SIVEXTRO 6CPR RIV 200MG

SKU: 44020016 Category:

DENOMINAZIONE

SIVEXTRO 200 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antibatterici per uso sistemico, altri antibatterici.

PRINCIPI ATTIVI

Ogni compressa rivestita con film contiene 200 mg di tedizolid fosfato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, mannitolo, povidone, crospovidone, magnesio stearato. Rivestimento con film: alcool polivinilico, biossido di titanio (E171), macrogol, talco, ossido di ferro giallo (E172).

INDICAZIONI

Sivextro e’ indicato per il trattamento di infezioni batteriche acutedella pelle e della struttura cutanea (ABSSSI) negli adulti e negli adolescenti di eta’ pari o superiore a 12 anni (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Occorre tenere in considerazione le linee guida ufficiali sull’uso corretto degli agenti antibatterici.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

Posologia: tedizolid fosfato compresse rivestite con film o polvere per concentrato per soluzione per infusione puo’ essere usato come terapia iniziale. I pazienti che iniziano il trattamento con la formulazione parenterale possono passare alla formulazione orale se clinicamenteindicato. Dose e durata raccomandate: il dosaggio raccomandato per adulti e adolescenti di eta’ pari o superiore a 12 anni e’ 200 mg una volta al giorno per 6 giorni. La sicurezza e l’efficacia di tedizolid fosfato quando somministrato per periodi superiori a 6 giorni non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.4). Dose saltata: qualora venga saltata una dose, questa deve essere assunta prima possibile fino a 8 oreprima della successiva dose programmata. Se l’intervallo di tempo fino alla dose successiva e’ inferiore a 8 ore, il paziente deve attendere fino alla successiva dose programmata. I pazienti non devono assumere una dose doppia per compensare la dose saltata. Pazienti anziani (>=65 anni): non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2). L’esperienza clinica nei pazienti di eta’ >=75 anni e’ limitata. Compromissione epatica: non sono necessari aggiustamenti della dose(vedere paragrafo 5.2). Compromissione renale: non sono necessari aggiustamenti della dose (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di tedizolid fosfato nei bambini al di sotto dei 12 anni non sono state ancora stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nel paragrafo 5.2, ma non puo’ essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia per i bambini al di sotto dei 12 anni. Modo di somministrazione: uso orale. Le compresse rivestite con film possono essere assunte con o senza cibo. Il tempo alla concentrazione massima di tedizolid somministrato per via orale a digiunoe’ 6 ore piu’ rapido di quello osservato con tedizolid assunto con unpasto calorico ad alto tenore di lipidi (vedere paragrafo 5.2). Se e’necessario un rapido effetto antibiotico, prendere in considerazione la somministrazione endovenosa.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Pazienti con neutropenia: la sicurezza e l’efficacia di tedizolid fosfato nei pazienti con neutropenia (conta dei neutrofili <1.000 cellule/mm^3) non sono state indagate. In un modello animale di infezione, l’attivita’ antibatterica di tedizolid e’ risultata ridotta in assenza di granulociti. La rilevanza clinica di questo dato non e’ nota. Nei pazienti con neutropenia e ABSSSI occorre prendere in considerazione opzioni terapeutiche alternative (vedere paragrafo 5.1). Disfunzione dei mitocondri: tedizolid inibisce la sintesi proteica nei mitocondri. Pereffetto di questa inibizione possono verificarsi reazioni avverse quali acidosi lattica, anemia e neuropatia (ottica e periferica). Questi eventi sono stati osservati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni a seguito di somministrazione di durata superiore a quella raccomandata per tedizolid fosfato. Mielosoppressione: durante il trattamento con tedizolid fosfato, sono state osservate trombocitopenia, riduzioni della conta dei neutrofili e dei livelli di emoglobina. In pazienti trattati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni, sono state osservate anemia, leucopenia e pancitopenia e il rischio di insorgenza di questi effetti sembra essere correlato alla durata del trattamento. La maggior parte dei casi di trombocitopenia si e’ verificata con trattamento di durata superiore a quella raccomandata. Vi puo’ essere un’associazione con trombocitopeniain pazienti con insufficienza renale. I pazienti che sviluppano mielosoppressione devono essere monitorati e deve essere rivalutato il rapporto beneficio/rischio. Se si prosegue il trattamento, devono essere attuati un attento monitoraggio della conta ematica ed appropriate strategie di gestione. Neuropatia periferica e disturbi del nervo ottico: in pazienti trattati con un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni con durata del trattamento superiore a quella raccomandata per tedizolid fosfato sono state segnalate neuropatia perifericae neuropatia ottica che talvolta e’ progredita fino a perdita della vista. Casi di neuropatia (ottica e periferica) non sono stati segnalati in pazienti trattati con tedizolid fosfato per la durata del trattamento raccomandata di 6 giorni. Tutti i pazienti devono essere informati della necessita’ di riferire sintomi di disturbi visivi quali variazioni nell’acuita’ visiva, alterazioni della percezione dei colori, offuscamento della vista o difetti del campo visivo. In questi casi si raccomanda una valutazione tempestiva indirizzando, se necessario, il paziente a un oftalmologo. Acidosi lattica: casi di acidosi lattica sonostati segnalati in associazione all’uso di un altro agente appartenente alla classe degli ossazolidinoni. Questo fenomeno non e’ stato osservato in pazienti trattati con tedizolid fosfato per la durata del trattamento raccomandata di 6 giorni. Reazioni di ipersensibilita’: tedizolid fosfato deve essere somministrato con cautela a pazienti che presentano nota ipersensibilita’ ad altri ossazolidinoni poiche’ puo’ manifestarsi ipersensibilita’ crociata. Diarrea da Clostridioides difficile: casi di diarrea da Clostridioides difficile ( Clostridioides difficile associated diarrhoea CDAD) sono stati segnalati in associazione all’uso di tedizolid fosfato (vedere paragrafo 4.8). La gravita’ della CDAD puo’ variare da una diarrea lieve a una colite fatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora intestinale e puo’ favorire la proliferazione di C. difficile. La CDAD deve essere presa in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea grave in seguito all’uso di antibiotici. Occorre un’attenta raccolta anamnestica in quanto e’ stato osservato che la CDAD puo’ manifestarsi anche adistanza di oltre due mesi dalla somministrazione di agenti antibatterici. In caso di sospetto o conferma di CDAD, l’assunzione di tedizolid fosfato e, se possibile, di altri agenti antibatterici non diretti contro C. difficile deve essere interrotta istituendo immediatamente opportune misure terapeutiche. Occorre prendere in considerazione idoneemisure di supporto, un trattamento antibiotico per C. difficile e unavalutazione chirurgica. In questa situazione l’uso di medicinali che inibiscono la peristalsi e’ controindicato. Inibizione delle monoamino-ossidasi: tedizolid e’ un inibitore reversibile non selettivo delle monoamino-ossidasi (MAO) in vitro (vedere paragrafo 4.5). Sindrome serotoninergica: vi sono state segnalazioni spontanee di casi di sindrome serotoninergica associata alla somministrazione concomitante di un altro agente della classe degli ossazolidinoni con agenti serotoninergici(vedere paragrafo 4.5). Non esiste esperienza clinica di fase 3 in pazienti in terapia concomitante con tedizolid fosfato e agenti serotoninergici quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI), gli antidepressivi triciclici, gli inibitori MAO, i triptani e altri medicinali con potenziale attivita’ adrenergica o serotoninergica. Microrganismi non sensibili: la prescrizione di tedizolid fosfato in assenza di conferma o forte sospetto di infezione batterica aumenta il rischio di sviluppare batteri farmaco-resistenti. Tedizolid non e’ generalmente attivo contro i batteri Gram-negativi. Limitazionidei dati clinici: la sicurezza e l’efficacia di tedizolid fosfato quando somministrato per periodi superiori a 6 giorni non sono state stabilite. Nelle ABSSSI, i tipi di infezione trattati erano limitati esclusivamente a cellulite/erisipela o ascessi cutanei maggiori e infezionidi ferite. Non sono stati studiati altri tipi di infezioni cutanee. L’esperienza con tedizolid fosfato nel trattamento di pazienti con concomitanti infezioni batteriche acute della pelle e della struttura cutanea e batteriemia secondaria e’ limitata mentre e’ nulla nel trattamento delle ABSSSI con sepsi o shock settico grave. Negli studi clinici controllati non sono stati inclusi pazienti con neutropenia (conta dei neutrofili <1.000 cellule/mm^3) o pazienti gravemente immunocompromessi.

INTERAZIONI

Interazioni farmacocinetiche: in uno studio clinico di confronto della farmacocinetica di una dose singola (10 mg) di rosuvastatina (substrato della proteina di resistenza del cancro al seno [BCRP]) somministrata da sola o in associazione con tedizolid fosfato (dose orale di 200mg una volta al giorno), l’AUC e la C max della rosuvastatina sono aumentate, rispettivamente di circa il 70% e il 55%, quando questa e’ stata cosomministrata con tedizolid fosfato. Pertanto, tedizolid fosfatosomministrato per via orale puo’ dar luogo ad un’inibizione della BCRP a livello intestinale. Se possibile, durante i 6 giorni di trattamento con tedizolid fosfato per via orale, si deve prendere in considerazione un’interruzione del medicinale substrato della BCRP somministratoin concomitanza (come imatinib, lapatinib, metotrexato, pitavastatina, rosuvastatina, sulfasalazina e topotecan). In uno studio clinico di confronto della farmacocinetica di una dose singola (2 mg) di midazolam (substrato del CYP3A4) somministrata da sola o in associazione con tedizolid fosfato (dose orale di 200 mg una volta al giorno per10 giorni) l’AUC e la C max di midazolam, quando era co-somministrato con tedizolid fosfato, erano rispettivamente l’81% e l’83%, dell’AUC e della Cmax di midazolam somministrato da solo. Questo effetto non e’ clinicamente significativo e non e’ necessario alcun aggiustamento della doseper i substrati del CYP3A4 co-somministrati durante il trattamento con tedizolid fosfato. Interazioni farmacodinamiche. Inibizione delle monoamino-ossidasi: tedizolid e’ un inibitore reversibile delle monoamino-ossidasi (MAO) in vitro; tuttavia, non si prevedono interazioni sulla base del confronto dei valori di IC 50 per l’inibizione delle MAO-A e le esposizioni plasmatiche previste nell’uomo. Sono stati condotti studi di interazione farmacologica su volontari sani per stabilire gli effetti di 200 mg di tedizolid fosfato per via orale allo stato stazionario sugli effetti pressori indotti dalla pseudoefedrina e dalla tiramina. Nei volontari sani non sono emerse variazioni significative della pressione arteriosa o della frequenza cardiaca con la pseudoefedrinae non e’ stato osservato alcun aumento clinicamente rilevante della sensibilita’ alla tiramina. Potenziali interazioni serotoninergiche: ilpotenziale di interazione serotoninergica non e’ stato studiato ne’ in pazienti ne’ in volontari sani (vedere paragrafo 5.2).

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Adulti: le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza in pazienti trattati con tedizolid fosfatonell’ambito di tutti gli studi clinici controllati di fase 3 (tedizolid fosfato 200 mg una volta al giorno per 6 giorni) sono state nausea (6,9%), cefalea (3,5%), diarrea (3,2%) e vomito (2,3%) con intensita’ generalmente da lieve a moderata. Il profilo di sicurezza emerso dal confronto tra pazienti trattati con tedizolid fosfato solo per via endovenosa rispetto alla sola somministrazione orale e’ risultato simile tranne che per una maggiore frequenza di disturbi gastrointestinali associati alla somministrazione orale. Popolazione pediatrica: la sicurezza di tedizolid fosfato e’ stata valutata in uno studio clinico di fase 3, che includeva 91 pazienti pediatrici (da 12 a < 18 anni di eta’) con ABSSSI trattati con Sivextro 200 mg somministrato per via e.v. e/oper via orale per 6 giorni e 29 pazienti trattati con agenti di confronto per 10 giorni. Elenco delle reazioni avverse: di seguito sono riportate le reazioni avverse osservate in due studi cardine comparativi di fase 3 sugli adulti trattati con Sivextro (Tabella 1). Le uniche reazioni avverse riportate in uno studio comparativo di fase 3 in pazienti di eta’ compresa tra 12 e < 18 anni sono state ALT aumentata, AST aumentata e prove di funzionalita’ epatica anormali. Le reazioni avverse sono classificate in accordo al termine preferito ed alla Classificazione per Sistemi ed Organi, e per frequenza. La frequenza e’ definitacome: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1.000, < 1/100); raro (>= 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base deidati disponibili). Reazioni avverse per sistemi e frequenza riportatenegli studi clinici e/o nell’uso post-marketing. Infezioni ed infestazioni. Non comune: infezione micotica vulvovaginale, infezione micotica, candidiasi vulvovaginale, ascesso, colite da clostridioides difficile, dermatofitosi, candidiasi orale, infezione delle vie respiratorie.Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: linfoadenopatia; non nota*: trombocitopenia*. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita’ a farmaci. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: disidratazione, controllo inadeguato di diabete mellito, iperkaliemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia, disturbo del sonno, ansia, incubi. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiro; non comune: sonnolenza, disgeusia, tremore, parestesia, ipoestesia. Patologie dell’occhio. Non comune: visione offuscata,mosche volanti nel vitreo. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia. Patologie vascolari. Non comune: rossore, vampata di calore. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: tosse, secchezza nasale, congestione del polmone. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, diarrea, vomito; non comune: dolore addominale, stipsi, fastidio addominale, bocca secca, dispepsia, dolore addominale superiore, flatulenza, malattia da reflusso gastroesofageo, ematochezia, conati di vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: prurito generalizzato; non comune: iperidrosi, prurito, eruzione cutanea, orticaria, alopecia, esantema eritematoso, eruzione cutanea generalizzata, acne, prurito allergico, eruzione cutanea maculo-papulare, eruzione cutanea papulare, eruzione cutanea pruriginosa. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: artralgia, spasmi muscolari, dolore dorsale, fastidio agli arti, dolore al collo. Patologie renali e urinarie. Non comune: odore urinario anormale. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: prurito vulvovaginale. Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza; non comune: brividi, irritabilita’, piressia, edema periferico. Esami diagnostici. Non comune: forza di prensione ridotta, transaminasi aumentate, conta dei leucocitiridotta. * Sulla base delle segnalazioni post-marketing. Poiche’ queste reazioni vengono segnalate volontariamente da una popolazione di numero non definito, non e’ possibile stimarne in modo affidabile la frequenza che viene, quindi, classificata come non nota. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: i dati relativi all’uso di tedizolid fosfato in donne in gravidanza non esistono. Studi su ratti e topi hanno mostrato effetti sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3). A scopo precauzionale, e’ preferibile evitare l’uso di tedizolid fosfato durante la gravidanza. Allattamento: non e’ noto se tedizolid fosfato o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Tedizolid e’ escreto nel latte di femmine di ratto (vedere paragrafo 5.3). Il rischio per i lattanti non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con tedizolid fosfato tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’: gli effetti di tedizolid fosfato sulla fertilita’ nell’uomo non sono stati studiati. Studi sugli animali con tedizolid fosfato non hanno indicato effetti dannosi sulla fertilita’ (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

BLISTER