DENOMINAZIONE
ROSETEM COMPRESSE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Sostanze modificatrici dei lipidi; inibitori della HMG-CoA reduttasi in associazione con altre sostanze modificatrici dei lipidi.
PRINCIPI ATTIVI
ROSETEM 5 mg/10 mg compresse. Ogni compressa contiene 5 mg di rosuvastatina (come sale di calcio) e 10 mg di ezetimibe. Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato 243,89 mg. ROSETEM 10 mg/10 mg compresse. Ogni compressa contiene 10 mg di rosuvastatina (come sale di calcio)e 10 mg di ezetimibe. Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato 238,69 mg. ROSETEM 20 mg/10 mg compresse Ogni compressa contiene 20 mg di rosuvastatina (come sale di calcio) e 10 mg di ezetimibe. Eccipiente con effetti noti: lattosio monoidrato 228,29 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Lattosio monoidrato; cellulosa microcristallina tipo 102; cellulosa microcristallina tipo 101; croscaramellosa sodica; crospovidone; povidone; sodio laurilsolfato; magnesio stearato.
INDICAZIONI
Trattamento dell’ipercolesterolemia: ROSETEM e’ indicato come aggiunta alla dieta per il trattamento dell’ipercolesterolemia primaria, e come terapia sostitutiva in pazienti adulti adeguatamente controllati con i singoli principi attivi somministrati contemporaneamente allo stesso dosaggio come in una combinazione a dosaggio fisso, ma come prodotti separati. ROSETEM e’ indicato per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come terapia sostitutiva in pazienti con malattia coronarica (CHD) e storia di sindrome coronarica acuta (ACS), che sono adeguatamente controllati con i singoli principi attivi somministrati contemporaneamente allo stesso dosaggio come in una combinazione a dosaggio fisso, ma come prodotti separati.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
ROSETEM compresse e’ controindicato: in pazienti con ipersensibilita’ai principi attivi rosuvastatina ed ezetimibe o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; in pazienti con malattia epatica in fase attiva, inclusi inspiegabili, persistenti aumenti dei livelli delle transaminasi sieriche e qualsiasi aumento delle transaminasi sieriche oltre 3 volte il limite superiore di normalita’ (ULN); in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min); in pazienti con miopatia; in pazienti trattati contemporaneamente con ciclosporina; durante la gravidanza e l’allattamento e nelle donne in eta’ fertile che non usano idonee misure contraccettive. (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 5.2).
POSOLOGIA
Posologia. ROSETEM e’ indicato in pazienti adulti la cui ipercolesterolemia e’ adeguatamente controllata con preparazioni monocomponenti somministrate separatamente alla stessa dose della combinazione raccomandata. Il paziente deve essere sottoposto ad una dieta ipolipidica appropriata, che deve essere mantenuta anche durante il trattamento. ROSETEM compresse non e’ adatto per la terapia iniziale. L’inizio del trattamento o l’aggiustamento della dose, se necessario, deve essere effettuato solo con i monocomponenti e dopo aver impostato il dosaggio corretto e’ possibile il passaggio alla combinazione a dose fissa del dosaggio appropriato. Un aggiustamento della dose puo’ essere effettuato dopo 4 settimane di terapia, laddove necessario. La dose giornaliera raccomandata e’ di una compressa al giorno assunto con o senza cibo. ROSETEM non e’ indicato per quei pazienti che richiedono un dosaggio di 40mg di rosuvastatina. Deve essere assunto almeno 2 ore prima o almeno 4 ore dopo la somministrazione di un sequestrante di acidi biliari. Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di ROSETEM nei soggetti di eta’ inferiore a 18 anni non e’ stata ancora stabilita. I dati al momento disponibili sono descritti nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2 ma non puo’ essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia. Anziani: nei pazienti con eta’ superiore a 70 anni, la dose iniziale raccomandata e’ di 5 mg di rosuvastatina (vedere paragrafo 4.4). L’inizio del trattamento o l’aggiustamento della dose, se necessario, deve essere effettuato solo con i monocomponenti e dopo aver impostato il dosaggio corretto e’ possibile il passaggio alla combinazione a dose fissa del dosaggio appropriato. Dosaggio in pazienti con insufficienza renale: non e’ necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti concompromissione renale lieve o moderato. Nei pazienti con compromissione renale moderata (clearance della creatinina < 60 ml/min) la dose iniziale raccomandata e’ di 5 mg. La combinazione a dosaggio fisso non e’ adatta per una terapia iniziale. I preparati monocomponenti devono essere utilizzati per iniziare il trattamento o per modificare la dose.L’uso di ROSETEM in pazienti con danno renale grave e’ controindicatoa tutte le dosi (vedere paragrafi 4.3 e 5.2). Dosaggio in pazienti con compromissione della funzionalita’ epatica: non e’ richiesto alcun aggiustamento di dosaggio nei pazienti con lieve insufficienza epatica (punteggio Child-Pugh da 5 a 6). Il trattamento con ROSETEM non e’ raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica moderata (punteggio Child-Pugh da 7 a 9) o grave (punteggio Child-Pugh superiore a 9), (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). ROSETEM e’ controindicato nei pazienti con malattia epatica in fase attiva (vedere paragrafo 4.3). Etnia: un’aumentata esposizione sistemica di rosuvastatina e’ stata osservata nei soggetti asiatici (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). In questi pazienti la dose iniziale raccomandata e’ di 5 mg. L’associazione a dosaggio fisso non e’ adatta per una terapia iniziale. I preparati monocomponenti devono essere utilizzati per iniziare il trattamento o per modificare la dose. Polimorfismi genetici: e’ noto che specifici tipi di polimorfismi genetici possono portare ad un aumento dell’esposizione alla rosuvastatina (vedere paragrafo 5.2). Per quei pazienti che hanno questi specifici tipi di polimorfismi, e’ raccomandata una dose giornaliera piu’ bassa di ROSETEM. Dosaggio nei pazienti con fattori predisponenti alla miopatia: la dose iniziale raccomandata per i pazienti con fattori predisponenti alla miopatia e’ di 5 mg di rosuvastatina (vedere paragrafo 4.4). La combinazione a dosaggio fisso non e’ adatta per una terapia iniziale. I preparati monocomponenti devono essere utilizzati per iniziare il trattamento o per modificare la dose. Terapia concomitante: la rosuvastatina e’ un substrato per diverse proteine di trasporto (ad es. OATP1B1 e BCRP). Il rischio di miopatia (inclusa la rabdomiolisi) e’maggiore quando ROSETEM viene somministrato in concomitanza con determinati medicinali, che possono aumentare la concentrazione plasmatica di rosuvastatina a causa delle interazioni con queste proteine trasportatrici (ad es. ciclosporina e certi inibitori delle proteasi che includono combinazioni di ritonavir con atazanavir, lopinavir, e/o tipranavir; vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Quando possibile, devono essere presi in considerazione medicinali alternativi, e, se necessario, la temporanea interruzione della terapia con ROSETEM. In situazioni in cui la co-somministrazione di questi medicinali con ROSETEM e’ inevitabile, il beneficio e il rischio del trattamento concomitante e gli adeguamenti del dosaggio di rosuvastatina devono essere considerati con attenzione (vedere paragrafo 4.5). Modo di somministrazione: per uso orale. ROSETEM compresse deve essere assunto una volta al giorno, alla stessa ora, a stomaco vuoto o pieno. La compressa deve essere inghiottita intera con un bicchiere d’acqua.
CONSERVAZIONE
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
AVVERTENZE
Effetti a carico della muscolatura scheletrica. Nei pazienti trattaticon rosuvastatina, a tutte le dosi ed in particolare alle dosi maggiori di 20 mg, sono stati riportati effetti a carico della muscolatura scheletrica, ad es. mialgia, miopatia e, raramente, rabdomiolisi. Casi di miopatia e rabdomiolisi sono stati riportati anche con la somministrazione di ezetimibe nella fase post-marketing. Sono stati riportati casi molto rari di rabdomiolisi con l’uso di ezetimibe in monoterapia econ l’aggiunta di ezetimibe ad altri agenti noti per aumentare il rischio di questa patologia. Se si sospetta un caso di miopatia in base asintomi muscolari o essa viene confermata dai livelli di creatinchinasi, ezetimibe, statina e qualunque agente conosciuto per essere associato con alti rischi di rabdomiolisi, deve essere interrotto immediatamente. I pazienti sono invitati a riportare prontamente qualunque dolore muscolare inspiegato, indolenzimento o debolezza (vedere paragrafo 4.8). Dosaggio della creatinchinasi: il dosaggio della creatinchinasi (CK) non deve essere misurato dopo intensa attivita’ fisica o in presenza di una possibile altra causa di aumento della CK che possa confondere l’interpretazione del risultato. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al baseline (> 5xULN, oltre 5 volte il limite superiore alla norma), deve essere effettuato un test di conferma entro 5-7 giorni. Qualora tale test confermasse un valore basale di CK > 5xULN iltrattamento non deve essere iniziato. Prima del trattamento: come pergli altri inibitori della HMG-CoA reduttasi ROSETEM deve essere prescritto con cautela in pazienti con fattori predisponenti alla miopatia/rabdomiolisi. Tali fattori includono: danno renale; ipotiroidismo; storia personale o familiare di malattie muscolari ereditarie; storia pregressa di tossicita’ muscolare con altri inibitori della HMG-CoA reduttasi o fibrati; abuso di alcool; eta’ > 70 anni; casi in cui si puo’ verificare un aumento dei livelli plasmatici (vedere 5.2); uso concomitante di fibrati. In questi pazienti il rischio correlato al trattamento deve essere considerato in rapporto al possibile beneficio ed e’ raccomandato il monitoraggio clinico. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al baseline (> 5xULN), il trattamento non deve essere iniziato. Durante il trattamento: si deve chiedere ai pazienti di comunicare immediatamente la comparsa di dolore muscolare, debolezza o crampi inspiegabili, in particolar modo se associati a malessere o febbre. In questi pazienti devono essere misurati i livelli di CK. Il trattamento deve essere interrotto in caso di aumenti rilevanti di CK (> 5xULN), o se i sintomi muscolari sono gravi e causano disturbi quotidiani(anche se i livelli di CK sono <= 5xULN). Nei pazienti asintomatici non e’ necessario il monitoraggio di routine dei livelli di CK. Ci sonostate segnalazioni molto rare di miopatia necrotizzante immuno-mediata ( Immune-Mediated Necrotizing Myopathy, IMNM) durante o dopo il trattamento con statine, inclusa la rosuvastatina. L’IMNM e’ caratterizzata clinicamente da debolezza muscolare prossimale e da creatinchinasi sierica elevata, che permangono nonostante l’interruzione del trattamento con statine. La somministrazione contemporanea di rosuvastatina ed altri farmaci in un piccolo numero di pazienti trattati negli studi clinici, non ha evidenziato un aumento degli effetti a carico della muscolatura scheletrica. Tuttavia, nei pazienti sottoposti a terapia con altri inibitori della HMG-CoA reduttasi somministrati insieme a derivati dell’acido fibrico, compreso gemfibrozil, ciclosporina, acido nicotinico, antifungini azolici, inibitori delle proteasi e antibiotici macrolidi, si e’ registrato un aumento dell’incidenza di miosite e di miopatia. Gemfibrozil aumenta il rischio di miopatia quando viene somministrato in concomitanza con alcuni inibitori della HMG-CoA reduttasi. Pertanto, la combinazione di ROSETEM e gemfibrozil non e’ raccomandata. Il beneficio, in termini di ulteriori modifiche dei livelli lipidici, ottenibile con l’uso combinato di ROSETEM con fibrati o niacina deve essere attentamente valutato in relazione ai potenziali rischi che talicombinazioni comportano. ROSETEM non deve essere somministrato a pazienti che manifestino una condizione acuta, grave che possa essere indicativa di miopatia o predisporre allo sviluppo di insufficienza renalesecondaria a rabdomiolisi (per esempio sepsi, ipotensione, interventichirurgici maggiori, traumi, gravi disturbi metabolici, endocrini ed elettrolitici o convulsioni non controllate). Effetti a carico del fegato: in studi clinici controllati in cui i pazienti venivano trattati con ezetimibe ed una statina, sono stati osservati aumenti consecutividelle transaminasi (>= 3 volte il limite superiore della norma [UNL]). Si raccomanda di eseguire un test di funzionalita’ epatica 3 mesi dopo l’inizio del trattamento con rosuvastatina. Il trattamento con la rosuvastatina deve essere interrotto o la dose ridotta se il livello delle transaminasi sieriche risulta essere 3 volte maggiore il normale limite superiore. Nei pazienti con ipercolesterolemia secondaria, causata da ipotiroidismo o sindrome nefrosica, la patologia primaria deve essere trattata prima di iniziare la terapia con ROSETEM. ROSETEM non e’ raccomandato nei pazienti con moderata o grave insufficienza epaticain quanto gli effetti dell’aumento dell’esposizione ad ezetimibe non sono noti (vedere paragrafo 5.2). Effetti a carico del rene: in pazienti trattati con alte dosi di rosuvastatina, in particolare con 40 mg, e’ stata osservata proteinuria, per lo piu’ di origine tubulare, rilevata con un test a strisce reattive per le analisi delle urine e che nella maggior parte dei casi e’ stata transitoria e intermittente. La proteinuria non e’ risultata predittiva di danno renale acuto o progressivo (vedere paragrafo 4.8). Acido fusidico: ROSETEM compresse non deveessere somministrato insieme a formulazioni sistemiche a base di acido fusidico o entro 7 giorni dall’interruzione del trattamento con acido fusidico. Nei pazienti in cui l’uso di acido fusidico e’ consideratoessenziale, il trattamento con le statine deve essere sospeso durantela durata del trattamento con acido fusidico.
INTERAZIONI
Controindicazioni. Ciclosporina: durante il trattamento concomitante con rosuvastatina e ciclosporina i valori di AUC di rosuvastatina sonostati, in media, 7 volte superiori a quelli osservati nei volontari sani (vedere paragrafo 4.3). ROSETEM e’ controindicato nei pazienti trattati contemporaneamente con ciclosporina (vedere paragrafo 4.3). La somministrazione concomitante di rosuvastatina e di ciclosporina non haavuto effetti sulla concentrazione plasmatica di ciclosporina. In unostudio su otto pazienti post-trapianto renale con clearance della creatinina >50 ml/min a dosaggi stabili di ciclosporina, la somministrazione di una dose singola di 10 mg di ezetimibe ha dato luogo ad un incremento di 3,4 volte (range 2,3 – 7,9 volte) della AUC media per l’ezetimibe totale rispetto ad una popolazione sana di controllo provenienteda un altro studio (n=17) trattata solo con ezetimibe. In uno studio differente, un paziente con trapianto renale con insufficienza renale grave in terapia con ciclosporina e con diversi altri medicinali, ha mostrato un’esposizione all’ezetimibe totale superiore di 12 volte a quella dei relativi controlli trattati con ezetimibe da solo. In uno studio di crossover a due periodi su 12 individui sani la somministrazione giornaliera di 20 mg di ezetimibe per 8 giorni con una dose singola di 100 mg di ciclosporina al 7. giorno ha dato luogo ad un aumento medio del 15% della AUC della ciclosporina (intervallo compreso tra una diminuzione del 10% ed un aumento del 51%) rispetto ad una dose singoladi 100 mg di ciclosporina assunta da sola. Non e’ stato condotto uno studio controllato sull’effetto della somministrazione concomitante diezetimibe sull’esposizione alla ciclosporina in pazienti con trapianto renale. Combinazioni non raccomandate Inibitori delle proteasi: sebbene non sia noto l’esatto meccanismo dell’interazione, l’uso concomitante degli inibitori delle proteasi puo’ aumentare fortemente l’esposizione a rosuvastatina (vedere Tabella 1). Per esempio, in uno studio difarmacocinetica, la somministrazione contemporanea nei volontari sanidi 10 mg di rosuvastatina ed una combinazione di due inibitori delle proteasi (300 mg di atazanavir/100 mg di ritonavir) e’ stata associatacon un aumento approssimativo rispettivamente di tre volte e sette volte dell’AUC e della C max di rosuvastatina allo steady-state. L’uso concomitante di rosuvastatina e alcune combinazioni di inibitori delle proteasi puo’ essere preso in considerazione dopo un’attenta valutazione degli aggiustamenti della dose di rosuvastatina sulla base dell’aumento previsto dell’esposizione alla rosuvastatina (vedere paragrafi 4.2, 4.4, e 4.5 Tabella 1). L’associazione non e’ adatta per una terapiainiziale. L’inizio del trattamento o l’aggiustamento della dose, se necessario, deve essere effettuato solo con i monocomponenti e dopo aver impostato il dosaggio corretto e’ possibile il passaggio alla combinazione a dose fissa del dosaggio appropriato. Inibitori delle proteinedi trasporto: la rosuvastatina e’ un substrato per alcune proteine ditrasporto inclusi il trasportatore di assorbimento epatico OATP1B1 e il trasportatore di efflusso BCRP. La somministrazione concomitante diPF/RSE con medicinali che sono inibitori di queste proteine di trasporto puo’ causare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di rosuvastatina e un aumento del rischio di miopatia (vedere paragrafi 4.2, 4.4, e la Tabella 1 al paragrafo 4.5). Gemfibrozil e altri prodotti ipolipemizzanti: l’uso concomitante di rosuvastatina e gemfibrozil ha provocato un aumento di 2 volte della Cmax e AUC di rosuvastatina (vedere paragrafo 4.4). Sulla base di dati ottenuti da studi specifici di interazione, non sono attese interazioni farmacocinetiche rilevanti con fenofibrato, tuttavia possono verificarsi interazioni farmacodinamiche. Gemfibrozil, fenofibrato, altri fibrati e dosi ipolipemizzanti (ugualio superiori a 1g/die) di niacina (acido nicotinico) aumentano il rischio di miopatia quando somministrati in concomitanza con inibitori della HMG-CoA reduttasi, probabilmente perche’ possono dare miopatia anche quando vengono somministrati da soli. Nei pazienti che assumono fenofibrato ed ezetimibe i medici devono tenere in considerazione il possibile rischio di colelitiasi e di malattie della colecisti (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Se si sospetta la colelitiasi in un paziente trattato con ezetimibe e fenofibrato, sono indicati esami della colecisti ed il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.8). La somministrazione concomitante di fenofibrato o gemfibrozil ha aumentato moderatamente le concentrazioni totali di ezetimibe (circa 1,5 e 1,7 volte rispettivamente). La somministrazione concomitante di ezetimibe con altri fibrati non e’ stata studiata. I fibrati possono aumentare l’escrezione di colesterolo nella bile che porta alla colelitiasi. In studisull’animale, l’ezetimibe ha talvolta aumentato il colesterolo nella bile della colecisti ma non in tutte le specie (vedere paragrafo 5.3).Un rischio di litogenesi associato all’uso terapeutico di ezetimibe non puo’ essere escluso. Acido Fusidico: il rischio di miopatia, inclusa la rabdomiolisi, puo’ essere aumentato dalla somministrazione concomitante di acido fusidico sistemico e statine. Il meccanismo di questa interazione (farmacodinamico o farmacocinetico, o entrambi) e’ ancora sconosciuto. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi (inclusi alcunifatali) nei pazienti trattati con questa associazione. Se il trattamento con acido fusidico sistemico e’ necessario, il trattamento con rosuvastatina deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento conacido fusidico (vedere anche paragrafo 4.4). Altre interazioni Antiacidi: la somministrazione contemporanea di rosuvastatina e di una sospensione di antiacidi contenente alluminio e idrossido di magnesio ha provocato una diminuzione della concentrazione plasmatica di rosuvastatina di circa il 50%. Questo effetto risultava attenuato quando gli antiacidi venivano somministrati due ore dopo rosuvastatina. La rilevanza clinica di tale interazione non e’ stata studiata. La somministrazioneconcomitante di antiacidi ha diminuito il tasso di assorbimento di ezetimibe ma non ha avuto effetto sulla biodisponibilita’ di ezetimibe. Tale diminuzione di assorbimento non e’ considerata significativa dal punto di vista clinico.
EFFETTI INDESIDERATI
Riassunto del profilo di sicurezza. Le reazioni avverse segnalate conrosuvastatina sono generalmente lievi e transitorie. Durante gli studi clinici controllati, meno del 4% dei pazienti trattati con rosuvastatina ha interrotto lo studio a causa di reazioni avverse. In studi clinici di durata fino a 112 settimane, sono stati somministrati 10 mg diezetimibe come monoterapia a 2.396 pazienti, con una statina a 11.308pazienti o con fenofibrati a 185 pazienti. Le reazioni avverse sono state di solito lievi e transitorie. L’incidenza globale degli effetti indesiderati fra ezetimibe e placebo e’ risultata simile. Allo stesso modo, il tasso di interruzioni dovute agli eventi avversi e’ stato paragonabile fra ezetimibe e placebo. Secondo i dati disponibili 1.200 pazienti hanno assunto combinazioni di rosuvastatina ed ezetimibe in studi clinici. Come riportato nei dati pubblicati in letteratura, le reazioni avverse piu’ frequenti correlate al trattamento con combinazioni di rosuvastatina ed ezetimibe in pazienti affetti da ipercolesterolemia sono l’incremento delle transaminasi epatiche, problemi gastrointestinali e il dolore muscolare. Queste sono reazioni avverse ben note deiprincipi attivi. Tuttavia non puo’ essere esclusa l’interazione farmacodinamica, in termini di effetti indesiderati, tra la rosuvastatina el’ezetimibe (vedere paragrafo 5.2). Elenco tabellare delle reazioni avverse Le frequenze delle reazioni avverse sono classificate in base alla seguente convenzione: comune >=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro (>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella 2. Reazioni avverse sulla base dei dati provenienti da studi clinici e dall’esperienza post-marketing. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: trombocitopenia^2. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni di ipersensibilita’, incluso angioedema^2. Patologie endocrine. Comune: diabete mellito^1,2. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: diminuzione dell’appetito^3. Disturbi psichiatrici. Non nota: depressione^2,5. Patologie del sistema nervoso. Comune: mal di testa^2,4 vertigini^2;non comune: parestesia^4; moltoraro: polineuropatia^2 perdita di memoria^2; non nota: Neuropatia periferica^2 disturbi del sonno (compresi insonnia ed incubi)^2. Patologie vascolari. Non comune: vampate di calore^3 ipertensione^3. Patologierespiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: tosse^3; non nota: dispnea^2,5. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione^2 nausea^2 dolore addominale^3 diarrea^3 flatulenza^3; non comune: dispepsia^3 malattia da reflusso gastroesofageo^3 nausea^3 secchezza delle fauci^4 gastrite^4; raro: pancreatite^2. Patologie epatobiliari. Raro: aumento delle transaminasi epatiche^2; molto raro: ittero^2 epatite^2; non nota; colelitiasi^5 colecistite^5. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito^2,4 eruzione cutanea^2,4 orticaria^2,4; non nota: Sindrome di Stevens-Johnson^2 Eritema multiforme^5 ,reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: mialgia^2,4; non comune: artralgia^3 spasmi muscolari^3 dolore al collo^3 mal di schiena^4 debolezza muscolare^4 dolore alle estremita’^4;raro: miopatia (compresa miosite)^2 rabdomiolisi^2 sindrome simil-lupoide lacerazione muscolare; non nota: miopatia necrotizzante immuno-mediata^2, disturbi tendinei, a volte complicati da rottura^2. Patologierenali e urinarie. Molto raro: ematuria^2. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: ginecomastia^2. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia^2 affaticamento^3; non comune: dolore toracico^3 dolore^3 astenia^4 edema periferico^4. Esami diagnostici. Comune: incremento della ALT e/o della AST^4; non comune: incremento della CPK ematica^3, incremento della gamma-glutamiltransfe-rasi^3, test di funzionalita’ epaticaanomala^3. (1) La frequenza dipendera’ dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno >= 5,6 mmol/L, BMI >30kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione) – per la rosuvastatina. (2) Il profilo della reazione avversa per la rosuvastatina basato sui dati ricavati dagli studi clinici e l’esperienza post-marketing. (3) Ezetimibe in monoterapia. Reazioni avverse osservate in pazienti trattati con ezetimibe (N=2396) e con un’incidenza maggiore del placebo (N=1159). (4) Ezetimibe co-somministrata con una statina. Reazioniavverse osservate in pazienti con ezetimibe co-somministrata con una statina (N=11308) e con un’incidenza maggiore della statina somministrata da sola (N=9361). (5) Ulteriori reazioni avverse dell’ezetimibe, riportate nell’esperienza post-marketing. Dal momento che tali reazioniavverse sono state segnalate in modo spontaneo, le loro frequenze reali non sono note e non possono essere valutate. Con alcune statine sono stati riportati i seguenti avversi effetti indesiderati: disfunzionisessuali; casi eccezionali di malattia interstiziale polmonare, specialmente con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.4). Come con gli altri inibitori della HMG-CoA reduttasi, l’incidenza di reazioniavverse da farmaco tende ad essere dose-dipendente. Effetti a carico del rene: in pazienti trattati con rosuvastatina e’ stata riscontrata proteinuria, per lo piu’ di origine tubulare, rilevata con un test a strisce reattive per le analisi delle urine. Il passaggio delle proteine nelle urine da assenza di proteine o tracce a ++ ed oltre e’ stato riscontrato in meno dell’1% dei pazienti talora durante il trattamento con 10 mg e 20 mg ed in circa il 3% dei pazienti trattati con 40 mg. Un minore aumento nel passaggio da assenza o tracce a + e’ stato osservato con la dose di 20 mg. Nella maggior parte dei casi, la proteinuriadiminuisce o scompare spontaneamente con il proseguire della terapia.Dall’analisi dei dati provenienti da studi clinici o dall’esperienza post-marketing non e’ stato identificato alcun nesso di causalita’ traproteinuria e malattia renale acuta o progressiva. Ematuria e’ stata osservata in pazienti trattati con rosuvastatina e i dati derivanti dagli studi clinici dimostrano che il numero di eventi e’ basso. Effettia carico della muscolatura scheletrica: nei pazienti trattati con rosuvastatina, a tutte le dosi ed in particolare alle dosi >20 mg, sono stati riportati effetti a carico della muscolatura scheletrica, es. mialgia, miopatia (inclusa miosite) e, raramente, rabdomiolisi con e senza insufficienza renale acuta.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
ROSETEM e’ controindicato durante la gravidanza e l’allattamento. Le donne in eta’ fertile devono adottare idonee misure contraccettive. Gravidanza. Rosuvastatina: dal momento che il colesterolo e gli altri derivati della biosintesi del colesterolo sono essenziali per lo sviluppo del feto, il rischio potenziale derivante dall’inibizione dell’HMG-CoA reduttasi supera i vantaggi del trattamento durante la gravidanza. Gli studi sull’animale hanno fornito prove limitate di tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Se una paziente in terapia con ROSETEM risulta in stato di gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente sospeso. Ezetimibe: non sono disponibili dati clinici sull’uso di ezetimibe in gravidanza. Gli studi sugli animali sull’uso di ezetimibe in monoterapia non hanno mostrato alcuna evidenza di effetti nocividiretti od indiretti sulla gravidanza, lo sviluppo embriofetale, la nascita o lo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3) Allattamento. Rosuvastatina: Rosuvastatina e’ escreta nel latte di ratto. Non ci sonodati disponibili sull’escrezione del rosuvastatina nel latte materno umano (vedere paragrafo 4.3). Ezetimibe: studi sui ratti hanno mostrato che l’ezetimibe viene escreto nel latte. Non e’ noto se ezetimibe e’escreto nel latte materno. Fertilita’: non sono disponibili dati di studi clinici sugli effetti dell’ezetimibe sulla fertilita’ umana. L’ezetimibe non ha mostrato effetti sulla fertilita’ nei ratti maschio o femmina (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
COMPRESSE
Scadenza
36 MESI
Confezionamento
BLISTER

