DENOMINAZIONE
TEVAGRASTIM SOLUZIONE INIETTABILE/PER INFUSIONE
CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Immunostimolanti, fattori stimolanti le colonie.
PRINCIPI ATTIVI
Ogni mL di soluzione iniettabile/per infusione contiene 60 milioni diunita’ internazionali [MUI] (600 mcg) di filgrastim Tevagrastim 30 MUI/0,5 mL soluzione iniettabile/per infusione. Ogni siringa preriempitacontiene 30 MUI (300 mcg) di filgrastim in 0,5 mL di soluzione iniettabile/per infusione. Tevagrastim 48 MUI/0,8 mL soluzione iniettabile/per infusione Ogni siringa preriempita contiene 48 MUI (480 mcg) di filgrastim in 0,8 mL di soluzione iniettabile/per infusione. Il filgrastim (fattore ricombinante umano metioninico stimolante le colonie granulocitarie) viene prodotto in Escherichia coli K802 con tecnologia del DNA ricombinante. Eccipiente con effetti noti: ogni mL di soluzione contiene 50 mg di sorbitolo. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
ECCIPIENTI
Acido acetico glaciale, sodio idrossido, sorbitolo (E420), polisorbato 80, acqua per preparazioni iniettabili.
INDICAZIONI
Tevagrastim e’ indicato per la riduzione della durata della neutropenia e dell’incidenza di neutropenia febbrile in pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per affezioni maligne (con l’eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche)e per la riduzione della durata della neutropenia in pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo considerati a maggior rischio di neutropenia grave prolungata. La sicurezza e l’efficacia del filgrastim sono simili negli adulti e nei bambini trattati con chemioterapia citotossica. Tevagrastim e’ indicato per lamobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico (PBPC). In pazienti, bambini o adulti, con neutropenia grave congenita, ciclica o idiopatica, con una conta assoluta di neutrofili (CAN) <= 0,5 x10^9 /L, e una storia di infezioni gravi o ricorrenti, una somministrazione a lungo termine di Tevagrastim e’ indicata per incrementare la conta dei neutrofili e per ridurre l’incidenza e la durata delle complicanze correlate all’infezione. Tevagrastim e’ indicato per il trattamento della neutropenia persistente (CAN minore o uguale a 1,0 x 10^9 /L) in pazienti con infezione da HIV avanzata, per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando non siano appropriate altre opzioni per controllare la neutropenia.
CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
POSOLOGIA
La terapia con filgrastim deve essere effettuata solo in collaborazione con centri oncologici con esperienza nel trattamento con il fattorestimolante le colonie granulocitarie (G-CSF) e in ematologia, e dotati delle necessarie attrezzature diagnostiche. Le procedure di mobilizzazione e di aferesi devono essere effettuate in collaborazione con centri ematologici ed oncologici con adeguata esperienza in questo campo,dove il monitoraggio delle cellule progenitrici emopoietiche possa essere correttamente effettuato. Chemioterapia citotossica standard. Posologia: la dose raccomandata di filgrastim e’ di 0,5 MUI (5 mcg)/kg/die. La prima dose di filgrastim deve essere somministrata almeno 24 oredopo la chemioterapia citotossica. Negli studi clinici randomizzati, e’ stata utilizzata per via sottocutanea una dose pari a 23 MUI (230 mcg)/m^2/die (4,0-8,4 mcg/kg/die). La dose giornaliera di filgrastim deve continuare fino a quando l’atteso nadir dei neutrofili non sia stato superato e questi non siano tornati ad un livello normale. Dopo chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemia linfoide, la durata del trattamento richiesta per soddisfare questi criteri potrebbe raggiungere i 14 giorni. Dopo terapia di induzione e consolidamento per leucemia mieloide acuta la durata del trattamento puo’ essere sostanzialmente piu’ lunga (fino a 38 giorni) in funzione del tipo, della dose e dello schema di chemioterapia citotossica usati. Nei pazienti sottoposti a chemioterapia citotossica, solitamente gia’ 1-2 giorni dopo l’inizio della terapia con filgrastim si riscontra un aumento, di natura transitoria, del numero dei neutrofili. Tuttavia, per ottenere una risposta terapeutica prolungata, la terapia con filgrastim non deve essere interrotta prima del raggiungimento del nadir previsto e prima che la conta dei neutrofili sia ritornata a livelli normali. Pertanto si sconsiglia un’interruzione prematura della terapia con filgrastim prima del raggiungimento del previsto nadir dei neutrofili. Modo di somministrazione Filgrastim puo’ essere somministrato per iniezione sottocutanea giornaliera oppure per infusione endovenosa giornaliera diluito in soluzione per infusione di glucosio al 5% della durata di 30 minuti (vedere paragrafo 6.6). Nella maggior parte dei casi, e’ preferibile la via sottocutanea. Vi e’ evidenza da uno studio di somministrazione di dose singola che la somministrazione endovenosa puo’ ridurre la durata dell’effetto. La rilevanza clinica di tale dato rispetto alla somministrazione multidose non e’ chiara. La scelta della via di somministrazione deve essere basata sulle condizioni cliniche del singolo paziente. Pazienti trattati con terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo Posologia La dose iniziale raccomandata di filgrastim e’ di 1,0 MUI (10 mcg)/kg/die. La prima dose di filgrastim deve essere somministrata almeno 24 ore dopo la chemioterapia citotossica e almeno 24 ore dopo l’infusione di midollo osseo. Una volta che il nadir dei neutrofili e’ stato superato, la dose giornaliera di filgrastim deve essere adattata alla risposta dei neutrofili, come riportato nella tabella seguente. Conta dei neutrofili: > 1,0 x 10^9/l per 3 giorni consecutivi; aggiustamento della dose di filgrastim: ridurre a 0,5 mui (5 mcg)/kg/die. Conta dei neutrofili: se can rimane > 1,0 x 10^9/l per altri 3 giorni consecutivi; aggiustamento della dose di filgrastim: sospendere filgrastim. Se can diminuisce a valori < 1,0 x 10^9/l duranteil periodo di trattamento, la dose di filgrastim deve essere ripristinata in modo scalare in base alle indicazioni precedentiCAN = conta assoluta dei neutrofili. Modo di somministrazione: Filgrastim puo’ essere somministrato per infusione endovenosa della durata di 30 minuti o 24 ore, oppure per infusione sottocutanea continua di 24 ore. Filgrastim deve essere diluito in 20 mL di una soluzione per infusione di glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6). Per la mobilizzazione delle PBPC in pazienti sottoposti a terapia mielosoppressiva o mieloablativa seguitada trapianto autologo di PBPC. Posologia. La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC quando usato da solo e’ di 1,0 MUI (10 mcg)/kg/die per 5-7 giorni consecutivi. Periodo di effettuazione della leucaferesi: 1 o 2 leucaferesi nei giorni 5 e 6 sono generalmente sufficienti. In altre circostanze possono rendersi necessarie ulteriori leucaferesi. La somministrazione di filgrastim deve essere mantenuta fino all’ultima leucaferesi. La dose raccomandata di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosoppressivae’ di 0,5 MUI (5 mcg)/kg/die a partire dal primo giorno successivo alcompletamento della chemioterapia, fino al superamento del nadir atteso dei neutrofili e fino al recupero di una conta normale degli stessi. La leucaferesi deve essere effettuata nel periodo in cui la CAN aumenta da < 0,5 x 10^9 /L a > 5,0 x 10^9 /L. Nei pazienti che non sono stati trattati con chemioterapia ad alte dosi e’ spesso sufficiente una sola leucaferesi. In altre circostanze, si raccomandano ulteriori leucaferesi. Modo di somministrazione. Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC quando utilizzato in monoterapia: Filgrastim puo’ essere somministrato per infusione sottocutanea continua in 24 ore o per iniezione sottocutanea. Per l’infusione filgrastim deve essere diluito in 20 mL di una soluzione per infusione di glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6). Filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC dopo chemioterapia mielosopressiva: Filgrastim deve essere somministrato per iniezione sottocutanea. Per la mobilizzazione delle PBPC in donatori sani prima del trapianto allogenico delle PBPC Posologia. Per la mobilizzazione dellePBPC in donatori sani, filgrastim deve essere somministrato alla dosedi 1,0 MUI (10 mcg)/kg/die per 4-5 giorni consecutivi. La leucaferesideve essere iniziata il giorno 5 e deve proseguire fino al giorno 6, se necessario, al fine di raccogliere un numero di cellule CD34^+ paria 4 x 10^6 per kg di peso corporeo del ricevente. Modo di somministrazione. Filgrastim deve essere somministrato per iniezione sottocutanea. Pazienti con neutropenia cronica grave (SCN). Posologia. Neutropeniacongenita: la dose iniziale raccomandata e’ di 1,2 MUI (12 mcg)/kg/die in dose singola o in dosi divise. Neutropenia idiopatica o ciclica La dose iniziale raccomandata e’ di 0,5 MUI (5 mcg)/kg/die in dose singola o in dosi divise. Aggiustamento della dose Filgrastim deve essere somministrato quotidianamente per iniezione sottocutanea fino a quandovenga raggiunta, e possa essere mantenuta, una conta dei neutrofili superiore a 1,5 x 10^9 /L. Una volta ottenuta tale risposta, deve essere stabilita la dose minima efficace a mantenere questo livello. E’ necessaria una somministrazione quotidiana a lungo termine per mantenere un conteggio dei neutrofili adeguato.
CONSERVAZIONE
Conservare in frigorifero (2 gradi C – 8 gradi C). Durante il periododi validita’ e per uso ambulatoriale, il medicinale puo’ essere prelevato dal frigorifero (2 gradi C – 8 gradi C) e conservato a temperatura inferiore a 25 gradi C per un singolo periodo fino a 4 giorni. Se non viene utilizzato entro 4 giorni, il medicinale puo’ essere nuovamente riposto in frigorifero (2 gradi C – 8 gradi C) fino alla data di scadenza. Le siringhe conservate a temperatura superiore a 8 gradi C perpiu’ di 4 giorni devono essere eliminate. Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione, vedere paragrafo 6.3.
AVVERTENZE
Avvertenze speciali e precauzioni in tutte le indicazioni. Ipersensibilita’: in pazienti trattati con filgrastim sono state riportate reazioni di ipersensibilita’ incluse reazioni anafilattiche, che si verificano all’inizio o successivamente al trattamento. Sospendere definitivamente il trattamento con filgrastim in pazienti con ipersensibilita’ clinicamente significativa. Non somministrare filgrastim a pazienti conuna storia di ipersensibilita’ a filgrastim o pegfilgrastim. Eventi avversi a carico dei polmoni: dopo somministrazione di G-CSF sono statisegnalati casi di reazioni avverse polmonari, in particolare malattiapolmonare interstiziale. I pazienti con anamnesi recente di infiltrati polmonari o polmonite possono essere a rischio maggiore. L’insorgenza di sintomi polmonari come tosse, febbre e dipsnea in associazione con evidenze radiologiche di infiltrati polmonari e deterioramento dellafunzionalita’ polmonare possono costituire i sintomi iniziali della sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS). Si deve interrompere laterapia con filgrastim e intraprendere un trattamento idoneo. Glomerulonefrite. Glomerulonefrite e’ stata riportata in pazienti che ricevono filgrastim e pegfilgrastim. Gli eventi di glomerulonefrite si sono generalmente risolti dopo riduzione della dose o sospensione di filgrastim e di pegfilgrastim. Si raccomanda il monitoraggio mediante analisidelle urine. Sindrome da perdita capillare: la sindrome da perdita capillare, che puo’ essere fatale se il trattamento e’ ritardato, e’ stata riportata dopo somministrazione di G-CSF ed e’ caratterizzata da ipotensione, ipoalbuminemia, edema ed emoconcentrazione. I pazienti che sviluppano sintomi della sindrome da perdita capillare devono essere strettamente monitorati e ricevere il trattamento sintomatico standard,che puo’ comprendere la necessita’ di terapia intensiva (vedere paragrafo 4.8). Splenomegalia e rottura splenica: casi di splenomegalia e casi di rottura splenica generalmente asintomatici sono stati riportatiin pazienti e donatori sani dopo somministrazione di filgrastim. Alcuni casi di rottura splenica sono stati fatali. Pertanto, il volume della milza deve essere controllato con attenzione (ad es. mediante esamefisico, ecografia). Una diagnosi di rottura splenica deve essere valutata nei donatori e/o nei pazienti che lamentano dolore alla zona addominale superiore sinistra o dolore all’estremita’ della spalla. E’ stato osservato che le riduzioni della dose di filgrastim hanno rallentato o arrestato la progressione della splenomegalia in pazienti con neutropenia cronica grave, e nel 3% dei pazienti la progressione della splenectomia. Proliferazione di cellule maligne: il fattore di crescita delle colonie granulocitarie puo’ favorire la proliferazione di cellulemieloidi in vitro ed effetti simili possono essere anche riscontrati in vitro su alcune cellule non mieloidi. Sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim ai pazienti con sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica non sono state dimostrate. Filgrastim non e’ indicato in tali situazioni. Particolare attenzione deve essere posta nella diagnosi differenziale tra trasformazione blastica nella leucemia mieloide cronica e leucemia mieloide acuta. Leucemia mieloide acuta: a causa dei dati limitati sulla sicurezza ed efficacia, nei pazienti con LMA secondaria filgrastim deve essere somministrato con cautela. La sicurezza e l’efficacia della somministrazione di filgrastim nei pazienti di eta’ < 55 anni con LMA de novo e citogenetica favorevole (t(8;21), t(15;17), e inv(16)) non sono state dimostrate. Trombocitopenia. Trombocitopenia e’ stata riportata in pazienti trattati con filgrastim. Pertanto, la conta piastrinica deve essere attentamente monitorata, in particolare durante le prime settimane della terapia con filgrastim. Deve essere considerata l’interruzione temporanea del trattamento o la riduzione della dose di filgrastim in pazienti con neutropenia cronica grave che sviluppano trombocitopenia (conta piastrinica < 100 x 10^9 /L). Leucocitosi: in meno del 5% dei pazienti oncologici trattati con filgrastim a dosi superiori a 0,3 MUI/kg/die (3 mcg/kg/die) e’ stata osservata una conta leucocitaria pari o superiore a 100 x 10^9 /L. Non sono stati riportati effetti indesiderati direttamente attribuibili a untale grado di leucocitosi. Tuttavia, in considerazione dei potenzialirischi associati a una leucocitosi severa, durante la terapia con filgrastim devono essere effettuati controlli a intervalli regolari dellaconta leucocitaria. Il trattamento con filgrastim deve essere interrotto immediatamente se la conta leucocitaria supera il valore di 50 x 10^9 /L dopo il nadir atteso. Tuttavia, durante il periodo di somministrazione di filgrastim per la mobilizzazione delle PBPC, il trattamentodeve essere interrotto o il suo dosaggio deve essere ridotto se la conta leucocitaria supera 70 x 10^9 /L. Immunogenicita’: come per tutte le proteine terapeutiche, c’e’ un rischio potenziale di immunogenicita’. Il potenziale di formazione di anticorpi contro filgrastim e’ generalmente basso. Con tutti i biologici e’ atteso lo sviluppo di anticorpi leganti; tuttavia, ad oggi essi non sono stati associati ad attivita’ neutralizzante. Aortite: e’ stata segnalata aortite in seguito a somministrazione di G-CSF in soggetti sani e in pazienti oncologici. Tra i sintomi vi sono febbre, dolore addominale, malessere, dolore dorsalee aumento dei marcatori dell’infiammazione (per es., proteina C-reattiva e conta dei leucociti). Nella maggior parte dei casi, l’aortite e’stata diagnosticata con tomografia computerizzata (TC) e si e’ generalmente risolta dopo l’interruzione del G-CSF. Vedere anche paragrafo 4.8. Avvertenze speciali e precauzioni correlate alle co-morbidita’ Precauzioni speciali nell’anemia a cellule falciformi o con tratto falcemico: nei pazienti con anemia a cellule falciformi o con tratto falcemico trattati con filgrastim sono state osservate crisi falciformi, in alcuni casi fatali. Nei pazienti con tratto falcemico o con anemia a cellule falciformi il medico deve usare cautela nel prescrivere filgrastim. Osteoporosi: il monitoraggio della densita’ ossea puo’ essere indicato nei pazienti con osteoporosi sottoposti a terapia continua con filgrastim per piu’ di 6 mesi. Precauzione speciale nei pazienti oncologici: Filgrastim non deve essere utilizzato per aumentare la dose dellachemioterapia citotossica oltre i dosaggi standard. Rischi associati alla chemioterapia ad alte dosi.
INTERAZIONI
La sicurezza e l’efficacia di filgrastim somministrato nello stesso giorno della chemioterapia citotossica mielosoppressiva non sono state stabilite in modo definitivo. Dato che le cellule mieloidi in rapida divisione sono sensibili alla chemioterapia citotossica mielosoppressiva, si sconsiglia l’uso di filgrastim nelle 24 ore precedenti e successive alla chemioterapia. Dati preliminari su un piccolo numero di pazienti trattati contemporaneamente con filgrastim e 5-Fluorouracile indicano che la neutropenia puo’ essere aggravata. Le possibili interazionicon altri fattori di crescita ematopoietici e citochine non sono ancora state studiate in sperimentazioni cliniche. Poiche’ il litio promuove il rilascio dei neutrofili, e’ probabile che potenzi l’effetto di filgrastim. Sebbene questa interazione non sia stata formalmente studiata, non vi e’ nessuna evidenza che possa essere dannosa.
EFFETTI INDESIDERATI
a. Riassunto del profilo di sicurezza: le reazioni avverse piu’ graviche possono verificarsi durante il trattamento con filgrastim comprendono: reazione anafilattica, eventi avversi polmonari gravi (compresa polmonite interstiziale e sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS)), sindrome da perdita capillare, splenomegalia severa/rottura splenica, trasformazione in sindrome mielodisplastica o leucemia in pazienti affetti da SCN, GvHD in pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo allogenico o trapianto di cellule progenitrici del sangue periferico e crisi falciforme in pazienti con anemia a cellule falciformi. Lereazioni avverse piu’ comunemente riportate sono piressia, dolore muscoloscheletrico (che comprende dolore osseo, dolore alla schiena, artralgia, mialgia, dolore agli arti, dolore muscoloscheletrico, dolore toracico muscoloscheletrico, dolore al collo), anemia, vomito e nausea. Negli studi clinici su pazienti oncologici, il dolore muscoloscheletrico era lieve o moderato nel 10% e severo nel 3% dei pazienti. b. I dati nelle tabelle seguenti descrivono le reazioni avverse riportate da studi clinici e segnalazioni spontanee. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine di gravita’ decrescente. Infezioni ed infestazioni. Comune: sepsi, bronchite, infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie urinarie. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: trombocitopenia, anemia^e; comune: splenomegalia^a, emoglobina diminuita^e; noncomune: leucocitosia; raro: rottura splenica^a, anemia a cellule falciformi con crisi^a. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilit?, ipersensibilit? al farmaco^a, malattia da reazione del trapianto verso l’ospite^b; raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: appetito ridotto^e, lattato deidrogenasi nel sangue aumentata; non comune: iperuricemia, acido urico nel sangue aumentato; raro: glucosio nel sangue diminuito, pseudogotta^a (pirofosfato condrocalcinosi), alterazione del volume dei fluidi. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea^a; comune: capogiri, ipoestesia, parestesia. Patologie vascolari. Comune: ipertensione, ipotensione; non comune: malattia veno-occlusiva^d; raro: sindrome da perdita capillare^a, aortite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: emottisi, dispnea, tosse^a, dolore orofaringeo^a,e, epistassi; non comune: sindrome da distress respiratorio acuto^a, insufficienza respiratoria^a, edema polmonare^a, emorragia polmonare, patologia interstiziale polmonare^a, infiltrato polmonare^a, ipossia. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea^a,e, vomito^a,e, nausea^a; comune: dolore alla cavit? orale, stipsi^e. Patologie epatobiliari. Comune: epatomegalia, fosfatasi alcalina nel sangue aumentata; non comune: aspartato aminotransferasi aumentata, gamma-glutammil transferasi aumentata. Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo. Molto comune: alopecia^a; comune: eruzione cutanea^a, eritema; non comune: eruzione maculo-papulare; raro:vasculite cutanea^a, sindrome di sweets (dermatosi neutrofila febbrile acuta). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: dolore muscoloscheletrico^c; comune: spasmi muscolari; non comune: osteoporosi; raro: densit? ossea diminuita, peggioramento dell’artrite reumatoide. Patologie renali e urinarie. Comune: disuria, ematuria; non comune: proteinuria; raro: glomerulonefrite, esami anomali delle urine. Patologie sistemiche e condizioni relative allasede di somministrazione. Molto comune: affaticamento^a, infiammazione delle mucose^a, piressia; comune: dolore toracico^a, dolore^a, astenia^a, malessere^e, edema periferico^e; non comune: reazione nella sededi iniezione. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Comune: reazione da trasfusione^e. ^a Vedere sezione c (Descrizione delle reazioni avverse selezionate) ^b Sono stati riportati GvHD e decessi in pazienti dopo trapianto allogenico di midollo osseo (vedere sezione c) ^c Comprende dolore osseo, dolore alla schiena, artralgia, mialgia, dolore agli arti, dolore muscoloscheletrico, dolore toracico muscoloscheletrico, dolore al collo ^d Sono stati osservati casi nell’esperienza post-marketing, in pazienti sottoposti a trapianto di midolloosseo o mobilizzazione delle PBPC ^e Reazioni avverse con maggiore incidenza in pazienti trattati con filgrastim rispetto a quelli trattaticon placebo e associate alle conseguenze della patologia maligna sottostante o alla chemioterapia citotossica. c. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Ipersensibilita’: negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing sono state segnalate reazioni tipo ipersensibilita’ comprese anafilassi, rash, orticaria, angioedema, dispnea e ipotensione che si manifestavano all’inizio o successivamente al trattamento.Complessivamente, le segnalazioni erano piu’ frequenti dopo somministrazione e.v. In alcuni casi, i sintomi si sono ripresentati alla ripresa del trattamento, cio’ e’ indicativo di una relazione causale. Nei pazienti che manifestano una severa reazione allergica al filgrastim iltrattamento deve essere definitivamente interrotto. Reazioni avverse polmonari: negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing, sono state riportate reazioni avverse polmonari che comprendevano malattia polmonare interstiziale, edema polmonare e infiltrato polmonare con insufficienza respiratoria o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.4). Splenomegalia erottura splenica: casi di splenomegalia e rottura splenica sono statiriportati a seguito della somministrazione di filgrastim. Alcuni casidi rottura splenica sono stati fatali (vedere paragrafo 4.4). Sindrome da perdita capillare: casi di sindrome da perdita capillare sono stati segnalati in fase post-marketing, con l’utilizzo di fattori stimolanti le colonie granulocitarie. Questi si sono generalmente verificati in pazienti con malattie maligne avanzate, sepsi, che stavano assumendo piu’ medicinali chemioterapici o sottoposti ad aferesi (vedere paragrafo 4.4). Vasculite cutanea E’ stata riportata vasculite cutanea in pazienti trattati con filgrastim. Non e’ noto il meccanismo della vasculite nei pazienti trattati con filgrastim. Nel 2% dei pazienti con SCNe’ stata segnalata vasculite cutanea dopo uso protratto. Leucocitosi.Leucocitosi (conta dei globuli bianchi (WBC) > 50 x 10^9 /L) e’ statasegnalata nel 41% dei donatori sani e trombocitopenia transitoria (piastrine < 100 x 10^9 /L) e leucaferesi e’ stata segnalata nel 35% dei donatori (vedere paragrafo 4.4). Sindrome di Sweet: in pazienti trattati con filgrastim, sono stati riportati casi di sindrome di Sweet (dermatosi neutrofila febbrile acuta).
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: i dati adeguati relativi all’uso di filgrastim in donne in gravidanza non ci sono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita’ riproduttiva. E’ stata osservata nei conigli un’aumentata incidenza di aborti in seguito all’esposizionea multipli elevati delle dosi cliniche e in presenza di tossicita’ materna (vedere paragrafo 5.3). In letteratura sono descritti casi nei quali e’ stata dimostrata la diffusione placentare del filgrastim in donne in gravidanza. Filgrastim non e’ raccomandato durante la gravidanza. Allattamento: non e’ noto se filgrastim/metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti allattati con lattematerno non puo’ essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con filgrastim tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento con latte materno per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilita’: Filgrastim non ha avuto effetti sulla riproduzione ne’ sulla fertilita’ in ratti maschi o femmine (vedere paragrafo 5.3).
Forma farmaceutica
SOLUZIONE INIETTABILE
Scadenza
30 MESI
Confezionamento
SIRINGA

