RENVELA 180CPR RIV 800MG FL

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DENOMINAZIONE

RENVELA 800 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Tutti gli altri prodotti terapeutici, farmaci per il trattamento dell’iperpotassiemia e dell’iperfosfatemia.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa contiene 800 mg di sevelamer carbonato.

ECCIPIENTI

Compressa: cellulosa microcristallina, sodio cloruro, zinco stearato.Rivestimento con film: ipromellosa (E464), monogliceridi diacetilati.Inchiostro di stampa: ferro ossido nero (E172), glicole propilenico, alcol isopropilico, ipromellosa (E464).

INDICAZIONI

Il farmaco e’ indicato per il controllo dell’iperfosfatemia in pazienti adulti sottoposti ad emodialisi o a dialisi peritoneale. Renvela e’inoltre indicato nel controllo dell’iperfosfatemia in pazienti adulticon malattia renale cronica (CKD) non sottoposti a dialisi, con fosforo sierico >=1,78 mmol/L. Il farmaco deve essere usato nel contesto diun approccio politerapeutico, che potrebbe includere integratori di calcio, 1,25-diidrossi-vitamina D 3 o uno dei suoi analoghi, per controllare lo sviluppo della malattia ossea renale.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Ipofosfatemia. Occlusione intestinale.

POSOLOGIA

Dose iniziale. La dose iniziale raccomandata per sevelamer carbonato e’ 2,4 g o 4,8 g al giorno, sulla base delle esigenze cliniche e dei livelli di fosforo sierico. Il farmaco deve essere assunto tre volte algiorno, con i pasti. Livello di fosforo sierico nei pazienti uguale a1,78 – 2,42 mmol/L (5,5 – 7,5 mg/dL): 2,4 g di dose giornaliera totale di sevelamer carbonato, da assumere con 3 pasti al giorno. Livello di fosforo sierico nei pazienti > 2,42 mmol/L (> 7,5 mg/dL): 4,8 g di dose giornaliera totale di sevelamer carbonato, da assumere con 3 pastial giorno. Per pazienti che hanno precedentemente assunto chelanti del fosfato (sevelamer cloridrato o a base di calcio), la somministrazione di Renvela deve avvenire grammo per grammo, con monitoraggio dei livelli sierici di fosfatemia, al fine di assicurare dosi giornaliere ottimali. Titolazione e mantenimento. Si devono monitorare i livelli sierici di fosfatemia e si deve titolare la dose di sevelamer carbonato con incrementi di 0,8 g tre volte al giorno (2,4 g/giorno), ogni 2-4 settimane, fino a raggiungere un livello accettabile di fosforo sierico,con successivo regolare monitoraggio. I pazienti che assumono sevelamer carbonato devono attenersi alle diete prescritte. Nella pratica clinica, il trattamento sara’ continuo, in base all’esigenza di controllare i livelli sierici di fosfatemia, la dose prevista sara’ in media circa 6 g al giorno. Popolazioni particolari. Anziani. Non e’ necessarioalcun aggiustamento di dosaggio negli anziani. Insufficienza epatica.Non sono stati effettuati studi in pazienti con insufficienza epatica. Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Renvela non sono state stabilite nei bambini di eta’ inferiore a 6 anni o nei bambinicon BSA inferiore a 0,75 m ^2 . Non ci sono dati disponibili. La sicurezza e l’efficacia di Renvela sono state stabilite nei bambini di eta’ superiore a 6 anni e con BSA superiore a 0,75 m^2. I dati attualmente disponibili sono descritti nel paragrafo 5.1. Per i pazienti pediatrici e’ necessario somministrare la sospensione orale, poiche’ le formulazioni in compresse non sono adatte a questa popolazione. Modo di somministrazione. Uso orale. Le compresse devono essere ingerite intere enon devono essere schiacciate, masticate o spezzettate prima della somministrazione. Il farmaco deve essere assunto con il cibo e non a stomaco vuoto.

CONSERVAZIONE

Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall’umidita’. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

AVVERTENZE

La sicurezza e l’efficacia di sevelamer carbonato non sono state stabilite nei pazienti adulti con malattia renale cronica non sottoposti adialisi, con fosforo sierico <1,78 mmol/L. Pertanto, attualmente, il suo uso in questi pazienti deve essere evitato. La sicurezza e l’efficacia di sevelamer carbonato non sono state stabilite nei pazienti affetti dai seguenti disturbi: disfagia; disturbi della deglutizione; severi disturbi della motilita’ gastrointestinale compresa la gastroparesisevera o non trattata, ritenzione del contenuto gastrico e anomalie oirregolarita’ della motilita’ intestinale; malattia infiammatoria intestinale in fase attiva; chirurgia maggiore sul tratto gastrointestinale Il trattamento di questi pazienti con Renvela deve essere iniziato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Se siinizia la terapia, occorre monitorare i pazienti che soffrono di questi disturbi. Il trattamento con Renvela deve essere rivalutato nei pazienti che sviluppano stipsi severa o altri sintomi gastrointestinali severi. Occlusione intestinale e ileo/subileo. In casi molto rari, durante il trattamento con sevelamer cloridrato (capsule/compresse), che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, sono stati osservati occlusione intestinale e ileo/subileo. La stipsi puo’ rappresentare un prodromo. I pazienti che soffrono di stipsi devono essere monitorati attentamente durante il trattamento con Renvela. In caso di pazienti che sviluppano stipsi severa o altri severi sintomi gastrointestinali, il trattamento deve essere rivalutato. Vitamine liposolubili e carenza di folati I pazienti affetti da CKD, possono manifestare bassi livelli di vitamine liposolubili A, D, E e K, a seconda della dietae della gravita’ della patologia. Non e’ possibile escludere che sevelamer carbonato possa legarsi alle vitamine liposolubili contenute negli alimenti ingeriti. Nei pazienti che assumono sevelamer ma nessun integratore vitaminico, si devono valutare, a intervalli regolari, i livelli sierici di vitamina A, D, E e K. In caso di necessita’, si raccomanda di somministrare integratori vitaminici. Per i pazienti con CKD non sottoposti a dialisi, sono raccomandati integratori di vitamina D (circa 400 UI di vitamina D nativa al giorno), che puo’ essere parte diun preparato multivitaminico da assumere lontano dalla dose di sevelamer carbonato. Nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, e’ raccomandato un monitoraggio supplementare di vitamine liposolubili e di acido folico, poiche’ in uno studio clinico su questi pazienti i livellidi vitamina A, D, E e K non sono stati misurati. Attualmente vi sono dati insufficienti per escludere la possibilita’ di carenza di folati durante il trattamento a lungo termine con sevelamer carbonato. Nei pazienti in terapia con sevelamer che non assumono acido folico supplementare, i livelli di folati devono essere valutati regolarmente. Ipocalcemia/ipercalcemia. I pazienti con CKD possono sviluppare ipocalcemia o ipercalcemia. Sevelamer carbonato non contiene calcio. Di conseguenza, si devono monitorare a intervalli regolari i livelli sierici di calcio e, se necessario, somministrare un integratore di calcio elementare. Acidosi metabolica. I pazienti con CKD sono predisposti all’acidosimetabolica. Nell’ambito della buona pratica clinica, si raccomanda, pertanto, il monitoraggio dei livelli di bicarbonato sierico. Peritonite I pazienti dializzati sono soggetti a taluni rischi di infezione, insiti nella specifica modalita’ di dialisi. La peritonite e’ una complicanza nota nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale e in uno studio clinico con sevelamer cloridrato e’ stato osservato un maggior numero di casi di peritonite nel gruppo di sevelamer, rispetto al gruppo di controllo. I pazienti che ricevono dialisi peritoneale devono esserestrettamente monitorati, a garanzia dell’uso di una corretta tecnica asettica e della tempestiva identificazione e gestione di qualsiasi segno e sintomo associato alla peritonite. Difficolta’ di deglutizione esoffocamento. Sono state riportate, raramente, difficolta’ di deglutizione delle compresse di Renvela. Molti di questi casi riguardavano pazienti con condizioni di comorbilita’, tra cui disturbi della deglutizione o anomalie esofagee. La corretta capacita’ di deglutizione deve essere attentamente monitorata in pazienti con condizioni di comorbidita’. Per i pazienti con anamnesi di difficolta’ di deglutizione, si deve utilizzare sevelamer carbonato in polvere. Ipotiroidismo E’ raccomandato un piu’ attento monitoraggio dei pazienti affetti da ipotiroidismo ai quali vengano somministrati in concomitanza sevelamer carbonato elevotiroxina. Iperparatiroidismo. Sevelamer carbonato non e’ indicatoper controllare l’iperparatiroidismo. Nei pazienti affetti da iperparatiroidismo secondario, sevelamer carbonato deve essere usato nel contesto di un approccio politerapeutico, che potrebbe includere integratori di calcio, 1,25-diidrossi-vitamina D 3 o uno dei suoi analoghi, perridurre i livelli di ormone paratiroideo intatto (iPTH). Patologie infiammatorie gastrointestinali Sono stati segnalati casi di gravi patologie infiammatorie di diverse parti del tratto gastrointestinale (comprese gravi complicanze quali emorragie, perforazione, ulcerazione, necrosi, colite e massa colon/cecale), associati alla presenza di cristalli di sevelamer. Le patologie infiammatorie possono risolversi con l’interruzione di sevelamer. Nei pazienti che sviluppano gravi sintomi gastrointestinali, il trattamento con Renvela deve essere rivalutato. Eccipienti. Questo medicinale contiene meno di 1 mmole di sodio (23 mg) per compressa cioe’ essenzialmente “senza sodio”.

INTERAZIONI

Dialisi. Nei pazienti dializzati non sono stati effettuati studi di interazione. Ciprofloxacina. Negli studi di interazione condotti su volontari sani, nell’ambito di uno studio monodose, sevelamer cloridrato,che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, ha ridotto la biodisponibilita’ di ciprofloxacina di circa 50% quando somministrata contemporaneamente con sevelamer cloridrato. Di conseguenza, sevelamer carbonato non deve essere assunto contemporaneamente con ciprofloxacina. Ciclosporina, micofenolato mofetile e tacrolimus, in pazienti trapiantati. Nei pazienti sottoposti a trapianto, sono stati osservati ridotti livelli di ciclosporina, micofenolato mofetile e tacrolimus, quando somministrati contemporaneamente con sevelamer cloridrato, senza conseguenze cliniche (per esempio, rigetto del trapianto). Non e’ possibile escludere interazioni, pertanto, durante l’uso dell’associazione e dopo la sua sospensione, si deve considerare l’attento monitoraggio delle concentrazioni ematiche di ciclosporina, micofenolato mofetile e tacrolimus. Levotiroxina Nei pazienti in cui sono stati somministrati contemporaneamente sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, e levotiroxina, sono stati osservati casi, molto rari, di ipotiroidismo. Pertanto, nei pazienti che ricevono sevelamer carbonato e levotiroxina, si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli di ormone tireostimolante (TSH). Medicinaliantiarimici e anticonvulsivanti. I pazienti che assumono antiaritmiciper il controllo delle aritmie e anticonvulsivanti per il controllo di crisi convulsive, sono stati esclusi dagli studi clinici. Pertanto, non si puo’ escludere una possibile riduzione dell’assorbimento. L’antiaritmico deve essere assunto almeno un’ora prima o tre ore dopo. Renvela e puo’ essere preso in considerazione il monitoraggio dei livelli ematici. Inibitori di pompa protonica Durante l’esperienza successiva alla immissione in commercio, in pazienti trattati contemporaneamente con inibitori di pompa protonica e sevelamer carbonato sono stati segnalati casi, molto rari, di aumento dei livelli di fosfato. Si deve usare cautela quando si prescrivono inibitori di pompa protonica (PPI) a pazienti in trattamento concomitante con Renvela. Il livello sierico di fosfato deve essere monitorato e il dosaggio di Renvela deve essere corretto di conseguenza. Biodisponibilita’. Sevelamer carbonato non e’una sostanza che viene assorbita e puo’ modificare la biodisponibilita’ di altri medicinali. Al momento di somministrare qualunque medicinale, laddove un’eventuale riduzione della biodisponibilita’ possa avereun effetto clinicamente significativo sulla sicurezza o sull’efficacia, il medicinale deve essere somministrato almeno un’ora prima o almeno tre ore dopo l’assunzione di sevelamer carbonato. In alternativa, ilmedico deve considerare il controllo dei livelli ematici. Digossina, warfarin, enalapril o metoprololo. Negli studi di interazione su volontari sani, sevelamer cloridrato, che contiene la stessa frazione attiva di sevelamer carbonato, non ha avuto effetti sulla biodisponibilita’di digossina, warfarin, enalapril o metoprololo.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse piu’ comuni (>= 5% dei pazienti), secondo la classificazione per sistemi e organi, rientravano tutte nella classe delle patologie gastrointestinali. Granparte di tali reazioni avverse e’ stata di intensita’ da lieve a moderata. Tabella contenente la lista delle reazioni avverse La sicurezza di sevelamer (sia come sali di carbonato, che come cloridrato), e’ stata esaminata in numerosi studi clinici, su un totale di 969 pazienti sottoposti ad emodialisi, con trattamenti della durata di 4 – 50 settimane (724 pazienti trattati con sevelamer cloridrato e 245 con sevelamer carbonato), 97 pazienti sottoposti a dialisi peritoneale, con trattamento della durata di 12 settimane (tutti trattati con sevelamer cloridrato) e 128 pazienti con CKD, non dializzati, in trattamento per 8 – 12 settimane (79 pazienti trattati con sevelamer cloridrato e 49 con sevelamer carbonato). Le reazioni avverse, che si sono manifestate durante gli studi clinici o che sono state spontaneamente segnalate successivamente alla immissione in commercio, sono elencate, per frequenza, di seguito. La frequenza delle segnalazioni e’ classificata come moltocomune (>=1/10), comune (>=1/100, < 1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili).Disturbi del sistema immunitario. Molto rari: Ipersensibilit?. Patologie gastrointestinali. Molto comuni: Nausea, vomito, dolore addominalealto, stipsi; Comuni: Diarrea, dispepsia, flatulenza, dolore addominale; Non noti: Ostruzione intestinale, ileo/subileo, perforazione intestinale, emorragia gastrointestinale. ulcerazione intestinale, necrosi gastrointestinale, colite, massa intestinale. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non noti: Prurito, eruzione cutanea. Esami diagnostici. Non noti: Deposito intestinale di cristalli. Patologie infiammatorie gastrointestinali. Popolazione pediatrica. In generale, perbambini e adolescenti (6-18 anni), il profilo di sicurezza e’ simile a quello degli adulti. Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza. I dati relativi all’uso di sevelamer in donne in gravidanza non ci sono o sono limitati. Gli studi sugli animali hanno evidenziato una tossicita’ riproduttiva con la somministrazione di sevelamer adosi elevate nei ratti. E’ stato inoltre dimostrato che sevelamer riduce l’assorbimento di numerose vitamine, compreso l’acido folico. Il rischio potenziale per gli esseri umani non e’ noto. Sevelamer carbonato deve essere somministrato a donne in gravidanza solo se strettamentenecessario e dopo un’attenta analisi del rapporto beneficio/rischio, sia per la madre che per il feto. Allattamento. Non e’ noto se sevelamer/metaboliti siano escreti nel latte materno umano. Il fatto che sevelamer non venga assorbito rende improbabile la sua escrezione nel latte materno. La decisione di proseguire/interrompere l’allattamento o proseguire/interrompere la terapia con sevelamer carbonato, deve essere presa considerando il beneficio dell’allattamento per il bambino e quello della terapia con sevelamer carbonato per la donna. Fertilita’. Nell’uomo non vi sono dati riguardanti l’effetto di sevelamer sulla fertilita’. Sulla base di una comparazione della relativa BSA, gli studi condotti su animali hanno evidenziato che sevelamer non altera la fertilita’ in ratti maschi e femmine, esposti ad una dose uguale al doppio di quella umana massima di 13 g/die, utilizzata negli studi clinici.

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

FLACONE