{"id":4069,"date":"2023-08-29T14:18:56","date_gmt":"2023-08-29T12:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/chiaro-30cpr-riv-250mg\/"},"modified":"2023-08-29T14:18:56","modified_gmt":"2023-08-29T12:18:56","slug":"chiaro-30cpr-riv-250mg","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/chiaro-30cpr-riv-250mg\/","title":{"rendered":"CHIARO 30CPR RIV 250MG"},"content":{"rendered":"<h3>DENOMINAZIONE<\/h3>\n<p>CHIARO 250 MG COMPRESSE RIVESTITE<\/p>\n<h3>CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA<\/h3>\n<p>Antitrombotico, antiaggregante piastrinico.<\/p>\n<h3>PRINCIPI ATTIVI<\/h3>\n<p>Ogni compressa rivestita contiene 250 mg di ticlopidina cloridrato. Eccipienti con effetti noti: una compressa contiene 65 mg di lattosio anidro. Per l&#8217;elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.<\/p>\n<h3>ECCIPIENTI<\/h3>\n<p>Amido di mais, cellulosa microcristallina, magnesio stearato, silice precipitata, povidone K30, lattosio anidro, ipromellosa, titanio diossido, glicole polietilenico 6000.<\/p>\n<h3>INDICAZIONI<\/h3>\n<p>La ticlopidina e&#8217; indicata nella prevenzione secondaria di eventi ischemici occlusivi cerebro e cardiovascolari in pazienti a rischio trombotico (arteriopatia obliterante periferica, pregresso infarto del miocardio, pregressi attacchi ischemici transitori ricorrenti, ictus cerebrale ischemico, angina instabile). In pazienti con pregresso infarto miocardico e con pregressi attacchi ischemici transitori l&#8217;uso della ticlopidina dovrebbe essere riservato a quei pazienti che non tollerano l&#8217;acido acetilsalicilico (ASA) o nei quali l&#8217;ASA e&#8217; risultato inefficace. La ticlopidina e&#8217; inoltre indicata: nella prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici, nella circolazione extra-corporea, nella emodialisi e nella trombosi della vena centrale della retina. Condizioni d&#8217;impiego: i Medici sono invitati ad usare il prodotto solonei casi relativi alla patologia sopra indicata eseguendo i controlliindicati nelle &#8221; Avvertenze speciali e Precauzioni per l&#8217;uso&#8221; e rispettando attentamente le controindicazioni.<\/p>\n<h3>CONTROINDICAZIONI\/EFF.SECONDAR<\/h3>\n<p>Ipersensibilita&#8217; al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Il medicinale e&#8217; controindicato nei soggetti che presentino od abbiano presentato leucopenia, piastrinopenia od agranulocitosi. Diatesi emorragiche (pregresse o in atto) ed emopatie che comportano un allungamento del tempo di sanguinamento. Lesioni organiche suscettibili di sanguinamento (ulcere dell&#8217;apparato gastrointestinale, varici esofagee, ecc.). Accidenti vascolari cerebrali emorragici in fase acuta. Epatopatie gravi. In qualche caso e&#8217; stata segnalata durante il trattamento con ticlopidina, la comparsa di leucopenia od agranulocitosi, talvolta anche ad esito irreversibile; pertanto il farmaco deve essere impiegato solo nei casi in cui esso e&#8217; insostituibile. Va categoricamente escluso l&#8217;impiego della ticlopidina nella prevenzione primaria nei soggetti clinicamente sani. Deve essere evitata l&#8217;associazione con altri medicinali potenzialmente mielotossici. Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).<\/p>\n<h3>POSOLOGIA<\/h3>\n<p>Posologia: la posologia consigliata per la terapia a lungo termine e&#8217;di 1 o 2 compresse al giorno, da assumersi durante i pasti. Popolazione pediatrica: l&#8217;uso di Chiaro nei bambini e negli adolescenti non e&#8217; raccomandato a causa della mancanza di dati a supporto del suo impiego. Modo di somministrazione: uso orale.<\/p>\n<h3>CONSERVAZIONE<\/h3>\n<p>Nessuna precauzione particolare per la conservazione.<\/p>\n<h3>AVVERTENZE<\/h3>\n<p>Si possono osservare eventi avversi, qualche volta gravi, di natura ematologica ed emorragica. Agranulocitosi, pancitopenia e rari casi di leucemia sono stati segnalati nell&#8217;esperienza post-marketing. Talvoltasono state osservate conseguenze fatali in seguito ad eventi avversi di natura ematologica ed emorragica (vedere paragrafo 4.8). Tali eventi gravi possono essere associati con: controllo inadeguato, diagnosi tardiva e misure terapeutiche non appropriate per gli eventi avversi; somministrazione concomitante di anticoagulanti o di sostanze antiaggreganti piastriniche come l&#8217;aspirina e medicinali antiinfiammatori non steroidei. Comunque nel caso di impianto di STENT la ticlopidina deve venire associata all&#8217;aspirina (100-325 mg al giorno) per circa un mese dopo l&#8217;impianto. E&#8217; indispensabile attenersi scrupolosamente alle indicazioni, precauzioni e controindicazioni della ticlopidina. Controllo ematologico: e&#8217; necessario eseguire un esame emocromocitometrico completo, comprendente conta differenziale leucocitaria e conta piastrinica, all&#8217;inizio del trattamento e quindi ogni 2 settimane per i primi 3 mesi di terapia ed entro 15 giorni dalla eventuale interruzione di ticlopidina, se tale interruzione si verifica entro i primi 3 mesi di terapia. Quando il numero di neutrofili scende sotto i 1.500\/mm^3 il valore deve essere confermato. Se la presenza di neutropenia (neutrofili &lt;1.500\/mm^3) o trombocitopenia (piastrine &lt;100.000\/mm^3) e&#8217; confermata, e&#8217; necessario interrompere il trattamento. A causa della lunga emivitaplasmatica della ticlopidina cloridrato, si raccomanda che i pazientiche sospendono la ticlopidina per qualsiasi motivo entro i primi 90 giorni si sottopongano ad un ulteriore esame emocromocitometrico completo, comprendente la conta differenziale leucocitaria, dopo due settimane dall&#8217;interruzione della terapia. Occorre monitorare i parametri emocromocitometrici, compresi conta differenziale leucocitaria e conta piastrinica, fino al ritorno nella norma. Controllo clinico: occorre cheil paziente sia istruito su segni e sintomi possibilmente correlati alla neutropenia (febbre, mal di gola, ulcerazioni del cavo orale), alla trombocitopenia e\/o a disturbi dell&#8217;emostasi (emorragia prolungata oinattesa, ecchimosi, porpora, feci scure) o alla porpora trombotica trombocitopenica (TTP). Occorre consigliare al paziente di sospendere il medicamento e di consultare immediatamente il medico in caso di comparsa di uno dei precedenti segni o sintomi. La decisione di riprendereil trattamento va presa solo tenendo conto dei reperti clinici e di laboratorio. Casi di neutropenia, anche grave e agranulocitosi si sono osservati per lo piu&#8217; nei primi tre mesi di trattamento con ticlopidina, e non si accompagnavano tipicamente a segni di infezione o altri sintomi clinici (necessita&#8217; di controllo della crasi ematica). In questicasi il midollo osseo mostrava tipicamente una diminuzione dei precursori mieloidi (vedere paragrafo 4.8). Casi di epatite (citolitica e\/o colestatica) sono stati segnalati durante i primi mesi di trattamento,alla sospensione del quale il decorso e&#8217; stato generalmente favorevole (vedere paragrafo 4.8). Il paziente deve essere informato sui sintomi dell&#8217;epatite (per es. ittero, urine scure, feci di colore chiaro) e incoraggiato a riferire questi sintomi al medico. La diagnosi clinica di porpora trombotica trombocitopenica (TTP), rara e potenzialmente fatale, e&#8217; caratterizzata dalla presenza di trombocitopenia, anemia emolitica, sintomi neurologici simili a quelli di un attacco ischemico transitorio (TIA) o di un ictus, disturbi renali e febbre. L&#8217;insorgenza puo&#8217; essere improvvisa. La maggior parte dei casi e&#8217; stata riportata nelle prime 8 settimane dall&#8217;inizio della terapia. In caso di sospetto di porpora trombotica trombocitopenica, poiche&#8217; c&#8217;e&#8217; un elevato rischiodi esito fatale, consultare lo specialista. Per migliorare la prognosi si suggerisce il trattamento con plasmaferesi. Poiche&#8217; la somministrazione di piastrine puo&#8217; portare ad un rischio maggiore di trombosi, se possibile deve essere evitata. Reazioni crociate tra le tienopiridine: i pazienti devono essere valutati per la storia clinica di ipersensibilita&#8217; ad un&#8217;altra tienopiridina (come clopidogrel, prasugrel) dal momento che e&#8217; stata riportata una reattivita&#8217; crociata tra le tienopiridine (vedere paragrafo 4.8 &#8220;Effetti indesiderati&#8221;).<\/p>\n<h3>INTERAZIONI<\/h3>\n<p>Associazioni con medicinali che aumentano il rischio emorragico. Medicinali associati al rischio di sanguinamento: aumento del rischio di sanguinamento a causa del potenziale effetto additivo. La somministrazione concomitante di medicinali associati al rischio di sanguinamento deve essere effettuata con cautela. FANS: aumento del rischio emorragico (aumento dell&#8217;attivita&#8217; antiaggregante piastrinica associato all&#8217;effetto dei FANS sulla mucosa gastroduodenale). Se tali medicinali sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico. Medicinali antiaggreganti piastrinici: aumento del rischio emorragico (aumento dell&#8217;attivita&#8217; antiaggregante piastrinica). Se tali medicinali sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico. Derivati salicilici (per estrapolazione dall&#8217;acido acetilsalicilico): aumento del rischio emorragico (aumento dell&#8217;attivita&#8217; antiaggregante piastrinica associato all&#8217;effetto dei salicilati sulla mucosa gastroduodenale). Se tali medicinali sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico.In caso di impianto di STENT vedere anche paragrafo 4.4. Anticoagulanti orali: aumento del rischio emorragico (associazione dell&#8217;attivita&#8217; anticoagulante e dell&#8217;attivita&#8217; antiaggregante piastrinica). Se tali medicinali sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinicoe biologico (INR) Eparine: aumento del rischio emorragico (associazione dell&#8217;attivita&#8217; anticoagulante e dell&#8217;attivita&#8217; antiaggregante piastrinica). Se tali medicinali sono necessari, procedere ad un attento monitoraggio clinico e biologico (APTT). Inibitori Selettivi della ricaptazione della Serotonina (SSRIs): dal momento che gli SSRIs influenzano l&#8217;attivazione piastrinica e aumentano il rischio di sanguinamento, la somministrazione concomitante di SSRIs con ticlopidina deve essere effettuata con cautela. Pentossifillina: a causa del maggiore rischio di sanguinamento, la somministrazione concomitante di pentossifillina con ticlopidina deve essere effettuata con cautela. Associazioni con medicinali potenzialmente mielotossici: deve essere evitata l&#8217;associazione con altri medicinali potenzialmente mielotossici. Associazioni che richiedono speciali precauzioni. Teofillina: aumento dei livelli di teofillina nel plasma con rischio di sovradosaggio (diminuzione della clearance totale plasmatica della teofillina). Effettuare un monitoraggio clinico e se necessario dosare i livelli plasmatici di teofillina. Aggiustare il dosaggio della teofillina durante e dopo il trattamento con ticlopidina. Digossina: la contemporanea somministrazione di ticlopidina e digossina induce una leggera riduzione (circa il 15%) dei livelli plasmatici di digossina: tale riduzione non dovrebbe influire sull&#8217;efficacia terapeutica della digossina. Fenobarbital: nei volontari sani, gli effetti inibitori della ticlopidina sull&#8217;aggregazione piastrinica non vengono influenzati dalla somministrazione cronica di fenobarbital. Fenitoina: dagli studi in vitro e&#8217; emerso che la ticlopidina nonmodifica il legame proteico plasmatico della fenitoina. Comunque, nonesistono studi in vivo sulla interazione della ticlopidina e dei suoimetaboliti sul legame proteico. Esistono invece rare segnalazioni di aumento dei livelli della fenitoina e della sua tossicita&#8217;, quando la ticlopidina e&#8217; prescritta in associazione. Particolare attenzione deveessere rivolta alla contemporanea somministrazione di questo farmaco con ticlopidina e puo&#8217; essere utile rimonitorare le concentrazioni ematiche di fenitoina. S-ketamina: la co-somministrazione di ticlopidina e S-ketamina puo&#8217; aumentare i livelli plasmatici di S-ketamina principalmente per inibizione del suo metabolismo mediato da CYP2B6 (vedere paragrafo 5.1). Altre terapie concomitanti: in vari studi clinici la ticlopidina e&#8217; stata somministrata in associazione con betabloccanti, calcioantagonisti e diuretici: non sono state riportate interazioni avverse clinicamente significative. Gli studi in vitro dimostrano che la ticlopidina si lega in modo reversibile alle proteine plasmatiche (98%)ma che non interagisce con il legame proteico del propanololo, farmaco base, anch&#8217;esso altamente legato alle proteine. L&#8217;emivita biologica dell&#8217;antipirina che viene metabolizzata attraverso il sistema del citocromo P 450 e&#8217; aumentata del 25% nel caso di somministrazione concomitante di ticlopidina. Questo e&#8217; atteso anche per le sostanze con similemetabolismo epatico. Soprattutto per le sostanze con uno stretto indice terapeutico, e&#8217; necessario un aggiustamento della dose all&#8217;inizio edopo la sospensione della somministrazione concomitante. La somministrazione concomitante di ticlopidina e antiacidi porta ad un livello diticlopidina plasmatica inferiore del 20-30%. La terapia cronica con cimetidina aumenta significativamente i livelli plasmatici di ticlopidina. In casi molto rari e&#8217; stata riportata la riduzione dei livelli ematici di ciclosporina, per cui in caso di contemporanea somministrazione occorre controllare la concentrazione ematica di ciclosporina.<\/p>\n<h3>EFFETTI INDESIDERATI<\/h3>\n<p>Gli eventi avversi sono classificati secondo la frequenza: molto comune (&gt;=1\/10), comune (&gt;=1\/100, &lt;1\/10), non comune (&gt;=1\/1000, &lt;1\/100), rara (&gt;=1\/10000, &lt;1\/1000), molto rara (&lt;1\/10000), non nota (la frequenza non puo&#8217; essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologiedel sistema emolinfopoietico1. Comune: neutropenia, anche grave, agranulocitosi (vedere paragrafo 4.4); non comune: casi di isolata trombocitopenia, in casi eccezionali accompagnata da anemia emolitica, sepsi e shock settico possono essere complicazioni fatali dell&#8217;agranulocitosi; rara: pancitopenia, aplasia midollare, porpora trombotica trombocitopenica, leucemia e trombocitosi (vedere paragrafo 4.4). Disturbi del sistema immunitario. Molto rara: reazioni immunologiche con diversa manifestazione, per esempio reazioni allergiche, eosinofilia, anafilassi, edema di quincke, artralgia, vasculite, sindrome lupoide, pneumopatia allergica, nefropatia da ipersensibilit? a volte con conseguente insufficienza renale; non nota: reazione crociata di ipersensibilit? tra le tienopiridine (come clopidogrel e prasugrel) (vedere paragrafo 4.4). Patologie del sistema nervoso. Comune: mal di testa, capogiri; non comune: disturbi sensoriali (neuropatia periferica); rara: tinnito. Patologie vascolari. Non comune: complicanze emorragiche, soprattutto lividi o ecchimosi ed epistassi, ematuria o emorragia congiuntivale, emorragie peri e postoperatorie che possono essere gravi e a volte con conseguenze fatali (vedere paragrafo 4.4); rara: emorragie intracerebrali. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea e nausea (vedere paragrafo 4.4); non comune: ulcera gastroduodenale; molto rara: grave diarrea con colite (compresa la colite linfocitica). Se l&#8217;effetto ? grave e persistente la terapia va interrotta. Patologie epatobiliari. Comune: aumento degli enzimi epatici, aumento (isolato o meno) della fosfatasialcalina e delle transaminasi (aumento di pi? di due volte oltre i limiti superiori di normalit?) (vedere paragrafo 4.4); non comune: aumento della bilirubina; rara: epatite (citolitica e\/o colestatica) e ittero colestatico (vedere paragrafo 4.4); casi di epatite ad esito fatalee di epatite fulminante. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: malattia polmonare interstiziale causata da polmoniteallergica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash cutanei, per lo pi? maculopapulosi o orticarioidi, spesso accompagnati da prurito, questi rash cutanei possono essere generalizzati; noncomune: dermatite esfoliativa; molto rara: eritema multiforme, sindrome di stevens-johnsons e sindrome di lyell; non nota: eczema\/ dermatite. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto rara: febbre. Esami diagnostici. Comune: aumento della colesterolemia e trigliceridemia. (vedere paragrafo 4.4). 1): un esame emocromocitometrico completo e&#8217; stato attentamente monitorato in 2 ampistudi clinici condotti su 2.048 pazienti con TIA\/ictus trattati con ticlopidina (studi clinici multicentrici controllati CATS e TASS) vedere paragrafo 4.4) Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l&#8217;autorizzazione del medicinale e&#8217; importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio\/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e&#8217; richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all&#8217;indirizzo www.aifa.gov.it\/content\/segnalazioni-reazioni-avverse.<\/p>\n<h3>GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO<\/h3>\n<p>Gravidanza: la sicurezza della ticlopidina nelle donne in gravidanza non e&#8217; stata stabilita. La ticlopidina non deve essere usata durante la gravidanza se non assolutamente necessario. Allattamento: studi condotti nel ratto hanno dimostrato che la ticlopidina viene escreta nel latte. La sicurezza della ticlopidina nelle donne che allattano non e&#8217; stabilita. La ticlopidina non deve essere usata durante l&#8217;allattamentose non assolutamente necessario.<\/p>\n<h3>Forma farmaceutica<\/h3>\n<p> COMPRESSE RIVESTITE<\/p>\n<h3>Scadenza<\/h3>\n<p> 36 MESI<\/p>\n<h3>Confezionamento<\/h3>\n<p> BLISTER<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DENOMINAZIONE CHIARO 250 MG COMPRESSE RIVESTITE CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Antitrombotico, antiaggregante piastrinico. PRINCIPI ATTIVI Ogni compressa rivestita contiene 250 mg di ticlopidina cloridrato. Eccipienti con effetti noti: una compressa contiene 65 mg di lattosio anidro. Per l&#8217;elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. 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