DENOMINAZIONE
RIZMOIC 200 MICROGRAMMI COMPRESSE RIVESTITE CON FILM (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitarie’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta).
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci per la stipsi, antagonisti dei recettori oppioidi periferici.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa contiene 200 microgrammi di naldemedina (come tosilato).
ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: mannitolo, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Film di rivestimento: ipromellosa, talco, ossido di ferro giallo (E172).
INDICAZIONI
Questo farmaco e’ indicato per il trattamento della stipsi indotta daoppioidi (Opioid-Induced Constipation, OIC) nei pazienti adulti che sono stati trattati in precedenza con un lassativo.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con accertata o sospetta ostruzione o perforazione gastrointestinale o pazienti a piu’ elevato rischio di ostruzione ricorrente, a causa del potenziale rischio di perforazione gastrointestinale.
POSOLOGIA
Posologia: la dose raccomandata di naldemedina e’ 200 microgrammi (una compressa) al giorno. Questo famaco puo’ essere usato con o senza lassativo(i). Puo’ essere assunto in qualunque momento della giornata, ma si raccomanda di assumerlo ogni giorno alla stessa ora. Non e’ richiesta una modifica del regime posologico degli analgesici prima di iniziare il trattamento con questo medicinale. L’assunzione di questo farmaco deve essere interrotta se si interrompe il trattamento con l’analgesico oppioide. Popolazioni speciali. Pazienti anziani: non e’ richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti di eta’ superiore a 65 anni. A causa della limitata esperienza terapeutica nei pazienti di eta’ pari o superiore a 75 anni, la terapia con naldemedina deve essere iniziata con cautela in questa fascia d’eta’. Compromissione renale: non e’ richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale. A causa della limitata esperienza terapeutica, i pazienti con compromissione renale grave devono essere sottoposti a monitoraggioclinico quando iniziano la terapia con naldemedina. Compromissione epatica: non e’ richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata. L’uso nei pazienti con compromissione epatica grave non e’ raccomandato. Analgesici oppioidi: l’esperienza in pazienti trattati con uno o piu’ analgesici oppioidi a dosi giornaliere superiori a 400 mg equivalenti di morfina e’ limitata. Non vi e’ esperienza in pazienti trattati per stipsi indotta da agonisti parziali dei recettori mu-oppioidi (ad es. buprenorfina). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di naldemedina nei bambini e negli adolescenti di eta’ inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione: uso orale. Questo farmaco deve essere assunto una volta al giorno, con o senzacibo.
CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall’umidita’.
AVVERTENZE
Perforazione gastrointestinale: casi di perforazione gastrointestinale, inclusi casi con esito fatale, sono stati segnalati nel contesto post-marketing quando naldemedina e’ stata utilizzata in pazienti a piu’elevato rischio di perforazione gastrointestinale (GI) (ad es. malattia diverticolare e sottostanti tumori maligni del tratto gastrointestinale o metastasi peritoneali). Naldemedina non deve essere utilizzata in pazienti con accertata o sospetta ostruzione GI o in pazienti a piu’ elevato rischio di ostruzione ricorrente, a causa del potenziale rischio di perforazione GI. L’uso di naldemedina richiede cautela nei pazienti affetti da qualsiasi patologia che puo’ determinare una compromissione dell’integrita’ della parete del tratto gastrointestinale (ad es. malattia peptica ulcerosa, sindrome di Ogilvie, tumori maligni del tratto GI, morbo di Crohn). Si deve tenere conto del rapporto beneficio/rischio complessivo per ciascun paziente. I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di dolore addominale severo, persistente o in peggioramento. Qualora si sospetti ostruzione o perforazione, il trattamento con naldemedina deve essere interrotto. Reazioni avverse gastrointestinali: reazioni avverse addominali (ad es. dolore addominale, vomito e diarrea) sono state segnalate con questo medicinale. I pazienti devono essere avvisati di riferire al proprio medico sintomi severi, persistenti o in peggioramento. In caso di diarrea o dolore addominale di grado severo, il paziente deve essere monitorato e trattato per la disidratazione, mediante reidratazione e terapia appropriata se necessario. Sindrome di astinenza da oppioidi: la sindrome di astinenza da oppioidi e’ un gruppo di tre o piu’ dei segni o sintomi seguenti: umore disforico, nausea o vomito, dolori muscolari, lacrimazione o rinorrea, dilatazione pupillare o piloerezione o sudorazione, diarrea, sbadigli, febbre o insonnia. La sindrome di astinenza da oppioidi si sviluppa in genere da alcuni minuti a diversi giorni dopo la somministrazione di un antagonista degli oppioidi. Occorre usare cautela riguardo alla sospensione degli oppioidi. I pazienti devono essere avvisati di interrompere il trattamento con naldemedina e contattare il medico se siverifica astinenza da oppioidi. Casi di possibile sindrome di astinenza da oppioidi sono stati segnalati nel programma clinico di naldemedina. I pazienti con alterazioni della barriera ematoencefalica (ad es. tumori maligni primitivi cerebrali, metastasi o altre condizioni infiammatorie a carico del sistema nervoso centrale (SNC), sclerosi multipla in fase attiva e malattia di Alzheimer in fase avanzata) possono presentare un rischio maggiore di astinenza da oppioidi o di ridotta analgesia. In questi pazienti, deve essere considerato il rischio-beneficio complessivo di naldemedina, con un attento monitoraggio dei sintomi di astinenza da oppioidi. Pazienti con patologie cardiovascolari: naldemedina non e’ stata studiata nel programma di studi clinici in pazienti con anamnesi recente di infarto miocardico, ictus o attacco ischemico transitorio nei 3 mesi precedenti lo screening. Questi pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio clinico durante il trattamento con questo farmaco. Uno studio del QTc eseguito con naldemedina in volontari sani non ha indicato un prolungamento dell’intervallo QT. I pazienti con fattori di rischio per patologie cardiovascolari non sono stati esclusi dal programma di studi clinici di naldemedina, con IMC >= 30kg/m^2 e anamnesi positiva per ipertensione e/o dislipidemia che costituivano i fattori di rischio piu’ comunemente segnalati. Compromissione epatica grave: naldemedina non e’ stata studiata nei pazienti con grave compromissione epatica. L’uso di naldemedina non e’ raccomandato in questi pazienti. Uso concomitante con inibitori e induttori forti del CYP3A: l’uso concomitante di naldemedina con inibitori forti del CYP3A (ad es. succo di pompelmo, itraconazolo, ketoconazolo, ritonavir, indinavir, saquinavir, telitromicina e claritromicina) comporta un aumento dell’esposizione a naldemedina e puo’ aumentare il rischio di reazioni avverse. L’uso concomitante con inibitori forti del CYP3A deve essere evitato. L’uso concomitante di naldemedina con induttori forti del CYP3A (ad es. iperico (Hypericum perforatum), rifampicina, carbamazepina, fenobarbital e fenitoina) provoca una diminuzione dell’esposizione a naldemedina, con possibile riduzione della sua efficacia. L’uso concomitante con induttori forti del CYP3A non e’ raccomandato. L’uso concomitante di naldemedina con induttori moderati del CYP3A (ad es. efavirenz) non e’ stato accertato e richiede cautela. Sodio: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioe’ essenzialmente ‘senza sodio’.
INTERAZIONI
Effetti di altri medicinali su naldemedina: naldemedina e’ metabolizzata principalmente dal CYP3A, con il contributo parziale di UGT1A3, ede’ un substrato della P-glicoproteina (P-gp). Interazioni con inibitori del CYP3A: itraconazolo, un inibitore forte del CYP3A, ha aumentatol’esposizione a naldemedina di 2,9 volte, con conseguente potenziale aumento del rischio di reazioni avverse. L’uso concomitante di inibitori forti del CYP3A, quali succo di pompelmo, itraconazolo, ketoconazolo, ritonavir, indinavir, saquinavir, telitromicina e claritromicina, deve essere evitato. Qualora l’uso con inibitori forti del CYP3A sia inevitabile, monitorare le reazioni avverse. L’uso concomitante di inibitori moderati del CYP3A, quali fluconazolo, puo’ aumentare la concentrazione plasmatica di naldemedina. In caso di utilizzo con moderati inibitori del CYP3A, monitorare le reazioni avverse. Non esiste alcun rischio di interazione con l’uso concomitante di inibitori lievi del CYP3A. Interazione con induttori forti e moderati del CYP3A: rifampicina, un induttore forte del CYP3A, ha diminuito significativamente l’esposizione a naldemedina (dell’83%). L’uso concomitante di induttori forti del CYP3A, quali iperico (Hypericum perforatum), rifampicina, carbamazepina, fenobarbital e fenitoina, non e’ raccomandato. L’uso concomitante di naldemedina con induttori moderati (ad es. efavirenz) non e’ stato accertato e i pazienti devono essere monitorati. Interazione con inibitori forti della P-gp: l’uso concomitante di inibitori della P-gp, quali ciclosporina, puo’ aumentare le concentrazioni plasmatiche di naldemedina. Se naldemedina viene utilizzata con inibitori forti della P-gp, monitorare le reazioni avverse.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse piu’ comunemente segnalate nei pazienti con dolore cronico non oncologico e OIC sono state dolore addominale (7,8%), diarrea (5,9%), nausea (3,6%) e vomito (1,1%). La maggior parte di queste reazioni avverse gastrointestinali e’ stata di gravita’ da lieve a moderata e si e’ risolta senza l’interruzione del trattamento con naldemedina. Un caso grave di dolore addominale e un caso grave di nausea sono stati segnalati in pazienti con dolore cronico non oncologico e OIC. Le reazioni avverse piu’ comunemente segnalate nei pazienti oncologici con OIC sono state diarrea (24,5%) e dolore addominale (3,9%). La maggior parte di queste reazioni avverse gastrointestinali e’ stata di gravita’ da lieve a moderata e sie’ risolta con il trattamento. Due casi gravi di diarrea sono stati segnalati in pazienti oncologici con OIC. Riassunto delle reazioni avverse. Le reazioni avverse con naldemedina 200 microgrammi compresse, inpazienti con dolore cronico non oncologico e OIC e in pazienti oncologici con OIC, segnalate negli studi clinici, sono presentate nelle tabelle in base alla classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA.Le categorie di frequenza sono definite con la seguente convenzione: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000,<1/100), raro (>= 1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000) e non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravita’ decrescente. Reazioni avverse presentate secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza in pazienti con dolore cronico non oncologico e stipsi indotta da oppioidi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: ipersensibilit?. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, dolore addominale, nausea, vomito; non nota: perforazione gastrointestinale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: sindromedi astinenza da oppioidi. Reazioni avverse presentate secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza in pazienti oncologicicon stipsi indotta da oppioidi. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea; comune: dolore addominale; non nota: perforazione gastrointestinale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: sindrome di astinenza da oppioidi. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Sindrome di astinenza da oppioidi: possibile astinenza da oppioidi, definita come almeno tre reazioni avverse potenzialmente correlate ad astinenza da oppioidi verificatesi lo stesso giorno e non correlate unicamente all’apparato gastrointestinale, si e’ manifestata nello 0,8% (9/1.163) dei pazienti con dolore cronico non oncologico e OIC che assumevano naldemedina, rispetto allo 0,2% (2/1.165) dei pazienti che assumevano placebo, indipendentemente dal trattamento di mantenimento con oppioidi, e nello 0,6% (1/155) dei pazienti oncologici con OIC che assumevano naldemedina 200 microgrammi, rispetto allo 0% (0/152) dei pazienti che assumevano placebo. I sintomi comprendevano, ma non erano limitati a, iperidrosi, brividi, lacrimazione aumentata, vampata di calore/rossore, piressia, starnuto, sensazione di freddo, dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, artralgia, mialgia e tachicardia. Patologie gastrointestinali: dolore addominale, diarrea, nausea e vomito sono state le reazioni avverse piu’ comunemente segnalate negli studi clinici condotti in pazienti con dolore cronico non oncologico e OIC e in pazienti oncologici con OIC. La maggior parte di queste reazioni avverse gastrointestinali e’ stata di severita’ lieve o moderata e si e’ risolta con il trattamento. Il tasso di interruzione dovuto ad eventi avversi gastrointestinali emergentidal trattamento con naldemedina 200 microgrammi, rispetto al placebo,e’ stato rispettivamente del 3,2% e 1% nei pazienti con dolore cronico non oncologico e OIC, e rispettivamente del 4,5% e 0% per i pazientioncologici con OIC. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Aglioperatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’ allegato V.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i dati relativi all’uso di naldemedina in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicita’ riproduttiva. L’uso di naldemedinadurante la gravidanza puo’ accelerare l’astinenza da oppioidi nel feto, a causa dell’immaturita’ della barriera ematoencefalica fetale. Naldemedina non deve essere usata durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con naldemedina. Allattamento: non e’ noto se naldemedina/metaboliti siano escreti nel latte materno. I dati disponibili nei ratti hanno mostrato l’escrezione di naldemedina nel latte. A dosi terapeutiche, la maggior parte degli oppioidi (ad es. morfina, meperidina, metadone) viene escreta nel latte materno in quantita’ minime. Esiste la possibilita’ teorica che naldemedina provochi astinenza da oppioidi in un neonato allattato con latte materno, la cui madre sta assumendo un agonista dei recettori oppioidi. Il rischio per il lattante non puo’ essere escluso. Naldemedina non deve essere usata durante l’allattamento. Fertilita’: non sono disponibili dati nell’uomo relativi all’effetto di naldemedinasulla fertilita’. Naldemedina non ha dimostrato effetti avversi clinicamente rilevanti sulla fertilita’ o sulle prestazioni riproduttive inmaschi e femmine di ratto.
Forma farmaceutica
COMPRESSE RIVESTITE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER

