{"id":5455,"date":"2023-08-29T14:35:45","date_gmt":"2023-08-29T12:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/inrebic-120cps-100mg-fl\/"},"modified":"2023-08-29T14:35:45","modified_gmt":"2023-08-29T12:35:45","slug":"inrebic-120cps-100mg-fl","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/inrebic-120cps-100mg-fl\/","title":{"rendered":"INREBIC 120CPS 100MG FL"},"content":{"rendered":"<h3>DENOMINAZIONE<\/h3>\n<p>INREBIC 100 MG CAPSULE RIGIDE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio&#8217; permettera&#8217; la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e&#8217; richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalita&#8217; di segnalazione delle reazioni avverse).<\/p>\n<h3>CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA<\/h3>\n<p>Agenti antineoplastici, inibitori della chinasi proteica.<\/p>\n<h3>PRINCIPI ATTIVI<\/h3>\n<p>Ogni capsula rigida contiene fedratinib dicloridrato monoidrato equivalente a 100 mg di fedratinib. Per l&#8217;elenco completo degli eccipienti,vedere paragrafo 6.1.<\/p>\n<h3>ECCIPIENTI<\/h3>\n<p>Contenuto della capsula: cellulosa microcristallina silicizzata (contiene cellulosa microcristallina [E460] e silice colloidale anidra [E551]), sodio stearil fumarato. Involucro della capsula: gelatina (E441),titanio diossido (E171), ferro ossido rosso (E172). Inchiostro di stampa: gommalacca (E904), titanio diossido (E171), propilene glicole (E1520).<\/p>\n<h3>INDICAZIONI<\/h3>\n<p>Inrebic e&#8217; indicato per il trattamento della splenomegalia correlata alla malattia o dei sintomi in pazienti adulti con mielofibrosi primaria, mielofibrosi post-policitemia vera o mielofibrosi post-trombocitemia essenziale che sono naive agli inibitori della chinasi Janus-associata (JAK) o che sono stati trattati con ruxolitinib.<\/p>\n<h3>CONTROINDICAZIONI\/EFF.SECONDAR<\/h3>\n<p>Ipersensibilita&#8217; al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Gravidanza (vedere paragrafo 4.6).<\/p>\n<h3>POSOLOGIA<\/h3>\n<p>Il trattamento con Inrebic deve essere avviato e monitorato sotto la supervisione di medici con esperienza nell&#8217;uso di medicinali antitumorali. Posologia: i pazienti in terapia con ruxolitinib, prima di iniziare il trattamento con Inrebic, devono ridurre e interrompere il trattamento con ruxolitinib in base alle informazioni per la prescrizione diruxolitinib. Il test al basale dei livelli di tiamina (vitamina B1), l&#8217;emocromo completo, il pannello epatico, l&#8217;amilasi\/lipasi, l&#8217;azotemia(BUN) e la creatinina devono essere effettuati prima di iniziare il trattamento con Inrebic, periodicamente durante il trattamento e se clinicamente indicato. Il trattamento con Inrebic non deve essere iniziato nei pazienti con carenza di tiamina, fino a quando i livelli di tiamina non saranno stati corretti (vedere paragrafo 4.4). L&#8217;inizio del trattamento con Inrebic non e&#8217; raccomandato nei pazienti con una conta piastrinica al basale inferiore a 50 x 10^9 \/L e un&#8217;ANC &lt; 1,0 x10^9 \/L.Si raccomanda di usare la profilassi con antiemetici secondo la prassi locale per le prime 8 settimane di trattamento e continuarla successivamente laddove indicato clinicamente (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione di Inrebic con un pasto ad alto contenuto di grassi puo&#8217; ridurre l&#8217;incidenza di nausea e vomito. La dose raccomandata di Inrebic e&#8217; 400 mg una volta al giorno. Il trattamento puo&#8217; essere continuatofintantoche&#8217; i pazienti ne traggono un beneficio clinico. In caso di tossicita&#8217; ematologiche e non ematologiche (Tabella 1) devono essere prese in considerazione modifiche della dose. Inrebic deve essere interrotto nei pazienti che non sono in grado di tollerare una dose di 200 mg al giorno. Se si salta una dose, la successiva dose prevista deve essere assunta il giorno seguente. Evitare l&#8217;assunzione di capsule aggiuntive per compensare la dose dimenticata. Modifiche della dose: le modifiche della dose per tossicita&#8217; ematologiche, tossicita&#8217; non ematologiche e gestione dell&#8217;encefalopatia di Wernicke (EW) sono indicate di seguito. Gestione della dose per i livelli di tiamina: prima di iniziare il trattamento e durante lo stesso, i livelli di tiamina devono essere reintegrati se sono bassi. Durante il trattamento, i livelli di tiamina devono essere valutati periodicamente (ad es. mensilmente per i primi 3 mesi e successivamente ogni 3 mesi) e laddove clinicamente indicato (vedere paragrafo 4.4). Modifiche della dose in caso di uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4: qualora non sia possibile evitare l&#8217;uso concomitante di forti inibitori del CYP3A4, la dose di Inrebic deve essere ridotta a 200 mg. I pazienti devono essere attentamentemonitorati (ad es. almeno una volta a settimana) per la sicurezza (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Nei casi in cui la somministrazione concomitante con un forte inibitore del CYP3A4 venga interrotta, la dose di Inrebic deve essere aumentata a 300 mg una volta al giorno durante le prime due settimane dopo l&#8217;interruzione dell&#8217;inibitore del CYP3A4 e, successivamente, 400 mg una volta al giorno se tollerata. Ulteriori modifiche della dose devono essere apportate secondo necessita&#8217;, sulla base del monitoraggio della sicurezza e dell&#8217;efficacia correlate a Inrebic. Nuovo incremento della dose: se la reazione avversa dovuta a Inrebic, che ha comportato una riduzione della dose, risulta controllata conuna gestione efficace e la tossicita&#8217; si risolve per almeno 28 giorni, il livello di dose puo&#8217; essere incrementato nuovamente a un grado superiore ogni mese fino a ritornare a quello iniziale. Un nuovo incremento della dose non e&#8217; raccomandato se la riduzione della dose era dovuta a tossicita&#8217; non ematologiche di grado 4, a un aumento di grado &gt;=3dei livelli di alanina aminotransferasi (ALT), di aspartato aminotransferasi (AST) o di bilirubina totale oppure alla ricomparsa di una tossicita&#8217; ematologica di grado 4. Tabella 1: Riduzioni della dose per tossicita&#8217; ematologiche, non ematologiche emergenti dal trattamento e gestione dell&#8217;encefalopatia di Wernicke. Trombocitopenia di grado 3 con sanguinamento attivo (conta piastrinica &lt;50 x 10^9\/l) o trombocitopenia di grado 4 (conta piastrinica &lt;25 x 10^9\/l): sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado &lt;=2 (conta piastrinica &lt;75 x 10^9\/l) o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Neutropenia di grado 4 (conta assoluta dei neutrofili [anc] &lt;0,5 x 10^9\/l): sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado &lt;=2 (anc &lt;1,5 x 10^9\/l) o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. L&#8217;eventuale utilizzo di fattori di crescita granulocitari ? a discrezione del medico (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Anemia di grado &gt;=3, indicato il ricorso alla trasfusione (livello di emoglobina &lt;8,0 g\/dl): sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado &lt;=2 (livello di emoglobina &lt;10,0 g\/dl) o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Recidiva di una tossicita&#8217; ematologica di grado 4: interrompere inrebic a discrezione del medico. Nausea, vomito o diarreadi grado &gt;=3 che non risponde a misure di supporto entro 48 ore: sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado &lt;=1 o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Aumento di grado &gt;=3 dei livelli di alt\/ast (da &gt;5,0 a 20,0 x limite superiore della norma [lsn]) o bilirubina (da &gt;3,0 a 10,0 x uln): lsn]) o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Monitorare i livelli di alt, ast e bilirubina (totale e diretta) ogni 2 settimane per almeno 3 mesi dopo la riduzione della dose. In caso di recidiva di un aumento di grado &gt;=3, interrompere il trattamento con inrebic. Aumento di grado &gt;=3 dei livellidi amilasi\/lipasi (da &gt;2,0 a 5,0 x lsn): sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado 1 (da &gt;lsn a 1,5 x lsn) o albasale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giornoal di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Monitorare i livelli di amilasi\/lipasi ogni 2 settimane per almeno 3 mesi dopo la riduzione della dose. In caso di recidiva di un aumento di grado &gt;=3, interrompere il trattamento con inrebic. Altre tossicita&#8217; non ematologiche di grado&gt;=3: sospendere la somministrazione di inrebic fino a risoluzione al grado &lt;=1 o al basale. Riprendere la somministrazione a una dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. Gestione dei livelli di tiamina e dell&#8217;encefalopatia di wernicke.<\/p>\n<h3>CONSERVAZIONE<\/h3>\n<p>Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall&#8217;umidita&#8217;. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di temperatura per la conservazione.<\/p>\n<h3>AVVERTENZE<\/h3>\n<p>Encefalopatia, compresa l&#8217;encefalopatia di Wernicke. Tra i pazienti che assumevano Inrebic sono stati riportati casi severi e fatali di encefalopatia, compresa quella di Wernicke. L&#8217;encefalopatia di Wernicke e&#8217; un&#8217;emergenza neurologica causata dalla carenza di tiamina (vitamina B1). I segni e sintomi dell&#8217;encefalopatia di Wernicke possono includere atassia, alterazioni dello stato mentale e oftalmoplegia (ad es. nistagmo, diplopia). Qualsiasi alterazione dello stato mentale, confusione o compromissione della memoria dovrebbe suscitare preoccupazione peruna possibile encefalopatia, compresa quella di Wernicke, e indurre una valutazione completa che preveda un esame neurologico, la misurazione dei livelli di tiamina ed esami di diagnostica per immagini (vedereparagrafi 4.2 e 4.8). I livelli di tiamina e lo stato nutrizionale dei pazienti devono essere valutati prima di iniziare il trattamento conInrebic, periodicamente durante il trattamento (ad es. mensilmente per i primi 3 mesi e successivamente ogni 3 mesi) e laddove clinicamenteindicato. Il trattamento con Inrebic non deve essere iniziato nei pazienti con carenza di tiamina. Prima di iniziare il trattamento e durante lo stesso, i livelli di tiamina devono essere reintegrati se sono bassi. In caso di sospetta encefalopatia, il trattamento con Inrebic deve essere interrotto immediatamente e si deve iniziare il trattamento con tiamina per via parenterale, valutando al tempo stesso tutte le possibili cause. I pazienti devono essere monitorati fino a quando i sintomi non siano risolti o siano migliorati e i livelli di tiamina sianorientrati nella norma (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Anemia, trombocitopenia e neutropenia: il trattamento con Inrebic puo&#8217; causare anemia, trombocitopenia e neutropenia. L&#8217;emocromo completo deve essere acquisito al basale, periodicamente durante il trattamento e laddove clinicamente indicato (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Inrebic non e&#8217; stato studiato in pazienti con una conta piastrinica al basale &lt;50 x 10^9 \/L e un&#8217;ANC &lt; 1,0 x 10^9 \/L. Anemia: l&#8217;anemia generalmente si manifesta entroi primi 3 mesi di trattamento. I pazienti con un livello di emoglobina inferiore a 10,0 g\/dL all&#8217;inizio della terapia hanno maggiori probabilita&#8217; di sviluppare anemia di grado &gt;=3 durante il trattamento e devono essere attentamente monitorati (ad es. una volta a settimana durante il primo mese fino al miglioramento del livello di emoglobina). I pazienti che sviluppano anemia potrebbero dover ricorrere a trasfusioni di sangue. Prendere in considerazione una riduzione della dose per i pazienti che sviluppano anemia, in particolare per quelli che diventanodipendenti da trasfusioni di eritrociti (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).Trombocitopenia La trombocitopenia generalmente si manifesta entro i primi 3 mesi di trattamento. I pazienti con bassa conta piastrinica (&lt;100 x 10^9 \/L) all&#8217;inizio della terapia hanno maggiori probabilita&#8217; disviluppare trombocitopenia di grado &gt;=3 durante il trattamento e devono essere attentamente monitorati (ad es. una volta a settimana durante il primo mese fino al miglioramento della conta piastrinica) (vedereparagrafi 4.2 e 4.8). La trombocitopenia e&#8217; generalmente reversibile e di solito viene gestita con trattamenti di supporto come interruzioni della dose, riduzioni della dose e\/o trasfusioni di piastrine se necessario. I pazienti devono essere informati circa il maggior rischio di sanguinamento associato alla trombocitopenia. Neutropenia: la neutropenia e&#8217; risultata generalmente reversibile ed e&#8217; stata gestita sospendendo temporaneamente il trattamento con Inrebic (vedere paragrafi 4.2e 4.8). Eventi gastrointestinali: nausea, vomito e diarrea sono tra le piu&#8217; frequenti reazioni avverse che si manifestano nei pazienti trattati con Inrebic. La maggior parte delle reazioni avverse e&#8217; di grado 1 o 2 e di solito si manifestano entro le prime 2 settimane di trattamento. Considerare la possibilita&#8217; di somministrare un&#8217;adeguata terapiaprofilattica con antiemetici (ad es. antagonisti del recettore 5-HT3)durante il trattamento con Inrebic. Trattare immediatamente la diarrea con medicinali antidiarroici non appena compaiono i primi sintomi. Per i casi di nausea, vomito e diarrea di grado &gt;=3 che non rispondono alle misure di supporto entro 48 ore, la somministrazione di Inrebic deve essere interrotta fino a risoluzione al grado &lt;=1\/al basale. La somministrazione deve essere riavviata alla dose di 100 mg al giorno al di sotto dell&#8217;ultima dose somministrata. I livelli di tiamina devono essere monitorati e reintegrati ove necessario (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Epatotossicita&#8217;: durante il trattamento con Inrebic sono stati riscontrati aumenti dei livelli di ALT e AST ed e&#8217; stato segnalato un caso di insufficienza epatica. I pazienti devono sottoporsi al monitoraggio della funzione epatica al basale, almeno una volta al mese per i primi 3 mesi, periodicamente durante il trattamento e laddove clinicamente indicato. Una volta osservata la tossicita&#8217;, i pazienti devono essere monitorati almeno ogni 2 settimane fino alla risoluzione. Gli aumenti dei livelli di ALT e AST sono risultati generalmente reversibili con modifiche della dose o l&#8217;interruzione permanente del trattamento (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Livelli elevati di amilasi\/lipasi: durante il trattamento con Inrebic sono stati riscontrati aumenti nei livelli di amilasi e\/o lipasi ed e&#8217; stato segnalato un caso di pancreatite. I pazienti devono sottoporsi al monitoraggio dei livelli di amilasi e lipasi al basale, almeno una volta al mese per i primi 3 mesi, periodicamente durante il trattamento e laddove clinicamente indicato. Una volta osservata la tossicita&#8217;, i pazienti devono essere monitorati almeno ogni 2 settimane fino alla risoluzione. Per aumenti di grado &gt;=3 deilivelli di amilasi e\/o lipasi, si raccomandano modifiche della dose (vedere paragrafi 4.2 e 4.8). Aumento della creatinina: durante il trattamento con Inrebic sono stati riscontrati aumenti nei livelli di creatinina (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono sottoporsi al monitoraggio dei livelli di creatinina al basale, almeno una volta al mese per i primi 3 mesi, periodicamente durante il trattamento e laddove clinicamente indicato. In caso di compromissione renale grave (CLcr da 15 mL\/min a 29 mL\/min secondo C-G), sono raccomandate modifiche della dose (vedere paragrafo 4.2). Interazioni: la somministrazione concomitante di Inrebic con forti inibitori del CYP3A4 aumenta l&#8217;esposizione a Inrebic. La maggiore esposizione a Inrebic puo&#8217; aumentare il rischio di reazioni avverse. Al posto di forti inibitori del CYP3A4, valutare la somministrazione di terapie alternative che non inibiscono l&#8217;attivita&#8217;del CYP3A4 in maniera significativa.<\/p>\n<h3>INTERAZIONI<\/h3>\n<p>Effetto di altri medicinali su fedratinib: Fedratinib e&#8217; metabolizzato da vari CYP in vitro, con il contributo predominante proveniente dalCYP3A4 e un contributo minore dal CYP2C19 e dalle monoossigenasi contenenti flavina (FMO). Inibitori forti e moderati del CYP3A4: la somministrazione concomitante di ketoconazolo (forte inibitore del CYP3A4: 200 mg due volte al giorno) con una singola dose di fedratinib (300 mg)ha determinato un aumento dell&#8217;area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo di fedratinib, dal tempo zero all&#8217;infinito (AUC inf ), di circa 3 volte (vedere paragrafo 4.2). Sulla base di simulazioni farmacocinetiche su base fisiologica (PBPK), si prevede che la somministrazione concomitante di inibitori moderati del CYP3A4, eritromicina (500mg tre volte al giorno) o diltiazem (120 mg due volte al giorno), confedratinib 400 mg una volta al giorno, aumenti l&#8217;AUC di fedratinib allo stato stazionario rispettivamente di1,2 e 1,1 volte. Non si possonoescludere reazioni avverse in seguito alla somministrazione concomitante prolungata di un inibitore moderato del CYP3A4. Inibizione simultanea del CYP3A4 e del CYP2C19: l&#8217;effetto della somministrazione concomitante di un inibitore duplice o della combinazione di inibitori del CYP3A4 e del CYP2C19 sulla farmacocinetica di fedratinib non e&#8217; stato studiato. Le simulazioni di farmacocinetica su base fisiologica (PBPK) suggeriscono che la somministrazione concomitante di un duplice inibitore del CYP3A4 e del CYP2C19 con una singola dose di fedratinib possa aumentare l&#8217;AUC inf di fedratinib di circa 4 volte e la situazione puo&#8217;cambiare con la somministrazione di dosi multiple di fedratinib a causa della complessa interazione reciproca tra autoinibizione e autoinduzione degli enzimi CYP. Agenti che inibiscono contemporaneamente il CYP3A4 e il CYP2C19 (ad es. fluconazolo, fluvoxamina) o la combinazione di inibitori del CYP3A4 e del CYP2C19 possono aumentare l&#8217;esposizione di fedratinib e devono essere evitati nei pazienti che ricevono fedratinib. Induttori forti e moderati del CYP3A4: la somministrazione concomitante di rifampicina (induttore forte del CYP3A4: 600 mg una volta al giorno) o efavirenz (induttore moderato del CYP3A4: 600 mg una voltaal giorno) con una singola dose di fedratinib (500 mg) ha ridotto l&#8217;AUC inf di fedratinib di circa l&#8217;80% o il 50%, rispettivamente. Inibitori della pompa protonica La somministrazione concomitante di pantoprazolo (inibitore della pompa protonica: 40 mg al giorno) con una singoladose di fedratinib (500 mg) ha determinato un aumento dell&#8217;AUC inf difedratinib in misura clinicamente non significativa (di 1,15 volte). Pertanto, un aumento del pH gastrico non si prevede possa avere un impatto clinicamente significativo sull&#8217;esposizione a fedratinib e non e&#8217;necessario alcun aggiustamento della dose in caso di somministrazioneconcomitante di fedratinib con agenti che aumentano il pH gastrico. Effetto di fedratinib su altri medicinali. Effetti sugli enzimi: substrati del CYP3A4, del CYP2C19 o del CYP2D6. La somministrazione concomitante di fedratinib con il substrato del CYP3A4, midazolam (2 mg), il substrato del CYP2C19, omeprazolo (20 mg) e il substrato del CYP2D6, metoprololo (100 mg) aumenta l&#8217;AUC inf di midazolam, omeprazolo e metoprololo di 3,8, 2,8, 1,8 volte e le concentrazioni al picco (C max ) di 1,8, 1,1 e 1,6 volte, rispettivamente. Pertanto, eventuali modifiche della dose di medicinali che sono substrati del CYP3A4, CYP2C19 o del CYP2D6 devono essere apportate secondo necessita&#8217;, con uno stretto monitoraggio della sicurezza e dell&#8217;efficacia. Effetti sui trasportatori: negli studi in vitro, fedratinib inibisce la glicoproteina P (P-gp), la proteina di resistenza del carcinoma mammario (BCRP), MATE1 e MATE2-K, i polipeptidi trasportatori di anioni organici (OATP)1B1 e OATP1B3 e OCT2. La somministrazione concomitante di una singola dose di fedratinib (600 mg) con una singola dose di digossina (substrato di P-gp: 0,25 mg), rosuvastatina (substrato di OATP1B1\/1B3 e BCRP: 10 mg), e metformina (substrato di OCT2 e MATE1\/2-K: 1000 mg) non ha avuto effetti clinicamente significativi sull&#8217; AUC inf di digossina, rosuvastatina, emetformina. La clearance renale della metformina e&#8217; diminuita del 36%in presenza di fedratinib. L&#8217;effetto farmacodinamico ipoglicemizzantedella metformina in presenza di fedratinib appare ridotto, con l&#8217; AUC0-3h del glucosio superiore del 17%. Si deve usare cautela e si devono apportare modifiche alla dose secondo necessita&#8217; per gli agenti che sono escreti per via renale tramite OCT2 e MATE1\/2-K. Fattori di crescita emopoietici: l&#8217;uso concomitante di fattori di crescita emopoieticie fedratinib non e&#8217; stato studiato. Non e&#8217; noto se l&#8217;inibizione di JAK ad opera di fedratinib riduca l&#8217;efficacia dei fattori di crescita emopoietici o se i fattori di crescita emopoietici influenzino l&#8217;efficacia di fedratinib (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).<\/p>\n<h3>EFFETTI INDESIDERATI<\/h3>\n<p>Riassunto del profilo di sicurezza: le informazioni sulla sicurezza complessiva di Inrebic sono state valutate in 608 pazienti che hanno ricevuto dosi continue di Inrebic in studi clinici di fase 1, 2 e 3. Mielofibrosi primaria o secondaria (JAKARTA, JAKARTA2, ARD11936) In studiclinici condotti su pazienti affetti da mielofibrosi primaria (MF), mielofibrosi post-policitemia vera (MF post-PV) o mielofibrosi post- trombocitemia essenziale (MF post-TE), trattati con Inrebic 400 mg (N = 203), compresi i pazienti precedentemente esposti a ruxolitinib (N = 97; JAKARTA2), l&#8217;esposizione mediana e&#8217; stata di 35,6 settimane (intervallo: da 0,7 a 114,6 settimane) e il numero mediano di cicli (1 ciclo = 28 giorni) avviati era di 9 cicli. Il sessantatre percento (63%)dei 203 pazienti e&#8217; stato esposto per &gt;=6 mesi e il 38% e&#8217; stato esposto per &gt;=12 mesi. Tra i 203 pazienti con MF trattati con una dose di Inrebic da 400 mg negli studi clinici, le reazioni avverse non ematologichepiu&#8217; frequenti sono state diarrea (67,5%), nausea (61,6%) e vomito (44,8%). Le reazioni avverse ematologiche piu&#8217; frequenti sono state anemia (99,0%) e trombocitopenia (68,5%) in base ai valori di laboratorio.Le reazioni avverse gravi piu&#8217; frequenti nei pazienti affetti da MF trattati con 400 mg sono state anemia (2,5% in base agli eventi avversiriportati e non ai valori di laboratorio) e diarrea (1,5%). L&#8217;interruzione permanente dovuta ad un evento avverso a prescindere dalla causasi e&#8217; verificata nel 24% dei pazienti trattati con 400 mg di Inrebic.Elenco delle reazioni avverse: le reazioni avverse emerse negli studiclinici per l&#8217;intera durata del trattamento sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA. All&#8217;interno di ogni classificazione per sistemi e organi, le reazioni avverse sono ordinate perfrequenza, con le reazioni piu&#8217; frequenti indicate per prime. Le frequenze sono definite come: molto comune (&gt;=1\/10); comune (&gt;=1\/100, &lt;1\/10); non comune (&gt;=1\/1.000, &lt;1\/100); raro (&gt;=1\/10.000, &lt;1\/1.000); moltoraro (&lt;1\/10.000), non nota (la frequenza non puo&#8217; essere definita sulla base dei dati disponibili). Tutte le reazioni avverse per classificazione per sistemi e organi e termine preferito. Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezione delle vie urinarie. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: anemia^a, trombocitopenia^a, neutropenia^a, sanguinamento^b. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: aumento della lipasi^a, aumento dell&#8217;amilasi^a. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: mal di testa; comune: encefalopatia di wernicke, capogiro. Patologie vascolari. Comune: ipertensione. Patologie gastrointestinali. Molto comune: diarrea, vomito, nausea, stipsi; comune: dispepsia. Patologie epatobiliari. Molto comune: aumento dell&#8217;alanina aminotransferasi^a, aumento dell&#8217;aspartato aminotransferasi^a. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: dolore osseo; molto comune: spasmi muscolari; comune: dolore agli arti. Patologie renali e urinarie. Molto comune: aumento dei livelli di creatinina nel sangue^a; comune: disuria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: stanchezza\/ astenia. Esami diagnostici. Comune: aumento di peso. MedDRA= Dizionario medico delle attivita&#8217; regolatorie SMQ = quesito MedDRA standardizzato (un raggruppamento di vari termini preferiti MedDRA peracquisire un concetto medico). ^a La frequenza si basa sul valore di laboratorio. ^b Sanguinamento include qualsiasi tipologia associata a trombocitopenia che richiede un intervento clinico. Il sanguinamento viene valutato utilizzando i termini di emorragia dell&#8217;SMQ MedDRA (ambito ampio). Descrizione di reazioni avverse selezionate Encefalopatia, compresa quella di Wernicke: casi gravi di encefalopatia, compreso 1 caso confermato di encefalopatia di Wernicke, sono stati segnalati nell&#8217;1,3% (8\/608) dei pazienti trattati con Inrebic nell&#8217;ambito di studi clinici; 7 pazienti stavano assumendo Inrebic a una dose di 500 mg al giorno prima della comparsa delle evidenze neurologiche e presentavano fattori predisponenti come malnutrizione, eventi avversi gastrointestinali e altri fattori di rischio che potrebbero portare a una carenza di tiamina. In un paziente trattato con Inrebic a una dose di 400 mg e&#8217;stata riscontrata encefalopatia epatica. La maggior parte degli eventi si e&#8217; risolta con qualche sintomo neurologico residuo, tra cui perdita di memoria, disturbo cognitivo e capogiro, fatta eccezione per un caso fatale (1\/608; 0,16%). Si trattava di un paziente con carcinoma della testa e del collo, metastasi cerebrali, difficolta&#8217; a mangiare e perdita di peso che aveva ricevuto fedratinib 500 mg in uno studio per un&#8217;altra indicazione (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 per indicazioni sul monitoraggio e la gestione, e il paragrafo 4.9). Tossicita&#8217; gastrointestinale: nausea, vomito e diarrea sono tra le piu&#8217; frequenti reazioni avverse manifestate dai pazienti trattati con Inrebic. Tra i pazienti affetti da MF trattati con 400 mg di Inrebic, la diarrea si e&#8217; verificata nel 68% dei pazienti, la nausea nel 62% dei pazienti e il vomito nel 45% dei pazienti. Casi di diarrea, nausea e vomito di grado 3 si sono verificati nel 5%, 0,5% e 2% dei pazienti, rispettivamente. Il tempomediano alla comparsa di nausea, vomito e diarrea di qualsiasi grado e&#8217; stato di 2 giorni, con il 75% dei casi verificatosi entro 3 settimane dall&#8217;inizio del trattamento. Interruzioni e riduzioni della dose dovute a tossicita&#8217; gastrointestinali sono state segnalate nell&#8217;11% e nel 9% dei pazienti, rispettivamente. L&#8217;interruzione permanente di Inrebic 400 mg a causa di tossicita&#8217; gastrointestinali si e&#8217; verificata nel4% dei pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 per indicazioni sul monitoraggio e la gestione). Anemia: nei pazienti con mielofibrosi primariao secondaria trattati con 400 mg di Inrebic, il 52% dei pazienti ha sviluppato anemia di grado 3. Il tempo mediano all&#8217;insorgenza del primoevento di anemia di grado 3 e&#8217; stato di circa 60 giorni, con il 75% dei casi verificatosi entro 4 mesi dall&#8217;inizio del trattamento. Trasfusioni di eritrociti sono state somministrate al 58% dei pazienti trattati con Inrebic 400 mg e l&#8217;interruzione permanente di Inrebic 400 mg dovuta all&#8217;anemia si e&#8217; verificata nell&#8217;1,5% dei pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 4.4 per indicazioni sul monitoraggio e la gestione). Trombocitopenia: nei pazienti con mielofibrosi primaria o secondaria trattaticon 400 mg di Inrebic, il 14% e il 9% dei pazienti ha sviluppato trombocitopenia di grado 3 e grado 4, rispettivamente. Il tempo mediano all&#8217;insorgenza del primo evento di trombocitopenia di grado 3 o 4 e&#8217; stato di circa 70 giorni, con il 75% dei casi verificatosi entro 7 mesi dall&#8217;inizio del trattamento.<\/p>\n<h3>GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO<\/h3>\n<p>Donne in eta&#8217; fertile\/contraccezione: i soggetti di sesso femminile in eta&#8217; fertile devono essere informati della necessita&#8217; di evitare unagravidanza durante la terapia con Inrebic e devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento con Inrebic e per almeno 1 mese dopo l&#8217;ultima dose. Gravidanza: i dati relativi all&#8217;uso diInrebic in donne in gravidanza non esistono. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita&#8217; riproduttiva (vedere paragrafo 5.3); l&#8217;esposizione in questi studi era inferiore rispetto all&#8217;esposizione nell&#8217;uomo alla dose raccomandata. In base al suo meccanismo d&#8217;azione, Inrebic puo&#8217; causare danno fetale. Inrebic appartiene a una classe di farmaci, inibitori di JAK, che in femmine di ratto e coniglio gravide si sono rivelati in grado di causare mortalita&#8217; embrio-fetale e teratogenicita&#8217; ad esposizioni clinicamente rilevanti. Inrebic e&#8217; controindicatodurante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Le donne in eta&#8217; fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento eper almeno 1 mese dopo l&#8217;assunzione dell&#8217;ultima dose. Se Inrebic e&#8217; usato durante la gravidanza o se la paziente rimane incinta mentre assume questo medicinale, la paziente deve essere informata del potenzialerischio per il feto. Allattamento: non e&#8217; noto se fedratinib\/i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Il rischio per i lattanti non puo&#8217; essere escluso. Le donne non devono allattare al seno durante il trattamento con Inrebic e per almeno 1 mese dopo l&#8217;ultima dose di Inrebic. Fertilita&#8217;: non esistono dati relativi all&#8217;effetto di fedratinib sulla fertilita&#8217; nell&#8217;uomo. Non esistono dati relativi agli effettisulla fertilita&#8217; negli animali a livelli di esposizione clinicamente rilevanti (vedere paragrafo 5.3).<\/p>\n<h3>Forma farmaceutica<\/h3>\n<p> CAPSULE RIGIDE<\/p>\n<h3>Scadenza<\/h3>\n<p> 48 MESI<\/p>\n<h3>Confezionamento<\/h3>\n<p> FLACONE<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DENOMINAZIONE INREBIC 100 MG CAPSULE RIGIDE (Medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Cio&#8217; permettera&#8217; la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Agli operatori sanitari e&#8217; richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta. Vedere paragrafo 4.8 per informazioni sulle modalita&#8217; di segnalazione delle reazioni avverse). CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Agenti antineoplastici, inibitori della chinasi proteica. 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