RETSEVMO 112CPS 80MG

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DENOMINAZIONE

RETSEVMO CAPSULE RIGIDE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazionisulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalita’ di segnalazione delle reazioni avverse).

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antineoplastici e agenti immunomodulatori, agenti antineoplastici inibitori delle protein chinasi.

PRINCIPI ATTIVI

Retsevmo 40 mg capsule rigide: ciascuna capsula rigida contiene 40 mgdi selpercatinib. Retsevmo 80 mg capsule rigide: ciascuna capsula rigida contiene 80 mg di selpercatinib. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Contenuto della capsula: cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra. Involucro della capsula. Retsevmo capsule rigide 40 mg: gelatina, titanio diossido (E171), ossido di ferro (E172). Retsevmo capsule rigide 80 mg: gelatina, titanio diossido (E171), Blu brillante FCF (E133). Composizione dell’inchiostro nero delle capsule: gommalacca, etanolo (al 96 percento), alcol isopropilico, butanolo, glicole propilenico, acqua purificata, soluzione di ammoniaca, concentrata, idrossido di potassio, ossido di ferro nero.

INDICAZIONI

Retsevmo come monoterapia e’ indicato nel trattamento di adulti con: cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) avanzato RET fusione-positivo che richiede terapia sistemica dopo precedente trattamento con immunoterapia e/o chemioterapia a base di platino; cancro della tiroide avanzato RET fusione-positivo che richiede terapia sistemica dopo precedente trattamento con sorafenib e/o lenvatinib. Retsevmo come monoterapia e’ indicato per il trattamento di adulti e adolescenti di eta’ pari o superiore a 12 anni con cancro midollare della tiroide (MTC) avanzato con mutazione di RET che richiede terapia sistemica dopo precedente trattamento con cabozantinib e/o vandetanib.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

La terapia con Retsevmo deve essere iniziata e supervisionata da medici esperti nell’uso di terapie anti-tumorali. Test RET: prima dell’inizio del trattamento con Retsevmo, la presenza di una fusione del gene RET (NSCLC e cancro non-midollare della tiroide) o di mutazione (MTC) deve essere confermata da un test validato. Posologia. La dose raccomandata di Retsevmo in base al peso corporeo e’ meno di 50 kg: 120 mg due volte al giorno; 50 kg o piu’: 160 mg due volte al giorno. Se un paziente vomita o salta una dose, deve essere istruito a prendere la dosesuccessiva all’orario programmato; non deve essere assunta una dose aggiuntiva. Il trattamento deve essere continuato fino a progressione di malattia o tossicita’ inaccettabile. La dose attuale di selpercatinib deve essere ridotta del 50% se co-somministrata con un forte inibitore del CYP3A. Se viene sospeso l’inibitore del CYP3A, la dose di selpercatinib deve essere aumentata (dopo 3-5 emivite dell’inibitore) alla dose che era utilizzata prima di iniziare l’inibitore. Aggiustamenti della dose: la gestione di alcune reazioni avverse puo’ richiedere l’interruzione e/o la riduzione della dose. Le modifiche di dose di Retsevmo sono riassunte di seguito. Modifiche della dose raccomandate per Retsevmo sulla base del peso corporeo, in caso di reazioni avverse. Doseiniziale. Adulti e adolescenti >=50 kg: 160 mg due volte al giorno per via orale; adulti e adolescenti <50 kg: 120 mg due volte al giorno per via orale. Prima riduzione di dose. Adulti e adolescenti >=50 kg: 120 mg due volte al giorno per via orale; adulti e adolescenti <50 kg: 80 mg due volte al giorno per via orale. Seconda riduzione di dose. Adulti e adolescenti >=50 kg: 80 mg due volte al giorno per via orale; adulti e adolescenti <50 kg: 40 mg due volte al giorno per via orale. Terza riduzione di dose. Adulti e adolescenti >=50 kg: 40 mg due volte al giorno per via orale; adulti e adolescenti <50 kg: non applicabile.Modifiche della dose raccomandate a causa di reazioni avverse. Alt o ast aumentate. Grado 3 o grado 4: sospendere la dose fino a quando la tossicita’ si risolve e si ritorna al basale (vedere paragrafo 4.4. E 4.8). Riprendere ad una dose ridotta di 2 livelli. Se dopo almeno 2 settimane di trattamento selpercatinib e’ tollerato senza recidiva di incremento di alt o ast, aumentare il dosaggio di 1 livello di dose. Se selpercatinib e’ tollerato senza nuovi incrementi per almeno 4 settimane, aumentare la dose sino a quella assunta prima dell’insorgenza dell’aumento di ast o alt di grado 3 o 4.interrompere definitivamente selpercatinib se l’aumento di alt o ast di grado 3 o 4 si ripresenta nonostante la modifica del dosaggio. Ipersensibilita’. Tutti i gradi: sospendere la dose fino a quando la tossicita’ si risolve e iniziare corticosteroidi alla dose di 1 mg/kg (vedere paragrafo 4.4 e 4.8). Riprendere selpercatinib alla dose di 40 mg due volte al giorno mentre si continua il trattamento con steroidi. Interrompere selpercatinib in caso diipersensibilita’ ricorrente. Se selpercatinib e’ tollerato senza ipersensibilita’ ricorrente dopo almeno 7 giorni, aumentare la dose di selpercatinib di 1 livello ogni settimana, fino a che si raggiunge la dose assunta prima della comparsa dell’ipersensibilita’. Ridurre la dose di steroidi dopo che selpercatinib e’ tollerato per almeno 7 giorni alla dose finale. Prolungamento dell’intervallo qt. Grado 3: sospendere la dose se l’intervallo qtcf e’ >500 ms fino a che qtcf ritorna <470 ms o al basale (vedere paragrafo 4.4). Ricominciare il trattamento con selpercatinib alla dose immediatamente piu’ bassa. Grado 4: interrompere definitivamente selpercatinib se il prolungamento del qt rimane noncontrollato dopo due riduzioni di dose o se il paziente ha segni o sintomi di aritmia grave. Ipertensione. Grado 3: e’ necessario controllare la pressione sanguigna prima di iniziare il trattamento. Selpercatinib deve essere temporaneamente sospeso per ipertensione clinicamente significativa, finche’ non ritornera’ sotto controllo con terapia antipertensiva. Se clinicamente indicato, il dosaggio deve essere ripristinato alla dose successiva piu’ bassa (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Grado 4: selpercatinib deve essere interrotto definitivamente se l’ipertensione clinicamente significativa non puo’ essere controllata. Eventi emorragici. Grado 3 o grado 4: selpercatinib deve essere sospeso fino al ritorno al basale. Interrompere selpercatinib per eventi emorragiciseveri o potenzialmente letali. Altre reazioni avverse. Grado 3 o grado 4: selpercatinib deve essere sospeso fino al ritorno al basale. Interrompere selpercatinib per eventi severi o potenzialmente letali.Particolari popolazioni. Anziani: non e’ richiesto nessun aggiustamento didose sulla base dell’eta’ (vedere paragrafo 5.2). Non sono state osservate differenze complessive negli eventi avversi emersi durante il trattamento o nell’efficacia di selpercatinib tra i pazienti che avevanoun’eta’ >=65 anni e nei pazienti piu’ giovani. Per pazienti >=75 annisono disponibili dati limitati. Compromissione renale: non sono necessari aggiustamenti di dose nei pazienti con compromissione renale lieve, moderata o severa. Non ci sono dati per pazienti con patologia renale in stadio terminale o in pazienti in dialisi (paragrafo 5.2). Compromissione epatica: e’ importante lo stretto monitoraggio dei pazienti con funzionalita’ epatica compromessa. Non sono richiesti aggiustamenti di dose per pazienti con compromissione della funzionalita’ epatica lieve (Child-Pugh classe A) o moderata (Child-Pugh classe B). Pazienticon compromissione della funzionalita’ epatica severa (Child-Pugh classe C) devono ricevere una dose di selpercatinib di 80 mg due volte algiorno (paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: Retsevmo non deve essere usato in bambini di eta’ inferiore ai 12 anni. Non sono disponibili dati in bambini o adolescenti con NSCLC o cancro della tiroide RET fusionepositivo. Retsevmo si puo’ usare a partire dall’eta’ di 12 anni per il trattamento di pazienti con MTC con mutazione di RET (vedere paragrafo 5.1). Nel caso di MTC con mutazione di RET sono disponibili pochissimi dati in bambini e adolescenti di eta’ inferiore a 18 anni. I pazienti devono ricevere la dose a seconda del peso corporeo (vedere paragrafo 4.2). Modo di somministrazione: Retsevmo e’ per uso orale. Lecapsule devono essere deglutite intere (i pazienti non devono aprirle, schiacciarle o masticarle prima di deglutirle) e possono essere assunte con o senza cibo. I pazienti devono assumere le dosi approssimativamente alla stessa ora ogni giorno. Retsevmo deve essere accompagnato da un pasto se si usa un inibitore della pompa protonica (vedere paragrafo 4.5). Retsevmo deve essere somministrato 2 ore prima o 10 ore dopo l’assunzione di antagonisti del recettore H 2 (vedere paragrafo 4.5).

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede condizioni di conservazione particolari.

AVVERTENZE

Aumenti di alanino aminotransferasi (ALT)/aspartato aminostransferasi(AST): aumenti di ALT di Grado >=3 e aumenti di AST di Grado >=3 sonostati segnalati in pazienti trattati con selpercatinib (vedere paragrafo 4.8). ALT e AST devono essere monitorate prima di iniziare la terapia con selpercatinib, ogni 2 settimane durante i primi 3 mesi di trattamento, una volta al mese nei successivi 3 mesi di trattamento o comeclinicamente indicato. Sulla base dell’innalzamento dei livelli di ALT e AST, selpercatinib puo’ richiedere modifiche del dosaggio (vedere paragrafo 4.2). Ipertensione: nei pazienti che hanno ricevuto selpercatinib e’ stata segnalata ipertensione (vedere paragrafo 4.8). La pressione sanguigna deve essere controllata prima di iniziare il trattamento con selpercatinib, monitorata durante il trattamento con selpercatinib e, se necessario, trattata con la terapia antipertensiva standard. In base all’aumento dei livelli di pressione sanguigna, selpercatinib puo’ richiedere modifiche della dose (vedere paragrafo 4.2). Selpercatinib deve essere interrotto definitivamente se l’ipertensione clinicamente significativa non puo’ essere controllata con terapia antipertensiva. Prolungamento dell’intervallo QT: nei pazienti che hanno ricevutoselpercatinib e’ stato segnalato un prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 5.1). Selpercatinib deve essere usato con cautela inpazienti con condizioni come la sindrome congenita del QT lungo o sindrome del QT lungo acquisita o altre condizioni cliniche che predispongono ad aritmia. I pazienti devono avere un intervallo QTcF <=470 ms ed elettroliti sierici entro i limiti di norma prima dell’inizio del trattamento con selpercatinib. Elettrocardiogramma ed elettroliti sierici devono essere monitorati in tutti i pazienti dopo 1 settimana di trattamento con selpercatinib, almeno una volta al mese per i primi 6 mesi o altrimenti come clinicamente indicato, modificando la frequenza sulla base dei fattori di rischio inclusi diarrea, vomito e/o nausea. Ipokaliemia, ipomagnesemia e ipocalcemia devono essere corrette prima diiniziare selpercatinib e durante il trattamento. Monitorare l’intervallo QT tramite ECG, con piu’ frequenza nei pazienti che richiedono trattamento con farmaci concomitanti noti per prolungare l’intervallo QT.Selpercatinib potrebbe richiedere interruzione o modifiche della dose(vedere paragrafo 4.2). Forti induttori del CYP3A: l’uso concomitantedi forti induttori del CYP3A4 deve essere evitato a causa del rischiodi diminuire l’efficacia di selpercatinib (vedere paragrafo 4.5). Donne in eta’ fertile/contraccezione nelle donne e negli uomini: donne ineta’ fertile devono usare misure contraccettive altamente efficaci durante il trattamento e per almeno una settimana dopo l’ultima dose di selpercatinib. Uomini con compagne in eta’ fertile devono usare misurecontraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno una settimana dopo l’ultima dose di selpercatinib (vedere paragrafo 4.6). Fertilita’: sulla base di evidenze di sicurezza non cliniche, la fertilita’maschile e femminile potrebbe essere compromessa dal trattamento con Retsevmo (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). Uomini e donne devono chiedere consiglio sulle modalita’ per preservare la fertilita’ prima del trattamento. Ipersensibilita’: e’ stata segnalata ipersensibilita’ in pazienti che hanno ricevuto selpercatinib, e la maggioranza di eventi e’ stata osservata nei pazienti con NSCLC trattati in precedenza con immunoterapia anti PD1/PD-L1 (vedere paragrafo 4.8). Segni e sintomi di ipersensibilita’ hanno incluso febbre, eruzione cutanea e artralgia o mialgia con diminuzione concomitante delle piastrine o aumento delle aminotransferasi. Sospendere selpercatinib se si manifesta ipersensibilita’, e iniziare il trattamento con steroidi. Sulla base del grado delle reazioni di ipersensibilita’, selpercatinib puo’ richiedere modifiche di dose (vedere paragrafo 4.2). Gli steroidi devono essere continuati fino a che il paziente raggiunge la dose target e poi diminuiti. Interrompere definitivamente selpercatinib nel caso di ipersensibilita’ ricorrente. Emorragia: eventi gravi, inclusa emorragia letale, sono stati segnalati in pazienti che hanno ricevuto selpercatinib (vedere paragrafo 4.8). Interrompere definitivamente selpercatinib nei pazienti con emorragia severa o potenzialmente letale (vedere paragrafo 4.2). Sindrome da lisi tumorale (SLT) In pazienti trattati con selpercatinib sono stati osservati casi di SLT. Fattori di rischio per SLT includono elevato carico tumorale, insufficienza renale cronica preesistente, oliguria, disidratazione, ipotensione e urina acida. Questi pazienti dovrebbero essere attentamente monitorati, trattati come clinicamente indicato e dovrebbe essere considerata una profilassi appropriata che includal’idratazione.

INTERAZIONI

Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di selpercatinib: il metabolismo di selpercatinib avviene attraverso il CYP3A4. Percio’, i medicinali in grado di influenzare l’attivita’ dell’enzima CYP3A4 possono alterare la farmacocinetica di selpercatinib. In vitro selpercatinib e’ un substrato per la glicoproteina P (P-gp) e per la proteina di resistenza del cancro della mammella (BCRP). Tuttavia questi trasportatori non sembrano limitare l’assorbimento orale di selpercatinib, poiche’ la sua biodisponibilita’ e’ del 73% e la sua esposizione e’ aumentata in maniera minima dalla co-somministrazione dell’inibitore dellaP-gp rifampicina (incremento di circa il 6,5% e 19% rispettivamente nell’AUC 0-24 e C max di selpercatinib). Agenti che possono aumentare la concentrazione plasmatica di selpercatinib: la co-somministrazione di una dose singola di 160 mg di selpercatinib con itraconazolo, un forte inibitore del CYP3A, ha aumentato la C max e AUC di selpercatinib rispettivamente del 30% e 130%, rispetto a selpercatinib somministrato da solo. Se devono essere co-somministrati forti inibitori del CYP3A e/o P-gp, inclusi a titolo esemplificativo, chetoconazolo, itraconazolo, voriconazolo, ritonavir, saquinavir, telitromicina, posaconazolo e nefazodone, la dose di selpercatinib deve essere ridotta (vedere paragrafo 4.2). Agenti che possono diminuire la concentrazione plasmatica diselpercatinib La co-somministrazione di rifampicina, un forte induttore del CYP3A4 ha portato ad una diminuzione di circa l’87% ed il 70% rispettivamente dell’AUC e C max di selpercatinib, rispetto a selpercatinib somministrato da solo. Di conseguenza, l’uso concomitante di un forte induttore del CYP3A4, inclusi a titolo esemplificativo, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, rifabutina, rifampicina ed Erba di San Giovanni (Iperico perforato), deve essere evitato. Effetti di selpercatinib sulla farmacocinetica di altri medicinali (aumenti nella concentrazione plasmatica). Substrati sensibili del CYP2C8: Selpercatinib ha aumentato la C max e AUC di repaglinide (un substrato del CYP2C8) rispettivamente di circa il 91% e il 188%. Percio’, la co-somministrazionecon substrati sensibili del CYP2C8 (per es. odiaquina, cerivastatina,enzalutamide, paclitaxel, repaglinide, torasemide, sorafenib, rosiglitazone, buprenorfina, selexipag, dasabuvir e montelukast) deve essere evitata. Substrati sensibili del CYP3A4 Selpercatinib ha aumentato la C max e AUC di midazolam (un substrato CYP3A4) rispettivamente di circa il 39% e 54%. Percio’, l’uso concomitante di substrati sensibili al CYP3A4 (per es. alfantanil, avanafil, buspirone, conivaptan, darifenacin, darunavir, ebastina, lomitapide, lovastatina, midazolam, naloxegol, nisolpidina, saquinavir, simvastatina, tipranavir, triazolam, vardenafil) deve essere evitato. Co-somministrazione di medicinali che agiscono sul pH gastrico Selpercatinib ha una solubilita’ pH-dipendente, con una ridotta solubilita’ a valori di pH piu’ alti. Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di selpercatinib quando co-somministrato con dosi giornaliere multiple diranitidina (antagonista del recettore H 2 ) assunte 2 ore dopo la dose di selpercatinib. Co-somministrazione con inibitori di pompa protonica: la co-somministrazione con dosi giornaliere multiple di omeprazolo(un inibitore della pompa protonica) ha diminuito l’AUC 0-INF e la C max di selpercatinib, quando selpercatinib e’ stato somministrato a digiuno. La co-somministrazione con dosi giornaliere multiple di omeprazolo non ha cambiato in maniera significativa l’AUC 0-INF e C max di selpercatinib, quando Retsevmo e’ stato somministrato insieme al cibo. Co-somministrazione con medicinali che sono substrati di trasportatori:Selpercatinib inibisce la proteina renale di estrusione multifarmaco e di tossine 1 (MATE1). In vivo, puo’ avvenire l’interazione di selpercatinib con substrati clinicamente rilevanti di MATE1, come la creatinina (vedere paragrafo 5.2). Selpercatinib e’ un inibitore in vitro di P-gp e BCRP. Bisogna prestare attenzione quando si assume un substratodi P-gp (per es. fexofenadina, dabigatran etessilato, digossina, colchicina, saxagliptin) (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse gravi al farmaco (ADR) piu’ comuni sono ipertensione (0,9%), aspartato aminotransferasi (AST) aumentata (1,6%) e alanino aminotransferasi (ALT) aumentata(1,6%). A causa di eventi avversi emersi durante il trattamento, nel 6,0% dei pazienti e’ avvenuta la interruzione definitiva di Retsevmo, indipendentemente dall’attribuzione. ADR che hanno portato all’ interruzione definitiva del trattamento (2 o piu’ pazienti) hanno incluso ALT aumentata (0,4%), AST aumentata (0,3%), ipersensibilita’ (0,4%) e trombocitopenia (0,3%). Elenco delle reazioni avverse. Le ADR segnalate nei 746 pazienti trattati con selpercatinib sono elencate nelseguente elenco. Le ADR sono classificate in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA. Per la classificazione della frequenza e’stata usata la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravita’ decrescente. Il tempo mediano di trattamento con selpercatinib e’ stato di 11,07 mesi. Reazioni averse al farmaco in pazienti che hanno ricevuto selpercatinib come agente singolo (LIBRETTO-001). Disturbi delsistema immunitario^a. Comune: ipersensibilita’^c. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: appetito ridotto. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea^c, capogiro^c. Patologie cardiache. Molto comune: qt dell’elettrocardiogramma prolungato^c. Patologie vascolari. Molto comune: ipertensione^c. Patologie gastrointestinali. Molto comune: dolore addominale^c, diarrea^c, nausea, vomito, stipsi, bocca secca^c. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: eruzione cutanea^c. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: piressia, stanchezza^c, edema^c. Esami diagnostici^b. Molto comune: alt aumentata, ast aumentata, piastrine diminuite, conta linfocitaria diminuita, magnesio diminuito, creatinina aumentata. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: emorragia^d. ^a Reazioni di ipersensibilita’ sono state caratterizzate da eruzione maculo-papulare, spesso preceduta da febbre associata a artralgia/mialgia durante il primo ciclo di trattamento del paziente (tipicamente tra i giorni 7-21). ^b Sulla base delle valutazioni di laboratorio. Sono inclusi solo pazienti con un risultato al basale e almeno un risultato post-basale. ^c Termini consolidati ^d Perulteriori caratterizzazioni vedere la descrizione delle reazioni avverse selezionate. ^* Include solo reazioni avverse di grado 3. Descrizione di reazioni averse selezionate. Innalzamento delle aminotransferasi (AST / ALT aumentate): sulla base della valutazione di laboratorio, sono stati segnalati innalzamenti di ALT e AST rispettivamente nel 49,5% e 55% dei pazienti. Innalzamenti di grado 3 o 4 di ALT o AST sono stati segnalati rispettivamente nel 10,6% e 9,0% dei pazienti. Il tempomediano alla prima insorgenza e’ stato di 4,1 settimane per l’aumentodi AST (range: 0,7; 108,1) e di 4,1 settimane per l’aumento di ALT (range: 0,9; 111,1). Si raccomanda la modifica del dosaggio per pazientiche sviluppano aumento di ALT o AST di grado 3 o 4 (vedere paragrafo 4.2). Prolungamento dell’intervallo QT: la revisione dei dati dell’ECGha mostrato che il 6,2% dei pazienti aveva registrato un valore massimo post-basale di QTcF >500 msec e il 17,5% un incremento massimo dal basale nell’intervallo QTcF >60 msec. Al momento dell’ultima misurazione post-basale, nel 2,6% dei pazienti e’ stato segnalato un aumento nel valore del QTc >60 msec. Non sono stati segnalati casi di Torsade depointes, morte improvvisa, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare o flutter ventricolare. Nessun paziente ha interrotto il trattamento a causa del prolungamento QT. Retsevmo puo’ richiedere interruzione o modifica della dose (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Ipertensione: nei pazienti che hanno ricevuto selpercatinib, l’aumento mediano massimo della pressione sistolica dal basale era di 29 mm Hg (range: -11, +96). Solo il 13% dei pazienti ha mantenuto il livello basale durante il trattamento; il 45% ha avuto un aumento di 1 grado, il 32,7% di 2 gradi e l’8,3% di 3 gradi. L’ipertensione e’ stata segnalata nel 41,9% dei pazienti con storia di ipertensione (26,9% di grado 3) e nel 34,2% di pazienti senza storia di ipertensione (14,1% di grado 3, 4). Complessivamente, un totale pari al 19,4% ha manifestato ipertensione digrado 3 emergente dal trattamento (definita come una pressione sistolica massima superiore a 160 mm Hg). I risultati sulla pressione diastolica erano simili ma gli incrementi sono stati di minore entita’. Nessun paziente ha interrotto permanentemente il trattamento a causa dell’ipertensione. E’ raccomandata la modifica della dose in pazienti che sviluppano ipertensione (vedere paragrafo 4.2). Selpercatinib deve essere interrotto in maniera definitiva se l’ipertensione clinicamente significativa non puo’ essere controllata con terapia anti-ipertensiva (vedere paragrafo 4.4). Ipersensibilita’: segni e sintomi di ipersensibilita’ hanno incluso febbre, eruzione cutanea e artralgia o mialgia conconcomitante diminuzione delle piastrine o incremento dell’aminotransferasi. Nello studio LIBRETTO-001, il 24,7% (184/746) dei pazienti trattati con selpercatinib aveva ricevuto precedentemente immunoterapia con anti PD-1/PD-L1. L’ipersensibilita’ si e’ verificata in un totale del 5,2% (39/746) dei pazienti che hanno ricevuto selpercatinib, inclusa l’ipersensibilita’ di grado 3 nell’1,7% (13/746) dei pazienti. Dei 39 pazienti con ipersensibilita’, il 64,1% (25/39) era affetto da NSCLCe aveva ricevuto precedente immunoterapia con anti- PD-1/PD-L1. Ipersensibilita’ di grado 3 si e’ manifestata nel 3,8% (7/184) dei pazientiprecedentemente trattati con immunoterapia con anti-PD-1/PD-L1. Il tempo mediano per l’insorgenza era di 1,9 settimane (range tra 0,9 settimane e 77 settimane): 1,7 settimane nei pazienti con precedente immunoterapia anti-PD/PD-L1 e 8,9 settimane nei pazienti che erano naive all’immunoterapia. Retsevmo potrebbe richiedere interruzione o modifiche della dose (vedere paragrafo 4.2). Emorragie: eventi emorragici di Grado >=3 si sono verificati nel 2,4% dei pazienti trattati con selpercatinib, inclusi 3 pazienti (0,4%) con eventi emorragici fatali, un caso di emorragia cerebrale, un caso di emorragia dal sito di tracheostomiae un caso di emottisi. Il tempo mediano all’insorgenza e’ stato di 12,8 settimane (range: tra 0,1 e 124,3 settimane). Selpercatinib deve essere interrotto definitivamente nei pazienti con emorragia severa o potenzialmente letale (vedere paragrafo 4.2).

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Donne in eta’ fertile/Contraccezione nelle donne e negli uomini: le donne in eta’ fertile devono utilizzare misure contraccettive altamenteefficaci durante il trattamento e per almeno una settimana dopo l’ultima dose di selpercatinib. Uomini con compagne in eta’ fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno una settimana dopo l’ultima dose di selpercatinib. Gravidanza: i dati relativi all’uso di selpercatinib in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva(vedere paragrafo 5.3). Retsevmo non e’ raccomandato durante la gravidanza e in donne in eta’ fertile che non usano misure contraccettive. Deve essere usato durante la gravidanza solo se il beneficio potenziale giustifica il potenziale rischio sul feto. Allattamento: non e’ notose selpercatinib sia escreto nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti allattati al seno non puo’ essere escluso. L’allattamentocon latte materno deve essere interrotto durante il trattamento con Retsevmo e per almeno una settimana dopo l’ultima dose. Fertilita’: nonsono disponibili dati sugli effetti di selpercatinib sulla fertilita’negli esseri umani. Sulla base di studi sugli animali e’ probabile che la fertilita’ femminile e maschile sia compromessa dal trattamento con Retsevmo (vedere paragrafo 5.3). Uomini e donne devono chiedere consiglio sulle modalita’ per preservare la fertilita’ prima del trattamento.

Forma farmaceutica

CAPSULE RIGIDE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

BLISTER