STRENSIQ 12FL 0,8ML 100MG/ML

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DENOMINAZIONE

STRENSIQ SOLUZIONE INIETTABILE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio’ permettera’ la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e’ richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalita’ di segnalazione delle reazioni avverse.)

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Altri preparati per il tratto digerente e il metabolismo, enzimi.

PRINCIPI ATTIVI

Strensiq 40 mg/ml soluzione iniettabile: ogni ml di soluzione contiene 40 mg di asfotase alfa*; ogni flaconcino contiene 0,3 ml di soluzione e 12 mg di asfotase alfa (40 mg/ml); ogni flaconcino contiene 0,45 ml di soluzione e 18 mg di asfotase alfa (40 mg/ml); ogni flaconcino contiene 0,7 ml di soluzione e 28 mg di asfotase alfa (40 mg/ml); ogni flaconcino contiene 1,0 ml di soluzione e 40 mg di asfotase alfa (40 mg/ml). Strensiq 100 mg/ml soluzione iniettabile: ogni ml di soluzione contiene 100 mg di asfotase alfa*; ogni flaconcino contiene 0,8 ml di soluzione e 80 mg di asfotase alfa (100 mg/ml). *prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante utilizzando colture cellulari di ovaio di criceto cinese (CHO). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Sodio cloruro, sodio fosfato bibasico eptaidrato, sodio fosfato monobasico monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Strensiq e’ indicato per la terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine in pazienti con ipofosfatasia ad esordio pediatrico, per il trattamento delle manifestazioni ossee della malattia (vedere paragrafo 5.1).

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ severa o potenzialmente letale al principio attivo oad uno qualsiasi degli eccipienti se l’ipersensibilita’ non e’ controllabile (vedere paragrafo 4.4).

POSOLOGIA

Il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nella gestione dei pazienti con patologie metaboliche o ossee. Posologia: 18 anni sono limitati. Anziani: non vi sono evidenze di speciali precauzioni in caso di somministrazione di Strensiq a pazienti anziani. Modo di somministrazione: Strensiq e’ solo per uso sottocutaneo. Non e’ destinato all’iniezione endovenosa o intramuscolare. Il volume massimo di medicinale per ogni iniezione non deve superare 1 ml. Se e’ richiesto piu’ di 1 ml, possono essere somministrate piu’ iniezioni contemporaneamente. Strensiq deve essere somministrato utilizzando siringhe e aghi per iniezione sterili monouso. Le siringhe devono essere di volume sufficientemente piccolo da consentire di prelevare dal flaconcino la dose prescritta conragionevole accuratezza. I siti d’iniezione devono essere alternati eattentamente monitorati per rilevare segni di potenziali reazioni (vedere paragrafo 4.4). I pazienti possono praticare l’autoiniezione solose sono stati adeguatamente istruiti sulle procedure di somministrazione. Per la manipolazione del medicinale prima della somministrazione,vedere paragrafo 6.6.

CONSERVAZIONE

Conservare in frigorifero (2 gradi C. – 8 gradi C.). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione prima della somministrazione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

AVVERTENZE

Ipersensibilita’: reazioni di ipersensibilita’, inclusi segni e sintomi coerenti con anafilassi, sono state segnalate in pazienti trattati con asfotase alfa (vedere paragrafo 4.8). Questi sintomi comprendevanodifficolta’ di respirazione, sensazione di soffocamento, nausea, edema periorbitale e capogiri. Le reazioni si sono verificate entro qualche minuto dalla somministrazione sottocutanea di Strensiq e possono manifestarsi nei pazienti in trattamento da piu’ di un anno. Altre reazioni di ipersensibilita’ comprendevano vomito, febbre, cefalea, vampate,irritabilita’, brividi, eritema cutaneo, rash, prurito e ipoestesia orale. Se si verificano tali reazioni, si raccomanda di interrompere immediatamente il trattamento e di istituire un trattamento medico appropriato. Devono essere osservati gli attuali standard medici per il trattamento di emergenza. Si devono considerare i rischi e benefici dellari-somministrazione di Strensiq nei singoli pazienti dopo una reazione severa, tenendo conto di altri fattori che possono contribuire al rischio di insorgenza di una reazione di ipersensibilita’, quali infezione concomitante e/o uso di antibiotici. Se si decide di risomministrare il prodotto, il re-challenge deve essere eseguito sotto supervisionemedica, considerando l’eventuale impiego di una premedicazione adeguata. I pazienti devono essere monitorati per rilevare la ricomparsa di segni e sintomi di una reazione di ipersensibilita’ severa. La necessita’ di supervisione per le somministrazioni successive e di un trattamento di emergenza per l’assistenza domiciliare deve essere a discrezione del medico. Ipersensibilita’ severa o potenzialmente letale e’ una controindicazione al re-challenge, se l’ipersensibilita’ non e’ controllabile (vedere paragrafo 4.3). Reazione all’iniezione: la somministrazione di asfotase alfa puo’ provocare reazioni locali in sede di iniezione (inclusi, ma a titolo non esaustivo, eritema, rash, alterazione del colore della cute, prurito, dolore, papule, noduli, atrofia), definite come qualsiasi evento avverso correlato, che si verifichi durante l’iniezione o entro la fine del giorno dell’iniezione (vedere paragrafo 4.8). La rotazione dei siti d’iniezione e’ solitamente d’aiuto nellagestione efficace di queste reazioni. In genere queste reazioni sono state valutate come non gravi, di severita’ lieve-moderata e si sono risolte da sole. La somministrazione di Strensiq deve essere interrottanel caso in cui il paziente manifesti reazioni severe all’iniezione edeve essere istituita una terapia medica appropriata. Craniosinostosi: negli studi clinici su asfotase alfa, eventi avversi inquadrabili come craniosinostosi (associata a un aumento della pressione intracranica), compreso il peggioramento di una craniosinostosi preesistente, sono stati riferiti in pazienti affetti da ipofosfatasia di eta’ < 5 anni. Non vi sono dati sufficienti per stabilire una relazione causale fral’esposizione a Strensiq e la progressione della craniosinostosi. La craniosinostosi come manifestazione dell’ipofosfatasia e’ documentata nella letteratura medica e si e’ verificata nel 61,3% dei pazienti, tra la nascita e i 5 anni di eta’, in uno studio sulla storia naturale di pazienti con ipofosfatasia a esordio infantile non trattati. La craniosinostosi puo’ provocare un aumento della pressione intracranica. Ilmonitoraggio periodico (incluso l’esame del fondo oculare per rilevare segni di papilledema) e un intervento tempestivo in caso di aumento della pressione intracranica sono raccomandati nei pazienti con ipofosfatasia di eta’ inferiore a 5 anni. Calcificazione ectopica: negli studi clinici su asfotase alfa, sono state riferite calcificazioni intraoculari (congiuntivale e corneale) e nefrocalcinosi nei pazienti con ipofosfatasia. Non vi sono dati sufficienti per stabilire una relazione causale fra l’esposizione a Strensiq e la calcificazione ectopica. Le calcificazioni intraoculari (congiuntivale e corneale) e la nefrocalcinosi, come manifestazioni dell’ipofosfatasia, sono documentate nella letteratura medica. La nefrocalcinosi si e’ verificata nel 51,6% dei pazienti, tra la nascita e i 5 anni di eta’, in uno studio sulla storia naturale di pazienti con ipofosfatasia a esordio infantile non trattati. Nei pazienti con ipofosfatasia si raccomanda di eseguire periodicamente esami oftalmologici ed ecografie renali. Livelli sierici di ormone paratiroideo e calcio: la concentrazione sierica di ormone paratiroideo puo’ aumentare nei pazienti affetti da ipofosfatasia trattati con asfotase alfa, in particolare durante le prime 12 settimane di terapia. Si raccomanda di monitorare i livelli sierici di ormone paratiroideoe calcio nei pazienti trattati con asfotase alfa. Puo’ essere necessaria la somministrazione di integratori di calcio e di vitamina D orale. Vedere paragrafo 5.1. Aumento ponderale sproporzionato: i pazienti possono manifestare un aumento di peso sproporzionato. Si raccomanda lasupervisione della dieta. Eccipienti: questo medicinale contiene menodi 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioe’ essenzialmente ‘senza sodio’.

INTERAZIONI

Non sono stati effettuati studi d’interazione con asfotase alfa. Sulla base della sua struttura e della farmacocinetica, e’ improbabile cheasfotase alfa influisca sul metabolismo mediato dal citocromo P-450. Asfotase alfa contiene un dominio catalitico della fosfatasi alcalina (ALP) non tessuto-specifica. La somministrazione di asfotase alfa interferisce con la misurazione di routine della ALP sierica effettuata dai laboratori di analisi, determinando valori di attivita’ della ALP sierica di diverse migliaia di unita’ per litro. I risultati dell’attivita’ di asfotase alfa non devono essere interpretati come misura ugualea quella dell’attivita’ della ALP sierica, a causa delle differenze nelle caratteristiche degli enzimi. ALP e’ utilizzata come reagente di rilevamento in molti test di laboratorio di routine. In caso di presenza di asfotase alfa nei campioni clinici di laboratorio, possono essere riportati valori anomali. Il medico deve informare il laboratorio dianalisi che il paziente viene trattato con medicinali che influisconosui livelli della ALP. Test alternativi (ossia che non utilizzano un sistema reporter coniugato con la ALP) possono essere considerati nei pazienti trattati con Strensiq.

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ comunemente osservate sono state reazioni nella sede di iniezione e reazioni avverse associate all’iniezione. La maggior parte di queste reazioni era non grave, di lieve-moderata intensita’. Reazioni gravi associate all’iniezione sono state segnalate in 2 pazienti, senza interruzione deltrattamento con asfotase alfa: 1 paziente con ipofosfatasia a esordioinfantile ha riferito febbre e brividi e 1 paziente con ipofosfatasiaa esordio giovanile ha riferito ipoestesia orale, dolore alle estremita’, brividi e cefalea. Elenco delle reazioni avverse: riporta le reazioni avverse osservate negli studi clinici. Le reazioni avverse con asfotase alfa sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi e per termine preferito, utilizzando la convenzione MedDRA sulla frequenza molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, <1/10), non comune (>=1/1.000, <1/100), raro (>=1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000)e non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei datidisponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravita’. Reazioni avverse segnalate negli studi clinici nei pazienti con ipofosfatasia (eta’ da 1 giorno a 66 anni). Disturbi del sistema immunitario. Comune: reazioni anafilattoidi, ipersensibilit?2. Infezioni ed infestazioni. Comune: cellulite in sede di iniezione. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: aumentata tendenza all’ecchimosi. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea. Patologie vascolari. Comune: vampate di calore. Patologie gastrointestinali. Comune: ipoestesia orale, nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: eritema; comune: lipoipertrofia, cutis laxa, alterazione del colore della cute inclusa ipopigmentazione, patologia della cute (cute tesa). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Moltocomune: dolore alle estremit?; comune: mialgia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: reazioni in sede di iniezione1, piressia, irritabilit?; comune: brividi. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Molto comune:contusioni; comune: cicatrice. ^1 I termini preferiti considerati come reazioni in sede di iniezione sono presentati nel paragrafo seguente. ^2 I termini preferiti considerati come ipersensibilita’ sono presentati nel paragrafo seguente. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Reazioni in sede di iniezione: le reazioni nella sede di iniezione(inclusi eritema, alterazione del colore della cute, dolore, prurito,macule, gonfiore, lividi, ipertrofia, indurimento, reazione, atrofia,noduli, rash, papule, ematoma, infiammazione, reazione orticarioide, calore, emorragia, cellulite e massa) sono le reazioni avverse piu’ comuni, osservate in circa il 73% dei pazienti negli studi clinici. La frequenza delle reazioni nella sede di iniezione e’ stata piu’ elevata nei pazienti con ipofosfatasia a esordio giovanile e nei pazienti trattati con iniezioni 6 volte/settimana (rispetto a 3 volte/settimana). La maggior parte delle reazioni nella sede di iniezione e’ stata lieve e autolimitante e nessuna e’ stata segnalata come evento avverso grave. Due pazienti hanno manifestato reazioni nella sede di iniezione che hanno portato a una riduzione della dose di asfotase alfa. Un pazientetrattato negli studi clinici ha manifestato una reazione severa nellasede di iniezione (alterazione del colore della cute nella sede di iniezione), che ha portato all’interruzione del trattamento. Ipersensibilita’: le reazioni di ipersensibilita’ comprendono eritema/rossore, piressia/febbre, irritabilita’, nausea, dolore, brividi febbrili/brividi, ipoestesia orale, cefalea, vampate e segni e sintomi coerenti con anafilassi (vedere paragrafo 4.4). Immunogenicita’: esiste un potenzialeimmunogenico. Tra 69 pazienti affetti da ipofosfatasia arruolati negli studi clinici e di cui erano disponibili i dati post-basale, 56 (81,2%) sono risultati positivi agli anticorpi anti-farmaco in alcuni punti di rilevazione temporale dopo la somministrazione del trattamento con Strensiq. Tra questi 56 pazienti, 25 (44,6%) evidenziavano inoltre la presenza di anticorpi neutralizzanti. La risposta anticorpale (con osenza presenza di anticorpi neutralizzanti) era di natura variabile nel tempo. Negli studi clinici non e’ stato dimostrato un effetto dellosviluppo di anticorpi sull’efficacia clinica o sulla sicurezza (vedere paragrafo 5.2). I dati derivati da casi post-marketing suggeriscono che lo sviluppo di anticorpi puo’ influire sull’efficacia clinica. Negli studi clinici non e’ stata osservata una correlazione tra eventi avversi e la presenza degli anticorpi. Inoltre, i pazienti che risultavano positivi agli anticorpi non hanno evidenziato segni di ipersensibilita’ in seguito alla somministrazione sottocutanea di asfotase alfa. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale e’ importante, in quanto permette un monitoraggio continuo delrapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e’richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite ilsistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Gravidanza: non vi sono dati riguardanti l’uso di asfotase alfa in donne in gravidanza. Dopo la somministrazione sottocutanea ripetuta in femmine di topo gravide nell’intervallo di dosaggio terapeutico (> 0,5 mg/kg), livelli di asfotase alfa erano quantificabili nel feto a tuttele dosi testate, suggerendo il trasporto placentare di questa sostanza. Gli studi sugli animali non sono sufficienti a dimostrare la tossicita’ riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Asfotase alfa non e’ raccomandato durante la gravidanza e in donne in eta’ fertile che non usano misure contraccettive. Allattamento: esistono informazioni insufficienti sull’escrezione di asfotase alfa nel latte materno. Il rischio per ineonati/lattanti non puo’ essere escluso. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con asfotase alfa. Fertilita’: sono stati condotti studi preclinici sulla fertilita’, che non hanno evidenziato alcun effetto sulla fertilita’ e sullo sviluppo embriofetale.

Forma farmaceutica

SOLUZIONE INIETTABILE

Scadenza

24 MESI

Confezionamento

FLACONE