SOLVETTA 1DISP VAG0,12+0,015MG

SKU: 45048016 Category:

DENOMINAZIONE

SOLVETTA 0,120 MG/0,015 MG OGNI 24 ORE, DISPOSITIVO VAGINALE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Ginecologici, contraccettivi intravaginali, anello vaginale con progestinico ed estrogeno.

PRINCIPI ATTIVI

Solvetta contiene 11,0 mg di etonogestrel e 3,474 mg di etinilestradiolo. L’anello rilascia etonogestrel ed etinilestradiolo in quantita’ media rispettivamente di 0,120 mg e 0,015 mg ogni 24 ore, per un periodo di 3 settimane. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Copolimero di etilene vinilacetato, 28% vinilacetato; poliuretano.

INDICAZIONI

Contraccezione. Solvetta e’ indicato nelle donne in eta’ fertile. La sicurezza e l’efficacia sono state dimostrate in donne di eta’ compresa tra 18 e 40 anni. La decisione di prescrivere Solvetta deve prenderein considerazione i fattori di rischio attuali della singola donna, in particolare quelli relativi alle tromboembolie venose (TEV) e il confronto tra il rischio di TEV associato a Solvetta e quello associato ad altri contraccettivi ormonali combinati (COC) (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

I COC non devono essere usati nelle seguenti condizioni. Qualora durante l’uso di Solvetta compaia per la prima volta una qualunque di queste condizioni, esso deve essere immediatamente rimosso. Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV): o Tromboembolia venosa – TEV in corso (con assunzione di anticoagulanti) o pregressa (ad es. trombosi venosa profonda [TVP] o embolia polmonare [EP]); o Predisposizione ereditaria o acquisita nota alla tromboembolia venosa, come resistenza allaproteina C attivata (incluso fattore V di Leiden), carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S; o Intervento chirurgico maggiore con immobilizzazione prolungata (vedere paragrafo 4.4); o Rischio elevato di tromboembolia venosa dovuto alla presenza di piu’ fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4). Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA): o Tromboembolia arteriosa – tromboembolia arteriosa in corso o pregressa (ad es. infarto miocardico) o condizioni prodromiche (ad es. angina pectoris); o Malattia cerebrovascolare – ictus in corso o pregresso o condizioni prodromiche (ad es. attacco ischemico transitorio TIA); o Predisposizione ereditaria o acquisita nota alla tromboembolia arteriosa, come iperomocisteinemia e anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante);o Precedenti di emicrania con sintomi neurologici focali; o Rischio elevato di tromboembolia arteriosa dovuto alla presenza di piu’ fattoridi rischio (vedere paragrafo 4.4) o alla presenza di un fattore di rischio grave come: diabete mellito con sintomi vascolari; ipertensione grave; dislipoproteinemia grave. Pancreatite o storia di questa condizione se associata a grave ipertrigliceridemia. Grave malattia epatica,in atto o pregressa, fino a quando i valori della funzionalita’ epatica non sono tornati alla norma. Tumori epatici (benigni o maligni), inatto o pregressi. Patologie maligne, accertate o sospette, degli organi genitali o delle mammelle, se ormono-dipendenti. Emorragia vaginaledi natura non accertata. Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad unoqualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 di Solvetta. Solvetta e’ controindicato con l’uso concomitante di medicinali che contengono ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir o medicinali che contengono glecaprevir/pibrentasvir (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

POSOLOGIA

Posologia. Per raggiungere l’efficacia contraccettiva, Solvetta deve essere utilizzato come prescritto (vedere “Come utilizzare Solvetta” e”Come iniziare a usare Solvetta”). Popolazione Pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Solvetta nelle adolescenti di eta’ inferiore a 18 anni non sono state studiate. Modo di somministrazione: come utilizzare Solvetta. La donna puo’ inserire da sola Solvetta nella vagina. Il medico deve informare la donna sulle modalita’ di inserimento e rimozione di Solvetta. Per l’inserimento, la donna deve scegliere una posizione a lei piu’ comoda, ad esempio stando in piedi con una gamba alzata,accovacciata o sdraiata. Solvetta deve essere compresso ed inserito nella vagina fino a raggiungere una posizione confortevole. L’esatta posizione di Solvetta nella vagina non e’ importante per l’effetto contraccettivo dell’anello (vedere Figure 1-4). Una volta che Solvetta e’ stato inserito (vedere “Come iniziare ad usare Solvetta”), esso viene lasciato nella vagina ininterrottamente per 3 settimane. Consigliare ladonna di controllare regolarmente la presenza di Solvetta nella vagina (per esempio, prima e dopo il rapporto sessuale). Nel caso in cui Solvetta venga accidentalmente espulso la donna deve seguire le istruzioni fornite nel paragrafo 4.2 “Cosa fare se l’anello viene temporaneamente espulso dalla vagina” (per maggiori informazioni vedere anche paragrafo 4.4 “Espulsione”). Solvetta deve essere rimosso dopo 3 settimanedi uso, lo stesso giorno della settimana in cui l’anello era stato inserito. Dopo un intervallo libero da anello di una settimana, puo’ essere inserito un nuovo anello (ad esempio, se Solvetta viene inserito il mercoledi’ intorno alle 22.00, l’anello deve essere rimosso di nuovoil mercoledi’ della terza settimana successiva, all’incirca alle ore 22.00. Il mercoledi’ seguente deve essere inserito un nuovo anello). Solvetta puo’ essere rimosso agganciando il dito indice sotto l’anello oppure afferrando l’anello fra indice e medio e tirando verso l’esterno (Figura 5). L’anello usato deve essere posto nella bustina (tenere fuori dalla portata dei bambini e degli animali domestici) ed eliminatocome descritto al paragrafo 6.6. L’emorragia da sospensione di solitoinizia 2-3 giorni dopo la rimozione di Solvetta e potrebbe non esserecompletamente terminata nel momento in cui deve essere inserito il nuovo anello. Utilizzo con altri metodi di barriera vaginali femminili: Solvetta puo’ interferire con la corretta collocazione e posizione di alcuni metodi di barriera femminili, come il diaframma, il cappuccio cervicale o il preservativo femminile. Questi metodi contraccettivi nondevono essere utilizzati con Solvetta come metodi aggiuntivi. Come iniziare ad usare Solvetta: nessun trattamento contraccettivo ormonale nel ciclo precedente Solvetta deve essere inserito il primo giorno del ciclo naturale della donna (cioe’ il primo giorno del suo sanguinamento mestruale). E’ possibile iniziare anche dal 2.al 5.giorno del ciclo,ma durante il primo ciclo, nei primi 7 giorni di utilizzo di Solvetta, si raccomanda di utilizzare in aggiunta un metodo di barriera. Passaggio da un contraccettivo ormonale combinato: la donna deve inserire Solvetta al piu’ tardi il giorno seguente il consueto intervallo liberoda pillola o libero da cerotto o seguente l’ultima compressa di placebo del precedente contraccettivo ormonale combinato. Se la donna ha usato il suo metodo precedente costantemente e correttamente ed e’ ragionevolmente sicura di non essere incinta, puo’ anche passare dal suo precedente contraccettivo ormonale combinato in qualunque giorno del ciclo. L’intervallo libero da ormone del precedente metodo non deve mai essere esteso oltre il suo periodo raccomandato. Passaggio da un metodoa base di solo progestinico (minipillola, impianto o iniezione) o da un sistema intrauterino che rilascia il progestinico (IUS): la donna puo’ passare da una minipillola in qualsiasi giorno (da un impianto o da uno IUS, il giorno della rimozione, da un contraccettivo per iniezione quando e’ prevista la nuova iniezione), ma, in tutti i casi, deve utilizzare un ulteriore metodo di barriera nei primi 7 giorni di impiego di Solvetta. Dopo un aborto al primo trimestre: la donna puo’ iniziare immediatamente. In questo modo non sono necessarie ulteriori misurecontraccettive. Nel caso in cui non desideri iniziare subito, la donna deve seguire le istruzioni nel paragrafo “Nessun trattamento contraccettivo ormonale nel ciclo precedente”. Nel frattempo, si deve consigliare l’uso di un metodo contraccettivo alternativo. Dopo un parto o unaborto al secondo trimestre Per l’allattamento al seno vedere paragrafo 4.6. Si deve consigliare alla donna di iniziare il trattamento durante la quarta settimana successiva al parto o all’aborto al secondo trimestre. Se si inizia piu’ tardi, si deve consigliare alla donna di utilizzare un ulteriore metodo di barriera per i primi 7 giorni di impiego di Solvetta. Comunque, nel caso si siano gia’ avuti rapporti sessuali, prima di iniziare il trattamento con Solvetta deve essere esclusa la gravidanza o la donna deve attendere il suo primo ciclo mestruale.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

AVVERTENZE

Avvertenze. Nel caso in cui fosse presente una delle condizioni o unodei fattori di rischio menzionati sotto, l’idoneita’ di Solvetta deveessere discussa con la donna. In caso di peggioramento o di prima comparsa di uno qualsiasi di questi fattori di rischio o di queste condizioni, si deve consigliare alla donna di rivolgersi al proprio medico per determinare se l’uso di Solvetta debba essere interrotto. 1. Disturbi circolatori. Rischio di tromboembolia venosa (TEV): l’uso di qualsiasi contraccettivo ormonale combinato (COC) determina un aumento del rischio di tromboembolia venosa (TEV) rispetto al non uso. I prodotti che contengono levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati a un rischio inferiore di TEV. Il rischio associato agli altri prodotti come Solvetta puo’ essere anche doppio. La decisione di usare unprodotto diverso da quelli associati a un rischio di TEV piu’ basso deve essere presa solo dopo aver discusso con la donna per assicurarsi che essa comprenda il rischio di TEV associato a Solvetta, il modo in cui i suoi attuali fattori di rischio influenzano tale rischio e il fatto che il rischio che sviluppi una TEV e’ massimo nel primo anno di utilizzo. Vi sono anche alcune evidenze che il rischio aumenti quando l’assunzione di un COC viene ripresa dopo una pausa di 4 o piu’ settimane. Circa 2 donne su 10.000 che non usano un COC e che non sono in gravidanza, svilupperanno una TEV in un periodo di un anno. In una singola donna, pero’, il rischio puo’ essere molto superiore, a seconda dei suoi fattori di rischio sottostanti (vedere oltre). Si stima che su 10.000 donne che usano un COC a basso dosaggio che contiene levonorgestrel, circa 6[1] svilupperanno una TEV in un anno. Sono stati riscontrati risultati non consistentisul rischio di TEV associato all’anello checontiene etonogestrel/etinilestradiolo rispetto ai COC che contengonolevonorgestrel (con stime del rischio relativo comprese tra nessun aumento, RR = 0,96 e un aumento di quasi due volte, RR = 1,90). Questi valori corrispondono all’incirca a 6-12 TEV all’anno per 10.000 donne che usano l’anello che contiene etonogestrel/etinilestradiolo. In entrambi i casi, il numero di TEV all’anno e’ inferiore al numero previsto nelle donne in gravidanza o nel periodo post-parto. La TEV puo’ esserefatale nell’1-2% dei casi. Molto raramente in donne che usano COC sono stati riportati casi di trombosi in altri vasi sanguigni, ad esempiovene e arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche. Fattori dirischio di TEV: il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di COC puo’ aumentare sostanzialmente in una donna confattori di rischio aggiuntivi, specialmente se sono presenti piu’ fattori di rischio (vedere la tabella). Solvetta e’ controindicato se unadonna presenta diversi fattori di rischio che aumentano il suo rischio di trombosi venosa (vedere paragrafo 4.3). Se una donna presenta piu’ di un fattore di rischio, e’ possibile che l’aumento del rischio siamaggiore della somma dei singoli fattori; in questo caso deve essere considerato il suo rischio totale di TEV. Se si ritiene che il rapporto rischi-benefici sia negativo, non si deve prescrivere un COC (vedereparagrafo 4.3).

INTERAZIONI

Interazioni con altri medicinali. Nota: devono essere consultate le informazioni sulla prescrizione di medicinali concomitanti per identificare potenziali interazioni. Effetti di altri medicinali su Solvetta: possono verificarsi interazioni con medicinali o prodotti a base di erbe induttori degli enzimi microsomiali, che possono risultare in un aumento della clearance degli ormoni sessuali e che possono portare ad emorragia da rottura e/o insuccesso dell’efficacia contraccettiva. Gestione: l’induzione enzimatica puo’ gia’ essere osservata dopo pochi giorni dal trattamento. In genere, la massima induzione enzimatica si osserva nel giro di poche settimane. Dopo l’interruzione della farmacoterapia, l’induzione enzimatica puo’ essere mantenuta per circa 4 settimane. Trattamento a breve termine: le donne in trattamento con medicinali o prodotti a base di erbe induttori enzimatici devono utilizzare temporaneamente un metodo di barriera o un altro metodo contraccettivo inaggiunta a Solvetta. Nota: Solvetta non deve essere usato in associazione ad un diaframma, un cappuccio cervicale o un preservativo femminile. Il metodo di barriera deve essere utilizzato per tutto il periodo di somministrazione concomitante del farmaco e per i 28 giorni successivi alla sua interruzione. Se la somministrazione del farmaco concomitante prosegue oltre 3 settimane di uso di un anello, l’anello successivo dovra’ essere inserito immediatamente senza osservare il consueto intervallo libero da anello. Trattamento a lungo termine: nelle donne in trattamento a lungo termine con principi attivi induttori degli enzimi epatici, si raccomanda l’uso di un altro metodo contraccettivo non ormonale affidabile. Le seguenti interazioni sono state riportate in letteratura. Sostanze che aumentano la clearance dei contraccettivi ormonali combinati: possono verificarsi interazioni con medicinali o prodotti a base di erbe che inducono enzimi microsomiali, in modo specifico gli enzimi del citocromo P450 (CYP), che possono risultare in un aumento della clearance riducendo le concentrazioni plasmatiche degli ormoni sessuali e che possono diminuire l’efficacia dei contraccettivi ormonali combinati, incluso Solvetta. Questi medicinali includono fenitoina, fenobarbital, primidone, bosentan, carbamazepina, rifampicina e probabilmente anche oxcarbazepina, topiramato, felbamato, griseofulvina, alcuni inibitori della proteasi dell’HIV (ad es. ritonavir) e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (ad es. efavirenz) e prodotti contenenti il rimedio a base di erba di S. Giovanni. Sostanze che hanno effetti variabili sulla clearance dei contraccettivi ormonali combinati: quando somministrati in concomitanza con contraccettivi ormonali, molte combinazioni di medicinali inibitori della proteasi dell’HIV (ad es. nelfinavir) e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa (ad es. nevirapina), e/o combinazioni con medicinali per l’HCV (ad es. boceprevir, telaprevir), possono aumentare o diminuire leconcentrazioni plasmatiche dei progestinici, incluso etonogestrel, o degli estrogeni. In alcuni casi l’effetto netto di questi cambiamenti puo’ essere clinicamente rilevante. Sostanze che diminuiscono la clearance dei contraccettivi ormonali combinati: la rilevanza clinica di potenziali interazioni con inibitori enzimatici e’ sconosciuta. La somministrazione concomitante con inibitori potenti (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina) o moderati (ad es. fluconazolo, diltiazem, eritromicina) del CYP3A4 puo’ aumentare le concentrazioni sieriche di estrogeni o progestinici, incluso etonogestrel. Sulla base dei dati di farmacocinetica, e’ improbabile che gli antimicotici e gli spermicidi somministrati per via vaginale influenzino l’efficacia contraccettiva e la sicurezza di Solvetta. Durante l’uso concomitante di ovuli antimicotici, la possibilita’ di apertura dell’anello puo’ essere leggermente superiore (vedere paragrafo 4.4, “Rottura dell’anello”). I contraccettivi ormonali possono interferire con il metabolismo di altri medicinali. Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche e tissutali possono o aumentare (ad es. ciclosporina) o diminuire (ad es. lamotrigina). Interazioni farmacodinamiche: l’uso concomitante dei medicinali che contengono ombitasvir/paritaprevir/ritonavir e dasabuvir, con o senza ribavirina, o glecaprevir/pibrentasvir puo’ incrementare il rischio diaumenti dell’ALT (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Pertanto, le utilizzatrici di Solvetta devono passare ad un metodo alternativo di contraccezione (ad esempio contraccezione con il solo progestinico o metodi non ormonali) prima di iniziare la terapia con questo regime di combinazione di medicinali. La terapia con Solvetta puo’ essere ripresa dopo 2 settimane dal completamento della terapia con questo regime di combinazione di medicinali. Esami di laboratorio: l’impiego di steroidi contraccettivi puo’ influenzare i risultati di alcuni esami di laboratorio tra i quali parametri biochimici della funzionalita’ epatica, tiroidea,corticosurrenalica e renale, livelli plasmatici delle proteine di trasporto (per esempio della globulina legante i corticosteroidi e della globulina legante gli ormoni sessuali), delle frazioni lipido/lipoproteiche, parametri del metabolismo dei carboidrati, della coagulazione edella fibrinolisi. Le variazioni rientrano, in genere, nei limiti deivalori normali di laboratorio. Interazioni con i tamponi assorbenti Idati farmacocinetici mostrano che l’uso dei tamponi assorbenti non haeffetto sull’assorbimento sistemico degli ormoni rilasciati da Solvetta. In rare occasioni, Solvetta puo’ essere espulso durante la rimozione di un tampone (vedere i suggerimenti in “Cosa fare se l’anello viene temporaneamente espulso dalla vagina”).

EFFETTI INDESIDERATI

Gli effetti indesiderati riportati piu’ frequentemente negli studi clinici con etonogestrel/etinilestradiolo sono stati cefalea, infezioni vaginali e secrezione vaginale, ciascuno riportato dal 5-6% delle donne. Descrizione di reazioni avverse selezionate: nelle donne che usano COC e’ stato osservato un maggior rischio di eventi trombotici e tromboembolici arteriosi e venosi, tra cui infarto miocardico, ictus, attacchi ischemici transitori, trombosi venosa ed embolia polmonare, e talerischio e’ discusso piu’ dettagliatamente nel paragrafo 4.4. Anche altri effetti indesiderati sono stati segnalati nelle donne che usano COC: questi effetti sono discussi piu’ dettagliatamente nel paragrafo 4.4. Nella tabella seguente sono elencate le reazioni avverse al medicinale segnalate nelle sperimentazioni cliniche, negli studi osservazionali o durante l’uso post-marketing con l’anello che contiene etonogestrel/etinilestradiolo. Per descrivere un certo evento avverso, viene elencato il termine MedDRA piu’ appropriato. Tutte le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza; comune (>= 1/100 a < 1/10), non comune (>= 1/1.000 a < 1/100), raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) e non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Infezioni ed infestazioni. Comune: infezione vaginale; Non comune: cervicite, cistite, infezione delle vie urinarie. Disturbi del sistema immunitario. Non nota (1): ipersensibilita’. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: aumento dell’appetito. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione, diminuzione della libido; Non comune: labilita’ affettiva, umore alterato, sbalzi d’umore. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, emicrania; Non comune: capogiri, ipoestesia. Patologie dell’occhio. Non comune: disturbo visivo. Patologie vascolari. Non comune: vampate di calore; Raro: tromboembolia venosa, tromboembolia arteriosa. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea; Non comune: distensione dell’addome, diarrea, vomito, stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: acne; Non comune: alopecia, eczema, prurito, eruzione cutanea, orticaria; Non nota (1): cloasma. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: dolore dorsale, spasmi muscolari, dolore a un arto. Patologie renali e urinarie. Non comune: disuria, urgenza della minzione, pollachiuria. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Comune: dolorabilita’ mammaria, prurito genitale femminile, dismenorrea, dolore pelvico, secrezione vaginale; Non comune: amenorrea, fastidio mammario, aumento di volume mammario, massa in sede mammaria, polipo cervicale, sanguinamento durante il coito, dispareunia, ectropion della cervice, mastopatia fibrocistica, menorragia, metrorragia, fastidio pelvico, sindrome premestruale, spasmo uterino, sensazione di bruciore vaginale, secrezione vaginale maleodorante, dolore vaginale, fastidio vulvovaginale, secchezza vulvovaginale; Raro: galattorrea; Non nota (1): disturbi del pene. (1) Elenco di eventi avversi basato su segnalazioni spontanee. In associazione con l’uso di COC sono stati riportati tumori ormono-dipendenti (ad es. tumori del fegato, cancro della mammella). Perulteriori informazioni vedere paragrafo 4.4. E’ stato segnalato che in occasioni molto rare l’anello vaginale si sia aperto durante l’uso (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Interazioni: le interazioni tra contraccettivi ormonali ed altri medicinali (induttori enzimatici) possono portare ad emorragia da rottura e/o insuccesso dell’efficacia contraccettiva (vedere paragrafo 4.5). Segnalazione delle reazioni avverse sospette: la segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazioneavversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: Solvetta non e’ indicato durante la gravidanza. Se dovesse instaurarsi una gravidanza con Solvetta in situ, l’anello deve essere rimosso. Ampi studi epidemiologici non hanno rivelato alcun incremento nel rischio di difetti congeniti nei bambini nati da donne che hanno fatto uso di contraccettivi orali combinati prima della gravidanza, ne’ si e’ verificato alcun effetto teratogeno nei casi in cui un contraccettivo orale combinato sia stato usato inavvertitamente durante la fase iniziale della gravidanza. Uno studio clinico in un piccolo numero di donne ha mostrato che, a dispetto della somministrazione intravaginale, le concentrazioni intrauterine di steroidi contraccettivi con l’anello che contiene etonogestrel/etinilestradiolo sono simili ai livelli osservati nelle utilizzatrici di contraccettivi orali combinati (vedere paragrafo 5.2). Non e’ stata riportata esperienza clinica di esiti di gravidanze esposte all’anello che contiene etonogestrel/etinilestradiolo. Il maggior rischio di tromboembolia venosa nel periodo dopo il parto deve essere preso in considerazione quando viene ripresa l’assunzione di Solvetta (vedere paragrafi 4.2. e 4.4). Allattamento: l’allattamento puo’ essere influenzato dagli estrogeni, in quanto essi possono ridurre la quantita’ e modificare la composizione del latte materno. L’uso di Solvetta deve percio’ essere sconsigliato fino a quando la madre non ha completato lo svezzamento. Piccole quantita’ di steroidi contraccettivi e/o dei loro metaboliti possono essere escrete nel latte ma non vi e’ prova che cio’ danneggi la salute del bambino. Fertilita’: solvetta e’ indicato per la prevenzione della gravidanza. Se la donna vuole smettere di usare Solvetta perche’ vuole rimanere incinta,si consiglia di attendere fino a quando ha una mestruazione naturale prima di provare a concepire in quanto questo la aiutera’ a calcolare quando deve nascere il bambino.

Forma farmaceutica

SISTEMA A RILASCIO VAGINALE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

BUSTINA/BUSTA SINGOLA