoppressivo topico o sistemico e all’interruzione dell’inibitore della DPP4. Se un paziente sviluppa vescicole o eruzioni cutanee mentre assume saxagliptin ed esiste il sospetto di pemfigoide bolloso, questo medicinale deve essere interrotto e deve essere rinviato dal dermatologo che deve valutarlo per la diagnosi e per un trattamento appropriato (vedi paragrafo 4.8). Insufficienza cardiaca: l’esperienza nelle classi III-IV NYHA e’ ancora limitata. Nello studio SAVOR e’ stato osservato un piccolo incremento del tasso di ospedalizzazioni dovute a insufficienza cardiaca nei pazienti trattati con saxagliptin rispetto al placebo, anche se non e’ stata stabilita una relazione causale (vedere paragrafo 5.1). Ulteriori analisi non hanno indicato un effetto differenziale tra le classi NYHA. Bisogna prestare attenzione se Onglyzaviene usato in pazienti con fattori di rischio noti per l’ospedalizzazione dovuta a insufficienza cardiaca, come un’anamnesi di insufficienza cardiaca o di danno renale da moderato a grave. I pazienti devono essere informati dei sintomi caratteristici dell’insufficienza cardiacae devono segnalare immediatamente tali sintomi. Artralgia: nelle segnalazioni postmarketing relative agli inibitori della DDP4 e’ stato riportato dolore articolare, che puo’ essere grave (vedere paragrafo 4.8). I pazienti hanno manifestato un sollievo dei sintomi dopo l’interruzione del trattamento ed alcuni hanno manifestato una ripresa dei sintomi con la reintroduzione dello stesso o di un altro inibitore della DDP4. L’insorgenza dei sintomi a seguito dell’inizio della terapia farmacologica puo’ essere rapida o puo’ verificarsi dopo periodi di trattamento piu’ prolungati. Se un paziente presenta grave dolore articolare,la prosecuzione della terapia farmacologica deve essere valutata individualmente. Pazienti immunocompromessi: i pazienti immunocompromessi,come i pazienti che sono stati sottoposti a trapianto d’organo o i pazienti a cui e’ stata diagnosticata sindrome da immunodeficienza, non sono stati studiati nel programma clinico di Onglyza. Pertanto, il profilo di sicurezza e tollerabilita’ di saxagliptin in questi pazienti non e’ stato stabilito. Uso con induttori potenti del CYP3A4 L’uso di induttori del CYP3A4 come carbamazepina, desametasone, fenobarbitale, fenitoina e rifampicina puo’ ridurre l’effetto di abbassamento glicemico di Onglyza (vedere paragrafo 4.5). Lattosio: le compresse contengonolattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari diintolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.
INTERAZIONI
I dati clinici descritti di seguito suggeriscono che il rischio di interazioni clinicamente significative con i medicinali in somministrazione concomitante e’ basso. Il metabolismo di saxagliptin e’ mediato primariamente dal citocromo P450 3A4/5 (CYP3A4/5). La somministrazione concomitante di saxagliptin e induttori del CYP3A4/5, tranne rifampicina (come carbamazepina, desametasone, fenobarbitale e fenitoina) non e’stata studiata e potrebbe portare ad una riduzione della concentrazione plasmatica di saxagliptin ed ad un aumento della concentrazione delsuo metabolita principale. Il controllo glicemico deve essere valutato con cura quando saxagliptin e’ usato in concomitanza con un potente induttore del CYP3A4/5. La somministrazione concomitante di saxagliptin con diltiazem, inibitore moderato del CYP3A4/5, ha aumentato la C max e l’AUC di saxagliptin del 63% e di 2,1 volte, rispettivamente, e i valori corrispondenti dei metaboliti attivi sono diminuiti del 44% e del 34%, rispettivamente. La somministrazione concomitante di saxagliptin con ketoconazolo, potente inibitore del CYP3A4/5, ha aumentato la Cmax e l’AUC di saxagliptin del 62% e di 2,5 volte, rispettivamente, ei valori corrispondenti dei metaboliti attivi sono diminuiti del 95% e dell’88%, rispettivamente. La somministrazione concomitante di saxagliptin con rifampicina, potente induttore del CYP3A4/5, ha ridotto la C max e l’AUC di saxagliptin del 53% e del 76%, rispettivamente. L’esposizione del metabolita attivo e l’attivita’ inibitrice plasmatica deiDPP4 oltre l’intervallo di dose non sono stati influenzati dalla rifampicina (vedere paragrafo 4.4). Negli studi in vitro , saxagliptin e il suo principale metabolita non inibiscono ne’ il CYP1A2, 2A6, 2B6, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1, ne’ il 3A4, ne’ inducono il CYP1A2, 2B6, 2C9 o3A4. Negli studi condotti su soggetti sani, la farmacocinetica sia disaxagliptin che del suo principale metabolita non e’ significativamente alterata da metformina, glibenclamide, pioglitazone, digossina, simvastatina, omeprazolo, antiacidi o famotidina. Inoltre, saxagliptin non altera significativamente la farmacocinetica di metformina, glibenclamide, pioglitazone, digossina, simvastatina, i componenti attivi di un contraccettivo orale combinato (etinilestradiolo e norgestimato), diltiazem o ketoconazolo. Non sono stati studiati nello specifico gli effetti di fumo, dieta, prodotti a base di erbe e l’uso di alcol sulla farmacocinetica di saxagliptin.
EFFETTI INDESIDERATI
Sommario del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ comunemente riportate negli studi controllati con placebo e riportate nel >= 5%dei pazienti trattati con Onglyza 5 mg e piu’ comunemente rispetto aipazienti trattati con placebo sono le infezioni delle vie respiratorie superiori (7,7%), le infezioni al tratto urinario (6,8%) e cefalea (6,5%). Sono stati condotti sei studi clinici di sicurezza ed efficaciain doppio cieco, controllati su 4.148 pazienti randomizzati con diabete di tipo 2, inclusi 3.021 pazienti trattati con Onglyza, per valutare gli effetti di saxagliptin sul controllo della glicemia. In studi clinici randomizzati, controllati, in doppio cieco (pre e post- marketing) sono stati trattati con Onglyza oltre 17.000 pazienti con diabete di tipo 2. In un’analisi combinata, 1.681 pazienti con diabete di tipo 2 di cui 882 trattati con Onglyza 5mg, sono stati randomizzati in cinque studi clinici per valutare l’efficacia e la sicurezza in doppio cieco, controllati verso placebo. Questi studi sono stati condotti per valutare l’effetto di saxagliptin sul controllo della glicemia e l’incidenza complessiva degli eventi avversi nei pazienti trattati con saxagliptin 5 mg e’ risultata simile al placebo. L’interruzione della terapia a causa di eventi avversi e’ stata piu’ alta in pazienti trattati con saxagliptin 5 mg rispetto ai pazienti trattati con placebo (3,3% rispetto a 1,8%). Reazioni avverse: le reazioni avverse riportate nel >=5% dei pazienti trattati con saxagliptin 5 mg e piu’ comunemente rispetto ai pazienti trattati con placebo o che sono state riportate nel >=2% dei pazienti trattati con saxagliptin 5 mg e >=1% piu’ frequentemente rispetto al placebo ottenute dall’analisi combinata di cinque studi sul controllo della glicemia, piu’ un ulteriore studio controllato verso principio attivo dell’associazione iniziale con metformina sono riportate di seguito. Le reazioni avverse sono elencate secondo classificazione per organi e sistemi e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune(>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), o non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Frequenza di reazioni avverse secondo la classificazione per organi e sistemi, identificate dagli studi clinici e dall’esperienza post marketing. Saxagliptin monoterapia. Infezioni ed infestazioni. Comune: infezioni delle vie respiratorie superiori, infezione del tratto urinario, gastroenterite, sinusite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita’ ^?, ?; raro: reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico ^?, ?. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri, cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale^?, diarrea^4, nausea^?, vomito; non comune: pancreatite^?; non nota: stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash^?; non comune: dermatite^?, prurito^?, orticaria^?; raro: angioedema^?, ?; non noto: pemfigoide bolloso^?. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza. Saxagliptin con metformina^1. Infezioni ed infestazioni.Comune: infezioni delle vie respiratorie superiori, infezione del tratto urinario, gastroenterite, sinusite; comune^2: nasofaringite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita’ ^?, ?; raro: reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico ^?, ?. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale^?, diarrea^4, dispepsia, gastrite, nausea^?, vomito; non comune: pancreatite^?; non nota: stipsi. Patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash^?; non comune: dermatite^?, prurito^?, orticaria^?; raro: angioedema^?, ?; non noto: pemfigoide bolloso^?. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: artralgia*; comune: mialgia^5. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione erettile. Saxagliptin con una sulfanilurea (glibenclamide). Infezioni ed infestazioni. Comune: infezioni delle vie respiratorie superiori, infezione del tratto urinario, gastroenterite, sinusite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita’ ^?, ?; raro: reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico ^?, ?. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune^3: ipoglicemia; non comune: dislipidemia, ipertrigliceridemia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale^?, diarrea^4, nausea^?, vomito; non comune: pancreatite^?; non nota: stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash^?, dermatite^?, prurito^?, orticaria^?; raro: angioedema^?, ?; non noto: pemfigoide bolloso^?. Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione. Non comune: stanchezza. Saxagliptin con un tiazolidinedione. Infezioni ed infestazioni. Comune: infezioni delle vie respiratorie superiori, infezione del tratto urinario, gastroenterite, sinusite. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: reazioni di ipersensibilita’ ^?, ?; raro: reazioni anafilattiche incluso shock anafilattico ^?, ?. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale^?, diarrea^4,nausea^?, vomito; non comune: pancreatite^?; non nota: stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: dermatite^?, prurito^?, orticaria^?; raro: angioedema^?, ?; non noto: pemfigoide bolloso^?. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: edema periferico. Saxagliptin in add-on con metformina e sulfonilurea. Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri, flatulenza; non nota: stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non noto: pemfigoide bolloso^?. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza. ^1 Inclusa saxagliptin in terapia di associazione con metformina e di associazione iniziale con metformina. ^2 Solamente nella terapia di associazione iniziale. ^3 Non ci sono differenze statisticamente significativerispetto al placebo. L’incidenza di ipoglicemia confermata e’ stata non comune per Onglyza 5 mg (0,8%) e placebo (0,7%). ^4 L’incidenza di diarrea e’ stata del 4,1% (36/882) nel gruppo saxagliptin 5 mg e del 6,1% (49/799) nel gruppo placebo. ^5 In terapia di associazione iniziale con metformina: mialgia e’ stata riportata come non comune. ^(*) Reazioni avverse identificate durante la sorveglianza post-marketing. ^? Vedere paragrafi 4.3 e 4.4. *Riportata anche durante la sorveglianza postmarketing (vedere paragrafo 4.4).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: l’uso di saxagliptin in donne in gravidanza non e’ stato studiato. Gli studi condotti su animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva ad alte dosi (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non e’ noto. Onglyza non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita’. Allattamento: non e’ noto se saxagliptin sia escreto nel latte materno. Studi sull’animale hanno mostrato l’escrezione di saxagliptin e/o del metabolitanel latte. Il rischio per i lattanti non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’: l’effetto di saxagliptin sulla fertilita’ umana non e’ stato studiato. Sono stati osservati degli effetti sulla fertilita’ nel ratto maschio efemmina in seguito a somministrazione di dosaggi elevati che hanno prodotto segni evidenti di tossicita’ (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER OPACO

