PERIBRAIN OS GTT 30FL 0,75ML

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DENOMINAZIONE

PERIBRAIN 30 MG/ 0,75 ML GOCCE ORALI – SOLUZIONE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Calcio-antagonista selettivi, derivati diidropiridinico.

PRINCIPI ATTIVI

P30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. 30 contenitori monodose da 0,75 ml. Un contenitore monodose contiene: nimodipina 30 mg. 30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. Flacone da 25 ml 0,75 ml di soluzione contengono: nimodipina 30 mg.

ECCIPIENTI

30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. 30 contenitori monodose da 0,75ml: macrogol 400, cremophor RH 40, saccarina sodica, acqua p.p.i. 30 mg/0,75 ml gocce orali, soluzione. Flacone da 25 ml: macrogol 400, cremophor RH 40, saccarina sodica, metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, acqua p.p.i.

INDICAZIONI

Prevenzione e terapia di deficit neurologici ischemici correlati a vasospasmo cerebrale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. L’uso di nimodipina in concomitanza con rifampicina e’ controindicato, in quanto l’assunzione contemporanea di rifampicina puo’ ridurresignificativamente l’efficacia della nimodipina. La terapia concomitante con nimodipina per via orale e farmaci antiepilettici, quali fenobarbital, fenitoina o carbamazepina, e’ controindicata, in quanto l’assunzione contemporanea di tali farmaci puo’ ridurre significativamente l’efficacia della nimodipina. Gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA

La sicurezza e l’efficacia del farmaco in pazienti di eta’ inferiore ai 18 anni non e’ stata stabilita. Posologia. Nella profilassi e nel trattamento dei deficit neurologici ischemici conseguenti a vasospasmo cerebrale indotto da emorragia subaracnoidea, terminata la terapia parenterale, si raccomanda di proseguire la somministrazione di nimodipina per via orale per circa 7 giorni (60 mg – 1,5 ml di soluzione, corrispondenti a 30 gocce o due contenitori monodose – 6 volte al giorno, ad intervalli di 4 ore). Nei pazienti che sviluppano reazioni avverse, la dose dovrebbe essere ridotta secondo le necessita’ o dovrebbe essere sospeso il trattamento. In caso di somministrazione concomitante coninibitori o attivatori del sistema CYP 3A4, puo’ rendersi necessario una modulazione del dosaggio. Pazienti con funzionalita’ epatica compromessa. Una funzionalita epatica gravemente compromessa e particolarmente la cirrosi epatica, puo’ causare un aumento della biodisponibilitadella nimodipina, dovuto ad una diminuzione dell’effetto di primo passaggio e della clearance metabolica. Gli effetti farmacologici e gli effetti indesiderati, come l’abbassamento della pressione arteriosa, possono essere piu’ pronunciati in questi pazienti. In questi casi la dose deve essere ridotta o, se necessario, bisogna considerare la sospensione del trattamento. Modo di somminstrazione. Va assunto lontano daipasti, diluendo le gocce in poca acqua. Non assumere con succo di pompelmo. L’intervallo tra le singole somministrazioni non dovrebbe essere inferiore alle 4 ore.

CONSERVAZIONE

Conservare i contenitori nel proprio astuccio per proteggerli dalla luce. Non conservare in frigorifero.

AVVERTENZE

Nei pazienti con insufficienza renale grave (filtrazione glomerulare <= 20 ml/min), che necessitano di un trattamento con il farmaco, si raccomanda un attento monitoraggio. Una funzionalita’ epatica gravementecompromessa e particolarmente la cirrosi epatica, puo’ causare un aumento della biodisponibilita’ della nimodipina, dovuto ad una diminuzione dell’effetto di primo passaggio e della clearance metabolica. Gli effetti farmacologici e gli effetti indesiderati, come l’abbassamento della pressione arteriosa, possono essere piu’ pronunciati in questi pazienti. Anche se non vi sono evidenze che il trattamento sia associatocon un aumento della pressione endocranica, si raccomanda un attento controllo in questi casi o in condizioni caratterizzate da un aumento del contenuto di acqua nel tessuto cerebrale (edema cerebrale generalizzato). Il farmaco deve essere utilizzato con cautela anche nei pazienti ipotesi (pressione arteriosa sistolica < 100 mmHg). Nei pazienti con angina instabile o nelle prime 4 settimane dopo un infarto acuto delmiocardio il medico deve valutare il rischio potenziale (ridotta perfusione coronarica ed ischemia del miocardio) in relazione al beneficioatteso (miglioramento della perfusione cerebrale). La nimodipina viene metabolizzata attraverso il sistema del citocromo P450 3A4. I farmaci che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono quindi modificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nimodipina. Farmaci che notoriamente inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4, e che quindi possono causare un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina, sono, per esempio: antibiotici macrolidi (es. eritromicina); inibitori delle proteasi anti-HIV (es. ritonavir); antimicotici azolici (es. ketoconazolo); antidepressivi nefazodone e fluoxetina; quinupristin/dalfopristin; cimetidina; acido valproico. In caso di somministrazione concomitante con questi farmaci, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere presa in considerazione una riduzione del dosaggio di nimodipina. Eccipienti: macrogolglicerolo idrossistearato (un derivato dell’olio di ricino), pertanto puo’ causare disturbi gastrici e diarrea; metile p-idrossibenzoato e propile p-idrossibenzoato nella confezione flaconi, pertanto puo’ causare reazioni allergiche (anche ritardate).

INTERAZIONI

Effetti di altri farmaci sulla nimodipina. La nimodipina viene metabolizzata attraverso il sistema del citocromo P450 3A4, localizzato sia a livello della mucosa intestinale sia del fegato. I farmaci che sono noti inibitori o induttori di questo sistema enzimatico possono quindimodificare l’effetto di primo passaggio o la clearance della nimodipina. L’entita’ e la durata di questa interazione devono essere prese inconsiderazione quando nimodipina e’ somministrata contemporaneamente ai seguenti farmaci. Rifampicina. Esperienze con altri calcio-antagonisti lasciano ritenere che la rifampicina acceleri il metabolismo dellanimodipina attraverso un processo di induzione enzimatica. Percio’ l’efficacia di nimodipina potrebbe essere significativamente ridotta se somministrata con rifampicina. L’uso di nimodipina con rifampicina e’ quindi controindicato. Farmaci antiepilettici induttori del sistema del citocromo P450 3A4, come il fenobarbital, la fenitoina o la carbamazepina. Una precedente terapia cronica con i farmaci antiepilettici fenobarbital, fenitoina o carbamazepina riduce in maniera marcata la biodisponibilita’ della nimodipina somministrata per via orale. Pertanto, la terapia concomitante con questi farmaci e nimodipina per via orale e’ controindicata. I nibitori del sistema del citocromo P450 3A4 In caso di somministrazione concomitante con i seguenti inibitori del sistema del citocromo P450 3A4, la pressione arteriosa deve essere monitorata e, se necessario, deve essere presa in considerazione una riduzionedel dosaggio di nimodipina. Antibiotici macrolidi (ad es. eritromicina). Non sono stati condotti studi di interazione fra antibiotici macrolidi e nimodipina. Alcuni antibiotici macrolidi sono noti come inibitori del sistema del citocromo P450 3A4 e l’eventualita’ di un’interazione a questo livello non puo’ essere esclusa. Percio’ gli antibiotici macrolidi non devono essere usati in associazione con nimodipina. L’azitromicina, anche se appartenente strutturalmente alla classe degli antibiotici macrolidi, non e’ un inibitore del sistema del citocromo CYP 3A4. Inibitori delle proteasi anti-HIV (ad es. ritonavir, indinavir, nelfinavir o saquinavir). Non sono stati condotti veri e propri studi per investigare la potenziale interazione tra nimodipina e inibitori delle proteasi anti-HIV. E’ stato segnalato che alcuni farmaci di questaclasse sono potenti inibitori del sistema del citocromo P450 3A4. Perquesto motivo, la possibilita’ di un aumento marcato e clinicamente rilevante della concentrazione plasmatica di nimodipina, in caso di suasomministrazione in concomitanza con uno di questi farmaci, non puo’ essere esclusa. Antimicotici azolici (ad es. ketoconazolo). Non sono stati condotti veri e propri studi per investigare la potenziale interazione tra nimodipina e ketoconazolo. E’ noto che gli antimicotici azolici inibiscono il sistema del citocromo P450 3A4, e varie interazioni sono state segnalate per altri calcio-antagonisti diidropiridinici. Quindi, nel caso siano somministrati assieme a nimodipina orale, non si puo’ escludere un sostanziale aumento della biodisponibilita’ sistemica della nimodipina, dovuto ad una diminuzione del metabolismo di primopassaggio. Nefazodone. Non sono stati condotti veri e propri studi per investigare la potenziale interazione tra nimodipina e nefazodone. Questo farmaco antidepressivo e’ notoriamente un potente inibitore del sistema del citocromo P450 3A4. Quindi, nel caso in cui il nefazodone sia somministrato assieme a nimodipina, non si puo’ escludere un sostanziale aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina. Fluoxetina. La contemporanea somministrazione di nimodipina con l’antidepressivo fluoxetina allo stato stazionario ha condotto ad un aumento di circa il 50% dei livelli plasmatici di nimodipina. La concentrazione dellafluoxetina e’ diminuita in modo marcato, mentre la concentrazione delsuo metabolita attivo norfluoxetina non e’ stata influenzata. Quinupristin/dalfopristin. Sulla base di esperienze con il calcio-antagonistanifedipina, la somministrazione concomitante di nimodipina e quinupristin/dalfopristin puo’ portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina. Cimetidina. La somministrazione contemporanea dinimodipina e della cimetidina (un antiagonista H 2 ) puo’ portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina. Acido valproico. La somministrazione contemporanea di nimodipina e dell’acido valproico (un anticonvulsivo) puo’ portare ad un aumento della concentrazione plasmatica di nimodipina. Ulteriori interazioni. Nortriptilina. L’assunzione contemporanea di nimodipina e nortriptilina allo stato stazionario ha condotto ad un modesto decremento nella concentrazione della nimodipina senza influenzare i livelli plasmatici della nortriptilina. Effetti della nimodipina su altri farmaci Farmaci antiipertensivi La nimodipina puo’ aumentare l’effetto ipotensivo di farmaci anti-ipertensivi somministrati contemporaneamente, come, per esempio: diuretici;beta-bloccanti; ACE-inibitori; A1 antagonisti; altri calcio-antagonisti; alfa-bloccanti; inibitori del PDE5; alfa-metildopa. Nel caso un’associazione di questo tipo sia inevitabile, e’ necessario un monitoraggio del paziente particolarmente attento. Zidovudina. In uno studio sulla scimmia la simultanea somministrazione endovenosa del farmaco anti-HIV zidovudina e di nimodipina in bolo ha indotto un incremento significativo della AUC della zidovudina, con una significativa riduzione del suo volume di distribuzione e della sua clearance. Interazioni fra farmaco e alimenti. Succo di pompelmo. Il succo di pompelmo inibisce ilsistema del citocromo P450 3A4. L’assunzione contemporanea di succo di pompelmo e di calcio-antagonisti diiprodipiridinici aumenta la concentrazione plasmatica e la durata dell’azione di quest’ultima, a causa di una diminuzione del suo metabolismo legato all’effetto di primo passaggio o della sua clearance. Come conseguenza di cio’, l’effetto antiipertensivo della nimodipina puo’ risultare aumentato. Questo fenomenopuo’ durare per almeno per 4 giorni dopo l’ultima ingestione di succodi pompelmo. L’ingestione di pompelmo o succo di pompelmo deve quindiessere evitata durante il trattamento con nimodipina. Casi in cui nonsi e’ evidenziata un’interazione. Aloperidolo. La contemporanea somministrazione di nimodipina allo stato stazionario a pazienti in trattamento a lungo termine con aloperidolo non ha messo in evidenza nessuna potenziale reciproca interazione. La contemporanea somministrazione dinimodipina per via orale e di diazepam, digossina, glibenclamide, indometacina, ranitidina e warfarin non ha messo in evidenza nessuna potenziale reciproca interazione.

EFFETTI INDESIDERATI

Di seguito sono riportate le reazioni avverse da farmaco segnalate con nimodipina negli studi clinici con nimodipina sull’indicazione “Prevenzione e terapia di deficit neurologici ischemici correlati a vasospasmo cerebrale indotti da emorragia subaracnoidea”, ordinate in base alle categorie di frequenza secondo CIOMS III (negli studi controllati verso placebo 703 pazienti sono stati trattati con nimodipina e 692 conplacebo; negli studi non controllati 2.496 pazienti sono stati trattati con nimodipina; status 31 agosto 2005). All’interno di ciascuna classe di frequenza gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita’. Le frequenze sono cosi’ definite: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100),raro (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000). Reazioni avverse al farmaco segnalate nei pazienti in diversi studi clinici sull’ indicazione “Prevenzione e trattamento di deficit neurologici ischemicicorrelati a vasospasmo cerebrale”. Patologie del sistema linfoemopoietico. Non comune: trombocitopenia. Disfunzioni del sistema immunitario. Non comune: reazione allergica, eruzione cutanea. Patologie del sistema nervoso. Non comune: cefalea. Patologie cardiache. Non comune: tachicardia; raro: bradicardia. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione, vasodilatazione. Patologie gastrointestinali. Non comune : nausea; raro: ileo. Patologie epatobiliari. Raro: aumento transitorio degli enzimi epatici. Altri eventi riportati con frequenza non nota includono le vertigini. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non ci sono studi controllati adeguati sulle donne in gravidanza. La somministrazione di nimodipina non e’ raccomandato in gravidanza. Qualora si ritenga necessario somministrazione in gravidanza, occorre considerare attentamente i benefici attesi per la madre ed i rischi potenziali per il feto in rapporto alla gravidanza del quadro clinico. E’ stato evidenziato che la nimodipina ed i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno in una concentrazione dello stesso ordine di grandezzadi quella presente nel plasma materno. Si consiglia alle madri di nonallattare durante l’assunzione del medicinale. In singoli casi di fertilizzazione in- vitro, i calcio-antagonisti sono stati associati con cambiamenti biochimici reversibili nella testa degli spermatozoi, con possibile conseguente compromissione della funzionalita’ spermatica. La rilevanza di questo risultato non e’ nota nel trattamento a breve termine.

Forma farmaceutica

GOCCE ORALI SOLUZIONE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

CONTENITORE MONODOSE