TAGRISSO 30CPR RIV 40MG

SKU: 44729010 Category:

DENOMINAZIONE

TAGRISSO COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Agenti antineoplastici, inibitore della proteina chinasi.

PRINCIPI ATTIVI

Tagrisso 40 mg compresse: ogni compressa contiene 40 mg di osimertinib (come mesilato). Tagrisso 80 mg compresse: ogni compressa contiene 80 mg di osimertinib (come mesilato). Eccipiente con effetti noti. Tagrisso 40 mg compresse: ogni compressa contiene 0,3 mg di sodio. Tagrisso 80 mg compresse: ogni compressa contiene 0,6 mg di sodio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI

Nucleo della compressa: mannitolo, cellulosa microcristallina, idrossipropilcellulosa a basso grado di sostituzione, sodio stearil fumarato. Rivestimento della compressa: polivinile alcool, titanio diossido (E171), macrogol 3350, talco, ferro ossido giallo (E 172), ferro ossidorosso (E 172), ferro ossido nero (E 172).

INDICAZIONI

Tagrisso in monoterapia e’ indicato per: il trattamento adiuvante dopo resezione completa del tumore in pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer-NSCLC) in stadio IB-IIIA il cui tumore presenta delezioni dell’esone 19 o mutazione sostitutiva dell’esone 21 (L858R) del recettore per il fattore di crescita epidermico (epidermal growth factor receptor- EGFR) (vedere paragrafo 5.1); il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazioni attivanti EGFR; il trattamento dei pazienti adulti con NSCLC localmente avanzato o metastatico positivo per la mutazione T790M di EGFR.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; l’erba di San Giovanni non deve essere usata in concomitanza a Tagrisso (vedere paragrafo 4.5).

POSOLOGIA

Il trattamento con Tagrisso deve essere iniziato sotto il controllo di un medico esperto nell’uso di terapie antitumorali. Quando si prendein considerazione l’impiego di Tagrisso, deve essere determinato lo stato di mutazione dell’EGFR (in campioni tumorali per il trattamento adiuvante e in campioni tumorali o plasmatici per il setting localmenteavanzato o metastatico) usando un metodo di analisi validato (vedere paragrafo 4.4). Posologia: la dose raccomandata di osimertinib e’ 80 mg una volta al giorno. I pazienti nel setting adiuvante devono ricevere il trattamento fino a recidiva della malattia o a tossicita’ inaccettabile. La durata del trattamento per piu’ di 3 anni non e’ stata studiata. I pazienti con carcinoma polmonare localmente avanzato o metastatico devono ricevere il trattamento fino a progressione della malattiao a tossicita’ inaccettabile. Se viene dimenticata una dose di Tagrisso, questa deve essere assunta per rimediare a tale dimenticanza, a meno che la dose successiva debba essere assunta entro 12 ore. Tagrisso puo’ essere assunto in concomitanza o meno dei pasti alla stessa ora ogni giorno. Aggiustamenti della dose: puo’ essere necessario interrompere il trattamento e/o ridurre la dose in base al profilo di sicurezzae tollerabilita’ individuale. Se e’ necessario diminuire la dose, tale dose deve essere ridotta a 40 mg una volta al giorno. Le linee guidaper la riduzione della dose in caso di comparsa di reazioni avverse per tossicita’ sono riportate di seguito. Modifiche di dose raccomandate per Tagrisso. Organo bersaglio: polmonare ^b. Reazione avversa ^a: ILD/polmonite. Modifica della dose: interrompere il trattamento con Tagrisso (vedere paragrafo 4.4). Organo bersaglio: cardiaco ^b. Reazione avversa ^a: intervallo QTc superiore a 500 msec in almeno 2 ECG separati. Modifica della dose: sospendere il trattamento con Tagrisso finche’ l’intervallo QTc non e’ inferiore a 481 msec o fino al ritorno al valore basale, se QTc basale e’ pari o superiore a 481 msec, poi riprendere il trattamento con una dose ridotta (40 mg). Reazione avversa ^a: prolungamento dell’intervallo QTc con segni/sintomi di aritmia grave. Modifica della dose: interrompere definitivamente il trattamento con Tagrisso. Organo bersaglio: cutaneo ^b. Reazione avversa ^a: sindrome di Stevens-Johnson. Modifica della dose: interrompere definitivamente il trattamento con Tagrisso. Organo bersaglio: sistema emolinfopoietico^b. Reazione avversa ^a: anemia aplastica. Modifica della dose: interrompere definitivamente il trattamento con Tagrisso. Organo bersaglio:altro. Reazione avversa ^a: reazione avversa di grado 3 o superiore. Modifica della dose: sospendere il trattamento con Tagrisso per 3 settimane al massimo. Reazione avversa ^a: se la reazione avversa di grado3 o superiore migliora al grado 0-2 dopo la sospensione del trattamento con Tagrisso per 3 settimane al massimo. Modifica della dose: il trattamento con Tagrisso puo’ essere ripreso alla stessa dose (80 mg) o a una dose piu’ bassa (40 mg). Reazione avversa ^a: reazione avversa di grado 3 o superiore, che non migliora al grado 0-2 dopo la sospensione del trattamento per 3 settimane al massimo. Modifica della dose: interrompere definitivamente il trattamento con Tagrisso. ^a Nota: intensita’ degli eventi avversi clinici classificata in base a criteri comuni di terminologia per eventi avversi (Common Terminology Criteria forAdverse Events, CTCAE) versione 4.0, stabiliti dal National Cancer Institute (NCI). ^b Fare riferimento al paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego per ulteriori dettagli. ECG: elettrocardiogrammi; QTc: intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca. Popolazioni speciali: non e’ necessario effettuare alcun aggiustamento della dose in base all’eta’, al peso corporeo, al sesso, all’etnia e allo stato relativo al fumo di sigaretta del paziente (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica: sulla base degli studi clinici condotti, non e’necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (Child Pugh A) o compromissione epatica moderata (Child Pugh B). Allo stesso modo, sulla base dell’analisi farmacocinetica sulla popolazione, non e’ raccomandato alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale <= limite superiore della norma (ULN) e valore di aspartato transaminasi (AST) > ULN o bilirubina totale > 1,0 fino a 1,5x ULN e qualsiasi valore di AST) o compromissione epatica moderata (bilirubina totale fra 1,5 e 3 volte l’ULN e qualsiasi valore di AST). La sicurezza e l’efficacia di questo medicinale non sono state stabilite nei pazienti con compromissione epatica di entita’ severa. Finche’ non saranno disponibili ulteriori dati, l’uso di questo medicinale non e’ raccomandato nei pazienti con compromissione epatica severa (vedere paragrafo 5.2). Compromissione renale: sulla base degli studi clinici e dell’analisi farmacocinetica sulla popolazione, non sono necessari aggiustamenti di dose nei pazienti con compromissione renale lieve, moderata o severa. La sicurezza e l’efficacia di questo medicinale non sono state stabilite neipazienti con malattia renale allo stadio terminale [clearance della creatinina (CLcr) meno di 15 mL/min, calcolata in base all’equazione diCockcroft-Gault], o in dialisi. Si deve esercitare cautela quando si trattano i pazienti affetti da compromissione renale severa e allo stadio terminale (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: la sicurezza e l’efficacia di Tagrisso nei bambini o negli adolescenti di eta’inferiore a 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono datidisponibili. Modo di somministrazione: medicinale per uso orale. La compressa deve essere deglutita intera con acqua e non deve essere frantumata, divisa o masticata. Se il paziente non e’ in grado di deglutire la compressa, la compressa puo’ essere prima dispersa in 50 mL di acqua non gassata. La compressa deve essere messa nell’acqua, senza frantumarla, deve essere mescolata fino a dispersione e bevuta immediatamente. Si deve aggiungere un altro mezzo bicchiere di acqua per assicurarsi che non rimanga alcun residuo e poi bere immediatamente. Non devono essere aggiunti altri liquidi. Se e’ richiesta la somministrazione tramite sondino nasogastrico, si deve seguire la stessa procedura riportata sopra, ma usando volumi di 15 mL per la dispersione iniziale e 15mL per i risciacqui del residuo. I 30 mL di liquido devono essere somministrati seguendo le istruzioni del produttore del sondino nasogastrico con appropriati lavaggi con acqua. La dispersione e i residui devono essere somministrati entro 30 minuti dall’aggiunta delle compresse nell’acqua.

CONSERVAZIONE

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

AVVERTENZE

Valutazione dello stato di mutazione dell’EGFR: quando si prende in considerazione l’impiego di Tagrisso come trattamento adiuvante dopo resezione completa del tumore in pazienti con NSCLC, e’ importante che lo stato positivo di mutazione EGFR (delezioni dell’esone 19 (Ex19del) o mutazione sostitutiva dell’esone 21 L858R (L858R)) indichi l’eleggibilita’ al trattamento. Un test validato deve essere eseguito in un laboratorio clinico utilizzando DNA di tessuto tumorale ottenuto da campione bioptico o chirurgico. Quando si prende in considerazione l’impiego di Tagrisso come trattamento per NSCLC localmente avanzato o metastatico, e’ importante determinare lo stato positivo di mutazione dell’EGFR. Un test validato deve essere eseguito utilizzando DNA tumorale ricavato da un campione tissutale o DNA tumorale circolante (ctDNA) ottenuto da un campione di plasma. La determinazione positiva dello stato di mutazione di EGFR (mutazioni attivanti EGFR per il trattamento di prima linea o mutazioni T790M in seguito a progressione durante o dopo la terapia con EGFR TKI) utilizzando un test su tessuto o plasma, indica l’eleggibilita’ per il trattamento con Tagrisso. Tuttavia, se si usaun campione di plasma per eseguire la ricerca della mutazione sul ctDNA e il risultato e’ negativo, e’ consigliabile eseguire anche un testtissutale, laddove possibile, a causa del potenziale di risultati falsi negativi che si possono ottenere con un test basato sul plasma. Si devono usare soltanto test sensibili, attendibili e robusti che abbiano un’affidabilita’ comprovata per la determinazione dello stato di mutazione di EGFR nel DNA tumorale. Malattia Polmonare Interstiziale (Interstitial Lung Disease-ILD) Nell’ambito di studi clinici e’ stata osservata l’insorgenza della ILD o di reazioni avverse simil-ILD (es. polmonite) severe, pericolose per la vita o ad esito fatale in pazienti trattati con Tagrisso. La maggior parte dei casi e’ migliorata o si e’ risolta in seguito all’interruzione del trattamento. I pazienti con un’anamnesi medica pregressa positiva per ILD, ILD indotta da farmaci, polmonite da radiazione che hanno richiesto un trattamento con steroidi o con evidenze di ILD clinicamente attiva sono stati esclusi dagli studi clinici (vedere paragrafo 4.8). ILD o reazioni avverse simil-ILD sono state riportate nel 3,7% dei 1.479 pazienti che hanno ricevuto Tagrisso negli studi ADAURA, FLAURA e AURA. Nel setting localmente avanzato o metastatico sono stati segnalati cinque casi ad esito fatale. Nel setting adiuvante nessun caso ad esito fatale e’ stato segnalato. L’incidenza di ILD e’ stata di 10,9% nei pazienti di etnia giapponese, 1,6% nei pazienti di etnia asiatica e 2,5% nei pazienti non asiatici (vedere paragrafo 4.8). Deve essere effettuata un’attenta valutazione di tutti i pazienti con insorgenza acuta e/o inspiegabile peggioramento dei sintomi polmonari (dispnea, tosse, febbre) per escludere ILD. Il trattamento con questo medicinale deve essere interrotto durante le indagini su questi sintomi. Se e’ diagnosticata ILD, il trattamento con Tagrisso deve essere interrotto e se necessario deve essere intrapreso untrattamento appropriato. La reintroduzione di Tagrisso deve essere considerata solo dopo una attenta analisi del rischio e dei benefici peril paziente. Sindrome di Stevens-Johnson (Stevens-Johnson syndrome-SJS): in associazione al trattamento con Tagrisso, sono stati segnalati rari casi di SJS. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati relativamente ai segni e ai sintomi della SJS. Se compaiono segni e sintomi indicativi della SJS, Tagrisso deve essere sospeso o interrotto immediatamente. Prolungamento dell’intervallo QTc: inpazienti trattati con Tagrisso si verifica il prolungamento dell’intervallo QTc. Il prolungamento dell’intervallo QTc puo’ comportare un rischio maggiore di tachiaritmie ventricolari (es. torsione di punta) o morte improvvisa. Non sono stati riportati eventi aritmici nell’ambitodegli studi ADAURA, FLAURA o AURA (vedere paragrafo 4.8). I pazienti con alterazioni clinicamente rilevanti del ritmo e della conduzione, secondo quanto rilevato all’elettrocardiogramma a riposo (ECG) (es. intervallo QTc superiore a 470 msec), sono stati esclusi da questi studi (vedere paragrafo 4.8). Quando possibile, l’impiego di osimertinib neipazienti con sindrome congenita del QT lungo deve essere evitato. Deve essere considerato un monitoraggio periodico con elettrocardiogrammi(ECG) e il controllo degli elettroliti nei pazienti con insufficienzacardiaca congestizia, alterazioni elettrolitiche o nei pazienti che stanno assumendo medicinali che sono noti per prolungare l’intervallo QTc. Il trattamento deve essere sospeso nei pazienti che sviluppano un intervallo QTc superiore a 500 msec in almeno 2 ECG separati, finche’ l’intervallo QTc non e’ inferiore a 481 msec o fino al ritorno al valore basale se l’intervallo QTc e’ pari o superiore a 481 msec, poi si puo’ riprendere il trattamento con Tagrisso a una dose ridotta come descritto nell’elenco precedente. Il trattamento con osimertinib deve essere definitivamente interrotto nei pazienti che manifestano un prolungamento dell’intervallo QTc in concomitanza a uno qualsiasi dei seguenti eventi: torsione di punta, tachicardia ventricolare polimorfa, segni/sintomi di aritmia grave. Modifiche nella contrattilita’ cardiaca: negli studi clinici, la frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) diminuisce in misura maggiore o uguale a 10 punti percentuali ed unariduzione a meno del 50% si e’ verificata nel 3,2% (40/1 233) dei pazienti trattati con Tagrisso che avevano avuto una valutazione della LVEF al basale seguita da almeno un follow-up. Nei pazienti con fattori di rischio cardiaco ed in quelli con condizioni che possono influenzare la LVEF, deve essere considerato un monitoraggio cardiaco che includa una valutazione della LVEF al basale e durante il trattamento. Nei pazienti che sviluppano segni/sintomi cardiaci rilevanti durante il trattamento, deve essere preso in considerazione un monitoraggio cardiacoche includa la valutazione della LVEF. In uno studio adiuvante controllato verso placebo (ADAURA), l’1,6% (5/312) dei pazienti trattati conTagrisso e l’1,5% (5/331) dei pazienti trattati con placebo ha manifestato una riduzione della LVEF maggiore o uguale a 10 punti percentuali e una riduzione a meno del 50%. Cheratite La cheratite e’ stata riportata nello 0,7% (n=10) dei 1 479 pazienti trattati con Tagrisso neglistudi ADAURA, FLAURA e AURA. I pazienti che presentano segni e sintomi suggestivi di cheratite, in forma acuta o in peggioramento, quali: infiammazione degli occhi, lacrimazione, fotofobia, vista offuscata, dolore oculare e/o rossore oculare, devono essere prontamente riferiti ad uno specialista in oftalmologia (vedere paragrafo 4.2).

INTERAZIONI

Interazioni farmacocinetiche: induttori potenti di CYP3A4 possono diminuire l’esposizione di osimertinib. Osimertinib puo’ aumentare l’esposizione di substrati della proteina di resistenza del carcinoma mammario (BCRP) e della glicoproteina P (P-gp). Principi attivi che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di osimertinib: studi in vitrohanno dimostrato che il metabolismo di Fase I di osimertinib avviene prevalentemente attraverso CYP3A4 e CYP3A5. In uno studio clinico di farmacocinetica condotto in pazienti, la co-somministrazione con 200 mgdi itraconazolo due volte al giorno (un potente inibitore di CYP3A4),non ha prodotto alcun effetto clinicamente significativo sull’esposizione di osimertinib (area sotto la curva (AUC) aumentata del 24% e Cmax diminuita del 20%). Pertanto, gli inibitori di CYP3A4 probabilmente non influiscono sull’esposizione di osimertinib. Non sono stati identificati ulteriori enzimi catalizzatori. Principi attivi che possono diminuire le concentrazioni plasmatiche di osimertinib: in uno studio clinico di farmacocinetica condotto in pazienti, l’AUC di osimertinib allo stato stazionario e’ stata ridotta del 78% in caso di co-somministrazione di rifampicina (600 mg al giorno per 21 giorni). Analogamente, l’esposizione al metabolita, AZ5104 ha ridotto del 82% l’AUC e del 78% la Cmax. Si raccomanda di evitare l’uso concomitante di induttori forti di CYP3A (es. fenitoina, rifampicina, carbamazepina) e Tagrisso. Induttori moderati del CYP3A4 (es.bosentan, efavirenz, etravirina, modafinil) possono inoltre diminuire l’esposizione a osimertinib e devono essere usati con cautela, o evitati quando possibile. Non ci sono dati clinici disponibili per raccomandare aggiustamenti della dose di Tagrisso. L’uso concomitante dell’erba di san Giovanni e’ controindicato (vedere paragrafo 4.3). Effetto di principi attivi che riducono l’acido gastrico su osimertinib: in uno studio clinico di farmacocinetica, la co-somministrazione di omeprazolo non ha causato alterazioni clinicamente rilevanti delle esposizioni di osimertinib. Gli agenti modificanti il pH gastrico possono essere somministrati in concomitanza con Tagrisso senza alcuna restrizione. Principi attivi le cui concentrazioni plasmatiche possono essere alterate da Tagrisso: sulla base di studi in vitro, osimertinib e’ un inibitore competitivo delle proteine di trasporto BCRP. In uno studio clinico di farmacocinetica, la co-somministrazione di Tagrisso e rosuvastatina (substrato sensibile di BCRP) ha aumentato l’AUC e la Cmax di rosuvastatina del 35% e del 72%, rispettivamente. I pazienti in trattamento con medicinali concomitanti la cui eliminazione dipende da BCRP e con un indice terapeutico stretto devono essere monitorati attentamente per rilevare la comparsa di eventuali segni di variazione della tollerabilita’ a seguito dell’incrementata esposizione del medicinale concomitante, durante il trattamento con Tagrisso (vedere paragrafo 5.2). In uno studio clinico di farmacocinetica, la co-somministrazione di Tagrisso e simvastatina (substrato sensibile di CYP3A4) ha diminuito l’AUC e la Cmax di simvastatina del 9% e del 23%, rispettivamente. Queste variazioni sono esigue e non hanno probabilmente alcuna rilevanza clinica. Interazioni farmacocinetiche clinichecon substrati di CYP3A4 sono improbabili. Un rischio di diminuita esposizione ai contraccettivi ormonali non puo’ essere escluso. In uno studio clinico di interazione del Recettore X del Pregnano (PXR), la co-somministrazione di Tagrisso con fexofenadina (substrato P-gp) ha aumentato l’AUC e la Cmax di fexofenadina del 56% (IC al 90% 35-79) e 76% (IC al 90% 49-108) dopo una dose singola e rispettivamente del 27% (ICal 90% 11-46) e 25% (IC al 90% 6-48) allo stato stazionario. I pazienti in trattamento con medicinali concomitanti la cui eliminazione dipende da P-gp e con un indice terapeutico stretto (es. digossina, dabigatran, aliskiren) devono essere monitorati attentamente per rilevare lacomparsa di eventuali segni di variazione della tollerabilita’ a seguito dell’incrementata esposizione del medicinale concomitante, duranteil trattamento con Tagrisso (vedere paragrafo 5.2).

EFFETTI INDESIDERATI

Riassunto del profilo di sicurezza: studi in pazienti con NSCLC positivo per la mutazione di EGFR I dati sotto descritti riflettono l’esposizione a Tagrisso in 1.479 pazienti con tumore polmonare non a piccolecellule positivo per la mutazione di EGFR. Questi pazienti hanno ricevuto Tagrisso alla dose di 80 mg al giorno in tre studi randomizzati di Fase 3 (ADAURA, adiuvante; FLAURA, prima linea e AURA3, solo secondalinea) due studi a braccio singolo (AURAex e AURA2, seconda linea o successiva) e uno studio di Fase 1 (AURA1, prima linea o successiva) (vedere paragrafo 5.1). Nella maggior parte dei casi, le reazioni avverse erano di grado 1 o 2, in termini di severita’. Le reazioni avverse da farmaco (ADR) segnalate piu’ comunemente sono state diarrea (47%), eruzione cutanea (45%), paronichia (33%), cute secca (32%) e stomatite (24%). Le percentuali delle reazioni avverse di grado 3 e 4, osservatenegli studi, erano pari al 10% e allo 0,1%, rispettivamente. Nei pazienti trattati con Tagrisso 80 mg una volta al giorno, sono state effettuate riduzioni della dose in seguito alla comparsa di reazioni avverse nel 3,4% dei pazienti. Il tasso di interruzione del trattamento a causa di eventi avversi e’ stato pari al 4,8%. I pazienti con una storiamedica di ILD, ILD farmaco-indotta, polmonite da radiazione che richiedeva trattamento con steroidi o qualsiasi evidenza di ILD clinicameneattiva, sono stati esclusi dagli studi clinici. Pazienti con anomalieclinicamente rilevanti nel ritmo e conduzione, come misurato tramite elettrocardiogramma a riposo (ECG) (per es. intervallo QTc superiore a470 msec) sono stati esclusi da questi studi. I pazienti sono stati valutati per LVEF allo screening e successivamente ogni 12 settimane. Elenco delle reazioni avverse: le reazioni avverse sono state assegnateper le categorie di frequenza nell’elenco seguente dove possibile in base all’incidenza di segnalazioni di eventi avversi comparabili in unset di dati aggregato dei 1.479 pazienti con NSCLC, positivi per la mutazione del EGFR, che hanno ricevuto Tagrisso alla dose di 80 mg al giorno negli studi ADAURA, FLAURA, AURA3, AURAex, AURA 2 e AURA1. Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi (SOC) secondo MedDRA. All’interno di ogni classe di sistemi eorgani, le reazioni avverse da farmaco sono classificate in base allafrequenza, con le reazioni piu’ frequenti indicate per prime. All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse da farmaco sono riportate in ordine di gravita’ decrescente. Inoltre, la categoria corrispondente della frequenza per ogni reazione avversa e’ basata sulla convenzione CIOMS III ed e’ definita nel modo seguente: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1.000, <1/100); raro(>=1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non puo’ essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse riportate negli studi ADAURA, FLAURA e AURA ^a. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia aplastica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: appetito ridotto. Patologie dell’occhio. Non comune: cheratite ^c. Patologie cardiache. Non comune: insufficienza cardiaca. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: epistassi, malattia polmonare interstiziale ^d. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea, stomatite ^f. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: eruzione cutanea ^g, paronichia ^h, cute secca ^i, prurito ^j; comune: alopecia, orticaria,eritrodisestesia palmo-plantare; non comune: eritema multiforme ^k, vasculite cutanea ^l; raro: sindrome di Stevens – Johnson ^m. Esami diagnostici (dati basati su risultati di test presentati come variazioni dei gradi CTCAE). Non comune: prolungamento dell’intervallo QTc ^n; comune: creatinfosfochinasi ematica aumentata, frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta ^o,p; molto comune: conta dei leucociti diminuita ^o, conta dei linfociti diminuita ^o, conta delle piastrine diminuita ^o, conta dei neutrofili diminuita ^o; comune: creatinina ematica aumentata ^o. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessutoconnettivo. Raro: miosite. ^a I dati sono aggregati dagli studi ADAURA, FLAURA e AURA (AURA3, AURAex, AURA2 e AURA1); sono riportati soltanto gli eventi osservati nei pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di Tagrisso come trattamento randomizzato. ^b National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse Events, versione 4.0. ^c Include: difetto epiteliale della cornea, erosione della cornea, cheratite, cheratite puntata. ^d Include: malattia polmonare interstiziale, polmonite. ^e Sono stati segnalati 5 eventi CTCAE di grado 5 (ad esitofatale). ^f Include: ulcerazione della bocca, stomatite. ^g Include: acne, dermatite, dermatite acneiforme, eruzione da farmaco, eritema, follicolite, pustole, eruzione cutanea, eruzione cutanea eritematosa, eruzione cutanea follicolare, eruzione cutanea generalizzata, eruzione cutanea maculare, eruzione cutanea maculopapulare, eruzione cutanea papulare, eruzione cutanea pustolosa, eruzione cutanea pruriginosa, eruzione cutanea vescicolare, erosione cutanea. ^h Include: alterazioni del letto ungueale, infezione del letto ungueale, infiammazione del letto ungueale, cambiamento di colore delle unghie, alterazione ungueale, distrofia ungueale, infezione delle unghie, pigmentazione ungueale, striature ungueali, tossicita’ ungueale, onicalgia, onicoclasia, onicolisi, onicomadesi, onicomalacia, paronichia. ^i Include: cute secca, eczema, fissure cutanee, xeroderma, xerosi. ^j Include: prurito della palpebra, prurito, prurito generalizzato. ^k Cinque dei 1.479 pazienti reclutati negli studi ADAURA, AURA e FLAURA hanno riportato eritema multiforme. Sono state ricevute anche segnalazioni di eritema multiforme successive all’immissione in commercio che includono 7 segnalazioni da uno studio di sorveglianza successivo all’immissione in commercio (N=3.578). ^l Frequenza stimata. Il limite superiore dell’IC al 95% per lastima puntuale e’ 3/1.142 (0,3%). ^m E’ stato segnalato un evento in uno studio successivo all’immissione in commercio e la frequenza e’ stata ricavata dagli studi ADAURA, FLAURA, AURA e dallo studio successivo all’immissione in commercio (N=5.057). ^n Rappresenta l’incidenza dei pazienti che hanno avuto un prolungamento dell’intervallo QTcF >500 msec. ^o Rappresenta l’incidenza dei risultati degli esami di laboratorio, non di eventi avversi segnalati. ^p Rappresenta riduzioni maggiori o uguali a 10 punti percentuali e una riduzione a meno del 50%. Descrizione di reazioni avverse selezionate.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Donne in eta’ fertile/Contraccezione negli uomini e nelle donne: le donne in eta’ fertile devono essere informate della necessita’ di prevenire la gravidanza durante il trattamento con Tagrisso. I pazienti devono essere avvertiti di usare un metodo contraccettivo efficace per i seguenti periodi successivi al completamento della terapia con questo medicinale: almeno 2 mesi per le donne e 4 mesi per gli uomini. Non puo’ essere escluso un rischio di diminuita esposizione ai contraccettivi ormonali. Gravidanza: i dati relativi all’uso di osimertinib in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva (embrioletalita’,crescita ridotta dei feti e decesso neonatale, vedere paragrafo 5.3).Sulla base del suo meccanismo d’azione e dei dati preclinici, si ritiene che osimertinib possa causare danni al feto quando somministrato durante la gravidanza. Tagrisso non deve essere usato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con osimertinib. Allattamento: non e’ noto se osimertinib/metaboliti siano escreti nel latte materno. Esistono informazioni insufficienti sull’escrezione di osimertinib/metaboliti nel latte di animali. Tuttavia, osimertinib e i suoi metaboliti sono stati rilevati nei cuccioli lattanti e si e’ verificata una scarsa crescita del cucciolo e una riduzione della sopravvivenza del cucciolo (vedere paragrafo 5.3). Un rischio per i lattanti non puo’ essere escluso. L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Tagrisso. Fertilita’: non esistono dati riguardanti l’effetto di Tagrisso sulla fertilita’ nell’uomo. I risultati degli studi condotti su animali hanno dimostrato che osimertinib ha effetti sugli organi riproduttivi maschili e femminili, e puo’ compromettere la fertilita’ (vedere paragrafo 5.3).

Forma farmaceutica

COMPRESSE RIVESTITE

Scadenza

36 MESI

Confezionamento

BLISTER