DENOMINAZIONE
PLEGRIDY SOLUZIONE INIETTABILE IN SIRINGA PRERIEMPITA
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Agenti antineoplastici ed immunomodulanti; immunostimolanti; interferoni.
PRINCIPI ATTIVI
Plegridy 63 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna siringa preriempita contiene 63 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 94 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna siringa preriempita contiene 94 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 125 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna siringa preriempita contiene 125 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 125 microgrammi soluzione iniettabile in siringa preriempita (per uso intramuscolare): ciascuna siringa preriempita contiene 125 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 63 microgrammi soluzione iniettabile in penna preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna penna preriempita contiene 63 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 94 microgrammi soluzione iniettabile in penna preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna penna preriempita contiene 94 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. Plegridy 125 microgrammi soluzione iniettabile in penna preriempita (per uso sottocutaneo): ciascuna penna preriempita contiene 125 microgrammi di peginterferone beta-1a* in 0,5 mL di soluzione iniettabile. La dose indica la quantita’ della porzione di interferone beta-1a del peginterferone beta-1a senza considerare la porzione di PEG attaccata. *Il principio attivo, il peginterferone beta-1a, e’ un coniugato covalente dell’interferone beta-1a, prodotto nelle cellule ovariche di criceto cinese, con metossi poli(etileneglicole) a 20.000 Dalton (20 kDa), utilizzando un linker di O-2-metilpropionaldeide. La potenza di questo medicinale non deve essere confrontata con quella di un’altra proteina pegilata o non-pegilata della stessa classe terapeutica. Per ulteriori informazioni vedere paragrafo 5.1. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Sodio acetato triidrato, acido acetico glaciale, arginina cloridrato,polisorbato 20, acqua per preparazioni iniettabili.
INDICAZIONI
Plegridy e’ indicato nei pazienti adulti per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente (vedere paragrafo 5.1).
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ all’interferone beta naturale o ricombinante o al peginterferone o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo6.1. Pazienti con depressione grave e/o ideazione suicidaria (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
POSOLOGIA
Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento della sclerosi multipla. Plegridy puo’ essere somministrato per via sottocutanea (SC) usando una penna monouso preriempita o una siringa monouso preriempita o per via intramuscolare (IM) usando una siringa monouso preriempita. L’efficacia del peginterferone beta-1a somministrato per via sottocutanea e’ stata dimostrata rispetto al placebo. Non sono disponibili dati comparativi diretti tra ilpeginterferone beta-1a e l’interferone beta non pegilato ne’ dati sull’efficacia del peginterferone beta-1a dopo il passaggio da un interferone beta non pegilato. Cio’ va considerato quando i pazienti passano dal trattamento con l’interferone pegilato a quello con l’interferone non pegilato e viceversa (vedere paragrafo 5.1). Posologia: la dose raccomandata di Plegridy e’ di 125 microgrammi iniettati SC o IM ogni 2 settimane (14 giorni). Inizio del trattamento: si raccomanda in genereche i pazienti inizino il trattamento SC o IM con 63 microgrammi alladose 1 (giorno 0), aumentando a 94 microgrammi alla dose 2 (giorno 14), raggiungendo la dose piena di 125 microgrammi alla dose 3 (giorno 28) e continuando successivamente con la dose piena (125 microgrammi) ogni 2 settimane (14 giorni). Via sottocutanea: e’ disponibile una confezione di inizio trattamento contenente le prime 2 dosi (63 microgrammi e 94 microgrammi). Schema di titolazione all’inizio del trattamento per via SC. Prima dose. Tempo*: giorno 0; quantit?: 63 microgrammi; etichetta della siringa: arancione. Seconda dose. Tempo*: giorno 14; quantit?: 94 microgrammi; etichetta della siringa: blu. Terza dose. Tempo*: giorno 28; quantit?: 125 microgrammi (dose piena); etichetta della siringa: grigia. *Somministrazione ogni 2 settimane (14 giorni). Via intramuscolare: la confezione da una dose di somministrazione contiene la dose piena di 125 microgrammi in 1 siringa preriempita. Le clip di titolazione di Plegridy, progettate per l’uso con la siringa preriempita, hanno lo scopo di limitare la dose somministrata a 63 microgrammi [dose 1 (1/2 dose), clip di titolazione gialla] e 94 microgrammi [dose2 (3/4 dose), clip di titolazione viola], per il giorno 0 e il giorno14 rispettivamente. Ciascuna clip di titolazione di Plegridy deve essere utilizzata una sola volta e smaltita con l’eventuale farmaco residuo. I pazienti devono utilizzare la dose piena di 125 microgrammi (senza uso di clip) a partire dal giorno 28 (somministrazione ogni 14 giorni). Schema di titolazione all’inizio del trattamento per via IM. Dose1. Tempo*: giorno 0; quantit?: 63 microgrammi; clip di titolazione: giallo. Dose 2. Tempo*: giorno 14; quantit?: 94 microgrammi; clip di titolazione: viola. Dose 3. Tempo*: giorno 28; quantit?: 125 microgrammi(dose piena); clip di titolazione: senza uso di clip. *Somministrazione ogni 2 settimane (14 giorni). La titolazione della dose all’inizio del trattamento puo’ contribuire a migliorare i sintomi simil-influenzali che possono verificarsi all’inizio del trattamento con gli interferoni. L’uso profilattico e concomitante di trattamenti con medicinali anti-infiammatori, analgesici e/o antipiretici puo’ prevenire o migliorare i sintomi simil-influenzali che insorgono a volte durante il trattamento con l’interferone (vedere paragrafo 4.8). Il passaggio tra le vie di somministrazione SC e IM e viceversa non e’ stato studiato. In base alla bioequivalenza dimostrata tra le due vie di somministrazionesi prevede che non sia necessaria una titolazione della dose nel passaggio da SC a IM o viceversa (vedere paragrafi 5.1 e 5.2). Se si saltauna dose, questa deve essere somministrata al piu’ presto possibile. Se mancano 7 o piu’ giorni alla dose successiva prevista: i pazienti devono assumere la dose saltata immediatamente. Il trattamento puo’ poiproseguire con la dose successiva programmata, come previsto. Se mancano meno di 7 giorni alla dose successiva prevista: i pazienti devono iniziare un nuovo schema posologico di 2 settimane, a partire dal momento in cui somministrano la dose saltata. Un paziente non deve assumere due dosi di peginterferone beta-1a entro 7 giorni l’una dall’altra. Popolazioni speciali. Popolazione anziana: la sicurezza e l’efficacia di peginterferone beta-1a nei pazienti di eta’ superiore ai 65 anni non sono state sufficientemente studiate a causa del numero limitato di questi pazienti inclusi negli studi clinici. Compromissione renale: non sono necessari aggiustamenti del dosaggio nei pazienti con compromissione renale in base ai dati degli studi sulla compromissione renale di grado lieve, moderato e severo e sulla malattia renale allo stadio terminale (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Compromissione epatica. Peginterferone beta-1a non e’ stato studiato nei pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica: la sicurezza el’efficacia di peginterferone beta-1a nei bambini e negli adolescentidi eta’ compresa tra 0 e 18 anni non sono state stabilite nella sclerosi multipla. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: si raccomanda che i pazienti siano adeguatamente istruiti da parte di un operatore sanitario riguardo alla corretta tecnica di autosomministrazione delle iniezioni sottocutanee utilizzando la siringa preriempita/penna preriempita per iniezione SC o delle iniezioni intramuscolari usando le siringhe preriempite per iniezione IM, a seconda dei casi. Ipazienti devono essere avvertiti di alternare i siti delle iniezioni sottocutanee o intramuscolari ogni due settimane. I siti abituali per somministrare le iniezioni sottocutanee includono l’addome, il braccioe la coscia. Il sito abituale per somministrare le iniezioni intramuscolari e’ la coscia. Ciascuna penna/siringa di Plegridy preriempita per SC viene fornita con l’ago precollegato. La siringa di Plegridy preriempita per uso IM viene fornita come siringa preriempita con un ago separato per uso IM. Sia le siringhe preriempite per uso IM e SC che lepenne preriempite per uso SC sono esclusivamente monouso e devono essere gettate dopo l’uso. Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale. Una volta tolto dal frigorifero, lasciare che Plegridy si riscaldi a temperatura ambiente (fino a 25 gradi C) per circa 30 minuti prima di eseguire l’iniezione. Non devono essere usate fonti esterne di calore, come acqua calda, per scaldare il medicinale. Plegridy in siringa preriempita non deve essere utilizzato se il liquido e’ colorato, torbido o contiene particelle in sospensione. Il liquido nella siringa deve essere limpido e incolore. Plegridy in penna preriempita non deve essere utilizzato ameno che le strisce verdi siano visibili nella finestra di visualizzazione dello stato dell’iniezione della penna preriempita.
CONSERVAZIONE
Conservare in frigorifero (2 gradi C – 8 gradi C). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Vedere paragrafo 6.3 per altre informazioni sulla conservazione a temperatura ambiente.
AVVERTENZE
Tracciabilita’: al fine di migliorare la tracciabilita’ dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministratodevono essere chiaramente registrati. Danno epatico: livelli elevati di transaminasi epatiche nel siero, epatite, epatite autoimmune e casirari di insufficienza epatica severa sono stati riferiti con medicinali a base di interferone beta. Aumenti degli enzimi epatici sono statiosservati con l’uso di peginterferone beta-1a. I pazienti devono essere monitorati per i segni di danno epatico (vedere paragrafo 4.8). Depressione: Peginterferone beta-1a deve essere somministrato con cautelanei pazienti con disturbi depressivi pregressi (vedere paragrafo 4.3). La depressione si verifica con maggiore frequenza nella popolazione affetta da sclerosi multipla e in associazione con l’uso di interferone. I pazienti devono essere avvertiti di riferire immediatamente qualsiasi sintomo di depressione e/o ideazione suicidaria al proprio medico. I pazienti che presentano segni di depressione devono essere strettamente monitorati durante la terapia e trattati in modo appropriato. Deve essere presa in considerazione l’interruzione della terapia con peginterferone beta-1a (vedere paragrafo 4.8). Reazioni di ipersensibilita’ Gravi reazioni di ipersensibilita’, tra cui casi di anafilassi, sono state riferite come una complicanza rara del trattamento con l’interferone beta, compreso peginterferone beta-1a. I pazienti devono essereavvertiti di interrompere il trattamento con peginterferone beta-1a edi chiedere assistenza medica immediata nel caso in cui si manifestino segni o sintomi di anafilassi o ipersensibilita’ severa. Il trattamento con peginterferone beta-1a non deve essere ripreso (vedere paragrafo 4.8). Reazioni nel sito d’iniezione. Reazioni nel sito d’iniezione,compresa la necrosi nel sito d’iniezione, sono state riferite con l’uso sottocutaneo di interferone beta. Per ridurre al minimo il rischio di reazioni al sito d’iniezione i pazienti devono essere istruiti all’uso di una tecnica di iniezione asettica. La procedura per l’autosomministrazione da parte del paziente deve essere riverificata periodicamente, specialmente se si sono verificate reazioni nel sito d’iniezione.Se il paziente manifesta una rottura della pelle, che puo’ essere accompagnata da gonfiore o fuoruscita di liquido dal sito d’iniezione, ilpaziente deve essere avvisato di consultare il proprio medico. Negli studi clinici, un paziente trattato con peginterferone beta-1a ha presentato una necrosi nel sito d’iniezione con peginterferone beta-1a peruso SC La decisione di interrompere la terapia dopo necrosi in un unico sito, dipende dall’entita’ della necrosi stessa (vedere paragrafo 4.8). Riduzione delle conte ematiche periferiche: la riduzione delle conte ematiche periferiche in tutte le linee cellulari, comprendente pancitopenia rara e trombocitopenia severa, e’ stata riferita nei pazienti che hanno ricevuto interferone beta. Casi di citopenia, compresi rari casi di neutropenia severa e trombocitopenia, sono stati osservati nei pazienti trattati con peginterferone beta-1a. I pazienti devono essere monitorati per i sintomi o i segni della riduzione delle conte ematiche periferiche (vedere paragrafo 4.8). Disturbi renali e urinari Sindrome nefrosica (effetti di classe) Durante il trattamento con prodotti a base di interferone beta sono stati segnalati casi di sindrome nefrosica con diverse nefropatie sottostanti, tra cui la glomerulosclerosi focale e segmentaria collassante ( collapsing focal segmental glomerulosclerosis , FSGS), la malattia a lesioni minime ( minimal change disease , MCD), la glomerulonefrite membrano-proliferativa ( membranoproliferative glomerulonephritis , MPGN) e la glomerulopatia membranosa ( membranous glomerulopathy , MGN). Gli eventi sono stati segnalati intempi diversi nel corso del trattamento e possono manifestarsi dopo diversi anni di trattamento con interferone beta. Si raccomanda il monitoraggio periodico dei segni o sintomi precoci, quali ad esempio edema, proteinuria e compromissione della funzione renale, in particolare nei pazienti a maggior rischio di malattia renale. La sindrome nefrosica deve essere trattata tempestivamente e deve essere presa in considerazione l’interruzione della terapia con peginterferone beta-1a. Compromissione renale severa E’ necessario usare cautela quando si somministra peginterferone beta-1a a pazienti con compromissione renale severa.Microangiopatia trombotica (TMA) (effetti di classe): sono stati segnalati casi di TMA, che si manifesta come porpora trombotica trombocitopenica (TTP) o sindrome emolitico uremica (HUS), compresi casi fatali con prodotti a base di interferone beta. Gli eventi sono stati segnalati in tempi diversi nel corso del trattamento e possono manifestarsi da diverse settimane a diversi anni dopo l’inizio del trattamento con interferone beta. Le caratteristiche cliniche iniziali comprendono trombocitopenia, ipertensione di nuova insorgenza, febbre, sintomi a carico del sistema nervoso centrale (ad esempio confusione, paresi) e funzione renale compromessa. I risultati di laboratorio che suggeriscono lapresenza di TMA comprendono la riduzione delle conte piastriniche, l’aumento della lattato-deidrogenasi (LDH) nel siero dovuta a emolisi e la presenza di schistociti (frammentazione degli eritrociti) su uno striscio ematico. Di conseguenza, se si osservano le caratteristiche cliniche della TMA si raccomanda l’effettuazione di ulteriori esami dei livelli delle piastrine nel sangue, della LDH nel siero, degli strisci ematici e della funzione renale. Nel caso di diagnosi di TMA e’ necessario un trattamento tempestivo (considerando lo scambio plasmatico) ede’ raccomandata l’interruzione immediata di peginterferone beta-1a. Anomalie di laboratorio. Anomalie di laboratorio sono associate all’usodegli interferoni. Oltre a quegli esami di laboratorio normalmente richiesti per il monitoraggio dei pazienti con sclerosi multipla, si raccomanda di eseguire l’emocromo completo con conta differenziale delle cellule del sangue, le conte piastriniche e le analisi chimiche del sangue, comprendenti i test di funzionalita’ epatica (ad esempio aspartato aminotransferasi (AST), alanina aminotransaminasi (ALT)), prima dell’inizio della terapia e a intervalli regolari dopo l’introduzione della terapia con peginterferone beta-1a e poi periodicamente in assenza di sintomi clinici. Per i pazienti con mielosoppressione puo’ essere necessario il monitoraggio piu’ intensivo dell’esame emocromocitometrico completo, con le conte differenziali e piastriniche. L’ipotiroidismoe l’ipertiroidismo sono stati osservati con l’uso di medicinali a base di interferone beta. Si raccomanda l’effettuazione di esami regolaridella funzionalita’ tiroidea nei pazienti con anamnesi di disfunzionetiroidea o come clinicamente indicato.
INTERAZIONI
Non sono stati effettuati studi d’interazione. Gli studi clinici indicano che i pazienti con sclerosi multipla possono ricevere peginterferone beta-1a e corticosteroidi durante le recidive. E’ stato riportato che gli interferoni riducono l’attivita’ degli enzimi epatici dipendenti dal citocromo P450 nell’uomo e negli animali. Deve esser usata cautela quando peginterferone beta-1a viene somministrato in associazione con medicinali che hanno uno stretto indice terapeutico e la cui clearance e’ largamente dipendente dal sistema del citocromo P450 epatico, ad esempio alcune classi di antiepilettici e di antidepressivi.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse al medicinale(ADR) piu’ comuni (con un’incidenza superiore rispetto al placebo) per peginterferone beta-1a y 125 microgrammi somministrato per via sottocutanea ogni 2 settimane sono state eritema in sede di iniezione, malattia simil-influenzale, piressia, cefalea, mialgia, brividi, dolore insede di iniezione, astenia, prurito in sede di iniezione e artralgia.La reazione avversa con conseguente interruzione della terapia riferita piu’ comunemente nei pazienti trattati con peginterferone beta-1a 125 microgrammi somministrato per via sottocutanea ogni 2 settimane e’ stata la malattia simil-influenzale (< 1%). Negli studi clinici, 1.468pazienti in totale hanno ricevuto peginterferone beta-1a SC per un massimo di 278 settimane, con un’esposizione complessiva equivalente a 4.217 anni- persona. 1.285 pazienti hanno ricevuto almeno 1 anno, 1.124pazienti hanno ricevuto almeno 2 anni, 947 pazienti hanno ricevuto almeno 3 anni e 658 pazienti hanno ricevuto almeno 4 anni di trattamentocon peginterferone beta-1a y. L’esperienza nella fase non controllatarandomizzata (2. anno) dello studio ADVANCE e nello studio di estensione ATTAIN (trattamento ricevuto per un periodo fino a 4 anni) e’ risultata coerente con l’esperienza nella fase controllata con placebo di 1 anno dello studio ADVANCE. Di seguito si riassumono le reazioni avverse al medicinale (ADR) (incidenza superiore al placebo e con una possibilita’ ragionevole di causalita’) di 512 pazienti trattati con peginterferone beta-1a 125 microgrammi somministrato per via SC ogni 2 settimane e 500 pazienti che hanno ricevuto il placebo per un massimo di 48 settimane, nonche’ i dati post marketing. Le ADR sono presentate secondo la terminologia MedDRA raccomandata nella classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. L’incidenza delle reazioni avverse riportate di seguito e’ espressa secondo la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1. 000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Riassunto delle reazioni avverse al medicinale. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: trombocitopenia; raro: microangiopatia trombotica, comprendente porpora trombotica trombocitopenica/sindrome emolitico uremica*. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: angioedema, ipersensibilit?; non nota: anafilassi^1. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea; non comune: crisi convulsiva. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: ipertensione arteriosa polmonare^+. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: alopecia^l, prurito; non comune: orticaria. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo.Molto comune: mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie. Raro: sindrome nefrosica, glomerulosclerosi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: malattia simil- influenzale, piressia, brividi, eritema in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione, prurito in sede di iniezione, astenia; comune:ipertermia, infiammazione in sede di iniezione, dolore, ematoma nel sito dell’iniezione, tumefazione in sede di iniezione, edema nel sito d’iniezione, eruzione cutanea in sede di iniezione, calore in sede di iniezione, alterazione del colore in sede di iniezione; raro: necrosi in sede di iniezione. Esami diagnostici. Comune: alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, gamma-glutamiltransferasi aumentata, conta dei leucociti diminuita, emoglobina diminuita, temperatura corporea aumentata; non comune: conta delle piastrine diminuita. * Effetto di classe per i prodotti a base di interferone-beta(vedere paragrafo 4.4) ^+ Effetto di classe per i medicinali contenenti interferone, vedere di seguito Ipertensione arteriosa polmonare . ^L. Effetto di classe per i prodotti a base di interferone. ^1 Reazioniavverse derivate unicamente dall’esperienza post-marketing. Descrizioni di reazioni avverse selezionate alla somministrazione per via sottocutanea. Sintomi simil-influenzali: la malattia simil-influenzale ha colpito il 47% dei pazienti che hanno ricevuto peginterferone beta-1a 125 microgrammi ogni 2 settimane e il 13% dei pazienti che hanno ricevuto il placebo. L’incidenza dei sintomi simil-influenzali (ad esempio malattia simil-influenzale, brividi, iperpiressia, dolore muscoloscheletrico, mialgia, dolore, piressia) e’ risultata piu’ alta all’inizio del trattamento ed e’ in genere diminuita nel corso dei primi 6 mesi. Il90% dei pazienti che hanno riferito sintomi similinfluenzali, li ha ritenuti di gravita’ lieve o moderata. Nessun sintomo e’ stato considerato di natura grave. Meno dell’1% dei pazienti che hanno ricevuto peginterferone beta-1a durante la fase controllata con placebo dello studio ADVANCE ha interrotto il trattamento a causa dei sintomi simil-influenzali. Uno studio in aperto in pazienti passati dalla terapia con interferone beta a peginterferone beta-1a ha valutato l’insorgenza e la durata dei sintomi simil-influenzali trattati in via profilattica. Nei pazienti che hanno manifestato sintomi simil-influenzali, il tempo mediano all’insorgenza e’ stato di 10 ore (intervallo interquartile, da 7a 16 ore) dopo l’iniezione, mentre la durata mediana e’ stata di 17 ore (intervallo interquartile, da 12 a 22 ore). Reazioni nel sito d’iniezione (ISR): le reazioni nel sito d’iniezione (ad esempio eritema, dolore, prurito o edema nel sito d’iniezione) sono state segnalate dal 66% dei pazienti che hanno ricevuto peginterferone beta-1a 125 microgrammi ogni 2 settimane rispetto all’11% dei pazienti che hanno ricevuto il placebo. L’eritema nel sito d’iniezione e’ risultato la reazione piu’ comunemente segnalata nel sito d’iniezione. Dei pazienti che hanno presentato reazioni nel sito d’iniezione, il 95% le ha riferite di gravita’ lieve o moderata. Uno dei 1.468 pazienti che hanno ricevuto peginterferone beta-1a negli studi clinici ha presentato una necrosi nel sito d’iniezione che si e’ risolta con il trattamento medico standard. Anormalita’ delle transaminasi epatiche: l’incidenza degli aumenti delle transaminasi epatiche e’ risultata superiore nei pazienti trattati con peginterferone beta-1a rispetto al placebo. La maggior parte degliaumenti degli enzimi e’ stata < 3 volte il limite superiore al normale (ULN). Aumenti dell’alanina aminotransferasi e dell’aspartato aminotransferasi (> 5 volte ULN) sono stati segnalati rispettivamente nell’1% e < 1% dei pazienti trattati con il placebo e nel 2% e < 1% dei pazienti trattati con peginterferone beta-1a.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: un ampio numero di dati (oltre 1.000 esiti di gravidanza)dai registri e dall’esperienza post-marketing non indica alcun aumento del rischio di anomalie congenite maggiori dopo esposizione all’interferone beta pre-concepimento o durante il primo trimestre di gravidanza. Tuttavia, la durata dell’esposizione durante il primo trimestre e’incerta, poiche’ i dati sono stati raccolti quando l’uso di interferone beta era controindicato durante la gravidanza e il trattamento probabilmente e’ stato interrotto quando la gravidanza e’ stata individuata e/o confermata. L’esperienza sull’esposizione durante il secondo e il terzo trimestre e’ molto limitata. Sulla base dei dati sugli animali(vedere paragrafo 5.3) esiste un rischio potenzialmente aumentato di aborto spontaneo. Il rischio di aborti spontanei in donne in gravidanza esposte all’interferone beta non puo’ essere adeguatamente valutato sulla base dei dati attualmente disponibili, ma i dati non suggeriscono finora un aumento del rischio. Se clinicamente necessario, l’uso di peginterferone beta-1a durante la gravidanza puo’ essere preso in considerazione. Allattamento: non e’ noto se il peginterferone beta-1a siaescreto nel latte materno. Limitate informazioni disponibili relativeal passaggio dell’interferone beta-1a nel latte materno, unitamente alle caratteristiche chimicofisiologiche dell’interferone beta, suggeriscono che i livelli di interferone beta-1a escreti nel latte materno sono trascurabili. Non sono previsti effetti dannosi sul neonato/bambino allattato al seno. Peginterferone beta-1a puo’ essere usato durante l’allattamento. Fertilita’: non sono disponibili informazioni sugli effetti del peginterferone beta-1a sulla fertilita’ umana. Negli animalisono stati osservati effetti anovulatori a dosi molto alte (vedere paragrafo 5.3). Non sono disponibili informazioni sugli effetti del peginterferone beta-1a sulla fertilita’ maschile negli animali.
Forma farmaceutica
SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
SIRINGA

