{"id":6783,"date":"2023-08-29T15:22:18","date_gmt":"2023-08-29T13:22:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/pradaxa-10cps-75mg\/"},"modified":"2023-08-29T15:22:18","modified_gmt":"2023-08-29T13:22:18","slug":"pradaxa-10cps-75mg","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/www.foglietto-illustrativo.it\/index.php\/prodotto\/pradaxa-10cps-75mg\/","title":{"rendered":"PRADAXA 10CPS 75MG"},"content":{"rendered":"<h3>DENOMINAZIONE<\/h3>\n<p>PRADAXA 75 MG CAPSULE RIGIDE<\/p>\n<h3>CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA<\/h3>\n<p>Agenti antitrombotici, inibitori diretti della trombina.<\/p>\n<h3>PRINCIPI ATTIVI<\/h3>\n<p>Ogni capsula rigida contiene 75 mg di dabigatran etexilato (come mesilato). Per l&#8217;elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.<\/p>\n<h3>ECCIPIENTI<\/h3>\n<p>Contenuto della capsula: acido tartarico, gomma arabica, ipromellosa,dimeticone 350, talco, idrossipropilcellulosa. Capsula: carragenina, potassio cloruro, titanio diossido, ipromellosa. Inchiostro nero per stampa: gommalacca, ferro ossido nero, potassio idrossido.<\/p>\n<h3>INDICAZIONI<\/h3>\n<p>Prevenzione primaria di episodi tromboembolici venosi (TEV) in pazienti adulti sottoposti a chirurgia sostitutiva elettiva totale dell&#8217;ancao del ginocchio. Trattamento di TEV e prevenzione di TEV ricorrente in pazienti pediatrici dalla nascita a meno di 18 anni di eta&#8217;. Per forme di dosaggio adeguate per l&#8217;eta&#8217;, vedere paragrafo 4.2.<\/p>\n<h3>CONTROINDICAZIONI\/EFF.SECONDAR<\/h3>\n<p>Ipersensibilita&#8217; al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; compromissione renale severa (CLCr &lt; 30mL\/min) nei pazienti adulti; eGFR &lt; 50 mL\/min\/1,73 m^2 nei pazienti pediatrici; sanguinamento attivo clinicamente significativo; lesioni o condizioni, se considerate un fattore di rischio significativo di sanguinamento maggiore. Possono includere ulcera gastrointestinale in corso o recente, presenza di neoplasie maligne ad elevato rischio di sanguinamento, recente lesione cerebrale o spinale, recente intervento chirurgico a livello cerebrale, spinale od oftalmico, recente emorragia intracranica, varici esofagee accertate o sospette, malformazioni arterovenose, aneurismi vascolari o anomalie vascolari maggiori intraspinalio intracerebrali; trattamento concomitante con ogni altro anticoagulante come eparina non frazionata (ENF), eparine a basso peso molecolare(enoxaparina, dalteparina ecc.), derivati dell&#8217;eparina (fondaparinux ecc.), anticoagulanti orali (warfarin, rivaroxaban, apixaban ecc.) fatta eccezione per specifiche circostanze. Tra queste il cambio di terapia anticoagulante (vedere paragrafo 4.2) quando l&#8217;ENF e&#8217; somministrataalle dosi necessarie per mantenere pervio un catetere centrale venosoo arterioso oppure durante l&#8217;ablazione transcatetere per fibrillazione atriale (vedere paragrafo 4.5); compromissione epatica o malattia epatica che possa avere un qualsiasi impatto sulla sopravvivenza; trattamento concomitante con i seguenti forti inibitori della P-gp: ketoconazolo ad uso sistemico, ciclosporina, itraconazolo, dronedarone e l&#8217;associazione a dose fissa glecaprevir\/pibrentasvir (vedere paragrafo 4.5); protesi valvolari cardiache che richiedano trattamento anticoagulante (vedere paragrafo 5.1).<\/p>\n<h3>POSOLOGIA<\/h3>\n<p>Posologia: Pradaxa capsule puo&#8217; essere utilizzato negli adulti e nei pazienti pediatrici di eta&#8217; pari o superiore a 8 anni che siano in grado di deglutire le capsule intere. Pradaxa granulato rivestito puo&#8217; essere utilizzato nei bambini di eta&#8217; inferiore a 12 anni non appena il bambino e&#8217; in grado di ingerire cibo morbido. Pradaxa polvere e solvente per soluzione orale deve essere usato solamente nei bambini di eta&#8217;inferiore a 1 anno. Quando si passa da una formulazione a un&#8217;altra, puo&#8217; essere necessario modificare la dose prescritta. Deve essere prescritta la dose adatta in base al peso e all&#8217;eta&#8217; del bambino come indicato nell&#8217;elenco relativo ai dosaggi di una formulazione. Prevenzione primaria di TEV in chirurgia ortopedica: le dosi raccomandate di dabigatran etexilato e la durata della terapia per la prevenzione primaria di TEV in chirurgia ortopedica sono riportate di seguito. Raccomandazioni sulla dose e durata della terapia per la prevenzione primaria di TEV in chirurgia ortopedica. Pazienti sottoposti a chirurgia sostitutivaelettiva del ginocchio. Inizio del trattamento il giorno dell&#8217;intervento chirurgico 1-4 ore dopo la conclusione dell&#8217;intervento chirurgico:capsula singola di dabigatran etexilato da 110 mg; inizio della dose di mantenimento il primo giorno successivo all&#8217;intervento chirurgico: 220 mg di dabigatran etexilato una volta al giorno assunti come 2 capsule da 110 mg. Durata della terapia con la dose di mantenimento: 10 giorni. Pazienti sottoposti a chirurgia sostitutiva elettiva dell&#8217;anca. Inizio del trattamento il giorno dell&#8217;intervento chirurgico 1-4 ore dopo la conclusione dell&#8217;intervento chirurgico: capsula singola di dabigatran etexilato da 110 mg. Inizio della dose di mantenimento il primo giorno successivo all&#8217;intervento chirurgico: 220 mg di dabigatran etexilato una volta al giorno assunti come 2 capsule da 110 mg. Durata della terapia con la dose di mantenimento: 28-35 giorni. Riduzione raccomandata della dose. Pazienti con compromissione renale moderata (clearance della creatinina, CLCr 30-50 ml\/min); pazienti che ricevono contestualmente verapamil*, amiodarone, chinidina; pazienti di eta&#8217; pari o superiore a 75 anni. Inizio deltrattamento il giorno dell&#8217;intervento chirurgico 1-4 ore dopo la conclusione dell&#8217;intervento chirurgico: capsula singola di dabigatran etexilato da 75 mg; inizio della dose di mantenimento il primo giorno successivo all&#8217;intervento chirurgico: 150 mg di dabigatran etexilato una volta al giorno assunti come 2 capsule da 75 mg. Durata della terapia con la dose di mantenimento: 10 giorni (chirurgia sostitutiva del ginocchio) o 28-35 giorni (chirurgia sostitutiva dell&#8217;anca). * Per i pazienti con compromissione renale moderata chesiano contemporaneamente trattati con verapamil vedere &#8220;Popolazioni speciali&#8221;. Per entrambi gli interventi, se l&#8217;emostasi non fosse normale, l&#8217;inizio del trattamento deve essere rimandato. Se il trattamento non viene iniziato il giorno dell&#8217;intervento, si deve cominciare con 2 capsule una volta al giorno. Valutazione della funzione renale prima e durante il trattamento con dabigatran etexilato. In tutti i pazienti especialmente negli anziani (&gt; 75 anni), dal momento che la compromissione renale puo&#8217; essere frequente in questo gruppo d&#8217;eta&#8217;: la funzionerenale deve essere valutata calcolando la clearance della creatinina (CLCr) prima dell&#8217;inizio del trattamento con dabigatran etexilato per escludere i pazienti con compromissione renale severa (cioe&#8217; CLCr &lt; 30mL\/min) (vedere i paragrafi 4.3, 4.4 e 5.2); la funzione renale deve essere valutata anche quando si sospetti una riduzione della funzione renale durante il trattamento (ad esempio ipovolemia, disidratazione ed in caso di uso concomitante di alcuni medicinali). Il metodo da utilizzare per stimare la funzione renale (CLCr in mL\/min) e&#8217; il metodo diCockcroftGault. Mancata assunzione di una dose: si raccomanda di proseguire con le restanti dosi giornaliere di dabigatran etexilato alla stessa ora del giorno successivo. Non raddoppiare le dosi per compensare la dimenticanza della dose. Sospensione dell&#8217;assunzione di dabigatran etexilato: il trattamento con dabigatran etexilato non deve essere interrotto senza consulto medico. I pazienti devono essere informati dicontattare il medico se sviluppano sintomi gastrointestinali quali dispepsia (vedere paragrafo 4.8). Switch. Da dabigatran etexilato a anticoagulanti parenterali: si raccomanda di attendere 24 ore dall&#8217;ultima dose prima di passare da dabigatran etexilato ad un anticoagulante parenterale (vedere paragrafo 4.5). Da anticoagulanti parenterali a dabigatran etexilato: bisogna sospendere l&#8217;anticoagulante parenterale ed iniziare dabigatran etexilato 0-2 ore prima della prevista somministrazione della dose successiva della terapia originaria o al momento della sospensione in caso di trattamento continuo (ad es. eparina non frazionata (ENF) per via endovenosa) (vedere paragrafo 4.5). Popolazioni speciali. Compromissione renale: il trattamento con dabigatran etexilato in pazienti con compromissione renale severa (CLCr &lt; 30 mL\/min) e&#8217; controindicato (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con compromissione renale moderata (CLCr 30-50 mL\/min) si raccomanda una riduzione della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Uso concomitante di dabigatran etexilato con inibitori della P-glicoproteina (P-gp) da deboli a moderati, come amiodarone, chinidina o verapamil: la dose deve essere ridotta secondo quanto indicato precedentemente (vedere anche paragrafi 4.4 e 4.5). In tal caso dabigatran etexilato e questi medicinali devono essere assunti insieme. Nei pazienti con compromissione renale moderata, che siano contemporaneamente trattati con verapamil, deve essere presa in considerazione una riduzione della dose di dabigatran etexilato a 75 mgal giorno (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Anziani: per i pazienti anziani (&gt; 75 anni) si raccomanda una riduzione della dose (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Peso: l&#8217;esperienza clinica relativa alla dose raccomandata in pazienti con peso corporeo &lt; 50 kg o &gt; 110 kg e&#8217; assai limitata.Sulla base dei dati clinici e di cinetica disponibili non e&#8217; necessario un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2), ma si raccomanda uno stretto controllo clinico (vedere paragrafo 4.4). Genere: non e&#8217;necessario un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica: non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di dabigatran etexilato nella popolazione pediatrica per l&#8217;indicazione di prevenzione primaria di TEV in pazienti sottoposti a chirurgia sostitutiva elettiva totale dell&#8217;anca o a chirurgia sostitutiva elettiva totale del ginocchio. Trattamento di TEV e prevenzione di TEV ricorrente nei pazienti pediatrici: per il trattamento di TEV nei pazienti pediatrici, il trattamento deve essere avviato dopo la somministrazione diun anticoagulante parenterale per almeno 5 giorni.<\/p>\n<h3>CONSERVAZIONE<\/h3>\n<p>Blister: conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall&#8217;umidita&#8217;. Flacone: conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall&#8217;umidita&#8217;. Tenere il flacone ben chiuso.<\/p>\n<h3>AVVERTENZE<\/h3>\n<p>Rischio emorragico: dabigatran etexilato deve essere utilizzato con cautela in condizioni di aumentato rischio di sanguinamento o quando usato in concomitanza con medicinali che alterano l&#8217;emostasi attraverso l&#8217;inibizione della aggregazione piastrinica. Un sanguinamento si puo&#8217; verificare in qualsiasi sito corporeo durante la terapia. Un&#8217;immotivata caduta dei valori di emoglobina e\/o dell&#8217;ematocrito o della pressione arteriosa deve indurre alla ricerca del sito di sanguinamento. In pazienti adulti, in caso di sanguinamento potenzialmente fatale o non controllato, quando si rende necessaria una rapida inattivazione dell&#8217;effetto anticoagulante di dabigatran, e&#8217; disponibile l&#8217;inattivatore specifico idarucizumab. L&#8217;efficacia e la sicurezza di idarucizumab non sono state stabilite nei pazienti pediatrici. L&#8217;emodialisi puo&#8217; rimuoveredabigatran. Per i pazienti adulti, altre possibili opzioni sono sangue intero fresco, plasma congelato fresco, concentrato di fattore dellacoagulazione (attivato o non attivato), concentrati di fattore VIIa ricombinante o di piastrine (vedere anche paragrafo 4.9). L&#8217;uso di inibitori della aggregazione piastrinica come clopidogrel e acido acetilsalicilico (ASA) o antinfiammatori non steroidei (FANS), come anche la presenza di esofagite, gastrite o reflusso gastroesofageo aumentano il rischio di sanguinamento gastrointestinale. Fattori di rischio: di seguito si riassumono i fattori che possono incrementare il rischio di sanguinamento. Fattori che possono incrementare il rischio di sanguinamento. Fattori farmacodinamici e cinetici: eta&#8217; &gt;= 75 anni. Fattori che aumentano i livelli plasmatici di dabigatran. Maggiori: compromissionerenale moderata in pazienti adulti (CLCr 30-50 ml\/min); forti inibitori della P-gp (vedere paragrafi 4.3 e 4.5); co-somministrazione di inibitori della P-gp da deboli a moderati (ad es. Amiodarone, verapamil, chinidina e ticagrelor; vedere paragrafo 4.5). Minori: basso peso corporeo (&lt; 50 kg) in pazienti adulti. Interazioni farmacodinamiche (vedere paragrafo 4.5): ASA e altri inibitori della aggregazione piastrinicacome clopidogrel; FANS; inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o inibitori della ricaptazione della serotonina- norepinefrina (SNRI); altri medicinali che possono alterare l&#8217;emostasi. Patologie \/ procedure con rischi emorragici speciali: disturbi della coagulazione congeniti o acquisiti; trombocitopenia o disturbi della funzionalita&#8217; delle piastrine; biopsia recente, trauma maggiore; endocardite batterica; esofagite, gastrite o reflusso gastroesofageo. I dati in pazienti adulti di peso &lt; 50 kg sono limitati (vedere paragrafo 5.2). L&#8217;uso concomitante di dabigatran etexilato con inibitori della P-gp non e&#8217; stato studiato nei pazienti pediatrici, ma puo&#8217; aumentare il rischio di sanguinamento (vedere paragrafo 4.5). Precauzioni e gestione del rischio emorragico: per la gestione delle complicazioni emorragiche, vedere anche paragrafo 4.9. Valutazione del rapporto beneficio\/rischio: la presenza di lesioni, condizioni, procedure e\/o trattamento confarmaci (come FANS, antiaggreganti, SSRI e SNRI, vedere paragrafo 4.5), che aumentano significativamente il rischio di sanguinamento maggiore richiede un&#8217;accurata valutazione del rapporto beneficio\/rischio. Dabigatran etexilato deve essere somministrato solo se il beneficio supera il rischio di sanguinamento. I dati clinici disponibili in pazientipediatrici con fattori di rischio, inclusi pazienti con meningite, encefalite e ascesso intracranico in atto (vedere paragrafo 5.1), sono limitati. In questi pazienti, dabigatran etexilato deve essere somministrato solo se il beneficio atteso supera il rischio di sanguinamento. Stretto controllo clinico: e&#8217; raccomandata un&#8217;attenta osservazione clinica per la ricerca di segni di sanguinamento o anemia durante il trattamento, soprattutto se i fattori di rischio sono combinati. E&#8217; richiesta particolare cautela quando dabigatran etexilato viene somministrato in modo concomitante a verapamil, amiodarone, chinidina o claritromicina (inibitori della P-gp), soprattutto quando si verifichi un sanguinamento e con particolare attenzione nel caso di pazienti con funzionerenale ridotta (vedere paragrafo 4.5). Si raccomanda un&#8217;attenta osservazione clinica per la ricerca di segni di sanguinamento in pazienti trattati in modo concomitante con FANS (vedere paragrafo 4.5). Sospensione dell&#8217;assunzione di dabigatran etexilato: i pazienti che sviluppanoun&#8217;insufficienza renale acuta devono sospendere l&#8217;assunzione di dabigatran etexilato (vedere anche paragrafo 4.3). Quando si verifica un grave sanguinamento il trattamento deve essere sospeso, l&#8217;origine del sanguinamento analizzata e si puo&#8217; considerare l&#8217;uso dell&#8217;inattivatore specifico (idarucizumab) nei pazienti adulti. L&#8217;efficacia e la sicurezza di idarucizumab non sono state stabilite nei pazienti pediatrici. L&#8217;emodialisi puo&#8217; rimuovere dabigatran. Uso di inibitori della pompa protonica: si puo&#8217; considerare la somministrazione di un inibitore della pompa protonica (PPI) per prevenire il sanguinamento gastrointestinale(GI). Nel caso dei pazienti pediatrici occorre seguire le raccomandazioni per gli inibitori della pompa protonica riportate nell&#8217;etichetta locale. Parametri di laboratorio relativi alla coagulazione: anche se questo medicinale non richiede un monitoraggio di routine dei parametri della coagulazione, puo&#8217; essere utile la valutazione dell&#8217;effetto anticoagulante correlato a dabigatran per rilevare un&#8217;esposizione eccessivamente alta a dabigatran in presenza di ulteriori fattori di rischio. Il tempo di trombina su plasma diluito (dTT), il tempo di ecarina (ECT), il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) possono fornire informazioni utili, ma i risultati devono essere interpretati con cautela data la variabilita&#8217; tra i test (vedere paragrafo 5.1). Il testrapporto internazionale normalizzato (INR) non e&#8217; attendibile nei pazienti in trattamento con dabigatran etexilato e sono stati riportati falsi positivi di innalzamento dell&#8217;INR. Pertanto il test INR non deve essere effettuato. Di seguito vengono mostrati i valori limite di soglia dei test della coagulazione a valle che possono essere associati adun aumentato rischio di sanguinamento in pazienti adulti. I rispettivi valori limite di soglia in pazienti pediatrici non sono noti (vedereparagrafo 5.1). Valori limite di soglia in pazienti adulti al tempo di valle dei test di coagulazione che possono essere associati ad un aumentato rischio di sanguinamento. Test (valore di valle): dTT [ng\/ml];valori limite di soglia: &gt; 67. Test (valore di valle): ECT [x-volte maggiore del limite superiore della norma]; valori limite di soglia: non ci sono dati. Test (valore di valle): aPTT [x-volte maggiore del limite superiore della norma]; valori limite di soglia: &gt; 1,3.<\/p>\n<h3>INTERAZIONI<\/h3>\n<p>Interazioni del trasportatore: dabigatran etexilato e&#8217; un substrato del trasportatore d&#8217;efflusso P-gp. La somministrazione concomitante coninibitori della P-gp (vedere l&#8217;elenco seguente e&#8217; probabile che determini un aumento delle concentrazioni plasmatiche di dabigatran). Se non diversamente prescritto in modo specifico, e&#8217; richiesto uno stretto controllo clinico (ricerca di segni di sanguinamento o anemia) quando dabigatran sia co-somministrato con forti inibitori della P-gp. In associazione con alcuni inibitori della P-gp possono rendersi necessarie delle riduzioni della dose (vedere paragrafi 4.2, 4.3, 4.4 e 5.1). Interazioni del trasportatore. Inibitori della P-gp: uso concomitante controindicato. Ketoconazolo: ketoconazolo dopo una dose singola orale di400 mg ha aumentato i valori totali di AUC0-? e Cmax di dabigatran rispettivamente di 2,38 volte e 2,35 volte, e rispettivamente di 2,53 volte e 2,49 volte, dopo dosi multiple orali di 400 mg di ketoconazolo una volta al giorno. Dronedarone: quando dabigatran etexilato e dronedarone erano somministrati contestualmente i valori totali dell&#8217;AUC0-? edella Cmax di dabigatran aumentavano rispettivamente di circa 2,4 volte e 2,3 volte, dopo dosi multiple di 400 mg di dronedarone bid, e rispettivamente di circa 2,1 volte e 1,9 volte dopo una dose singola di 400 mg. Itraconazolo, ciclosporina: sulla base dei risultati in vitro ci si puo&#8217; aspettare un effetto simile a quello di ketoconazolo. Glecaprevir \/ pibrentasvir: l&#8217;uso concomitante di dabigatran etexilato con l&#8217;associazione a dose fissa degli inibitori della P-gp glecaprevir\/pibrentasvir ha dimostrato di aumentare l&#8217;esposizione a dabigatran e puo&#8217; aumentare il rischio di sanguinamento. Uso concomitante non raccomandato. Tacrolimus: in vitro tacrolimus ha dimostrato avere un effetto inibitorio sulla P-gp simile a quello osservato per itraconazolo e ciclosporina. Dabigatran etexilato non e&#8217; stato studiato clinicamente in associazione a tacrolimus. Tuttavia, i limitati dati clinici disponibili con un altro substrato della P-gp (everolimus) suggeriscono che l&#8217;inibizione della P-gp con tacrolimus sia piu&#8217; debole di quella osservata con potenti inibitori della P-gp. Uso concomitante con cautela. Verapamil: quando dabigatran etexilato (150 mg) e&#8217; stato co- somministrato con verapamil per via orale, la Cmax e l&#8217;AUC di dabigatran aumentavano, ma le dimensioni di questo c2ambiamento variavano in funzione del tempo di somministrazione e della formulazione di verapamil (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). L&#8217;aumento massimo di esposizione a dabigatran e&#8217; statoosservato con la prima dose di una formulazione a rilascio immediato di verapamil, somministrata un&#8217;ora prima dell&#8217;assunzione di dabigatranetexilato (aumento della Cmax di circa 2,8 volte e dell&#8217;AUC di circa 2,5 volte). L&#8217;effetto era progressivamente diminuito con la somministrazione di una formulazione a rilascio prolungato (aumento della Cmax di circa 1,9 volte e dell&#8217;AUC di circa 1,7 volte) o con la somministrazione di dosi multiple di verapamil (aumento della Cmax di circa 1,6 volte e aumento dell&#8217;AUC di circa 1,5 volte). Non e&#8217; stata osservata un&#8217;interazione significativa quando verapamil e&#8217; stato somministrato 2 ore dopo l&#8217;assunzione di dabigatran etexilato (aumento della Cmax di circa 1,1 volte e aumento dell&#8217;AUC di circa 1,2 volte). Cio&#8217; e&#8217; spiegato dall&#8217;assorbimento completo di dabigatran dopo 2 ore. Amiodarone: quando dabigatran etexilato e&#8217; stato co-somministrato con una dose singola orale di 600 mg di amiodarone, la quantita&#8217; e la velocita&#8217; di assorbimento di amiodarone e del suo metabolita attivo dea sono rimaste essenzialmente immodificate. L&#8217;AUC e la Cmax di dabigatran sono aumentate dicirca 1,6 volte e 1,5 volte rispettivamente. Considerando la lunga emivita di amiodarone, la potenziale interazione puo&#8217; perdurare per settimane dopo la sospensione di amiodarone (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Chinidina: chinidina e&#8217; stata somministrata a dosi di 200 mg ogni 2 ore fino ad una dose totale di 1.000 mg. Dabigatran etexilato e&#8217; stato somministrato due volte al giorno per 3 giorni consecutivi, al terzo giorno con o senza chinidina. L&#8217;AUC?,ss e la Cmax,ss di dabigatran eranoaumentate rispettivamente in media di 1,53 volte e di 1,56 volte, conla somministrazione concomitante di chinidina (vedere paragrafi 4.2 e4.4). Claritromicina: quando claritromicina (500 mg due volte al giorno) e&#8217; stata somministrata in associazione a dabigatran etexilato in volontari sani, e&#8217; stato osservato un aumento dell&#8217;AUC di circa 1,19 volte e della Cmax di circa 1,15 volte. Ticagrelor: quando una dose singola di 75 mg di dabigatran etexilato e&#8217; stata somministrata contemporaneamente a una dose iniziale di 180 mg di ticagrelor, l&#8217;AUC e la Cmax di dabigatran sono aumentate rispettivamente di 1,73 e di 1,95 volte. Dopo somministrazione multipla di 90 mg di ticagrelor bid l&#8217;aumento dell&#8217;esposizione a dabigatran e&#8217; di 1,56 e di 1,46 volte rispettivamenteper la Cmax e l&#8217;AUC. La somministrazione concomitante di una dose iniziale di 180 mg di ticagrelor e di 110 mg di dabigatran etexilato (allo stato stazionario) aumentava la AUC?,ss e la Cmax,ss di dabigatran rispettivamente di 1,49 volte e di 1,65 volte, rispetto alla somministrazione del solo dabigatran etexilato. Quando una dose iniziale di 180 mg di ticagrelor veniva somministrata 2 ore dopo la somministrazione di dabigatran etexilato 110 mg (allo stato stazionario), l&#8217;aumento della AUC?,ss e della Cmax,ss di dabigatran si riduceva rispettivamente a 1,27 volte ed a 1,23 volte, rispetto alla somministrazione del solo dabigatran etexilato. Questa somministrazione scaglionata e&#8217; quella raccomandata per cominciare ticagrelor con una dose iniziale. La somministrazione concomitante di 90 mg di ticagrelor bid (dose di mantenimento)con 110 mg di dabigatran etexilato aumentava la AUC?,ss e la Cmax,ss aggiustate di dabigatran rispettivamente di 1,26 volte e di 1,29 volte, rispetto alla somministrazione del solo dabigatran etexilato. Posaconazolo: anche posaconazolo in parte inibisce la P-gp, ma non e&#8217; stato studiato clinicamente. La co-somministrazione di dabigatran etexilato e posaconazolo deve essere effettuata con cautela. Induttori della P-gp. Uso concomitante da evitare, es. Rifampicina, erba di san giovanni (hypericum perforatum), carbamazepina o fenitoina: e&#8217; atteso che la somministrazione concomitante riduca le concentrazioni di dabigatran. Lapre- somministrazione dell&#8217;induttore rifampicina ad una dose di 600 mg una volta al giorno per 7 giorni ha ridotto il picco totale di dabigatran e l&#8217;esposizione totale rispettivamente del 65,5% e del 67%. L&#8217;effetto induttore era diminuito determinando un&#8217;esposizione a dabigatranvicina al valore di riferimento entro il settimo giorno successivo alla sospensione del trattamento con rifampicina.<\/p>\n<h3>EFFETTI INDESIDERATI<\/h3>\n<p>Riassunto del profilo di sicurezza: dabigatran etexilato e&#8217; stato valutato in studi clinici complessivamente in circa 64.000 pazienti; di questi, circa 35.000 sono stati trattati con dabigatran etexilato. In studi di prevenzione di TEV attivamente controllati 6.684 pazienti sonostati trattati con 150 mg o 220 mg di dabigatran etexilato al giorno.Gli eventi piu&#8217; comunemente riportati sono i sanguinamenti che si sono verificati in circa il 14% dei pazienti; la frequenza di sanguinamenti maggiori (inclusi i sanguinamenti della ferita) e&#8217; inferiore al 2%.Sebbene siano avvenuti raramente negli studi clinici, possono verificarsi eventi di sanguinamento maggiori o gravi che, indipendentemente dalla localizzazione, possono essere invalidanti, porre in pericolo la vita o perfino portare a morte. Elenco delle reazioni avverse. L&#8217;elenco seguente mostra le reazioni avverse ordinate per Classificazione perSistemi e Organi (SOC) e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (&gt;= 1\/10), comune (&gt;= 1\/100, &lt; 1\/10), non comune (&gt;= 1\/1.000, &lt; 1\/100), raro (&gt;= 1\/10.000, &lt; 1\/1.000), molto raro (&lt; 1\/10.000), non nota (la frequenza non puo&#8217; essere definita sulla base dei dati disponibili). Reazioni avverse. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: calo dell&#8217;emoglobina; non comune: anemia, calo dell&#8217;ematocrito; raro: trombocitopenia; non nota: neutropenia, agranulocitosi. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita&#8217; al medicinale; raro: reazione anafilattica, angioedema, orticaria, rash cutaneo, prurito; non nota: broncospasmo. Patologie del sistema nervoso. Raro: emorragia intracranica. Patologie vascolari. Non comune: ematoma, emorragie dalle ferite; raro: emorragia. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi; raro: emottisi. Patologie gastrointestinali. Non comune: emorragia gastrointestinale, emorragia rettale, emorragia emorroidale, diarrea, nausea, vomito; raro: ulcera gastrointestinale, inclusa ulcera esofagea, gastroesofagite, malattia da reflusso gastroesofageo, dolore addominale, dispepsia, disfagia. Patologie epatobiliari. Comune: funzionalita&#8217; epatica alterata \/ test di funzionalita&#8217; epatica alterati; non comune: aumento dell&#8217;alanina aminotransferasi, aumento dell&#8217;aspartato aminotransferasi, aumento degli enzimi epatici, iperbilirubinemia. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: emorragia cutanea; non nota: alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: emartrosi. Patologie renali e urinarie. Non comune: emorragia genitourinaria, inclusa ematuria. Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione. Raro: emorragia al sito di iniezione, emorragia al sito di inserzione del catetere, sanguinamento. Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura. Non comune: emorragia traumatica, ematoma post-procedurale, emorragia post-procedurale, suppurazione post- procedurale, secrezione dalle ferite; raro: emorragia al sito di incisione, anemia post- operatoria. Procedure mediche e chirurgiche. Raro: drenaggio della ferita, drenaggio post- procedurale. Descrizione di reazioni avverse selezionate. Sanguinamenti: a causa dell&#8217;attivita&#8217; farmacologica di dabigatran etexilato, il suo uso puo&#8217; essere associato ad un aumento del rischio di sanguinamento occulto o palese in qualsiasi tessuto o organo. I segni, i sintomi e la gravita&#8217; (compreso il decesso) variano in relazione al sito di localizzazione e algrado o all&#8217;estensione del sanguinamento e\/o dell&#8217;anemia. Negli studiclinici, sanguinamenti delle mucose (ad esempio, gastrointestinale, genitourinaria) sono stati osservati piu&#8217; frequentemente durante il trattamento con dabigatran etexilato a lungo termine rispetto al trattamento con AVK. Pertanto, oltre a un adeguato monitoraggio clinico, gli esami di laboratorio per l&#8217;emoglobina\/ematocrito possono essere utili per poter rilevare sanguinamenti occulti. Il rischio di sanguinamenti puo&#8217; aumentare in alcuni gruppi di pazienti, ad esempio i pazienti con compromissione renale moderata e\/o in trattamento concomitante con medicinali che influenzano l&#8217;emostasi o i potenti inibitori della P-gp (vedere paragrafo 4.4 Rischio emorragico). Possono presentarsi complicazioni emorragiche come debolezza, pallore, capogiro, cefalea o gonfioredi origine non nota, dispnea e shock di origine non nota. Note complicanze delle emorragie come sindrome compartimentale e insufficienza renale acuta dovuta a ipoperfusione e nefropatia da anticoagulanti nei pazienti con fattori di rischio predisponenti sono state riportate per dabigatran etexilato. Pertanto, nella valutazione della condizione di qualsiasi paziente trattato con anticoagulanti si deve tener conto della possibilita&#8217; di emorragia. In caso di sanguinamento non controllato, per i pazienti adulti e&#8217; disponibile un inattivatore specifico, idarucizumab, per dabigatran (vedere paragrafo 4.9). Agranulocitosi e neutropenia: durante l&#8217;uso post-approvazione di dabigatran etexilato sono state segnalate molto raramente agranulocitosi e neutropenia. Poiche&#8217; le reazioni avverse sono state segnalate durante la sorveglianza post-marketing in una popolazione di dimensioni incerte, non e&#8217; possibile determinarne la frequenza in modo attendibile. Il tasso di segnalazionee&#8217; stato stimato pari a 7 eventi per milione di anni-paziente per l&#8217;aganulocitosi e a 5 eventi per milione di anni- paziente per la neutropenia. Popolazione pediatrica: la sicurezza di dabigatran etexilato neltrattamento di TEV e nella prevenzione di TEV ricorrente nei pazientipediatrici e&#8217; stata studiata in due studi di fase III (DIVERSITY e 1160.108). In totale, sono stati trattati con dabigatran etexilato 328 pazienti pediatrici. I pazienti hanno ricevuto dosi aggiustate in base al peso e all&#8217;eta&#8217; di una formulazione di dabigatran etexilato adatta all&#8217;eta&#8217;. In generale, si prevede che il profilo di sicurezza nei bambini sia uguale a quello negli adulti. In totale, il 26% dei pazienti pediatrici trattati con dabigatran etexilato per TEV e per la prevenzione di TEV ricorrente ha manifestato reazioni avverse. Elenco riassuntivo delle reazioni avverse: di seguito vengono mostrate le reazioni avverse identificate dagli studi sul trattamento di TEV e sulla prevenzione di TEV ricorrente nei pazienti pediatrici. Sono ordinate per Classificazione per Sistemi e Organi (SOC) e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (&gt;= 1\/10), comune (&gt;= 1\/100, &lt; 1\/10), noncomune (&gt;= 1\/1.000, &lt; 1\/100), raro (&gt;= 1\/10.000, &lt; 1\/1.000), molto raro (&lt; 1\/10.000), non nota (la frequenza non puo&#8217; essere definita sullabase dei dati disponibili). Reazioni avverse. Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: anemia, trombocitopenia; non comune: calo dell&#8217;emoglobina, calo dell&#8217;ematocrito, neutropenia; non nota: agranulocitosi.<\/p>\n<h3>GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO<\/h3>\n<p>Donne in eta&#8217; fertile: le donne in eta&#8217; fertile devono evitare la gravidanza durante il trattamento con Pradaxa. Gravidanza: i dati relativi all&#8217;uso di Pradaxa in donne in gravidanza sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicita&#8217; riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non e&#8217; noto. Pradaxa non deve essere utilizzato durante la gravidanza se non quando chiaramente necessario. Allattamento: non vi sono dati clinici riguardanti gli effetti di dabigatran sui lattanti durante l&#8217;allattamento. L&#8217;allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Pradaxa. Fertilita&#8217;: non sono disponibili dati nell&#8217;uomo. Negli studi condotti sugli animali e&#8217; stato osservato un effetto sulla fertilita&#8217; femminile in termini di diminuzione degli impianti e aumento di perdite pre-impianto ad una dose di 70 mg\/kg (esposizione plasmatica 5 voltesuperiore rispetto a quella dei pazienti). Non sono stati osservati altri effetti sulla fertilita&#8217; femminile. Non e&#8217; stata riscontrata alcuna influenza sulla fertilita&#8217; maschile. A dosi tossiche per le madri (esposizione plasmatica da 5 a 10 volte superiore rispetto a quella deipazienti), nei ratti e nei conigli e&#8217; stato osservato un calo del peso corporeo del feto e della vitalita&#8217; embriofetale con aumento delle modificazioni fetali. Negli studi pre e post-natali e&#8217; stato osservato un aumento della mortalita&#8217; fetale a dosi che erano tossiche per le madri (una dose corrispondente ad un&#8217;esposizione plasmatica 4 volte superiore rispetto a quella dei pazienti).<\/p>\n<h3>Forma farmaceutica<\/h3>\n<p> CAPSULE RIGIDE<\/p>\n<h3>Scadenza<\/h3>\n<p> 36 MESI<\/p>\n<h3>Confezionamento<\/h3>\n<p> BLISTER<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DENOMINAZIONE PRADAXA 75 MG CAPSULE RIGIDE CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA Agenti antitrombotici, inibitori diretti della trombina. 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