STEGLUJAN 28CPR RIV 5MG+100MG

SKU: 46342022 Category:

DENOMINAZIONE

STEGLUJAN COMPRESSE RIVESTITE CON FILM (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8per informazioni sulle modalita’ di segnalazione delle reazioni avverse).

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci usati nel diabete, associazioni di farmaci ipoglicemizzanti orali.

PRINCIPI ATTIVI

Steglujan 5 mg/100 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 5 mg di ertugliflozin (come ertugliflozin acido L-piroglutammico) e 100 mg di sitagliptin (come sitagliptin fosfato monoidrato). Steglujan 15 mg/100 mg compresse rivestite con film: ogni compressa contiene 15 mg di ertugliflozin (come ertugliflozin acido L-piroglutammico) e 100 mg di sitagliptin (come sitagliptin fosfato monoidrato). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina (E460), idrogenofosfato di calcio (anidro), croscarmellosa sodica, sodio stearil fumarato (E487), magnesio stearato (E470b). Rivestimento della compressa: ipromellosa (E464), idrossipropilcellulosa (E463), titanio diossido (E171), ossido di ferro rosso (E172), ossido di ferro giallo (E172), ossidodi ferro nero (E172), cera carnauba (E903).

INDICAZIONI

Steglujan e’ indicato in pazienti adulti di eta’ pari o superiore a 18 anni con diabete mellito di tipo 2 come terapia aggiuntiva alla dieta e all’esercizio fisico: per migliorare il controllo glicemico quandometformina e/o sulfanilurea (SU) e uno dei monocomponenti di Steglujan non forniscono un adeguato controllo glicemico; in pazienti gia’ in trattamento con l’associazione ertugliflozin e sitagliptin in compresse separate (Per i risultati degli studi relativi alle associazioni e agli effetti sul controllo glicemico, vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 5.1).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

POSOLOGIA

Posologia: la dose iniziale raccomandata e’ di 5 mg ertugliflozin/100mg sitagliptin una volta al giorno. Nei pazienti che tollerano la dose iniziale e che necessitano di controllo glicemico addizionale, la dose puo’ essere aumentata a 15 mg ertugliflozin/100 mg sitagliptin una volta al giorno. Per i pazienti trattati con ertugliflozin che passanoa Steglujan, la dose di ertugliflozin puo’ essere mantenuta. Quando Steglujan viene usato in associazionecon insulina o con un secretagogo dell’insulina, puo’ essere richiesta una dose inferiore di insulina o di secretagogo dell’insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafi 4.4, 4.5 e 4.8). Nei pazienti con deplezione volemica, si raccomanda la correzione di questa condizione prima dell’inizio della terapia con Steglujan (vedere paragrafo 4.4). Se si dimentica una dose, questa deve essere assunta appena il paziente se ne ricorda. I pazienti non devono assumere due dosi di Steglujan nello stesso giorno. Popolazioni speciali. Compromissione renale: si raccomanda la valutazione della funzionalita’ renale prima dell’inizio della terapia con Steglujan e in seguito periodicamente (vedere paragrafo 4.4). L’inizio della terapia con questo medicinale non e’ raccomandato in pazienti con velocita’ di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) inferiore a 45 mL/min/1,73 m^2 o CrCl inferiore a 45 mL/min (vedere paragrafo 4.4). Nei pazienti con una eGRF da >= 45 a < 60 mL/min/1,73 m^2, la terapia con Steglujan deve essere iniziata con 5 mg/100 mg con titolazione fino a 15 mg/100 mg se necessario per il controllo glicemico. Poiche’ l’efficacia di riduzione della glicemia di ertugliflozin e’ ridotta nei pazienti con compromissione renale moderata e probabilmente assente nei pazienti con compromissione renale severa, se e’ necessario un ulteriore controllo glicemico, deve essere presa in considerazione l’aggiunta dialtri agenti anti-iperglicemici (vedere paragrafo 4.4). La terapia con Steglujan deve essere interrotta in caso di eGFR costantemente inferiore a 45 mL/min/1,73 m^2 o CrCl costantemente inferiore a 45 mL/min. L’associazione a dose fissa di ertugliflozin e sitagliptin non deve essere usata in pazienti con compromissione renale severa, con malattia renale allo stadio terminale (ESRD, End Stage Renal Disease) o dializzati, poiche’ non sono disponibili dati clinici a supporto dell’efficacia in questi pazienti. Compromissione epatica Non e’ necessario alcun aggiustamento della dose di Steglujan in pazienti con compromissione epatica lieve o moderata. Steglujan non e’ stato studiato in pazienti con compromissione epatica severa, pertanto l’uso in questi pazienti non e’ raccomandato (vedere paragrafo 5.2). Anziani (eta’ >= 65 anni): non e’ raccomandato alcun aggiustamento della dose di Steglujan in baseall’eta’. I pazienti anziani hanno piu’ probabilita’ di avere una funzionalita’ renale ridotta. Poiche’ e’ possibile che si verifichino anomalie della funzionalita’ renale dopo l’inizio della terapia con ertugliflozin, e poiche’ e’ noto che sitagliptin viene sostanzialmente escreto dai reni, la funzionalita’ renale deve essere valutata piu’ frequentemente nei pazienti anziani. Occorre tenere in considerazione la funzionalita’ renale e il rischio di deplezione volemica (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Steglujan nei bambini di eta’ inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Steglujan deve essere assunto per via orale una volta al giorno, al mattino, con o senza cibo. In caso di difficolta’ a deglutire, la compressa puo’ essere rotta o frantumata poiche’ si tratta di una formulazione a rilascio immediato.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Generali: Steglujan non deve essere usato in pazienti con diabete mellito di tipo 1. Pancreatite acuta: l’uso degli inibitori della dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4) e’ stato associato al rischio di sviluppare pancreatite acuta. I pazienti devono essere informati sul sintomo caratteristico della pancreatite acuta: dolore addominale severo e persistente. La risoluzione della pancreatite e’ stata osservata dopo l’interruzione della terapia con sitagliptin (con o senza trattamento di supporto), ma sono stati riportati casi molto rari di pancreatite necrotizzante o emorragica e/o decesso. Qualora si sospetti la presenza di pancreatite, la terapia con Steglujan e con altri medicinali potenzialmenteimplicati deve essere interrotta; qualora sia confermata la diagnosi di pancreatite acuta, la terapia con Steglujan non deve essere ripresa. Si deve prestare cautela nei pazienti con una storia di pancreatite.Ipotensione/Deplezione volemica: Ertugliflozin causa diuresi osmotica, che puo’ determinare una riduzione del volume intravascolare. Pertanto, puo’ verificarsi ipotensione sintomatica dopo l’inizio della terapia con Steglujan (vedere paragrafo 4.8), in particolare in pazienti con funzionalita’ renale compromessa (eGFR inferiore a 60 mL/min/1,73 m^2 o CrCl inferiore a 60 mL/min), in pazienti anziani (>= 65 anni), in pazienti in terapia con diuretici o in pazienti in terapia con antipertensivi con anamnesi di ipotensione. Prima di iniziare la terapia con Steglujan, occorre valutare lo stato volemico e correggerlo se indicato. Dopo l’inizio della terapia, e’ necessario un monitoraggio per segni e sintomi. A causa del suo meccanismo di azione, ertugliflozin induce diuresi osmotica, aumenti della creatinina sierica e diminuzioni dell’eGFR. Gli aumenti della creatinina sierica e le diminuzioni dell’eGFR sono risultate maggiori in pazienti con compromissione renale moderata (vedere paragrafo 4.8). In caso di condizioni che possono determinare perdita di liquidi (ad es., patologie gastrointestinali), in pazienti che ricevono Steglujan si raccomanda un attento monitoraggio dello stato volemico (ad es., esame fisico, misurazione della pressione arteriosa, esami di laboratorio tra cui ematocrito) e degli elettroliti. Deve essere presa in considerazione un’interruzione temporanea del trattamento con Steglujan fino alla correzione della perdita di liquidi. Chetoacidosi diabetica: rari casi di DKA, inclusi casi potenzialmente pericolosi per la vita e casi fatali, sono stati riportati in studi clinici e nell’esperienza successiva all’immissione in commercio in pazienti trattati con inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo2 (SGLT2), compreso ertugliflozin. In alcuni casi, la presentazione della condizione e’ stata atipica, associata solo ad un moderato aumento dei valori glicemici, al di sotto di 14 mmol/L (250 mg/dL). Non e’ noto se e’ piu’ probabile che la DKA si verifichi con dosi piu’ elevatedi ertugliflozin. Il rischio di chetoacidosi diabetica deve essere considerato in caso di sintomi non specifici come nausea, vomito, anoressia, dolore addominale, sete eccessiva, difficolta’ di respirazione, confusione, stanchezza insolita o sonnolenza. Se si verificano questi sintomi, i pazienti devono essere immediatamente valutati per chetoacidosi, a prescindere dal livello di glicemia. Il trattamento con Steglujan deve essere sospeso immediatamente nei pazienti in cui si sospetta o e’ diagnosticata la DKA. Il trattamento deve essere interrotto nei pazienti ricoverati in ospedale per interventi di chirurgia maggiore o gravi patologie acute. In questi pazienti e’ raccomandato il monitoraggio dei chetoni. La misurazione dei livelli di chetoni nel sangue e’ privilegiata rispetto a quella nelle urine. Il trattamento con Steglujan puo’ essere ripreso quando i valori dei chetoni sono normali e le condizioni del paziente si sono stabilizzate. Prima di iniziare il trattamento con Steglujan, si devono prendere in considerazione i fattori nell’anamnesi del paziente che possono predisporlo alla chetoacidosi. Ipazienti potenzialmente esposti a un rischio piu’ elevato di DKA includono pazienti che presentano una bassa riserva funzionale di cellule beta (ad es., pazienti con diabete di tipo 2 con peptide C basso o diabete autoimmune latente dell’adulto [LADA, Latent Autoimmune Diabetes In Adults], oppure pazienti con anamnesi di pancreatite), pazienti concondizioni che determinano una ridotta assunzione di cibo o una severa disidratazione, pazienti per i quali le dosi di insulina sono ridotte e pazienti che richiedono un incremento di insulina a causa di malattia acuta, intervento chirurgico o abuso di alcol. Gli inibitori del SGLT2 devono essere utilizzati con cautela in questi pazienti. La ripresa del trattamento con inibitori del SGLT2 in pazienti con anamnesi diDKA in corso di trattamento con inibitori del SGLT2 non e’ raccomandata, a meno che un altro chiaro fattore scatenante sia stato identificato e risolto. La sicurezza e l’efficacia di Steglujan in pazienti con diabete di tipo 1 non sono state stabilite, pertanto Steglujan non deve essere utilizzato per il trattamento di pazienti affetti da diabete di tipo 1. Dati limitati provenienti da studi clinici suggeriscono chela DKA si verifica con frequenza comune nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 trattati con inibitori del SGLT2. Amputazioni a carico degli arti inferiori In uno studio a lungo termine sugli esiti cardiovascolari VERTIS CV (Valutazione di effIcacia e Sicurezza di ERTugliflozin, CardioVascolare), uno studio su pazienti con diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata, sono state riportate amputazioni non traumatiche a carico degli arti inferiori (principalmente delle dita dei piedi) con un’incidenza di 2,0% (0,57 soggetti con evento per 100 pazienti-anno), 2,1% (0,60 soggetti con eventoper 100 pazienti-anno) e 1,6% (0,47 soggetti con evento per 100 pazienti-anno) per ertugliflozin 5 mg, ertugliflozin 15 mg e gruppi placebo. I tassi dell’evento di amputazione a carico degli arti inferiori sono stati rispettivamente di 0,75 e 0,96 rispetto a 0,74 eventi per 100 pazienti-anno per ertugliflozin 5 mg ed ertugliflozin 15 mg rispetto al placebo. E’ stato osservato un aumento dei casi di amputazione a carico degli arti inferiori (principalmente delle dita dei piedi) in studi clinici a lungo termine sul diabete mellito di tipo 2 condotti con inibitori del SGLT2. Non e’ noto se cio’ costituisca un effetto di classe. E’ importante consigliare ai pazienti con diabete una cura preventiva di routine del piede.

INTERAZIONI

Non sono stati effettuati studi d’interazione farmacocinetica su Steglujan; tuttavia, sono stati condotti studi di questo tipo su ertugliflozin e sitagliptin, i singoli principi attivi di Steglujan. Ertugliflozin. Interazioni farmacodinamiche. Diuretici: Ertugliflozin puo’ sommarsi all’effetto diuretico dei diuretici e puo’ aumentare il rischio didisidratazione e di ipotensione (vedere paragrafo 4.4). Insulina e secretagoghi dell’insulina: l’insulina e i secretagoghi dell’insulina, come le sulfaniluree, causano ipoglicemia. Ertugliflozin puo’ aumentareil rischio di ipoglicemia se usato in associazione con insulina e/o con un secretagogo dell’insulina. Pertanto, puo’ essere richiesta una dose inferiore di insulina o di secretagogo dell’insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia quando usati in associazione con Steglujan (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 4.8). Interazioni farmacocinetiche. Effettidi altri medicinali sulla farmacocinetica di ertugliflozin: il principale meccanismo di clearance di ertugliflozin e’ il metabolismo mediato da UGT1A9 e UGT2B7. Studi d’interazione condotti in soggetti sani, usando un disegno a dose singola, suggeriscono che la farmacocinetica di ertugliflozin non e’ alterata da sitagliptin, metformina, glimepiride o simvastatina. La somministrazione di dosi multiple di rifampicina (un induttore di UGT e CYP) riduce l’AUC e la C max di ertugliflozin rispettivamente del 39% e del 15%. Tale diminuzione dell’esposizione non e’ considerata clinicamente rilevante e pertanto non e’ raccomandatoalcun aggiustamento della dose. Non e’ atteso un effetto clinicamenterilevante con altri induttori (ad es., carbamazepina, fenitoina, fenobarbital). L’impatto degli inibitori di UGT sulla farmacocinetica di ertugliflozin non e’ stato studiato dal punto di vista clinico, ma un potenziale aumento dell’esposizione ad ertugliflozin a causa dell’inibizione di UGT non e’ considerato clinicamente rilevante. Effetti di ertugliflozin sulla farmacocinetica di altri medicinali: studi d’interazione condotti su volontari sani suggeriscono che ertugliflozin non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di sitagliptin, metformina e glimepiride. La co-somministrazione di simvastatina con ertugliflozin ha determinato un aumento della AUC e della C max di simvastatina pari rispettivamente al 24% e al 19% e un aumento della AUC e della C max di simvastatina acida pari rispettivamente al 30% e al 16%. Il meccanismo di questi piccoli aumenti di simvastatina e di simvastatina acida non e’ noto e non viene attuato attraverso l’inibizione degli OATP da parte di ertugliflozin. Questi aumenti non sono considerati clinicamente rilevanti. Sitagliptin. Interazioni farmacocinetiche. Effetti di altri medicinali su sitagliptin: Sitagliptin e’ principalmente eliminato immodificato nelle urine e il metabolismo costituisce una via minore. Studi in vitro indicano che il principale enzima responsabile del limitato metabolismo di sitagliptin e’ il CYP3A4, con uncontributo del CYP2C8. Il metabolismo puo’ ricoprire un ruolo piu’ significativo nell’eliminazione di sitagliptin nel contesto di una compromissione renale severa o di malattia renale allo stadio terminale (ESRD). Per questa ragione, e’ possibile che potenti inibitori del CYP3A4(cioe’ chetoconazolo, itraconazolo, ritonavir, claritromicina) possano alterare la farmacocinetica di sitagliptin nei pazienti con compromissione renale severa o ESRD. Studi d’interazione condotti in pazienti con diabete di tipo 2 o su volontari sani suggeriscono che metformina e ciclosporina non hanno avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di sitagliptin. Effetti di sitagliptin su altri medicinali. Negli studi d’interazione, sitagliptin non ha avuto effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica di: metformina, rosiglitazone, gliburide, simvastatina, warfarin e contraccettivi orali. Digossina: sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche di digossina. Dopo la somministrazione di 0,25 mg di digossina in concomitanza con 100 mg al giorno di sitagliptin per 10 giorni, la AUC plasmatica della digossina e’ aumentata in media dell’11% e la C max plasmatica e’ aumentata in media del 18%. Non e’ raccomandato alcun aggiustamento della dose di digossina. Tuttavia, i pazienti a rischio di tossicita’ da digossina devono essere monitorati in relazione a tale rischio in caso di somministrazione concomitante di sitagliptin e digossina.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza. Ertugliflozin e sitagliptin: la sicurezza di ertugliflozin e sitagliptin somministrati in concomitanza e’ stata valutata in 990 pazienti con diabete mellito di tipo 2 trattati per 26 settimane nell’ambito di tre studi: uno studio fattoriale suertugliflozin 5 mg o 15 mg in associazione con sitagliptin 100 mg unavolta al giorno rispetto ai singoli componenti, uno studio controllato con placebo su ertugliflozin 5 mg o 15 mg come terapia aggiuntiva a sitagliptin 100 mg e metformina una volta al giorno, e uno studio controllato con placebo sulla terapia iniziale con ertugliflozin 5 mg o 15mg una volta al giorno in associazione con sitagliptin 100 mg una volta al giorno (vedere paragrafo 5.1). L’incidenza e la tipologia di reazioni avverse in questi tre studi sono risultate simili alle reazioni avverse osservate con ertugliflozin e sono descritte di seguito nella Tabella 1. Non vi sono state reazioni avverse aggiuntive identificate in questi tre studi in cui era incluso sitagliptin rispetto ai tre studi controllati con placebo su ertugliflozin (vedere di seguito). Ertugliflozin La sicurezza e la tollerabilita’ di ertugliflozin sono state valutate in 7 studi controllati con placebo o comparatore attivo su untotale di 3.409 pazienti con diabete mellito di tipo 2 trattati con ertugliflozin 5 mg o 15 mg. Inoltre, la sicurezza e la tollerabilita’ di ertugliflozin in pazienti con diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata sono state valutate nello studio VERTIS CV (vedere paragrafo 5.1) su un totale di 5.493 pazienti trattati con ertugliflozin 5 mg o 15 mg e una durata media dell’esposizione di 2,9 anni. Studi controllati con placebo La valutazione primaria della sicurezza e’ stata condotta su tre studi clinici della durata di 26 settimane controllati con placebo. Ertugliflozin e’ stato usato come monoterapia in uno studio e come terapia aggiuntiva in due studi (vedere paragrafo 5.1). Questi dati riflettono l’esposizione di 1.029 pazienti a ertugliflozin con una durata media dell’esposizione di circa 25 settimane. I pazienti hanno ricevuto ertugliflozin 5 mg (N = 519), ertugliflozin 15 mg (N = 510) o placebo (N = 515) una volta al giorno. Le reazioni avverse segnalate piu’ comunemente nel programma clinico sono state infezioni micotiche vulvovaginali e altre infezioni micotiche dei genitali femminili. Chetoacidosi diabetica grave si e’ verificata raramente. Vedere “Descrizione di reazioni avverse selezionate” per le frequenze e vedere paragrafo 4.4. Sitagliptin Sono state segnalate reazioni avverse gravi tra cui pancreatite e reazioni di ipersensibilita’. E’ stata segnalata ipoglicemia in associazione con sulfanilurea (4,7%-13,8%) e insulina (9,6%) (vedere paragrafo 4.4). Tabella delle reazioniavverse Le reazioni avverse elencate di seguito sono riportate secondo la frequenza e la classificazione per sistemi e organi (SOC). Le categorie di frequenza sono definite in base alla seguente convenzione: molto comune (>= 1/10), comune (>= 1/100, < 1/10), non comune (>= 1/1.000, < 1/100), raro (>= 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse da studi clinici controllati con placebo e comparatore attivo e dall’esperienza post-marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezione micotica vulvovaginale e altre infezioni micotiche dei genitali femminili*,?,1, infezioni del tratto urinario^?,1; comune: balanite da candida e altre infezioni micotiche deigenitali maschili*,?,1; non nota: fascite necrotizzante del perineo (gangrena di fournier)*. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: trombocitopenia^2. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: reazioni di ipersensibilita’ incluse le risposte anafilattiche*,a,2. Disturbidel metabolismo e della nutrizione. Comune: ipoglicemia*,?,1,2; raro:chetoacidosi diabetica*,?,1. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea^2; non comune: capogiri^2. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: malattia polmonare interstiziale^a,2. Patologie gastrointestinali. Non comune: stipsi^2, non nota: vomito^a,2, pancreatite acuta^a,*,b,2, pancreatite emorragica e necrotizzante fatale enon fatale^*,a,2. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito^a,2; non nota: angioedema^a,*,2, eruzione cutanea^a,*,2, orticaria^a,*,2, vasculite cutanea^a,*,2, patologie esfoliative della cute inclusa sindrome di stevens-johnson^a,*,2, pemfigoide bolloso^a,*,2. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non nota: artralgia^a,2, mialgia^a,2, dolore dorsale^a,2, artropatia^a,2. Patologie vascolari. Comune: deplezione volemica^*,?,1. Patologie renali e urinarie. Comune: minzione aumentata^?,1; non comune: disuria^1, aumento della creatininemia/riduzione della velocita’ di filtrazione glomerulare^?,1; non nota: funzionalita’ renale danneggiata^a,2, insufficienza renale acuta^a,2. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Comune: prurito vulvovaginale^1. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: sete^?,1. Esami diagnostici. Comune: variazione dei valori dei lipidi sierici,1, aumento dell’emoglobina^**1, aumento dell’azotemia (bun, blood urea nitrogen)^,1. ^1 Reazione avversa con ertugliflozin. ^2 Reazione avversa con sitagliptin. * Vedere paragrafo 4.4. ^(*) Vedere i sottoparagrafi di seguito per ulteriori informazioni. ^? Include: pollachiuria, urgenza minzionale, poliuria, aumento della diuresi e nicturia. ^? Include: sete e polidipsia. ^? Le variazioni percentuali medie dal basale per ertugliflozin 5 mg e 15 mg vs. placebo sono state, rispettivamente, C-LDL 5,8% e 8,4% vs. 3,2%; colesterolo totale 2,8% e 5,7% vs. 1,1%; per C-HDL 6,2% e 7,6% vs. 1,9%. Le variazioni percentuali medianedal basale per ertugliflozin 5 mg e 15 mg vs. placebo sono state, rispettivamente, trigliceridi -3,9% e -1,7% vs. 4,5%. ** La percentuale dei soggetti con almeno 1 aumento dell’emoglobina > 2,0 g/dL e’ stata piu’ elevata nei gruppi ertugliflozin 5 mg e 15 mg (rispettivamente 4,7% e 4,1%) rispetto al gruppo placebo (0,6%). ^** La percentuale di soggetti che ha manifestato un aumento dei valori di BUN >= 50% e un valore > il limite superiore dei valori normali (ULN) e’ stata numericamente piu’ elevata nel gruppo ertugliflozin 5 mg e piu’ elevata nel gruppo 15 mg (rispettivamente 7,9% e 9,8%) rispetto al gruppo placebo (5,1%). ^a Reazioni avverse che sono state identificate nella sorveglianza successiva all’immissione in commercio. ^b Vedere Studio sugli esiti cardiovascolari di Sitagliptin (TECOS) di seguito.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non sono disponibili dati sull’uso di Steglujan in donne in gravidanza. Ci sono dati limitati sull’uso di ertugliflozin in donne in gravidanza. In base ai risultati ottenuti negli studi su animali,ertugliflozin puo’ influenzare lo sviluppo e la maturazione renale (vedere paragrafo 5.3). Pertanto, Steglujan non deve essere usato durante la gravidanza. Allattamento: non sono disponibili informazioni sullapresenza di Steglujan o dei singoli componenti nel latte umano, suglieffetti nel lattante allattato con latte materno o sulla produzione di latte. Non sono stati condotti studi sull’allattamento negli animalicon i componenti in associazione fissa di Steglujan. Nel ratto ertugliflozin e sitagliptin sono presenti nel latte durante l’allattamento. Ertugliflozin ha causato effetti sulla prole allattata. Sono stati osservati effetti farmacologicamente mediati su ratti giovani trattati con ertugliflozin (vedere paragrafo 5.3). Poiche’ nell’uomo la maturazione renale avviene nell’utero e durante i primi 2 anni di vita, quando e’ possibile che il lattante sia esposto al latte materno, non e’ possibile escludere un rischio per i neonati/lattanti. Steglujan non deve essere usato durante l’allattamento. Fertilita’: l’effetto di Steglujan sulla fertilita’ non e’ stato studiato nell’uomo. Negli studi su animali non sono stati osservati effetti di ertugliflozin o sitagliptin sulla fertilita’ (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

BLISTER